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PERIODICO MENSILE DELLA ZONA 10
0 N. 12 dicembre 1973 €
iianoaie
Subito la scuola in via Cesalpino, a primavera il nuovo ponte sulla Martesana. Giù le mani dell'area di via Conegliano. Questi gli obiettivi immediati dei quartieri. Ma ci si batte anche per una nuova assistenza (CIBO, ragazze madri, handicappati) Il mese scorso è stato denso di attività per i comitati di quartiere operanti nella zona 10. Se dobbiamo limitarci a citare gli impegni di lotta dei gruppi rappresentati nella nostra redazione, accanto alle mobilitazioni di vecchia data, come quella per la scuola a Ponte Nuovo il rifacimento dal ponte sulla Martesana tra via Ponte Nuovo e via Arici; e quella delle ragazze-madri di via Pusiano, se ne sono aggiunte altre molto importanti come quella a sostegno della lotta dei giovani disoccupati del CISOANAP di via Adriano 60, degli insegnanti della scuola per « subnormali » Abetina, traslocati nello scantinato di via Padova 116, e quella per l'ottenimento del parco Martesana e dell'asilo-nido in via Liscate. Di tutte queste lotte parliamo in questo numero del giornale. Ci preme qui introdurre due discorsi a proposito di queste lot«91e3 te. Il primo discorso riguarda il valore dei comitati di quartiere, della loro presenza a fianco degli sfruttati, per una soluzione giusta degli enormi problemi che emergono ad ogni piè sospinto in tutto il territorio. E' facile infatti constatare, grazie appunto alla presenza dei comitati, la gravità del problema abitazione per certe famiglie costrette dal basso salario a vivere in vecchie case lasciate in abbandono dal padrone che non interviene, se non per esigere il pagamento dell'affitto e delle spese, perché vuole che gli inquilini se ne vadano, dove non lo riguarda. Sono i casi della parte vecchia di via Tanaro, via Meli, via Cesarotti, via Perticari ad es. nel solo quartiere Ponte Nuovo; le continue lamentele che ci fanno pervenire cittadini di qualsiasi quartiere (quando per es. diffondiamo il giornale nelle famiglie) per la mancanza di verde, di spazi di gioco per i bambini, di nidi d'infanzia che consentano maggiore
tranquillità a chi causa il lavoro, non può accudire ai propri bambini durante la giornata. Ma a questo punto, i comitati che pur conoscono la vastità di questi problemi e hanno la perfetta consapevolezza della loro gravità, devono far sempre i conti con le possibilità concrete di portare avanti l'impegno per tutte queste lotte. Non è sufficiente infatti per i comitati aver individuato e denunciato l'esistenza di gravi problemi, perché tale realtà indica anche la presenza di qualcosa di potente e di qualche personaggio soprattutto che continua a sentirsi protetto e per questo può permettersi di creare tali situazioni gravi: esistono i padroni di casa che sono generalmente impuniti, esiste il Comune di Milano che è immobile e lascia compiere ogni genere di speculazione e non delibera le realtà più urgenti per la città (scuole, verde attrezzato, parcheggi, case popolari ecc.); esistono i padroni delle industrie che premono ed ottengono l'aumento dei prezzi dei loro prodotti, che inquinano ecc. E' quindi necessario lottare in modo organizzato e continuo contro queste forze e questi immobilismi della civica amministrazione perché solo tale tipo di lotta sarà in grado di sconfiggere padroni e Comune che hanno le mani in pasta e sono profondamente compromessi. Per questo occorre rafforzare i comitati di quartiere, partecipare alle loro assemblee, ma soprattutto entrare a far parte dei comitati, sostenerli perché possano essere all'altezza delle lotte che intraprendono. Il secondo discorso riguarda un certo scetticismo presente nei cittadini per un partecipazione effettiva alle lotte. Con questo assenteismo cinquant'anni fa ci siamo ritrovati il fascismo in casa e l'abbiamo lasciato prosperare. Il Cile ora potrebbe insegnare a non confidare troppo in certe maggioranze ed in certe istituzio-
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ni democratiche, se non si è impegnati nella mobilitazione per salvaguardare i nostri diritti. Che sono anche quelli di avere una scuola, una casa, il verde e gli altri servizi sociali. La democrazia non sta nel poter dire e pensare quello che si vuole: in questo indubbiamente si sono fatti degli enormi passi in avanti, ma non c'è da menare gran vanto. Le trame nere esplodono da tutte le parti, tutti i
giornali ne parlano, ma chi colpisce i responsabili? Così è delle intercettazioni telefoniche, del crollo dell'economia; tutti ne parlano, ma è sufficiente? No, anzi il sentir continuamente parlare di queste cose, senza mobilitarsi, senza darsi da fare, senza lottare è estremamente pericoloso: porta a poco a poco a farci l'abitudine e, cosa più grave, a retrocedere. Finché non pagheremo « salato » di persona.
Un documento del comitato di lotta delle ragazze-madri
IMPEDIRE LO SMANTELLAMENTO DELLA «CASA» Si è ricostituito attorno ai comitati di quartiere Ponte Nuovo e Crescenzago e con l'apporto determinante di alcune esponenti del Gruppo di Lotta Femminista un Comitato di lotta delle ragazze-madri di via Pusiano 22, col preciso compito di rilanciare con uno schieramento più ampio possibile la lotta contro lo smantellamento della « Casa della Madre e del Fanciullo » sito appunto in via Pusiano. Il continuo dialogo fra i comitati e le madri ha permesso lo stabilirsi di un rapporto sereno e continuo che consente di affrontare tutti i problemi che una ragazza in quelle condizioni deve affrontare come donna e come madre e di approfondire le esperienze passate per trarne un insegnamento sulla società in cui viviamo e nella quale la ragazza dovrà ben presto reinserirsi. Questo dialogo ha mostrato che è veramente possibile e niente affatto avventuristico il discorso sulla gestione da parte del quartiere di queste esperienze assistenziali; anzi che proprio, senza la barriera e gli schemi istituzionali (che fanno di ogni istituto assistenziale anche il più avanzato un luogo chiuso, un collegio, un luogo di controllo e di repressio-
ne, una realtà che non educa, qualcosa che impedisce la completa apertura e maturazione delle ospiti) è possibile fare qualcosa di veramente educativo. Questo dialogo ha dato la possibilità al Comitato di lotta di uscire con un documento di 16 pagine in cui è raccolta la storia della « Casa », la cronaca della lotta, le riflessioni portate avanti con le madri sulla lotta, sui suoi obiettivi; le testimonianze di alcune madri sulla propria situazione e le proprie difficoltà. Il documento si conclude con il testo di una piattaforma di lotta che il Comitato propone alle forze della fabbrica, del quartiere, della scuola, nonché a tutte le forze politiche. Riproduciamo qui sotto soltanto la piattaforma di lotta, mentre preghiamo tutti i nostri lettori di farci richiesta di tutto il documento, per essere meglio a conoscenza del senso che diamo a questa mobilitazione. Questo documento dovrà essere reso pubblico anche davanti alle fabbriche e alle scuole.
e A PAG. 2
Il racket delle braccia del CISO-ANAP pag. 4-5 La situazione assistenziale a Ville Turro e la selezione al Trotter pag. 5-6 Lotta per una organizzazione popolare del territorio pag. 8
Due denuncie da fare Come è noto, per la scuola di via Cesalpino, prima di giungere all'inizio dei lavori dovrà andare in porto la delibera riguardante il progetto e l'ordinanza d'esproprio da parte della Regione. All'inizio di ottobre l'Assessore Bonatti ci aveva assicurato che solo la crisi della Giunta Municipale impediva l'approvazione del progetto. Questo non corrisponde a verità perché una nostra delegazione ha appurato che il progetto è sì pronto, ma il testo della delibera da approvare in Giunta con tutti i dati non è stata ancora fatta. Perché non si è utilizzato il tempo di crisi amministrativa per mandare avanti queste cose? Perché quando noi avevamo detto all'assessore Bonatti che la crisi non doveva servire da paravento alla mancanza di volontà politica di fare le cose, ha fatto finta di inquietarsi e ci ha assicurato che ora soltanto la paralisi della Giunta ad impedire che le cose andassero avanti? A queste precise accuse il signor Bonatti deve rispondere, perché non è la prima volta che imbroglia le carte e prende per le tasche la gente. E non solo la gente di Ponte Nuovo. Abbiamo avuto occasione di incontrare al suo Assessorato altre delegazioni con le stesse lamentele. E' questa l'immagine dell'uomo politico che intende offrirci il signor Bonatti p.s.d.i.? Perché infatti dall'ufficio dell'ing. Centonze ci è stato detto che non dovevamo prendercela con l'ingegnere, ma con Bonatti perché se le cose stanno ferme è perché lui vuole che stiano ferme? E i suoi amici di Giunta gli lasciano gestire in questo modo gli impegni assunti da tutta l'Amministrazione? Per l'esproprio poi tutto è ancora fermo perché esiste un certo ing. Autieri che da due mesi non intende passare le misurazioni dell'area di via Cesalpino all'ufficio espropri. Perché? Non abbiamo ancora avuto il bene di saperlo. Non riceve e non parla con nessuno. Ma chi lo ha messo lì, chi lo comanda, ci chiediamo? Ancora l'Assessore Sonetti?