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III -... Oggi esce per la prima = -
I volta questo foglio perchè i il lavoratori democratici del-l'Alta Romeo ritengono che I si possa e debba dire qualche cosa che non viene detta dagli altri giornali già L I diffusi fra lavoratori della nostra Azienda.
Il Lavoratore dell'Alfa " i Romeos ha dunque un programma che lo distingue dagli altri fogli non nuovi; j programma nato dalla conI siderazione che settemila e •• = più lavoratori di una stessa i azienda hanno interessi co1 muni al di fuori dia tutti i Partiti e di tutte la organizj zazioni più o meno apollti- che. E di qui è nato il noetto programma secondo cui i tendiamo a rendere più ageL-vede la convivenza di queste migliaia di lavoratori : che trascorrono i due terzi della propria giornata utile gomito a gomito, in lotta col cartellino-orologio, la sirena = ed il cronometro del tempista, preoccupati del loro lavoto e dei loro problemi di = vita familiare e sociale.
E che questo nostro fo= elio esca oggi, alla vigilia = delle elezioui della CI., ha I un significato che sintetiz= za e sottolinea il nostro programma: contribuire a realizzare la massima sondarle= tà dei lavoratori dell'Alfa Romeo. Solidarietà di clasI se, se vogliamo usare parole già tanto usate ed abusate, = ma solidarietà di classe in i? senso davvero democratico, nostro, In senso cristiano, = non in senso totalitario marxista moscovita d'importa= zione. Quindi tendere alla = solidarietà di rutti 'Colòro che nella nostra-azienda vogliono ribattere i nostri pro: blemi più urgenti sentiti, = sofferti, - di carattire soda-1 pe, sindacale, tecnico; •• rale, ricreativo, ecc.: questo E il nostro programma. Per rendere meno faticosa la .- nostra giornata lavorativa e = = più serene le nostre ore dl riposo anzichè amareggiarle con male interessate polemiche. = Dunque nessuna partico= lare colorazione politica al nostro programma, e nessu- d i na particolare etichetta sin= Bacale in cui si nascondano = le manovre di qualche partito o gli ibridi connubi poIttici. Di conseguenza la eol-
= laborazIone è aperta a tutti
i i lavoratori su argomenti individuali, familiari, azienda-
= li che possano rivestire un carattere generale: a tutti
= i lavoratori dell'Alfa ohe
= sappiano considerare la noie stra azienda come una sep conda famiglia e non come E un campo di battaglia Per 7 1 i? interessi estranei al lavoro. ir Se potremo dare una continuità a questa nostra '1 I pubblicazione, gradiremo Ir quindi la collaborazione e = = la sana critica di tutti — di dirigenti, impiegati, operai -- parche il foglio risponda davvero al suo titolo rappresentando lavoratore dell'Alta Borneo. effettivamente fl r .•• Zeretreiri.1simi.aurim.1 erei.~a
La più valida delle armi a disposizione dei lavoratori è certamente l'unità sindacale. In Italia questo grande bene è andato, ormai da diversi anni, perduto, I comunisti •sfruttano l'argomento per i lord scopi polemici. Non ricordano che essi soli sono I responsabili della crisi del movimento operaio italiano. Essi hanno anteposto agli interessi dei lavoratori i loro interessi di partito, hanno usato delle masse operale come di uno strumento per la loro politica. I lavoratori democratici non potevano sopportare un simile stato di cose. Si è giunti così alla scissione. Ora si tende con tutte le forze, onestamente alla riunificazione che darebbe una grande forza alla lotta contro il fronte padronale che è, dal canto suo, ben unito. Ma la riunificazione avverrà solo sotto il segno della democrazia e della libertà sindacale. Saranno i comunisti ad accettare la riunificazione. Sono già su questa strada. Non possono ignorare le cause profonde della loro crisi. Sono mesi che, volta- per volta, essi continuano a perdere posizioni nei più grossi complessi industriali. L'unità è possibile solo nella libertà e nella democrazia. Finché il sindacato comunista si opporrà ad accettare questi principi non sarà possibile giungere a nessun risultato. O meglio sI giungerà alla riunificazione , ma per una stra- crisi del socialisti nell'ambito del lavoratori e non di preparare da diversa, continuando cioè sindacato. Ben presto gli stessi scioperi politici che possono l'opera di svuotamento e di de- comunisti si renderanno conto servire a Pahniro Togliatti ma molizione dell'equivoco su cui si che il compito dei sindacati è che non servono certo la causa basa la C.G.I.L. Già è chiara la quello di difenderei diritti dei delle masse operaie.
1070D1 AL PETTINE
Ormai evidente i9 taQOi unto dona plinfica sindacale picì
Per dieci anni la C.G.I.L. ha sfruttato i lavoratori per i suoi scopi politici La scoperta del gioco da parte dei lavoratori è La sostar!, viale ragione della crisi che -travaglia il sindacato comunista
La rivoluzione non c'è stata. Soney passati ;dieci armi q nessun 'padrone ha sparato .sui suoi opei:ai, nessun carro armato americano ha occupato le fabbriche. Per questo la C.G.I.L. è in crisi. Una crisi che continuerà con la stessa regolare ed irresistibile forza con cui una valanga, una volta iniziata la sua caduta, non trova nessun ostacolo che valga a fermarla. Per dieci anni hanno, seminato vento. Cominciano ora a raccogliere tempesta.
Hanno detto che bisognava resistere a qualsiasi pressione, che la forza degli operai era lo sciopero politico e ne hanno fatti fare, di scioperi politici, tanti che non riusciamo neppure a ricordarli tutti. Ogni volta che il gruppo comunista alla Camera aveva bisogno che una legge non passasse o che un problema assumesse dimensioni nazionali la C.G.I.L. obbediente ed téSequiente pasSava l'ordine di sciopero. E gli operai facevano sciopero. Lo hanno fatto per-l'attentato a Togliatti, lo hanno fatto per la legge elettorale, lo hanno fatto un'altra lunghissima serie di volte. Dicevano che la C.I.S.L. era un sindacato padronale. A distanza di anni si è chiaramente dimostrato che se qualcuno delle organizzationi sindacali aveva un padrone questa era solo la
C.G.I.L. che dipende dal partito comunista. Ora era logico che prima o poi si arrivasse alla crisi. Motivo apparente le discussioni con i socialisti che cominciano a muoversi. Il punto più
Lettera aperta alla Direzione
Generale
Da alcuni anni la nostra meravigliosa Alfa Romeo (mi consenta l'aggettivo che può sembrare esagerato ma in effetti non lo è per le glorie e per le simpatie che questa casa ha saputo guadagnarsi) si è portata su di un livello di produttività mai raggiunto nel passato.
La radio, la televisione e le conferenze stampa hanno di volta in volta illustrato questi sviluppi; alcuni gradi interni furono rivalutati (Capi-servizio promossi dirigenti, dirigenti promossi direttori, organici adeguati eccetera). Una uguale rivalutazione non hanno subito i salari ma, questo è un argomento che formerà oggetto di altro discorso.
Qui voglio dire soltanto che ili fronte a questa lodevole trasformazione i piccoletti come me (non tuttavia di statura vera e propria) rimasero affondati °neer più nella calca e Ze figure di questi, già umili per circostanze varie, divennero . ancor più insignificanti.
L'amore che posso portare tuttavia per questa nostra Alla, nella quale lavoro con passione da circa trenta anni, m'induce a parlare.
Dico perciò che l'Alfa, per aver ricevuto una spinta forse troppo forte sta qua e là inceppando le proprie articolazioni. Sta gonfiandosi qua e là come per effetto di fenomeni clinici che denunciano evidentemente qualche disfunzione organica. Ci può essere cioè il pericolo che all'Alfa Romeo si ecceda nella burocratizzazione, che ci si avvii per una strada molto simile a quella dei tentacolari Ministeri della Stato, dove spesso coorti di funzionari vegetano nell'immane sforzo di passare avanti e indietro delle carte minimizzando esautorando inutilmente le migliori eventuali iniziative di anche provveduti ministri.
solido del patto d'unità d'azione era proprio il inondo snidatale nel quale - ii oldtkpartiti: socialista e comunista ti‘ovavand• innito d'incontro. La rivoluzione ungherese è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. In un primo momento anche Di Vittorio ha creduto che fosse possibile esprimere una certa crisi o perlomeno un certo disagio nel mondo del lavoro e non lo fece tanto perchè realmente gli importasse dei lavoratori che stavano morendo in Ungheria, quanto perché cominciava a rendersi conto che i socialisti non lo avrebbero seguito per la via della giustificazione dell'aggressione russa. Ma Togliatti si allineò prontamente agli ordini ùi Mosca. La rivolta ungherese doveva essere una rivolta di fascisti e di borghesi. Che poi le isole della resistenza fossero PrQprio le fabbriche di Budapest era 2111"!...11~11Ittlirommuireaq..iii
media fu troppo chiara e troppo vergognosa perchè i lavoratori potessero ancora una volta ignorarla. E la crisi ha avuto il suo inizio. Non è una crisi del metodo, come i comunisti vanno affannandosi a ripetere dal tempo in cui Kruscev demolì con il suo discorso il mito di Stalin. E' una crisi di sistema. Una crisi di fondo che non poteva mancare. Il comunismo ha fallito in per Togliatti particolare trascurabile. Di Vittorio si allineò a Togliatti. Questa volta la coniItalia il suo gioco. Con lui è fallito il sue sindacato. In una nazione democratica il parlamentò. si _occupa di_ politica. i Comuni Si occupano di amministrazione ed i sindacati si occupano di rivendicazioni sindacali. I comunisti hanno voluto fare della politica in Parlamento, nei comuni, nelle fabbriche. Non sono riusciti a far nulla.
Urgente al Ministro onorevole Andreotti
Seguito intervento lavoratori torineat circa dichiarazione redditi lavoratori Alfa Borneo chiedono revisione detrazione prossima denunciaredditi per inserimento quindici per cento relativo spese vestiario et trasporto et aggiornamento professionale in attesa riforma aliquote più favorevoli contribuenti reddito fissa già chiesto lavoratori democratici milanesi.
«IL LAVORATORE DELL'ALFA ROMEO
LIIIII~It11l111"%dier1.11"111"111111.1adiellMaii"d11111,1111,
Bisogna guardare fino in fondo tutte le giunture e le strutture per essere certi di non avere acque stagnanti, crepe e corrosioni che prima o poi creerebbero degli irreparabili danni.
Un qualsiasi organismo per vivere e prosperare deve mantenere tutte le articolazioni funzionanti, snelle, elastiche. Guai se per eccesso dì cibi troppo scelti o di vini fini le arterie si ispessiscono, il grasso si deposita: tutti gli organismi rallentano il loro lavoro ingannati da questa prosperità; di li,a non molto fl complesso organico si inceppa, perde vitalità, arrischia di sfasciarsi. Perdoni al «piccolo caporale » tanto azzardo. Ma è bene che certi ambienti sappiano che anche nei più umili ranghi si - sanno tante verità e si hanno certe sensibilità.
E' l'umore degli amici lavoratori questo che ho espresso, di quegli uomini qualunque molti dei quali sono senz'altro male spesi, signori della Direzione, perchè troppo spesso conta più il titolo accademico e kt raccomandazione anche là dove il subalterno fa con la mano sinistra lavoro e con la destra insegna al superiore come si fa.
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E quanto più l'organismo del complesso Alla si moltiplica in tentacoli burocratici tanto più rimarrà difficile localizzare quelle dissonanze, quegli inceppamenti a una fluida articolazione, onde refficenza di tutto il complesso, la produttività ne resti salvaguardata. Sono cose già note anche a voi, signori della Direzione. E allora vi-verri provveduto? Con osservanza.
Un anziano
E' dormito teEll'iniizEatloca data C.I. S. L.
l'accordo aziendale ho 'Autore
FATTI noci. parole
• Due • fatti riteniamo dovero-Z so richiamare alla attenzione % dei lavoratori nella inuminenzaZ di questa importante consultazio ne elettorale.
Primo: l'accordo sui cottimi dal 20-11-1956 è stato studiato.% proposto. tradotto in realtà sa
Prattutt° Per merito della
s.L. Mentre le altre organizzazioni si perdevana in - chiacchiere e polemiche la C.I.S.L. lavorava sodo per raggiungere quel risultato che costituisce - un concreto vantaggio per i lavoratori. Di fronte a questa realizzazione della C.I.S.L. che cosa hanno dato altre organizzazioni sindacali? Parole-Parole-Parole.
Secondo: i lavoratori hanno già confermato di apprezzare l'intenso lavoro fatto dalla C.
I.S.L. facendola progredire nelle elezioni dall'ottobre 1956 come è dimostrato dalla seguente tabella:
VOTI OTTENUTI DALLA CISL
Aumento
Quando un Sindacato può contare sulle simpatie di 1494 voti in una azienda comincia ad essere una entità che può dire chiaramente la sua parola.
D'altra parte nessuno può chiudere gli occhi di fronte a risultati di elezioni di altre Commissioni Interne di grandi fabbriche svoltisi negli ultimi tempi, elezioni che- hanno confermata la crescente avanzata dei Sindacati Democratici:
VOTI OTTENUTI DALLA CISL
Come si vede le cifre confermano che in questi ultimi . tempi si è formato un nuovo equilibrio sindacale nelle fabbriche. Non si tratta di un fenomeno isolato: Tutto il mondo sindacale è in evoluzione. Il Sindacalismo democratico fa strada sempre più perchè il suo metodo si dimostra il migliore, il più adeguato ai tempi.
L'Alfa Romeo, questo nome, questo simbolo così glorioso non può rimanere indietro.
Pensiamo dunque sia giunto iI momento di abbandonare ogni pregiudizio, che nel caso specifico non giustificherebbe altro che autolesionismo, e di dimostrare che anche la maggioranza dei lavoratori dell'Alfa ha preso la giusta strada.
Notiziario della Federaz. Italiana Metalmeccanici aderente alla C.I.S.L. e alla Federaz. Internazionale Operai Metallurgici
• Prezzo L. 15 - Abb. annuale L. 150
Accettato all'unanimità dalla C. I. il progetto
C. I. S. L. per la sistemazione delle retribuzioni
Esso costituirà la base delle trattative che si svolgeranno con la Direzione
Alla C.I.S.L. va il merito della più notevole conquista dei lavoratori dell'Alfa in questi anni: la sistemazione delle retribuzioni. Nel giugno del 1956 infatti, pochi mesi dopo l'elezione della C.I. la Confederazione libera dei lavoratori aveva già pronto il progetto che, accettato da tutte le forze sindacali, presentò la base delle trattative, concluse qualche mese dopo con la direzione. «Il Ragguaglio » diede I' annuncio ai lavoratori in un numero speciale di cui riproduciamo la testata.
La crisi che travaglia la C.G. I.L. non accenna a diminuire, per fortuna dei lavoratori italiani, anzi, è come una frana che procede ora lenta ed ora veloce, ma non si arresta: finirà per erodere e logorare le basi della organizzazione comunista fino al crollo definitivo. Dopo i numerosissimi casi ormai noti, rultimo viene annunciato mentre andiamo In macchi-
Percio' si sono dimessi dalla CGIL, dal PCI e dal PSI il segretario generale dei lavoratori del Commercio e il segretario della Federazione romana 11 E 4 (ma
La questione della mensa volontaria differenziata sollevate da un folto gruppo di lavoratori è troppo viva per essere da no: trascurata.
Senza entrare per ora nel vive iella questione che richiederebde un troppo lungo sviluppo eiprimiamo sinteticamente le nostre prime impressioni al riguardo che si possono riassumere nei Eeguenti punti: l'attuale a grigiore » della mensa non ci soddisfa sia perchè ricorda troppo alla nostra mente certe forme di collettivismo; non pensiamo che la differenziazione possa costituire motivo di malcontento. Già ora infatti alcune bevande vengano distribuite facoltativamente e tutto si svolge con la massima tranquillità e soddisfazione. 'Perche non estendere lo stesso principio ad altri cibi? Perchè non fare almeno un esperimento?
circa le condizioni di mense
al P.C.I. e segretario generale della Federazione italiana dei lavoratori del commercio, si è dimesso dalla C.G.I.L.; ed il suo esempio è stato seguito da Raffaele Digiesi del P.S.I. e segretario della Federazione romana del commercio. Pomba?* si sono dimessi dalla C.G.LL. I due sindacalisti del P.C.L e del P.S.L? A causa — hanno dichiarato —
sempre dannose del P.C.I. nel confronti della C.G.I.L. e in seguito alle rivelazioni del rapporto Kruscev e ai fatti ungheresi, che mettono alla luce divergenze incolmabili che non è possibile ignorare e far ignorare». Il Rizzo da oltre dieci anni ricopriva la carica di segretario della Federazione lavoratori del commercio, ed era anche membro del comitato della C.G.I.L.; partigiano nella guerra di Liberazione, fu tra i fondatori della Camera del lavoro di Roma. Il Digiesi ha in precedenza ricoperto la carica di segretario della Camera del lavorar della provincia di Bari, dove fu anche uno dei primi riorganizzatori del panna: Guglielmo Rizzo, già iscritto cc-delle interferenze pesanti e Bio socialista italiano.
LEZIONE
per Nonni (ante Venezia)
aziendali di altri complessi industriali sarebbe interessante fare un'indagine. Pensiamo tuttavia che difficilmente la mensa dell'Alfa potrebbe fare buona figura. Questo discorso naturalmente vale in linea di principio; sui ciano pratico può anche darsi aie esistano effettivamente delle difficoltà.
Se si sgombra il terreno da ostacoli di principio, si crea intanto la base per la soluzione dei problemi anche sul piano pratico. Vogliamo perciò sperare che la decisione relativa presa iacentemente dalla Direzione non sia definitiva e confidiamo che la nuova C. I. possa prendere maggiormente a cuore anche questo problema.
In occasione delle recenti elezioni In . Francia il leader comunista Duelos lanciò un invito ai socialisti francesi per la formazione di un fronte popolare. La proposta poteva avere un certo effetto positivo dal punto di vista eiettatrale. Nenni dail'Italia si affrettò a consigliare i socialisti perchè accettassero l'offerta. Rispoi sero Guy Mo llet e Pineau. Z Dissero: « Meglio perdere 1 qualche seggio per mancanza di apparentamenti che compromettere 1' autorità morale del partito socialista francese ». Una dura lezione per l'on. Nenni. Egli ha fatto proprio questo: ha distrutto il prestigio morale del partito socialista in Italia.
Case per lavoratori
Abbiamo seguito con simpatia il lungo e faticoso lavoro svolto dagli amici della Cooperativa Massarenti per costruire un gruppo di case per lavoratori. Senza l'ausilio di organi tecnici dell'Azienda, armati di una encomiabile buona volontà• essi sono riusciti per primi ad impostare seriamente la soluzione coope-
rativistica del problema della casa per lavoratori dell'Alfa.
Purtroppo i loro sforzi sono Stati frustrati prima dai soliti macchinosi ingranaggi della burocrazia ed ultimamente persino da una ingiusta decisione della Giunta Comunale nata da un deprecabile equivoco. Anche questo ultimo ostacolo, comunque
allo stato attuale delle cose è superato e noi formuliamo i più caldi auguri a questi lavoratori di poter presto realizzare le proprie aspirazioni. Un'altra notizia che dovrebbe far piacere al lavoratori dell'Alfa è la buona prospettiva che si apre per gli amici che si sono prenotati per il piano I.N.A. sperimentale patrocinato dalla CISL. Molti passi dovranno ancora essere fatti. L'assegnazione del terreno come da fonte competente ci è stato formalmente assicurato può ritenersi cosa fatta nel rione del QT 8. Da ultimo abbiamo anche il piacere di segnalare che un'altra iniziativa sta per essere portata a. termine dalla Azienda per risolvere il problema delle case per altri lavoratori: è in corso l'acquisto del terreno (anche qui si è bloccato un ingranaggio della burocrazia) nelle vicinanze di Milano per la costruzione di altri 300 appartamenti col piano INA normale, (circa metà a riscatto e circa metà in affitto). Molta carne è al fuoco, molto lavoro di pressione presso la Direzione e presso gli Enti esterni attende i lavoratori democratici. E' evidente che la loro azione sarà tanto più efficace quanto maggiori saranno i suffragi attribuita dal lavoratori.
non troppo)
e disoccupati° e Non
Con vero piacere abbiamo rilevato che la CISL ha inserito nel suo programma la questione degli apprendisti.
Il fatto che ogni anno la nostra azienda assorba soltanto 20-25 apprendisti su 300-400 che si presentano all'esame di ammissione, ci porta a concludere che questo é uno dei problemi più urgenti da avviare a soluzione.
E ciò per una duplice serie di motivi. Primo: per evitare quelle innumerevoli •tragedie • familiari che si verificano nelle nostre case quando questi volenterosi ragazzi che per anni hanno cullato l'aspirazione di diventare aifisti vengono invece respinti anche se si sono classificati i più bravi; secondo perchè con questo sistema l'azienda non provvede a ringiovanire le sue forze.
Anche l'Alfa Romeo inoltre contribuisce a creare quel fenomeno di disoccupazione giovanile che si lamenta anche su un piano più generale.
Infatti il problema dei giovani che a 18 anni si presentano ad un datore di lavoro e si sentono rispondere che relativamente.ad una assunzione se ne potrà riparlare dopo il servizio militare, si sta facendo sensibilmente grave e non c'è chi non giudichi sia tempo di ricorrere a provvedimenti in proposito.
Qualcosa va fatto che elimini questo gravissimo intralcio allo sviluppo professionale del giovane, e lo mette. dai 16 ai 20 anni, nella ampia probabilità di
Per quesiti, corrispondenze, comunicazioni indirizzate, per ora, semplicemente a IL LAVORATORE ALFA ROMEO presso stabilimento Milano.
passare nell'ozio quei 4 o 5 anni che precedono la sua chiamata alle armi.
- Una vera e propria disoccupazione premilitare, precedente al servizio, premessa allo stesso.
Perchè il «datore 'di lavoro» non vuole assumere i giovani di una certa età 'e preferisce resi- dersi corresponsaoile di una situazione che contrasta con l'interesse economico della collettività nazionale?
Perchè il « datore di lavoro » - risponde di no alla richiesta di lavoro del giovane che e sotto leva?
E' chiaro che il « padrone » non vuole concedere, ipoteche sul «dopo il servizio», e preferisce farsi complice del verificarsi di tutta una serie di situazioni spiacevoli, 'piuttosto che garan- tire un futuro di cui invece vuole disporre a suo beneplacito, anche perchè non può preventivamente ed obiettivamente - conoscere quali saranno le sue effettive possibilità di lì a quel tempo in cui il giovane assunto tornerà dal servizio militare.
E' evidente che in molti casi " il datore di lavoro nan ha alcun interesse a sottostare alla legge sull'obbligatorietà della conservazione del posto, per cui preferisce evitare le condizioni di doverla rispettare.
Il danno conseguente a questi atteggiamenti dei datori di lavoro è di duplice aspetto: da un lato il potenziale delle capacità professionali soffre di una carenza di maturità pro- prio in quanto non si permette a molti giovani di completare quelle conoscenze di mestiere che troverebbero a quell'età le migliori condizioni per affinarsi; secondariamente si deterinizia un danno di notevole por-
tata morale, che- da un punto di vista , di costume è di gran lunga più deleterio, per l'esasperazione che viene a crearsi nell'animo 'di questi giovani, i quali si vedono paralizzare l'ascesa nel campo professionale e la possibilità di un guadagno proprio in quell'età in cui la funzione formativa della sicurezza del lavoro è fondamentale. Le considerazioni- che si potrebbero trarre da queste situazioni di fatto sono molte Esse Rotrebbero andare dallo spirito d' egoismo -che anima determinati - ceti industriali, per giungere al Ndcolo che può anche essere fatto da molti stessi giovani, che attendono senza puntiglio e senza impegno personale che vengano loro imbandite le tavole. Ma valga per tutte la conciamata necessità di andare incontro ai giovani onde si pensi ad intervenire a correggere o aggiornare la legge che così com'è puo anche essere troppo impegnativa.
Si può ostacolare la C.I.S.L. nel suo duro lavoro per assicurare al lavoratori la giustizia sociale, non soltanto facendo il gioco dei comunisti nella C.G.I.L., ma anche disinteressandosi dei problemi sindacali e sostenendo volta a volta il vincitore. Gli opportunisti, gli assenteisti... e gli altri sono con i socialcomunisti il più valido sostegno del mondo imprenditoriale.
Interviste lampo di fabbrica
Abbiamo rivolto ad alcuni lavoratori la seguente domanda: «Ha qualche problema di reparto da sottoporci o qualche idea in relazione alle prossime elezioni di C.I.? s.
Pubblichiamo oggi le prime risposte riservandoci in seguito di pubblicare — compatibilmente con le esigenze di spazio — ogni corrispondenza che ci perverrà dai lavoratori. •
CATITNI ILARIO - Operalo Sezione Gruppi Trovo assurdo che aktinj, attivisti socialcomunisti, pur avendo ammesso anche in pubblico che l'accordo sui cottimi del 20-11-56 è vantaggioso, continuino a denigrarlo perchè esso è stato n:erito della FIM-CISL. Quanto è avvenuto, inoltre, • in campo nazionale ed internazionale dovrebbe essere più clic sufficiente a fai migliorare le posizioni della FIMCISL.
ZUCCHELLI p. i. GIUSEPPEImpiegato Ce.T.O.
A proposito dei sistema di valutazione usati dalla Direzione per gli impiegati penso sia giunto ii momento di tener conio dell'importanza delle mansioni svolte dagli stessi. In altri termini preciso, anche se può sembrare superfluo dirlo, che una mansione è tanto più importante quanto più tempo è necessario per preparare il personale ad esercitarla.
GROSSI LUIGI - Operalo Sezione • Metallurgica Ritengo urgente sistemare il portone di ingresso del reparto per evitare le forti correnti di aria fredda che colpiscono gli o perni specie d'inverno. Migliorare la quota disagio-ambiente e al meno la «qualtir2» della massa vestiario.
GERVASONI FRANCO - Impiegato - D.C.L Sulle ragioni del graduale ma costante progresso del Sindacato Libero all'Alfa Romeo direi che non si tratti di ascesa ma di una naturale, se pur lenta, lievitazione del pensiero dei lavoratori che riconoscono che il nuovo tipo di Sindacato da noi sostenuto, diverso nei metodi e nelle valutazioni, ha però come obbiettivo di fondo la reale tutela niateriale e morale dei lavoratori e che, pur affermando la legittimità delle tradizionali armi di lotta di tutti i movimenti sindacali degni d tale nome, vuole attraverso una intelligente ed obbiettivo azione migliorare costante. mente il tenore d'avita dei lavoratori senza esporli ad azioni pregiudizievoli dei loro interessi immediati e .futuri. Circa le aspettative della categoria impiegatizia, non si può oggi affermare che essa gode di un trattamento particolarmente favorevole all'Alta Romeo. Pur rendendomi conto anche di una carenza contrattuale per la categoria -impiegatizia, carenza che
nasce da un errato concetto livellatore che la FIOM in sede di trattative per il contratto del '48 ha attuato e che volutamente ignorava -l'apporto determinante che la categoria, in tutti i suoi gradi, dà al risultato tecnico economico dell'Azienda, non mi pare che all'Alfa Romeo siano state soddisfatte le aspettative degli impiegati sia sta piano economico che su quello morale. Vorrei ricordare qui, fra l'altro, il problema dell'incentivo di produzione rimasto, sia pure in percen- tuale, ano misura che avrebbe dovuto essere provvisoria, fiss.:ta nel 1947. Questa modestissima '. 7.95irebbriet'iyaitone alle niigiicrate condizioni economico-produtt:ve dell'Al f a mi sembra insufficiente anche sotto il profilo morale e penso che siano legittime
le aspettative della categoria impiegatizia di un riconoscimento anche tangibile dei suoi meriti.
FABBRICA CARLO - Operaio Sezione Motori
Un problema igienico-sanitario riguardante tutta la Sezione. I gas dei motori che escono dalle sale Prove ed altre cause rendono l'atmosfera irrespirabile e nociva, specialmente nelle ultime ore della giornata.
MORETTI Ing. MARIO - D.
Aeq.
• Assente completamente n e i iD:sh la dalla attività sindacale di fabbrica, chiarite anche col sangue dei lavoratori ungheresi le finalità che il P.C.I (attraverso la C.G.I.L. ed PSI
Le cartoline di Vigorelli
Unificazione socialista, crisi di rapporti tra comunisti e socialisti, crisi dopo Venezia all'interno del P.S.I.; significa conseguentemente crisi della C.G.I.L.; in questo quadro si inserisce l'azione della U.LL. che spera di guadagnare i voti che andranno perduti dalla confederazione comunista. E noi senza essere della U.I.L.. obiettivamente, la comprenderemmo se non avesse agito in modo niente affatto dignitoso, facendo quelle cartoline che tutti avete visto e inviandole poi al ministro del Lavoro, Vigorelli: si chiede in tali cartoline l'alto e paterno interessa-
CODICE sindacale comunista
Questo estratto del codice del lavoro in Bulgaria può dare un'esatta misura di come i comunisti intendono la libertà sindacale e di come la applicano nei Paesi in cui sono arrivati al potere: « Gli operai hanno l'obbligo, contro il pagamento regolare del loro stipendio, di effettuare le norme di lavoro fissate. In caso di produzione al di sotto della norma il salario viene diminuii» della stessa percentuale per cui !a norma non stata raggiunta. Le nonne di lavoro vengono fissate dallo Stato». Questa è la traduzione esatta di un passo del codice del lavoro bulgare. Sfidiamo I rappresentanti della C.G.LL. a smentirci.
mento del ministro per la nota questione delle quaranta ore. Sulla sostanza non. c'è niente da criticare: è questa una aspirazione di tutti i lavoratori (e primi quelli della C.I.S.L.); ma ciò che vi è proprio di deprecabile nella cartolina al ministro è il metodo. Come se il problema si riducesse ad una semplice questione di un intervento più o meno bonario e paterno di un ministro, come se non sapessero che sarebbe un guaio e non un vantaggio, per i lavoratori, che un ministro potesse fare o disfare ciò che vuole.
I problemi (bisogna che non se lo dimentichino i redattori della cartolina) parliamo dei problemi nostri, si risolvono qui, nella fabbrica. e li risolvono la maturità e la coscienza dei lavoratori. E' strano dovere ricordare ai socialisti che i metodi della cartolina al papà Ministro appartengono ai sistemi del più ottocentesco e superato paternalismo; il sindacato non è un'opera di beneficenza: le Dame di S. Vincenzo sono una splendida istituzione, ma non in campo sinda- • cale. I1 :sindacato è un democratico strumento di lotta, di dignità umana, quella dignita che non permette di rivolgersi ad un ministro (nemmeno se nel caso in questione è una degnissima persona) affidandogli il proprio destino o le proprie rivendicazioni come a un monarca, indulgente bonario paterno, ma sempre monarca.
No, no, così non andiamo d'accordo davvero! Così si sbaglia, si rivela solo una impreparazione e immaturità sindacale deplorevoli. La U.I.L. ci ha deluso con le cartoline-preghiera. Nell'interesse del sindacalismo democratico auguriamo, generosamente, fraternamente. che -faccia meglio in avvenire.
che anche dopo il Congresso di, Venezia si mantiene in un chiarissimo... equivoco) persegue, l'afflusso di maggiori consensi alla FIM-CISL dovrebbe essere cosa più che naturale. Uscendo rafforl zata da questa consultazione la FIM-CISL potrh puntare più decisamente al raggiungimento di quella maggiore giustizia che è il problema di fondo dell'Alfa Romeo ed intorno al quale la stragrande maggioranza dei lavoratori è concorde. , Vorrei inoltre richiamare alla attenzione degli operai, impiegati e capi la necessita di non disinteressarsi di queste elezioni per i riflessi che esse possono avere sulla pubblica opinione e sull'avvenire stesso della nastra Azienda.
I lavoratori domandano
perchè l'Alta Romeo non partecipa più a corse automobilistiche?
e ...perchè non si è ancora provveduto a sistemare lo spogliatoio della Direzione Acquisti che è in condizioni contrarie all'igiene?
.pèrchè non vengono assunti gli operai delle Imprese che lavorano per la produzione?
o
..perchè al centro metallurgico si diminuisce il numero di ore mentre il lavoro viene inviato all'esterno?
o
perchè nessuno più parla della morte dell'Ing. Gobbato?
o
...perché molti -lavori nei reparti a di.-4tanza di poco tempo vengono deMoliti e rifatti? -
, perché I' atrio dell'ingresso merci è sempre ingombrato da materiali od autoveicoli tanto de. rendere impossibile o pericoloso l'accesso alla scala che porta al piano superiore?
o
.perdile non viene aggiornato l'incentivo di produzione degli impiegati?
o
.perchè direzione assorbe (in pratica) gli scatti di anzianità - degli impiegati nei già scarsi aumenti di merito?
Solo 25 domande accolte ogni anno sulle 300 presentate per i posti di apprendista all' AlfaQuesto l'aspetto locale del vasto e complesso problema della disoccupazione pre-militare
La mattinata di sabato 9 del 32.0 congresso socialista, svoltosi in questi giorni a Venezia è stata quasi interamente dedicata ai problemi sindacali. L'ori. Ferdinando Santi, uno dei segretari della C.G.I.L., in un lungo intervento ha chiaramente indicato le ragioni sostanziali della crisi, da noi denunciata da diversi mesi, che travaglia la confederazione di sinistra. Sono cose che già da molto tempo andiamo ripetendo ma che, pronunciate così apertamente dal massimo dei dirigenti sindacali del P. S.I. hanno forse maggiori probabilità di essere intese e credute da quella massa operaia socialista • che da tanti
icafidigan
anni non si accorge di essere un semplice strumento politico nelle mani dei comunisti. «La C.G.I.L. - ha detto l'on. Santi - è in crisi per i colpi subiti» ed ancora: «La spinta unitaria viene dalle masse e i lavoratori vogliono un sindacato che difenda i loro interessi professionali ed economici, libero dall' ingerenza di qualsiasi partito. Il sindacalismo di partito è in crisi non soltanto nei Paesi capitalistici ma anche in quelli a regime socialista. Dalla Polonia e dall'Ungheria è. venuta la condanna definitiva del sindacato ridotto a un ingranaggio della macchina del partito di Stato e degradato al ruolo
Delle liste in competizione pubblichiamo quella della C.I.S.L. che raccomandiamo ai voti dei lavoratori democratici:
ED L'archi] me eIlie pensioni
di subalterno di ..esecutore parastatale». Non è, lo diciamo per i compagni socialisti, l'on. Pastore e neppure t'on. Saragat a parlare così: è l'on. Santi, segretario della C.G.I.L. Si potrebbe osservare che il problema non è di oggi e che sarebbe bastato un poco più di buona fede per comprendere le stesse cose molti anni fa e per non continuare a usare degli interessi dei lavoratori come di uno strumento a favore cli un altro partito, ma sarebbe una polemica sterile. Quello che importa è non continuare negli stessi errori per l'avvenire. Per anni i comunisti hanno tenuto il P.S.I. in stato di sudditanza, tanto che sembrava che solo i comunisti fossero vivi sulla scena sindacale. Le ultime elezioni ':,anno dimostrato che i socialisti sono al secondo posto nella graduatoria dei partiti in Italia, perché dovere continuare ad accettare una sudditanza che non ha ragione di esistere? Nella C. G.I.L. non è più possibile far nulla, la grande forza dei comunisti è sempre stata la capacità organizzativa_ e burocratica; i posti chiave in seno al sindacato sono ormai loro e un'azione dall'interno non è più possibile. Noi lo abbiamo compreso da diversi anni e lo dimostra la creazione dei sindacati liberi. Ora è giunto il momento di decidersi anche per i socialisti. I lavoratori non possono sopportare oltre la prepotenza di una organizazione che non ha alcun interesse per le loro aspirazioni concrete di ordine economico ma che ha l'unico scopo di sfruttane a fini politici. I lavoratori hanno bisogno di un sindacato che si occupi di salari e non di rivoluzioni; quando vogliono fare della politica possono sempre andare a iscriversi ai partito che preferiscono, ma qui devono pensare a difendere gli interessi dei loro figli e dei loro compagni. In una vera aemocrazia > grossi problemi si risolvono risolvendo le piccole cose: l'elezione di una commissione interna ha lo stesso valore di un'elezione politica. Ci pensino i socialisti. L'unica strada che resta loro aperta è l'abbandono massiccio della C.G.I.L.; i comunisti hanno fatto per anni ii loro gioco alle spalle degli altri, hanno lavorato per se stessi. E' ora che comincino a lavorare da soli.
Pensiamo di fare Cosa gradita ai lavoratori trattando dalle colonne di questo giornale alcuni problemi di carattere previdenziale che interessano la categoria. Cominciando dal problema delle pensioni segnaliamo prima di tutto una deliberazione delle Associazioni Lavoratori Anziani che tratta dell'età del pensionamento. Come è nato infatti qualche anno fa era stata avanzata la proposta di portare all'età di pensionamento, attualmente fissata a GO anni per gli uomini, a 65 anni. Voci diverse si sono levate pro e contro questa tesi e l'Anas è venuta nella determinazione di fare un referendum
Importo lordo marche incassate L. 31.400.
fra gli anziani; trattandosi di Un argomento che non riguarda pere, soltanto gli anziani ma un po' tufi i lavoratori, non saremmo alieni dall'aprire una discussione sull'argomento. Diamo intanto su questo numero alcune indicazioni che potranno servire a coloro che volessero avere un'idea di quella che Sarà la propria pen. sione, rimane/ad° a disposizione dei lavoratori per l'eventuale risoluzione di casi individuali. Il computo si basa tutto sul. l'importo delle marche pagate dal lavoratore, con la premessa che il medesimo abbia i prescritti quindici anni minimi di contribuzione.
Tale importo viene così scomposto: L. 1e00 fisso x 0,45 = L. 675 1.500 » x 0,33 - » 495 28.400 x 0,20 = » 5.680
Contributo statale . . L. 100
Tot. annuo non rivalutato L. 6.950
L.
N.B. - Tali importi vengono maggiorati di un decimo per ogni figlio a carico dei pensionati. Come si vede, le assicurate donne, per ottenere la stessa pensione degli assicurati uomini, devono versare un maggiore importo di contributi. Ciò è dovuto al fatto che le donne vanno in pensione a 55 anni anziché a 60 anni come è prescritto dalle nonne vigenti.
PER LA CINA DI MAO NUOVA EDIZIONE DEL PARADISO SOVIETICO
Aumento della produzione e diminuzione dei salari: questa la politica dori sindacati comunisti cinesi
Punite con i lavori forzati le infrazioni alla "disciplina del lavoro" • Proibito dalla Costituzione lo sciopero - Retribuzioni mensili di 14.000 lire Sulle condizioni dei lavoratori in Russia si sono ormai debba tante cose che tutti, più o meno ne siamo al corrente.
D'altronde - la rivoluzione ungherese e polacca hanno dimostrato quale sia - la situazione nei Paesi satelliti. Più interessante può essere l'osservazione di quanto sta succedendo in Cina. Nel mondo comunista la Cina ha una sua fisionomia particolare, si parla spesso di sue posizione quasi polemiche nei confronti di Mosca e anche recentemente il viaggio di Ciu En Lai a Budapeste e a Varsavia ha fatto pensare a diversi giornali che forse non sarebbe stato lontano il giorno in cui la Cina si sarebbe staccata dalla Russia.
La nazionalizzazione
Non ci interessa qui il problema politico quanto 1' aspetto sindaoale del problema. E la considerazione che il comunismo è veramente, in qualsiasi forma e in qualsiasi campo della vita sociale un'aberrazione e un ritorno di barbarie. Ogni parola di quanto andremo dicendo proviene direttamente dalle dichiarazioni di capi comunisti cinesi e da affermazioni della stampa comunista e in particolare del «Quotidiano dei lavoratori» che viene stampato a Pechino ed è un poco l'organo ufficiale dei sindaoati.
Il Governo cinese nel gen-
naio del 1956, cioè esattamente lo scorso anno, decise la nazionalizzazione delle industrie di qualsiasi tipo. La decisione, ebeb immediatamente due ripercussioni a danno dei lavoratori: diminuzione dei salari e maggior disciplina di lavoro. In un Paese a regime capitalista la classe operaia avrebbe reagito con l'arma a sua disposizione; lo sciopero su vasta scala • e i sindacati avrebbero indubbiamente fatto pressione sul Governo per ottenere almeno la conservazione della paga ai livello precedente il provvedimento. Ma in Cina esiste, come del resto in tutti i Paesi comunisti (e che questo sia il sistema in uso lo • vediamo anche qui da noi ,absta pensare alla C.G.I.L.) un sindacato che dipende dal partito, che a sua volta rappresenta lo Stato. Ora è logico che partendo da queste premesse ogni atto che possa portare a un danno della Stato '(sarebbe ad esempio in Italia un aumento dei salari per gli impiegati statali) sia condannato dai sindcati. Già nel 1954 lo aveva Jo-Yu presidente della Federazione nazionale.
Il 18 dicembre scriveva sul quotidiano sindacale: «La funzione del sindacato è quella di obblettiVi indicati dal partito e portarne a termine le decisioni e le direttive ».
E le direttive del partito furono d'aumento della produzio-
ne, senza che naturalmente corrispondessero aumenti di salario. Qui da noi si sarebbe usata l'arma dello sciopero, ma l'articolo cento della costituzione cinese affanna che tutti i cittadini debbono ubbidire alle leggi .e osservare la disciplina sul lavoro ». Che cosa significhi la disciplina - :Sua lavoro lo spiegò perfettamente Shih Liang trasmesso da Radio Pechino il 5 ottobre 54: - *La punizione di quei lavoratori che hanno fomentato scioperi e si sono dimostrati privi di entusiasmo produttivo, ha rafforzato la disciplina sul lavoro. Per intensificare quest'opera fra i lavoratori abbiamo addirittura istituito Tribunali speciali lungo le ferrovie e le vie di comunicazione fluviale».
La legge antisclop • ero
E ancora più chiaramente si occupò del problema dello sciopero il «quotidiano del popolo » del novembre dello stesso anno, che senza tanti scrupoli disilludeva coloro ehe avevano creduto al mito dell'operaio padrone: « Per alcuni anni il concetto di disciplina sul lavoro non è ancora chiaro; costoro credano di essere diventati padroni delle imprese e di avere libertà di azione; ma si sbagliano. La nostra disciplina è una potente arma per mantenere il livello della _produzione. Lavo-
rare con lentezza o disubbidire alle istruzioni ricevute significa sabotaggio ». Queste sono le punizioni contemplate dalla legge per chi viola la disciplina del lavoro, progressivamente:
1) richiamo; 2) nota di demerito; 3) nota di grave demerito;
4) riduzione di salario e retrocessione di grado; 5) licenziamento e punizione e norma di legge. La punizione prende il nome di a rieducazione per mezzo del lavoro» e significa, in parole povere, lavori forzati.
Nel '55 i lavoratori cinesi compresero per esperienza diretta cosa significa disciplina del lavoro. Allora i sindacati lanciagare di emulazione socialista».
Questo è il meccanismo: la quantità e la qualità di lavoro fatto dalla squadra migliore diventa la norma che deve essere osservata da tutti. Fu proprio in questa occasione che il presidente dei sindacati lanciò quell'editoriale sul «quotidiano» che criticava aspramente il cosidetto «economismo», la teoria cioè, secondo lui eretica, che i sindaoati devono occuparsi più dell'interesse dei lavoratori che di quello dello Stato.
Il 20 febbraio II presidente dei sindacati descriveva alla radio gli sviluppi delle gare` incorso. Disse testualmente: «Non ci sono stati limiti al prolungamento delle ore lavorative; alcuni operai hanno lavorato ininterrottamente per 72 ore. Alcune fab-
briche per raggiungere la norma stabilita hanno fatto lavorare tutti gli operai di domenica per un periodo di dieci mesi. Si sono avuta numerosi casi di malattia e di morte di operai completamente esauriti; in molti casi gli operai sono svenuti, hanno vomitato e sono morti. In varie fabbriche le ore lavorative che erano salite a 260 ruga scesero a 40 mila a causa delle assenze provocate dalle malattie dai decessi».
" Disciplina del lavoro"
14.000
lire al mese
Quando i laburisti inglesi visitarono la Cina chiesero al vice-presidente dei sindacati quale fosse la media del salario di un operaio. Fu loro risposto che si aggira sui 50-60 Yen che al cambio ufficiale fissato da Pechino. e quindi superiore al valore reale della moneta, significa 21-25 dollari il che vuol dire una media di 14 mila lire ai mese. Da anni i lavoratori cinesi vivono in una miseria per noi immaginabile. Una ciotola di riso basta al loro pasto. Sono tanti. il massiom che può loro capitare, come dice il noto onorevole presidente è di svenire, vomitare e morire, oosa da poco; quello che importa è alzare le medie di produzione.
Tipografia I. T. L. . gaia& nana Duca d'AO4t, . Milano