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El Caminun6

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ANNO l' N. 6 M

Milano - Dicemb. 1955

Redazione: Corso lodi, 58

Una copia L' 15

Abb. sostenitore L. 300

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'„OM" - MILANO

LA COMMISSIONE PARLAMENTARE ALL' O. M.

LE ILLEGALITÀ SOTTO INCHIESTA

Le modalità che guideranno i parlamentari nelle loro visite ai luoghi di lavoro saranno le seguenti:

— La commissione verrà! suddivisa in sei gruppi di parlamentari — deputati e senatori — per le visite ;

È NATALE !

Anche quest'anno la grande ricorrenza è alle porte. Il tradizionale albero avrà ai suoi piedi i regali per i b)mbini, che se le prec.ccupazioni dei loro genitori aumentano, i bambini non ne avranno sentore.

Come non essere preoccupato, lavoratore dell'O.M., quando altri lavoratori sono stati licenziati? Lavoratori della Fiat: all'O.M. Suzzara, alla Bianchi di Milano, alla Lingotto di Torino! Cosa ti riserva il futuro?

Mentre questo Natale si presenta a te lavoratore e un altro ancora più tremendo ai disoccupati, nelle case di chi sfrutta, ricchi doni, pelliccie e gioielli fanno bella mostra in attesa di essere goduti.

Da una parte : miseria e prospettive terribili, dall'altra sfarzo e sicurezza nell'avvenire.

Ahimè quanta ingiustizia!

Mentre questo avviene nel nostro Paese, in altri Paesi della terra, popolati da oltre un miliardo di anime, si festeggiano simili ricorrenze e festività.

Ma come è diverso il quadro: non più miseria e sfarzo, ma vita serena e tranquilla per tutti, allegria e gioia dei bimbi presso i popoli liberatisi dal capitalismo.

Permetteteci lettori; augurando Buon Natale a voi e alle vostre famiglie facciamo un augurio: segni veramente questo Natale e il nuovo anno che viene un inizio di tempi migliori.

E' tempo che le forze del lavoro abbiano il posto che loro spetta nella direzione del Paese, è tempo che sia veramente la pace in terra per tutti gli uomini di buona volontà ! Buon Natale!

nelle province. Ogni gruppo verrà costituito da cinque commissari. Essi procederanno innanzi tutto ad un colloquio con le organizzazioni sindacali locali, trasferendosi successivamente nelle fabbriche.

Qui verranno interrogate la Commissione Interna e la direzione aziendale, che avranno facoltà di richiamare l'attenzione dei commissari su singole questioni e situazioni generali e personali di tipo particolare. I lavoratori singoli da interrogare verranno estratti a sorte. Ma è altresì prevista la possibilità di ascoltare anche singoli lavoratori che volontariamente si offrano di riferi-

re su questioni interessanti i fini dell'inchiesta. Da parte nostra si è insistito per dar modo ai disoccupati di conferire con i commissari.

E' inteso che i lavoratori conferiranno direttamente con i commissari senza altri testimoni. Ogni cura verrà inoltre posta dai commissari per creare condizioni di tranquillità e di sicurezza che permettano il più ampio, sereno e riservato svolgimento dei colloqui, ne' pieno rispetto della lib,:tà di pensiero e di opinione dei lavoratori. Il questionario che verrà sottoposto ai lavoratori è assai ampio.

Le domande si riferisco-

FUORI I SOLDI

L'incontro avvenuto il 24 novembre a Roma tra le tre organizzazioni sindacali: CGIL, CISL e UIL con la Confindustria sulla importante questione dell'indennità di mensa si è concluso con un nulla di fatto. La Confindustria ha presentato delle proposte del tutto insufficienti relative soltanto ad un parziale riconoscimento per il futuro dei principi sanciti dalla giurisprudenza ed ha rifiutato in modo assoluto ogni riconoscimento di arretrati maturati a favore dei lavoratori negli ultimi cinque anni.

Di fronte a questa posizione padronale tutte le organizzazioni sindacali: CGIL, CISL e UIL hanno unanimemente dovuto constatare l'impossibilità di raggiungere un accordo.

In tali condizioni ai lavcratori non rimane altro mezzo che quello di sviluppare le lotte in corso e di estenderle sul terreno aziendale, di complesso e provincia, al fine di ottenere il riconoscimento dei lorò diritti acquisiti.

Già con la lotta i lavoratori hanno incrinato il fronte padronale e in centinaia di fabbriche hanno ottenuto acconti e in alcune risolto la vertenza col completo pagamento di quanto loro spetta.

Invitiamo la nostra C.I. a riunirsi per esaminare l'azione da intraprendere e di avanzare richiesta immediata di un acconto.

La tattica dilatoria del padronato è chiara, siccome la legge prevede la richiesta di arretrati solo per 5 anni tutti i giorni che passano sono a vantaggio del padrone il quale spera di portare avanti la questione fino a non pagare niente. Sappiamo che la battaglia non è facile, però è una battaglia giusta e occorre combatterla con decisione e intelligenza. Vi sarà qualche sacrificio da fare e occorrerà l'unità di tutti, unità che si può creare solo discutendo sulle forme di lotta più adeguate, quelle che comportino il minor danno per chi lavora ma che facciano cttenere giustizia. La legge è dalla nostra parte, il monopolio deve pagare.

no per esempio, ai modi di realizzazione della libertà nelle fabbriche, all'attività delle Commissioni interne e alle condizioni in cui esse svolgono il loro lavoro (esistenza di una sede nella fabbrica, ore libere per l'espletamento delle mansioni sindacali, eventuali interventi delle direzioni in contrasto con le norme degli accordi confederali, licenziamenti di membri delle Commissioni ecc.).

Altri argomenti sui quali si svolgeranno i colloqui riguardano il collocamento, i regolamenti interni, l'orario di lavoro giornaliero e settimanale e straordinario, le disposizioni per la tutela fisica ed economica I delle lavoratrici madri. le

retribuzioni, i premi di produzione o gli incentivi singoli e collettivi, i ritmi di lavoro, gli appalti di lavoro ed il lavoro a domicilio, le istituzioni previdenziali e mutualistiche, i guardiani e i sorveglianti e la loro attività, i trasferimenti non determinati da esigenze di produzione. Un questionario particolare riguarderà l'igiene e la sicurezza del lavoro.

La libertà d'opinione degli interrogati sarà così tutelata:

— La questione aelle garanzie da fornire ai lavoratori interrogati è staseguo a pog. 4 5 colonna

IL PADRONATO È INTRANSIGENTE

Solo la lotta piegherà il monopolio La Legge è con i lavoratori

VOGLIAMO UN ACCONTO ANCHE ALL'O.M. Incrinato il fronte padronale che ha già ceduto nelle seguenti fabbriche milanesi:

SACERDOTI: L. 21.000 per gli arretrati

MAGNAGHI: L. 10.000 acconto arretrati

GRAMEGNA: L. 10.000 acconto arretrati

POMPE KALIM: L. 10.000 acconto arretrati

GHIRINGHELLI: L. 10.000 acconto arretrati

S.U.M.A.: L. 9.500 acconto arretrati

PASQUINO: L. 10.000 per gli arretrati

MAGNAGHI ( Brugherio): L. 9.000 acconto arr.

KRUPP: L. 7.000 per gli arretrati

TROJSI: L. 9.000 per gli operai e L. 12.000 agli impiegati acconto arretrati

MATTEI: L. 15.000 per gli arretrati

I.B.M.: L. 14.600 per gli arretrati

S.A.C.M.E.: L. 6.000 per gli arretrati

MAESTRI: arretrati per 5 anni

PIO SELLA: L. 8.000 per gli arretrati

ORMA: L. 14.000 acconto arretrati

CONDOR: L. 10.000 acconto arretrati

BRANCA: L. 20.000 acconto arretrati

BONETTI: L. 12.000 acconto arretrati

RADICE: L. 11.000 acconto arretrati

FISAM: L. 13-15.000 acconto arretrati

GIROLA: L. 10.000 acconto arretrati

GASPAROTTO : L. 9-10.000 acconto arretrati

VANOSSI: L. 8.000 acconto arretrati

VANZETTI: 5 anni di arretrati al 50%

CISA GIANNETTI : L. 10.000 acconto arretrati

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

INDIPENDENTI .... DA CHI ?

Caro Caminun ti preghiamo di pubblicare:

— Non molto tempo è passato dall'ultima consultazione elettorale di C.I. e siccome per denunciare le cose avvenute in quell'epoca ci vorrebbe un libro, vogliamo in questo articolo limitarci a ricordarne talune. Ricordiamo proprio quelle che stanno ritornando a galla in questi giorni.

Ricordiamo che nel marzo-aprile in mezzo alle minaccie di chiusura della fabbrica se non si votava per la CISL e UIL, tra le promesse di chissà quale benessere immediato se la FIOM usciva sconfitta e tra il darsi daffare dei vari dirigenti e cavalieri, una questione venne alla luce con notevole insistenza, quella che « per risolvere i vari problemi ci voleva una bella lista indipendente ».

Conosciamo tutti coloro che, con solerte attività, si diedero da fare, trascurando anche la produzione, per realizzare tale obbiettivo: dall'ing. Marolli al rag. Vesco, dal dr. Simondi al cav. Vanetta. Conosciamo anche con quanta solerte pervicacia si dedicarono allo scopo i vari tromboni per far trionfare simili tesi. Allora fallirono e la Direzione puntò tutto sulla CISL e UIL. I risultati li sappiamo, la vittoria fu del padronato, non una vittoria completa e quello che più conta non una vittoria definitiva.

Il bilancio che possiamo fare è negativo per quanto riguarda I problemi importanti: sono aum7otati gli infortuni è rimasta la discriminazione e il campo di con• centramento, il ritmo di lavoro sempre più intenso, i lavoratori delle imprese senza garanzie so-

E BRAVO IL CAV VANETTA !

Il 1" Novembre u. s. il settore Fonderia venne comandato al lavoro, nessuno però ebbe la buona idea di avvisare i lavoratori che la mensa avrebbe funzionato ugualmente, precisazione resa necessaria dal fatto che nei giorni festivi passati non ha mai funzionato.

I lavoratori della Fonderia ignari del funzionamento furono previdenti e si portarono la colazione da casa, motivo per cui giunta l'ora del mezzogiorno il locale della mensa risultò quasi deserto.

Il cav. Vanetta montò su tutte le furie e senza esitare, da bravo « colonello », fece chiudere la mensa privandone così quelle poche persone che c'erano: guardie e elettricisti di turno. Per strafare completò l'opera facendo buttare via tutte le vivande pronte:

E bravo il cav. Vanetta! E' un gesto che le fa onore, si vede che questo rientra nel suo concetto di e relazioni umane e. Ci vuol dire chi ha pagato le razioni che sono state buttate via? Non di certo

ASSISTENZA SOCIALE

Paternalismo e carità pelose Limiti dell'azione -assistenziale»

lide di lavoro e senza mensa, i contratti a termine, il lavorio per togliere a parte dei lavoratori della Fonderia l'indennità di posto, non c'è garanzia di lavoro per tutti ma messa a disposizione e spostamenti, non si è più parlato della tanto sbandierata riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario, di pagare arretrati dell'indennità mensa, ecc. ecc. Tutte questioni queste che la Lirezione promise di affrontare e risolvere insieme agli eletti di suo gradimento solo che le avessero presentate.

Ma, « passato lu giorno gabbato lu santo e! E la Direzione, alla quale giungono notizie della collera montante, si appresta a nuove combinazioni elettorali. Di nuovo torna alla ribalta la storiella che quello che occorre è una bella lista di indipendenti.

Per realizzarla si muove addirittura la Presidenza che unita alla Direzione sprona, sollecita, dà consigli. Perchè tanto interessomento?

Non abbiamo dubbi che la presentazione di una lista « indipendente » possa interessare alla Direzione la quale immagina che lo specchietto CISL-UIL non ha posi. sibilità di ripetere il colpo e allora cerca di dare vita ad altri espedienti per dividere i lavoratori.

Ma i lavoratori non trarrebbero alcun beneficio da una lista te:una a balia dal monopolio, anche se la sua nascita dimostrerebbe se non altro, e lo dimostra già a sufficenza il semplice tentativo di formarla, che il padronato prima si serve della CISL e UIL per rompere il fronte dei lavoratori e poi lei cavaliere, nè la Direzione, quelli erano soldi di tutti i lavoratori. E' stata una cosa indegna, antiumana e meschina; ogni commento è superfluo.

IL DOTTOR MARINONI „ Medico per forza „ Malgrado i continui reclami dei lavoratori del reparto esperienze le batterie vengono sempre caricate nel reparto e per sovrappiù

ottenuto Io scopo le abbandona perchè è intollerabile di qualsiasi forma di organizzazione operaia.

I lavoratori dell'O.M. devono stare in guardia da nuovi adescamenti, devono chiedere con forza che cessino i camuffamenti e che tutti si presentino col loro vero volto, chi pensa di coartare la libertà di voto e fare uso di minaccio deve essere denunciato da tutti, questo deve essere fatto se si vogliono elezioni libere e democratiche.

Purtroppo siamo divisi in varie organizzazioni sindacali, facciamo almeno in modo di presentarsi sempre uniti di fronte al padrone perchè, e i fattti lo dimostrano quello che la Fiat concede direttamente o con accordi separati, è solo quello che alla Fiat conviene dare, nel quadro dei propri interessi monopolistici.

Ora la Fiat all'O.M. butta a mare gli antichi protetti giudicati incapaci di portare più avanti l'opera di disgregazione e caldeggia una lista di indipendenti. Indipendenti da chi?

Signori della Direzione, gli in. dipendenti che voi volete sarebbero indipendenti dai lavoratori e di questi tipi ne facciamo senza!

Noi pensiamo che per gli uomini in buona fede la lista veramente indipendente che lotta tenacemente contro i padroni per ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro, di dignità e per una nuova politila economica ; c'è già ! E che sia la lista buona per i lavoratori lo dimostra il vostro accanimento contro di essa. I vostri « consigli » saranno respinti e la verità si affermerà, ne siamo sicuri ! si salda senza una cabina di aspirazione.

Un recente reclamo presentato all'infermeria è rimasto senza risposta. Cosa aspetta il dottor Marinoni? Forse che gli operai del reparto si rivolgano con regolare denuncia all'Ufficio Igiene? Cosa ne dicono intanto i tecnici dell'Ufficio Impianti?

l'Istituzione denominata « Assistenza Sociale » in fabbrica ha (da parte dei padroni) il solo scopo di usare puramente del paternalismo caritatevole, nei confronti dei lavoratori, richiedendo come contropartita l'assoluta subordinazione sociale e politica del lavoratore stesso.

I lavoratori invece chiedono di poter vivere, degnamente ed umanamente, senza rinuncie, con un giusto salario che li ricompensi della prestazione d'opera, nella misura atta a soddisfare le proprie necessità almeno nel limite della decenza e senza dover ri'Correre a carità pelose.

Detto ciò succintamente e sommariamente ( poichè ne riparleremo) vogliamo fare alcune considerazioni sul personale adibito alla funzione di « assistente sociale » il quale è in prevalenza femminile.

In generale queste impiegate hanno una speciale preparazione acquisita in appositi corsi scolastici.

La loro attività nella fabbrica, lo esige il padrone, non è però limitata al disbrigo di pratiche burocratiche, ma in molti casi è rivolta ad « entrare e, con domande strettamente personali, nell'ambito della psicologia del lavoratore col pretesto di volerne conoscere le speranze e i bisogni, per soddisfarli. Di qui le domande: — Quanti siete in famiglia? Quanti figli? Chi lavora? Come vivete? ecc.

Domande poste con una certa discrezione, ma che hanno il solo scopo di arrivare alla concessione di aiuti materiali e finanziari subordinandoli a rinuncie di carattere politico e sindacale. Questi e aiuti », a nostro parere, per il modo in cui sono concessi, per il carattere transitoro che rivestono tutti i « prestiti », non solo non risolvono la situazione ma non la avviano neppure a soluzione, così come non risolvono il problema le iniziative pseudo culturali, le gi-

1A SALUTE DEI CONTROLLI

Tempo fa il sig. SQUARZA, per giustamente salvaguardare la sua salute, faceva tappare ogni piccola fessura nelle vetrate del suo ufficio (Magazzer.0 cortrollo esterno).

— Il sig. Rossi Carlo per l'articolo « IO LA PENSO

COSI' » apparso sul n. I de « Il Lavoratore O.M. »

( Con la speranza che l'io confermi che è il solo a pensarla così, dopo il padrone s'intende ! )

Mentre siamo d'accordo con il sig. Squarza ( la salute è tutto, non è vero?) non 'o siamo con chi dovrebbe occuparsi del riscaldamento del locale adibito ai controlli e ricevimenti. Forse che, chi lavora nei reparti non ha diritto di mantenersi, anche lui, possibilmente sano?

Che ne pensa il sig. Zanetti, capi.. reparto e membro di C.I.?

te, gli spettacoli, le cene, ecc. Vi è piuttosto in tutto ciò una nuova concezione più all'americana del paternalismo e un reale tentativo di trasformare la vecchia « assistente sociale » che era dama di carità o pia contessa, in qualcosa di più moderno, ai fini della politica padronale.

Si tenta cioè di farla diventare intermediaria diretta tra la direzione e il lavoratore preso individualmente; la propagandista più efficace degli « ideali e del padrone.

Non tutte in verità, si prestano a simile gioco, e poi bisogna fare i conti con la classe operaia che non è certo disposta a subire un simile trattamento. Vi è ad onor del vero, chi di loro è presa da vivo interessamento umano al caso di fronte al quale si trova, ìl che è apprezzabile, se resta nei limiti e se non viene utilizzato ai fini della politica padronale. Ma affrontando caso per caso, individuo per individuo, si perde la visione generale ( per l'appunto veramente « sociale ») della questione.

Coloro che lavorano nel campo dell'assistenza sociale si trovano dinanzi a delle drammatiche realtà. E' illusione volerle affrontare senza trasformare i rapporti esistenti nella società attuale.

Altrimenti pur con la migliore buona volontà di questo mondo si finirà col lavorare proprio per quelle classi, per quei gruppi responsabili dei mali, che le assistenti sociali, generosamente, int;ndono combattere.

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Ragioniamo a piccole tappe! Mi sono spesso chiesto come mai quando la Direzione concede 'qualche cosa' ai lavoratori fa affiggere un manifesto di questo tipo: — in seguito a richieste della CISL e UIL... è stato firmato un accordo con la CISL e UIL ... che prevede un aumento di lire...; e invece quando risponde negativamente alle richieste il manifesto dice: -- ... in seauito a richieste della COMMISSIONE INTERNA siamo spia: centi... — Voi mi direte: -- ma cosa cambia Amgrogio?

-- Tutto cambia — dico io. -- Perbacco, il padronato si decide ad allargare i cordoni della borsa perché i soliti « estremisti » della FIOM minacciano di scioperare, mentre quelli della CISL e UIL aziendale dicono che non lo farebbero neppure se i salari fossero dimezzati, e quando la Fiat sgetncia, della FIOM non se ne parla e compaiono in scena CISL e UIL!

A parte il fatto che l'accordo dovrebbe avvenire tra la Direzione e la Commissione Interna e non tra la Direzione e le correnti

sindacali, la cosa non è molto chiara. Guardate ad esempio il « premio »: Un paio d'anni fa e ancora prima quando quelli della FIOM chiedevano soldi saltavano fuori, prima ancora del padronato, i soliti teorici della rinuncia a spiegare che la Fiat non poteva disporre e che d'altra parte non soldi bisognava chiedere ma riduzione di prezzi. Quando poi furono invitati ad agire in questa direzione che li avrebbero appoggiati non ,ne parlarono più! Amen!

Poi fu la Fiat stessa a rendere noto che i suoi profitti aumentavano e anche la prima obiezione cadde.

Finalmente era provato che i soldi la Fiat li aveva e infatti ne mollò una parte, non importa se utilizzandoli a fine discriminatorio.

Cosa c'entrano in tutta questa faccenda quelli della CISL e della UIL, io mi chiedo, perchè dovremmo ringraziare costoro per soldi che arrivano?

Ma se la stessa Direzione ha sempre detto che li dà per lo spirito di " collaborazione " dimostrato dai lavoratori; quando mai g li estonenti aziendali

AH MI PAREVA!

(ovvero:- Troppo bello per essere vero-)

— NO! NIENTE MERAVIGLIA ; non sono il prof. Valletta che riconosce il

diritto di sciopero, sono il prof. Colombo, scioperante...!

della CISL e UIL hanno rinunciato a " collaborare" in modo da costringere la Direzione minacciata di non collaborazione a mollare per riottenerla?

Infatti se per la CISL e UIL tutto va sempre bene perchè dare dei soldi per calmare gente che non ha mai manifestato malcontento?

E' evidente che le concessioni vengono fatte per calmare gli " altri" quelli che secondo il vadronato non sono mai contenti!

E siccome questi mai contenti sono quelli della FIOM è per merito loro che la Fiat ha sganciato e va man mano aumentando il premio, lo fa per accontentarli e convincerli che il monopolio è paterno, molto paterno!

Se non ci fossero loro addio premio e... il resto!

E' inutile che sindacati di comodo e padroni cerchino di voltare la frittata, Ambrogio indaga, spiega e condanna... hUIUNI'

LA VERITÀ

VIENE A GALLA

Il « Popolo di Milano » riferen. dosi alla fabbrica Bianchi, affermava, alcune settimane orsono, che la « situazione produttiva r quella che è, qualunque sia Ir Commissione Interna ». C'è veramente da stupire che a tale affermazione i dirigenti ci. slini siano giunti solo ora, dopc che tutta la campagna elettorale, non solo alla « Bianchi », fu condotta, in commovente accordo coi padroni, sul presupposto contrario; che, cioè, era proprio la e maggioranza F.I.O.M. » ad allontanare il lavoro dalle fabbriche ». Comunque... meglio tardi che mai

PRUVÈMM per UN ANN!

Un pu' de temp faa, in di eleziun, i « Sindacaa liber » inséma al padrun, han faa 'sta pruposta; ( e tiicc la sann)

pruvémm per un ann !...

pruvémm per un ann!...

Se vinc la FIOM — vusaven a fiaa d'oca, de prudiiziun ghe n'avrémm poca — ( ma lur saveven che l'era un ingann)

Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann !...

« Commesse NATO » per Mine ghe n'è minga, i « Stati Uniti » ne dan nanca una stringa mangiarémm pan spira e bagiann.

Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann!...

Se « Sindacaa libere inveci vu'i, danee e benesser, uttegnarì, E quèll che prumétten... el fann!...

Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann!...

Incd ghe l'han lur la maggiuransa; ma dopu ses mes, (addiu speransa) se ved i guadagn, urmai duve vann !...

Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann!...

I cottim taiaa, gh'è pi; liberlaa, se te alset la crésta te se licenziai.

Inscì a l'O.M., i rob cume stann.

Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann!...

Ai lavuradur, che s'en illus mes per mes, strengien un bds, l'è inútil anmò, cantagh cume i ran : Pruvémm per un ann!

pruvémm per un ann !...

Urmai l'hann capidaa ! — Piicciana, sémm omm! Per batt el padrun se dev vutà FIOM.

Omenn e donn, giuvinott e tusann : Vutemm FIOM per un ann?

NO ! vutémm per cent'ann!...

Ma minga dumà, per la Cummissiun, ma anca pel Guvérnu de la nasiun; cuntr'i « monopoli e noster tirann. Fémi curr per un ann, per cent'ann, mila ann!...

Antica e fidata organizzazione per la vendita rateale

CONFEZIONI

Attenzione !

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IL PADRONE SONO ME!

Il contegno tenuto dal prof. Valletta nel famoso incontro con la Commissione Interna ( 1954 )

LA CENA DELLE BEFFE

La prima cena tenutasi pre-campagna elettorale

1956

TOTO' E CAROLINA

I « sindacalisti » Campani e Sommariva.

BRAVISSIMO!

!l cav. Vanetta dopo l'impresa del 1 0 Novembre alla Mensa.

ABBRACADABBRA !

La Direzione cerca di dare vita ad una lista di « indipendenti ».

TRA BAMBINI

Pierino, ospite del suo piccolo amico di scuola Tonio, osserva i molti diplomi appesi al muro del salotto e domanda al suo piccolo amico:

Cosa sono quei quadri?

Sono i premi ottenuti da mio quando era un atleta dilettante — risponde fiero Tonio. Premi? Allora anche mio papà è un dilettante, quando discute con mia mamma parla sempre di e premio di fedeltà - premio di collaborazione premio di produzione - premio di produttività - premio di bilancio, ecc. » che ha ottenuto all'O.M.! Ma mia mamma, chissà perchè, è sempre arrabbiata e non ne è fiera!

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DIALOGO
( PROVIAMO
)
PER UN ANNO

Ad4emsa vaccuiza sui Va t a !

Concluso a Roma un accordo di massima tra l' INTOURIST di Mosca e la C. I. T.

Scambio reciproco di turisti — Prezzi convenienti e itinerari suggestivi.

L'accordo, che potrà divenire operante nel prossimo anno. dopo che da parte delle competenti autorit^ saranno studiati e definiti i vari problemi valutari e tecnici e determinate le modalità dei pagamenti, prevede il regolare scambio di comitive turistiche entro la primavera e l'estate 1956.

I dirigenti dell'Intourist hanno chiarito che è nelle loro intenzioni di presentare alla CIT una quincl'icina di itinerari che permetteranno ai visitatori italiani di toccare le magriori città sovietiche e le zone più interessanti.

NON TUTTO VA BENE

Lo dicono i lavoratori

Quello della CATENA

L'operaio della FONDE- MONTAGGIO TRATTRICI RIA si lamentava dicendo portò la sua denuncia: che la vita nel suo repar- — Siamo fermi, dicono che to è diventata un inferno, si tratta della solita stasi ambiente irrespirabile e stagionale ma sarà poi ve- taglio delle tariffe, la sa- ro? è cominciata troppo Iute se ne va a pallino e presto per crederlo e non per guadagnare la giorna- se ne vede la fine! ta bisogna sudare sette ca- — Nel mio reparto in micie. CARPENTERIA — cominL'operaio della LINEA ciò un altro — non si fance l'aveva con le tabelle no più ore straordinarie, per il calcolo del cottimo cosa buona se significasse delle quali non capiva il assunzione di altro persomeccanismo; andava a ca- nale, ma sappiamo che sa con pochi soldi mentre non è così, e allora? lavorava come un ossesso, — Avete sentito alla si recava a protestare e gli Fiat Lingotto, vogliono lidicevano che tutto anda- cenziare 550 operai e sl va per il meglio, per lui il che le elezioni per la C.I. disagio e lo sforzo aumen- sono andate come la Fiat tavano e quelli a spiegar- desiderava, eppure li vogli che aveva ancora un gliono buttare sul lastrico. largo margine di tempi Cosa dobbiamo aspettarci inattivi. all'O.M. con l'aria che All'operaio del MACCHI- tira?

NARIO piangeva il cuore — Dai capitalisti non a vedere il suo settore pie- possiamo aspettarci che no di tante macchine la- guai -- sentenziò l'operaio sciate inoperose, a sapere a disposizione — quelli atdi tanti compagni di la- traverso la parola d'ordivoro messi a disposizione ne « se vince la FIOM si a fare lavoro non di loro chiude la fabbrica » hancompetenza, a vedere tan- no escogitato la formula ta capacità lavorativa non per addossare la colpa delutilizzata per il meglio. la loro fallimentare poli-

LE BUGIE del prof. VALLETTA

Le accuse portate dal (gruppo finanziario facenprof. Ernesto Rossi allal te capo alla stessa fabbrica di automob,.“) sono organismi « completamgite indipendenti ».

FIAT, nel corso del dibat7 tito alla televisione con l'ex-presidente della Confindustria Angelo Costa, hanno profondamente turbato i dirigenti del monopolio torinese.

Il prof. Valletta, in una lettera a Costa afferma che «la Fiat non è un monopolio, ma un'azienda che produce e realizza sopratutto nell' interesse del consumatore » (!) e sostiene che la Fiat e l' IFI

Il prof. Valletta ci deve scusare, anche noi avevamo finora creduto, il cielo ci perdoni, che la Fiat fosse un monopolio, ma dopo la sua lettera abbiamo capito: — La Fiat e una... Cooperativa di cui i lavoratori sono azionisti!

Va bene così prof. Valletta?

Alcuni di questi itinerari, erano già stati esposti alla CIT e sono particolarmente convenienti per i prezzi e suggestivi per i luoghi.

L'importanza dell'accordo non ha bisogno di commenti: da anni in Italia il problema dei nostri rapporti turistici con l'URSS era stato sollevato con forza.

Noi siamo soddisfatti dell'accordo raggiunto c;:e permetterà agli italiani di conoscere cos'è l'Unione Sovietica.

Gli scambi reciproci influiranno positivamente sulla reciproca - conoscenza; il turismo è una delle

gare la cifra che essi chiedono. Si accontentino di minori guadagni, aumentino la produzione utilizzando tutti gli impianti e vedranno c h e smerceranno!

forme che contribuisce all'amicizia tra i popoli e noi siamo lieti quando questi vincoli tra diverse nazioni divengono sempre p i ù stretti.

Lo sappiamo che notizie del genere tolgono parecchi argomenti alla propaganda antisovietica, ma che volete, signori della reazione, i tempi corrono, il mondo cammina, la distensione e la convivenza pacifica conquistano sempre nuovi aderenti e le grinte feroci, tipo Scelba & C., non sono più di moda.

Benvenuto ai turisti sovietici e buon viaggio a quelli italiani!

ARRIVA LA COMMISSIONE D'INCHIESTA segue Pa9-

tica commerciale, dovuta ad incapacità di vedere la nuova realtà che sta maturando nel mondo, ai lavoratori.

La crisi che attraversa la nostra industria nazionale non ha lasciato incolume la O.M. la quale, benchè sottoposta alla Fiat soffre dello stesso male che ha portato alla smobilitazione la Bianchi.

Anche là sebbene avessero vinto i favoriti del padrone lo slogan « proviamo per un anno » a nulla è servito, anzi ha incoraggiato i padroni a fare il loro comodo con più tranquillità.

Anche laddove il monopolio è riuscito a far vincere le liste di comodo la crisi minaccia. E mentre la linea di montaggio della nostra fabbrica è ferma, l'Inghilterra esporta nel nostro Paese 10.000 trattrici all'anno!

I signori del monopolio poi fingono di non sapere che le nostre trattrici rimangono invendute perchè in Italia vanno man mano scomparendo gli acquirenti che possono Da-

MIGLIORIE IMPIEGATI

Abbiamo appreso, con viva soddisfazione la miglioria sul premio di produzione agli impiegati, ottenuto dalla Commissione Interna. Per quanto tali migliorie siano ancora troppo modeste ( e per gli impiegati e per gli operai) per il raggiungimento di un sempre migliore tenore di vita dei lavora. tori, auspichiamo la continua unitarietà nelle lotte rivendicative fufine, dei lavoratori e delle loro organizzazioni.

Direttore Resp. I. Banfi

Autoriz. Trib. Milano 3763

Tip. S. Clerici - Milano

L'Italia ha bisogno di meccanizzare la propria agricoltura e poi ci sono i mercati dell'est europeo e dell'Asia che chiedono...

Cosa si aspetta per uscire dalla spirale di crisi?

ta ripetutamente sollevata dai commissari di sinistra. E' stato intanto deciso che le dichiarazioni degli interrogati, nominativamente raccolte, saranno considerate riservate e non destinate alla pubblicazione. Ma rimane evidentemente il problema delle possibili misure di rappresaglia da parte padronale. A questo scopo, la commissione ha deciso di lanciare una dichia razione solenne per

Questo dicevano gli operai e noi non possiamo che sottoscrivere le loro impressioni certi di avere con noi tutti gli onesti lavoratori che vivendo col loro lavoro hanno diritto di pretendere che questo sia tutelare la libertà e i diloro garantito. Non per ritti di tutti coloro che dagentile concessione quindi ranno la loro collaborazioma perchè il diritto al la- ne ai lavori dell'inchiesta. voro è diritto alla vita. I parlamentari di sinistra hanno chiesto che per tutta la durata dei suoi lavori la commissione raccolga ed istruisca tutte le eventuali denunce che le perverranno su misure di persecuzioni (licenziamenti, trasferimenti, ecc.), adottati in seguito alla par-

ARIA DI CASERMA

Veniamo a conoscenza che il lavoratore ROTTA GIOVANNI BATTISTA è stato punito con « I giorno di sospensione » per « aver protestato in modo scorretto ver- tecipazione dei lavoratori allo svolgimento dell'inchiesta.

so un dispensiere e aver ripetuta. mente rifiutato di fornire le generalità ad un impiegato e ad un sorvegliante ».

A parte il fatto in sè, che come descritto non rispecchia la verità, poichè il Rotta si lamentava con il dispensiere per lo spreco di tempo nel prelevamento di olii causato dall'assenza prolungata del dispensiere stesso dal magazzino, ci stupisce la richiesta di generalità da parte dell'impiegato.

Signori della direzione è finita l'epoca del Fabbriguerra, ma per voi, siamo ancora alle gerarchie?

A tutti A tutti rigenti feste:

In seguito al nostro appello sono giunte presso la Redazione numerose lettere che riguardano problemi interessanti la Commissione Parlamentare d'Inchiesta. Invitiamo i lavoratori che hanno da segnalare altre questioni di scrivere a in EL CAMINUN »Corso lodi, 58. - Milano.

BUONE FESTE

i nostri lettori e alle loro famiglie. i lavoratori: operai, impiegati, tecnici, divanno i nostri migliori auguri di buone

BUON NATALE

BUONA FINE E PRINCIPIO D'ANNO

La Redazione

Il ministro degli Emeri dell' URSS MOLOTOF e l'ambasciatore d'Italia a Mosca DI STEFANO

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