miliare.° i9 Mensile di informazione politica e cultura
Anno VI - N. 7-8 - Luglio-Agosto 1982
L. 400
IL PROBLEMA NON INTERESSA SOLTANTO PIGINO
Che acque scorreranno nel deviatore dell'Olona?
Le Zone nel bilancio comunale
È quanto hanno chiesto gli abitanti del quartiere nel corso di un'assemblea pubblica Emersa la necessità di esigere precise garanzie contro pericoli di inqùinamento di Gian Piero Pagetti
L'inceneritore sotto inchiesta Quartiere cronaca Viabilità a Trenno
Ma quali acque verranno fatte scorrere nel deviatore dell'Olona, che da Pero passerà per la nostra zona, a ridosso di Figino e per il Parco di Trenno, per poi proseguire a sud attraverso altre zone della città e di cui ormai, piaccia o non piaccia, è stata decisa (a Roma) la costruzione? E quanto hanno chiesto all'assessore comunale ai Lavori Pubblici, on Giulio Polotti, al presidente del Consorzio provinciale delle acque Nord Milano, al presidente ed ai consiglieri di zona gli abitanti di Figino intervenuti numerosi il 4
giugno scorso all'assemblea pubblica indetta proprio sul tema del deviatore dal Consiglio di Zona 19 nei locali della scuola di via Sulla. A tale legittima domanda ha cercato in primo luogo di dare una risposta l'assessore Polotti, il quale, ricordato che in questi casi il Comune di Milano opera per conto dello Stato in quanto la decisione di costruire il canale deviatore e di realizzarlo a cielo aperto è stata presa dal Ministero dei Lavori Pubblici e dal Magistrato delle Acque, ha posto in rilievo che il problema segue in ultima
Accogliendo le istanze popolari
C.d.Z. sollecita l'isola di San Siro
DISAGIO PER I CITTADINI
Ma la posta resta chiusa Assistenza domiciliare al Gallaratese La Tassa sui malati non risana i bilanci ,00.00 02V0,04,
Quando la burocrazia ammazza l'iniziativa Un piano per lacasa-Albergo
Troppi trenta bambini per classe
Si tratta dell'ufficio postale di via Sebastiano del Piombo, chiuso da oltre un anno Continua il disagio degli abitanti del quartiere "Fiera" della nostra zona (quello compreso tra i viali Enrico Elia, Renato Serra, Scarampo, Egirardo, Berengario e Monte Rosa) a causa della persistente chiusura dell'ufficio postale di via Sebastiano del Piombo. Tale ufficio è stato chiuso oltre un anno fa, dopo che era stato oggetto di una serie di rapine, e, a quanto apprendiamo, non verrà riaperto fino a che non saranno installati una serie di dispositivi antirapina (vetri di sicurezza e via dicendo). Certo, siamo perfettamente d'accordo sulla necessità di
mettere tanto i lavoratori addetti all'ufficio, quanto il pubblico al riparo da eventuali azioni criminali, ma riteniamo altresì che sia indispensabile provvedere con la massima celerità all'esecuzione dei lavori necessari per non prolungare troppo nel tempo il disagio degli utenti del servizio, molti dei quali sono anziani, costretti a rivolgersi ad uffici più lontani, magari per riscuotere una modesta pensione. Sempre che i locali siano disponibik perché secondo alcune fonti sembrerebbe che il proprietario intenda affittarli a privati e non più alle Poste.
Approvata una mozione che chiede di recuperare i ritardi e dare inizio ai lavori Nella sua seduta del 14 giugno scorso il Consiglio di Zona 19 ha approvato all'unanimità una mozione, presentata dal capogruppo comunista Claudio Calerio, per la sistemazione dell'asse piazzale Segesta - viale Mar Jonio - piazzale Selinunte - viale Aretusa, a San Siro. Dal 1979 al 1981 il Consiglio di Zona 19 ha messo a bilancio preventivo e nel Piano Particolareggiato di Attuazione - come ricordato nella mozione - la realizzazione su tale asse di un'isola pedonale per ricavare nel quartiere IACP di San Siro, privo di aree libere, un'ampia zona verde, attrezzata per varie attività ricreative e sportive, per recuperare un più elevato livello di vita sociale, soprattutto per anziani, bambini e giovani, in un quartiere compromesso dal degrado delle case popolari e dal traffico sempre più intenso, fonte di inquinamento acustico ed atmosferico. L'assi. interessato - si legge nella mozione - si presta all'intervento proposto per la presenza di importanti servizi sociali e di sedi di organizzazioni democratiche (CUZ, Centro anziani, asilo nido, sezioni del PCI, del PSI, del PDUP, del PSDI, della DC, dell'UDI e dell'ANPI), del mercato riona-
le, di negozi e di bar molto frequentati, di giardinetti e di campi gioco. Proprio per questi ultimi, in attesa del progetto vero e proprio per l'isola pedonale, che viene sollecitato e nel quale comunque si possono integrare, il Consiglio di Zona chiede in generale la sistemazione del verde esistente (nuove piante, cordoli protettivi, archetti, nuove panchine), una adeguata illuminazione e la manutenzione dei campi gioco, con sostituzione delle attrezzature rotte da tempo, ed in particolare per Piazzale Segesta la verifica della possibilità di togliere le rotaie morte di recuperarlo completamente a verde attrezzato, per viale Mar Jonio la chiusura (già possibile) al traffico garantendo l'accesso ai residenti, per piazzale Selinunte l'installazione di semafori a chiamaté pedonale per l'accesso ai campi gioco, per lo spartitraffico di viale Aretusa la piantumazione e la realizzazione di campi per il tennis, il calcio e la pallacanestro. Quindi la mozione si conclude sollecitando una azione congiunta del Consiglio di Zona 19 e della Giunta Comunale per recuperare i ritardi, affinché si possa dare inizio ai primi lavori già nel corso di questo anno 1982.
Anche uno è troppo Apprendiamo che, nel rispondere ad un oppositore laburista che gli rimproverava il sacrificio di vite umane per la riconquista delle isole Falkland, un ministro conservatore inglese ha detto che in fondo si trattava di "cifre accettabili", che i morti in un anno di incidenti automobilistici nel Regno Unito sono molti di più. E no, signor ministro, non siamo d'accordo. Non esistono "perdite accettabili" in una guerra. Si fosse trattato anche di "un solo" morto la cosa non sarebbe per noi né "irrilevante", né "accettabile". Senza contare che abbiamo l'impressione che il ministro si sia riferito soltanto ai morti inglesi. Per gli altri, per i giovani soldati argentini mandati a farsi massacrare in un'assurda guerra da una giunta sanguina-
ria, neppure una parola. Forse per il ministro inglese, come per certa nostra stampa cosiddetta indipendente, ci sono morti di varie categorie: quelli ch "prima" (inglesi, americani, israeliani e via dicendo) contano e molto, gli altri, quelli di "seconda" "terza" o "quarta" categoria, non contano nulla, siano essi giovani argentini mandati a morire per niente, o contadini salvadoregni o donne, uomini e bambini palestinesi massacrati dai bombardamenti israeliani. Forse sarebbe un bene per tutti ricordare le parole di John Donne scelte da Hemingway per il frontespizio di un suo famoso romanzo: "Ogni morte di uomo mi diminuisce, perché io partecipo all'unanimità. E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana: essa suona per te".