Skip to main content

La fabbrica_Pirelli6

Page 1

La fabbrica gh:z 1° MAGGIO Lase FESTA DEI LAVORATORI

4

UNA GIORNATA DI LOTTA PER LE RIFORME Mentre l'on. Rumor faceva il discorso di presentazione del nuovo governo di centro-sinistra testimoniava che quello che stava per nascere era già un cadavere, infatti, pronunciava un discorso vago, generico, ripeteva le stesse formule vecchie sulle promesse mai (mantenute delle riforme di struttura, mentre, nel Paese i sindacati — raccogliendo la volontà e le esigenze del lavoratori — avevano già programmato quegli scioperi articolati che si stanno svolgendo in questi giorni e che avranno a Mila.uno sbocco politico generale 0.-11a « Festa Internazionale dei "Lavoratori», che verrà celebrata il 30 aprile durante lo sciopero in quella piazza del Duomo, teatro di meravgiliose lotte operaie e democratiche. I lavoratori fanno così la loro festa, scioperando unitariamente sui temi delle tasse sui salari, sulla salute, sulla casa. lo Maggio In piazza, dunque, ma, non è un caso: è anch'esso un segno della nuova situazione politica e del ruolo nuovo che la classe operaia unita assolve nel nostro Paese. E chi, come l'on. Rumor con il suo governo, non vuole riconoscere questa realtà deve andarsene o sarà comunque spazzato via dalle lotte popolari e dal voto che i lavoratori esprimeranno il prossimo 7 giugno.

Mercoledì 22 aprile ore 17.30 e ore 22.10 alla Casa del Popolo

Conferenza - Dibattito sul tema:

Il pensiero e l'azione di Lenin Introdurrà il compagno ENEA CERQUETTI Venerdì 24 aprile ore 16.50 - nel Piazzale della Portineria

Manifestazione del 25° Anniversario della Resistenza Parlerà un'esponente dell'A. N. P. I.

Anno III

Periodico di attualità politica a cura della Sezione del P. C. I. 1. Temolo (Pirelli)

Aprile 1970

LA RESISTENZA NON E' FINITA Scriveva un comandante delle Brigate Garibaldi: « La difesa del diritto dei partigiani alla stima e alla riconoscenza per quanto essi hanno fatto non può essere fine a se stessa: se la difesa dei valori della Resistenza fosse solo questo, sarebbe piccola e meschina cosa ».

Queste farsi scritte 25 anni fa sono tuttora un grande insegnamento che dobbiamo raccogliere mentre ci avviciniamo alla celebrazione del 25 Aprile, della gloriosa vittoria della Resistenza. Una celebrazione che nulla deve avere di formale o di tradizionale ma che vuole essere e sarà una giornata di lotta del popolo italiano per testimoniare ancora sulle piazze, in maniera unitaria, la volontà di percorrere il cammino sulla strada aperta dalla Resistenza. Certo il 25 Aprile non è stato l'arrivo di una lotta, è stato solo la conquista di un obbiettivo immediato delle forze partigiane, cioè quello di cacciare i nazisti e i traditori fascisti e far finire la guerra come condizione necessaria e indispensabile per avviare una politica di sviluppo democratico e di progresso sociale; un punto di partenza, quindi, al quale dobbiamo far risalire tutti quei momenti di lotta in difesa della democrazia e per l'applicazione della Costituzione che è frutto della Resistenza antifascista. Dobbiamo risalire a quella data per vedere l'inizio di quella battaglia generale della classe operaia italiana per l'emancipazione dei lavoratori, che ha avuto quella importante e ancora viva componente delle lotte di autunno che continuano ora attorno ai problemi delle strutture del Paese. E' la ricerca di questo nesso, cioè vedere come siano un tutt'uno con la Resistenza le lotte contro la legge truffa di Scelba, contro il tentativo autoritario di Tambroni e le lotte attuali per le riforme, che ci dà la possibilità di capire meglio come la classe operaia ha un ruolo nazionale e dirigente per il progresso del Paese stesso. Un ruolo conquistato proprio nella lotta di Liberazio-

ne e che successivamente le forze conservatrici e padronali hanno cercato di ostacolarlo e di impedirlo con l'azione della repressione del '48 e la divisione sindacale del '49. Un'azione padrenale che certo ha avuto anche dei successi ma che è fallita nei suoi obbiettivi di fondo, perché non è riuscita a sradicare gli ideali della Resistenza. Ideali di pace, di democrazia, di unità che hanno conquistato le nuove generazioni nelle quali, cresce ogni giorno l'esigenza di vedere trionfare quegli ideali in tutto il mondo. Una esigenza che esprime una coscienza profondamente democratica che si traduce concretamente nel sostegno di quei popoli che si battono contro il fascismo come la Spagna, il Portogallo, la Grecia e contro l'imperialismo come il Vietnam, il Sud-est Asiatico la America latina, il Medio Oriente per la loro libertà e l'indipendenza; una esigenza che si traduce nell'impegno costante di ogni giorno nelle fabbriche, nelle scuole e nelle piazze per far crescere la democrazia, per far entrare

la Costituzione nei luoghi di lavoro e di studio, per intervenire ed avere maggior potere nella vita politica e sociale, per essere veramente dei protagonisti e non come vorrebbero i padroni, solo dei produttori e dei consumatori. Ma è proprio perché gli ideali della Resistenza sono vivi vediamo camminare il processo usindacale e politico, un nitario processo che vede protagonisti di primo piano le nuove generazioni con quella medesima volontà di quei giovani che 25 anni fa furono i protagonisti della Resistenza. Nulla quindi di

celebrativo ma, come ha scritto il compagno Longo: « Richiamarsi agli ideali

e alle lotte della Resistenza, unire i democratici e i patrioti, combattere ogni discriminazione, difendere la libertà degli operai, significa continuare la lotta per il rinnovamento politico e sociale iniziata già con tanto successo dalla guerra di liberazione nazionale ».

PAPA CERVI


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
La fabbrica_Pirelli6 by fondazioneisec - Issuu