BOLLETTINO STRAORDINARIO
Ottobre 1949
Avanguardia proletaria Edito dal Comitato di Fabbrica del Partito Comunista Italiano - Officine " E. Bianchi „ - Milano
I comunisti della Bianchi si riuniranno il 29 ottobre per discutere i problemi aziendali alla luce della situazione nazionale e internazionale Sulla base della lotta per la difesa della Pace, i comunisti della Bianchi si riuniscono in una grande Conferenza di officina per discutere i problemi della difesa del lavoro e delle libertà sindacali e democratiche. Questi problemi hano , più che non sembri a prima vista, uno stretto legame in quanto che il nemico di classe che ci obbliga a •batterci per difendere il nostro tenore di vita e le nostre libertà è lo stesso che — su un piano più vasto promuove un'azione tendente a preparare la guerra.
Elementi orientativi Migliorare il lavoro, rafforzare il Partito nella Fabbrica: ecco i due motivi conduttori -the informeranno tutta -la Conferenza. Perchè la Conferenza debba avere — come avrà — un esita positivo, perché per questo solo i comunisti si riuniscono, è necessario che ogni compagno porti il suo contributo di critica ed auto_ critica — elemento fondamentale per il rafforzamento e la democrazia del Partito — tenendo sempre presente che tale critica ed autocritica devono essere manifestazioni politiche e costruttive, e non degenerare in personalismi e pettegolez_ zi. In sostanza gli interventi devono portar elementi chiarificatori che servano ad illuminare l'azione del Partito,_ che ha bisogno di diventare più forte per essere sempre all'altezza per la guida delle masse lavoratrici. Ecco — in 'sintesi — i problemi che verranno dibattuti e sui quali richiamiamo l'attenzione dei compagni. Il Partito discuterà i problemi di carattere riven_ dicativo della Fabbrica (sociali, sindacali, strutturali, ecc.) con questo ordine: Gli organismi democratici della Fabbrica debbono poter nuovamente prendere contatto con le masse attraverso assemblee e riunioni; devono essere rimessi al loro posto gli altoparlanti in mensa; i Membri della C. I. devono poter rendersi conto, ogni volta che ve ne sia bisogno, di ciò che avviene nei reparti.. Abolizione della vergognosa misura antisciopero, che la Direzione ha messo in atto, e che consiste nella trat_ tenuta di 1/8 dell'indennità di mensa per ogni ora di sciopero effettuato dagli operai. Rivalutazione da estendere a tutte le categorie. Aumento dei cottimi. Lotta contro i licenziamenti, mascherati da falsi pretesti. Osservanza di tutte le norme igieniche e sanitarie atte a tutelare la salute e l'integrità fisica della maestranza (vedi reparto garage, ed in modo parti.. colare i reparti femminili). Organizzazione di uno spogliatoio adeguato alle
esigenze di centinaia di lavoratrici. Lotta a fondo contro le àre di lavoro straordinario che danno la posaibilità ai padroni di intensificare lo sfruttamento della mano d'opera mentre centinaia di migliaia di lavoratori disoccu_ pati languono nella miseria più nera. Il C. d. G. deve tornare ad essere l'organismo •di controllo dell'attività produttiva, deve essere rafforzato e potenziato perchè possa contribuire a miglio_ rare e •ad aumentare la produzione attraverso una più efficiente organizzazione del lavoro. E' chiaro che dall'analisi approfondita di questi problemi scaturirà la convinzione che solo da un miglioramento sostanziale politico, organizzativo, ideologico, si potranno trarre le energie necessarie per affi ntarli e risolverli. Il primo elemento perché l'azione del Partito abbia costantemente un carattere organizzato e politico consiste nel fatto che i compagni facciano vita di Partito (sopratutto coloro ai quali il Partito ha affidato una responsabilità) affinchè la lcro -azione risulti efficace e conseguente alla linea politica elaborata dal Partito stesso. Nello stesso tempo è necessario che i compagni si sforzino ad assimilare la teoria marxista-leninista con letture di classici dei nostri maestri, con la frequenza a scuole di Partito, e sopratutto con la lettura della stampa quotidiana
e periodica. Senza questa preparazione ideologica si scivola nel praticismo e nella spontaneità che portano a deviazioni e a dispersioni di energie. Affrontiamo le lotte che ci attendono con la coscienza della nostra forza; combattiamo la mentalità opportunistica, e fatalistica, che è quella che ci porta a pensare: « Tanto pe ora non c'è più niente da fare »; mentalità cvitolarda che indebolisce tutta l'attività del Partito e che ci fa adagiare in posizione di a'.esa come se la risoluzione dei nostri problemi potesse dipendere da altre for-._ z non dalla nostra volontà organizzata e combattiva.
Il Comitato di fabbrica Il Comitato di fabbrica attuale si presenta dimissionario alla Conferenza; esso non è una istanza di Partito, ma organismoscoordinatore e quindi — a norma dello Statuto — non eleggibile dalla base. Tuttavia ogni compagno ha il do-ver di aiutare la composizione del nuov&hComitato con delle indicazioni a ca_ rattere strettamente politico e non personalistico, basandpsi cioè sulle reali capacità dei compagni da indicare e sulla loro onestà, fede ed attaccamento al Partito.
I Comitati di Cellula La Cellula, come istanza fondamentale dove viene elaborata e realizzata la linea politica del Partito, deve avere dagli or_ gani direttivi una cura particolare affinché possa avere una funzionalità che consiste nella riunii ve settimanale e nel_ l'influenza che deve esercitare su tutti i lavoratori. (Continua in 2. pagina)
OTTIMISMO PERICOLOSO No, siamo contro la guerra e lottiamo con tutte le nostre forze perchè questo spaventoso delitto non debba compiersi. Non ci nascondiamo i tremendi pericoli di guerra che si sviluppano nella, politica attuale dei "'governi imperialisti e dei loro vassalli; per questo riteniamo di rendere un servizio alla causa della pace denunciando questi pericoli smascherando questa politica crini inosa e additando ai lavoratori — nella loro azione potente e concorde — la maniera per sventare i piani guerrafondai dei loro nemici. Bisogna combattere però anche contro la faciloneria e la superficialità di molti che, in buona fede o influenzati dalla propaganda borghese, considerano esagerati i nostri allarmi e si cullano nell'idea che alla fine, il terrore che comporta il pensiero di un conflitto moderno, possa fermare la mano ai criminali guerrafondai. —Attenzione. Chi ragiona così, si rende, sia pure 'inconsciamente, complice dei malfattori che vogliono la sua rovina. Il suo « buon senso », la sua vista corta, la sua apatia sono il migliore imcora ggiament o ai fomentatori di guerre. E' vano e pericoloso adagiarsi su questo ottimismo. Noi sappiamo che gli imperialisti
non hanno alcun scrupolo; la loro cesci'nza risiede nelle loro casseforti; petz difendere, per mantenere. e per allargare i loro privilegi sono dispostissimi a scatenare sul mondo fa più spaventosa carneficina. Questa è la cruda .realtà che ci sta di fronte e che sarebbe colpevole sottovalutare. Davanti a questa situazione l'incosciente ottimismo e la rassegnazione diventano colpe alle quali ognuno è chiamato a rispondere davanti alla propria coscienza. Bisogna lottare contro questa mentalità ristretta, contro questa falsa visione della realtà; bisogna dare la netta sensazione agli imperialisti guerrafondai che i loro intrighi e i loro disegni sanguinari verranno sventati dalla tenace volontà di pace di tutti i popoli. Nei giorni 28, 29, 30 corr. si riunirà a Roma il Comitato mondiale per la Pace; ciò dimostra che le forze della pace sono molto attive; e il fatto che esso viene tenuto in Italia ci indica l'importanza della posizione italiana nel quadro della difesa della pace. Rendiamoci degni di questo onoro e di questa 'responsabilità intensificando gli sforzi per il mantenimento della pace.