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Megafono8

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Giornale sindacale del C. d. F. F.L.M. degli stabilimenti Borletti

IL TERRORISMO

Questo fenomeno della nostra società che quotidianamente ci fa assistere ad atti di violenza che toccano nel profondo la coscienza dei cittadini per la freddezza e la brutalità che ne sono caratteristiche è il problema che oggi più che mai è all'attenzione di ogni democratico.

Come mai queste brutalità?

Come possono questi terroristi agire nel contesto di una società civile?

Qual'è il loro scopo?

Queste sono le domande inquietanti che ognuno di noi si pone. Bisogna però avere la lucidità di superare la parte emotiva che inevitabilmente i fatti comportano, ed esaminare alle radici quali sono i mali che producono questi effetti.

All'origine della violenza e delle sue punte terroristiche vi sono i mali storici della società italiana: squilibri nello sviluppo del paese (per cui si passa dall'industrializzazione del nord alla condizione di arretratezza semicoloniale del Sud, in cui mafia e clientelismo regnano ancora incontrastati), ingiustizie sociali, malgoverno, scandali di ogni genere.

Se a questi mali storici s& aggiungono anche la inefficienza dell'apparato dello Stato e della Magistratura, i servizi segreti che hanno agito il più delle volte a garanzia e protezione di chi minava lo Stato Repubblicano anziché colpire e denunciare l'attacco alle istituzioni ed ai cittadini, si ha un quadro completo dell'attuale crisi.

A fronte di tutto ciò ci sono anche i rimedi per far sì che l'attuale momento critico venga superato, e fra questi in primo piano si pongono le proposte che le componenti politiche e sindacali hanno formulato: avviare la soluzione concreta dei mali del Paese con il concorso di tutti.

La Magistratura ed i Servizi Segreti devono diventare parte integrante della struttura dello Stato, intendendo per esso uno stato realmente democratico, per garantire la giustizia e prevenire i mali; deve essere costituito il sindacato di polizia; bisogna sviluppare il Mezzogiorno e garantire il posto di lavoro a tutti i giovani che escono dalla scuola, da una scuola finalmente riformata in modo radicale fuori dalle pastoie delle circolari ministeriali; occorre mettere in atto una riforma fiscale che non penalizzi i lavoratori a beneficio di chi detiene un potere economico.

Queste ed altre sono le cose minime da avviare per creare le condizioni in cui venga a mancare il terreno nel quale

il terrorismo affonda le sue radici.

Importante ed essenziale è che tutti i cittadini hanno dimostrato e continuano instancabilmente a dimostrare l'attaccamento e la volontà di difesa delle istituzioni repubblicane e della Costituzione nata dalla Resistenza.

Già nel passato, a partire dalla strage di Piazza Fontana dalla strategia della tensione alle, trame nere, era apparsa evidente la matrice eversiva, reazionaria ed anticostituzionale di tali eventi e forte è sempre stata la reazione dei lavoratori.

Il movimento operaio chiede che la sua coscienza democratica serva ad aggregare gli altri strati sociali, perché questa è l'unica condizione per emarginare ogni forma dì terrorismo e garantire quella continuità storica che fonda i suoi ideali nella Resistenza.

maggio '78

L'INTERVENTO DELLO S.M.A.L. (Servizio Medicina Ambiente di Lavoro) IN MERITO A CASI DI « DERMATITE IRRITATIVA ».

Al verificarsi all'interno del Reparto 5200 (staccaventilatori) di casi di « Dermatite irritativa » la commissione ambiente del C.d.F. di S. Giorgio ha valutato prima al suo interno e poi con l'intero C.d.F. come muoversi; come prima cosa ha deciso di chiedere un parere tecnico ai medici dello S.M.A.L.

Sentiti i loro pareri, si è stabilito che la strada più breve per una soluzione era quella del sopraluogo all'interno del reparto stesso da parte dello S.M.A.L.

Fissata una data d'incontro, tramite lettera inviata dal C.S.Z. (Consorzio Sanitario di Zona) di Legnano I Centro, si è giunti ad una riunione congiunta tra C.d.F., Medici e Direzione.

In quell'occasione è stata rimarcata l'intenzione di applicare quella parte dell'accordo firmato il 6.12.1977 riguardante appunto l'intervento dello S.M.A.L. all'interno della fabbrica.

La commissione ambiente, preoccupata che nei lavoratori si avesse falsata la metodologia usuale dello S.M.A.L., ha chiesto in quella stessa riunione un inizio di indagine nel reparto 5100 - 5200 (staccaventilatore, verniciatura, serigrafia).

E' importante per i lavoratori conoscere che il nuovo sistema d'intervento dello S.M.A.L. non deve essere concepito come quello portato avanti sinora dai vecchi carrozzoni tipo ENPI, ma come un metodo nuovo di gestione diretta da parte dei lavoratori stessi, del problema della difesa della propria salute nell'interno della fabbrica.

Lo S.M.A.L. porterà a conclusione la propria indagine tecnica a stretto contatto con i lavoratori, ma dovranno poi essere i lavoratori stessi ad imporre alla Direzione le indicazioni per la soluzione del problema specifico.

I risultati conclusivi saranno portati a conoscenza dei lavoratori di tutti gli stabilimenti attraverso questo bollettino.

UIL NUOVA QUALITÀDELLA VITA

DA SEDRIANO

COME ROMPERE LA MONOTONIA SULLE CATENE DI MONTAGGIO

Parlare di professionalità alla Borletti in merito all'attuale organizzazione del lavoro delle catene di montaggio è pura fantasia. Parlare di catene significa parlare di condizionamento e ripetizione costante degli stessi gesti per molte ore, che portano automaticamente alla monotonia del lavoro ed alla sua accettazione da parte della donna stessa ,la quale in queste condizioni non ricerca un accrescimento professionale, perché convinta che questa organizzazione del lavoro non scelta da lei ma impostale udl padrone sia il modo più semplice di lavorare; questo perchè presume in queste condizioni di avere una certa libertà per pensare ai fatti propri.

Non si rende conto così che in questo modo si dequalifica e non può esprimere le proprie capacità inventive e di conoscenza che ogni individuo ha in sè e ha il dovere e il diritto di sviluppare.

-La donna non si sposta volentieri da un posto all'altro, perché l'azienda ha utilizzato fino ad oggi gli spostamenti del personale femminile secondo le proprie esigenze produttive e non come momento di crescita della lavoratrice stessa.

Sarebbe necessario che la donna si rendesse conto che è indispensabile la sua partecipazione per cambiare l'organizzazione del lavoro. Il padrone non cambierà la situazione attuale se la donna non farà sentire con forza le proprie esigenze.

Per superare le attuali condizioni delle lavoratrici molte sono le cose che dovranno cambiare; al fine di rompere la monotonia sulle catene di montaggio, prima proposta è quella di ruotare le mansioni secondo determinati periodi stabiliti. Certo questo significa anche iniziare a cambiare noi stessi e le nostre abitudini.

DA S. GIORGIO

LA " QUESTIONE " DEGLI IMPIEGATI

L' esperienza di Corbetta

Prima di entrare direttamente nello specifico del problema venutosi a creare a Corbetta, è necessario fare alcune considerazioni di carattere generale sulla questione degli impiegati.

All'interno del totale dei lavoratori in produzione, una tendenza sicura è quella all'aumento del peso specifico degli impiegati, amministrativi e tecnici.

In Italia nel corso degli ultimi 15 anni essi sono divenuti il 15% della forza-lavoro totale dell'Industria, mentre erano solo il 10 %. Nell' insieme tecnici ed amministrativi dell' industria superano i 700.000 (sono dati del 1974 e si deve considerare che la tendenza è in aumento), e sono quasi il doppio se si tiene conto dei servizi e del terziario, lasciando da parte l'esercito del pubblico impiego.

Nella categoria del metalmeccanici, su scala nazionale, il numero degli impiegati è passato tra il 1951 e il 1968 da 100.000 a 250.000 e la loro percentuale sugli occupati è parallelamente cresciuta dal 13°/o al 18,5%. A livello di azienda, attualmen-• te alla Borletti la percentuale di impiegati ed equiparati sul totale degli occupati è del 29% circa.

La crescita nel numero degli impiegati si accompagna in generale ad urta tendenza alla loro proletarizzazione: un crescente livellamento dei modi dì vita e di lavoro, la diffusione della instabilità di impiego, la messa in crisi dei contenuti della gerarchia tradizionale. Un tale processo si sviluppa in modo differenziato da settore a settore, da azienda ad azienda, e all'interno della stessa azienda. Esso si collega al diverso grado di sviluppo e ai differenti contenuti dei processi di ristrutturazione industriale e allo sviluppo della tecnologia. Non solo assorbe una serie di funzioni impiegatizie, ma agisce come punto di -partenza di una riorganizzazione più estesa del lavoro attraverso la determinazione delle procedure, la divisione spinta delle mansioni, le determinazioni di quantità fisse di lavoro da assegnare ai singoli o a gruppi.

E tuttavia se la proletarizzazione è assai forte la differenzazione interna lo è altrettanto. Sotto il termine generico di « impiegato » sono raccolte condizioni assai diverse: dattilografa, disegnatore, programmista, analista, progettista, dirigente intermedio solo per fare alcuni esempi. E spesso alcune di queste definizioni raccolgono contenuti molto diversificati.

I compartimenti stagni che si creano fra tutte queste condizioni specifiche sono spesso altrettanto forti di quelli che si creano verso gli operai. Ad es. impiegati inferiori sono in molti casi assai più vicini al tecnici-operai che ai livelli impiegatizi superiori. Su queste divisioni gioca la politica padronale che tende a creare nelle categorie impiegatizie livelli e fascie di responsabilità che non corrispondono ai profili contrattuali, ma vengono stabiliti esclusivamente dalle impostazio-

ni direzionali e quindi sono variabili e non possono essere controllati dai lavoratori.

La reazione da parte degli impiegati a questi processi è in generale una frustrazione profonda il rimpianto dei privi-

sono portati a ritorcere le loro recriminazioni e i loro rancori contro il sindacato al quale fanno carico di una ideologia livellatrice cui si ribellano, dall'altro non riescono a vedere una prospettiva di fabbrica che contenga nuovi valori positivi.

Invece è proprio nella fabbrica sul terreno rivendicativo e della stessa modifica della organizzazione del lavoro che è possibile per gli impiegati recuperare la coscienza del proprio ruolo.

SONO COME UN ICEBERG TUTTO NASCOSTO... SOTTO...

E' proprio partendo dalle considerazioni appena fatte e costatata a Corbetta la preoccupante situazione che si era venuta a creare con il continuo allontanamento di tecnici qualificati e la profonda insoddisfazione di quelli che restavano, che alcuni mesi fa il C.d.F. decise di affrontare il problema, convocando una assemblea degli impiegati tecnici per capire fino in fondo i motivi di questa attuazione e vedere insieme la possibilità di uscirne positivamente.

L'AZIENDA VEDE SOLO LA PARTE CHE EMERGE...

Ci muoveva oltre la preoccupazione di risolvere il problema specifico di un gruppo di lavoratori anche la consapevolezza che non era possibile affrontare con una simile situazione in fabbrica la gestione di un accordo, che fra i punti più qualificanti aveva quello relativo alla diversa organizzazione del lavoro e alle sperimentazioni e corsi professionali collegati ad essa. Senza la collaborazione (attiva dei tecnici, questa era la nostra convinzione, quello che avevamo ottenuto sarebbe rimasto sulla carta.

Molto positiva in termini di partecipazione e di contributo al dibattito è stata la presenza all'assemblea degli impiegati. Da questa è uscito il documento di cui più sotto riportiamo i passi più significativi, documento che analizza le cause della situazione che si era venuta a creare e contiene al tempo stesso richieste precise che vanno nel senso del suo superamento.

Queste le parti più importanti del documento presentato alla Direzione di Corbetta e alla Direzione del personale di Milano dal C.d.F. di Corbetta il 15 febbraio 1978:

E PAGA A VISTA i

legi veri e presunti che sono andati perduti la ricerca spesso individuale, di un nuovo ruolo.

Gli Impiegati avvertono le trasformazioni della loro condizione ma da un lato non le collegano alle loro vere cause e invece

« dati citati confermano la gravità di questo fenomeno che non ha la caratteristica di un normale avvicendamento bensì di un vero e proprio esodo che ha delle motivazioni ben precise che più avanti andremo ad indicare. In generale si è rilevato che esiste uno strato di estremo disagio derivante dalla non chiarezza sul ruolo che queste persone dovrebbero svolgere nel contesto tecnicoorganizzativo dell'azienda.

In particolare si lamenta che: i tecnici non vengono coinvolti nella fase di studio per la produzione di particolari nuovi non partecipano alla scelta di nuovi impianti e alla ricerca di nuove tecnologie

IL FATTO E' CHE SONO TROPFC PROFONDO...
n
3 CONTINUA IN 4.

non hanno possibilità di accrescere le pl'oprie capacità tecniche, considerato che non esiste un regolare aggiornamento o altre possibilità che vadano In questo senso non esiste una mobilità orizzontale che vada ad accrescere la propria esperienza e capacità e che permetta di accedere di conseguenza ad una mobilità in senso verticale manca la conoscenza dell'intero ciclo produttivo anche perchè sono scarsi i contatti con gli altri stabilimenti mancano le premesse perchè, alla luce dell'ultimo accordo aziendale, i tecnici abbiano un ruolo nel quadro delle proposte di sperimentazione e diversa organizzazione del lavoro.

Quanto finora detto è una denuncia ma anche una chiara presa di posizione del C.d.F. che vuole aprire, su queste problematiche, un confronto sulla base delle proposte che seguono e che tendono a superare, dandone uno sbocco positivo, la situazione attuale.

Nello specifico si propone: che venga stabilito un pacchetto di ore per i tecnici di officina da usarsi per aggiornamenti tecnici che si dia luogo ad una mobilità in funzione dello sviluppo delle capacità ed esperienze operando con sostitu-

zioni programmate che venga stabilito un rapporto di maggiore partecipazione alla fase di studio di particolari nuovi che si dia modo ai tecnici di concorrere alla scelta di nuovi impianti o tecnologie che nell'ambito del proprio reparto o settore i responsabili siano interpellati per le questioni categoriali.

Queste proposte, peraltro perfezionabili, vanno in una direzione ben precisa: il recupero, il mantenimento e lo sviluppo del patrimonio che i tecnici di officina rappresentano... ».

Quali sono state le risposte date ai precisi rilievi e alle puntuali richieste contenute nel documento?

in primo luogo si è assistito ad un tentativo di minimizzare la questione: dap prima facendo passare il continuo esodo di tecnici dalla fabbrica come un normale turn-over e motivando molti licenziamenti come dovuti a questioni puramente personali, poi tentando di vedere al di là delle richieste contenute nel documento una pura e semplice rivendicazione di carattere categoriale ed infine facendo credere che molti dei problemi riguardanti il ruolo profesionale dei tecnici erano inesistenti o perlomeno che se qualcosa di quello che si denunciava era

avvenuto, questo trattavasi di semplice disfunzione organizzativa.

Da quel primo incontro, nel quale per la verità si sono sufficientemente approfonditi i vari punti e dove il C.d.F. ha rilevato particolari resistenze soprattutto sulla prima richiesta formulata, quella di un pacchetto di ore per gli impiegati da usarsi per aggiornamenti tecnici, abbiamo dovuto assistere ancora una volta alla pessima abitudine della direzione di dilazionare nel tempo la risoluzione dei problemi.

Nel frattempo si è proceduto nei riguardi di alcuni impiegati a soluzioni parziali, permettendo loro maggior autonomia e partecipazione nei processi produttivi, riconoscendo in questo modo che le questioni sollevate erano reali e tentando forse così di far cadere il motivo della rivendicazione.

Il C.d.F. di Corbetta intende invece arrivare al più presto (l'incontro con la Direzione fissato per i primi giorni di maggio) ad una definizione completa , e soddisfacente per tutti, dando così anche un contributo perché gli altri impiegati prendano coscienza dell'importante ruolo che possono e devono svolgere in unità con gli altri lavoratori, per un modo diverso di essere e di produrre all'interno della fabbrica.

MILANO, Via Washington 70

ANNUNCIO

Tutti i lavoratori sono invitati ad aiutare la 'Borletti S.p.A. che dall'aprile 1977 CERCA medico oculista

di provata capacità ed esperienza, per effettuare esami della vista agli addetti alla guida di carrelli con conduttore a bordo.

Gli esami saranno affidati solo a persona che goda della massima fiducia aziendale.

Il tempo trascorso dimostra le difficoltà a trovare il “ luminare » in grado di effettuare tali esami.

li compito è difficilissimo e solo da una profonda collaborazione potremo trarre il beneficio che tutti si aspettano dall'avere i conduttori di carrelli con la vista a posto.

La direzione e gli operai devono cooperare... « Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire •!

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RELAZIONE DELLA COMMISSIONE QUALIFICHE E O. d. L.

Uno dei punti qualificanti dell'accordo aziendale dicembre 1977 è quello che prevede una diversa organizzazione del lavoro e una conseguente definizione di alcune mansioni in modo da permettere, in particolare per le donne, il superamento del 3° livello che finora fa da muro divisorio fra lavoro femminile e maschile.

In particolare il punto 6.2 dell'accordo definisce 11 profili professionali che comportano, per lavoratori che svolgono queste mansioni, il passaggio al 4° livello.

In questi primi quattro mesi di applicazione, dopo varie riunioni con la Direzione, anche per definire il metodo di lavoro, è stato eseguito un primo esame degli 11 profili previsti.

Questi sono i risultati:

PROFILO N. 1:

Addette sala prove e lab. metrologico.

44 passaggi (a partire dal 15.12.77)

19 passaggi (dopo un arricchimento professionale che comporterà il passaggio in tempi da definire).

PROFILO N. 2

Addette all'analisi difetti e riparazioni resi clienti.

1 passaggio (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 3:

Addette al controllo volante.

6 passaggi (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 4:

Ai.uto preparatore di macchine utensili e di linee di montaggio.

2 passaggi (a partire dal 15.12.77) altri due lavoratori sono in fase di sperimentazione ed il loro passaggio deve essere definito.

POFILO N. 5:

Aiuto cuoche.

7 passaggi (a partire dal 15.12.77

POFILO N. 6:

Addette all'infermeria aziendale.

5 passaggi (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 7:

Addette ai bagni galvanici.

-- 1 passaggio (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 8:

Addette/i montaggio stampati I.B.M. • 15 passaggi (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 9:

Addette/i alla conduzione di una o più macchine operatrici.

8 passaggi (a partire dal 15.12.77)

altri 8 pass. (a partire dal 1.2.78)

altri 4 pass. (dopo un corso di arricchimento professionale che dovrebbe permettere il passaggio dall'1.5.78).

PROFILO N. 10:

Addette/i costruzione telai per serigrafia. 1 passaggio (a partire dal 15.12.77)

PROFILO N. 11

Addette/i a magazzini di reparto o stabilimento. 56 passaggi (a partire dal 15.12.77)

10 passaggi (dopo l'integrazione delle mansioni che comporterà il passaggio dall'1.5.78).

II totale dei lavoratori passati dal 3. al 4° livello con decorrenza 15.12.77 è di 146, altri 8 passeranno dall'1.2.78, altri 16 dovrebbero passare dall'1.5.78 e altri 19 passeranno in data da definire.

Dare un giudizio definitivo su questi risultati non è per ora possibile anche perchè sono ancora in fase di esame altri casi segnalati dalla commissione che interessano in totale circa 100 lavoratori.

Possiamo però dire che, mentre per 9 degli 11 profili l'esame della Direzione è risultato attendibile e soddisfacente, per i profili 1 e 2 (addette sala prove e lab. metrologico e addette all'analisi difetti e riparazioni resi clienti) l'esame è stato eseguito in modo decisamente superficiale che la commissione non ha accettato riproponendo un esame più approfondito di tutti i casi negativi.

E' importante sottolineare che i passaggi sopracitati riguardano lavoratori che GIA' SVOLGONO le mansioni prescritte ma che l'accordo prevede, compatibilmente con le esigenze aziendali, l'inserimento in questi profili anche di altri lavoratori che dovrebbero acquisire le necessarie capacità tramite corsi professionali.

L'iscrizione a questi corsi, le cui modalità si stanno discutendo con la Direzione, ha trovato per ora l'adesione di circa 220 lavoratori.

Altro punto dell'accordo che riguarda la Commissione Qualifiche è quello della sperequazione all'interno degli uffici e dei reparti. La commissione sta raccogliendo i dati e preparando un piano di lavoro in modo che questo problema venga affrontato nel mese di maggio.

PROGRAMMA DELLA COMMISSIONE CULTURA

Nella riunione della Commissione Cultura svoltasi il 17 aprile si è deciso di dare inizio nei prossimi mesi alle seguenti attività culturali.

Rappresentazione, in fabbrica, dello spettacolo allestito dal Teatro Uomo • La rivolta dei Ciompi » (compatibilmente con la disponibilità della compagnia).

Allestimento nel mese di giugno, orientativamente dal 18 al 23, della terza Mostra Artistica dei lavoratori della Borletti che vuole essere una iniziativa per rivalutare i valori artistici e culturali della classe operaia. Alla mostra saranno esposte opere di pittura, scultura, ceramica, modellismo, poesie ,lavori di ricamo ed uncinetto.

I lavoratori di tutti gli stabilimenti sono quindi invitati a preparare le loro opere, la cui consegna dovrà avvenire entro un termine stabilito, come risulterà da un volantino di prossima emissione contenente anche il regolamento della mostra stessa. Compatibilmente con le esigenze e le possibilità dei singoli stabilimenti, la mostra verrà allestita anche all'interno di questi. Ristrutturazione ed ampliamento della biblioteca aziendale al fine di rilanciarne il valore e l'importanza sociale e culturale.

COMUNICAZIONI DELLA COMM. DEL PATRONATO

Dopo il rinnovo del C.d.F. si è formata la nuova commissione del Patronato che si è riunita in questi giorni per discutere dell'unificazione dei tre patronati INCA - INASITAL e del lavoro che dovrà svolgere.

Ricordiamo ai lavoratori le principali prestazioni del Patronato: pratiche pensione: anzianità, vecchiaia, invalidità; cure termali; assegni familiari; tutela e assistenza per infortuni e melattie professionali.

Tutti i lavoratori possono rivolgersi ai membri della commissione che sono: Rioillo - Oldani - Carbonello - SaltaMarinaro - Donzelli - e rici e Ardigò per R. Sanzio, ogni giovedì nella sede de d.F. durante i turni di mensa.

COLONIA MONTANA E MARINA

Il giorno 10 aprile la Commissione asili-nido e colonie del G.d.F. si è incontrata con la Direzione, la quale ha riferito sulle scelte per le colonie. estive.

In sintesi, la situazione è la seguente:

COLONIA MONTANA: è confermata la scelta già fatta gli anni precedenti per la località di S. Primo (CO) da tutti ritenuta generalmente positiva.

COLONIA MARINA (Cesenatico): accogliendo la richiesta che avanzavamo da tempo, l'Azienda ha stipulato il contratto con una colonia diversa da quella dello scorso anno. Le premesse a quanto ci è stato riferito fanno pensare Ad un mutamento positivo della permanenza dei bambini .nella colonia.

Un giudizio completo potrà essere dato solo dopo la prima esperienza, ma al fine di meglio chiarire come intendiamo che si svolga il soggiorno abbiamo chiesto un incontro con la Direttrice della colonia, da svolgersi prima della partenza.

La quota di carico dei lavoratori è rimasta di L. 35.000 il La quota a cirico dei lavoratori è rimasta di L. 35.000 il che, in relazione alla diminuzione dei giorni di permanenza da 25 a 22, può rappresentare un aumento rispetto il passato ma in realtà non cambia il rapporto con il passato per via dell'aumentato costo complessivo.

L' intervento dei lavoratori

Uno spazio del giornale sarà riservato ai contributi che i lavoratori vorranno dare al dibattito sulle varie problematiche politico-sindacali.

Riteniamo indispensabile infatti allargare al massimo la possibilità di intervento di tutti i lavoratori, perchè questo giornale diventi veramente momento di maturazione e di crescita del movimento.

I contributi e gli interventi dovranno essere fatti pervenire alle commissioni stampa dei C.d.F..

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