BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI SINDACALI FIOM-CGIL DELLA FALCK.
24 dicembre 1966
Se..;., S. fondo..:4 . H91kt, II
![]()
BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI SINDACALI FIOM-CGIL DELLA FALCK.
24 dicembre 1966
Se..;., S. fondo..:4 . H91kt, II
CONTINUANO LE TRATTATIVE PER LA STESURA DEFINITIVA DEL CONTRATTO DI LAVORO
Nella mattinata del 15 dicembre è stato firmato contratto di lavoro dop o un anno di lunghe battaglie.
Sentiamo il dovere di dare un giudizio, nel suo assieme, e dire che esso rappresenta un risultato importante che consolida ed estsende le conquiste ottenute con ii contratto Intersind anche se in alcuni istituti la regolamentazione è diversa.
i miglioramenti , ottenuti investono tutti i 5 punti della piattaforma evendicativa e danno, mediamente, mighoramentti economici normativi interro al 14,50% sui minimi tabellari.
li giudizio su questo contratto non può comunque essere solo valutato in termini di miglioramenti immediati ma deve essere considerato guardando a .tutti gli aspetti innovatori in ordine alla contrattazione e ai nuovi diritti che, se bene applicati, (e ciò dipende da noi tutti), soprattutto nella nostra fabbrica possono creare condizioni migliori di lavoro e di guadagno.
Basti ricordare il diritto alla contrattazione del premio di produzione al cottimi e al diritto di contrattare anche le modifiche che hanno vieto, In questi ultimi anni, un aumento della produzione e un taglia al guadagni di cottimo.
Costituzione delle Commissioni Paritetiche che hanno il compito di intervenire sui posto di lavoro e quindi in grado dl contestare, tagli di cottimo, qualifiche non a posto, ecc.
Assieme a questi aspetti che sono importanti e decisivi per difendere il lavoratore giorno per giorno, vi è la parte normative che, anch'essa, rappresenta un importante% passo avanti. Anzianità, e rivalutazione dell'anzianità ante 1948 (si veda tabelle) nuovi aumenti sulle anzianità.
Il nuovo inquadramento parametrale, che fa fare un passo avanti verso l'inquadramento unico delle qualifiche, un ulteriore scatto biennale dell'1,5%, la riduzione dell'orario di lavoro di 1 Seora.questo non rappresenta tutto quello che era nelle aspettative dei lavoratori, e noi siamo coscienti di ciò, è anche vere la linea della Confindustria. e cioè quella del blocco contrai• tuale, della eliminazione di ogni contrattazione aziendale, anche quella previsti nel vecchio contratto. imporre l'accordo quadro. in una parola di cambiare solo la copertina del contratto, non solo non ha avuto successo. ma è stata sconfitta.
E' vero che è stette un contratto difficile, certo oggi debbia mo far applicare il contratto bene. Il contratto ci ha diritto alla contrattazione. La sua applicazione pont.l'esigenza di rafforzare l'unità tra i lavoratori e i sindacati; richiede un rafforzamento, è un salto qualitativo e quantitativo della forza dei sindacati
nelle fabbriche. Anche per questso è necessario vefforzare il sindon*t.a vendosi e versando i'assegno alla Flete4 - CGIL.
*SOMMARIO:
pagina 2 : - Spetta l'intera indennità di anzianità anche ai dimissionari;
- modofiche allo statuto FIOM
pagina 3 : - intervista di Bruno TRENTIN Segretario Generale della FIO!
pagina 4-5 : nuovi minimi di paga:
- come si calcola l'indennità di anzianità.
- pagina 6-7 : risultati elezioni di C. I_ ed eletti della FIOM
pagina 8 : - una interessante sentenza.
A TUTTI I LAVORATORI E ALLE LORO FAMIGLIE
Al LICENZIATI PER GIUSTA CAUSA O DIMISSIONI SPETTA
In data 8 agosto 1966 è entrata in vigore la legge n" 604 - sulla giusta causa dei licenziamenti. La parte cui vogliamo sottolineare e sottoporre all'attenzione dei lavoratori, concerne l'art. 9 della su citata legge, il cui disposto recita: "L'INDENNITA' DI ANZIANITA' E' DOVUTA AL PRESTATORE DI LAVORO IN OGNI CASO DI RISOLUZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO".
Per effetto di questa legge, il lavoratore, sia, che venga licenziato per giusta causa (licenziamento in tronco) o perché. rassegni le proprie dimissioni, spetta allo stesso, l'intera indennità di anzianità.
Questo nostro giudizio e d altronde, convalidato anche dalla posizione ufficiale della Confapi (Associazione Piccola Industria) la quale nel bollettino mensile di settembre ra' 9, invita le ditte sue associate a Aorrispondere l'iintera indennità dì anzianità, ai lavoratori, siano essi dimissionari che ai licenziati per giusta causa.
CONTRIBUTO ALLA COSTRUZIONE DELL'UNITA' SINDACALE
Dopo il Comitato Centrale del settembre scorso la FIOM - CGIL ha portato avanti l'attività per la costruzione dell'unità sindacale.
MODIFICHE ALLO STATUTO DELLA FIOM (Votate dal Comitato Centrale riunito a Roma il 2 ottobre 1966).
Articolo 7
Le cariche di componenti di: Comitato Centrale
Comitati Direttivi Nazionali dei Comitati di Settore Comitati Direttivi Provinciali delle Federazioni e dei Sindacati di Settore
Comitati Esecutivi Nazionali. Provinciali e dei Sindacati di Settore
Segreterie Nazionali della Federazione e dei Sindacati di Settore.
Segreterie Provinciali della Federazione e dei Sindacati di Settore.
Collegi dei Sindaci e dei Probiviri, nazionali e provinciali sono incompatibili con l'accettazione di candidature per mandato pubblico elettivo — per quanto riguarda il Parlamento Nazionale. le Assemblee Regionali. i Consigli Provinciali e t.nmunali — e con l'accettazione di incarichi in Fnti e Commissioni Pubbliche in rappresentanza dei Partiti.
Articolo 8
Le cariche di cui all'articolo 7 sono incompatibili con l'accettazione della designazione a far parte di organi esecutivi e direttivi dei partiti politici, e cioè: Direzioni Nazionali, Segreterie Nazionali e Regionali, Segreterie e Comitati Esecutivi Provinciali.
Articolo 9
Le stesse norme di cui agli articoli 7 e 8 si estendono a coloro che sono chiamati a tar parte, in qualità di funzionari, degli appai atti nazionali e provin,
Anche se l'AIL (Associazione Industriale Lombarda) in forma ufficiale non ci risulta una loro posizione chiara sul problema, nei corso delle vertenze discusse presso detta sede, appunto sul caso dell'indennità, di anzianità ai dimissionari, le vertenze tutte. si sono concluse con la corresponsione da parte della Ditta al lavoratore dell'intera indennità di anzianità.
Non possiamo, non dobbiamo dimenticare, lo spirito innovatore che ha animato il legislatore sulla materia, il quale ha sancito definitivamente il carattere di salario differito all'indennità e la sua corresponsione anche in caso di licenziamento per giusta causa o di dimissioni, proprio per il suo carattere retributivo e non di, premio per fine lavoro.
Pertanto si invitano tutti i lavoratori, all'occorrenza, di far controllare la propria liquidazione dalla Commissione Interna o direttamente al Sindacato FIOM.
Per quanto concerne la procedura contro i licenziamenti individuali, vale per le ditte associate ail'Assolombarda e all'Intersind l'accordo interdthett eale 29 aprile 1965.
I lavoratori che eventualmente intendono opporsi al licenziamento, non devono firmare nessun prospetto di liquidazione, e pre§ :entarsi urgentemente al Cindacato FIOM. per l'istaW4one della vertenza.
Operai passati alla categria equiparati o impiegati
Per costante orientamento della Magistratura è ormai acquisito il diritto per il lavoratore che all'atto del suo licenziamento, l'indennità di licenziamento si intende riferita all'ultima retribuzione e per tutta la durata del rapporto di lavoro.
Praticamente, se l'assunzione è avvenuta come operaio e successivamente il lavoratore è passato alla categoria equiparati o impiegatizia, con continuità del rapporto di lavoro, l'eventuale liquidazione, ricevuta a suo tempo, per ii periodo prestato come operaio verrà ritenuta solo come acconto agii effetti della liquidazione relativa alla unicità del rapporto di lavoro.
Tale norma si applica solamente nel caso di licenziamento; la presentazione di dimissioni o la tacita accettazioni delle stesse esclude categoricamente tale diritto.
Pertanto, si invitano gli interessati, prima di firmare le dimissioni, di rivolgersi al sindacato al fine dl non pregiudicare la propria posizione.
Martini Ernesto (dell'ufficio Vertenze FIOM prov.) L'UFFICIO LEGALE FIOM-CGIL Via Villa, 6 Sesto S. Giovanni. E' a disposizione dei lavoratori tutti i sabati dalle ore 15,30 alle 17..,"...•••0•15-.....~».
Intervista col segretario generale della FIOM'CGIL Bruno Trentin
Al segretario generale della FIOM-CGIL, Bruno Trentin, abbiamo rivolto alcune domande sul contratto dei metallurgici, rinnovato nei giorni scorsi e sulle prospettive della più forte categoria dell'industria: Ecco il testo deil'intervista.
Quale giudizio conclude, dai sull'accordo con la Conendustaia?
Il nostro Comitato centrale ha già espresso questo giudizio martedi, e io lo condivido pienamente: anche preso a se, il nuovo contratto è complessivamente positivo. L'apprezzamento dei risultati non può certo essere uniforme. Per la parte economica e normativa, ritengo infatti che se i metalmeccanici sapranno apprezzare i miglioramenti acquisiti, tenendo conto dell'accanita resistenza padronale e delle circostanze particolari in cui essi sono stati conquistati (alluvione e annunciato ritorno al pagamento integrale dei contributi previdenziali), difficilmente essid=annce dichiararsi irae
Le prime assemblee tenute nei principali Cenci attestano che, con la loro grande maturità sindacale, i metallurgici hanno approvato, anche su questi punti, l'accordo stipulato dalle loro organizzazioni. Essi inoltre hanno colto tutta l'importanza. di -alcune conquiste le quali segnano la continuità 'di Una politica rivendicativa che i padroni intendevano infrangere. Mi riferisco alla ulteriore riduzione d'orario (sia pure dilatarlata), all'ulteriore passo avanti nella rivalutazione salariale e nel riordinamento delle qualifiche, ai sostanziali miglioeamenti introdotti nei trattamenti di anzianità e di fine -lavoro. ft tratta di nuovi traguardi verso l' unificazione normativa fra operai e =piegatti' I miglioramenti economi* ire:cedi« sono del 6,5 • per Mito in reedia-a se ef ae .()Unto delle rivalutazioni' alle qualifiche, e 110111% a fine contratto, se si considera il nuovo scatto di- anzianità. • Essi però, sono nati ghiotta , mente cotisiderati assai. -modeste rispetto alle attese e alle necessità dei lavoratori.
ciò' non potrà essere ifgnn.4ato dai sindacati,anteila..allone per una correttmia!epplicar alone del contratto.
Per quanto riguarda Invece i diritti di contrattazione e l'indagali, u giudizio nasi può ma "Che einn ' e nettamente positivo. • Non solo è stato sostanzialmente riconierniato ai nen*
ceto un potere di core:retta— zione in ordine al migliora=ci mento dei premi di produzice ne in atto e dei loro risultati economici, ma gli sono stati , Ili onosduti nuovi poteri di intervento su materie fonda.. mentali ()ottimo, lavorazioni nocive, distribuzione dell'ornar zio). L'istituzione dei comitati'peritetici aziendali, nelle fab- • briche di una certa dimensione, comporta altresì l'acquistztone di uno strumento nuovo che — per la prima volta nella storia sindacale Italiana — afferma la presene sa diretta del sindacato ,nei luoghi di lavoro e garantisceai lavoratori la possibilità Ci esercitare concretamente tali diritti. Queste ultime conquiste imprimano un seco ane quivocabile alla conclusione della vertenza e a li mesi di lotte dei metallurgici: quelle della sconfitta della politica padronale di tregua sindacala.
Il prezzo pagato dai lavoratori è stato però elevato. E qualche sindacalista UIL non ha mancato di sottolinearlo per trarne conclusioni che gettano un'ombra sui risultati.
Certo 1.1 prezzo è stato alte; molto alto. Circa 200 ore di sciopero per ogni lavoratore,Un sacrificio duro, sopporta- • to all'indomani di una lunga depressione economica che già aveva falcidiato i magri bilanci delle famiglie operaie. Ma è anche stato — ne sono.. profondamente convinto — tea prezzo necessario. Non ,zi trae. beva soltanto-di acquisire nuo• vi miglioramenti economici. • normativi che ii padronatotrifiutava (all'inizio la Contlbst dustria intendeva ai massimo rinnovare il vecchio contratto cosi come era). SI trattava di respingere un attaceo alle conquiste già raggiunte nel 1963 e di contrastare una etre- • tegia dalla Confindustria tesa a mettere, per molti anni* la museruola ai sindacati di categoria.
Occorreva respingere questo obiettivo del padrone e non ignorarlo. Occorreva scoutiggere subito questo contrai.tacco, rifiutando la comoda, ma fallimentare soluzionr mi contratto che, dietro a qualche misero miglioramento immediato, nascondesse l'accettazione del principio della tregua fra un contratto e l'altro e della « politica dei redditi • confindustriale.
Per questo vanno fermamente respinte le speculazioni qualunquistiche di quanti ieri predicavano &l'accorcio a tutti i costi » (ritardando così una soluzione positiva) e oggi lamentano la lunghezza e rasemele& delta lata. QUIlat
che ignorassero tla natura di questo scontro. Per parte nostra siamo già tn grado di valutare con chiarezza che cosa hanno ottenuto i metallurgici con la lorb lunga lotta. E non si 'tratta soltanto, corte ho-detto, del nuovo contratto- '.11 risultato • consiste anche nella' sconfitte' • Mlbita dal padronzto rispetto alla propria strategia generale, .favorina' 'Ma dalla • congbiltura »a sia . dai reiterati inviti all'intransigenza rivolti da autorevoli esponenti del gemerno. Misuriamolo, dunque, questo risultato. La Confindustria s e non solo la Confindustria a-- mhava alla liquidagliele dall'autonomia. contrattuale dell'Intersind alla- ricomposizione di un fronte-- trildo - padronale nells• ditetalmeooMicat Nella recetahaspitieeteet Obiettivo non è stato raggiunto. Con raccordammo:Mei) eel luglio cm ilateraind, è. stata nuovamente sanzionata-la . rottura del fronte. La Confindustria si riprometteva. Inoltre -di imporre,- con la vertenza dei metallurgici, un accordo interconfederale che imprigionasse per il futuro l'entrinomfa contrattemele dei—meta& lurgici e, nell'immediato, -delle altre categorie_ Neanche quesito obiettivo stato pgir giunto. E credo elle- ft- finta to opposto dalla CCM e 'dai nndeciati ine~saiek. la politica di• centellimeene .1le voluta dai padred~le rigide ~mento deziatza
delle dei redditis, abbia contribtra to in non poca miatmeanche alla creazione di mani ~batta per altre oingor conquistare un lora = genesi attendere i gici la Confindustria ha tentato, per ultimo, di rivelerai di -questi scacchi, portando li saio attacco alla politica di contrattazione articolata . sancita nel contratto del 1963. anche qui, di /Tonte alla determinazione dei sindacati (o almeno dei due più importanti) di affrontare, se occorreva, l'eventualità di una dura ripresa di lotta, la massima organizzazione padronale ha dovuto recedere dai suoi intenti e ricercare con noi una intesa.
Solo tenendo conto dl ciò, è possibile valutare appieno i risultati di questa grande battaglia e le prospettive che essa apre.
A queste proposito, quali impegni implica, ora, l'obiees, ti. o FIOM di un'applicazione integrale del nuovo COI> tratto?
Si tratta di un obiettivo .ansi conia è stata .dI
cile la lotta. La linea del padronato è stata respinta, ma non liquidata. Lo dimostrano sin d'ora i meschini tentativi di rivalsa di quegli industriali che ricorrono alla trattenuta delle ore di sciopero sul pagamento della tredicesima mensilità. Per realizzare íl nostro obiettivo e mettere pienamente a frutto i risultati acquisiti occorrerà dunque far compiere al nostro sindacato uno sforzo davvero gigantesco: nel rafforzamento delle sue strutture organizzative, con la .;ostruzione delle sezioni sindacali in tutte le fabbriche grandi e medie: nella sua politica di quadri e di formazione sindacale, per garantire ad esempio la presenza, nei comitati peritetici aziendali, di dirigenti moderni in grado di fare fronte a compiti estremamente complessi; nella sua democrazia interna, per correggere gli errori e i -difetti manifestatisi anche in seno alla FT)M, nella condotta della taUaglia, e ottenere una partecipazione sempre più diretta e delepe ta- dee 'lavoratori all'elaboradone e attuazione della politica rivendicativi), dia. sinder eato.
Ma occorrerà ~ha , e soprattutto un rinnovato imPeiato unitario dei tre giudicati. La politica unitaria della FIOM, il dialogo costruttivo sviluppatosi in questi anni fra FIOM e FIM-CISL, la ricerca instancabile di un'unità d'gb' none con la IIILM che rape. • presenti un primo superamento delle sue resistenze ad mia politica di unità sindacale: è questo il.nostrci indirizzo di fondo confermato .e rafforza— to dalla battaglia contrattus-., le. Maquesto non basta. Sala r=„,abene che una visione e statica dei problemi unitari è quella che meno fa progredire in concreto l'unità. Vi seno stati dimenai divergenze che vogliamo ora dibattere serenamente nel corso di un attento osa me critico della vertenzaa dicui ci sentiamo debitori difronte at lavoratori. Non ai tratta — sarebbe ridicolo — diaccertare così i meriti o le 'responsabilità di questo o , di quel sindacato. Si tratta piuttosto di acquisire, nel cora so del dibattito e nella misura del possibile, una valutazione comune dei compiti che ci stanno ora di fronte e degli impegni unitari che cime sti compiti richiedono. Da questo sbonfronto e da un più stretto _legame con i lavoratori. si tratta di uscire ent ' ricchi di esperienza e più forti, gli uni e gli altri, per portare senza imponenza ma anche senza tentennamenti, l'unità dei metallurgici mi» traguardi ancora più maisZati.
Pubblichiamo in questa pagina le nuove rughe orarie provisorie(in questi giorni vi sarà un nuovo incontro con la Confin= dustria per definire gli arrotondamenti e gli stipendi degli impiegati ed equipa= rati),in ~vigore dal 1" dicembre. determinate in base all'aumento salariale ed ai nuovi parametri.
Per gli operai siderurgici del l'sgrup= po le nuove paghe di posto sono determi= nate aggiungendo alla paga di posto in at= to l'aumento della corrispondente quali= fica degli operai del 2" gruppo.
Con i nuovi minimi devono essere quin= di calcolati i salari di 'dicembre e la gra= tifica natalizia (qualora non corrisposti dovranno essere calcolati e corrisposti gli arretrati.).
Sui nuovi minimi dovranno essere ripro=
porzionati i cottimi; ricalcolato il 5% di mancato cottimo, gli scatti biennali, ecc. L'aumento derivante dall'aumento sa= lariale e dalla rivalutazione dei parame = tri deve essere sommato alla paga di fat= to di fatto in atto senza assorbimento, fatta ecc2zzione per l'operaio specializ= zato e qualificato per i quali é consenti= to un assorbimento fino al 50% o al 40% del solo aumento parametrale qualora abbiano un superminimo superiore, rispettivamente (per il settore siderurgico ed elettromeccanico, ad esempio), a lire 3,69 e 3,80 orarie.
In altre parole chi ha dei supermini mag= giori a lire 3,69 (operaio specializzato) e lire 3,90 (operaio qualificato) potrà avere un parziale assorbimento della so= la rivalutazione parametrale che comunque non potrà superare le lire 3,69 per l'O. S. e le lire,a,le per l'O.Q.
Riportiamo in queste pagine delle tabelle, con esempi di calcolo dell'indennità di anzianità, dalle quali risulta, ad esempio, che un lavoratore con 40 anni di anzianità passa da 2.880 ore del precedente contratto a 4.024 ore del nuovo.
Per permettere ad ogni operaio di fare il calcolo, sulla base della sua anzianità ed il raffronto con il vecchio contratto, pubblichiamo una tabella con le ore, stabilite dai diversi contratti, per ogni anno di anzianità.
Ri cordiamo che per fare il calcolo dell'indennità di anzianità si usano:
VECCHIO CONTRATTO
le ore stabilite dal contratto del 1936 per l'anzianità anteriore al 15 gennaio 1948;
le ore stabilite dal contratto del 1959 per l'anzianità dal 15 gennaio 1948 al 31 dicembre 1962;
le ore stsabilite dal contratto del 1963 per l'anzianità dal i gennaio 1963 in poi.
NUOVO CONTRATTO
-- !e ore stabilite dal contratto del 1959 per l'anzianità anteriore al 31 dicembre 1962;
le ore stabilite dal contratto del 1963 per l'anzianità dal I gennaio 1963 al 31 dicembre 1967;
le cre stabilite dal contratto del 1966 per l'anzianità dal I gennaio 1968 in poi.
Unione
Granelli Giuseppe
Lamparelli Francesco
Ocarni Ambrogio
Cassago Carlo
Costa Luigi
Commandulli Lorenzo
Concordia
D'Adda Giuseppe
Piazza Umberto
Bergamaschi Luigi
[L'aglio« Vittorio
Giani Luigi
Geva
Bellina Giovanni
Pessina Arturo
Cerco
Beretta Pietreg
Vittoria,
RigamOnti Enrico
Fusi Camillo
Capra Angelo
Fistarol Alfredo
Vulcano
Fumagalli Alessandro
Rigamonti Pasquale
Rossato Armando
Romana
Curti Mario
Mariotti Mario
Maggiorin Dorino
Muratori Osvaldo
Arcore
Colombo Renato
Sala Attilio
Sala Augusto
IVETECI - pesto 5.t":iovantli;
OBIETTI I rIT, o wird(' Curletioseceo else formi quello dello siudio dei !empi!
CERTI NONI« l
ubbionso un esperto dell'efficienzu molio !Preciso. 1 noie prorure f nmi macchina Isersouuluseme,
Una recente sentenza della Corte di Cassazione del 3 gennaio 1966 n. 29 in una vertenza fra il lavoratore Angeliní contro la ditta Romana Industriale commerciale di Vigilano ha deliberato che i contratti collettivi di lavoro e le norme in essi contenute non possono essere invocate dai lavoratori se i medesimi non sono iscritti alle organizzazioni sindacali di categoria stipulanti.
Ciò significa che un lavoratore, sia durante il rapporto di lavoro che dopo la sua risoluzione non può far valere eventuali suoi diritti, presenti e retroattivi in sede giudiziaria se lo stesso non può dimostrare l'appartenenza al sindacato di categoria per tutti gli anni in cui reclama la corretta e retroattiva pplicazione dcl contratto di lavoro.
Questa sentenza anche se si presta a molte considerazioni non tutte positive deve però far riflettere ogni lavoratore, soprattutto la grossa parte degli agnostici, sulla assoluta necessità della scelta di un sindacato che lo tuteli nei suoi interessi.
I lavoratori non debbono poi solo iscriversi ma conservare le tessere più anni.
L'iscrizione a! Sindacato è un atto di conferma e di fiducia all'Organizzazione sindacale unitaria FIOM-CGIL per la sua continua azione in difesa degli interessi di classe dei lavoratori, sul piano conomico normativo e sociale.
Ogni lavoratore deve sentirsi fiero ed orgoglioso di contribuire al rafforzamento dei sindacato, consapevole che contro un padronate organizzato e forte, e per respingere ogni suo continuo attacco alle condizioni di vita e di lavoro nella fabbrica non c'è che potenziare l'organizzazione sindacale, mediante l'iscrizione in massa al Sindacato.
Ogni lavoratore deve trasformarsi in un attivo propagandista, più lavoratori iscritti al sindacato, più forte e tempestiva diventa l'azione del sindacato, in difesa dei diritti dei lavoratori e per la conquista di nuove tappe sia sul piano economico che sociale.
Non iscriversi al sindacato significa favorire l'azione del padronato in danno della collettività dei lavoratori, per se stessi e per la propria famiglia.
II padronato per il suo deco egoismo e interesse di classe sfrutta ogni occasione per non rispettare il contratto di lavoro.
Iscriversi al sindacato è quindi oltre ad un
preciso dovere di ogni lavoratore, anche un mezzo per tutelare i propri interessi personali in di, fesa dei propri diritti sanciti dai Contratto Nazionale di Lavoro.
FAI LA TUA SCELTA