bollettino crinformazione del C. di F. dell ' alfa romeo
Documento dei delegati Dipro Man
ARESE E PORTELLO )
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ARESE E PORTELLO )
J E' luogo comune in fabbrica ritenere i lavoratori in tuta marrone della Manutenzione i beneficiari di una condizione privilegiata che, in quanto tale, li dissocia da tutti gli altri lavoratori operai: un gruppo quindi tendenzialmente corporativo, negato alla solidarietà militante.
Le vicende sindacali di questi ultimi anni di lotta ed i notevoli passi compiuti ver so una condizione sempre più egualitaria di tutti i lavoratori hanno fatto giusti zia di questa diffusa mentalità e di questo pregiudizio, ponendo nel contempo in una ottica nuova e ricca di sviluppi gli stessi problemi "storici" della Manutenzione.
Prima di analizzare compiutamente questi problemi é però utile conoscere la dimensio ne e la qualità del materiale umano operante nel settore:
ex Impiegati
n. 11 di 7- categoria
28 di 6^ categoria
16 di 5' categoria
6 di 4^ categoria
5 di 3^ categoria
n. 66
N. 1 .420
Nella pratica, infine, la Manutenzione si articola nei seguenti settori: l'area mono litica del Portello; in Arese: l'area Centrale e le Zone delle Meccaniche, della Forgia, della Fonderia, dell'Assemblaggio, dell'Abbigliamento, dello Stampaggio, della Verniciatura, cella Centrale Termoelettrica.
I problemi "storici" della Manutenzione hanno sempre riguardato due aspetti della con dizione di lavoro: l'orario di lavoro e la mobilità professionale.
Il primo di essi richiama immediatamente le problematiche della prestazione straordi naria e delle attività date in appalto; il secondo la qualità del lavoro e la sua difesa, nonché il conseguente giusto riconoscimento categoriale da attribuirsi al lavoratore.
Occorre precisare che negli anni trascorsi la caratteristica di questo complesso di realtà é stata il loro utilizzo combinato per uno specifico tipo di politica di lavoro: lo sfruttamento ed il condizionamento dell'operaio attraverso la manipola zione, ora paternalistica ora cinica, delle sue esigenze di ordine salariale e pro fessionale.
Nell'ultimo biennio però, se da un lato si richiedeva un sempre più massiccio ricorso alle prestazioni straordinarie, dall'altro non riusciva più la corrispondente politica delle promozioni categoriali "pilotate" o, peggio, la variante esclusivamen te padronale della elargizione di consistenti "barre" in denaro.
Questo per il raggiunto obiettivo operaio del controllo del salario e dell'inquadramento professionale, avvenuto soprattutto mediante la lotta che espresse gli accor di sindacali aziendali 17.2.1972,1.11.4.1974 e il contratto collettivo di lavoro della primavera del 1973.
Non si dimentichi infine che i fenomeni oggi generali di impoverimento degli organici a seguito della fuga forzata o spontanea, di personale, ha interessato tutti i settori di Manutenzione, incidendo particolarmente sui contenuti qualitativi del lavoro.
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Alcuni dati evidenziano le osservazioni che qui abbiamo premesso:
à) dei 295 ex operai di 5^ categoria ben 161 sono stati promossi attraverso l'accordo sindacale della primavera di questo anno;
b
)in un tessuto di ampi sbocchi professionali quale é tradizionalmente quello di'Ma— nutenzione, 277 ex operai di 3^ categoria esprimono una giacenza assolutamente non "fisiologica". Nonostante che per circa almeno 50 preesista una richiesta di pas— saggio di categoria della stessa Dipro Man, ed in alcuni casi vecchia di anni, nep_ pure esse vengono evase;
C) non esiste Centro Tecnico e Operative che coordini ed indirizzi la massa produtti va dei diversi settori. Si hanno in organico, in compenso, tre neo diplomati; otto lavoratori studenti che frequentano l'ultimo anno di Istituto Tecnico e 40 variamen te distribuiti negli altri anni del Corso, inutilizzati su posizioni di semplice operaio. D'altra parte 15 lavoratori operano da più di un anno su mansioni di impie gato tecnico od amministrativo o di capo linea senza che sia loro riconosciuta la giusta qualifica e categoria. Si distingue però la presenza onnipotente ed onnipre sente di alcuni capi servizio escludendo i due dirigenti il cui potere, ai fini di un profondo rinnovamento anche tecnico—organizzativo della Manutenzione deve es CO sere drasticamente ridimensionato; dal r gennaio 1974 le Manutenzioni si sono impoverite di 145 unità lavorative: so no stati dati 88 lavoratori (dei 314 previsti dall'accordo sindacale 11.4.1974) provenienti dalle ex imprese di appalto, 15 giardinieri, 20 meccanici, 15 elettro meccanici. Se si fa astrazione dei giardinieri, la cui attività man può definirsi produttiva; se si considera che gli 88 lavoratori delle ex imprese già operavano in Manutenzione, molti da diversi anni; se si ricorda che ben 240 erano in realtà i lavoratori delle ex imprese inserite nel ciclo di Manutenzione, e che dovevano essere assorbiti, si deve valutare la perdita effettiva di personale in circa 260 unità lavorative. Tra l'altro, 21 dei citati 88 lavoratori delle ex imprese sono stati assunti dequalificandoli, nulla riconoscendo ai fini della anzianità pre— gressa;
e)nonostante il punto precedente sono oggi presenti in Fabbrica ed operanti per la Manutenzione circa 13 imprese esterne di pulizia industriale occupanti in maniera permanente 120-150 lavoratori e circa 20 imprese che fanno nuove installazioni e modifiche agli impianti, nonché lavori vari, per un novero di 150-200 saltuari ope rai. E ciò fatta ovvia eccezione delle tre imprese: VillaC.„ Villa G, Cae, ope— ranti sugli impianti industriali a ciclo continuo, che occupano 70-80 lavoratori e che già dovevano essere assorbiti se si fossero rispettate le intese _Sindacali. La stima di questi dati é in ragione di una presenza mai costante sempre diversi ficata, delle imprese di appalto: questo non toglie che in talune sezioni non si potrebbe compiutamente operare se esse non fossero costantemente abbinate ai no— stri organici;
f)si può ragionevolmente stimare, non essendo reperibili in proposito dati precisi, che nei primi sei mesi del corrente anno le imprese hanno assorbito circa 270.000 ore di effettivo lavoro ed 80.000 di straordinario. Ciò non considerando quelle di pulizia industriale e le tre di cui agli impianti a ciclo continuo;
gyiempre nei primilsei mesi del 1975 le ore effettivamente fatte in straordinario dai lavoratori della Manutenzione, quindi non quelle richieste ne quelle concesse dai delegati, ammontano secondo gli stessi delegati a circa 45.000 per le attività
operaie e superano le 12.000 per ciò che riguarda le ex categorie speciali e gli ex impiegati. Dal canto loro le realtà di presidio hanno saturato ulteriori cir ca 9.500 ore di prestazione straordinaria, su di un organico di 158 lavoratori; Iìraffrontandoi primi semestri del 74/75 si può nntare che le ore di effettivo lavoro sono diminuite in Manutenzione di circa 300.000 unità; 'nel medesimo periodo le ore straordinarie sono calcolate di circa 75.000 unità; uno studio dell'apposito Ufficio Dipro Man ha previsto che la differenza in ore di lavoro tra il consuntivo dell'anno 74 ed il preventivo dell'anno in corso sarà di circa mezzo milione di ore in difetto: delle quali circa 70.000 da attribuirsi al la sola contrazione delle prestazioni straordinaiie. In questo contesto si consideri che la percentuale media di assenza dal lavoro é in Manutenzione tra le più contenute di Fabbrica: si attesta infatti attorno al 12%.
NON DEVE QUINDI STUPIRE SE LA MANUTENZIONE NON E' IMPOSTATA SU PROGRAMMI RAZIONALI DI PREVENZIONE BENSI' SI ARRANGI NEL SOLO PRONTO INTERVENTO A GUASTO ACCERTATO: NE CHE ACQUISTI SIGNIFICATO EMBLEMATICO CONSIDERANDO LA FELICE COMBINAZIONE TRA DISGREGAZIO NE ORGANIZZATIVA ED UTILIZZO SELVAGGIO DELLA FORZA LAVORO.
3) Se questo, più o meno, é lo stato attuale delle Manutenzioni appare evidente che i rimedi debbano ricercarsi nella esigenza di nuovi Organici applicati ad una nuo va e radicalmente diversa organizzazione del lavoro, e che la cura potrà dare benefici nella media e lunga prospettiva solo se iniziata con urgenza.
Fu questo lo spirito delle intese sindacali raggiunte in sede di Intersind milanese il 6.12.1974, con le quali l'azienda si impegnava a risolvere i problemi di orga nico dei "presidi" ed a presentare uno studio di reimpostazione dei servizi di Manutenzione rispettivamente entro il gennaio e l'aprile del corrente anno.
Come é consuetudine quegli impegni non sono stati rispettati: i delegati però, chia mando al dibattito ed alla elaborazione le stesse gerarchie aziendali di sezione, hanno presentato due loro progetti attorno ai quali si é avviata la trattativa in sede aziendale.
Per quanto riguarda i "presidi" la richiesta di nuovi organici muove da una ipotesi di modificazione della Organizzazione del lavoro della quale si erano precisati gli elementi portanti: prestazione settimanale media di 40 ore, settimana la vorativa oscillante tra un minimo di quattro ed un massimo di sei giorni, imme diato cambio turno al termine delle settimane così articolate, riposo domenicale medio due volte al mese .
Si prendono inoltre in considerazione le necessità di "polmone" nonché le condizioni di pericolosità e di isolamento proprie di queste posizioni di lavoro.
In tale materia l'intesa con l'azienda é stata raggiunta verso fine settembre con la definizione di un incremento di organico di 19 unità lavorative complessive, di 4 cui sedici al Portello e le restanti tre ad Arese; mentre ancora da precisare >b»
sono la provenienza di queste nuove unità operaie ed i tempi corrispettivi di in serimento ed alcune questioni inerenti le spese di trasporto e talune particola rità "indennità" o maggiorazioni.
Il progetto che concerne la Manutenzione vera e propria si compendia in una richiesta più complessa ed articolata: parte dalla necessità di un dimensionamento de gli organici sulle 40 cre settimanali di lavoro ai fini di una attività improntata su prevenzione anziché su mero intervento; si pone il quesito dell'utilizzo dei nuovi organici in una rinnovata organizzazione del lavoro risolvendolo me diante la realizzazione delle squadre poliprofessionali, la cui funzione sarà di presenziare al sabato per esigenze sia Oi prevenzione che, eventualmente, di pronto intervento; propone l'uso perodinato e sistematico del meccanismo del "riposo compensativo"; suggerisce una revisione bilanciata degli incentivi che trae spunto dalle norme sindacali oggi esistenti.
Questa proposta dei delegati si allaccia ad uno studio della stessa Dipro Man di cui diamo la conclusione: per la Manutenzione organizzata a programma, ed in cui lo straordinario sia contenuto nella misura fisiologica del 4% del totale delle ore di effettivo lavoro, occorrerebbero 207 nuovi operai, 23 capi operai, 8 impiega ti di officina, 32 impiegati di ufficio.
Si é quindi avviata la trattativa con la DIPER che, dalla primavera ad oggi, si é snodata in una serie di incontri: che hanno si consentito alcuni risultati con creti, vedi sui "presidi", ma che ancora non hanno saputo trasformare le affermazioni solenni in fasi operative sugli altri temi.
E' così avvenuto che al momento della trattativa i delegati hanno ritenuto opportu no accostare la mobilitazione e la lotta dei lavoratori: si é realizzata un'as semblea di due ore con sciopero e si é deciso di fare conseguire al normale coma, trollo delle richieste di straordinario, per accertarne la veridicità, il recu pero in riposo compensativo della prestazione eccedente le 40 ore settimanali.
E' questa ultima una iniziativa coerente con gli obiettivi che il progetto dei dele gati si propone ma che ha il pregio, nel contempo, di essere una efficace forma di lotta, capace di soffocare qualsiasi programma attuale di manutenzione.
Questo impegno ha già sorbite alcuni risultati, primo tra essi di fare saltare il tentativo dell'azienda di congelare la trattativa ed i problemi in essa presen ti con la pregiudiziale dell'intervento di un Ente Esterno: quella "Majnard Ita liana" specializzata nell'organizzare le manutenzioni sulla base di una serie di dati e di un metodo volti alla tempizzazione del lavoro.
La trattativa infatti proseguirà sulla base delle richieste operaie.
L'ASSENTEISMO È UNA DELLE PIAGHE PIÙ VERGOGNOSE DEL NOSTRO PAESE ... DOBBIAMO STRONCARE AL PIÙ PRE510 OGNI FORMA DI A95ENI -E14M0 !Dall'insieme dei temi accennati, si può rilevare come lo sforzo primo dei delegati sia stato, e sia ancora, quello di un rapporto serio e efficace con i lavoratori e le loro esigenze: si é cercato di non fare mai mancare l'attenzione e la sensibilità ai problemi, di tenere viva la tensione ideale e di lotta in una vi sione realistica del panorama sindacale, di consentire ad ogni singolo lavorato re il controllo sull'operato del delegato mediante una informazione tempestiva, di realizzare puntuali momenti di dibattito.
L'impegno sulla gestione delle prestazioni straordinarie, che tanti risultati ha da to anche in termini di mentalità e coscienza; sulla mobilità professionale, in aprile per l'allargamento della 5" cat. oggi per un più vasto ed equo accesso alla 4"; le vertenze in Magistratura per difendere il livello categoriale e la anzianità pregressa dei lavoratori assorbiti dalle ex imprese, nonché per tute lare il livello salariale dei lavoratori della CTE di Arese, sono alcuni momen ti di un consenso, faticoso anche, che l'azione dei delegati consegue tra i la voratori e che é la forza motrice per la loro partecipazione determinante ad ogni fase della vita sindacale.
Tutto questo in coerenza con le indicazioni più generali degli Organismi Sindacali scelti dai lavoratori, perché l'azione di Reparto abbia a saldarsi in modo soli dale e militante con i bisogni proprii di tutta la Fabbrica.
Che anzi, é questo il presupposto perché questa articolazione di presenza sindacale faccia breccia nella coscienza dei lavoratori e si ponga quale elemento nuovo di ricostituzione degli stessi Organismi Sindacali di base in una rinnovata pratica di democrazia: sia quando ci si batte per l'occupazione che per acquisire nuo vi livelli professionali.