Skip to main content

Megafono8

Page 1

maggio '78

Giornale sindacale del C. d. F. F.L.M. degli stabilimenti Borletti

IL TERRORISMO Questo fenomeno della nostra società che quotidianamente ci fa assistere ad atti di violenza che toccano nel profondo la coscienza dei cittadini per la freddezza e la brutalità che ne sono caratteristiche è il problema che oggi più che mai è all'attenzione di ogni democratico. Come mai queste brutalità? Come possono questi terroristi agire nel contesto di una società civile? Qual'è il loro scopo? Queste sono le domande inquietanti che ognuno di noi si pone. Bisogna però avere la lucidità di superare la parte emotiva che inevitabilmente i fatti comportano, ed esaminare alle radici quali sono i mali che producono questi effetti. All'origine della violenza e delle sue punte terroristiche vi sono i mali storici della società italiana: squilibri nello sviluppo del paese (per cui si passa dall'industrializzazione del nord alla condizione di arretratezza semicoloniale del Sud, in cui mafia e clientelismo regnano ancora incontrastati), ingiustizie sociali, malgoverno, scandali di ogni genere. Se a questi mali storici s& aggiungono anche la inefficienza dell'apparato dello Stato e della Magistratura, i servizi segreti che hanno agito il più delle volte a garanzia e protezione di chi minava lo Stato Repubblicano anziché colpire e denunciare l'attacco alle istituzioni ed ai cittadini, si ha un quadro completo dell'attuale crisi. A fronte di tutto ciò ci sono anche i rimedi per far sì che l'attuale momento critico venga superato, e fra questi in primo piano si pongono le proposte che le componenti politiche e sindacali hanno formulato: avviare la soluzione concreta dei mali del Paese con il concorso di tutti. La Magistratura ed i Servizi Segreti devono diventare parte integrante della struttura dello Stato, intendendo per esso uno stato realmente democratico, per garantire la giustizia e prevenire i mali; deve essere costituito il sindacato di polizia; bisogna sviluppare il Mezzogiorno e garantire il posto di lavoro a tutti i giovani che escono dalla scuola, da una scuola finalmente riformata in modo radicale fuori dalle pastoie delle circolari ministeriali; occorre mettere in atto una riforma fiscale che non penalizzi i lavoratori a beneficio di chi detiene un potere economico. Queste ed altre sono le cose minime da avviare per creare le condizioni in cui venga a mancare il terreno nel quale

il terrorismo affonda le sue radici. Importante ed essenziale è che tutti i cittadini hanno dimostrato e continuano instancabilmente a dimostrare l'attaccamento e la volontà di difesa delle istituzioni repubblicane e della Costituzione nata dalla Resistenza. Già nel passato, a partire dalla strage di Piazza Fontana dalla strategia della tensione alle, trame nere, era apparsa evidente la matrice eversiva, reazionaria ed anticostituzionale di tali eventi e forte è sempre stata la reazione dei lavoratori. Il movimento operaio chiede che la sua coscienza democratica serva ad aggregare gli altri strati sociali, perché questa è l'unica condizione per emarginare ogni forma dì terrorismo e garantire quella continuità storica che fonda i suoi ideali nella Resistenza.


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook