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Quartiere e politica6

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quartiere e politica PERIODICO DEI QUARTIERI ISOLA-FONTANA-ISTRIA-GRECO-PONTE SEVESO a cura delle Sezioni del PCI della Zona 2 - Marzo/Aprile 1975 - N. 7

IL VOTO DEL 15 GIUGNO

La proposta comunista L'ampia mobilitazione del nostro partito, delle forze di sinistra, i pronunciamenti di settori degli stessi partiti governativi e le prese di posizione unitarie maturate in quasi tutte le assemblee elettive locali e regionali, hanno ottenuto un primo risultato rilevante: il 15 giugno si terranno le elezioni amministrative e regionali. In questi ultimi mesi si è snodata la manovra fanfaniana per turbare gravemente la vita democratica del Paese cercando di impedire il rispetto di una normale scadenza — il rinnovo, appunto, delle assemblee locali — per imporre invece Io scioglimento del Parlamento e relative anticipate consultazioni politiche. E' stato dato perciò un primo scacco alle forze, interne ed esterne alla DC, che si riconoscono nelle furiose e forsennate iniziative fanfaniane. Costoro perseguono il disegno di imporre al Paese prove traumatiche, nell'illusione di logorare la resistenza delle forze democratiche e di impedire il dispiegarsi di un grande e ampio confronto in cui le profonde aspirazioni unitarie del popolo italiano possano affermarsi. FAZIOSITA' FANFANIANA

Dalle prime battute della campagna elettorale della DC appare evidente come la segreteria fanfaniana testardamente prosegua sulla strada della faziosità e dello scontro frontale. Nel concludere il recente convegno preelettorale di Sorrento il senatore Fanfani ha teso a eludere il problema di un esame e di una analisi della realtà degli enti locali e delle Regioni per accentuare al massimo la spinta \alla contrapposizione, all'esasperazione dei rapporti politici, per esempio attraverso uno sfruttamento strumentale dei fatti portoghesi. Si vuole la crociata anticomunista per premere sui propri alleati e sugli avversari interni di partito per soffocare ogni accenno critico. A un tale rozzo disegno, volto a riproporre la lotta politica in termini da 1948, in una realtà fortemente mutata come ha dimostrato la campagna del referendum, noi comunisti contrapporremo una campagna elettorale di tipo diverso tesa alla ricerca del dialogo con gli elettori, al confronto reale con lc altre forze politiche. Lavoreremo per impedire che un momento importante come la competizione elettorale degeneri in una rissa. Proponendoci di fare ciò sappiamo di corrispondere alle esigenze dei cittadini e dei lavoratori ai quali ripugnano i metodi rissosi, demagogici e volgari che l'attuale segretario della DC vuole imporre al suo partito e alla campagna elettorale. I PROBLEMI REALI

Porremo al centro del dibattito i temi delle autonomie locali, quelli dello sviluppo della partecipazione nelle grandi città, quelli del come portare a compimento la riforma regionale bloccata dai governi de, le nuove misure per salvare Comuni e Province dal dissesto finanziario in cui li ha cacciati la politica finanziaria e fiscale statale. Saranno al centro del nostro lavoro le Proposte politiche per la casa, i trasporti, la scuola, il territorio. A Milano, per esempio, saranno centrali le questioni inerenti il nuovo piano di 167 e il nuovo Piano regolatore. Nella nostra azione di dibattito, di confronto, anche di propaganda, ci sono i gravi e grandi problemi che riguardano le concrete condizioni di vita di milioni di lavoratori, che riguardano

il destino e il rinnovamento delle strutture democratiche d'Italia. Sappiamo che facendo ciò risponderemo alle domande che ci pongono i lavoratori, i protagonisti di quel vasto movimento unitario che è cresciuto in questi anni nelle fabbriche e nei quartieri. Sappiamo di corrispondere alle aspirazioni democratiche e antifasciste di una città come Milano. Sappiamo di porre al centro della campagna elettorale proposte per avviare a soluzione problemi, per promuovere mutamenti riformatori che soli possono aggredire le cause che stanno alla base della crisi economica e sociale che ci travaglia. Discutere di tutto ciò è necessario perché vogliamo una campagna elettorale che deve veramenr te servire ai cittadini per prendere in piena serenità le loro decisioni elettorali. Non ci sottrarremo certo dal dibattito e dalla discussione anche su temi quali la criminalità e l'ordine pubblico, temi sui quali Fanfani crede di poter spadroneggiare con iniziative personali, demagogiche e tardive che in effetti non tengono conto del movimento dei cittadini che su questi stessi temi ha espresso proposte unitarie profondamente civili e innovative. Nè saranno estranee alla nostra azione elettorale le questioni poste da fatti come quelli del Vietnam e della Cambogia nè da avvenimenti come quelli portoghesi. Non è e non sarà nostro costume evitare il dibattito e il confronto, nè abbiamo alcun elemento di difficoltà o di imbarazzo.

XXX DELLA LIBERAZIONE

TRENT'ANNI FA I giorni della Liberazione, a Milano, nel ricordo di uno dei protagonisti di primo piano della lotta antifascista Il compagno sen. Giovanni Brambilla ci invia questa testimonianza sugli avvenimenti politici di trent'anni fa, quale contributo al dibattito, tutt'altro che formale, che si svolge in questi giorni di celebrazione del Trentennale della Liberazione. Trent'anni or sono dopo l'insurrezione patriottica del 25 Aprile 1945 il colonnello Poletti, designato dagli alleati a commissario per la Lombardia, mettendo piede a Milano troverà una città ordinata e ripulita dai nazifascisti, ad opera delle, forze partigiane GAP; e SAP di città e dalle formazioni di montagna dell'Oltre Po Pavese e della Valsesia, sotto gli ordini del Comando Volontari della Libertà e del Comitato di Liberazione Nazionale.

NUOVA MAGGIORANZA AL COMUNE DI MILANO

Uno dei temi dominanti è quello delle "formule" politiche. Fanfani vuole rilanciare le sue vecchie e logore posizioni di chiusura all'incontro, al dialogo, alle intese con l'opposizione di sinistra, in sostanza con la grande forza rappresentata dal PCI. Con continue invettive cerca di scongiurare fenomeni positivi che emergono dalla realtà. I comunisti dove sono forza al governo danno stabilità, efficienza, onestà alle amministrazioni; dall'opposizione assicurano sempre un contributo positivo preoccupati prima di tutto dell'interesse generale. Dai quartieri, ai Comuni, alla Regione lombarda non v'è decisione di segno positivo che non sia nata con l'apporto decisivo di discussione e anche con il voto dei comunisti. Abbiamo visto così in questi ultimi anni un pullulare di proposte positive e di possibilità unitarie sui temi strettamente legati alla vita dell'ente locale sino alle questioni dell'antifascismo, alle iniziative per le riforme, di sostegno e di solidarietà con le lotte del lavoro. Con queste nostre proposte programmatiche chiediamo ai cittadini milanesi un suffragio per essere più forti perchè, come ha dimostrato l'esperienza di questi anni, si traggano le conclusioni: occorre una nuova maggioranza con i comunisti per una nuova gestione unitaria e democratica del Comune di Milano. E' questa la proposta capace di togliere il governo della nostra città dall'attuale stato di crisi, di inefficienza e di distacco dalla realtà viva della cittadinanza. La nostra è una proposta che si collega alle esperienze che sono maturate anche nel nostro quartiere e nel consiglio di Zona dove di fronte all'urgenza e all'evidenza dei problemi sono crollate antidemocratiche discriminazioni e cadute assurde preclusioni.

sporti, scuole, ospedali sono sconvolti, masse di cittadini provenienti dalle file partigiane o dai campi di prigionia e di sterminio bisognosi di tutto, nel mentre sono introvabili i generi di prima necessità sottoposti alle manovre speculative del mercato nero, il tutto lasciato in eredità dal criminale regime fascista. La situazione viene affrontata con spirito di abnegazione e con grande slancio dalle migliori forze della lotta antifascista e della guerra di Liberazione. Esse daranno vita ai nuovi organi democratici di potere, emanazione degli accordi tra i Partiti del CLN e già predisposti prima della insurrezione, designando Greppi a Sindaco di Milano, Alberganti a Segretario della Camera del Lavoro unitaria, Lombardi a Prefetto della Provincia, coadiuvati e sostenuti in questo dalla mobilitazione dei partiti operai e popolari e dalle organizzazioni di massa femminili e giovanili, in particolare dei Gruppi di Difesa della donna e del. Fronte della gioventù. Tutte le forze partigiane vengono poste agli ordini del CLN e vengono istituiti nei rioni organi di potere, con funzioni di tribunali popolari e compiti di epurazione contro i collaborazionisti, oltre che di ausilio alle autorità per tutti i problemi di solidarietà e assistenza sociale. La Giunta comunale del CLN lascerà poi il posto, con le elezioni amministrative del 1946, ad una amministrazione unitaria, la quale getterà le basi per la rinascita della città, ponendo in primo piano la ricostruzione, con un piano urbanistico in termini antispeculativi e avente particolarmente cura detti difesa degli interessi popolari, basatl su criteri di decentramento poli ttru amministrativo. Sarebbe interessante a distanza di tre decenni verificare quali sviluppi ha avuto questo piano, elaborato allora dal nostro compagno Venanzi e approvato dalla Giunta della Liberazione uniGiovanni Brambilla

Gennaio del '44 sul Monte Briasco: Cino Moscatelli, insieme ad altri partigiani.

La prima preoccupazione del "Signor Commissario" sarà quella di sottomettere queste forze dell'ordine, italiane, alla subordinazione del Comando alleato, così dimostrando apertamente uno stato di insofferenza nei confronti dei partiti democratici antifascisti e di intolleranza verso le forze partigiane, soprattutto se dirette dai comunisti. Questo atteggiamento ostile avrà modo di manifestarsi pubblicamente in occasione di una grande manifestazione per l'arrivo di Togliatti, allora ministro del governo Bonomi, vietandogli di parlare dal balcone della Federazione comunista, allora sui bastioni di Porta Nuova. E questo benchè Poletti avesse voluto poco prima esprimere al CLN il proprio compiacimento per l'ordine esemplare trovato a Milano e la soddisfazione di poter conoscere "persone di iniziativa, di coraggio patriottico, devote alla democrazia". Atteggiamento equivoco che peserà sulla situazione politica e renderà più arduo il compito che le forze della Liberazione si accingono ad affrontare nelle gravi condizioni, sotto molti aspetti tragiche, per la vita della città semiparalizzata dalla guerra. Sono probemi urgenti e angosciosi di una popolazione che al ritorno dallo sfollamento si ritrova senza casa o in case di fortuna. I servizi pubblici di tra-

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i Giovani di oggi imparano a conoscere la Resistenza leggendo il volume, pubblicato dal "Comitato Valsesiano" che riproduce tutti i numeri della « Stella Alpina » organo delle brigate garibaldine nella

Valsesla.


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