bollettino crinformazione
del C. di F. dell' alfa romeo
Relazione sull' incontro tra una delegazione di lavoratori della Mercedes e della Bosch e una delegazione del Cons. di Fabb. dell' Alfa - Nord
25 - 10 - 75 - MILANO
La delegazione tedesca, era composta da compagni appartenenti alla sinistra sindacale, e da membri della C.I. della Mercedes .
La delegazione era accompagnata dal Compagno Sepi, dell'Ufficio Internazionale della FUI, Nazionale , e da Giorgio Baretta dell'EMIM , ente che si occupa dei problemi degli emigra ti ed immigrati, della cui collaborazione si avvale la F.L.M.
La delegazione del C.d.F. dell'Alfa era composta dai compagni : Pecorari, Rongone, Maresca, Silvestrini, Maida, Pariani, D'Onghia. Per la F.L.M. di Milano era presente Mattei Giuseppe .
Le 2 delegazioni si sono confrontate particolarmente su due ordini di problemi :
l) La linea del sindacato di fronte alla crisi e il tipo di democrazia sindacale esisten— te nei due Paesi ;
2) Le condizioni di lavoro e di salario in atto alla Mercedes e all'Alfa ; i termini del— lo scontro in fabbrica in questo momento, gli obiettivi e le iniziative perseguiti dagli organismi sindacali azienhli .
Per la limitatezza del tempo a disposizione e per le difficoltà derivanti dalle neces— sità di tradurre gli interventi, tali tematiche sono state affrontate solo parzialmente e si è quindi riconosciuta la necessità di avere altre occasioni di approfondimento .
Riporteremo qui le informazioni avute dai compagni tedeschi, dando per scontato quanto noi abbiamo detto loro sulla situazione sindacale italiana e sui problemi del gruppo Alfa .
E' il caso anche di precisare che le informazioni dei compagni tedeschi debbono es— sere valutate tenendo presente che essi fanno peste di quella sinistra sindacale, variamente composta , che si è espressa negli ultimi anni anche con la presentazione di liste alterna tive a quelle ufficiali del sindacato e che trova una sua caratterizzazione abbastanza omogenea nel rifiutare la politica collaborazionista col capitale e col governo , nel farsi portatrice di rivendiazioni concrete dei lavoratori nei reparti e nelle fabbriche e nel contestare il tipo di rapporto e di regole che esiste fra lavoratori, membri di C.I. ,
fiduciari e direzioni sindacali e che sono spesso di carattere burocratico, autoritario e in qualche caso anche repressivo .
Ecco le informazioni avute :
1) La linea del sindacato di fronte alla crisi e il tipo di democrazia sindacale esistente
La crisi ha creato in Germania una situazione nuova nelle fabbriche e nel Paese,anche se - per ora - i fermenti di rinnovamento della linea e della democrazia sindacale sono presenti solo in alcuni grandi complessi metalmeccanici dove le conseguenze della crisi so no più presanti e dove già nel ' 72 e nel ' 73 c'erano state iniziative di lotta autono me e presentazione di liste per la elezione delle C.I. in contrapposizione con quelle ufficiali .
Questa nuova situazione ( cioè la realtà anche in Germania dei licenziamenti in massa, il crescere della disoccupazione oltre il milione di unità, la ristrutturazione industriale col decentramento di attività all'estero e fuori dai grandi complessi, la dequalificazione del lavoro e la mobilità selvaggia ) fa scricchiolare la radicata convinzione delle grandi masse operaie e delle loro organizzazioni politiche e sindacali di massa, che lo sviluppo dell'economia tedesca sia grantito e con esso il continuo miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori dall'attuale sistema col quale quindi si deve porsi in atteggiamento di collaborazione e di cogestione .
Il sistema infatti non garantisce più la piena occupazione, il continuo aumento dei salari senza grandi lotte , l'acquisizione di posizioni professionali ed economiche sempre più elevate a spese dei milioni di immigrati condannati a fare i lavori più dequalificati e meno pagati .
E' difficile dire quale dimensione quantitativa e qualitativa abbia la contestazione alla line-a ufficiale del sindacato tedesco ( D.G.B. cioè Confederazione ; IG Metall cioè sindacato metalmeccanici ) che è fermo ancora ad una linea di collaborazione col capitale per uscire dalla crisi e ridare fiato al vecchio modello di siluppo .
Essa non può in qualche modo misurare da quanto è avvenuto negli ultimi anni nella .lezione delle C.I. in alcuni grandi complessi industriali . Prima di riportare questi dati, è opportuno ricordare che la elezione delle C.I. avviene attraverso la presentazione di liste da parte dei " fiduciari sindacali " che le approva-
no con la maggioranza del 50% . Se presentano una sola lista , si danno voti di preferenza ai canditati . Se ci sono più liste, si da il voto di lista e si attribuiscono i seggi .
La sinistra sindacale chiama per questo i fiduciare ' principi elettori " in quanto sono loro stessi che scelgono i canditati e quindi possono garantirsi la continuità .
Sotto la spinta della base e in situazioni di lotta autonoma , negli ultimi anni e precisamente nelle elezioni del ' 72 e del 75 , vennero presentate liste di opposizio ne di sinistra, in genere composte da iscritti al sindacato .
Questo avvenne nel ' 72 alla Mercedes di Stoccarda ed alla OPEL di Bochum Nel ' 75 le liste e i seggi conquistati dalla sinistra sono aumentati . In alcuni casi lo stesso sindacato ( IG Metall ) ha presentato più liste per tentare di mascherare o assorbire la dissidenza .
C'è stata comunque una intensa iniziativa delle forze politiche prima delle eIzioni .
La S.P.D. ( partito socialdemocratico ) che egemonizza largamente il sindacato ha costituito una propria commissione operaia ( A.F.A. ) che ha curato la preparazione delle liste e della linea sindacale, per limitare da una parte la influenza della sinistra socialdemocratica ed in particolare quella degli Jusos ( giovani socialisti ) e per battere le liste di opposizione .
La C.D.U./ ( partito democristiano) ha sostenuto i suoi candidati, facendo leva su un certo malcontento per la posizione di appoggio aperto dato in generale dal sindacato e dalle C.I. alla politica del governo che è composto da socialdemocratici e liberali, con i democristiani alla opposizione .
Anche i vescovi cattolici hanno rivolto un appello perchè nelle votazioni venissero battuti gli " estremisti " che intendono utilizzare la C.I. per motivi ideologici e politi ci, confermando la linea della " collaborazione e cogestione " .
Esiste poi un sindacato corporativo degli impiegati ( D.A.G. ) che la avuto qualche successo .
La posizione del partito comunista ( DKP) è di sostegno delle liste ufficiali del sindacato, contro le liste di opposizione . Il DKP ritiene che la modifica dell'attuale sindacato debba avvenire intervenendo anche nelle liste ufficiali . Questo non toglie che i candidati comunisti siano attaccati duramente come estremisti nel corso delle elezioni dal sindacato, o da membri delle C.I.
GLI INVESTI MENfl SONO CONGELATI E LA PRODUZIO NE E CROLLALA.