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La Sedicesima zona7

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ANNO 3 - N. 5

Mensile della Zona

16

MAGGIO 1980

La sedicesima L. 300

PERCHÈ A SINISTRA Già in altre occasioni abbiamo avuto modo di sostenere che il fenomeno delle iniziative socioculturali di base non può essere spiegato da una posizione prettamente ideologica. E chiariamo subito. Questa forma di protagonismo di massa nasce in una società diversa da quella di inizio secolo, quando presero corpo le grandi correnti ideologiche attorno le quali si sarebbero organizzate le principali forze democratiche della nostra storia. La trasformazione da una economia essenzialmente agricola ad una di carattere industriale ha comportato per il nostro paese enormi migrazioni interne, dal sud al nord, dalla campagna alla città, che hanno rimescolato il contesto sociale e culturale in cui i partiti italiani si erano formati. È un fenomeno tipico del processo di trasformazione capitalistica: diecine di migliaia di esseri umani, pur godendo di un maggior reddito, si ritrovano in quartieri desolati, divisi dalla mancanza di una tradizione culturale comune, privi di un qualunque contesto sociale a cui far riferimento nei rapporti con il territorio e con i suoi abitanti. Gravissimo è dunque il pericolo che, in queste condizioni, il quartiere resti quello che è stato concepito, il classico dormitorio dove il tempo non è "libero", ma "vuoto", terreno di coltura della violenza, della disgregazione. Le risposte che le masse popolari italiane hanno cercato di dare a questo problema sono indice di grande originalità culturale, di una sana fiducia nella convivenza civile. Solo in zona 16, tipico quartiere - dormitorio di una grande città, si contano a diecine le iniziative nel sociale e nella cultura, sono centinaia i cittadini impegnati nei gruppi sportivi, nei comitati di quartiere, in radio e fogli locali, a inventare un rapporto ed una base culturale comune a cittadini provenienti da regioni e da realtà sociali lontanissime tra loro. Ma il fatto che questo nuovo protagonismo di massa sia stato mobilitato più da bisogni sociali immediati che da un dibattito ideologico, il fatto che questo fenomeno tenda a svilupparsi in aree franche, ricomposte rispetto alle divisioni ideologiche caratteristiche della nostra storia, non significa affatto che esso possa rappresentare una realtà estranea o tantomeno alternativa ai partiti politici, alle istituzioni. Anche se i gruppi di animazione sociale e culturale svolgono la loro opera esclusivamente a livello di quartiere, non è detto che la loro esistenza ed il loro sviluppo siano fatti estranei alla realtà politica. Tanto per cominciare, chi lavora ad inventare occasioni di rapporti sociali in una realtà minacciata dalla disgregazione propone in pratica una alternativa ad un certo modo di concepire le istituzioni. Alternativa a decenni di sviluppo disumano, soggetto solo alla logica del profitto, cui i Governi e le Amministrazioni locali egemonizzati dalla DC non hanno mai saputo anteporre l'interesse dei cittadini. E dove non erano le connivenze con la speculazione, bastavano le lotte interne, le dispute attorno alle poltrone del potere, a far passare in second'ordine l'esigenza di uno sviluppo territoriale ordinato. Di esempi in questo senso ce ne sono fin troppi, anche in zona 16: basti pensare allo stivallore, all'abbandono del territorio in cui sono stati calati quartieri quali il Lotto 40, il Lotto 6, senza un minimo di servizi, con le discariche proprio sotto le finestre. È chiaro che il risanamento dei danni causati da anni di gestione errata non lo si possa ottenere operando soltanto nella realtà del territorio, nel quartiere. Rimediare agli effetti non basta perchè non si va alla radice del male: occorre che l'impegno di chi vuole dare ai quartieri - dormitorio una dimensione più umana si saldi alla volontà politica di chi intende dare ai cittadini case e servizi e non quartieri dormitorio. Si può asserire senza ombra di dubbio che, con il varo del Piano Regolatore Generale, la Giunta di sinistra che dal 1975 amministra Milano abbia scelto di andare in questo senso: abbia stabilito cioè, una volta per tutte, che fabbricati, servizi e verde pubblico dovranno svilupparsi sul nostro territorio nelle proporzioni fissate da sani principi urbanistici. Basta dunque a tanti anni di speculazione semi - selvaggia che aveva portato ad un verde pubblico ridotto a 2 mq. per abitante: oggi il verde a disposizione dei cittadini è più che triplicato e l'obiettivo è fissato oltre i 20 mq. per abitante, che porterà la nostra città ai livelli europei. È praticamente la fine della speculazione edilizia, di una logica che faceva del territorio una merce da destinare solo all'uso di pochi, lucrando miliardi. Insomma profitto invece di campi gioco. Ecco perchè non abbiamo dubbi. L'aver chiuso definitivamente la strada alla speculazione è merito decisivo della Giunta di sinistra. Anche se altri ve ne sono, meno appariscenti o poco pubblicizzati, che vanno dal rilancio della Edilizia Popolare al decentramento del Bilancio, ad un Piano dei Trasporti di carattere decisamente innovativo al risanamento dei bilanci di molte aziende municipalizzate. Fatti questi che non hanno ancora influito in modo appariscente sulla qualità della vita nei nostri quartieri. Ma che rappresentano una inversione di tendenza tale che, se proiettata negli anni 80, creerà nei nostri quartieri il quadro di una amministrazione sana ed ordinata, entro cui ben più efficacemente si collocherà l'impegno dei gruppi socio - culturali per il miglioramento della qualità della nostra vita. Il Comitato di Redazione

periodico di politica,cultura,attualita'

Un P.I.O. per il Teramo Con il Piano di Inquadramento Operativo si delineano gli obiettivi della prossima ristrutturazione dell'area intorno a via Teramo. Importanti novità nella rete viaria, nuovi insediamenti abitativi e probabilmente un supermercato Nei prossimi anni l'area intorno alla via Teramo subirà una profonda ristrutturazione. Seguendo le indicazioni del Piano Regolatore Generale, l'area compresa tra le vie Voltri, Faenza, Campari fino allo scolmatore, con al centro via Teramo, dovrebbe venire dotata di nuove strade e servizi, mentre si procederà ad una razionale distribuzione tra le aree per nuovi insediamenti, per attività produttive e verde pubblico. La notizia è stata comunicata in CdZ 16 durante la seduta del 18-4 in sede di illustrazione del P.I.O. (Piano di Inquadramento Operativo) del Teramo. Che cos'è un PIO.? In termini pratici il PIO è un piano intermedio tra il Piano Regolatore Generale, che fissa gli standard urbanistici, quanto a verde, quanto a servizi, case ecc., ed altri strumenti di intervento a livello operativo, i veri e propri progetti. Con il PIO si propone quello che si intende fare, e come e dove realizzarlo, in attesa di osservazioni, obiezioni ecc.: insomma, uno strumento conoscitivo, una base di discussione. Così il PIO del Teramo. L'aspetto più interessante di questo Piano, è rappresentato dalle proposte di ristrutturazione della rete viaria, che nell'area in questione è alquanto carente: strade strette, tortuose e mal collegate. Questi i dettagli. Via Lago di Nemi dovrebbe essere prolungata e, piegando verso sinistra, attraversare la via Teramo, proseguendo poi verso sud fino a congiungersi con una nuova via che collegherà la via Campari alla via De Pretis, incrociandosi con la via Barona all'altezza della scuola elementare. La stessa via Barona, fino alla scuola, verrà ampliata, mentre via Campari dovrà essere aperta dal lato siici, fino a collegarsi con l'inizio della nuova strada. Per quanto riguarda ancora la via Barona, il tratto iniziale verrà chiuso al traffico automobilistico: l'accesso alla via Barona avverrà per via Salamanca, sulla destra di via Voltri. Ovvio che il fondo di via Salamanca, per ora in terra battuta, dovrà essere completamente rifatto. Modifiche di conseguenza sono previste nei percorsi delle

Nuove fognature al Ronchetto Entro aprile dovrebbero avere inizio i lavori di scavo per la posa di una nuova rete fognaria al Ronchetto. Tuttavia a quanto apprendiamo, i lavori non dovrebbero partire dalla via Tre Castelli, con la parziale demolizione della vetreria, ma da via Merula. L'apertura di un secondo cantiere, appunto in via Tre Castelli, pare che sia comunque questione di giorni. Il completamento dei lavori per l'asse Merula Martinelli è previsto entro la fine dell'estate.

Più complesso il di corso per quanto riguarda le fognature di via Lodovido il Moro. Trattandosi di un'arteria di grosso traffico. la posa delle fognature, con l'inevitabile chiusura del transito, comporterà non pochi disagi. I primi a risentirne saranno ovviamente i commercianti e gli artigiani. Proprio per queste ragioni, in Comune e successivamente in CdZ 16. si è confermato l'impegno a programmare l'intervento dopo una consultazione con le parti interessate che si prevede avrà luogo a settembre,

prima dell'inzio dei lavori. In CdZ 16 poi si è ribadita l'esigenza che tutti gli utenti interessati facciano per tempo domanda di allacciamento alla nuova rete fognaria, secondo modalità che dovrebbero essere rese note quanto prima dalla Ripartizione. Si consigliano perciò tutti gli inquilini degli stabili non ancora collegati alla rete fognaria di sollecitare gli amministratori a svolgere tempestivamente le pratiche necessarie.

due linee urbane interessate, la 74 ed in particolare la 76, anche se va chiarito che il PIO non ha la funzione di definire i percorsi dei trasporti pubblici. Tuttavia in base alla nuova rete viaria; il probabile percorso della 76 dovrebbe essere: da Piazza Miani, in via Voltri, poi a destra lungo tutta la via Lago di Nemi, fino all'incrocio con via Teramo (previsto a lato del quartiere S. Giulio), poi via Campari e poi a sinistra sulla nuova strada, passan-

do accanto alla Elementare di via Barona, fino al capolinea in via De Pretis. Il capolinea della 74 dovrebbe essere lo stesso della 76, in De Pretis. Il PIO del Teramo prevede inoltre i già da tempo annunziati nuovi insediamenti, provvisoriamente battezzati Teramo 2 e S. Ambrogio 3, due grossi complessi per oltre 4.000 inquilini che sono disposti nell'area tra la segue in seconda

Una lapide in via Schievano per ricordare gli agenti Cestari, Santoro e Tatulli

Alla lapide, che in via Schievan ricorda il sacrificio dei 3 agenti trucidati I'8 gennaio dai terroristi, è stata dedicata una manifestazione dell'ANPI, neell'ambito delle celebrazioni per il 35° anniversario della Liberazione dal nazifascismo. Tra i promotori dell'iniziativa c'erano i ragazzi della Media Gramsci, che avevano partecipato alla erezione della lapide, il Consiglio di Circolo della Elementare di via Pestalozzi ed i lavoratori della Cogeco, la fabbrica in prossimità della quale è avvenuto l'eccidio. Alla manifestazione ha partecipato anche una delegazione di agenti di PS del Commissariato di via Tabacchi. Dopo la cerimonia commemorativa in via Schievano, il corteo ha raggiunto via Modica per ricordare un altro agente vittima nella nostra zona della violenza terroristica, Andrea Campagna. In piazza Miani la manifestazione è stata conclusa da un breve discorso del Presidente dell'ANPI Barona, Angelo Bornaghi. "E stata una bella manifestazione!" ha commentato il segretario dell'ANPI Barona, Cardinale. "Eravamo commossi! - ha esclamato la signora Brunazzi, Presidente del Consiglio di Istituto della Gramsci. Questi ragazzi non finiranno mai di stupirci per la loro serietà e per il loro entusiasmo. Erano tutti intorno a Bornaghi a chiedergli notizie su questo e quell'episodio della sua vita partigiana. Se gli ideali di pace e di unità che ispirarono la Resistenza fossero stati meglio insegnati ai nostri ragazzi, anche nell'ambito scolastico, forse oggi la nostra società sarebbe più giusta, più certa del proprio futuro".


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