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ANNO II - n. 6 OTTOBRE 1976
Esce il 15 del mese (luglio e agosto esclusi)
MENSILE DI CULTURA POLITICA E ATTUALITA'
Gli impianti sportivi della zona Considerando la situazione sportiva della nostra zona, l'impressione che se ne trae, è, al di là della insufficienza degli impianti, di perplessità per quanto riguarda la reale possibilità di una loro utilizzazione sociale e di massa. In questo numero abbiamo deciso di fare un quadro generale informativo della situazione sportiva della zona 13. proponendoci di riprendere il discorso col contributo di tutti coloro che vorranno intervenire con le loro considerazioni e proposte. Nella nostra zona esistono sei centri sportivi di una certa rilevanza, di cui tre sono comunali: il centro polisportivo Saini di via Corelli. la piscina Samuele e il tennis Bonacossa di via Mecenate; i tre sono a gestione privale società calcistiche Macalleta : si e Sporting Milano di via Salomone e lo Junior Tennis di via Cavriana. Il centro Saini di via Corelli, dietro il parco Forlanini, rappresenta senz'altro l'opera più completa della nostra zona e la sua importanza è a livello provinciale. È stato costruito interamente dal Coni su una estensione di migliaia di metri quadrati ed è gestito
da un comitato composto dal C. M. S. R. (Centro Milanese per lo Sport e la ricreazione) e dal CONI. Le attività sportive e i corsi sono tenuti dal Centro Educazione e Sport che rappresenta un esperimento di gestione collettiva da parte di varie organizzazioni (AICS, CMSR, CSI. ENDAS, LIBERTAS, UISP, USACLI). Gli sport praticati sono molteplici e vanno dal nuoto, ai tuffi, alla scherma, alla ginnastica, all'atletica, al baseball, al pattinaggio ecc., secondo un calendario e un orario che comprende i corsi per i ragazzi, per gli adulti, l'affitto dei campi e l'organizzazione di gare. Al centro Saini è anche situata una piscina aperta al pubblico durante la stagione estiva. Il centro non è ancora stato ultimato ed è infatti in costruzione il secondo lotto che comprenderà fra l'altro, oltre ai campi da tennis, una nuova pista di pattinaggio su ghiaccio. La partecipazione dei cittadini è notevole e interessa tutta la città, non resta quindi che augurarci una corretta gestione che sappia valorizzare e utilizzare le risorse offerte dal centro.
In via Mecenate sorgono due complessi interamente costruiti dal CONI e gestiti dal Comune. Essi comprendono un centro balneare composto da due piscine di cui una idonea alle competizioni, e di undici campi da tennis con tre palestre. La piscina è nata per ospitare atleti e pare che le esigenze impongano questa scelta, sia in considerazione delle
sue ottime qualità agonistiche, sia per la mancanza di altre strutture in grado attualmente di supplire a questo compito, sia per le caratteristiche che non la rendono adatta ad accogliere il pubblico (es. la mancanza di spogliatoi a rotazione). Oltre alle gare. in essa si tengono corsi di nuoto e pallanuoto del CONI e del CMSR. I campi da tennis oltre ad ospitare i
corsi del CONI, sono a disposizione dei cittadini durante la maggior parte della giornata per essere affittati. Dei tre sono i centri a gestione privata, le due società calcistiche sono gestite rispettivamente da un consiglio direttivo eletto dai soci. Il terreno è in ambedue i casi di proprietà comunale. La società Macallesi. che vanta segue in ultima
IL POTERE Al CITTADINI Nostra intervista ad Antonio Taramelli I) I Consigli di Zona sono ormai da tutti riconosciuti indispensabili per una corretta e democratica Amministrazione. Perchè questo si verifica a suo parere?
Indubbiamente oggi unanime è il giudizio sulla necessità di un governo decentrato delle città, tanto è vero che tale esigenza è stata formalmente sancita dalla legge n. 278 sul decentramento e la partecipazione dei cittadi-
(Assessore al Decentramento e al Personale).
ni, approvata la scorsa primavera dal Parlamento. Vorremmo, però, al riguardo precisare - e non per mero gusto di polemica, ma, crediamo, per rispetto della verità - che tale legge, che ha raccolto una esigenza profonda ed obiettiva ed ha generalizzato una esperienza già acquisita e largamente positiva, è stata il frutto di una tendenza e di un movimento che in questi anni si è andato progressivamente af-
fermando nella coscienza del Paese ed è stata l'espressione della decisa volontà dei cittadini di partecipare alle scelte ed alle decisioni politiche ed amministrative per promuovere in tale modo un profondo rinnovamento nel modo di governare. E quali forze si siano dovute vincere basti per tutti ricordare l'intervento del governo che lo scorso autunno ha impedito le elezioni dirette dei Consi-
SCUOLA E SOCIETÀ& Che la situazione di profonda crisi della scuola abbia le sue radici proprio nello scollamento tra questa e la realtà ad essa circostante, è un dato di fatto; per parte mia ritengo che anche la profonda crisi della società affondi le sue radici nel medesimo terreno: stiamo pagando lo scotto di una scuola che, vantando di mantenersi estranea alla politica, si è invece asservita ad una precisa scelta politica mirante all'attuazione di un modello di sviluppo non rispondente alle esigenze della società, ma alle leggi di una economia basata sull'incremento del capitale, attraverso la superproduzione conseguente alla dilatazione dei consumi sulla spinta di bisogni fittizi, sapientemente indotti nell'individuo. Funzionale a un siffatto modello di sviluppo è stata ed è ancora la scuola nel "produrre" un individuo medio, abile nell'usare più le mani che la testa, incapace di inserirsi con autonomia nella società, sufficientemente acritico, scarsamente acculturato, per lo più impreparato ad effettuare scelte che rispecchino la sua personalità, socialmente assente, religioso quel tanto che basta a salvare le ap-
A
parenze, pago di definirsi "buon padre di famiglia, "onesto lavoratore", "madre virtuosa", "cittadino esemplare", "figlio rispettoso". Su un siffatto individuo è abbastanza facile far presa con i vari caroselli pubblicitari per indurlo a considerare di vitale importanza "annusare" la fragranza di una primavera scandinava, per convincerlo a non farsi più "fregare" due metri di carta igienica, per invogliarlo a provare l'esaltante esperienza di "vivere" il magico splendore della polvere che lava più bianco dell'ultimo bianco. A chi giova simile individuo nel quale, per molti versi, io pure mi riconosco? Vero è che ho avuto la disavventura di frequentare non solo la scuola del "consumismo", ma anche quella del "libro e moschetto"! Sia l'una che l'altra scuola (ma esiste poi una differenza?) non si sono mai poste - se non negli enunciati - finalità educative; non hanno mai nemmeno tentato di offrire a ciascun alunno le occasioni per approfondire personalmente quelle informazioni culturali che si limitavano a trasmettere. segue in ultima
gli di Zona a Milano ed in altre città ed il successivo tentativo governativo di far passare una legge non di principii, ma che dettasse per i poteri da attribuire agli Organi del decentramento una rigida e vincolante casistica. A suo parere il contributo dato dai Consigli di Zona all'Amministrazione della città è possibile definirlo positivo e in che senso?
Indubbiamente. Riteniamo che uno dei maggiori meriti dei Consigli di Zona sia stato in questi anni, e lo sia tuttora, quello di aver svolto un ruolo determinante nella crescita del tessuto democratico della città, dando ad esso una capacità sempre più ampia di espellere dal proprio corpo quelle scorie che inquinano la nostra città e che creano momenti di tensione nella vita cittadina. Inoltre un altro aspetto fortemente positivo della esperienza dei Consigli di Zona è stata, fin dal loro sorgere, la caratterizzazione di una forte cat ica unitaria che ha evitato la cristallizzazione in maggioranze precostituite ed ha permesso la gestione unitaria della soluzione dei problemi urgenti e reali delle popolazioni, avviando così un metodo nuovo nell'affrontare i problemi politico-amministrativi delle città e assicurando un intervento ed un controllo sulle scelte che si andavano compiendo. Quali sono i criteri fondamentali a cui si ispira il nuovo Regolamento sulla partecipazione e il decentramento?
Nella predisposizione del nuovo Regolamento, invece di andare ad alcuni aggiustamenti del vecchio, abbiamo preferito seguire la via, certamente più difficile, di proporre un Regolamento costruito in modo nuovo. Ci sembra che questa scelta abbia consentito di presentare una proposta
che tiene conto, in tutti i suoi aspetti. di quando di positivo è stato possibile cogliere nello spirito della legge. e ciò sia per quanto riguarda gli aspetti burocratico-formali, sia in particolare per i contenuti. Per quanto riguarda la attribuzione dei poteri ai Consigli di Zona abbiamo preferito non rimanere ancorati alla sola enunciazione dei titoli, ma abbiamo tentato di fare in modo che si affermassero, senza possibilità di equivoco e come linee e punti di non ritorno, i poteri stessi dei Consigli di Zona. Abbiamo, cioè, cercato di porre i problemi in termini tali che nella fase successiva, quando si dovranno predisporre le relative delibere quadro. non sia facile dare una interpretazione diversa da quella che invece anima il nuovo Regolamento e ne rappresenta lo spirito. 4) Decentramento amministrativo si. gnifica anche ristrutturazione dell'apparato comunale. Come intende l'Amministrazione effettuare questa ristrutturazione? E questo fatto comporterà particolari problemi di carattere sindacale?
Lo sviluppo del decentramento comporterà inevitabilmente la fine dell'attuale macchina comunale, con il trasferimento, in prospettiva, di parte nelle funzioni e del personale ai segue in ultima