L'impegno dei comunisti nel nuovo Parlamento
Il voto del 19 maggio ha nuo vamente dimostrato il continuo spostamento a sinistra di grandi masse di lavoratori e di giovani.
E' stato un voto che ha detto noi ai propositi del centrosinistra di ingabbiare le lotte, di corrompere lo sviluppo del mocratico, di bloccare l'ormai indispensabile rinnovamento del Paese verso il socialismo.
Il risultato delle elezioni ha inciso profondamente nella realtà italiana, tanto che nel PSU
si è rimesso tutto in discussione, persino il presidente del partito, Nenni, e la sua volontà di tornare subito al governo con la DC.
La decisione della maggioranza del PSU di non partecipare subito ad un nuovo governo di centro-sinistra è però molto equivoca, perchè non è accompagnata da un orientamente volto a ristabilire un rapporto unitario con lo schieramento di sinistra uscito vittorioso dalle elezioni,
Usciamo nuovamente
Con questo numero riprendiamo la pubblicazione di Fabbrica sul Lambro, speriamo di uscire con una certa regolarità, questo fatto dimostra la difficoltà di mantenere in vita un modesto foglio di informazione, di dibattito e organizzatore di iniziative come vuol essere il nostro giornaletto.
Certo che è indispensabile la collaborazione di tutti i lavoratori, non solo dal punto di vista economico, ma come collaborazioni, con segnalazioni dai vari reparti, proposte concrete per poter modificare le condizioni nella fabbrica e nel paese.
Riprendiamo la pubblicazione perchè siamo coscenti che i problemi dello sviluppo del Paese devono partire dalle condizioni della fabbrica, è nella fabbrica che avviene lo sfruttamento, dove nascono le contraddizioni
fondamentali della società nel suo insieme e nella fabbrica nasce la contestazione al sistema, matura la coscienza della classe sfruttata la quale può trovare la forza per modificare la stessa società.
Usciamo dalla recente battaglia elettorale con la riconferma della fiducia, rafforzata dal voto delle giovani generazioni operaie al nostro Partito, questo fatto ci dà maggiori responsabilità e ci impegna affinché questa fiducia si trasformi in partecipazione alla battaglia da condurre contro le ingiustizie sociali non disilludendo attese ma chiamando tutti alle lotte senza delle quali non potrà essere possibile ottenere cambiamenti radicali a favore delle classi lavoratrici e la trasformazione socialista della società.
E' l'ulteriore hiforzamento di questa grande forza di sinistra, con l'apporto di socialisti che hanno compreso fino in fondo il senso del voto, che può costringere la DC o la parte più illuminata dei cattolici ad abbandonare la linea e•- 'la discriminazione a sinistra la linea della divisione del Paese; la linea del sostegno degli interessi padronali, contro i bisogni dei lavoratori e di tutta la società italiana. Non si facciano illusione i moderati della DC e socialdemocratici ministeriali del PSU: il voto a sinistra del 19 maggio è scaturito dalle lotte che operai, studenti, contadini e pensionati hanno condotto prima delle elezioni, ma sc prattutto il voto ha dato nuova fiducia e nuovo slancio alla battaglia per cambiare le cose in Italia e prima di tutto l'attuale pesante condizione operaia.
Le proposte di legge dei comunisti
I lavoratori tutti hanno cer tamente apprezzato il fatto che uno dei primi atti compiuti dal gruppi parlamentari, comunisti alla riapertura dell'assemblea legislativa è stato quello di presentare delle precise proposte di legge relative : allo Statuto dei diritti dei lavoratori, alla riforma e al miglioramento delle pensioni, e alla concessione del diritto di voto per i giovani di 18 anni.
Nei prossimi giorni i direttivi dei gruppi parlamentari comunisti definiranno la piattaforma generale di lavoro per questo inizio di legislatura e per la stessa soluzione della crisi di governo; ma già ora si sta lavorando alla definizione di proposte: per la sistemazione degli orari di lavoro, delle ferie e degli straordinari; per la riforma del collocamento, oltre che per la ripresentazione delle più che mai valide proposte di legge per la riduzione delle aliquote di R. M.; per la tutela delle lavoratrici madri, per il pieno rispetto della tredicesima mensilità ecc.
Portare avanti queste misure volte a migliorare la condizione operaia e a rafforzare il potere dei lavoratori nei luoghi di lavoro presuppone, non solo il più ampio dibattito e la conoscenza dei contenuti delle proposte legislative, ma anche la. definizione !dei metodi di lotta e delle iniziative da adottare nel Paese e in Parlamento per costringere il governo ad accettarle.
I contenuti delle proposte
Per ciò che concerne i contenuti dei primi provvedimenti presentati, vi è da dire che lo Statuto ricalca il testo elaborato nell'inverno scorso, mentre per le pensioni si è tenuto conto di tutte le modifiche che bisogna apportare alla vergognosa legge del centro-sinistra. Per 5,e pensioni non solo riproponiamo di fissare i minimi generali sulle 30 mila lire mensili ma puntiamo ad eleverare subito al 75 per cento l'agganciamento al salario, ripristiniamo la pensione di anzianità dei 35 anni con il riconoscimento dei contributi figurativi, proponiamo di abolire le trattive sulle pensioni per chi è costretto a continuare a lavorare, introduciamo delle concessioni migliorative e di parità per le donne, presentiamo proposte innovative per gli assegni familiari, per la scala mobile, per la democratizzazione della questione dei fondi previdenziali ecc. Risulta chiaro, anche solo da questi brevi cenni, quanto grande dovrà essere l'impegno per rinnovare le cose.
Per le notizie riguardanti le lezioni estive per i figli dei lavoratori,- per gli esami dl riparazione rivolgersi alla F.I.O.M. - Via Saccardo 39
A CURA DELLA CELLULA P.C. I. FABBRICA INNOCENTI
DALLA fABBRICA IA VOCE I TUTTI I ritmi sono insostenibili ASSUMERE GLI "APPALTATI„
accorciano la vita
Anticamente l'uomo dal suo lavoro, in genere individualistico, sapeva trovare una certa soddisfazione nonostante la fatica dura a cui si sottoponeva e questo forse perchè con le sue mani sapeva plasmare e quindi, creare, dalla materia ciò che più gli serviva.
Molte, molte cose, sono mutate, e non è certo di qualche utilità fantasticare su possibili ritorni, di tempi ormai passati. Piuttosto viene spontaneo domandarsi cosa nell'attuale sistema di lavoro ci faccia rimpiangere tempi ormai lontanissimi. Perciò vediamone assieme alcuni di questi aspetti profondamente negativi.
Oggi ad esempio il cosiddetto neocapitalismo ha come nelle precedenti fasi capitalistiche l'obiettivo primario del massimo profitto, ottenuto con un tipo di sfruttamento che nell'ultimo decennio si è valso di tutti quei ritrovati tecnici e scientifici che il moderno progresso ha posto al servizio del sistema produttivo. Automazione nelle lavorazioni a catena, sempre più frazionate e con ritmi di lavoro vela cissimi, automatismi e abbinamenti macchine, che hanno lo scopo di sfruttare il più possibile l'uomo; l'operaio viene così a trovarsi in forme di lavoro sempre più alienate. Non intravede più quale è il suo ruolo e così privato di autonomia personale, di ogni potere decisionale spesso isolato in ambienti sempre più dispotici, minacciato spesso nella sua sicurezza, lavora così assillato tra l'ansia e noia, egli diviene dunque cosa, macchina, oggetto, disumaneggiato, in balia di forze che non capisce bene.
Tutto questo finisce per logorarlo nel fisico e nel morale, presto tanto che persino recentemente la lunga voce dei padroni cioè la televisione, ha dovuto ammettere che operai a 40-50 anni sono già vecchi e perciò da eliminare dal sistema produtti. vo (come se si trattasse di macchine rese inservibili).
L'operaio capisce inoltre che i grossi profitti spremuti dal suo lavoro finiscono a beneficio esclusivo di coloro che gli impongono tutto ciò, e non almeno di tutta la collettività. Egli è così totalmente alienato.
Non dobbiamo però pensare che tecnicismo e scienza siano di per se medesimi, strumenti negativi, è l'uso che ne fanno a renderli tali perchè se usati a migliorare veramente la condizione umana possono essere strumenti che liberano e discat• tano l'uomo.
Perchè ciò muti è indispensa bile che noi tutti ci indirizziamo verso quelle scelte siano esse sindacali, ma soprattutto verso
quella lotta politica, indispensabile strumento per modicare le vecchie e pur sempre nuove strutture capitalistiche che stringono duramente la nostra società.
E' importante sentire che solo nell'unità di tutti i lavoratori ciò divenga possibile perché il lavoro ritorni ad essere gioia e non l'eterna fonte di maledizioni.
Nonostante le ripetute denuncie, continuano le violazioni di legge per quanto riguarda gli « appaltatori » infatti numerosi lavoratori delle varie imprese sono impiegati nei lavori produttivi (montaggio delle macchine utensili, ecc.).
Questo fatto oltre che a danneggiare i lavoratori della Innocenti rappresenta un metodo pericolo anche per i lavoratori delle imprese sempre soggetti ad essere spostati ovunque, senza assicurazione del posto di lavoro e così sottoposti a duplice
pressione dalle varie ditte appaltatrici, e dalla Innocenti.
Basti guardare alle differenze di paga dei lavoratori « appaltati » e quelli della Innocenti che fanno lo stesso lavoro.
E' interesse di tutti che questo stato di cose cessi, dando la possibilità ai lavoratori che da anni eseguono il lavoro alla Innocenti di essere assunti ed eliminare lo sconcio dell'appalto dando tranquillità e sicurezza di lavoro ed eliminare una « concorrenza sleale » fra i lavoratori delle imprese e i lavoratori dell' Innocenti.
Soldi, tempo e fatica per andare e tornare dal lavoro
Molte volte non ci rendiamo conto della vita che ognuno di noi è costretto a fare, siamo sempre di corsa alla mattina quando ci alziamo per recarci al lavoro, nella fabbrica i ritmi aumentano sempre più, diventando insostenibili, la cosiddetta riorganizzazione tecnologica viene a ricadere sulle nostre spalle, le nostre condizioni diventano sempre più soffocanti.
Poi c'è qualcuno che si meraviglia delle nostre « esplosioni di rabbia » e del perchè siamo malcontenti delle cose.
La nostra giornata diventa sempre più lunga e snervante: alle 8-9 ore nella fabbrica, per quelli di noi che abitano fùori della città, si aggiungono le 2-3 ore che perdiamo sui trasporti pubblici e nessuno ce le rimborsa e gravano come costi immediati sul già magro salario.
Trasporti e casa sono voci molto importanti del nostro bilancio, 'solo queste due voci si portano via una grande fetta delle nostre entrate, sono problemi che devono essere affrontati anche come rapporto di lavoro, ma che devono investire tutta la sa cietà.
Il padrone ha il suo obiettivo, aumentare sempre di più il pra fitto, non si cura certo del modo come viene realizzato, lui ha bisogno di forza lavoro fresca, non gli interessa se a 40 anni un uomo o donna non ce la fa più a mantenere i ritmi, quando il lavoratore è spremuto, secondo la logica del profitto, lo si cambia, con manodopera giovane
Anche la scelta del luogo dove collocare la fabbrica tiene conto solo dell'interesse del padrone, basti pensare al trasferimento di numerose fabbriche nella provincia, ecc. per il padrone, dove abita la sua maestranza è un problema secondario che riguarda solo il lavoratore, non gli interessano gli elevati costi sociali, non è problema suo.
Dall'altra gli orientamenti del governo in materia di trasporti, si avviano su una strada pericolosa, che favorisce la motorizzazione privata, investendo miliardi per le autostrade, invece di
preoccuparsi di favorire un trasporto rapido ed economico, pensa di togliere i cosiddetti « ramisecchi » costringendo altri lavoratori ad aumentare i_ loro disagi.
Fabbrica sul Lambro vuol essere promotore di una iniziativa che sollevi il problema del trasporto per conoscere in primo luogo le dimensioni reali per la nostra fabbrica.
E' un problema che non può essere risolto senza che i lavoratori dicano la loro, non è questione che riguarda solo gli urbanisti.
Il nostro intento è quello di trovare una indicazione che parta dalla fabbrica e investa le
autorità pubbliche, il Comune, le provincie, lo Stato e nel mentre si discuterà la costituzione delle Regioni non dobbiamo trascurare di far sentire la nostra voce, perchè fra i compiti specifici della Regione non può non essere posto al centro la questione dei trasporti efficienti veloci e a basso costo.
Rimetteremo in discussione il progetto di legge sull'ordinamento regionale dei trasporti, chiameremo uomini politici a discutere assieme a noi.
Già da questo articolo riteniamo aperto il dibattito, speriamo che gli interessati ci scrivano, portino i loro consigli, denuncino le loro condizioni di disagio.
Siamo cittadini anche in fabbrica
In quest'ultimo periodo abbiamo toccato con mano che cosa significa il regime del padrone in fabbrica. Un operaio licenziato con un motivo ridicolo, la giornata del primo maggio non pagata, importanti punti dell'accordo raggiunto ignorati. E' la dimostrazione che il padronato si può permettere di passare sopra anche a ciò che è sancito per legge, non rispetta neppure le conquiste da lungo tempo acquisite dalla classe operaia (1' maggio festivo ). Dicono che siamo in un paese democratico e la democrazia non \entra in fabbrica, qui regna l'arbitrio padronale e la cosiddetta « tutela dei diritti dei cittadini » non è mai la tutela dei diritti dei lavoratori. La polizia e a volte la magistratura durante gli scioperi o le manifestazioni si muovono per difendere gli interessi del profitto, non si muovono mai a difesa dei lavoratori. La fabbrica diventa una prigione dove l'operaio entrando perde ogni diritto civile e umano : la democrazia vera che significa poter contare, far valere i propri diritti, va dunque tutta conquistata. Dobbiamo lottare tutti insieme per lo statuto dei lavoratori, cominciando già da adesso ad organizzarci all'interno della fabbrica ed imporre il diritto di riunione e discussione: è uno spazio di libertà che può rompere il cerchio del ricatto e della paura con cui il padrone tenta di umiliare costantemente l'operaio. E' il padrone che deve avere paura di venir meno agli accordi ed avere continuamente presente che qualsiasi suo arbitrio avrà tutto il fronte in fabbrica pronto a far valere le proprie ragioni.
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Il progetto P.C.I. al giudizio dei lavoratori
Chiediamo a tutti i nostri lettori suggerimenti, proposte, testimonianze, critiche, iniziative di discussione e di lotta per imporre all'attenzione di tutto il Paese il grande tema del miglioramento della condizione operaia e della difesa della libertà nelle fabbriche
Il testo del progetto di legge comunista ripropone al Parlamento il tema scottante della libertà dei cittadini sui luoghi di lavoro. E' il famoso « Statuto dei diritti dei lavoratori » di cui il centro-sinistra ha promesso per anni l'attuazione ma che mai — anche se non sarebbe costato una lira allo Stata — è stato nemmeno proposto dal governo al dibattito parlamentare.
Nel nostro Paese la Costituzione democratica e repubblicana, frutto della lotta antifascista dei lavoratori, si ferma ai cancelli delle fabbriche e, in genere, dei centri di lavoro e produzione. Il lavoratore, varcati quei cancelli, perde una serie di diritti fondamentali, entra nel « lager » dell'arbitrio padronale, diventa passivo strumento della volontà privata e della legge del profitto. Attraverso una serie di domande che poniamo ai nostri lettori, noi intendiamo sottolineare ora gli aspetti più aberranti di questa costante violazione dei più elementari diritti costituzionali civili dei lavoratori e intendiamo sollecitare proposte, testimonianze, giudizi, suggerimenti, Iniziative di discussione e di lotta.
I cittadini italiani hanno pieno diritto di manifestare ovunque il loro pensiero con la parola e con lo scritto, hanno diritto di riunirsi liberamente; i cittadini lavoratori però, nelle loro aziende, sono privati di tali diritti. La proposta di legge del PCI estende esplicitamente ai luoghi di lavoro queste garanzie democratiche fondamentali di antica conquista. Le fabbriche non godono di privilegi di « extra territorialità », i padroni devono sottostare alla legge dello Sfato. Hai esempi da indicare sulla violazione di questi diritti? Hai suggerimenti da fare per estendere o specificare meglio le proposte del PCI su questo tema?
Nemmeno il Codice di polizia varato in epoca fascista consente a un agente di fermare un
passante e procedere alla sua ispezione personale. Invece nelle fabbriche, senza alcuna garanzia per i lavoratori, l'ispezione corporale è regola: come in un carcere. Pensi giusto proibire drasticamente questa pratica — come fa la proposta di legge comunista — salvo apposita autorizzazione della Magistratura?
Sono proibiti dalle leggi ban, de e corpi para-militari, in Italia, ma nelle fabbriche spadroneggiano guardie private che non rispettano altra legge che quella del padrone. Sei d'accordo sui termini con i quali si limita nettamente il compito di queste guardie alla difesa del patrimonio aziendale, impedendo anche loro di circolare per i reparti durante il lavoro?
Sei d'accordo sul diritto dei lavoratori che sono eletti democraticamente sia in organismi interni alla fabbrica sia in organismi elettivi esterni (comuni, province, associazioni di massa, cooperative, ecc. di avere piena libertà di assentarsi dal lavoro per assolvere al loro mandato?
sul diritto dei lavoratori ad avere ogni facilitazione (art. 7 della proposta comunista) per potersi istruire e qualificare professionalmente?
I regolamenti aziendali sono tutti, praticamente, fuori legge per la Cos tituzione repubblicana. Sei d'accordo di abrogarli rivedendo nel senso indicato dalla proposta comunista i diritti di libertà sindacale, di iniamovibilità dal posto di lavoro assegnato, di sciopero, di controllo sui provvedimenti disciplinari, di controllo sulle norme di tutela della salute?
Sono adeguate le sanzioni pre, viste dalla legge per i padroni inadempienti?
Condurre la lotta in difesa dei diritti dei lavoratori sarà lungo difficile: occorre fin d'ora una generale mobilitazione, un contributo di massa — già partecipando ora, con suggerime ntí e critiche, alla definizione delle proposte — dei lavoratori.
"La lotta di classe del proletariato si divide in lotte economica (lotta contro singoli capitalisti e contro singoli gruppi di capitalisti per migliorare la situazione degli operai) e lotta politica (lotta contro il governo per l'estensione dei diritti del popolo, cioè per la democrazia, e per l'estensione del potere politico del proletariato...) Lenin
NONBASTALALOTTASINDACALE OCCORRE[IMPEGNOPOLITICO
Abbiamo ritenuto giusto che la presentazione del primo numero del giornale di fabbrica non si riducesse alla forma rituale della illustrazione degli obiettivi che il giornale si propone. Con il giornale è il partito che entra in fabbrica, è cioè uno strumento collettivo formato da comunisti che fa sentire la propria voce a tutti gli operai nel luogo dove essi, quotidianamente e senza veli, subiscono la propria condizione di stfruttati.
In ogni fabbrica, specie se è grande, vi sono molti operai comunisti, e la maggior parte degli altri operai li conosce e li apprezza per il loro coraggio e la loro tenacia: ma sappiamo anche che questi compagni vengono individuati anche dal padrone e perciò isolati, minacciati, impediti nel fare qualunque cosa che esca dal puro e semplice contatto di lavoro con gli altri operai.
Non illudiamoci! Essere comunisti, e soprattutto comportarsi da comunisti in fabbrica è una cosa che, oggi come ieri, dà molto, molto fastidio ai padroni.
La funzione che riteniamo debba svolgere il giornale è appunto quella di superare i limiti imposti ai singoli militanti operai far sì che la nostra voce di comunisti venga sentita da tutti gli operai della fabbrica: fare entrare cioè il partito comunista nella fabbrica organizzando attorno ad esso la parte più cosciente e decisa degli operai.
Potrebbe essere fatta un'osservazione e cioè: perchè il partito quando abbiamo già il sindacato che ci difende?
La risposta richiede un chiarimento. Innanzi tutto il sindacato ha come obiettivo principale quello della difesa e del miglioramento delle condizioni di lavoro e della retribuzione dell'operaio e in molti casi è in grado di difendere l'operaio dal tentativo quotidiano del padrone di peggiorare sia il ritmo di lavoro sia la retribuzione relativa.
Inoltre il sindacato è impotente di fronte allo sfruttamento supplementare che avviene fuori dalla fabbrica : aumento del costo della vita, problema dei pendolari, scuola classista, ecc- Il
partito comunista non si limita alla lotta contro lo sfruttamento, ma si batte per l'abolizione dello sfruttamento, si batte per il socialismo.
Gli anni '60 hanno visto in Italia e nel mondo una generale riscossa della classe operaia e delle masse sfruttate. Gli anni '60 passeranno alla storia come gli anni cruciali della lotta per il socialismo. Dall'esplosione italiana del luglio 1960, alla grande esplosione degli operai e degli studenti in Francia durante il «maggio rosso » di quest'anno, è stato tutto un susseguirsi di lotte di massa al cui centro spicca la stupenda lotta di popolo dei combattenti rivoluzionari vietnamiti. La classe operaia italiana è stata all'avanguardia in Europa per l'alta combattività ed efficacia delle sue lotte. I risultati elettorali confermano che il partite comunista e le altre forze della sinistra unita, aumentano la loro influenza fra tutti gli strati dei lavoratori e soprattutto tra i giovani.
Deve essere però chiaro che per noi comunisti i risultati elettorali,anche i migliori, non sono un punto di arrivo, ma una ve rifica della nostra forza, da cui proseguire con slancio rinnovato nella costruzione di una alternativa al potere capitalistico. Il rilancio dell'obbiettivo del partito in fabbrica deve essere una ulteriore risposta. Per una lotta che non può avere surrogati altrove, è dalla fabbrica che deve partire, perchè è nella fabbrica che nasce il potere del capitale sulla società ed è soprattutto nella fabbrica che lo si combatte e lo si può rovesciare.
Supplemento a LA FABBRICA registrato presso il Tribunale - Direzione e amministrazione : Via Saccardo 39 - MilanoDirettore responsabile : Bruno Eriotti.
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Unita degli operai e studenti contro l'autoritarismo nell'Università e nel Paese
Il movimento studentesco è un movimento di massa in lotta.
Si è mosso all'inizio contro le strutture scolastiche perché in esse sentiva l'oppressione di un dominio culturale (chi parlava del Vietnam? dei negri nei ghetti? degli scioperi operai?), perché capiva che il ruolo degli studenti era passivo: altri decidevano che cosa essi dovevano studiare e quale sarebbe stato il loro compito nella società.
Nella lotta è emerso il vero voltodella scuola: questa scuola è il frutto della nostra società dove il potere è soprattutto il potere economico della borghesia che esclude dall'istruzione i figli degli operai e dei contadini, che impone una cultura che falsifica la realtà dei rapporti sociali (un esempio è la lampante malafede dei giornali come il « Corriere della Sera ») che si serve della scuola per produrre quei quadri tecnici necessari ad aumentare semprepiù i profitti dei padroni, gli insegnanti e intellettuali che insegnano ad accettare il sistema capitalistico come il migliore dei modi possibili.
L'autoritarismo che c'è in tutta la società, anche nella scuola; ha la sua radice nello sfruttamento padronale in fabbrica: è qui che si forma il capitale, che ha i suoi rappresentanti e tutori nel potere politico nel governo ed è quindi contro questo potere che il movimento studentesco ha iniziato a lottare.
Gli studenti sanno che la loro battaglia contro la scuola di classe è solo un momento dello scontro generale di classe che vede come forza fondamentale per cambiare la società la clas-
se operaia, perchè collocata direttamente nel processo di produzione. Per questo vogliono collegarsi con gli operai e si pongono il problema del rapporto con le loro organizzazioni (il sindacacato e il partito). All'Innocenti hanno fatto picchetti con gli operai e hanno conosciuto la loro volontà di lotta, hanno preso un primo contatto con i problemi la condizione di lavoro in fabbrica.
Uno degli studenti che ha partecipato attivamente alla lotta degli operai dell'Innocenti e che fa parte della commissione studenti e operai dell'Università statale (commissioni sorte in molte Università per favorire l'incontro di tutto il movimento studentesco con gli operai) propone in un articolo che qui pubblichiamo una sua riflessione su questo collegamento.
Contributo di uno studente
Un'avanguardia di studenti di sinistra disposti a fare « Lavoro Operaio » o meglio a proclamarsi portatrice della teoria rivoluzionaria c'è sempre stata.
La novità delle recenti lotte studentesche è stata la pratica di lotta, il suo carattere di massa e le nuove forme di organizzazione e d'espressione che ha avuto.
Non dunque un altro gruppo di illuminati che pretende di sa vrapporsi alla classe operaia o di « mettersi al suo servizio » (anche se teoricamente le due posizioni sono agli antipodi, nel-
la pratica si equivalgono) ma un movimento di massa che trova già nella propria condizione di subordinazione e d'oppressione (sia pure non di tipo tradizionale) i motivi della rivolta contro il dominio del capitale.
La nostra responsabilità principale è anzitutto verso il movimento studentesco.
La petulante riaffermazione della importanza decisiva delle lotte operaie, quando non è una ovvietà, può diventare un modo come un altro per eludere le proprie responsabilità di fronte agli studenti. Nostro compito prioritario è dunque raccogliere esaltare organizzare tutti i motivi che stanno alla base della rivolta giovanile.
Solo in questo modo il lavoro operaio diventerà il tentativo di unificazione di due movimenti in lotta contro il nemico comune e non l'occasione per la formazione del solito gruppo che sa tutto e su tutto e che logora le proprie energie in una polemica senza senso (perchè senza possibilità d'influenza) con i partiti di sinistra e i sindacatiCredo che al punto in cui siasi possa dire : abbiamo assolto solo in parte il nostro dovere, abbiamo smascherato molte mediazioni concrete in cui vive il potere del capitale (governo, polizia, magistratura, stampa, ecc.); dobbiamo fare ancora di più, cioè trascinare nella lotta gli strati sociali che fino ad ora più meno passivamente sono stati al servizio dei padroni, ma che dallo stesso sviluppo del capitale sono posti sempre di più una condizione di perdita di autonomia « professionale » e politica e
di sfruttamento crescente. Mi riferisco a tutti i tecnici (ingegneri, ecc.) senza la cui collaborazione il capitale non può stare in piedi.
L'entrata in lotta degli studenti delle facoltà scientifiche avrebbe una importanza decisiva nello sviluppo del processo rivoluzionario e renderebbe insostenibile per i padroni la situazione all'interno delle fabbriche, rendendo effettiva quella alleanza di classe, che al momento è solo potenziale.
Lincontro scontro con i partiti di sinistra e i sindacati in questomodo avviene sul terreno delle responsabilità politiche concrete di fronte alla classe operaia e agli altri strati in lotta contro il capitale.
Naturalmente non basta dire ai partiti di sinistra e sindacati : abbiamo fatto il nostro dovere, e adesso tocca a voi. La coscienza di classee l'organizzazione delle lotte non stanno tutte « dentro » il partito. Diventa sempre più urgente la creazione di una rete di quadri operai, che nelle fabbriche, nei quartieri, ecc., organizzi in forme di lotta politica originale non controllabile dalle forze di repressione dello Stato e dai riformisti) tutti i motivi di conflitto sociale e che a sua volta individui altri attivisti-organizzatori che sappiano trascinare nella lotta sempre più ampi strati popolari.
Solo così riusciremo a superare il falso dilemma, dentro o fuori del partito, recuperando allaazione di classe tutti quei compagni che alla rivoluzione ci credono davvero.
Turi Toscano
IN.A. - ISTITUTO NAZIONALE DELLE ASSICURAZIONI
GARANZIAPREVIDENZIALE
"LAVORO LE [FAMIGLIA DD
Una nuova previdenza appositamente studiata Ball' I. N. A. per i lavoratori e le loro famiglie
CAPITALE a scadenza;
5) GARANZIA assicurativa anche in caso di so-
CAPITALE in caso di premorienza; spensione del pagamento dei premi;
CAPITALE aggiuntivo in caso di morte per
6) INDENNIZZO in caso di premorienza del coinfortunio; niuge;
ESONERO dal pagamento dei premi in caso
7) PREMIO DI NATALITA in caso di nascita_ d'invalidità permanente; di un figlio almeno terzogenito.
Per informazioni rivolgersi: Agenzia Generale I. N. A. - Piazza Diaz, 6 - Milano - Tel. 80.75.41
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FRANCIA IL MAGGIO ROSSO
La forza operaia
Dovremo riflettere e discutere a lungo sugli avvenimenti francesi di maggio e giugno: ma fin da ora ci sembra giusto ricavare alcune indicazioni
Dieci milioni di lavoratori in sciopero. le fabbriche occupate. E' bastato che gli operai, tutti insieme, incrociassero le braccia perchè la meravigliosa, lucida macchina del capitalismo francese entrasse in crisi. In quei giorni è risultato chiaro che le fabbriche più moderne. i treni più veloci, la televisione, i cervelli elettronici sono mucchi di rottent senza il lavoro della classe operaia. Sotto la spallata della lotta operaia e studentesca il regime di De Gaulle ha traballato.
Lo stato di classe
Di fronte al pericolo lo Stato francese ha lasciato cadere la maschera demwratica e parlamentare e ha mostrato la sua vera grinta, la natura di (Doni Stato borghese: organi77n7ione della borghesia capitalistica che, attraverso la Polizia, l'Esercito, la magistratura, esercita la violenza e l'oppressione sui lavoratori per mantenere il sistema dello sfruttamento.
Infatti De Gaulle è passato alla controffensiva scatenando la Polizia contro le fabbriche e le Università occupate, ha messo fuori legge le organizzazioni giovanili di sinistra, ha scarcerato i generali fascisti, ha fatto marciare i carri armati su Parigi, ha organizzato squadre fasciste di civili armati.
Elezioni
In questo clima si è arrivati alle elezioni e alla vittoria gollista. I motivi dell'insuccesso elettorale delle Sinistre ci sembrano principalmente tre:
l'atmosfera di paura, di ricatto, di mancanza di libertà in cui si è svolta la campagna elettorale.
Il comportamento e'ettorale della piccola borghesia e dei ceti medi per loro natura oscillanti, i quali, dopo un appoggio iniziale al movimento di maggio sono rifluiti in mancanza di un'alternativa chiara delle Sinistre, verso il blocco gollista.
Le preoccupanti astensioni di strati operai, probabilmente delusi dagli sbocchi pc!!tici della crisi.
Tutto questo era inevitabile, oppure ci sono stati limiti ed errori nell'azione delle Sinistre e dei comunisti in particolare?
Qui occorre essere chiari: i comunisti francesi hanno affrontato un durissimo scontro di classe in condizioni difficili: ad essi va la nostra solidarietà di comunisti italiani. Nessuno vuole dare la pagella ai compagni francesi: se tentiamo di individuare le cause di un insuccesso è solo per trarne insegnamenti per la nostra lotta in Italia.
Mancanza di obbiettivi
Un fatto è certo: l'esplosione della lotta studentesca, l'ampiezza e la combattività del movimento di sciopero e di occupazione delle fabbriche, in gran parte spontaneo, hanno colto di sorpresa Sindacati e partiti, compreso il Partito Comunista Francese.
Questo ritardo grave ha portato una serie di conseguenze. Il Partito non ha saputo indicare al movimento obbiettivi politici chiari, all'infuori dell'indicaziorc di un governo Popolare che presupponeva una vittoria elettorale.
E' sembrato che in Francia l'alternativa fosse fra un'insurrezione destinata al fallimento e il ricorso alle elezioni, ma questa era una falsa alternativa, quando il nroblema vero era di guidare il movimento su obiettivi parziali e transitori di potere ope-
Supplemento e " Fabbrica sul Lambro"
Unità delle sinistre
raio e popolare nelle fabbriche, nelle Università, nei quartieri, in modo da modificare alla base i rapporti di forza fra le classi e da scoraggiare la controffensiva reazionaria.
L'unità che i comunisti francesi hanno pazientemente costruito con la Federazione delle Sinistre (socialdemocratici e radicali) non ha resistito al drammatico scontro di classe, perchè era una unità contro De Gaulle e non per una società nuova, una unità basata su un programma minimo e su tempi lunghi e che non prevedeva uno scontro decisivo a breve scadenza. Infatti socialdemocratici e democratici borghesi sono preziosi alleati in ogni lotta difensiva, contro il fascismo, il nazismo o, nel caso francese, il potere personale di De Gaulle. Ma diventano infidi e tendono a passare dall'altra parte impauriti ogni volta che diventa necessaria una lotta offenplva. che mette in discussione il sistema capitalistico; e così è accaduto in Francia, con i tentennamenti e le manovre anticomuniste di Mitterand e dei socialdemocratici.
Operai e studenti Indicazioni per le nostre lotte
La lotta in Francia non ha potuto sviluppare tutto il suo potenziale perchè lotte operaie e studentesche non si sono saldate in una unica lotta. Errori e incomprensioni reciproche fra Partito Comunista Francese e Movimento Studentesco sono alla radice di questo grave limite delle lotte francesi.
Già da questi appunti schematici crediamo di poter ricavare alcune indicazioni valide anche per noi:
Non è vero che la classe operaia è integrata: essa è sempre e più che mai la forza fondamentale delal lotta per il socialismo.
La lotta per il socialismo non è una passeggiata nella quale si fa qualche passo avanti ogni giorno verso il traguardo: ci sono momenti decisivi in cui i capitalisti vedono in pericolo il loro potere e reagiscono con la forza, e allora lo scontro diventa aspro, si arriva ad una prova di forza alla quale la classe operaia e il suo Partito devono arrivare preparati mobilitando le masse.
In Italia l'unità delle sinistre va ricercata fra quelle forze che sono davvero schierate dalla parte della classe operaia e che lottano per il socialismo. Con i socialdemocratici sono possibili solo alleanze su obbiettivi limitati, di difesa della democrazia, ecc. Perciò è indispensabile, strappare all'influenza della socialdemocrazia quei lavoratori che ancora la seguono, attraverso !e lotte unitarie e una giusta polemica contro la politica e l'ideologia di Pietro Nenni.
E' necessario che tutti i comunisti si impegnino per rendere sempre più saldo il legarne fra lotte operaie e lotte studentesche, sempre più fecondo l'incontro e il dibattito fra Movimento Operaio e Movimento Studentesco.
Occorre superare l'alternativa fra insurrezione e elezioni, e lottare per obbiettivi intermedi che diano potere alla classe operaia.
Già le proposte di lotta del P.C.I. per le libertà sindacali e politiche nella fabbrica (Statuto dei diritti dei Lavoratori) e perchè siano i lavoratori 21 arrelinistrare il loro denaro, cioè i miliardi dell'INPS, vanno in ',cesta direzione. Bisogna però che nasca nella fabbrica l'organizzazione politica della classe operaia. il Comitato Unitario Operaio di base, che organizzi tutti i lavoratori disposti a lottare per una nuova unità delle sinistre e per il socialismo.
C'è un solo modo per evitare che accada quello che è avvenuto in Francia, e cioè che Sindacato e partito siano sorpresi dal movimento delle masse; garantire un legame continuo fra sindacato e lavoratori, fra Partito e masse: e questo lo si ottiene rafforzando la presenza dei Sindacati e del Partito nella fabbrica, superando tutti i momenti di direzione burocratica, sviluppando al massimo la democrazia sindacale e il dibattito politico.
Su tutti questi temi il dibattito è aperto nel partito e nel movimento operaio. Noi ci auguriamo che si apra anche fra i lavoratori dell'Innocenti, nella fabbrica e sulle colonne di Fabbrica sul Lambro.
CONTINUA
LA LOTTA