Skip to main content

Unità a sinistra5

Page 1

CONSIGLIO DI ZONA

SCUOLA DELL'OBBLIGO

SERVIZI DELLA ZONA

Approvato alla

Ancora a

Apriamo

unanimità il

proposito del

un'inchiesta

documento sulla

comitato genitori

sui servizi della

proposta di

della scuola di

zona, cominciando

delibera-quadro

piazza Sicilia

dai trasporti

A PAGINA 3

A PAGINA 2

A PAGINA 2

ZONA6 MAGENTA-SEMPIO NE

unità a sinistra

A CURA DEL COMITATO UNITARIO DI ZONA (PCI - PSI - PSIUP - MPL) Marzo 1972

Anno IV - N. 2 - L. 50

Approvato in Parlamento

Un primo successo contro la speculazione in via Correggio - Colonna

Il Consiglio di Zona respinge la licenza edilizia Regolamento della legge sull'area ex-Rusconi e vota per le case popolari sul commercio Giovedì 24 febbraio, ore 21: in Consiglio di zona si discute sulla richiesta di licenza edilizia per la costruzione di un complesso di edifici di lusso sull'area della ex-fabbrica Rusconi, 10.000 metri quadrati di terreno tra via Correggio e via Colonna che fanno gola a quell'insaziabile piovra che è la speculazione edilizia. I cittadini della zona sanno già tutto di questa manovra • tentacolare »: il Comitato unitario di quartiere, costituito dalle forze politiche che danno vita al nostro giornale (comunisti, socialisti, socialproletari, cattolici dell'MPL), ha provveduto per tempo ad informarli con una forte azione di volantinaggio, con la raccolta delle firme in calce a una petizione che chiede case popolari su quell'area, azione accolta con entusiasmo dalla cittadinanza, dalle masse popolari dei quartieri. E i risultati si vedono. Quasi 2000 firme raccolte, ordini del giorno dei Consigli di fabbrica di alcuni grandi complessi industriali della zona o che gravitano sulla zona, e

soprattutto un'aula gremita di cittadini quando inizia la discussione. E' quest'ultimo uno dei fatti determinanti, come è stato ampiamente dimostrato in tante altre occasioni. Di fronte alla mobilitazione dei cittadini, alla loro vivace presenza, i democristiani sono costretti a recedere dalla loro posizione di sempre, che è di aperto appoggio alle scelte delle classi economiche dominanti e quindi anche della speculazione, e dopo aver cercato di tergiversare a lungo, di perdere tempo, alla fine alcuni di loro (ad eccezione del tetragono Fiorani) votano per l'ordine del giorno presentato dalle sinistre, qui pubblicato. La mozione viene approvata con 12 voti favorevoli,1 contrario (quello del democristiano Fiorani, appunto) e 1 astenuto (il liberale Buzzetti). L'altro consigliere liberale presente, Falini, si rifiuta di esprimere un parere (che coerenza!) ed esce dall'aula. La mobilitazione popolare ha ottenuto quindi un primo successo. Ma evidentemente le cose non possono fermarsi a questo punto. La parola spetta ora alla Giunta comunale, in particolare alla Ripartizione all'edilizia privata e al-

Il testo della mozione approvata A Milano, nella nostra zona, ancor oggi si tentano spaventose speculazioni edilizie ai danni degli interessi della cittadinanza. Dopo che la nostra zona ha dovuto subire negli anni passati la rapina incondizionata di spazio vitale da parte delle grosse immobiliari, che hanno accumulato miliardi sfruttando la rendita di posizione (esempio ruacroscopico la lottizzazione De Angeli-Frua), esiste ancora oggi, nel 1972, chi tenta di far passare una operazione speculativa immobiliare, pretendendo di costruire la bellezza di 63.000 metri cubi su di un'area di circa 10.000 metri quadri. Tale operazione comporta peraltro l'insediamento di circa 700 abitanti, ovvero circa 220

la Ripartizione all'urbanistica. Noi sappiamo per esperienza (il caso della exSalmoiraghi lo ha dimostrato a sufficienza) che non ci si deve assolutamente cullare sugli allori, che la mobilitazione deve continuare e allargarsi, coinvolgere un numero sempre maggiore di cittadini, perchè la posta in gioco è molto elevata. Si tratta infatti di andare a colpire uno dei meccanismi più forti del potere delle classi dominanti, quello della speculazione sulle aree fabbricabili appunto, attorno al quale ruotano grossissimi interessi e spregiudicati giochi di potere e di connivenza fra forze economiche e determinate forze politiche che dirigono la pubblica amministrazione, anche a livello personale. Contro le scelte della speculazione, del privilegio, degli interessi parassitari della rendita fondiaria, i cittadini, le masse popolari vogliono che sia reso operante il diritto ad abitare nella città, e in una città umana, non al servizio del profitto e degli interessi privati. Ecco perchè vogliono che anche nella nostra zona si ponga mano a un piano di insediamenti di case popolari, a basso prezzo e che in questo piano rientri evidentemente la creazione di servizi sociali (scuole, verde, attrezzature sanitarie, culturali e sportive) tale da garantire alla zona un aspetto umano. Per ottenere ciò (l'abbiamo sottolineato sempre) è necessario che le decisioni del potere pubblico vengano prese in pieno accordo con le esigenze più volte manifestate dalle masse popolari e dalle loro organizzazioni sociali e politiche: blocco di tutte le edificazioni speculative di lusso e realizzazione di servizi sociali e di edilizia abitativa popolare. Per questo ci battiamp e intorno a questi obbiettivi chiamiamo alla mobilitazione i cittadini; un momento di questa mobilitazione sarà l'Assemblea popolare indetta dal Consiglio di zona, su richiesta della sinistra, per il 21 marzo, nella scuola di piazza Sicilia.

famiglie, ovvero altri 200 bambini senza prevedere la dotazione di asili, di scuole, di servizi sociali adeguati ed indispensabili. Il Consiglio di Zona 6 oramai conosce a fondo quale dannoso qualuilouisim; e quale egoistico interesse spinge a simili aberranti tentativi di lucro. Perciò esprime, nel caso particolare della Rusconi, il suo più energico diniego a questo ulteriore tentativo di speculazione edilizia, e invita le autorità comunali, nella fattispecie la Ripartizione Urbanistica e la Ripartizione Edilizia Privata, a rivedere la loro posizione nei confronti della immobiliare suddetta applicando con il dovuto coraggio la legge urbanistica vigente.

Richiede che la suddetta area venga inserita nel piano 167 per la realizzazione di case popolari e servizi espropriandola a prezzo agricolo secondo la legge vigente n. 865. Inoltre si chiede che l'amministrazione comunale, prima di esprimere un parere sulle licenze edilizie, consulti in sede di Commissione Edilizia e Commissione Consiliare per la Pianificazione Territoriale, anche i rappresentanti dei consigli di Zona. Infine, il Co:.nsiglio di Zona 6 indice seduta stante per il giorno 21 marzo alle ore 21, presso la scuola di P.za Sicilia, una assemblea popolare sull'argomento: Recupero delle aree edificabili disponibili per la realizzazione di case popolari.

Democratizzazione della RAI-TV per battere il monopolio democristiano Il 15 dicembre 1972 scade la convenzione fra lo Stato e la Rai-Tv, che (non tutti lo sanno) è una società per azioni la cui maggioranza è controllata dall'IRI. Trattandosi di un problema di rilevante importanza politica era prevedibile che, intorno alla scadenza della concessione, si sviluppasse una battaglia politica di massiccie proporzioni. Grosso modo si può affermare che le posizioni attualmente in campo sono tre. La prima riguarda sostanzialmente il rinnovo della concessione alle attuali condizioni. Naturalmente nessuno osa propugnare ufficialmente questa tesi. Nemmeno i democristiani che, tutto sommato, sarebbero quelli che beneficerebbero maggiormente di una tale soluzione. Resta però una ipotesi plausibile proprio perchè la riconferma dello status quo, purtroppo, rappresenta una consuetudine difficilmente eliminabile nel nostro paese. La seconda possibilità, ed è quella propugnata con qualche sfumatura in più o in meno, dalla sinistra (PSI, PSIUP, PCI) propende decisamente verso una democratizzazione effettiva della Rai-tv, che sia accompagnata da una diversificazione di canali regionali. In tal modo si dovrebbe poter mettere il « mezzo « a disposizione dei cittadini e delle masse popolari, intendendo l'informazione come servizio pubblico e sociale. Infine c'è una terza posizione, propugnata dai grandi editori privati, le gran-

di finanziarie ed alcuni personaggi come il socialdemocratico De Feo, l'ineffabile Sandulli (ex - presidente della RAI), e — duole dirlo — il « socialista « Eugenio Scalfari (il quale però — in questi ultimi tempi — ha avuto modo di rettificare il tiro), che consiste nella richiesta di privatizzazione della RAI-TV, o in quella che impropriamente viene chiamata «libertà di antenna». Queste tre posizioni avranno modo nei prossimi mesi di confrontarsi. E' necessario che il dibattito non resti segregato solo fra gli « addetti ai lavori « ma venga esteso e coinvolga tutto il paese. Proprio per questo, e perchè la RAI-TV di Milano, che dopo Roma rappresenta il maggiore centro televis'io italiano, è situata nella Zona 6, Unità a Sinistra indice I' assemblea popolare qui indicata.

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 27 gennaio 1972 del regolamento di attuazione, la nuova Legge sul commercio è entrata in una prima fase di applicazione. L'adempimento immediato è ora quello dell'iscrizione al Registro degli Esercenti Commerciali presso la Camera di Commercio, iscrizione che è resa obbligatoria dalla Legge sul Commercio per il rilascio di nucve autorizzazioni da parte dei Comuni, per trasferimento, volture e ampliamenti merceologici delle autorizzazioni esistenti. Ricordiamo che gli esercenti già in possesso delle licenze prescritte dalle Leggi abrogate hanno diritto di essere iscritti al Registro istituito presso la Camera di Commercio. La domanda di iscrizione, redatta in conformità al modello ministeriale, deve essere presentata entro e non oltre il 21 luglio 1972. Decorso tale termine l'esercente perde il diritto all'iscrizione automatica. In allegato alla domanda va allegata la ricevuta di versamento di L. 15.000, ridotta a 5.000 per gli ambulanti e cooperative di consumo, versata a favore della Camera di Commercio. La legge prescrive inoltre che ogni esercente sia munito di licenza comunale. Al rilascio di tale licenza hanno diritto gli esercenti già in possesso delle licenze prescritte dalle leggi abrogate. Anche in questo caso la domanda deve essere redatta in conformità al modello ministeriale prescritto, e deve essere presentata entro e non oltre il 21 luglio 1972 a pena di decadenza del rilascio della licenza comunale in caso di ritardo.

A favore di tutti gli esercenti interessati il giornale offre un servizio di consulenza legale e amministrativa. Ogni richiesta deve essere indirizzata alla Sede del Giornale. Inoltre se verrà raggiunto un numero adeguato di richieste, il Giornale organizzerà uno o più convegni diretti a divulgare il contenuto e gli adempimenti della nuova disciplina sul commercio. F. Mazzarelli

VENERDI' 24 MARZO, ALLE ORE 21 presso il Circolo CARDUCCI, via Bertini, 19

ASSEMBLEA POPOLARE indetta da « Unità a sinistra » sul tema

RAI-TV: DUE CANALI DA DEMOCRATIZZARE TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Unità a sinistra5 by fondazioneisec - Issuu