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Dibattito unitario8

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Ancora una volta i lavoratori subiscono le conseguenze degli errori di impostazione e le scelte sbagliate di indirizzo economico e produttivo nelle fabbriche così come succede nel Paese.

Alla Magneti Mareili le ripercussioni sui lavóratori degli squilibri riferiti alle produzioni. la mancanza di autonomia, il fatto di non avere una produzione base in ogni stabilimento, sono state negative. in quanto (secondo la Direzione Generale) ha portato al ricorso della Cassa Integrazione e alla riduzione dell'orario di lavoro e che ha riguardato più di 1000 dipendenti.

La pronta reazione dei sindacati e dei lavoratori ha fatto si che il fenomeno non assumesse proporzioni più grandi, infatti le continue azioni promosse hanno permesso di spuntare alcuni parziali risultati (per altro ancora insufficienti) che dimostrano chiaramente la nostra volontà.

l'avere fatto del problema della piena occupazione un problema di tutti sul quale c'è stata la mobilitazione generale (e non solo dei lavoratori colpiti) ha costretto la direzione a rivedere i suoi piani organizzativi, a farci conoscere i programmi, ad accelerare gli interventi per colmare le insufficienze organizzative che periodicamente colpiscono i lavoratori.

Abbiamo presentato alcuni punti fermi irrinunciabili, riguardanti la piena occupazione, la garanzia del salario, gli investimenti che ha trovato la direzione impreparata nel-

le risposte.

Probabilmente l'azienda pensava che oramai i lavoratori ci avevano fatto a il callo » ai periodi a grami » e che avrebbero subito la situazione abbassando la testa e dando per scontato che contro simili a calamità » non resta altro da fare.

Magari pensava anche di avere trovato uno a spauracchio » per tenere buoni e tranquilli anche coloro che non sono toccati dalla crisi.

Le cose — grazie ad una coscienza comune dei lavoratori —

sono andate diversamente, abbiamo centrato il problema e lo sosterremo fino all'ottenimento completo dei nostri obbiettivi.

Con questa posizione sconfessiamo nei fatti il disegno padronaie — contenuto nei documento della Confindustria — che vuole un movimento sindacale garante e disciplinatore della pace sociaie in fabbrica, soprattutto in questa fase di profonde ristrutturazioni industriali e in previsione delle prossime scadenze contrattuali.

Preparare la ricontrattazione dei premio di produzione

Ne1 1971 con l'accordo dello scorso giugno, in tutto il gruppo Magneti Marelli abbiamo raggiunto un premio di produzione eguale per tutti di L. 115.000 procapite.

Sí tratta ora di preparare la ricontrattazione del premio per l'anno 1972 , che a nostro parere va fatto a breve scadenza .

'.contemporaneamente poichè. ques'anno è l'an no del rinnovo del Contratto di lavoro si tratta di vedere l'impostazione che diamo a questo rinnovo del premio di produzione per tutto il gruppo Magne;pi Marelli e aualj altri problemi eventualmente si pongono assieme nella contrattazione all'Assolombarda .

L'impostazione e preparazione della ricontrat tazione del premio va strettamente collegato al dibattito sulla definizione della piattaforma rivendicativa del contratto .

n. marzo 1972
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BOLLETTINO DEL COORDINAMENTO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO MAGNETI MARELLI
NEL GRUPPO MAGNETI MARELLI
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Argomento di tante discussioni, dl tanto polemiche, di tante delusioni, ma in conclusione cosa è? Cosa ha portato? Quali sono i vantaggi ottenuti? Quali sono le mete che non sono state raggiunte?

Prima di esaminare tecnicamente lo scorporamento è bene fare una premessa per spiegare le ragioni che hanno portato ad affrontare tale argomento.

La composizione complessa dello stipendio degli impiegati ha permesso alla direzione in passato, di effettuare degli assorbimenti senza che l'impiegato se ne accorgesse o potesse capire.

Riuscendo a scomporre lo stipendio in tutte le voci che lo cempongono, si può controllare l'Operato della direzione, pervenire a combattere i veri abusi che essa può fare. E' stato seguendo questo principio che ai è deciso di iniziare ad affrontare l'argomento dello scorporamento dello stipendio, ed è bene precisare che tale problema è appena iniziato, e che esso sarà continuato fino al raggiungimento di un maggior controllo sulle varie voci dello stipendio stesso.

Quello che occorre fare attualmente è:

1) Una rappresentazione migliore dello stipendio la quale permetta un maggior controllo delle variazioni da parte dell'impiegato.

21 Parificazione del premi dlproduzione mensile. con l'eliminazione delle differenze dovute all'età e al sesso.

Creazione di un minimo aziendale, uguale per tutti gli impiegati, e non assorbibile nel passarmi di categoria.

Non è stato raggiunto l'obiettivo di annullare totalmente gli assorbimenti nei passaggi di cateporla. si è riuseiti a ridurre ma non ed eliminarli. Non si è riusciti ad eliminare l'assorbimento dell'attuale 4° elemento per due ragioni principali.

Il 4° elemento è variabile in comrosizione ed in valore da impreoato ad Impiegato (da zero lire a oltre 50.000 lire).

Applicando un criterio generale si sarebbero fatte delle sperequlazloni, e di conseauenza delle Aravi ingiustizie tra gli stessi impiegati.

Al rifiuto della direzione di elisorbimenti nei passaggi di cateminare o di ridurre ulteriormente gli assorbimenti nel passaggi di categoria i consigli di fabbrica hanno deciso di effettuare uno studio profondo sull'argomento.

Lo scopo di questo studio consiste nel trovare un sistema che risolve senza ingiustizie e senza sperequazioni il problema e costringe la direzione ad accettarlo annullando le sue attuali intenzioni.

In conclusione i Consigli di Fabbrica riguardo allo scorporamento stanno seguendo due strade:

1) Studiare come risolvere de-

finitivamente il problema dègli esporla.

2) Agire sulla direzione affinchè l'accordo sullo scorporamento venga applicato come si era detto in sede di accordo e non come è stato applicato da lei.

Questi sono gli impegni del Consiglio di Fabbrica, i quali però contano anche sulla collaborazione, sull'attenzione, sull'interesse di tutti gli impiegati per poter raggiungere più celermente e più facilmente gli interessi comuni; solamente se saremo uniti potremo pensare di raggiungere le mete che vogliamo. e.

La composizione dl questa categoria di persone è nota a tutti: essa è formata da quel lavoratori che, compiuti i CO anni, attraverso un trattamento oarticoiare, continuano a lavorare in azienda.

Tale fenomeno ella Magneti Marelli, assume. specialmente tra impiegati ed equiparati, una dimensione preoccupante: sono nella direzione progettaz:one. a Crescenzago, esso riguarda oltre ii 50% degli impiegati. Queste persone arrivate ai limiti di età restano In' azienda per un periodo dl • consulenza • che varia da alcuni mesi a più anni (vi sono esempi dl 3 anni).

La Direzione aziendale si maschera dietro il paravento della Indispensabilità della Presenza di tali persone in fabbrica.

Senza voler entrare nel merito orettamente tecnico del problema, noi sosteniamo che tale posizione è auanto mai ambigua. Infatti chi va in pensione non è per un fatto improvviso ed accidentale per cui l'organizzazione ne viene scombusolate, bensì per un evento di cui si conosce giorno. mese ea anno in cui avverrà già molto torneo prima. Tra l'altro se la direzione non è in grado al sostituire tale personale è legittimo nutrire dubbi su tale organizzazione specie se il numero del lavoratori interesati è cosi alto. Me noi crediamo che si tratti di un problema non particolarmente tecnicoorganizzativo, quanto politico: che si tratti cioè dl una precisa scelta di conduzione della politica del personale.

Nel momento In cui l'economia italiana In generale e la Magneti Marciti in particolare, al di là del documenti della Conl'Industria. chiaramente illuministici sono solo all'inizio di una profonda recessione,

nel momento In cui aumentano I dieeeupeti (specie tra d!piomatl e laureati), la direzione aziendale da una parte mette in casa integrazione centinaia dl lavora— tori senza nessuna valida garanzia in tema di salario ed al posto di lavoro, dall'altra essa richiede prestazioni straordinarie e stipula, ed un ritmo impressionante, contratti e consulenze.

Un'ulteriore considerazione è dovuta al fatto che tali lavoratori (I consulenti) conservano nell'ufficio o nel reparto la stessa poizione gerarchica (posto di lavoro) che occupavano prima dl essere messi in pensione.

Tutto Questo viene sa impedire, dl anche II famigerato • pesso in avanti • che tutti in ufficio aspettavano e crea un ulteriore stato di tensione e di divisione tra già Impicciati che già vedono, come unica prospettiva il raggiungimento dl posti di mecolore responeabliite nella pertenza dell'attuale responsabile.

Noi siamo consapevoli che per cuaiche consulente possa trattarsi di un sa,to nei buio l'uscita dalla fabbrica. stante la mancanza dl organi previdenziall, ma ele• mo a rnaggler t-salone consapevoli e ci sentiamo impegnati per le centinaia di mialiela di disoccupati cui non è concesso il diritto dl vendere la propria forza lavoro per poter sopravvivere.

Siamo anche consapevoli che questo (le consulenze) è un problema il cui superamento non risolverà certametne le piaga della disoccupazione, ma che comunque darà modo ed un numero se pur ridotto dl lavoratori, di occupare un poeto di lavoro che, come è sancito dalla Costituziore italiana (art. 4) è un diritto ed un dovere del cittadino.

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Stcliiimonto " B "

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I lavoratori e le lavoratrici dello stabilimento« B » si preparano alla lotta, tutti compatti per sconfiggere il padronato e fare fallire i suoi barbari disegni di ricatto e di sfruttamento che con lo spauracchio della crisi economica, ci vuole cacciare indietro di 30 anni.

Dobbiamo risolvere noi stessi con la lotta i nostri problemi, sia all'interno della fabbrica che all'esterno centro il caro vita, caro affitti e inquinamento.

All'interno della fabbrica abbiamo tanti problemi scottanti come l'ambiente di lavoro — che è insopportabile e nocivo — e ci va di mezzo la nostra salute. Perquesta rione chiediamo alla direzione generale della Magneti Marelli di stanziare per la Magneti « 6 » una buona fetta dei 35 miliardi che essa dice di impiegare per miglioramenti e per l'occupazione.

L'ambiente di lavoro ci interessa più di ogni altra cosa per la salvaguardia della salute.

Poi che dire dei ritmi, special: mente in certi reparti, ad esempio: tappeto, montaggio, gruppi carica secca, trancia; specialmente per questi reparti si deve aumentare il personale adibito alle sostituzioni e aumentare le pause. Così come occorre conoscere il numero degli organici che lavorano sul tappeto e la produzione richiesta, per cono trollare i ritmi ed essere in grado di contrattare con la direzione ed ottenere condizioni più favorevoli di quelle attuali che sono decisamente insostenibili.

Introdurre per il tappeto il cottimo speciale come stabilito nell'accordo aziendale al fine di migliorarne i guadagni di cottimo per tutti, garantendoci il cottimo interci anche quando per cause diverse diminuisce la produzione, mentre adesso queste incidono sul guadagno del cottimo. senza tralasciare gli economisti che sono i più colpiti, chiediamo per i turnisti a ciclo continuo una ricompensa del lavoro festivo, da rivedere pure le qualifiche e il quarto elemento.

Anche gli Impiegati di reparto o di linea chiedono che gli venga riconosciuta « l'indennità di nocivi-

tà » perchè anch'essi operano in mezzo all'ossido e polvere. Questo non vuole assolutamente essere un discorso sulla monetizzazione della nocività, ma bensì quello di non regalare niente (anche in termini di quattrini) alla di, rezione.

Ben coscierit che l'eliminazione della nocività il risanamento dell'ambiente dl lavoro non può essere barattato, ma va affrontato e risolto nella sua giusta dimensione. Un aspetto importante the inten-

diamo chiarire tra tutti i lavoratori e lavoratrici è che, in azienda vi è un solo organismo sindabale ed è il Consiglio di Fabbrica unitario e non vi è stato e non vi sarà spazio per il « sindacato fantasma .. del padroni nella squallida fiamma del vecchio rottame fascista della CISNAL (del cui galoppino possiamo dimostrare — con i tatti che è un bugiardò e un falso, anche se si sforza di apparire come una brava persona rrts è solo l'apparenza per trarre in inganno i lavoratori) perchè poi è il falso sindacato dei fascisti come Almirente, Servello e dei padroni.

Quindi su questo argomentò vi ritorneremo nuovamente, in seguito con uno specifico articolo, in modo da potere illustrare i diversi aspetti anche nei minimi particolari.

lavoratori che- potrebbero benissimo essere assunti alla Magneti.

Ci sono alcuni impieati dello stabilimento «- B » i quali per fare le ore straordinarie dicono: » poi la ditta non ce li paga », a parte questa grossa bugia, ma se così fosse sa, ebbero proprio degli alocchi chi- con la loro disponibilità servile e gratuita, tolgono il posto ad altri

Almeno che questi «h uoni servitori a facciano, come del resto hanno fatto nel passato altri, negli altri stabilimenti della Magneti Marelli, i quali facevano le ore straordinarie con le mani in tasca, oppure come fanno tutti i « ruffiani a si mettono a lavorare quando gli altri smettono!

L' AMBIENTE D LAVORO

INSEDIAMENTO DELLA COMMISSIONE AMBIENTE E ANTIINFORTUNISTICA

Portiamo a conoscenza dei lavoratori della M. Marelli che nei giorni scorsi si è riunita la Commissione Ambiente di Lavoro e Antiinfortunistica ed ha esaminato i vari aspetti generali della situazione inerenti a questa maCarie.

Dopo un ampio dibattito tenuto nel Consiglio di Fabbrica del giorno 3 febbraio 1972. la Commissione ha avuto pieno mandato di intervenire su tutti quei problemi riguardanti la salute psico-fisica dei lavoratori.

La Commissione in chiesti giorni ha immediatamente iniziato alcuni sopralluoghi ritenuti urgenti quali quelli dalla fonderia e dello Stabilimento • D In quest'ultimo reparto esiste una situazione di disagio che mette a dura prova i lavoratori: infatti l'aria satura di polvere e fumi rnalodoranti minano l'integrità fisica degli operai. Più volte abbiamo fatto presente alla Direzione la gravità di questo

stato di cose: finora le risposte sono state vaghe ed elusive. dilazionando così nel tempo senza risolvere questi urgenti problemi.

La Commissione si è impegnata ed è decisa a portare avanti tutte quelle iniziative Atte a risorvdre quelle situazioni ambientali come quel!:: della fonderia e dei reparti che continuamente i delegati ci segnalano. interpretando la decisa volontà dei lavoratori di cambiare una situazione insostenibile e da volte disumane: è infatti ormai ovvio che ;a saiute non può essere mercanteggiata a livello di merce di scambio ma è il primo paarimonio ad rispettare per salvaguardare la dignità di ogni essere umano. .

La Ccamnissione contínua le sue indagini e parallelamente terrà informati i delegati di reparto sicura di ottenere una pronta risposta da parte dei lavoratori nei caso in cui la Direzione continui a, tergiversare sulle questioni prioritarie. •

La Commissione Ambiente ed Antiinfortunistica

LE BUGIE DI ALCUNI IMPIEGATI DELLO STABILIMENTO a B »

OPINION! - DIBATTITI - PARERI - LETTERE

RISTRUTTURAZIONE AZIENDALE E PROGRAMMAZIONE

to stanziamento annunciato dalla direzione generale di un congruo numero di miliardi per la ristrutturazione e la attuazione di un piano di investimenti con l'apporto di nuove tecnologie nelle attrezzature produttive: ha lasciato perplesso l'intero consiglio dei delegati.

Che la ventilata ipotesi di un futuro incremento dell'occupazione sia buona non è discutibile, ma lo scetticismo nasce dal fatto che, forse, nella stesura di questo piano riorganizzativo, la direzione non tiene in considerazione l'aspetto umano del lavoro e per tanto i delegati pretendono di sapere cosa significano questi investimenti in ordine alle condizio nh di lavoro, ai ritmi, dove ci sarà l'incremento occupazionale ecc

Sia ben chiaro che per noi la ristrutturazione non deve voler dire disumanizzazione dei lavoro attraverso la restrizione dai tempi di lavorazione ma bensì. e questo è l'intendimento dei lavorptori, che le nuove tecnologie, opportunamente applicate, tengano presente le esigenze del valore umano.

Pensiamo di smentire la destra economica la quale descrive i sindacati e gli organismi dei lavoratori, come un insieme di incapaci nel recepire ed affrontare i problemi del Paese.

E' ora che la direzione capisca che non basta dire di voler fare degli investimenti per tranquillizzare i lavoratori.

Non si pue tener conto esclusivamente della necessità di aumentare la capacità produttiva delle fabbriche, ma occorre metterla in relazione alle 'ripercussioni che questa riorganizzazione avrà sui lavoratori e alle condizioni di lavoro che questi si troveranno.

Non te eel essere una seria progrhmrnazione e un rinnovamento se questo non comporta parallelamente tip miglioramento alle condizioni dei lavoratori.

Attraverso un'indagine capillare reparto per reparto, ufficio per ufficio, si può avere una esatta situazione di ognuno di essi.

Cen un preciso quadro della situazione si potranno inserire nuo-

ve macchine nei reparti che veramente ne abbisognano e non succederà come adesso che vengono messe macchine nuove in reparti e lasciate inattive per settimane, oppure vengono installate macchine mastodontiche che non rispondono alle esigenze del reparto.

l soldi stanziati per la soluzione del Mezzogiorno si disperdono in mille rivoli, lasciando perennemente insoluto il problema del meridione.

Questo, a parer mio, è ci 'che teme il Consiglio dei delegati, nei riguardi dei preventivati miliardi che la direzione vuole investire nelle fabbriche Magneti Marelli.

Siccome il future dei ravoratori ci riguarda, intendiamo dire !a nostra, restando contemporaneamen. te fermamente decisi a portare avanti e a difendere cicche si è ottenuto attraverso le lotte e per nuove conquiste.

Un Delegato

Si cerca di trovare il motivo per la scarsa — in alcune occasioni — partecipazione operaia alle assemblee. Queste mie osservazioni sono tratte dagli umori e dallo spirito col quale gli economisti accolgono l'invito di partecipazione alle riunioni.

La loro indifferenza alle riunioni è frutto di opinioni (e di questo ne sono convinti) che i loro problemi, alle assemblee, saranno ancora una volta rimandati od accantonati. Il poco entusiasmo e la quasi nullità negli interventi di assemblea sono l'indice dell'estraneità ai problemi esistenti.

Che esista una specie di accantonamento del problema economisti è un dato di fatto e che giustamente un delegato ha rimarcato, facendo presente alla riunione che l'esistenza di una sua personale tabella, ove è annotato l'andamento del guadagno degli economisti negli ultimi anni, e dalla quale si può notare che i valori acquisiti nelle diverse vertenze sono piuttosto negativi, riferiti ossia cornparati al settore produttivo.

Questi emarginati hanno la impressione di non contare nulla, o poco, perché la direzione, essendo interessata principalmente all'andamento produttivo, cerca od almeno tende a risolvere il prcblema cottimisti. tralasciando o perlomeno accogliendo in parte le a-

spirazioni del settore economisti, Le strategie della direzione non devono essere motivo di divisione fra operai dei diversi settori, pe-c rò l'esistenza di queste discordanza crea malcontento, si forma una specie di dualismo con interessi separati.

Questi sono i mali, le terapie e i rimedi vanno cercati tramite un attento esame ed ampie discussidni ove si tenga presente la realtà esistente.

La mia esamina vuol essere un franco apporto per la ricerca di intesa fra le varie componenti (ognuna con particolari problemi) nell'intento di stabilire una stretta comunanza di interessi.

Un economista operaio RETTIFICA

Ci scusiamo con il delegato MULI! GUIDO e con i lavora.. tori, che per errore di stampa — nell'ultimo giornalino — non è stato inserito nella lista dai delegati degli stabilimenti di Cresconzago.

Ce un dualismo fra cenumi;sti ed econoralgti ?

I motivi per cui noi facciamo gli straordinari sono tanti: perché c'è lavoro arretrato, perché vi sono delle scadenze che non possano essere superate, perché qualcuno aspetta il nostro lavoro per altre operazioni, perché il cliente reclama, perché il fornitore deve essere pagato, perché al paga deve essere fatta in tempo, perchè dispiace avere lavoro arretrato, perché si vuole aiutare la famiglia con qualche soldo in più, ed altri mille perchè.

Mentre ci coccoliamo le nostre scuse per fare straordinario ci guardiamo bene attenti di non alzare la testa per paura di vedere la realtà.

Gli anziani vanno in pensione e non vengono rimpiazzati e così il lavoro viene caricato sulle spalle di chi rimane, chi resta sta zitto perché la situazione nazionale è difficile, ecc., ecc., intanto si lavora a cottimo, si subisce in silenzio e si fa io straordinario. nostri piccoli egoismi ci fanno lottare tra di noi per delle bricio-i le, per portare a casa due soldi in più per i figli rubiamo il lavoro a chi ne ha bisogno, per mandare nostri figli all'università costruiamo una società che non sa cosa farsene dei laureati, per regalare la cinepresa al marito..., per avere delle cose quasi inutili in più contribuiamo a peggiorare le nostre condizioni di vita.

Certo, aver voglia di fare ore più, volere essere sempre aggiornati con il lavoro è lodevole, voler portare a casa qualche soldo in più per la famiglia fa comodo, voler fare bella figura con i capi piace.

Ma, cerchiamo di essere onesti, 8 ore di lavoro serio, con il lavoro parcellizzato di oggi, sono sufficienti per stancarci, inoltre, conti alla mano, si vede che il nostro fare lo straordinario impedisce la creazione di posti di lavoro.

Il, ricorso al lavoro straordinario permette che non vengano studiati metodi di lavoro razionali, più semplici, meno onerosi, anzi i capelli mettono delle « pezze » che invece di alleggerire finiscono con l'au m e nt a r e il giro delle carte con tutta la confusione e i maggiori co,neri che ne derivano.

La concorrenza sempre più agguerrita non dà possibilità di vita

alle aziende che per mancanza di aggiornamento si trovano ad essere superate, alla Magneti Marelli in proposito c'è un grosso precedente da non dimenticare.

Nell'attuale società dei consumi il progresso tecnologico permette di produrre con minor impiego dí manodopera e di tempo, quindi al finchè non si verifichi che ci -sia chi fa ore in più e chi non ha il posto di lavoro, dobbiamo essere

noi in grado di regolarci secondo giustizia, anziché il progresso essere strumento al nostro servizio finirebbe con lo schiacciarci.

Riguardo lo straordinario è compito di ciascuno di noi quindi esse-; re chiari e franchi nei confronti dei nostri capetti, affinchè non siano tentati di ricorrervi ma studino soluzioni. diverse, è questo il minimo che ci è richiesto.

Una produzione base per Io

E' di capitale importanza avere a Carpi una produzione di base quale rimedio per sanare le difficoltà produttive che ora avvertici rn t. Con una produzione multipla e di piccola serié per la quale il nostro stabilimento è ora predisposto- ,si rileva in modo pesante la carenza di personale addetto alla manutenzione degli impianti, dei servizi generali e degli addetti ad alimentare i reparti di produzione.

II Consiglio di Fabbrica sollecita un impegno da parte dei dirigenti della F.I.M.M. a realizzare uno studio che dia modo di orga-

Un delegato impiegato nizzare lo stabilimento “ E » con un inquadramento più funzionale delle maestranze occupate, una più razionale organizzazione produttiva che faccia raggiungere, con una migliore qualità e competitività della ns. produzione, i traguardi necessari per essere presenti nella futura società industriale.

E' in questo momento di incertezza economica che si devono prendere delle giuste decisioni impegnando tutte le forze imprenditoriali, pubbliche e sindacali.

Il Consiglio di Fabbrica Stabilimento E

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Mentre allo Stab. • N » un gruppo di lavoratori convinceva altri a lasciare la fabbrica, perché avevano effettuato ore traordinarie, un operaio nella confusione di quel giorno scivolava e cadeva a terra. Alcuni hanno gridato candalizzati alla violenza, altri dicevano questo non è democrazia, dove va a finire la nostra libertà?

Dopo di che la Direzione forte di queste voci che circolavano ne ha approfittato per dare tre giorni di sospenione ad in lavoratore che aveva partecipato a quell'azione.

DiciamoSubito, ch e non siamo in nessun modo d'accordo un'uso della violenza ma dobbiamo altrettanto dire che a volte vediamo la violenza anche dove non c'è e non vediamo quella vera.

Quando certe persone parlano di non violenza, in realtà cercano un alibi per coprire il proprio egoimo individualista (cruielraggio) e non anno che sono stati essi stessi ad usare violenza nei confronti del propri compagni di lavoro venendo a fare le straordinarie, mentre 1.000 lavoratori sono a 32 ore contravvenendo ad ogni decisione dei consigli di fabbrica, e prese a maggioranza nelle assem— blee generali.

E quando certi altri si richiamano alla democrazia e alla libertà, dovrebbero sapere che .è democrazia rispettare le decisioni prese dalla maggioranza, le assemblee le abbiamo conquistate con sacrificio,,e quindi adoperiamole per crescere assieme, e non per starcene lì passivi, o magari non parteciparvi e poi accusare gli altri di non essere democratici.

In quanto a libertà di lavoro, diventa davvero un pretesto egoistico, perché questa proclamata libertà non fa altro che sabotare la lotta di tutti gli altri e quindi si viola e si •opprime di fatto la libertà di tutti.

Certo, sappiamo benee di usare coerci— rione nei confronti di alcuni nel fare il picchetto, o altre azioni come quella citata all'inizio, e lo facciamo coscientemente, perché vogliamo coscientemente Impedire che l'esercizio della libertà di lavoro durante lo sciopero da parte di una minoranza, vada a rafforzare il ricatto e la violenza, vellutata o meno dei padroni.

Si, diciamo violenza dei padroni, perché da qui parte proprio la violenza. retta, fisica, vedi guerra nel Vietnam. Siamo abituati a vedere la violenza dioppure la violenza subita passivamente dal popolo Cecoslovacco, il Biafra, il medio Oriente ecc. e non vediamo la violenza che di aiorno in giorno subiamo dentro le fabbriche.

Non è forse violenza tagliare il tempo ed un operaio? e di conseguenza il cottimo, la paga, col risultato che deve lavorare di più e prendere di meno?

CI sono molti operai che hanno vissuto questa esperienza, avevano imparato con le loro capacità a lavorare in modo migliore e quindi guadagnavano di più,poi un bel giorno gli hanno tagliato il tempo, hanno reclamato, borbottato, ma tutto è rimasto invariato, e forse non hanno pensato che questa era violenza, perché nessuno li aveva spinti e non erano scivolati e caduti a terra come quell'operaio che dicevamo all'inizio.

Non è forse violenza farci lavorare in luoghi nocivi? si pensi alla fonderia, allo tab. • B », alle donne del » D • tutte imbiancate, agli operai della galvanica, o della viteria pieni di foruncolosi.

Potremmo continuare con molte altre piccole e grandi che succedono entro la fabbrica, ma bastano quelle citate per capire il concetto. Quindi tutte queste violenze che siamo costretti a subire biognerà risolverle assieme, e. per risolverle bisogna agire.

La non violenza, non è stare a guardare, essa è azione, è lotta attiva per la giustizia, è sciopero è picchettaggio, e non scandalizziamoci se poi qualcuno scivola o cade a terra. Certo queste cose sua nano male all'orecchio del padrone, ma noi tutti assieme, non dobbiamo cadere nella trappola di chi vi vuole far pensare che violenza, è dare uno spintone al crumiro, facendoci dimenticare che la vera violenza è all'interno della fabbrica

e la subiamo tutti I giorni, (certo che 'e lo spintone si può evitare tanto meglio così non diamo adito al bempensanti di criticarci).

Prima delle lotte del 1968 e '69 ero tra quelli che si appellavano alla libertà di lavoro, ma poi, fermato qualche volta da questi giovani e non giovani che facevano il picchetto, ho cominciato a capire, a prendere coscienza che bisogna essere tutti uniti, e penso che come me, altri lavoratori siano cresciuti coscienzioamente eella lotta.

Vorrei che altri lavoratori che ancora oggi sono un po' restii a questa presa di coscienza, trovassero in queste azioni non violente che fanno questi volonterosi ragazzi, la forra di rientrare nella giusta linea sindacale e aiutare di più i delegati a portarla avanti, ritenendo che questo sia il modo migliore per evitare sbandamenti degli uni o degli altri. UN

Le condizioni ed i problemi del lava ratori del servizi tentiamo di portarli alla conoscenza dei lavoratori per poi discutere e valutarne insieme i vari punti delle richieste di queste categorie di lavoratori.

Il personale dei vari servizi è considerato dalla Direzione come personale improduttivo, questa forse la ragione per cui questi lavoratori sono trattati un po' come la cenerentola nella grande famiglia dei lavoratori.

Purtroppo è una valutazione errata, sappiamo che anche queste categorie di lavoratori sono necessari anzi indispensibili in un organico aziendale per cui dovrebbero avere gli stessi benefici e gli stessi trattamenti economici dei loro compagni di lavoro.

Se fino ad ora essi hanno ottenuto qualche briciola di beneficio, non lo si deve certamente all'atteggiamento della classe padronale, ma bensì agli operai che costantemente hanno lottato scioperando per conquistare con duri sacrifci dei miglioramenti economici e sociali, e soprattutto dobbiamo ringraziare la grande organizzazione dei lavoratori, cioè il sindacato, senza il quale saremmo senza dubbio ancora oppressi e calpestati dalla classe padronale. •

Oggi I tempi sono cambiati, data la evoluzione in generale del progreso, anche la mentalità di taluni lavoratori sta evolvendosi, vogliamo alludere al persa naie della sorveglianza:

Questa categoria di umili ed onesti lavoratori pur svolgendo un delicatissimo servizio con mansioni di fiducia, che tante volte — in certe scabrose circostanze —

è costretto ad adempiere il proprio dovere. attirandosi così più volte odio e diffidenza da parte dei lavoratori, nonostante questo ingarto lavoro; questa categoria è stata, fino ad oggi, in un certo qual modo trascurata e abbandonata un po' da tutti.

Forse molti lavoratori pensano a chi sa quali vantaggi, a cosa beneficiano le guardie, essendo peronael di fiducia del padrone. Ebbene, il padrone, la direzione non fa differenza non risparmia nesuno. Basta citare solo un esempio molto valido: durante la crisi economica del 196465, come del resto in occasiori surili più remote, la direzione della Magneti Marelli, sospese molti operai includendovi pure molte guardie, chhe vennero messe a disposizione.

La direzione non fece distinzione, colpi inesorabilmente non ebbe riguardi per nessuno, neppure per coloro che avevano oltre 20 anni di servizio, furono mandati alla famosa camera a gas.

Ora i tempi sono cambiati, così anche per le guardie, grazie allo statuto dei diritti dei lavoratori il quale sancisce che il compito delle guardie è esclusivamente quello di salvaguardare il patrimonio delle aziende, che poi è un po' . il patrimonio di tutti i lavoratori ».

Tutto il personale dei vari servizi chiedendo gli stessi benefici degli altri lavoratori, sono ovviamente coscienti ed uniti ideologicamente alla giusta causa de( lavoratori, così pure sono impegnati a rafforzare con il loro modesto contributo il sindacato che è la fonte energetica di tutto il proletariato.

OPERAIO

UNITA'

Con II 1972 si è aperta una fase di grande impegno per tutta la categoria, infatti quest'anno dobbiamo portare il processo unitario al suo sbocco definitivo che troverà nel Congresso nazionale dei sindacato unitario del metalmeccanici stabilito dal 24 al 29 ottobre 1972 la fase culminante.

Il congresso nazionale sarà preceduto dai congressi unitari dl fabbrica di zona e di provincia.

In questi congressi si procederà partendo dalla fabbrica alla formazione degli orientamenti programmatici del nuovo sindacato e all'elezione con voto segreto dei dirigenti e dei delegati unitari.

Per ottemperare a questi impegni occorre prima procedere attraverso I congressi di scioglimento delle federazioni esistenti, già stabiliti per gli organismi nazionali per 1 primi di maggio.

E' evidente che per essere pronti per maggio a livello nazionale va da sè che occorrerà operare prima in zona e in provincia.

Dà questo momento sarà avviata formalmente la fase congresbiade, operando sin da quei momento una consultazione in tutte le strutture della categoria. a cominciare dai Consigli di Fabbrica, per la formulazione definitiva del progetto di tesi e di statuto del nuovo sindacato unitario.

Questa consultazione e questo conrfonto di opinioni dovrà coinvolgere tutte le cateaorie e tutte le strutture orizzontali del movimento sindacale e tutte io forze cha intendono contribuire sia pure da posizioni diverse, alla determinazione della piattaforma programmatica del nuovo sindacato.

Per I primi di aprile ci sarà una conferenza nazionale del delegati, che avrà come obbiettivo quello di preparare, la conferenza confederale (cioè di tutte le categorie) delle strutture di base e di definire in quella occasione la linea generale dei metalmeccanici sul ruolo dei consigli, sul metodi di direzione o sulla struttura del nuo\fo sindacato unitario.

E' questo un lavoro non InclIffe-

arm dal!' euriuà shulacelo dei CurzaraZ© La

rente che per assolverlo occorrerà il massimo di energia e di coerenza.

CONTRATTO

Un secondo e quanto mài importante obbiettivo di quest'anno sarà il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici così come lo è per diverse altre categorie dell'industria.

La situazione economica e politica non è certamente prosperosa per i lavoratori, la crisi di governo con la quale si è inaugurato il 1972 risponde chiaramente al disegno di ristabilire vecchi equilibri precedenti l'autunno 1969.

Il padronato, le forze politiche a lui tanto care non hanno « mandato giù la nuova dimensione della classe operaia e il nuovo ruolo del sindacato, nè nella fabbrica nè tanto più nella società.

L'intento è quello di restaurare l'ordine, coinvolgendo elegantemente il sindacato perchè si faccia garante di una certa tranquillità nelle fabbriche.

!n questo quadro appare chiaro che io scontro di classe caratterizzerà il 1972 ed è per questo che è indispensabile una grande mobilitazione e una coscienza collettiva decisa e chiara.

La lotta contrattuale non disgiunta dal processo unitario dovrà svilupparsi su un terreno di sensibilizzazione contro !o sfruttamento con al centro i poblemi deil'occupazione e dei tipo di sviluppo.

Saranno quelli della Piattaforma contrattuale oggetto di appropriati dibattiti basati sulle reali esigenze dei lavoratori.

Una cosa è certa, dovremo prepararci alla scadenza contrattuale con la serietà e la consapevolezza che ci ha sempre distinto e che ci accomuna.

TESSERAMENTO

L'anno dell'unità sindacale non sarà un anno di applicazioni burocratiche ma bensì di impegni pre-

cisr e seri attraverso li consolidamento delle strutture unitarie contro interessi di parte che vorrebbero una unità moderata che lasci tutto tranquillo 'e di conseguenza inalterati I rapporti di potere.

Così i metalmeccanici affrontano II tesseramento: tín tesseremento che esalti la funzione dei delegati e dei Consigli di Febbricki in un clima non di tregua, ma di lotta coerente e consapevole del ruolo determinante della categoria. Siamo coscienti che il momento non è dei più facili, ma proprio per questo contiamo sulla forte adesione di chi ancora non ò iscritto al sindacato, perchè la nostra forza, il nostro impegno risiede esclusivamente nel numero sempre maggiore di adesioni all'organizzazione.

Oggi, proprio per la situazione difficile esistente, chi non è per l'unità sindacale non è con Usa voratori, perchè oggi' piCr che mal i lavoratori hanno bisogno dl cc. sere uniti.

Perciò anche il tesseramento va fatto nella massima chiarezza sere za concorrenza, a tutti vecchi e nuovi Iscritti verrà data la tessera unitaria dei metalmeccanici gerara tondo il collegamento con le confederazioni attraverso la tessera della confederazione ella quale il lavoratore era già iscriito nei 1971. Così come c'è la possibilità per chi si iscrive per la prima volta dl scegliere una confederazione. al 11. ne di metterlo alla pari &eli incritt1 1971 e partecipare alle fasi congressuali delle irispettive organizzazioni categoria!' e confederali.

Comunque questa possibilità non può per nessun motivo essere oggetto di divisione anche perchè è l'ultima volta che si renderà necessaria.

Un fatto deve essere tenuto in considerazione: l'impegno per il tesseramento è un imregno unitario, la gestione del tesseramento è una gestione unitaria a tutti i livelli: è per questo che sono costituite In tutte le fabbriche commissioni unitarie per il tesseramento cosi come sono state formate a livello di zona, provinciale, nazionale.

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LAVORATORE

devi aderire al sindacato unitario perchè devi essere un protagonista e non uno spettatore dell'unità sindacale, cioè di un processo che ti riguarda da vicino come lavoratore e come cittadino; devi aderire al sindacato unitario perchè anche il tuo contributo è indispensabile per respingere il tentativo padronale di scaricare sulle spalle dei lavoratori le difficoltà economiche ed insabbiare

le riforme; devi aderire al sindacato unitario per sconfiggere tutte le forze scissionistiche e antiunitarie che con la creazione di « sindacati gialli » vorrebbero bloccare la marcia della classe lavoratrice rompendone in primo luogo l'unità; devi aderire ai sindacato unitario per fare più forte tatua organizzazione nella prospettiva del rinnovo contrattuale.

COMITATODiCCORDINAT.:

ANOARDO Aurelio

GHELLI Vittorio

PIANTONI Leone

RIVA Paolino

FIORE Andrea

PELUCCHI Piero

CA?ODIECI Giuseppe

DI STEFANO Antonio

MANTOVANI Egeo

MAZZUCCONI Orlando

FARINA Fit

SOMA Antonina

MATTIOLI Sergio

CAVAZZOLI Bruno

LEVRATTI Giancarlo

PICCHIO Stefania

SUARDI Bruno

MAR INONI Romano

PONTOGLIO Luciano

DURANTI Cesare

DEL TREPPO Traiano

ZAMPELTIN Romano

PIZZARELLO Antonio

ct

SONZOGNI Ernesto

VIGIANI Antonio

CARTA Pasqualino

RICCI Emilio

Sergio

SegreteriaCoordinamento

MANTOVANI Egeo - Segretario Responsabile

GHELLI Vittorio

MAZZUCCONI Orlando

NISI Gaetano

RIVA Paolino

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VenerdiIOmarzoincontrodei CoordinamentoconlaDirezion3 sulriconoscimentodelC.d.F.

Finalmente venerdì IO Marzo alle ore 14 avranno luogo le trattative fra il comitato di Coordinamento e la Direzione Magneti "%arelli sul riconoscimento dei Consigli di Fabbrica e del Comitato di Coordinamento .

Dopo tanti rinvii finalmente con la trattativa si arriva al dunque: riconoscere i Consigli come unico organismo, tutti í delegati riconosciuti senza distinzione ed il monte ore globale necessario per il loro funzionamento.

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- Firenze - Torino • • • - • - Sesto S G • • Crescenzaqo (Mi) • • •
- Romano Lambro •

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