Skip to main content

Il Battistrada6

Page 1

MARZO 1962

IL BATTISTRADA Supplemento a "MILANO SINDACALE, a cura della S. A. S. C. I. S. L. - PIRELLI

Grave azione di forza

L'aurea/i,

della Pirelli nei confronti della Commissione Interna e dei lavoratori Non è per sterile polemica o per spirito nostalgico se rievochiamo tempi passati; lo facciamo perché la storia dovrebbe insegnare, ai saggi, come vivere i giorni avvenire. Ciò premesso, ci sentiamo autorizzati a ricordare alla Direzione della Pirelli i tempi del dopoguerra, quando bastava un po' di folla in piazza per far cedere il padrone, anche se le basi di una obiettiva trattativa erano inesistenti. Noi, di quel metodo, non siamo mai stati sostenitori, perché, onestamente, ritenevamo che a lungo andare poteva portare alla rovina sia il capitale che il lavoro. Sono passati diversi anni e padroni e lavoratori hanno fatto un buon bagaglio di esperienza. Non sono mancate le lotte e le interminabili trattative, ma ci sembrava fosse finalmente giunto il tempo in cui la democrazia potesse consigliare il reciproco rispetto tra capitale e lavoro, se non proprio al punto di trattare le cose con senso di collaborazione, ma almeno in un clima di tolleranza. Dobbiamo invece constatare, con rammarico, che il padrone ha preso il posto di coloro che un tempo pretendevano di trattare solo ed esclusivamente con la forza della piazza, usando esso stesso, solo ed esclusivamente, la forza economica. E questo sta appunto verificandosi anche alla Pirelli, anche se la sollecita conclusione del rinnovo del contratto di lavoro, può far credere ai meno avveduti, come maturato il tempo della perfetta buona fede.

tecnici Mai come in questi ultimi tempi si sono visti tanti volti nuovi tra il personale impiegatizio. Si tratta sì, in buona parte, di nuovi assunti rimasti in Ditta a lavorare, ma troppi sono coloro che, dopo un certo periodo, hanno preferito dimettersi per trovare sistemazioni più rispondenti alle loro aspettative. Non pensiamo di dare una fotografia precisa di questo stato di cose, ma riteniamo di riassumere per approssimazione i motivi di maggior rilievo di tale via-vai di personale, per la maggior parte appartenente al settore tecnico. Questi giovani laureati o diplomati entrano in Ditta per la maggior parte animati da buoni propositi di mettere a profitto le loro cognizioni teoriche-pratiche. Dopo i primi miglioramenti già programmati o quasi al momento dell'assunzione, cercano un certo « spazio ». Nuovi dell'ambiente, non hanno forse fatto bene i loro calcoli, e in definitiva finiscono con urtare contro il tran-tran tradizionale. Buona parte, e solitamente i più dotati di spirito di iniziativa, si guardano un po' d'attorno; intensificano intelligentemente la loro attività per completare la loro preparazione professionale, e dopo inutili tentativi di carriera, forti della esperienza fatta alla Pirelli, se ne vanno, seguiti soltanto dagli auguri di quelle persone che, alla fine, desiderano sapere il perché di tale decisione. Se tra gli operai c'è il « contratto a termine » che crea il malcontento, tra i tecnici non deve abbondare il buon trattamento apportatore di entusiasmo e di attaccamento alla Ditta. Si tratta certo di un problema serio al quale è necessario pensare e porvi rimedi efficaci. Diversamente la Pirelli diverrà un'ottima fucina di tecnici a tutto vantaggio di altre industrie che assorbono personale serio, attivo e già addestrato.

Si desiderano prove? Si osservi con quale criterio — e unilateralmente — la Ditta sta applicando alcuni accordi del contratto recentemente spitulato: orari di lavoro per la riduzione settimanale, comandati al lavoro, ferie legate al giorno di assenza per riduzione dell'orario di lavoro predetto, fondo speciale operai etc. Siamo certi che una preventiva trattazione tra le parti avrebbe fatto scaturire migliori soluzioni con vantaggio reciproco. Invece si ha la precisa impressione che si faccia apposta a fare il contrario, costi quel che costi! E' opportuno quindi ricordare alla Direzione del Personale, i cui reggitori più volte hanno auspicato la collaborazione, che le Associazioni, i Rappresentanti delle stesse, ed i lavoratori tutti, non sono cose, oggetti, soprammobili e gingilli a disposizione del più forte a seconda del tempo in cui si vive, sia esso quello del 1945 o quello del 1962. Se furono commessi errori allora, il più delle volte in buona fede, quelli voluti oggi rivelano una ben studiata malizia, ed in ogni caso creano negli animi dei lavoratori il giusto risentimento non certo foriero di spirito di collaborazione. 111.1,/~••• 4~1•••••...MIMML.A..••••••

••••.~

1111111111111111111111111111111111111111111111~~

1961: Un anno fruttuoso nelle trattative a livello aziendale In margine allo sciopero

1.111111111110111111411111110,111.111111»11111111111111111111111011111111~11

.1111/.100m111111111.1111i1~1.111111111~1.111IIIIIIIMMIMEM1111111111111111MIVIIIIIMMI1~1~111~~

ISTITUTO NAZIONALE ASSISTENZA SOCIALE Milano - Via Tadino n. 21 - Tel. 211.021 è il Vostro Ente per lo svolgimento di tutte le pratiche inerenti a: Pensioni I.N.P.S. - pensioni di guerra - infortuni sul lavoro e rendite - assicurazioni sociali - trattamento mutualistico - danni da responsabilità civile - disoccupazione involontaria - legge protezione lavoratrice madre - Assicurazione tubercolosi - Enaoli etc. Un servizio medico - legale a vostra completa disposizione!


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Il Battistrada6 by fondazioneisec - Issuu