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Breda siderurgica7

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COM

Bollettino della Sezione Sindacale

Aziendale FIOM-CGIL

supplemento de i ' Tl Metallurgico anno III settembre 1968 bi • 5

BREDA SIDERURGICA

tre incontri all'intersind

SULLA QUARTA SQUADRA E IL LAVORO DOMENICALE

Si sono avuti in queste settimane tre incontri con la Direzione, presso l'Associazione sindacale Intersind, per contrattare l'applicazione di un nuovo regolamento dell'orario di lavoro attraverso l'istituzione della IV squadra nel reparto acciaieria.

La richiesta degli incontri, come è noto, è stata avanzata dalle Organizzazioni Sindacali dei lavoratori, interpretando i motivi di preoccupazione esistenti fra gli operai del reparto acciaieria, derivanti dal fatto che già esiste — alla Breda Siderurgica — un gruppo di operai che lavorano con la IV squadra (applicata unilateralmente dalla Direzione) con grave danno morale e materiale per gli stessi, essendo costretti a lavorare con quel tipo di orario dí lavoro; L'enorme malcontento, che causa questa grave situazione, ha costretto i sindacati a chiedere l'incontro all'Intersind, con la controparte, alfine di attuare, come è sempre stato nostro desiderio, una nuova regolamentazione del lavoro, ma che questa sia favorevole ai lavoratori ed, in questo caso, anche per quelli che già attuano la IV squadra, e, non solo, ma per una più razionale utilizzazione degli impianti.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI

Pertanto le richieste avanzate dai sindacati alla direzione sono state così formulate:

1) fermata totale del lavoro di 2 settimane per ferie da effettuarsi nel mese di agosto;

fermata del II turno di lavoro alla domenica;

7 o 8 giornate di fermata totale per le Feste nazionali e religiose (come ad esempio: 1° maggio, Natale, ecc.);

una maggiorazione adeguata del compenso domenicale per tutti i lavoratori costretti a lavorare nelle giornate domenicali; . garanzia degli organici, mediante la creazione di un gruppo di riserva per la sostituzione degli operai assenti per malattia, ecc. Questo, in particolare, significa la richiesta di effettuare normalmente 40 ore settimanali, sulle 42 ore che già prevede il Contratto di Lavoro dal l' novembre 1968. Senza dubbio se venisse attuata

la IV squadra, come da noi richiesta, l'orario di lavoro effettivo sarà ancora inferiore alle 40 ore settimanali. Infatti se facciamo i conti dell'orario di presenza annuale per ogni dipendente e le giornate annuali di produzione abbiamo questa situazione:

GIORNATE DI PRODUZIONE

I giorni dell'anno sono 365, da essi dobbiamo togliere: Fermata per ferie giorni 12, si ha 365 — ferie 12 = giorni Feste Nazionali giorni 8 = segue in 2"

domenica 6 ottobre

CONGRESSO AZIENDALE F.I.O.M.

Gli ultimi due anni, sono stati ricchi di esperienze, sul piano sindacale aziendale, sotto i diversi punti di vista sia per le lotte che abbiamo condotto, che per gli accordi aziendali conquistati, come pure per i problemi scottanti e tuttora aperti che vanno affrontati e risolti.

L'esame approfondito di questa esperienza, la definizione dei problemi da affrontare, come portarli avanti, quali richieste avanzare, è quanto faremo al prossimo congresso aziendale della F.I.O.M.C.G.I.L. che si terrà domenica 6 ottobre.

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Però già sin d'ora noi invitiamo tutti i lavoratori della Siderurgica a discutere fra di loro i vari problemi, le soluzioni da dare, il modo di affrontarli, in modo che il congresso rappresenti, modo maggiore possibile, l'opinione, la volontà di tutti gli operai, equiparati e impiegati della fabbrica.

Siamo certi che tutti comprenderanno l'importanza del congresso aziendale della F.I.O.M. anche perchè lo stesso avviene alla vigilia delle elezioni per il rinnovo della C. I.

Dalla prima

giorni 345 --

- Feste domenicali (Fermata 2° turno) giorni 17 =

giorni (produttivi) 328

Attualmente le giornate produttive sono:

giorni dell'anno 365

52 domeniche 52 =

giorni 3138 festhiità nazionali 8 =

giorni (produttivi) 305

Quindi la nostra richiesta prevede già un aumento di giornate produttive, di (328 - 305) 23 giornate in più.

GIORNATE DI PRESENZA

L'orario annuo di presenza sul lavoro, dal 1° novembre in avanti, per ogni lavoratore teoricamente dovrebbe essere questo (senza la IV squadra):

Ogni lavoratore è a casa per 52 domeniche all'anno, si ha quin•

dí:

giorni 365 —

domeniche 52 =

giorni 313

Ogni lavoratore usufruisce di 12 giorni di ferie 313 —

ferie 12 =

giorni 301

Ogni lavoratore ha diritto ad una riduzione d'orario di ore 6 alla settimana pari a: ore 6x50 settimane lavorative = 3.00* ore : 8 ore giprnaliere = 37,5 giornate annue di riduzione di orario.

(orni lavorativi 301 — 37,5 = giorni di riduzione d'orario = 263,5 giorni — 8 feste nazionali = 254,5 giorni di lavoro.

Pertanto il lavoratore è impegnato 254,5 giorni su 365 all'anno.

Giorni 254,5 x ore 8 giornaliere = 2.036 ore in 52 settimane pari a una presenza settimanale di ore 39,1.

La nostra richiesta presentata all'Intersind e alla Direzione è di 328 giornate produttive da dividere in quattro squadre che è pari a 328 : 4 = 81 giornate annue di riposo.

328 giornate annue di lavoro — 81 giorni di riposo = 243 giorni di presenza.

243 giorni di lavoro x 8 ore = 1944 ore all'anno: 52 settima-

ne = ore 37,5 circa alla setti, mana. Ultima proposta della direzione Le giornate produttive sono: Fermata totale del lavoro per 8 festività: quindi 365 — 8 = 357Fermata totale per ferie 7 giornate a Ferragosto 7 = giorni 350

Quindi l'azienda vuole passare dagli attuali 305 giorni produttivi annui a 350, con un aumento di 45 giornate di utilizzazione degli impianti.

Per quanto riguarda l'orario di lavoro, per i lavoratori, l'azienda propone un'altra alternativa.

Chiusura di 8 festività durante l'anno 365 — 8 = 357 giorni.

Possibilità per ogni lavoratore di utilizzare 12 giorni di ferie continuative nei mesi da aprile ad ottobre.

Quindi avremo questa situazione:

Ogni lavoratore sarebbe presente in azienda, nel primo caso, teoricamente per 350 giorni all'anno: 4 squadre = 87,5 giornate di riposo.

Giorni produttivi 350 — 87,5 giorni di riposo = 262.5 giorni di lavoro x 8 ore per turno = 2.100 ore annuali: 52 settimane ---,ore 40,4 alla settimana.

Certamente da questo orario sono escluse le giornate di ferie in più, da effettuarsi individualmente da ogni lavoratore, dopo le 17 giornate di chiusura.

L'altra alternativa, proposta dalla direzione, circa la chiusura di solo 8 festività, mentre non cambia molto per il lavoratore (per le 6 ore che deve rimanere in più in azienda) la direzione ottiene 7 giornate in più di produzione. .

COMPENSO DOMENICALE

Per quanto riguarda il compenso domenicale l'azienda ha accettato di dare una cifra uguale per tutti coloro che sono impegnati alla domenica, e ha proposto, anzichè le attuali 610 lire giornaliere un compenso di lire 240 orarie per ogni ora lavorata alla domenica.

RESPINTE LE PROPOSTE DELLA DIREZIONE

Tuttavia noi abbiamo respinto le proposte avanzate dalla direzione. Come si può vedere, dalle ci-

fre, quanto offerto è molto lontano dalle nostre richieste.

Certamente per coloro che oggi non lavorano alla domenica, e che usufruiscono anche in modo continuativo delle giornate di conguaglio, la proposta del miglioramento domenicale non può essere considerata sufficiente per attuare la IV squadra e siccome i sindacati gli accordi li fanno per migliorare le condizioni di lavoro (e non per peggiorarle) ecco il motivo della respinta.

Sappiamo anche, però, che per coloroche già oggi sono costretti a lavorare alla domenica il compenso offerto dalla direzione è migliorativo ed il nostro rifiuto può sembrare, a prima vista, un danneggiamento.

Comunque, se questi operai tengono conto che è proprio con l'attuazione della IV squadra all'acciaieria e attraverso le nostre richieste avanzate alla direzione, che saranno soprattutto loro (che già lavorano con la IV squadra, oppure quelli costretti a lavorare alla domenica) che ne beneficeranno di più degli altri (sia moralmente che materialmente) si renderanno conto della giustezza della posizione assunta dai Sindacati.

Inoltre negli incontri abbiamb avanzato delle richieste anche per quanto riguarda il problema degli organici, di un esame approfondito dell'ambiente di lavoro allo scopo di salvaguardare la salute e l'integrità fisica dei lavoratori, proponendo di affidare, ad esempio, ad un istituto specializzato, scelto di comune accordo, l'incarico di condurre una analisi sul luogo di lavoro dove esiste la nocività.

_
— For" tirato I Siamo Mb ~m barca.

Definire prima della fine dell'anno un vero F.A.S. e MUTUA della siderurgica

Sono ormai vari anni che la Breda Siderurgica non fa più capo alla Finanziaria Breda, ma bensì è passata — sotto tutti i punti di vista — alla Finsider, cioè al gruppo finanziario a partecipazione statale che detiene nelle proprie mani quasi tutta la Siderurgia statale italiana che produce il 58,8% dell'acciaio e il 95,3% della ghisa che si produce....„. in Italia.

Quindi dal punto di vista tecnico, produttivo, amministrativo la Siderurgica non ha più nulla a che fare con le altre aziende Breda esistenti a Sesto S. Giovanni.

Come conseguenza di questo fatto, negli scorsi anni, i lavoratori della Siderurgica sono stati esclusi — con decisione unilaterale — dall'assistenza della « Fondazione Ernesto Breda ».

Attualmente i lavoratori della Siderurgica hanno ancora, in comune con i lavoratori delle altre Breda, due istituzioni sociali aziendali che sono: la « Mutua Aziendale Breda » e il « F.A.S. Fondo Assistenza Speciale ».

Anche ad evitare altre spiacevoli sorprese, noi riteniamo che si debba procedere (entro la fine del corrente anno, in modo da iniziare col 1' gennaio dei nuovi bilanci) non solo ad una separazione delle due istituzioni sociali, ma anche alla definizione di precisi statuti e regolamenti che prevedano, fra l'altro, il versamento ad esse da parte della direzione, di un contributo superiore a quello che versano i lavoratori.

Olianto sia giusta questa nostra richiesta è dimostrato dal fatto che nelle fabbricheh sestesi le istituzioni sociali il contributo delle aziende è superiore a quello che versano i lavoratori.

Per le Organizzazioni Sindacali i lavoratori sono tutti eguali, non vi sono figli e figliastri, quindi noi riteniamo, in particolare, che il F.A.S. debba avere le seguenti caa t teristiche:

Un proprio statuto e regolamento.

Un consiglio a maggioranza - parte lavoratori, eletto democraticamente da tutti gli iscritti.

'c) L'azienda deve versare un contributo superiore a quello degli operai.

d) Effettuare le seguenti assistenze:

integrazione indennità malattia e infortunio;

concorso spese per cure balneo-termali;

concorso spese per cure convalescenziarie;

concorso spese per presidi ortopedici, per occhhiali ed apparecchi acustici;

concorso spese funerarie.

In conclusione, la F.I.O.M. ritiene che il problema delle istituzioni sociali aziendali vada affrontato sul piano sindacale allo stesso modo come si affrontano tutte le questioni dei lavoratori al fine di dare ad essi una positiva soluzione confacente agli interessi dei lavoratori.

scrivetici

bollettino interno della sezione aziendale presso FIOM via VILLA 6

sesto s. giovanni LETTERA DELLA FIOM

Milano, 13 settembre '68

Spett.le Intersind C.so Europa 12 Milano

P.C.

Spettle Direzione

Soc. Breda Finanziaria

Milano

p. c.

Spett.le Direzione

Soc. Breda Siderurgica

Milano

In relazione all'art. 7 parte 4* del vigente C.C.N.L. siamo con la presente ad invitarVi a trasmetterci gli statuti (o documenti equivalenti) dalle istituzioni sociali in atto presso le aziende Breda Ferroviaria, Termomeccanica, Elettromeccanica, Fucine, Siderurgica, Servizi comuni ed impianti, Istituto scientifico.

In attesa di sollecito riscontro in merito. inviamo distinti saluti.

p. la Segreteria

APRIRE LA VERTENZA ALL'INTERSIND
ALL'INTERSIND

[il rinnovo delle commissioni interne i

TRENT'ANNI DI ESPERIENZA INSEGNANO CHE

SOLO CON L'UNITA' SI PROGREDISCE

Quando, sull'ultimo bollettino della F.I.O.M., è stata pubblicata la proposta di eleggere la Commissione Interna in modo unitario, ho avuto l'occasione di commentare tale proposta con vari operai e, da parte degli interpellati, ho ricevuto sempre delle risposte favorevoli. Per me questo è un fatto positivo.

La mia esperienza trentennale di operaio della Siderurgica — o meglio della 48 Sezione come si chiamava una volta — mi permette di fare molte osservazioni e considerazioni.

Debbo anche dire che la mia esperienza non è solo quella di operaio, ma anche di componente della Commissione Interna da oltre 15 anni, cioè da quando, nel 1951, la Ernesto Breda fu divisa in varie Sezioni.

Come ognuno può capire, le cose belle e anche brutte, passate in tutti questi anni sono talmente tante che se dovessi raccontarle tutte, l'intero bollettino della F.I.O.M. non basterebbe. Per questo mi limiterò a dire le cose che ritengo principali.

Ho passato le cose belle quando gli operai erano un tutt'uno, anche nei momenti più difficili. Penso, ad esempio, agli anni dal 1943 al 1945, quando malgrado le bande fasciste e naziste venissero in fabbrica armate, ed esporsi voleva dire mettere in pericolo la propria vita, o la deportazione in campo di concentramento. con l'unità di tutti gli operai abbiamo potuto non solo salvare la fabbrica, ma conquistare, anche in quei momenti difficili, dei miglioramenti, in particolare in viveri.

Così è avvenuto negli anní successivi, quando siamo stati unítí, abbiamo fatto delle conquiste. Erano i tempi che essere un operalo della Breda era un orgoglio perchè essendo uniti c'eravamo conquistati delle paghe e trattamenti

superiori alle altre fabbriche siderurgiche. Al presente, siamo invece con le paghe quasi solamente contrattuali, ciò che alla Breda non era mai avvenuto.

Le cose brutte le ho passate, e le abbiamo passate, nei momenti di maggiore divisione dei lavoratori a partire dalla scissione sindacale del 1948.

Bruttissime, in particolare, dal 1954 al 1960 quando la divisione sindacale aveva raggiunto un limite talmente esasperato da non essere più in grado di reagire di fronte ai soprusi continui che l'azienda faceva. Quindi non solo non andavamo più avanti, ma continuamente peggioravamo. Dopo il 1960, con una certa attività unitaria, le cose1 anche se pian piano sono sempre andate migliorando. Le cose migliorano nella stessa misura che migliorano i rapporti unitari fra i Sindacati e i lavoratori. Le esperienze che noi tutti viviamo giorno per giorno, in questo periodo, mi hanno fatto osservare:

spesso gruppi di operai, alle volte non iscritti ai sindacati, se la prendono con la Commissione Interna e i Sindacati, mentre non vedono da che parte arriva la responsabilità delle loro condizioni;

la Commissione Interna non sempre è sostenuta dagli operai medesimi, molte cose viene a saperle dopo mesi e mesi che sono accadute;

la grande massa di nuovi lavoratori — entrati in questi anni — non conoscono tutte le esperienze passate, non si spiegano i ritardi e nemmeno la divisione sindacale.

E' sulla base di queste esperienze che ritengo necessario che tutti assieme facciamo il possibile per ricreare l'unità sindacale ed in primo luogo quella della Commissione Interna,

Se la Commissione Interna viene eletta unitariamente e la scelta dei candidati la faremo con gli operai, reparto per reparto, io sono sicuro che tutti noi avremo un beneficio, anche immediato, poichè la stessa rappresenterà e sarà l'espressione di tutti gli operai e irt., piegati uniti."

Da vari anni, ìn Commissione Interna, ho fatto la proposta della elezione unitaria; l'unità sindacale è sempre stata una delle mie preoccupazioni, come condizione per migliorare le condizioni dei lavoratori.

Avviandomi all'età pensionabile il mio grande desiderio è di avere la fortuna dì vedere eletta una Commissione Interna unitaria senza più divisioni.

Aurèlio Scolari (Membro della C. I.)

momento di sviluppo dell'unità sindacale

SVILUPPARE LA DEMOCRAZIA CON IL REFERENDUM

In merito al dibattito aperto dalla FIOM per la presentazione unitaria delle liste per le elezioni della C.I., il sottoscritto esprime il suo parere.

Ritengo estremamente importante che la scelta avvenga su basi unitarie da parte dei lavoratori a mezzo referendum, ín tal modo chi lavora si sente maggiormente partecipe alle elezioni e al funzionamento della C.I.

Ovviamente, a mio giudizio, uno dei compiti che dovrebbe maggiormente interessare la stessa è la partecipazione attiva dei propri membri al comitato di prevenzione infortunistica esistente in fabbrica ma scarsamente funzionante data la relativa presenza di chi lavora.

La scelta unitaria a mezzo referendum segna l'inizio di una maggiore attivizzazione sindacale dà parte di tutti i lavoratori in quanto dovrebbe stimolare e soddisfare le prospettive sindacali unitarie sviluppatesi all'interno della fabbrica nel corso delle ultime lotte.

Solo con l'unità di tutti i lavoratori si porrai il modo di sviluppare e portare avanti le lotte per ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro all'interno della fabbrica e l'unico sconfitto sarà il padronato.

milioni recuperati

Riteniamo che un anno di attività rappresenti un periodo sufficientemente lungo per poter fare un primo bilancio dell'esperienza realizzata dalla Camera Adel Lavoro di Sesto S. Giovanni ton l'istituzione di un apposito,'ufficio per l'assistenza individuale sul piano sindacale, vertenziale e legale (paghe, liquidazioni di anzianità, qualifiche, ecc.).

Il bilancio, di questi primi 12 mesi, dell'Ufficio Vertenze e Legale della Camera del Lavoro sestese è estremamente positivo come è dimostrato dai seguenti dati:

— vertenze sindacali e legali in-

dividuali instaurate N. 664; somme recuperate a favore dei lavoratori 35 milioni e 395 mila lire;

— migliaia di lavoratori assistiti ed ai quali sono state date informazioni, ecc.

L'Ufficio vertenze della Camera del Lavoro di Sesto S. Giovannivia Villa, 6 - che è diretto dal compagno Luigi Magni e ha la collaborazione dell'avv. Giovanni D'Alessandro, è aperto tutti i giorni dalle ore 9 alle 12 e dalle ore 14,30 alle 19.

Ogni sabato dalle ore 15 alle 17 è presente l'avvocato.

Lozio Luciano (operaio del Comitato Antinfortunistico aziendale)

TENUTA GRATUITAMENTE DAGLI STUDENTI UNIVERSITARI

UNA SCUOLA ESTIVA PER I

FIGLI DEGLI OPERAI

Gli studenti universitari del movimento studentesco, che questo anno hanno lottato nelle unik ersità contro una scuola che abitua a dire sempre di sì ai superiori e che fa arrivare ai licei e all' università quasi solo i figli dei padroni, dei dirigenti, e quasi per nulla i figli dei lavoratori, degli operai, hanno deciso di prendere posizione contro le più grosse ingiustizie della scuola dell' obbligo, quella che perle-gge dovrebbe essere gratuita ed uguale per tutti.

Per questo hanno provato quest' estate a far funzionare una scuola gratuita per i figli di operai rimandati o respinti dalla scuola dell'obbligo, o che volessero ripassare il programma. La nostra scuola rimanda, respinge, seleziona, elimina invece di insegnare a tutti e far nascere l'interesse vero per lo studio. Ma i figli dei ricchi possono pagarsi professori e ripetizioni private, i figli di operai devono difendersi da soli, oppure essere eliminati.

L'iniziativa, che purtroppo per quest'anno era ancora un esperimento, è stata lanciata con la collaborazione delle organizzazioni sindacali e delle Commissioni Interne in tre zone: agli operai dell'Innocenti e della Faema a Lambrate; agli operai delle fabbriche di Sesto S. Giovanni; ag'i operai della Borletti e della CGE-ASGEN in zona Giambellino. Le aule sonò state trovate con 1' aiuto dei sindacati, e a Sesto è stata messa a disposizione uno scuola del Comune.

La scuola è iniziata verso la fine di luglio ed è continuata, con un'interruzione per le ferie di ferragosto, fino alla prima settimana di settembre. Si faceva scuole tutte le mattine, e, dove era il caso, anche al pomeriggio.

Gli studenti si sono accorti che i ragazzi all'inizio avevano un po' paura ed erano molto timidi per il clima terroristico che di solito c'è a scuola; e hanno cercato dì creare un ambiente più umano,

in cui non si avesse paura a far domande e in cui si collaborasse con gli altri compagni per aiutarsi a vicenda a imparare. Ma questa collaborazione non era molto facile, perchè i ragazzi sono stati abituati a scuola a cercare di essere il primo ad alzare la mano, ad essere quello che sa di più degli altri, ad essere persino contenti se gli altri sbagliano. Forse gli insegnanti hanno paura che i ragazzi imparino a collaborare, temono che venga il caos in classe: così crescono degli egoisti, degli arrivisti pronti a fregare gli altri. (Non è un caso che uno dei ragazzi abbia scritto in un tema: « i compagni, quelli che di solito fanno la spia e fuori gli si spacca il muso »).

Gli studenti hanno anche cercato di incoraggiare i ragazzi a scrivere quello che pensavano e non quello che « si d veva » scrivere nei temi (che la maestra è sempre buona, brava, giusta con tutti; che il cielo è seinpre azurro e i prati pieni di fiori; che il lavoro è utile, faticoso, ma bello); era strano vedere come ragazzi vivaci e pieni di idee scrivessero dei temi tutti uguali e senza dire niente: evidentemente a scuola si finisce per imparare che una cosa è pensare e un' altra è scrivere; non si impara a scrivere quello che si pensa, ma a scrivere quello che gli insegnanti vogliono. (Per

questo gli studenti dicono che la nostra scuola è due volte di classe: perchè accetta solo i figli dei ricchi e perchè abitua a imparare e a dire solo quello che vogliono i padroni). I ragazzi, però si accorgono di questo. Uno ha scritto: « la scuola la voglio con un piano uguale tra professori e alunni: non perchè lui è insegnante e siede sulla cattedra deve essere il padrone. Voglio che lui ci Comprenda, e quando parliamo con lui di certe cose, se abbiamo ragione, di darcela, non di essere egoista e dire sempre che lui ha ragione quando non è vero ». Verso la fine in ogni luogo è stata fatta una riunione coi genitori dei ragazzi, per parlare sia della preparazione agli esami, sia di quelli che gli studenti avevano notato, perchè i genitori lo sapessero e se ne potesse discutere insieme.

Dì solito le famiglie accettano senza discutere i giudizi degli insegnanti: che il ragazzo è svogliato, è pigro, non ha possibilità, non ha interessi, è timido. Nessuno sospetta mai che la colpa non sia del ragazzo ma della scuola: del clima terroristico che si instaura in classe, dei programmi di studio che sono roba vecchia, dell'ipocrisia per cui il ragazzo si sente come costretto a dire ciò che non pensa davvero.

La soluzione?

Bisognerebbe poter cambiare tutta la scuola e tutta la mentalità e la situazione da cui nasce questa scuola. Quindi l'azione da fare è chiaramente politìn.

Gli studenti comunque stanno discutendo nelle thiversità di come continuare l'iniziativa durante tutto l'anno scolastico.

Un gruppo di Universitari del Movimento Studentescò

RICHIESTO DALLA CGIL

ESENZIONE FISCALE PER I SALARI E I PICCOLI REDDITI

Nellultimo numero del nostro bollettino abbiamo scritto sul dibattito vsoltosi al Cons. Naz. Econ. del Lavoro sulla riforma tributaria proposta dall'ex ministro Preti e delle posizioni contrarie, assunta dalla CGIL, su certi punti della riforma oltre che delle proposte fatte dalla CGIL per attuare una sana e democratica riforma tributaria che accolga le dipsosizioni dettate dalla Costituzione.

La battaglia non è ancora finita perchè se ne dovrà occupare, prossimamente, il Parlamento. - Concretamente, la CGIL, sostiene quanto abbiamo chiesto noi metallurgici milanesi inviando al Parlamento una proposta di legge per modificare .1a legge sulla tassazione sulla busta paga, accompagnata da una petizione lanciata dalla FIOM, FIM e UILM milanesi.

La CGIL chiede per i lavoratori: una quota esente di L. 1 milione 40.000 annue, maggiorate di L. 100.000 per ogni membro della famiglia a carico e di

L. 200.000 per i figli in età scolastica, per i membri della famiglia in età di lavoro ma disoccupati, nonchè gli inabili. Inoltre, fino a 3 milioni annui la aliquota fiscale dovrà essere ridotta della metà. Nel conteggio dei 3 milioni sopraddetti devono intendersi al lordo, il netto si otterrà sottraendo dal reddito lordo il minimo vitale calcolato dall'ISTAT per la famiglia tipo, ragguagliato al numero dei membri della famiglia.

Come è noto le disposizioni attualmente in vigore risalgono al 1947 e da allora la tassazione sulla busta paga è continuamente aumentata. Ciò che occorre è una riforma, cioè una modifica sostanziale dei criteri coi quali lo Stato tassa i cittadini. Togliere il segreto bancario e tassare i profitti padronali, colpire le evasioni fiscali è la strada indicata nelle proposte della CGIL.

Queste misure sollecitate dalla CGIL non corrispondono solo al desiderio dei lavoratori di pagare meno tasse, ma accogliendo questa legittima richiesta indica-

no la via per superare un ingiusto sistema che vede i salari paragonati a RICCHEZZE e chi veramente possiede la ricchezza gratificato.

Il nostro paese che ha fra i suoi "records" i salari più bassi, i costi di lavoro più bassi, i consumi di massa più bassi ha bisogno di misure tali che salvaguardino i salari permettendo un più alto potere d'acquisto per elevare il livello di vita della maggioranza della popolazione.

Perseguendo per l'attuale via si continuerà a dividere il paese in due parti, chi lavora, paga le tasse e chi consuma. E siccome cì è stato detto che la nostra è l'epoca della « Civiltà dei consumi » anche i lavoratori vogliono un poco di civiltà.

E' augurabile che la posizione délla CGIL possa incontrare il sostegno delle altre centrali sindacali CISL e UIL, in modo che tutti assieme si riesca a cambiare la situazione.

Il prossimo congresso della C G I I sancirà la " INCOMPATIBILITA' „

Da quando tutte le confederazioni hanno accettato di lavorare assieme per l'unità indacale, molti fattiSono accaduti a convalidare queto orientamento.

Durante le lotte per far accettare dalle direzioni le « carte rivendicative » aziendali nuovi passi sono stati fatti verso il sindacato unico.

Alla lotta vi hanno partecipato tutti i lavoratori, ciò è dovuto al fatto che la « democrazia sindacale ha funzionato bene, perchè le richieste sono state preparate dai lavoratori stessi; le forme di lotta sono state decise dai lavoratori; i risultati delle varie trattative sono stati esaminati dai lavoratori, esprimendo

su di esse i propri giudizi.

Ogni delimitazione di « sindacato » era attenuata, tutti erano ifflpegnati nel senso che era stato «collegialmente », tutti assieme deciso. Questo è per noi della CGIL il « fatto » che ci fa credere di essere giunti al momento in cui è necessario procedere verso la ricostruzione di un tale sindacato.

Le intese di base, nelle fabbriche, sono più facili, mentre più complicate si fanno al vertice. Al fine di superare certe resistenze e di dare un ulteriore contributo al proseguimento delle intese unitarie, la CGIL, ha preso delle decisioni.

Queste decisioni riguardano la

questione della « incompatibilità » fra cariche sindacali e di partito. Infatti è stato deciso che nel prossimo congresso della CGIL verrà attuata; anche per disposizione statutaria dell'organizzazione, la incompatibilità, concretizzando un orientamento già operante nella FIOM.

Pensiamo che questo fatto, oltre che sgomberare la strada all'unità, veda un rinnovato impegno da parte delle altre organizzazioni sindacali e tutte assieme si concentri l'attività per realizzare oggi l'unità sindacale.

RITENIAMO SIA URGENTE LA RIPRESA DEGLI INCONTRI PER PROCEDERE ALL'UNIFICAZIONE SINDACALE.

I LAVORATORI PRONTI A RIPRENDERE LA BATTAGLIA PER LA RIFORMA PENSIONISTICA

E in corso la grande consultazione fra tutti i lavoratori per la riforma del pensionamento indetta dalla C.G.I.L. sulla base di un documento contenente delle proposte approntate dalla stessa C.G.I.L.

Le proposte non sono pertanto definitive ma offrono una base di discussione sulla quale i lavoratori sono chiamati ad esprimere la loro opinione, fare delle proposte, modifiche e aggiunte.

Siamo convinti che l'attuale legge sulle pensioni non è buona, e che occorre conquistarne un'altra. Questa consultazione indetta dalla C.G.I.L. ha lo scopo di raccogliere le idee per elaborare un nuovo testo di legge da presentare al Governo.

E' a questo punto che sorgeranno delle difficoltà e, dato gli indirizzi del Governo attuale, non c'è da sperare su una rapida approvazione e trasformazione in legge. Sarà necessaria una vasta mobilitazione di tutti i lavoratori, fin da oggi partecipando in massa alla consultazione si lavora per un rapido riconoscimento dei nostri diritti.

Le proposte-base della C.G.I.L. si articolano in varie parti. La prima comprende i problemi relativi alle vecchie pensioni (quelle liquidate prima del 30 aprile 1968) per le quali si propose un aumento; la consultazione deciderà la quantità e le modalità.

Per le nuove pensioni da istituire dal 1'' gennaio 1969, si propone di collegare la pensione alla retribuzione e per una anzianità di contribuzione di 40 anni, la C.G.I.L., propone sia il 75% delle retribuzioni dal 1.1.69 e l'80% dal 1.1.70.

Minimi di pensione: la C.G.I.L. propone che sia pari al 30% della retribuzione con 15 anni di contribuzione.

Rapporto fra pensione e retribuzione, la C.G.I.L. propone che la pensione sia calcolata sulla retribuzione di 156 settimane comprese nell'ultimo quindicennio. A questa proposta abbina il fatto che è necessaria una rivaluzione delle retribuzioni, per aggiornarle alle paghe in corso.

Pensione di vecchiaia: si propone 60 anni per uomni e 55 per donne.

Pensione anticipata: per i lavoratori addetti a lavori pesanti e nocivi.

Dopo aver nroposto la scala mobile per le pensioni, che le colleghi all'aumento del costo della vita e delle necessità, la C.G.I.L., passa a formulai e delle proposte sul finanziamento dell'INPS e indica delle soluzioni une partono dalla realizzazione della riforma dei tributi, per fare in modo che il peso sociale di questo istituto non gravi solo sui lavoratori ma venga accolto il principio che essendo la pensione parte del reddito, questo debba essere distribuito in modo da aumentare la parte destinata ai lavoratori.

Gestione: è questa una parte importante del documento, nel quale si indica come i lavoratori hanno diritto a gestire i propri fondi, accantonati sui loro salari, e accenna al modo come devono essere gestito 11..P.S.

Riassumendo, il documento, tocca i punti pnrincipali riguardanti il miglioramento delle pensioni e la gestione sindacale dell'INPS. La soluzione di questi due problemi non è superabile nel tempo. Occorre subito aumentare le pensioni perchè sono inique e occorre mettere ordine se non si vuole che con i 'tempo ci si trovi davanti a delle sorprese, e perchè è

giusto considerare le migliorie oggi proposte come un minimo. un anticipo di ciò che secondo noi deve essere un vero e corretto sistema di pensionamento.

Tutto ciò deve finire. Devono essere i lavoratori a gestire i propri soldi e non altri. E' tempo che si finisca col mettere i redditi dei lavoratori fra i primi ad essere sacrificati e gli ultimi ad essere ricordati. La gestione dell'IPS da parte dei Sindacati deve dare la sicurezza che i soldi delle pensioni vadano ai pensionati. Può darsi che anche questo non sia sufficiente ad assicurare delle giuste pensioni a tutti, ed è per questo che non abbiamo aspettato • il poi » per porre la questione, ma occorre che i redditi di chi ha lavoratori per tutta la vita siano assicurati dallo Stato, dalla Società, attuando la proposta riforma tributaria per far pagare chi ha la possibilità di pagare.

E' dunque ora di porre fine allo scempio della riccchezza prodotta dal lavoro e che si faccia progredire il paese e le condizioni di chi lavora.

Per le Pensioni

Il 27 settembre avrà luogo l'incontro, più volte sollecitato, tra il Governo e i Sindacati: CGIL, CISL e UIL, in merito alla Riforma del sistema pensionistico e per la'umento delle pensioni,

IL 27 SETTEMBRE INCONTRO TRA SINDACATI E GOVERNO

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