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Quartieri3

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quartieri

Sommario Pag. 2 - Le 150 ore Pag. 3 - Marc, Lenin, Bettino Pag. 4 - Pensioni Pag. 5 - ARCI Pag. 6 - La Caserma - L'Automobile

BICOCCA - NIGUARDA - PRATOCENTENARO

Pag. 7 - La Scuola Pag. 8 - La Musica - Lettere al Direttore

Copia in attesa di autorizzazione

N.4 — ANNO 1 — L.300

IL CONSIGLIO DI ZONA 9

Handicappati un difficile inserimento

Il bilancio di due anni di lavoro Un C.d.Z. aperto alla partecipazione della cittadinanza. Nei precedenti numeri del giornale abbiamo avuto spesso occasioni di citare il Consiglio di Zona 9, nella trattazione di alcuni problemi come quello della scuola (vedi XII Liceo) della refezione scolastica (vedi nuove tabelle dietetiche), del consultorio, delle scuole materne, ecc. Abbiamo quindi "attinto" spesso a questo organismo per avere numerose notizie riguardanti la zona, senza però mai spiegarne la sua composizione, il metodo di lavoro, le commissioni operanti, le sue funzioni, in poche parole il suo ruolo nella zona. Lunedì 11 settembre si è tenuta presso il C.d.Z. l'ormai rituale riunione dei consiglieri facenti parte del suddetto organismo. Durante la seduta il presidente, Amleto Farina, ha presentato come base di discussione, una relazione completa e particolareggiata, articolata in tre punti fondamentali: consuntivo di attività del C.d.Z. nel periodo marzo 1976 maggio 1978; ipotesi di programma pluriennale per gli interventi sul territorio; 3)proposte per un rilancio dell'attività del C.d.Z. e per l'ampliemento della partecipazione. Per quanto riguarda la prima parte ci limiteremo ad elencare le opere pubbliche portate a terminare dal C.d.Z. in questi mesi, perchè riteniamo che ogni commento in merito sia superfluo difronte al grosso lavoro svolto. — il restauro dell'ex Casa del Popolo in Via De Calboli destinata alla fatiscenza e recuparata a 10 aule scolastiche per la Scuola Elementare di Via Passerini, ovviando così ai doppi turni; — La costruzione di 5 nuovi asili comunali: Via Cherasco V.le Sarca - Bignami, V.le Sarca - Nota, Via Adriatico e Via Hermada; la costruzione di una nuova scuola materna nel quariere Testi -Nord; l'apertura dei centri infantili di oculistica, di otofonoiatria e di pediatria nel Pluricentro di medicina preventiva per l'infanzia di V. Cherasco; — la ristrutturazione dello stabile di V. Grivola, recuperandolo a sede del C.d.Z. e del Presidio di Vigilanza Urbana; la sistemazione e la piantumazione, pur parziali, delle aree di V.le Suzzani 273, V. Da Bussero e V. Giolli - T. Mann; istituzione di due nuovi campi

gioco in Via S. Monica e Via Palletta ; realizzazione del piano stradale nel quartiere Ca 'Granda Sud; le opere di protezione e i servizi per l'emergenza nel quartiere Ca' Granda Nord colpito dalle ripetute esondazioni del Severo. Per tutte queste opere l'Amministrazione Comunale ha fatto un investimento di 3 miliardi di lire dal 1976 ad oggi. FUNZIONAMENTO DEL C.d.Z. Il nostro Consiglio di Zona, secondo le norme indicate dal Regolamento Comunale, si è articolato in 10 Commissioni coordinate dai relativi consiglieri. Le commissioni, costituite in analogia a quelle del Consiglio Comunale, sono state sino ad ora queste: Bilancio e Programmazione Urbanistica PRG Trasporti e Viabilità Educazione Sicurezza Sociale — Lavori pubblici - Demanio e patrimonio Casa Commercio e Artigianato Lavoro e Occupazione Cultura e Spettacolo Sport e Tempo Libero. Alcune commissioni si sono articolate, inoltre, in sottocommissioni o gruppi di lavoro: handicappati, edilizia scolastica, sperimentazione, scuole materne, refezione scolastica, servizio mediciana ambiente di lavoro (SMAL), anziani, droga, consultorio e via dicendo. È stato l'impegno serio e costante dei componenti di queste commissioni che ha permesso il superamento di numerosi ostacoli e la risoluzione di una serie di problemi che gravano sui cittadini della nostra zona. È chiaro che di problemi da affrontare ne rimangono ancora molti, ma si sarebbe potuto fare molto di più se la popolazione avesse partecipato più attivamente al lavoro del C.d.Z., senza adottare l'ormai vecchio ed inutile sistema della delega. La colpa però, non è da adossare unicamente alla mancanza di interesse da parte del cittadino, ma anche alla scarsità dei mezzi d'informazione dei quali può usufruire il C.d.Z. Se consideriamo alcune trasmissioni radiofoniche come il "Gazzettino Padano" e "Noi in Lombardia", dobbiamo accusare la loro

scarsissima, se non totale, mancanza di attenzione alla vita degli organi del decentramento. Questo disinteresse causa quindi una carenza di partecipazione dovuta ad una non conoscenza della realtà in cui il cittadino vive e quindi non viene nemmeno stimolato da semplice curiosità ad avvicinarsi a questo organismo. Ai mezzi d'informazione usati sino ad ora si è aggiunta, ultimamente, la voce di "Radio Milano Alternativa" che trasmette sulla frequenza di onda di 103 mhz, notizie sull'attività del C.d.Z. e sui problemi dei quartieri. Questo però non è sufficiente. Una soluzione potrebbe essere duella dell'acquisto, da parte delI Amministrazione Comunale, di un certo numero di pagine di quotidiani per pubblicizzare la presenza e le iniziative del C.d.Z., la pubblicazione sarebbe mensile a cura del Comune di Milano, da spedire a casa a tutte le famiglie delle città. Importante sarebbe anche l'acquisizione di ampi spazi radiofonici sulle reti regionali per un'informazione più puntuale della vita politica ed amministrativa della città. Questi strumenti possono riempire senza dubbio alcuni "vuoti", ma rtesta sempre della massima importanza, e essenziale per lo sviluppo e svolgimento corretto del Consiglio di Zona, una partecipazione più attiva, più attenta di tutta la cittadinanza, verso questa istanza democratica di base per trovare in essa, non una controparte, ma un interlocutore valido per risolvere i problemi pressanti ancora sul tappeto.

nel mondo del lavoro nel inondo della scuola Qualcosa sta cambiando per quanto riguarda gli handicappati. Questa è la sensazione che si ha in questi giorni alla scuola Cassinis, dove, finalmente, si è riusciti ad affrontare in un modo diverso, veramente serio e impegnato, questo grosso problema. Gli handicappati devono essere inseriti in classi di scuola normale composte da non più di 20 alunni. Non è da molti anni che è stato riconosciuto agli handicappati il loro diritto a realizzare il loro sviluppo e la loro maturazione inseriti nel loro anibirnte sociale senza ve-

nire segregati. Il riconoscimento di un principio richiede sempre poi del tempo e della volontà, oltre un adeguamento delle strutture, perchè possa venire realizzato. Alla Cassini, si è riusciti per l'anno scolastico che è iniziato a buttare le basi perchè a tutti i ragazzi zona (e nei tutti sono compresi anche coloro che hanno delle difficoltà fisiche o psichiche) siano offerte opportunità educative tali da realizzare al massimo le loro capacità. (segue a pag. 2)

DOPO LA SCUOLA

Lottare per un lavoro qualificato Nel mondo attuale, in questi tempi in particolare, l'essere handicappato è certamente terribile. Perchè, per quanto da alcuni anni se ne parli, anche se alcune cose sono state fatte (ma solo a livello di gruppo) mai la società, lo stato, ha, non dico scoperto, ma nemmeno affrontato l'argomento. Perfino le organizzazioni sindacali unitarie (CGIL - CISL - UIL) che pure l'avevano compreso nella piattaforma dei nuovi contratti, hanno dovuto cedere, punto e basta.

CONSIGLIERI Di ZONA - NIGUARDA - CA GRANDA - BICOCCA

Allora cosa succede alla stragrande maggioranza degli handicappati, quando bene o male — terminano il periodo scolastico? Per dirvi qualcosa di assolutamente vero vi parlo in prima persona, della mia esperienza, che è anche quella di tanti altri che, come me, hanno avuto la sfortuna di nascere "Diversi". Io da sette anni sono stato assunto (dopo la terza media superiore con la media dell'8), dopo aver conseguito la prova di idoneità, in una grande industria chimica milanese.

PCI - Azzoni anselmo, Bonini Gabriella, Farina Amleto, Giacalone Giovanni, Guerrini Maristella, Oggioni Elio, Pessina Giulio, Previdi Ghiara, Salatino Gino, Zambelli Stefania. DC - Duma Leonardo, Ragusa Salvatore, Rizza Michele, Tognon Eugenio, Tresoldi Mattei Iris, Zanini Luciano. PSI - Basilico Mario, Chiodini Raffaele; Dossena Leonardo, Montanari Paolo. • PSDI - Vizzari Adalberto, Orefice Alberto. PRI - Fava Giuliana. PLI - Terenzio Walter. DP - Frigerio Amadio. MSI - Meucci Paolo. •

Impiegato Cat. G. La ditta ha assolto così alla legge che la obbliga all'assunzione di una percentuale di invalidi: ma oltre non è andata. E badate che essa è in regola in quanto la legge sull'assunzione degli invalidi si ferma appunto all'assunzione. Tale legge non dice di studiare quale lavoro potrebbe svolgere l'handicappato. Ma di fatto lo abbandona e 1 unico conforto che rimane al giovane è la ctuasi certezza di non venire licenziato. Ma l'emarginazione resta: provate a pensare a come sono lunghe le ore che passo in ufficio senza fare assolutamente nulla e vedendo i miei colleghi "normali" svolgere le

loro mansioni. Eppure anch'io, saprei, se aiutato — produrre —. Mi sono rivolto decine di volte ai miei dirigenti e anche all'organizzazione sindacale di fabbrica ma dopo la prima riunione nella quale infattibilmente mi si riconosce il diritto ad avere un lavoro, tutto tornava come prima. Quindi l'emarginazione resta, anche là dove sembrerebbe superata, come nel mio caso. Al di fuori della fabbrica io posso dire di avere una vita sociale intensa e non diversa dagli altri. Ma il problema è grave e si pone in prima linea, anche perchè non credo che la società lo abbia compreso in pieno. Occorre ancora lottare, ciascuno di noi e tutti assieme affinché si diventi veramente tutti uguali. Solo in questo caso si potrà dire di vivere in una società civile e moderna. Dico proprio moderna perchè sempre più progredita automazione del lavoro, secondo me, aiuta l'handicappato ad inserirsi; in quanto l'estremo perfezionamento dei macchinari vari elimina o attenua la pericolosità della macchina stessa (scusa con la quale le ditte se ne sono sempre lavate le mani). È dunque solo questione di buona volontà dal vertice alla base e viceversa. Altrimenti solo parlare degli handicappati senza far seguire un'azione non vuol dire proprio niente e lascia le cose come sono, Concludendo, meno tavole rotonde, discorsi vari ecc. e mettiamoci tutti al lavoro. Il diritto lo abbiamo: lo dice la costituzione. Marco Negroni


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