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Milano 19(7)

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ANNO I - N. 8 - NOVEMBRE 1977

MENSILE DI INFORMAZIONE POLITICA E CULTURA

L. 300

Eletto il presidente del Consiglio di Zona 19 Ampia convergenza di voti a favore del socialista De Cesare. Determinante il voto del gruppo comunista. Dichiarazioni del neo-presidente.'Un'invasione di giovani del Centro Comunitario di via Lampu- Ecco il testo del programma presentato al Consiglio di gnano ha impedito la votazione sul programma. Di- Zona dai capigruppo del P.S.I. e del P.C.I. chiarazioni del capogruppo del P.C.I. È nostro intendimento nel presentarci alla assemblea del Consi-

Sommario Un quartiere al mese: Harar pag. 3

Il programma presentato

La sera del 28 ottobre il Consiglio di Zona 19 ha eletto il suo presidente in sostituzione del dimissionario Vincenzo Sciarrone, socialista. Presenti 14 consiglieri, 4 del P.S.I. (su 5), i 5 del P.C.I., un indipendente, aderente al gruppo comunista, un democristiano (su tre) il consigliere del P.R.I., quello del P.L.I. e quello di D.P., assente l'unico socialdemocratico, il consiglio, dimostrando una volontà unitaria nel governo della zona, ha eletto a grande maggioranza, con 13 voti favorevoli, il socialista Sergio De Cesare, mentre un voto è andato al repubblicano Giorgio Dalla Bella. Subito dopo l'esito delle votazioni, svoltesi a scrutinio segreto, il neo-presidente, nell'assumere l'incarico ha preso la parola e dopo aver ringraziato quanti con il loro consenso gli avevano concesso la fiducia, ha dichiarato: "Iniziando questo nuovo ciclo di attività e rifacendomi alla linea programmatica della precedente presidenza, cui ritengo doveroso rinnovare il più vivo apprezzamento, intendo assicurare che tutto il mio impegno sarà dedicato all'attuazione del programma che questa sera è stato presentato dai signori capi gruppo del P.S.I. e del P.C.I.. Questo programma, nelle linee essenziali, anche in rapporto ai pochi mesi che rimangono prima del rinnovo degli organi circostanziali, intende significare l'attuazione di alcune realizzazioni di un certo rilievo nella nostra Zona quali i problemi della scuola, della casa, dei trasporti, della sanità... con particolare riferimento all'attuazione del consultorio ed ai problemi attinenti al rapporto ospedale-territorio". "Intorno a questo programma ha proseguito - per il particolare significato che esso assume nei confronti della Zona, mi auguro che venga a realizzarsi il più ampio consenso di questo consiglio, in uno spirito unitario dove la partecipazione dei tanti, fatta salva l'individualità ed il ruolo delle diverse componenti, abbia a sapersi tradurre in validi e significativi contributi. Sono convinto che nell'attuazione di questo programma tutti i signori consiglieri vorranno apportare il loro consenso, e possibilmente anche la loro specifica competenza, senza con questo snaturare il ruolo della loro appartenenza politica ma, nell'interesse deila cittadinanza, cui molto vicini riteniamo di essere a livello di questi organismi. Per l'attuazione

di una coerente programmazione delle attività politiche di questo Consiglio di Zona è mia intenzione intensificare la frequenza di convocazioni delle conferenze dei Capi Gruppi, convinto che questi

incontri possano costituire anche momenti significativi per la vita del

nostro Consiglio di Zona in un rapporto corretto di tutte le componenti qui rappresentate. Un'iniziativa importante per l'organizzazione dell'attività del Consiglio è la scelta operata per la costituzione di tre dipartimenti. Tale scelta non vuole essere prevaricazione nei confronti di chicchessia, ma per realizzare una maggiore funzionalità nell'espletamento delle diverse attività a supporto dell'ufficio di presidenza". "Questa sperimentazione, ha detto ancora De Cesare, sicuramente ci permetterà di verificare i diversi aspettti anticipando in questo senso quella che sarà in prospettiva la scelta per la nostra città. Per quanto riguarda il coordinamento e la composizione delle diverse Commissioni di Lavoro ritengo necessaria la più ampia partecipazione. In questo senso ritengo che, fatte salve le indicazioni di questo Consiglio di Zona, ogni cittadino, anche non consigliere, possa, a livello di coordinamento, apportare il suo contributo". "Avviandomi alla conclusione, ha continuato, desidero proporre ai signori consiglieri che fra le diverse nostre attività un certo rilievo debba essere dato ad uno scambio di opinioni e di reciproche esperienze con altri Consigli di Zona. Altrettanto importante credo sia necessario intraprendere le più opportune iniziative, impegnando anche tutte le componenti di questo consiglio, verso i diversi assessorati onde evitare inutili diaframmi, che tanto negativamente in passato hanno inciso sulle diverse iniziative del nostro Consi- glio di Zona. Al fine di consentire la più ampia partecipazione della cittadinanza, specie in rapporto alle specifiche esigenze dei nostri quartieri, ritengo corretto che in futuro alcune nostre riunioni abbiano a svolgersi direttamente anche in posti al di fuori della nostra sede. "Convinto che la futura attività del nostro Consiglio possa essere profiqua per la Zona, ha concluso De Cesare, nel rinnovarvi il mio ringraziamento auguro a tutti buon lavoro".

L'occupazione del consiglio Dopo le dichiarazioni del nuovo presidente il Consiglio è passato all'esame del programma presentato dai capi gruppo del P.S.I. e del P.C.I., che pubblichiamo in altra parte del nostro giornale. Nella discussione che ne è seguita soltanto il consigliere democristiano e quello di Democrazia Proletaria si sono dichiarati contrari alla costituzione dei tre dipartimenti previsti. Tutto si stava svolgendo nel rispetto della prassi del confronto democratico e si stava ormai passando alla fase della votazione (segue in quarta)

glio di Zona e alla cittadinanza, non solo di affermare, ma di prendere impegno, di operare ogni sforzo possibile per realizzare una gestione unitaria del Consiglio di zona, al fine di poter far avanzare la risoluzione dei problemi che interessano i cittadini, potendo contare sull'apporto di tutte le forze politiche democratiche che abbiano veramente a cuore tale obiettivo e che abbiano fatto di esso lo scopo della loro presenza tra i cittadini e i lavoratori. Questa è la nostra profonda convinzione: e sappiamo che, premessa necessaria alla sua realizzazione, è la formulazione di un programma, non vasto ma generico; bensì CONTENUTO e POSSIBILE. Un programma che presentiamo in questa dichiarazione e sul quale auspichiamo di raccogliere non un consenso acritico, ma una partecipazione critica e costruttiva da parte di tutti i partiti democratici, delle organizzazioni sindacali e sociali, anche quello di tutti i cittadini della zona 19. Il programma riflette quanto il Consiglio di zona, nella continuità dei rapporti instaurati con la popolazione, rapporti che lo hanno caratterizzato fin dalla sua nascita, ha proposto e sostenuto e indicato nell'interesse della zona e della città; in particolare riflette quanto è andato emergendo in questi ultimi anni - che ha già trovato posto nel programma del 1976 - e che si è consolidato in problemi precisi, e comunque come problemi prioritari. Pensiamo che debba essere qualificante per la vita del Consiglio di zona stabilire e riconfermare un rapporto tra i cittadini e Istituzione che non si basi esclusivamente su una sorta di delega. Tale rapporto deve essere basato sulle istanze reali dei cittadini, singoli ed organizzati, e sulla sintesi politica di esse che spetta al Consiglio di dare. Deve essere, oggi più che mai, il Consiglio il luogo di formazione di nuove politiche e soplrattutto di nuovi metodi di

Che quotidiani leggiamo? pag. 5

(segue in quarta)

Un invito alla solidarietà Incontro degli esercenti del S. Leonardo con le forze politiche della zona. Mercoledì 19 ottobre otto dei tredici esercenti del Centro Commerciale del S. Leonardo si sono incontrati con le forze sociali della zona per discutere dei problemi (cattiva manutenzione dei negozi, atti di teppismo di cui sono oggetto, ecc.), che impediscono loro di svolgere con tranquillità la loro attività. Della riunione, svoltasi nella sede del Circolo Trevisani, è stato promotore Milano 19, dopo aver ricevuto e pubblicato (nel numero di ottobre) una lettera inviatagli, anche a nome di altri esercenti, dal sig. Siviglia, gestore della rivendita di generi di monopolio all'interno del centro commerciale suddetto. Per Milano 19 ha introdotto il dibattito Pierluigi Corbella, della nostra redazione, che ha posto l'accento soprattutto sulla funzione del nostro giornale come mezzo di più ampi dibattiti e discussioni e sul carattere informale dell'incontro, che non si prefiggeva altro scopo se non permettere un primo chiarimento tra gli esercenti e le forze so-

ciali e politiche della zona. Auspicato un incontro tra una delegazione del Consiglio di Zona, i rappresentanti degli esercenti ed il commissariato di P.S., Corbella ha proposto di rilanciare l'esperienza tipica del nostro quartiere e positiva in altri del Comitato Popolare, che operi sempre in stretto contatto con il Consiglio di Zona e con tutti i cittadini. Ha preso poi la parola il sig. Siviglia, che, dopo aver illustrato le carenze del Centro Commerciale e gli atti di violenza, i furti, ecc. di cui gli esercenti sono vittime, ha chiesto che le strutture del centro stesso vengano ridimensionate dal "padrone di casa", che sia aumentata l'illuminazione affinche si possa circolare la sera ed il quartiere non si trasformi veramente in un "dormitorio". Il dibattito è stato poi animato da interventi di Danilo Pasquini, capogruppo del P.C.I. al Consiglio di Zona 19, che ha cercato di analizzare il perchè della vio(segue in seconda)

Le pecore al gallaratese pag. 9


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