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La fabbrica_Pirelli7

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La fabbrica

QUINDICESIMO CONGRESSO DI SEZIONE

I comunisti per una unità più profonda delle masse lavoratrici per la via italiana al socialismo

La preparazione del XIII Congresso del Partito si svolge in una fase politica complessa e per molti aspetti cruciale, aperta a mutamenti rilevanti per la portata delel scadenze che la caratterizzano, per l'acutezza fieno scontro politico, per i problemi • del movimento delle "Masse. Ciò esige che il dibattito congressuale si svolga in tutte le organizzazioni di partito in collegamento con gli sviluppi sella situazione politica interna e internazionale e determini un alto grado ai unità e ai mobilitazione del Partito nell'iniziativa ai massa, porti a concrete decisioni ai lavoro per il rafforzamento e il rinnovamento dell'organizzazione del Partito e di tutte le orgamzzzazioni di massa siano esse legate alla fabbrica cne ad altre strutture del Paese, e che tutto si svolga in tempi rapidi, con ritmo serrato.

11 Comitato Centrale e la Commissione centrale ai Controllo Hanno deciso che il dibattito si svolga prendendo come base 11 rapporto dei compagno tserimguer.

Sulla base dell'indirizzo politico delineato in questo rapporto e per il suo XV Congresso che si terrà nel prossimo mese di gennaio la nostra sezione di partito è impegnata nella stesura di un documento la cui tematica sarà al centro della ricerca e della elaborazione politica dei compagni congressisti sia in riferimento ai problemi della Pirelli sia in relazione ai problemi di politica interna ed internazionale.

Il Congresso di sezione godrà non solo della partecipazione delle forze politiche democratiche appartenenti ai partiti politici dei lavoratori della Pirelli, ma pure di quei lavoratori che vorranno parteciparvi, non certamente in funzione di spettatori ma come forze attive che potranno intervenire nel dibattito per arricchirlo di nuove esperienze contribuendo così a rafforzare il ruolo del nostro Partito di valido interprete degli interessi particolari e generali della classe lavoratrice.

Dev'essere chiaro a tutti che il momento politico attuale che sta attraversando il nostro Paese preoccupa tutte le forze poli. ticamente sane impegnate nella lotta riformatrice della nostra società; come comunisti diciamo che queste forze, di cui noi stessi facciamo parte, devono dare tutto il loro apporto a livello di fabbrica per contribuire con maggiore impegno al successo dela svolta politica di cui il Paese ha bisogno. Attualmente il padronato italiano con alla testa Pirelli, sta cercando di riconquistare il terreno perduto in questi ultimi anni nei confronti della classe operaia ed è evidente che per respingere questo attacco bisogna costruire una unità ancora più profonda di tutti

Iscriviti al P. C. I. Partito dell'unità

i lavoratori e delle forze politiche che li rappresentano dentro e fuori della fabbrica.

Perciò noi comunisti ci proponiamo nel nostro XV Congresso di portare un ulteriore contributo, nuovo qualitativamente, per scelte politiche più avanzate nel quadro dello sviluppo del

movimento unitario dei lavoratori della Pirelli coscienti del fatto che l'ulteriore progresso di potere e di conquiste sociali degli stessi lavoratori sarà determinante ai fini di uno spostamento decisivo di tutto l'asse politico nazionale a vantaggio delle masse operose.

SINDACATO NUOVO

Sindacato che abbia come obiettivo la migliore distribuzione del reddito o sindacato che interpreti realmente le esigenze dei lavoratori interessandosi quindi in termini di lotta dei meccanismi di sviluppo economico?

Questo nodo, solo apparentemente sciolto, richiede per essere realmente superato una nuova capacità da parte del nostro partito nell'interpretare e nel sostenere la coscienza di lotta delle grandi masse operaie.

Se tutto questo è chiaro possiamo addentrarci in un dibattito approfondito e politico sui tre punti che ostacolavano (secondo alcuni) fino a poco tempo fa il processo unitario: contadini, collocazione internazionale, incompatibiltà; non certo per interferire in decisioni che sono del resto già state prese ma per chiarire la nostra posizione.

CONTADINI

Un'organizzazione di classe è realmente tale quando sa creare attorno alla classe che rappresenta uno schieramento unitario di forze non tutte aventi gli stessi identici interessi, per battere il nemico principale che è la grande borghesia. Questa capacità di intendere alleanze non va però intesa come identificazione di quella classe con i suoi alleati. In quanto piccoli padroni i contadini non sono classe operaia ma alleati della classe operaia, per tanto secondo noi essi dovrebbero costituirsi in una organizzazione a parte (continua a pay,. 4)

E UNITA' DEI LAVORATORI:

problemi aperti del movimento operaio

Un atteggiamento negativo nei confronti del processo di unità sindacale è quello di credere che dopo gli ultimi Consigli generali di Firenze l'unità sia ormai fatta. Infatti, se si può dire che le forze antiunitarie oggi sono isolate, occorre vigilare su questo isolamento, perché tali forze che non hanno potuto ritardare un processo voluto in modo deciso dai lavoratori manovreranno per far passare alcuni contenuti di integrazione del movimento nella logica della « poltica dei redditi ».

L'unità dei lavoratori è l'obbiettivo storico del partito comunista italiano e non crediamo sia semplicemente un luogo comune dire che i comunisti hanno svolto un ruolo determinante nel processo di unità sindacale. Questo ruolo determinante ha messo in moto una serie di speculazioni sulla presunta stru-

mentalizzazione del processo unitario da parte dei comunisti. Niente di più falso è stato mai detto perché sempre i compagni impegnati nel sindacato hanno saputo porsi come forza realmente unitaria sapendo far rinuncie e correggendo alcuni indirizzi settari che nel fuoco delle lotte del 68-69-70 emergevano in alcuni settori delle organizzazioni sindacali. Al di là delle rinuncie e delle opportune mediazioni per tenere tutti i lavoratori legati al carro unitario, quello a cui non si dovrà rinunciare mai è la chiara collocazione di classe del futuro sindacato.

E' nostra convinzione che il reale nodo che sta dietro il problema dell'unità sindacale sia quello del ruolo e della politica del sindacato nella società e su questo punto ci siamo sempre sforzati di discutere con i lavoratori.

POTENZIAMO gli organismi di potere della classe operaia

Il 15 novembre i sindacati hanno raggiunto l'accordo sugli organismi di fabbrica, Consiglio ed Esecutivo con il diritto di contrattazione, con una banca ore (12000) a disposizione per il suo funzionamento.

Un accordo molto travagliato politicamente sul piano unitario interno al movimento sindacale dei lavoratori da una parte, e la Pirelli dall'altra parte che ha dovuto cedere sotto la pressione dei lavoratori.

Il giudizio politico che noi possiamo dare di questo accordo non può non essere positivo se visto sul piano funzionale per gli interessi dei lavoratori, anche se va registrato che i membri dei C.d.R., che non fanno parte del C.d.F., non avendo ore retribuite a disposizione manca(continua a sta& 4)

Anno V Periodico di attualita politica a cura della Sezione del P. C. I. « L Temolo » (Pirelli) Dicembre 1971

RIFORME, SALARIO, OCCUPAZIONE

Impegnamoci nella crescita del movimento già in atto contro la crisi voluta dai padroni

E' già stato scritto dai sindacati e dai partiti dei lavoratori che l'attuale crisi è stata creata artamente dal padronato per far pagare ai lavoratori le spese della ristrutturazione industriale e nel contempo colpire la loro avanzata unitaria e ri-. vendicativa. Noi comunisti abbiamo già denunciato le gravi responsabilità dell'attuale governo di centro sinistra, specialmente della D.C., P.S.D.I., P.R.I., i quali hanno fatto di tutto per andare incontro ai desideri del padronato. E' della scorsa primavera che gli uomini del governo paventavano una crisi, ma invece di approntare le misure politiche per affrontarla si sono scagliati contro i lavoratori accusandoli di scioperomania e di scarsa volontà di lavorare. Il governo avrebbe potuto se non risolvere la crisi certamente attenuarla di molto investendo quei 2000 miliardi disponibili per opere di edilizia scolastica. stanziati a bilancio e non utilizzati, e di edilizia popolare (fon do GESCAL).

Bisogna pure aggiungere che la D.C., al governo da più di 25 anni, non ha fatto niente di concreto per affrontare e riso i vere il tragico problema del me ridione: l'emigrazione ne è una tragica e insistente testimonianza che conferma il costante incre• mento dello sfasamento del gra do di sviluppo industriale ed agricolo fra nord e sud. Per quanto riguarda la ristrutturazione industriale, valga l'esempio, ai fini di un giudizio politico circa l'atteggiamento del governo, della fusione PirelliDunlop. Il matrimonio fra questi due complessi è stato studiato e attuato in barba allo spirito delle leggi della Repubblica e al Parlamento ed il potere esecutivo ha fatto finta di niente pur comprendendo gli effetti negativi che tale iniziativa avrebbe procurato ai lavoratori del complesso italiano. C'è stata solo una interpellanza del nostro Partito che chiedeva spiegazioni in merito all'iniziativa intrapresa dal magnate della gom-

ma ma alla quale si rispose vagamente cercando di chiudere la questione.

L'ing. Leopoldo Pirelli e il dott. hunco Brambilla su « Fatti e notizie » se la prendono con il costo troppo alto del lavoro con il mercato interno che non assorbe. In questo senso insiste anche l'on. Colombo dicendo che le cause della crisi sono gli scioperi e le assenze dal lavoro. Ma cari signori, la produzione è stata fatta ed è lì a testimoniare che non esiste un salario troppo elevato altrimenti non si capirebbe l'esistenza di una insufficiente domanda di beni, la scarsa capacità di acquisto del mercato interno.

E' la sbagliata divisione del valore del lavoro prodotto che dà troppo poco ai lavoratori, sono gli errori del sistema capitalista, di questa società che basa tutta la sua politica sul supersfruttamento dei lavoratori quindi non sa reggere quando i lavoratori con le lotte cercano ai impedire o comunque diminuire la pressione padronale sullo sfruttamento.

E' necessario insistere nella politica di riforme compresa la riforma della distribuzione dei reddito perché una maggior parte di esso vada ai lavoratori particolarmente a quelli attualmente a reddito più basso, compresi i pensionati. In questo senso, creando un più giusto equilibrio nel nostro mercato interno, impedendo investimenti speculativi, incoraggiando investimenti estensivi si potrà evitare il ripetersi delle crisi che vengono pagate dalla povera gente.

Una politica di riforme che avvii a soluzione la questione meridionale, utilizzando tutto il risparmio nazionale disponibile quel vivaio di manodopera inoperosa e costretta all'emigrazione; tutto questo unito ad una più giusta distribuzione del reddito permetterà una nuova condizione di sviluppo e di piena occupazione.

IMPEGNO DI MASSA

Profittando delle difficoltà oggettive in cui si trova tutto il movimento operaio di fronte al contrattacco padronale, articolato in tutte le sue forme possibili, il sistema colpisce con gli strumenti classici della repressione.

I pesanti interventi della polizia nelle scuole e nelle fabbriche, sostenute dalle iniziative governative di Colombo, Piccoli e Misasi, tendono a creare un clima di tensione che isoli studenti e operai dal resto del Paese, con una linea di rottura dell'unità delle masse popolari che ha per obiettivo il blocco del processo di attuazione delle riforme sociali.

A dare una mano alle forze apertamente reazionarie, conservatrici e moderate non manca mai l'infantilismo di quelle minoranze che, oscillando perennemente tra il velleitarismo del-

DELEGAZIONI DI OPERAI DELLA PIRELLI A MATERA

Il 19 novembre u.s. su richiesta della Federazione del PCI di Matera, è partita da Milano una delegazione di operai della Pirelli Bicocca.

Lo scopo principale di questa visita è stato quello di smentire nel modo più assoluto l'accusa fatta da un notabile del posto, il democristiano on. Tantalo, nei confronti dei lavoratori della Pirelli di Milano. Questo tanto « rispettabile » signore della destra democristiana smaccatamente reazionaria, ha avuto la spudoratezza (i galoppini dei padroni ne sono campioni) di affermare nei suoi discorsi falsi e fumosi. che se Pirelli ha rinunciato a fabbricare uno stabilimento a Matera, la colpa è soprattutto degli operai di Milano che, scioperando continuamente, hanno fatto rimanere 41 « poverino » senza soldi.

l'unità di lotta che ci deve collegare se vogliamo andare avanti per la conquista delle riforme sociali che ci accomunano e la necessità di essere uniti per sconfiggere la speculazione, lo sfruttamento e la reazione del padronato.

Le assemblee che si sono susseguite di giorno in giorno ed in ogni paese, sono riuscite benissimo per la partecipazione di massa dei lavoratori; vivaci, per i problemi che si sono affrontati, accese, quando si è entrati nel merito degli stessi.

E' stato notato con quanta sensibilità ed attenzione i lavoratori affrontano i loro problemi, ed in ogni paese abbiamo avuto esperienze diverse e problemi nuovi si sono posti alla nostra riflessione.

la « rivoluzione parolaia » e lo scetticismo per il « reale processo » di trasformazione della società, non solo sono un elemento di divisione delle forze democratiche e popolari, ma con il loro comportamento diventano di fatto componenti dell'« immobilismo frenatore » e strumenti dei « provocatori di professione ».

Per questo noi comunisti sollecitiamo un preciso richiamo verso tutte le forze democratiche di sinistra, sinceramente cattoliche o marxiste, perché non si allenti quella partecipazione, vigilanza e tensione democratica di massa, che ha costituito, costituisce e costituirà sempre l'elemento indispensabile per battere la reazione, il conservatorismo, il moderatismo, che sono i tre peggiori nemici di ogni ulteriore avanzata della democrazia reale nel nostro Paese.

Questo personaggio, noto per il suo servilismo nei confronti del capitalismo italiano più arretrato, ha dato ancora una volta prova di strumentalismo politico e con le sue menzogne ha tentato di mettere in contrasto i lavoratori del nord con quelli del sud, in cambio di qualche bene extra-spirituale, cercando di scaricare la crisi promossa dal capitale e l'incapacità del governo nell'attuare le riforme sociali sulle spalle dei lavoratori, con lo scopo di portare avanti nel sud quel disegno falso e reazionario della politica più meschina, ormai in fase calante nel settentrione.

Fin dai primi incontri con i lavoratori e con i rappresentanti degli stessi, la delegazione della Pirelli ha smentito nel modo più assoluto tutte le accuse ed illustrato punto per punto le sue rivendicazioni, portate avanti finora con la lotta.

Le accoglienze che i compagni del sud hanno riservato alla delegazione sono state stupende; ancora una volta i lavoratori del sud hanno mostrato una fraterna simpatia a quelli del nord. E' stata soprattutto riaffermata

Mentre le nostre assemblee si susseguivano, la D.C. locale, sentendosi in difficoltà nei confronti dei lavoratori, andava sbandierando che la domenica successiva l'on. Colombo sarebbe venuto a posare la prima pietra della nuova fabbrica Pirelli.

Naturalmente c'è da notare che se la D.C. si è comportata così, è stato perché non si sarebbe mai aspettata una risposta così secca ed immediata dagli operai della Pirelli. Per i lavoratori materani la posa della prima pietra è una favola che non attacca più; piuttosto gradirebbero l'ultima pietra dell'on. Colombo perché di « prime » ne sono stufi.

Gli stessi democristiani, anni fa, andarono a mettere la prima pietra per la Montecatini, ma su qella ci nacque l'erba ed il vento portò via persino le tracce.

I lavoratori di Matera dicono basta a tutte queste promesse, dicono basta ai discorsi paternalistici di Colombo e di tutti i suoi amici politici dicono basta a questo Governo che non sa mantenere i suoi impegni ed è incapace di portare avanti una politica di vere riforme sociali a favore della classe lavoratrice.

MILANO ANTIFASCISTA IN PIAZZA DUOMO

PERCHÈ I COMUNISTI SONO CONTRO IL REFERENDUM

L'attuale momento è caratterizzato da un serio attacco del capitale alle posizioni della classe operaia e dei suoi alleati tutto teso a rovesciare i rappor ti di forza derivati dalle grandi lotte del '68-'69, attacco che viene portato usando con estrema duttilità tutte le forze politiche e tutte le leve economiche disponibili.

In questo quadro troviamo per esempio, da un lato l'attacco diretto all'occupazione, motivato da ogni sorta di difficoltà economiche e monetarie, ma in realtà mirante ad un blocco della lotta di fabbrica, dall'altro il tentativo di isolare all'interno della Democrazia Cristiana le forze più sensibili al processo unitario che da tempo coinvolge larghi strati dell'elettorato cattolico.

E' in questa situazione generale che la questione del referendum per l'abrogazione della legge Baslini-Fortuna sul divor-

zio assume per certi aspetti una importanza che trascende il quadro, importantissimo, della battaglia per il rinnovamento del Diritto di Famiglia per assumere quello di nodo decisivo dello scontro in atto.

L'effettuazione del referendum riporterebbe in gioco la possibilità di una divisione puramente ideologica capace di tagliare in due l'intero corpo sociale del paese, divisione che passerebbe anche attraverso le stesse masse lavoratrici. Infatti i sondaggi di opinione condotti da varie parti, sembrano indicare che il referendum verrebbe vinto o perso per una esigua massa di voti, pari al 5 .÷ 10% dell'eletta rato.

Inoltre l'effettuazione del referendum darebbe ulteriore spazio alla destra democristiana, che ne avrebbe naturalmente la guida in campo antidivorzista, e potrebbe quindi presentarsi come primo passo di un disegno

Visita della Commissione Parlamentare alla Pirelli-Bicocca

reazionario a largo raggio, di cui la crisi di governo successiva all'elezione del Presidente della Repubblica sarebbe il se• condo.

L'azione intrapresa dai partiti laici ed in particolare dal Partito Comunista, per la modifica della legge Baslini-Fortuna, va quindi vista sotto due aspetti:

1) chiusura delle possibilità di manovra alla destra democristiana sul terreno micidiale della « guerra di religione »;

2) riapertura del discorso sulla riforma del Diritto di Famiglia.

La legge Fortuna-Baslini viene presentata da alcune forze politiche dello schieramento laico (il Manifesto, alcune frange del Partito Socialista) come una specie di ultima barricata sulla quale si dovrebbe giocare l'av-

NOSTRA INTERVISTA CON l'h. BACCALINI

D) Nella tua qualità di deputato hai partecipato con la Commissione parlamentare alla visita di alcuni reparti di produzione, commissione che si è incontrata anche con dirigenti dei lavoratori e dell'azienda; puoi dirci gli scopi di questa visita?

R) La Commissione Igiene e Sanità della Camera dei Deputati, ai sensi dell'art. 33 del Regolamento della Camera, ha ravvisato sin dall'autunno 1969 (nel pieno delle lotte operaie), l'opportunità di procedere ad una indagine conoscitiva sulle condizioni di salute dei lavoratori in un gruppo di industrie con particolari caratteristiche nei settori chimico, minerario, elettromeccanico, tessile, dell'abbigliamento e della ceramica. E' naturale che fra le visite calendariate vi fosse la Pirelli, fabbrica dove i lavoratori da anni giustamente e caparbiamente lottano e denunciano situazioni di particolare gravità. Lotte che hanno portato a quei successi che meglio di me conoscete quali la partecipazione di rappresentanti di lavoratori alla amministrazione della mutua, la costituzione di comitati antinfortunistici (anche se limitata la loro azione al terreno consultivo), la commissione cottimi e ambiente, ecc. Lotte che hanno portato quindi dei successi con modifiche delle condizioni di lavoro. Lo scopo è di prendere diretta conoscenza dei problemi al fine di correttamente agire in sede legislativa per coprire quei vuoti che a causa di leggi carenti o nella maggioranza dei casi inesistenti, vi sono nel campo della medicina del lavoro. Particolare occhio a quanto riguarda la più che mai necessaria e voluta riforma sanitaria che dovrà avere nella partecipazione dei lavoratori e nella medicina preventiva le sue basi primarie.

D) Puoi dirci quali sono i problemi di fondo riscontrati?

R) Dirò in breve elencandoli: i ritmi di lavoro che accorciano la capacità lavorativa dell'individuo, l'orario di lavoro sotto l'aspetto preventivo che è connesso naturalmente al problema dei trasporti per evitare che il lavoratore sia già stanco pritha di raggiungere il posto di lavoro; il fiscalismo medico che pone gli interessi del profitto al di sopra della salute dei lavoratori; la ricerca nel campo dell'igiene del lavoro in ogni settore produttivo.

Nel momento in cui assistiamo alla seconda fase di evoluzione industriale, alla fase di progresso tecnologico, quanto sarebbe più logico anziché costringere l'uomo ad assoggettarsi alla macchina, fare l'inverso adattando la macchina all'uomo.

D) Hai qualcosà da dire ai lavoratori della Pirelli?

R) Innanzitutto ringrazio per l'opportunità che mi viene data di poterli salutare tutti ed anche di ringraziarli per il grande apporto che essi hanno dato e danno al movimento operaio In generale. A loro vorrei anche dire che la strada della lotta scelta per la difesa della salute, che da tempo hanno intrapreso, li ha portati sì ai primi successi ma che la grande battaglia perché il bene più prezioso, l'uomo, sia veramente salvaguardato richiederà ancora una volta l'apporto determinante della classe operaia. Le leggi che il Parlamento andrà a legiferare, la stessa riforma sanitaria, abbisognano più che mai di una spinta e di una partecipazione di tutti i lavoratori e in particolare di quelli della Pirelli che sempre sono stati al'avanguardia nel movimento riformatore come forza cosciente ed egemone.

venire politico del paese. Ma in questo modo si riporta molto indietro (e questo ad un anno appena dai congressi di costituzione del sindacato unitario) il livello delo scontro e si accetta di battersi sul terreno scelto dall'avversario, perdendo così di vista quelli che sono i reali interessi delle masse lavoratrici.

Nessuna riforma può essere vista come risultato definitivo, come soluzione totale di un certo problema. Le riforme possono essere viste solo come processi continui nella cui realtà si riflettono gli effettivi rapporti di forza che maturano nello scontro di classe. Anche la riforma del Diritto di Famiglia, di cui il divorzio è solo una parte, deve conservare questo duplice carattere di conquista di civiltà e di agile arma nel quadro di un scontro più vasto, senza cristallizzarsi e trasformarsi in una barriera di divisione nel cuore del processo unitario che cresce nel paese attorno alla classe operaia.

Ogni sottomissione del movimento operaio alla spontaneità, ogni menomazione della funzione dell'elemento cosciente, della funzione del Partito significa di per sé — non importa lo si voglia o no — un rafforzamento della influenza della ideologia borghese sugli operai. Si parla della spontaneità; ma lo sviluppo spontaneo del movimento operaio fa sì che esso si subordini all'ideologia borghese... Perciò il nostro compito consiste nel combattere la spontaneità, nell'allontanare il movimento operaio dalla tendenza spontanea del tradunionismo a rifugiarsi sotto l'ala della borghesia; il nostro compito consiste nell'attirare il movimento sotto l'ala del Partito rivoluzionario.

Riformismo significa rammodernamento del capitalismo. Riforme di struttura significano trasformazione del rapporto di classe fino a trasferire nelle mani dei lavoratori la direzione politica del paese.

AUMENTO DEI PREZZI:

Grave responsabilità del Governo e del padronato

Ci si trovi in periodo di congiuntura o in fase di economia dinamica i prezzi tendono sempre verso livelli più elevati. Il salario è quindi soggetto ad una continua compressione anche perché la contingenza, che i padroni vorrebbero toglierci, non ce la fa ad eguagliare tali livelli (la scala mobile cui essa si riferisce registra solo gli aumenti indicati dall'Ufficio centrale di statistica, i quali si differenziano di parecchio dagli aumenti che si verificano nella realtà economica).

Non sarà mai detto sufficientemente che le ragioni del continuo aumento del valore dei

beni di prima necessità sono da ricercare nelle gravi condizioni in cui si trova la nostra agricoltura, nella forma della distribuzione dei prodotti, nella speculazione che si è determinata in questo campo.

Riferendoci all'agricoltura riscontriamo l'assenza di una politica innovatrice che consideri questo importante settore dell'attività economica del nostro Paese nel contesto di una programmazione democratica capace di darle basi moderne, che metta le sue sorti nelle mani delle categorie produttrici direttamente interessate al suo svi(Pentimra a pay. 4)

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LENIN
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DIVORZIO
PROBLEMIdell'IGIENEe:dellaSICUREZZAdelLAVORO
SUI

SINDACATONUOVO

lottando a fianco dei lavoratori dipendenti. Su questo problema si gioca la composizione di classe nel sindacato unitario anche se i contadini confluiranno in quella organizzazione unitaria saranno piccoli contadini che non ostacoleranno certo una politica di classe.

COLLOCAZIONE INTERNAZIONALE

Noi pensiamo che il sindacato unitario debba essere aperto alle esperienze di tutti i lavoratori del mondo. Nel momento in cui assistiamo all'internazionalizzazione del capitale in modo mas siccio e a grandi lotte di popolo contro l'imperialismo, grave sarebbe chiudersi in una visione limitata e strettamente europea dei problemi; tale visione signi fica di fatto favorire un processo di accerchiamento tradeunionista del futuro sindacato unitario Occorre quindi lavorare per una federazione mondiale che raccolga i lavoratori europei, americani, di paesi socialisti, del terzo mondo.

INCOMPATIBILITA'

Non condividiamo l'estensione dell'incompatibilità a tutti -i livelli perché essa può realmente significare una spoliticizzazione dei lavoratori senza risolvere il reale problema dell'autonomia del sindacato. Il sindacato unitario conquisterà la sua autonomia nella misura in cui sarà in grado di darsi una chiara linea politica di classe confrontandosi liberamente con le forze politiche progressiste che accettano il dialogo. Il ruolo dei partiti è un ruolo importante e insostituibile nella nostra società per lo sviluppo della democrazia; occorre stimolare l'attivismo e la partecipazione alla vita dei partiti da parte di tutti t lavoratori e occorre anche in base a serie analisi storiche che il sindacato esprima un chiaro giudizio politico sui partiti stessi.

Come si vede questi punti soqo teoricamente importanti una volta sottratti a chi li poneva nel chiaro intento di deviare strumentalmente il corso del processo unitario; ed è quindi necessario che il nostro partito chiarisca le proprie posizioni su di essi e indichi come positiva la soluzione trovata dalle tre Segreterie Confederali e succes sivamente resa deliberante dai Consigli Generali di Firenze (2223-24 novembre). Questo perche la cosa prioritaria in questo momento è l'unità dei lavoratori. Noi comunisti lavoreremo assieme alle altre forze per arrivare all'unità sindacale nei tempi fissati dalle confederazioni consapevoli però del fatto che è necessario • prosegua nel paese e nelle fabbriche la formazione di un blocco di forze democratiche capace di portare avanti programmi politici nell'interesse delle grandi masse popolari. Accanto al processo unitario sindacale che ha come obiettivo di trasformare l'organizzazione del lavoro in fabbrica così da incidere sui meccanismi di sviluppo aella società, deve marciare un processo di unità politica a sinistra senza il quale l'unità sindacale sarebbe condannata aa una nuova scissione o ad una integrazione nella logica del sistema.

DALLA TERZA

AUMENTO DEI PREZZI

luppo, che le eviti il sacrificio delle sue parti migliori sull'altare del mercato europeo comune. Il nostro patrimonio zootecnico è in fase di recessione tanto che gli allevamenti non tengono il passo con la domanda di carni. Inoltre, chi non ricorda il « premio » concesso ai contadini per l'abbattimento degli animali da latte? Non molto tempo fa la zona del lodigiano produceva una quantità di latte superiore alle necessità di Milano e provincia; ebbene attualmente, proprio in forza di questa distruzione zootecnica, il latte, pet almeno un terzo del fabbisogno della stessa provincia, viene importato dalla Baviera.

Da parte del governo non si vuole neppure utilizzare quelle organizzazioni agricole già disponibili per ovviare alla grave emorragia del patrimonio zootecnico. E' avvenuto di recente che l'alleanza Italiana delle Cooperative Agricole — un'organizzazione che associa 52 cooperative per la conduzione della terra con migliaia di allevatori — ha avuto risposta negativa dal ministro competente in seguito ad una richiesta di finanziamento per il potenziamento di un centro di allevamento del bestiame di sua conduzione. Se le si fosse concesso il prestito essa avrebbe potuto utilizzarlo per acquistare all'estero animali di piccolo peso e quindi di basso costo da allevare nell'apposito centro per cederli poi ai soci delle cooperative affiliate al prezzo dovuto alla sola gestione sociale. Il risultato si sarebbe concluso poi, in seguito alla macellazione, in un basso costo della carne. Era questo un progetto serio che si proponeva l'incremento del patrimonio zootecnico e la riduzione del costo della carne ma che una politica di ottusa conservazione sociale ha bocciato.

E che dire dello scempio di migliaia di tonnellate di frutta cui abbiamo assistito alcuni mesi or sono mentre, nel contempo, il prezzo dei prodotti ortofrutticoli saliva alle stelle? Anche in questo caso sarebbe bastata una iniziativa positiva da parte del governo perché i prodotti potessero essere venduti a prezzi controllati sia attraverso cooperative di consumo che a mezzo organizzazioni predisposte dai comuni, saltando d'un balzo i mercati generali, ormai sotto il dominio di pochi speculatori di grosso taglio e assicurando così anche un sicuro margine di guadagno ai contadini produttori.

Possiamo già sin d'ora immaginare che cosa accadrà al nostro salario durante le feste di

fine anno per i nuovi vertiginosi aumenti che si verificheranno soprattutto nel campo dei prodotti alimentari.

Proprio in riferimento a questo particolare aspetto il nostro partito ha chiesto al governo un

ORGANISMI DI POTERE DELLA CLASSE OPERAIA

no di quella vera funzionalità operativa per affrontare concretamente e incisivamente quei problemi presenti nel loro reparto o ufficio.

Ma è chiaro che la battaglia per conquistare, secondo noi, il diritto della contrattazione decentrata per reparto non è finita anzi deve continuare, inoltre questa battaglia deve condurci al riconoscimento dei C.d.R. da parte padronale. Ma nel contempo dobbiamo sapere adoperare bene gli strumenti a nostra disposizione e saper comprendere che un C.d.F. di 111 dirigenti di cui 15 (esecutivo) staccato dalla produzione, in collaborazione coi

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C.d.R. e i lavoratori, possono veramente portare avanti la concontrattazione e la guida politica di classe dei lavoratori nella lotta non solo per affrontare i problemi oggi aperti, ma per andare avanti per altre conquiste sempre più qualificanti politicamente ed economicamente.

Per questo ogni consigliere deve sentirsi come un dirigente politico della classe operaia e impegnato a dare tutto il suo contributo politico unitario sia sul piano della lotta che sul piano della formazione di una coscienza critica della classe operaia perché essa possa capire meglio i suoi problemi, intervenendo vivacemente nei dibattiti assembleari e nelle riunioni del Consiglio stesso per arrivare a concretizzare rapidamente i problemi e le strategie di lotta su una linea unitaria di attacco e non prendere decisioni personali setta?* e velleitarie che portebbero non solo all'immobilismo dei lavoratori, ma anche alla loro divisione interna, tanto cara alla Pirelli.

Perciò dobbiamo tutti insieme essere in grado di respingere qualsiasi tipo di attacco che viene dall'esterno o dall'interno contro gli organismi dei lavoratori, perché come dicevamo i lavoratori della Bicocca con i loro organismi possono fare dei passi in avanti verso la conquista di una migliore organizzazione del lavoro dove al centro di questo problema ci deve essere l'uomo e non la macchina.

1.020M05mm' DALLA PRIMA DALLA PRIMA
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