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Il Consiglio di fabbrica_Asgen6

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Bollettino unitario ASGEN

IL CONSIGLIO DI FABBRICA SETTEMBRE 1971

LA DONNA NELLA SOCIETA' « La donna non è che un essere occasionale ed incompleto, la testa della donna è l'uomo. San Tommaso.

Un punto di partenza importante per comprendere la condizione della donna nella società capitalistica è lo stato dell'occupazione femminile. Dati recenti dicono, ad esempio, che in Italia v'è stato ultimamente un regresso nell'occupazione femminile rispetto ai livelli raggiunti negli anni precedenti. Il problema dell'eguaglianza nei salari fra uomini e donne non ha ancora trovato una soluzione. Nei Posti di lavoro la donna viene quasi sempre inserita nelle categorie più basse, mentre i gradini più alti della gerarchia aziendale sono accessibili solamente ad una esigua minoranza di impiegate generalmente laureate.

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All'interno della stessa famiglia la donna subisce la più frustrante

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delle schiavitù, la schiavitù domestica, che la condanna ad un pesante lavoro senza salario ed alla umiliante dipendenza economica dell'uomo. La sola funzione sociale che la società capitalistica le assegna, nonostante tutte le mistificate affermazioni di parità di diritti e di doveri, è quella della procreazionP. La grande stampa femminile borghese continua a coltivare il mito della donna « angelo del focolare ». Sui problemi della donna che lavora, che lotta per migliorare le sue condizioni, silenzio completo. Bisogna investire di più la società dei problemi della donna che non sono solo quelli che la riguardano quanto ogni altro lavoratore, e cioè i ritmi, i carichi di lavoro, ecc.; in aggiunta a questi, la donna ha bisogno di risolvere i problemi che riguardano la sua collocazione nella società e questioni più immediate che investono aspetti importanti della sua condizione di donna e che non sono più rinviabili: le strutture sociali, che vanno dai nidi d'infanzia, agli asili, alla scuola a tempo pieno, ai servizi in genere. La società ha finora visualizzato la donna nell'ubbidienza, nella sottomissione, nella passività.

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Si può constatare ogni giorno la discriminazione di cui essa 6 ancora oggetto e quanto poco si faccia per tutelare i suoi diritti. Alla donna, al di là dei molti

problemi sociali, manca la libertà di esistere: da millenni le è chiesto di vegetare, di svolgere un ruolo prefissato, di non pretendere di avere idee. Se la donna continuerà a vivere secondo i vecchi schemi non sarà mai felice, si sentirà sempre limitata non poTe ndo realizzare la sua completa personalità. La donna è stanca di essere l'oggetto, lo strumento, il « mezzo per », vuole essere soggetto, vuole vivere autor,cm amente, autogestirsi, essere padrona della propria vita: vuole poter scegliere.

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tempi stanno cambiando, la

donna è pronta a battersi per la conquista dei diritti sociali e democratici che la società tende a negarle. Evidetnemente è ancora vivo nell'uomo il concetto patriarcale che gli impedisce di accettare il ruolo della donna secondo impostazioni nuove. Ma è proprio da qui che dobbiamo partire per un'analisi completa della situazione ed una presa di coscienza più realistica dei suoi problemi dandole il diritto e la possibilità di sfruttare il suo intelletto a beneficio dell'umanità e non soltanto della famiglia. Guidata dalle donne, la battaglia per la liberazione femminile deve essere fatta propria anche dagli uomini ». Angela Davis


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