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L'elettrone6

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Situazione produttiva ed occupazionale dell'

Ansaldo di Milano

Il Consiglio di Fabbrica e la FLM di Zona, dopo attenta valutazione e discussione sui problemi produttivi, occupazionali e di sviluppo presenti in Azienda e tenuto conto del no tevole contributo espresso dalle as semblee dei lavoratori nei reparti e negli uffici (così come sintetizzati nella Nota del C. di F. del 25 ottobre 1979) assumono. i seguenti orientamenti:

occorre fare del rapporto attuale tra il C. di F. e la Direzione Aziendale un momento di confronto negoziale che porti ad un accordo entro l'anno sulle questioni aperte

le scelte di intervento devono essere finalizzate, non ad un ri

ordino produttivo e finanziario tendente a coprire errori gestio nali e di conduzione da, ma per un'affermazione e sviluppo delle attività produttive dell'Azienda, che sappia fare del MEZZOGIORNO un'area in cui si fan no investimenti aggiuntivi e si valorizzino capacità lavorative nuove, autonome ed integrate di industrializzazione. Ciò per non ripetere esperienze e vicende del passate (Italtrafo, ecc.);

investimenti aggiuntivi al sud NON devono significare:

1* dequalificazione delle capacità professionali degli operai, degli impiegati e dei tecnici dello Stabilimento di Milano;

novenitire 1979 L' ELETTRONE BOLLETTINO UNITARIO A CURA DEL CONSIGLIO DI FABBRICA «AGSAL5111-M1..•
DOCUMENTO DEL C. d. F. E DELLA F.L.M.

2° ulteriori ridimensionamenti degli organici (tendenza storicamente affermatasi);

3° restringimenti significativi del lavoro operaio che incida no in modo ancora più preoccu pante sulla proporzione nume"-, rica operai-impiegati.

Sulla base di queste scelte il C.di F. e la FLM considerano congiuntamente ed in modo intrecciato i seguenti problemi: il "trasferimento" a Ibmezia le ipotesi avanzate su RA/PROG la copertura delle 100.000 ore ed il problema dei prototipi.

L'operazione trasferimento dei com ponenti di trazione viene interpre tata e vista come una copertura di un buco produttivo tramite l'ordine delle P.S. e non come una linea di strategia e coerenza per lo svilul po del SUD e la scelta dei Traspor ti, infatti:

appare troppo "improvvisata","af frettata" e contradditoria anche rispetto alla riorganizzazione di RA/PROG;

- la scelta di Pomezia e non di Na poli rende più incerta la possibilità di realizzare una autonoma capacità progettuale e costrut

tiva, anche considerando gli inevitabili rapporti con Università, Istituti Tecnici, Sole Professionali, per la formazione di tee nici e maestranze;

- questo ulteriore "frazionamentoarticolazione" nel Settore (asporti, sembra essere contraddito rio rispetto all'economicità e ca pacità di risposta industriale e di mercato della stessa Ansaldo; Napoli poteva apparire come una scelta di un certo significato so ciale e politico ed un probabile completamento delle produzioni e capacità presenti nella Trazione (motori, equipaggiamenti, ecc.) non esistono previsioni credibili su prodotti e produzioni aggiunti ve ed alternative alle F.S. topo il 1982;

- i prodotti trasferiti (INVERTERCHOPPER) hanno una estrema "rigidità ed esclusività" sul mercato F. S. ed Aziende Municipalizzate essendo adatti per funzionare in c.c. e sono "critici" perchè sog• getti a piani e lotti pluriennali aventi carichi di lavoro di punta si devono valutare le ragioni del l'abbandono della produzione dei trasformatori di distribuzione che si facevano a Permezia.

Inoltre si pub far osservare che le

reali e concrete linee di sviluppo per il SUD dovrebbero passare attra verso la creazione di nuovi prodotti e/b di nuove linee di produzion% non copiando o trasferendo attività consolidate e presenti al NORD. In questo senso si deve affermare la necessità e la possibilità che si inizi a far studiare-progettare pro totipi al SUD, coerentemente ad una scelta dichiarata di crescita ed una qualificazione del MEZZOGIORNO.

i tempi previsti-imposti per la trasformazione ed acquisizione delle conoscenze, delle capacità produttive e proggttative, sono troppo stretti e poco attendibili, se legati ai termini di consegna dell'ordine F.S., ai tempi occorsi a Milano per realizzare queste produzioni, nella condizione di avere già le necessarie conoscenze;

questa "scelta" provoca dei problemi a Milano senza per altro risolvere i problemi di copertura produttiva-occupazionale di Pmmezia nè il suo consolidamento nel futuro.

ozia, nè sono state individuate le prospettive di mercato, nè precisate le previsioni impiantistiche che possano dare qualche valutazio ne più precisa;

le previsioni dopo il 1981/82, ci dicono anzi che ci sarà un consistente calo delle attività siderur giche dopo l'avvenuta consegua di Bandar-Abbas, Bagnoli, Tubare°, la permanenza di ELTS (Ufficio di Elettronica per Trazione) a Milano così come viene collocata nel progetto di riorganizzazione della progettazione di RA proposto dalla Azienda, è contradditoria alla rea lizzazione dell'obiettivo di nuovo, autonomo ed integrato svilkippo del Lavoro al SUD,

i prototipi non sono unaínuova scelta in cambio del trasferimento, ma il frutto dell'accordo del 18/11/77 relativo alla diversificazione produttiva di RA, in previsione del calo accertato della

Per quanto attiene ai problemi del le produzioni e prospettive della RA e STA/MI si sottolinea che:

i prototipi non sembrano essere sufficienti a coprire le 100.000

L' Italia di Urli OVVERO LA CENTRALITA° DELLUIPREA r i

InEllgulatt cégeAtiklhe ougicoutie

NORD e Su .

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PER lE 55K, siderurgia, per ottenere più fles sibilità e capacità della produzione RA e per riportare lo Stabi limento ai livelli occupazionali e di carico di lavoro (600.000 ore) precedenti.

Pertanto è doveroso chiarire a tutti i lavoratori che:

- nessun accordo è stato realizzato

sull'operazione trasferimento con il C. di F. e la FLM; nessuna comunicazione formale nè documento aziendale è stato fornito al C. di F. sull'addestramen to del personale di Ibmezia a Milano, già in atto da settembre; quindi tale operazione è unilaterale.

In conclusione il C. di F. e la FLM au questi obiettivi, coinvolgeranno a tempi brevi la FLM Nazionale, il Coordinamento del Settore Trazione ed i compagni del Sud per superare il ritardo organizzativo e politico che abbiamo su questa questione del "TRASFERIMENTO", per definire una proposta ultimativa ed adeguata sul la quale instaurare una trattativa con la Direzione e, se sarà necessa rio, chiamare i lavoratori alla mobilitazione.

Milano, 25/10/79

e.r mogi C414. CISL "
•

r - JAA E SEMPLEArg:

BOLLETTINO A CURA DEL COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA

ANNO N 2 BORLETTI APRILE 1979

' programma 25 APRILE iniziative

ere - ritrovo in mensa 90 - aprirà le celebrazioni un rappresentante del C.U.A. Interverrà : Carlo Squeri-partigiano

- ore - Un rappresentante del sin 10 dacato unitario effettuerà le premiazioni di quat tro ex dipendenti della Borletti presidenti della ex Commissione Interna. La premiazione avverrà con gli Ambrogini d'oro messi a disposizione della Ammi nistrazione Comunale.

ore - Ci recheremo in corteo a 10,40 deporre sulle lapidi, del cortile interno e su quel la del partigiano Papi,le corone d'alloro.

- Si chiuderà la manifesta- 11 zione.

Le due ore di manifestazione so,no retribuite.

IL PERCHE DI UN RICONOSCIMENTO

Martedì 24 aprile, in occasione del• le colebrazioni per il 34° anniver. serio della liberazione, verri conferito l'Amorogino d'oro (riconosci mento del comune di Milano) a Grassi Giovanni, Manzoni Giovanni, Negrini Egidio e alla memoria di Bucai Antonio, ez presidenti della Commissione Interna . La Commissione Interna è ffildwimItAnns.

34 Anni dopo

Yelebrare il 25 Aprile dopo tanti anni passati eon può, e non deve, essere solamente un obbligo morale che non possiamo mai dimenticare, ma deve essere anche un momento li riflessione, e non a caso va ricordato il passato dove l'antitesi "democrazia/fascismo" durante la resistenza e in tut ti questi anni ha rappresentato l'insegna alla cui ombra si sono combattute le più importanti lotte ropolari, proprio perchè lo scopo primario della lotta di Liberazioneè stato quello di eliminare le oasi economiche, sociali e culturali del fascismo.

Purtroppo invece per molto tempo el è accettato il principio della (continuità dello Stato) secondo una teoria ed una politica sostenuta per mantenere in vita quasi tutte le preesistenti strutture dello Stato, per crearne delle altre, incompatibili con lo spirito e con le stesse situazioni che si erano venute determinando nel periodo della resi. sterza specialmente nel nord Italia.

Menne restando le valutazioni sul fasciamo eterico, si sono dovuti affrontare in tempi diversi tutti i problemi della società italiana per ricer care le cause che hanno permesso dl riprodursi del fenomeno fascista dopo l'insurrezione vittoriosa del 25 aprile 1945.

Negli anni VO prima e'70 poi, con la politica &v. venturistica già sperimentata, i capi neo-fascisti hanno riproposto gli stessi atti di violenza con un terrorismo in molti cani sotterraneo e artico. lato, con una fitta rete di trame nere più estese di quanto el potesse supporre, con l'appoggio di raggruppamenti cenai composti "come ad esempio le maggioranze silenziose" por raggiungere un duplice obbiettivo:

coinvolgere alcune frangia dei corpi militari, del servizi segreti, degli apparati di sicurezza a di oolizie,e,oel contempo,provocare una crisi istituzionale nel periodo più intenso delle lotte econo miche, sociali, sindacali negli anni 1958/70 per• tentare soluzioni autoritarie e liberticide, cc wOIMA

I D RACCONTO

una testimonianza di GA ZZANIGA Vittoria e BONOMI Luigia Pubblichiamo di seguito uno stralcio del libro sulla Resistenza alla Borletti in preparazione a cura del Comitato Unitario Antifascista.

E' una tedímonianza di due Donne recentemente andate in pensione dopo una vi— ta spesa per la Causa della Libertà e della Emancipazione della Classe Lavora trice.

A CAZZANIGA Vittoria e a BONOMI Luigia, e a tutti gli altri che hanno collabo rato alla Stesura di questo libro, vogliamo sin da cra porrr il nostro più on loroso e commosso ringraziamento.

Lo stralcio che pubblichiamo è integrale; così, cioè, come ci è pervenuto. Non abbiamo voluto correggere nè lo forma nè la sintassi in quanto riteniamo che i lavoratori e le lavoratrici della Borletti, a cui è indirizzato, sapran no valutarne il significato e soppesarne il contenuto a prescindere da come è scritto. ,

In quei tempi le donne della fabbrica Borlet ti sono state tutte meravigliose ed anche eroiche.

Certo all'inizio eravamo in poche, ma con un lavoro sottile di propaganda riuscimmo nel nostro intento, quando io avvicinavo una donna questa a sua volta ne avvicinava un altra e coal in ogni reparto c'erano donne di cui ci si poteva fidare, bastava passare con una...cassetta, un pezzo di carta o uno straccio in mano oppure con il distintivo rovesciato che ogniuna di noi sapeva cosa fare.

Colletta per i partigiani, eottosceizioni, distribuzione della stampa clandestina. Difficile ricordarle tutte, ma merita una menzione particolare Enrica Negri (detta Culli), perchè Negri era sinonimo di fasci. sta che oltre a volgere attività in fabbri= ca mise a disposizione la Sua abitazione (e la custode lo sapeva ma ci aiutava) dove un gruppo di donne dopo il lavoro, prendeva no nozione infermierietiche impartite da una infermiera che veniva dall'Ospedale di Ni. guarda, ricordo che per imparare a fare le iniezioni ci servivamo di una patata, dove. vamo in caso di emergenza essere capaci di curare i feriti.

Ognuna di noi, madre, sposa, sorella o fidan zitta aveva un parente al fronte, dovevamo sopportare i bombardamenti diurni e notturni e chi non li ha provati non sa quanta paura avevamo specie di notte, in fabbrica se fos se caduta una bomba restavamo in trappola come topi, i rifugi all'inizio erano gli apo gllatoi, il disagio di arrivare in fabbrica a piedi perchè alla notte c'era stato un bombardamento e i mezzi non c'erano, la ecar sità di cibo, avevamo la tessera, ci si privava anche di quel poco che avevamo in mensa per darlo ai nostri bambini, difendere i no.

IL

DI REDAZIONE

atri compagni di lavoro (vedi caso Chiappa e Luigino), essere pronte in ogni occaeíone a manifestare il nostro malcontento cercare di far capire che la situazione in cui ci trovavamo era causata dal fascismo che di. vantava sempre più feroce.

Quando ci davamo appuntamento e arrivavamo alla spicciolata in centro o in un altro punto della città dove c'erano le fermate dei tram perché su questi c'era un manifesto con un militare col dito puntato, con la scritta "e tu cosa fai?" e una di noi protetta dalle altre scriveva sotto "prepariamo l'insurrezione". Oppure sfidando i fascisti che ogni giorno purtroppo facevano delle vittime e le lascia vano in mezzo alla strada "come monito" dice. vano Loro; noi portavamo un fiore o semplicemente la nostra presenza per manifestare il nostro antifascismo.

Ci furono poi i sabotaggi: credo non ci aia stata nessuna donna che non abbia dato il . Suo contributo specialmente quando era arrivato dall'esterno l'ordine che nessuna spo. letta doveva uscire dalla Borletti; bastava rovesciare una cassetta di lavoro per ritardare il montaggio.

Merita un ricordo anche la dolce figura della cara compagna Piera Mora cetentemente ecompar se, che sapeva tener testa ai capi reparto e ingegneri per far loro capire che la nostra azione era per il bene di tutti perchè per tutti doveva finire la brutta situazione di paura, di mancanza di libertà, di fa. me che il fascino aveva trascinato per tanti anni od è per questo che le donne della Borletti hanno lottato e portato il Loro contributo pagando anche con delle deportazioni. -2-

25 APRILE INCHIESTA • GIOVANI "Resistenza "

Tutti noi sentiamo il desiderio di unire al ricordo di un momento importante della nostra esistenza un periodo destinato a restare fra i più significativi della storia del nostro Paese "LA RESISTENZA" del quale quest'anno ricorre il 34. anniversario.

Anni si sacrifici, di dolori, di eroismo, confortati dall'aspirazione di raggiungere la libertà, meta di ogni uomo civile e cit= tedino di una patria libera e rispettata, nella grande famiglia delle nazioni di tutto il mondo.

Ogni "UOMO" dev'essere persuaso che la violenza fra i popoli è una tragica inutilità, quando essa è scatenata per imporre una bru= tale supremazia degli uni sugli altri; mentre la lotta, come è avvenuta nella resisten. -a, poò essere giustificata soltanto dall'e, strema necessità di dare a tutti una giusta eguaglianza nella dignità del lavoro e della pace.

Il ricordo di qual 25 Aprile e del sacrificio che lo conseguì, acquista un significato.

NOn deve essere solo quello di rendere omag. gio, pur doveroso, a quanti ne pagarono il Prezzo con la vita: ma un momento di riflessione per tutti, onde poterne trarre insegna mento utile e costruttivo.

Dovrebbe far riflettere specialmente i nostri governanti sulla tragica situazione economi'a e politica che rende lo Stato debole e lo 'sottopone ai continui attacchi per ribaltarne le istituzioni democratiche che i nostri padri al di la di ogni colore politico nei mo. menti di estremo bisogno seppero concuLatare.

La Libertà, v goreggia dove lo spirito sà conservare il suo primato sulla materia, ove gli interessi privati sono vinti dal senso del bene comune e sociale.

Chi non capisce come tali sacrifici fanno della Libertà una conquista continua, civile e politica, per la costruzione di una Nazione viva.

OPA E SEMPRE RESISTENZA !

COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA DELLE OFF. F.LLI BORLETTI -CORRETTA

Quest'anno il Comitato Unitario Antifascista oltre alle tradizionali manifestazioni ed assemblee che ricordano il 25 Aprile, ha deciso di iniziare un'inchiesta-dibattito fra i giovani lavoratori della fabbrica sulla conoscen za e sul significato di'questa data storica.

Lo scopo di questa inchiesta è quella di misurare il livello di conoscenza politico-morale ed informazione che esiste fra i giovani della fabbrica riguardo a questa data a 34 anni dal Suo avvento, L'inchiesta si basa su tre domande:

la - Che cosa rappresenta per te il 25 Aprile?

2a - Conosci la Costituzione italiana, se la conosci secondo te è stata applicata in questi anni?

3a - Cosa proponi di fare per combattere il fascismo?

Le risposte pervenute (che qui riportiamo in parte) hanno indotto i compagni del C.U.A. ad una profonda riflessione. Difatti il tenore di molte risposte dà un immagine nuova ed inconsueta del giovane la. voratore.

Alle prima domanda a fianco di risposte tipo: -Ricorda la fine della dittatura fascistaanniversario della Liberazione- giorno in cui ogni cittadino dovrebbe sentirsi libero e par • tecipe con lo Stato -, vi sono altre risposte che suonano così: Sono disinformato- sono disinteressatogiorno di festa e di riposo dal lavoro.

Alla seconda domando, lo risposte sono di que. sto. tipo: Bisogna spiegare meglio nelle scuole che cosa è stata la Resistenza e che cos'è la Costituzione- la Costituzione è stata applicata nei limiti del possibile - bisogna dare maggior informazione- non mi interessa - con mio padre ne parlavo, ora ho dimenticatoNon saprei come rispondere, Alla terza domanda le risposte anche ee con toni e motivazione differenti, tendono nella maggioranza a una richiesta di maggior severità (leggi più severe) o addirittura alla richiesta della pena di morte.

Da questa inchiesta, (che pubblicheremo integralmente nel prossimo numero del gionnale) noi traiamo la convinzione che un dibattito su questi temi tra i lavoratori, le forze politiche e sindacali che operano all'interno della fabbrica non sia più rinvienile. Nostro impegno sarà quello di portarlo avanti con l'impegno, il contibuto e la collaborazione di tutti i lavoratori,

s.gme delta r.., stata per lunghi anni la rappreeen= tanza sindacale all'interno della fabbrica.

Perchè questo riconoscimento ? Perchè questi uomini con spirito di sacrifi cio si sono messi al servizio dei lavoratori e sono stati e rimangono esempio e motivo di sprone a chi li ha conosciuti; e vorremmo che così fosse anche per gli attuali lavo. ratori della Borletti.

Chi ha una certa età capisce benissi mo perchè parliamo di sacrifici, giac chè conosce quali erano le condizioni di lavoro. in fabbrica negli anni '50: anni bui, di restaurazione con un oli ma a forte sapore intimitatorio e re. pressivo, dove non era difficile per i membri di Commissione Interna e gli attivisti sindacali più validi, veni re messi in condizioni di doversene andare per la disperazione.

A questi nostri compagni che in questa occasione vogliamo ringraziare, va il merito di aver saputo continua re a lottare per far avanzare la de.• mocrazia e la libertà contro i continui rigurgiti fascisti e per miglio rare le condizioni di vita ed econo, miche nell'ambiente di lavoro; ovvia mente non solo alla Borletti, perchè gente come Loro in tutte le aziende si è mossa in quella direzione con quello spirito permettendo al movimen to operaio di giungere alle condizioni attuali di vita, che se non sono otti mali, non sono neppure pessime come quelle che Loro hanno vissuto e con tribuito a modificare.

Vorremmo anche che il sacrificio- e l'opera di questi compagni e amici fosse di esempio soprattutto per quei lavoratori che non scioperano e che quando vengano vivacemente contesta. ti si "adombrano" come certi cavalli e per coloro che vivono passivamente senza una minima partecipazione i problemi della fabbrica e del Paese.

Costoro, se sono abbastanza giovani, vadano ad informarsi se oggi è veramente peggio di un "ieri" non molto lontano, se invece sono sui 40 ( o più) facciano un piccolo sforzo per ricordare e scopriranno, con piacere, che le lotte ed i sacrifici di molti hanno portato indubbi vantaggi per tutti.

Poi in seguito gli organismi unitari si sono mol. tiplicati spezzando le divisioni discriminatorie, ed unitariamente alle istituzioni democratiche, ai sindacati, ai movimenti giovanili hanno svolto un ruolo determinante per isolare e battere il fascismo ed il terrorismo'e per avviare una più incisiva azione di rinnovamento della società.

,)ggi 25 Aprile 1979 lanciamo un appello, partito. lare e vivo specialmente ai giovani, ricordando loro che allora ci univano gli ideali comuni, i sacrifici, le drammatiche esperienze vissute, ma soprattutto sentivamo il calore della solidarietà nazionale, viva e profonda perché costituiva il tessuto genuino del nostro paese.

Ed è in nome della solidarietà che sentiamo il bisogno di scavare di più, in profondità per fare un collettivo esame di coecenza, per valutare guasti della società che ci tormentano; le ambizio ni sfrenate, gli individualismi esasperati, i tra. sformismi deteriori, gli sfacciati arricchimenti distruggono gli oforzi unitari di solidarietà nazionale.

Ebbene se vogliamo che l'Italia vada ancora avanti con la sua rivoluzione antifascista liberiamoci da tutti i mali, riscopriamo i valori più genuini della vita quotidiana, del lavoro, dello studio, dell'impegno civile e politico.

Operiamo uniti come allora perché nello spirito della Resistenza e nel ricordo dei nostri caduti, trionfino i grandi ideali di pace, libertà, giustizia per il popolo e con il popolo.

VIVA IL 25 APRILE, VIVA LA RESISTENZA. IL COMITATO UNITARIO ANTIFASCISTA DI MILANO

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