Un crimine mostruoso
Chiarezza e fermezza
A quasi due mesi dall'inizio, la tragica vicenda di via Fani ha raggiunto l'orribile epilogo: il barbaro assassinio di Aldo Moro. Ucciso, a freddo, inerme quasi i suoi carnefici dovessero compiere un atto di ordinaria amministrazione, quasi non avessero davanti un essere umano come loro, ma un animale.
Non abbiamo parole sufficientemente dure per esprimere l'orrore e il raccapriccio nei confronti di chi si è macchiato di un altro crimine, il più obietto perchè trascende e travalica l'essere e la persona della illustre vittima. Ecco chi ci troviamo di fronte: una banda di assassini pronta a tutto, che di rosso può vantare solo il sangue sparso dalle vittime dei suoi attentati, dei suoi eccidi.
Altro che "compagni che sbagliano", altro che avanguardie che troppo precorrono i tempi della rivoluzione o guerriglieri che "lottano per una società più giusta, per la eliminazione della società divisa in classi"!
No. Abbiamo davanti una organizzazione terroristica che non si arresta di fronte ad alcune crudeltà pur di perseguire il suo scopo - piegare e distruggere il nostro sistema democratico: questo è ciò che forse da alcuni non si è ben compreso - o non si è voluto comprendere.
Non a caso la violenza dell'attacco alle istituzioni si è accentuata proprio nel momento in cui si stava attuando una svolta politica di rilevanza notevole nel nostro paese, caratterizzata dall'entrata nell'area di governo di forze politiche rappresentative della classe operaia e dei suoi interessi - tenute nel ghetto dell'opposizione per oltre un trentennio; e ciò anche per un mutato atteggiamento del partito di maggioranza relativa nel confronto di tali forze.
Non a caso tale partito oggi è più di ogni altro colpito dal terrorismo: facendo leva sulle sue contraddizioni, sui suoi difficili equilibri interni si cerca di farlo chiudere su se stesso, di fargli percorrere a ritroso la nuova via imboccata, di fargli "saltare i nervi" e costringerlo al cedimento.
In tal caso si aprirebbe un facile varco alle mai sopite velleità di coloro che ancora caldeggiano una svolta reazionaria nel nostro paese; e a tal fine lavora il nuovo terrorismo politico.
Siamo chiari, è in gioco l'esistenza della nostra democrazia, del nostro Stato, di questo stato che non è una entità immanente, astratta o metafisica ma il risultato di dure lotte pagate col sangue delle masse operaie'e popolari - dalla lotta di liberazione ad oggi -, nel quale moltitudini di persone ancora riconoscono uno
strumento insostituibile per nuove avanzate e conquiste sulla via del progresso e dell'emancipazione.
Certo, sappiamo che i principi su cui esso poggia sono stati in parte disattesi, sappiamo che le sue strutture hanno mal funzionato, hanno fornito "servizi di parte" per decenni e ne conosciamo i maggiori responsabili; ma da ciò a condannare lo Stato "in toto" ne corre: solo chi non ha conoscenza od è in malafede circa la sua origine, il suo divenire e le sue presenti e future potenzialità progressiste può assumere tale atteggiamento.
Oggi ognuno dì noi, se veramente ha a cuore la salvezza della democrazia, deve scegliere: o col terrorismo o con lo Stato democratico, nato dalla Resistenza, questo Stato e non altri in astratto; i sottili bizantivisrni, i "distinguo", gli arzigogoli che mettono sullo stesso piano la violenza eversiva e quella delle istituzioni sono solo maschere trasparenti che lasciano intravedere al di là di qualche caso di buona fede un riconoscimento, una legittimazione politica al "partito armato" e alla sua ragione d'essere; a una masnada che per crudeltà nulla ha da invidiare ai nazifascisti di ogni epoca - né nei metodi di trattare le sue vittime né nel linguaggio, mutuato non a caso da quello di Franco Freda, "ideologo" del neonazismo accusato per la strage di Piazza Fontana.
"Né con le Br, né con lo Stato", "Contro le Br, contro lo Stato" è la linea politica di chi non sa o non vuole scegliere con chi schierarsi, di chi ha verzeggiato e ancor verzeggia le frange più violente del cosiddetto" movimento", fertile terreno di coltura e di manovalanza per la delinquenza e il terrorismo politico.
Né con lo Stato o contro lo Stato oggi significa o porsi in posizione di aventiniana attesa ed osservare con distacco i colpi mortali che vengono inferti alle istituzioni democratiche, o offri(segue in seconda)
Una profonda ferita
L'assassinio di Moro ha operato nei profonda ferita; la sua vita, così come non può essere confinata negli affetti sue parole, i suoi atti sono sempre stati rivolti a tutti quegli uomini di buona volontà che hanno fatto della giustizia e della libertà i loro ideali, della pazienza e della tolleranza gli strumenti per conseguirli. L'assassinio di Moro è contro questi ideali e questi metodi ed è quindi contro l'umanità intera. La Democrazia Cristiana insieme alle altre forze politiche, come era nelle indicazioni di Moro, ha difeso trent'anni questi ideali.
Si può quindi sconfiggere questo terrorismo che con un simile atto e la strage che Io ha preceduto, si è già condannato da solo.
Direttivo D.C. Zona 8
Sezione Franco Verga
nostri cuori, nella vita stessa del nostro paese, una la sua morte non appartiene alla D.C. La sua morte seppur sacri della sua famiglia. Il suo esempio, le
Si al confronto pag. 2
Tribuna aperta pag. 2
"Sole rosso" a villa Litta: Libertà di stampa, per chi, per che cosa?
Un'iniziativa di A.B.C. pag. 3
La D.C. di zona a Congresso pag. 4
Esempio di democrazia pag. 4
L'impegno del P.C.I. per la zona pag. 5
Incontro con l'Assessore Sangiorgio pag. 5
Dalle "minime" ai grattacieli pag. 6
Sport pag. 7
La dc in zona 8
Sì al confronto!
INTERVISTA COL SEGRETARIO CACIORGNA
A pochi giorni dal congresso di zona della DC, del quale diamo la cronaca in altra parte del giornale, abbiamo incontrato per una conversazione il segretario, rieletto, Franco Caciorgna. Quarantenne di origine marchigiana, Caciorgna è uomo che si colloca alla sinistra del partito; facile alla conversazione è assertore convinto dell'importanza del dialogo fra le varie componenti. Il suo impegno è proteso al superamento delle divisioni di carattere personalistico ancora presenti nella DC e nel rapporto con gli altri partiti è fautore della politica del confronto, considerandola efficace e capace di risolvere i gravi problemi che attanagliano il nostro paese.
A questo dirigente abbiamo chiesto di illustrarci il programma politico della DC di zona. Ed ecco ciò che ci risponde: La presenza politica del nostro partito si articolerà su tutte le questioni concernenti lo sviluppo civile e democratico della zona. Ma noi riteniamo di individuare come settori prioritari, in questo momento, la questione della casa, della scuola, della difesa dell'ordine democratico e
dalla prima re spazio a chi continua ad inferirgliene; stare cioè al gioco dei brigatisti e degli altri assassini; allora le condanne verbali del terrorismo suonano come rituali formalità, tentativi di mettersi a posto la coscienza.
Ora più che mai è necessaria la più grande chiarezza nelle scelte e la più larga unità politica e di popolo. Ma ciò non basta: perchè se è vero che i terroristi puntano alla paura, alla rottura della unità tra le forze costituzionali, è altrettanto vero che essi giocano le loro carte su un altro tavolo che è quello dei problemi non risolti nel paese; far convergere su di sè tutte le attenzioni e le energie disponibili significa anche sperare che i problemi si aggravino, che cresca il malcontento popolare nei confronti della "classe politica", che si laceri il tessuto democratico e sociale.
Ecco perchè deve essere svolta un'azione politica e di governo - al centro e alla periferiacontemporanea a vari livelli: in primo luogo battaglia aperta e senza tregua in ogni campo contro i terroristi, i loro "amici", i loro fiancheggiatori, contro chi poteva e doveva fare e non ha fatto, contro chi sapeva e non ha parlato -; poi rafforzamento dell'unità tra le forze sociali, politiche e popolari, infine avvio a soluzione dei numerosi problemidalla disoccupazione giovanile alla scuola, dal Mezzogiorno alla sanità e così via - per ridare ai cittadini fiducia nelle istituzioni e in chi le dirige.
E, soprattutto, ferma e costante vigilanza e mobilitazione perchè i nemici della democrazia, della classe operaia, del popolo non desisteranno dai loro obiettivi, costi quel che costi.
La prima Repubblica non è stata trovata cadavere accanto ad Aldo Moro e la risposta che ha dato alla ferale notizia ne sono una riprova: è qui, è in vita e tale può - e deve! - essere mantenuta. Questa l'imperativa e inderogabile consegna che la gravità del momento affida ad ognuno di noi.
le sue istituzioni. Pertanto il massimo sforzo sarà indirizzato in questo senso.
In relazione al problema della casa abbiamo nel quartiere di Bruzzano il problema delle case di via Rubicone. Il consiglio di zona e i partiti politici sono chiamati ad esprimere il parere su questo lotto di case, che si trovano in stato di degrado. La nostra posizione in merito è (contrariamente alla soluzione dell'abbattimento a cui sembrano propensi altri partiti) indirizzata ad una richiesta di verifica di carattere tecnico per stabilire l'economicità di una tale scelta politica, considerando anche il fabbisogno di case popolari che la zona lamenta. Per cui noi non scartiamo aprioristicamente la possibilità di un intervento di ristrutturazione.
Vi è poi il quartiere Bovisasca, ed il problema della cassina Anna; anche qui andremo a confrontarci con le altre forze politiche per decidere che cosa farne di questa struttura.
Passando ai problemi della scuola; allo stato attuale la nostra zona non soffre per carenza di aule, che in altre zone costringono gli alunni ai doppi turni, ma dobbiamo prevedere proprio per l'insediamento dei nuovi lotti (come ben diceva il coordinatore della commissione urbanistica del C.D.Z. Raguzzoni, nell'intervista rilasciata al vostro giornale) un aumento della popolazione nella zona di seimila cittadini, e quindi anche una maggiore popolazione scolastica di ogni ordine e grado. Da qui la necessità di far fronte alle nuove esigenze, senza programmi ambiziosi che per le scarse risorse finanziarie dell'Amministrazione Comunale, non sarebbero realizzabili. Bisognerà invece utilizzare tutte quelle risorse possibili e le strutture esistenti, senza che questo avvenga a scapito di altri servizi di utilità pubblica come ad esempio i servizi sanitari. Sappiamo che presto verranno libere alcune strutture del Paolo Pini e che, si vorrebbero adibire ad aule scolastiche. Bene! Noi siamo contrari a questa scelta per due ordini di motivi.
Primo, perchè il bisogno di strutture ospedaliere nella zona non è inferiore a quelle scolastiche, e in seconda analisi perchè quegli spazi non li valutiamo idonei per essere adibiti ad aule scolastiche.
Sollecitato a rispondere all'accusa di scarsa partecipazione ai lavori del C.D.Z., continua affermando.
Contesto questa accusa. Siamo in grado di dimostrare che in quanto a presenze alle sedute del C.D.Z. la DC è seconda solo al PCI; molto spesso è avvenuto che la presenza dei nostri rappresentanti ha reso possibile il raggiungimento del numero legale.
La nostra posizione di minoranza non viene esercitata con la scelta dell'ostruzionismo, ma dobbiamo rilevare che spesso da parte della maggioranza è prevalsa la logica dei numeri, più che quello del confronto, dandoci l'impressione che i giochi fossero già fatti.
Una delle critiche che noi muoviamo alla giunta Comunale consiste nel modo con cui si è portato avanti il decentramento.
Chiedevamo che il rinnovo del C.D.Z. previsto per giugno avvenisse con l'elezione diretta, e l'attribuzione di reali poteri ma
si è preferito rimandare all'80 queste elezioni, unendole alle amministrative. Ecco perchè, per quanto ci riguarda, andremo al rinnovo dei nostri consiglieri con elezioni primarie.
Se il vostro è un partito che si definisce popolare e antifascista, come si spiega allora che per la prima volta, e solo dopo i tragici fatti del 16 marzo si sono viste sfilare le bandiere della DC assieme a quelle del PCI e degli altri partiti? E come mai nella nostra zona, non si è avuta l'adesione alla manifestazione del 25 aprile?
Certamente la DC è un partito popolare e antifascista, anche se il modo di manifestare queste caratteristiche è diverso da altri partiti, e in particolare dal PCI. Così come non v'è dubbio che i fatti di terrorismo recentemente avvenuti hanno posto l'esigenza al nostro partito di porsi in modo nuovo e più tangibile nel manifestare la condanna ad ogni tipo di terrorismo. Dopo questi fatti si è assistito, da parte di tutti i partiti dell'accordo parlamentare, alla unanime volontà di un comportamento di fermezza contro il ricatto delle Brigate rosse.
Giudico questo comportamento molto positivo, e considero questa la sola possibile via da seguire per stabilire fra i partiti (che pure così diversi per caratteristiche ideologiche e culturali) l'unità indispensabile per portare il paese fuori da questo brutto momento che ci coinvolge tutti.
Per quanto riguarda la manifestazione del 25 aprile che si è svolta in zona, non vi abbiamo partecipato soprattutto per ragioni di carattere organizzativo, anche se non siamo d'accordo sul come viene inteso il comitato antifascista.
Siamo peraltro disponibili a discutere la ristrutturazione del comitato con le altre forze politiche e crediamo che questi debba essere attivo tutto l'anno e non solo per la celebrazione del 25 aprile.
Avviandoci alla conclusione di questa conversazione chiediamo di dirci come funziona l'organizzazione del partito nella zona.
Contrariamente al PCI e al PSI la DC possiede una sola sezione di zona che si trova ad Affori; il partito tempo fa decise di chiudere le sezioni di Bruzzano e della Comasina; questa scelta, che ha motivi di carattere organizzativo crea alcune difficoltà, ma ciò non significa che la presenza politica in questi quartieri non vi sia. Gli amici di questi quartieri si riuniscono, in appartamenti gentilmente messi a disposizione, e lì discutono i vari problemi.
Abbiamo inoltre responsabili di vari settori di intervento, ed ora stiamo sviluppando la presenza nelle fabbriche con la formazione dei G.I.P. aziendali.
Se è vero che la nostra presenza visiva è minore di .altri partiti, questo è dovuto anche al fatto che i nostri manifesti vengono immediatamente coperti o tolti dagli addetti del comune quando sono fuori dagli spazi autorizzati, mentre possiamo constatare giornalmente la presenza di ogni tipo di manifesto sui muri dei nostri quartieri. Ora noi vorremmo che la solerzia dimostrata nei nostri confronti venisse usata con la necessaria giustizia.
Mario Migliaccio
TRIBUNA APERTA
Queste colonne sono a disposizione di tutte le foRe politiche e sociali. Non necessariamente l'imposta7,ione e il contenuto degli articoli rispecchiano l'opinione della Redaione
Mandiamo queste poche righe ad ABC in relazione all'articolo pubblicato sul numero di aprile che riguarda il congresso di sezione di Democrazia Proletaria delle zone 7 e 8.
Nostra intenzione è quella di riuscire a far chiarezza su alcuni punti toccati nell'articolo. Punti che, se mal intepretati, rischiano di stravolgere completamente sia il significato di un'aggregazione quale quella di D.P., sia l'ipotesi di una forza di opposizione rivoluzionaria in questa particolare fase storico - politica.
La prima chiarificazione è quella a riguardo delle forze politiche che hanno dato vita alla costituente di D.P.
Avanguardia operaia, il P.d.U.P., e la Lega dei comunisti, era ormai da tempo che dibattevano e affinavano le proprie posizioni. Il dibattito era arrivato ad un grado di omogeneità tale da permettere, lo scorso anno, !o scioglimento formale del!o tre organizzazioni e la creazione di un Comitato Centrale congiunto che permettesse un più proficuo lavoro comune, soprattutto nell'ipotesi della creazione del partito della sinistra rivoluzionaria, ipotesi che è tuttora valida e in cui il congresso di costituzione di D.P. si inserisce come prima fase omogenea. Detto questo è chiaro che possano esistere delle divergenze con altre forze della sinistra rivoluzionaria. Per quanto riguarda il Movimento Lavoratori per il Socialismo, organizzazione che a suo tempo aderì al cartello elettorale di D.P., ma da cui, successivamente, si staccò, le differenze di linea, fatte notare da alcuni compagni al nostro congresso di sezione, non precludono in nessun modo possibilità di lavoro in comune, soprattutto tenendo presente che il dibattito non si svolge tra due organizzazioni specifiche, ma all'interno di tutta la sinistra rivoluzionaria.
Il secondo punto da chiarificare è quello che riguarda le nostre posizioni rispetto alla violenza. Come d'altronde è uscito molto bene anche al congresso nazionale di D.P., noi siamo
RETTIFICA
estremamente intransigenti nel condannare apertamente tutte le forme di violenza terroristica che hanno come ultimo fine, dichiarato o no, quello di aggravare le condizioni di vita delle masse popolari. Questo comunque non autorizza a dire che D.P. è, complessivamente e concettualmente, contraria alla violenza. Noi riteniamo che in questa fase politica ben altre siano le strade da percorrere per il movimento operaio, ma non ci dimentichiamo che ogni giorno tale movimento è sottoposto a violenze di ogni tipo e che ogni volta che nel nostro paese si è voluta allargare la democrazia i lavoratori hanno dovuto fare i conti con la violenza statale e con la repressione. Tutto ciò ci fa pensare che non esista una violenza in astratto, ma invece esista una violenza di classe, che quindi possa diventare anche strumento delle masse popolari.
Terzo e ultimo punto è quello che riguarda la via rivoluzionaria nel nostro paese. I problemi delle rivoluzioni nei paesi a capitalismo avanzato e delle vie nazionali al socialismo, inquadrati nella profonda crisi di prospettive che vive il marxismo, pongono tutta la sinistra di fronte a delle grosse contraddizioni.
Noi pensiamo che non siano nè il riformismo nè lo statalismo che possano modificare sostanzialmente i rapporti di classe all'interno di una società come la nostra, ma contemporaneamente non disconosciamo l'esempio storico delle rivoluzioni leniniste del nostro secolo. Quindi il nostro dibattito si accentra sulle possibilità di una continuità rivoluzionaria che possa garantire, nel suo svolgersi, concetti fondamentali come la libertà e la democrazia. Continuità che comunque, per un partito operaio e popolare, non è possibile misconoscere.
Certi di poter continuare il dibattito su questi problemi, ma anche e soprattutto sui problemi specifici della zona, con i compagni che hanno dato vita ad ABC ringraziamo e salutiamo. Democrazia Proletaria zona 8
Abbiamo ricevuto una lettera dal'M.L.S. in cui ci chiedono di rettificare quanto da noi erroneamente riferito nella cronaca del Congresso DP, al quale I'M.L.S. ha presenziato su invito e non come componente dello stesso.
Libertà di stampa per chi, per che cosa?
Chi si accinge ad un'indagine nel campo dei quotidiani e della carta stampata in genere, si trova immediatamente di fronte a due difficoltà pressochè insormontabili.
Da una parte la mancata applicazione " ... La legge può stabilire, con, norma di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.", questo fatto dicevamo impedisce al ricercatore di conoscere l'esatta proprietà che stà dietro ad una testata ed alle sigle di società stampatrici o editrici che compaiono ufficialmente sul mercato nazionale dell'informazione stampata.
Dall'altra parte la mancata pubblicazione delle tirature, uno dei massimi segreti dei giornali, allibisce un'altro dato conoscitivo importante e cioè l'esatto numero di copie a disposizione del cittadino ogni giorno. Ci si deve accontentare di stime, di calcoli approssimativi.
Possiamo dire che sino a tutto il 1973 sono 6.800.000 copie giornaliere la tiratura complessiva dei quotidiani italiani; dopo l'ultimo aumento che ha portato il prezzo a L. 200 la copia non abbiamo dati ufficiali, ma ci risulta che quella tiratura del 73 sia calata parecchio e ci si aggiri attorno alle 5.500.000 con giornaliere prodotte.
Questi primi dati ci dimostrano già chiaramente che le tirature dei giornali quotidiani italiani, con più o meno di 6 milioni di copie complessive giornaliere, sono ormai immutate da decenni nonostate due fenomeni abbastanza significativi: l'aumento della popolazione (a fine dicembre 1977 gli italiani erano 56.000.000 circa) e la maggiore scolarizzazione della nazione. Peraltro dobbiamo subito aggiungere che se in Italia si legono poco i quotidiani, si producono e si leggono molto di più i periodici o i cosidetti settimanali illustrati.
Una stima recente dava una produzione di oltre 25 milioni di copie tra settimanali e mensili specializzati (vari sport, lavori femminili, pubblicazioni tecnico - scientifiche).
Tutto quanto detto sino ad ora ci porta a fare due altre prime considerazioni di fondo ed è che:
in Italia si leggno pochi quotidiani (vedi i dati sopra riportati che sono comprensivi dei quotidiani di partito) e questo è un dato negativo per lo sviluppo della stessa democrazia, a nostro parere, e che richiederebbe un'analisi più approfondita che però non vogliamo fare adesso; potremo riprendere l'argomento in un altro numero del giornale di zona. noi siamo convinti che il problema della riforma della editoria nel nostro paese non decolla perché sino ad ora essa è rimasta troppo chiusa tra le mura degli addetti ai la-
"sole rosso" a villa Litta
Un'iniziativa di A.B.C.
Domenica 23 aprile si è svolto a Villa Litta lo spettacolo "Nella resistenza creiamo l'uomo nuovo", organizzato dal nostro giornale in collaborazione con la Biblioteca Comunale.
Compito dello spettacolo — oltre ad essere momento di richiamo per far conoscere il nostro giornale — è stato un omaggio alle lotte di liberazione e di emancipazione di vari popoli, in primo luogo quello cileno; lotte di liberazione tra le quali primeggia quella combattuta oltre trent'anni fa dal popolo italiano per scacciare il nazifascismo, i cui ideali — comuni ad ogni movimento che si batta per la libertà la democrazia e il progresso — travalicano i nostri confini e si fondono con quelli di milioni di uomini.
Significativamente lo spettacolo si è aperto con brani e canzoni della nostra Resistenza e si è chiuso con canzoni di lotta latino - americane.
È intervenuta una esule cilena che ha portato il fraterno e caloroso saluto del suo paese "a un popolo — ha detto — che 33 anni fa ha saputo cacciare i fascisti".
vori, sindacato, giornalisti, operai tipografi e, perché no, anche gli stessi commercianti della stampa, i giornalai tanto per intenderci!
Nella nostra zona esiste uno stabilimento rotocalcografico, di proprietà dell'Editoriale Corriere della Sera, sito in Via Scarsellini che produce settimanali illustrati e sul quale abbiamo voluto saperne di più,proprio per allargare la nostra conoscenza su questo campo specifico molto interessante.
Cominciamo col dare alcuni dati sulla consistenza numerica occupazionale di codesta fabbrica: vi lavorano 840 operai, 220 impiegati, 150 giornalisti, quindi un'azienda che, considerando l'alto grado di meccanizzazione e di impiego di impianti all'avanguardia delle tecnologie più avanzate, rappresenta una grossa realtà produttiva ed occupazionale nel nostro territorio, che merita di essere conosciuta maggiormente. Nello stabilimento di Via Scarsellini quindi non si produce il quotidiano Corriere della Sera ed il Corriere d'Informazione questi sono prodotti nell'altro stabilimento tipografico sito nella zona di Via Solferino).
In Via Scarsellini si producono, invece, La Domenica del Corriere, il settimanale per i più piccoli il Corriere dei Piccoli e poi il Mondo, settimanale economico - finanziario, i mensili Brava, Salve, Astra, e Qui Touring. Possiamo stimare che la produzione mensile di questa azienda sia di 10.500.000 riviste, tra settimanali e mensili.
Quindi una Ügrossa fetta di quella produzione che stimavamo prima. Cosa possiamo dire ancora di interessante su questa azienda editoriale del Corriere della Sera: ecco possiamo sottolineare una cosa che forse pochi sanno cioè i vari passaggi di proprietà che questa azienda ha
Gli allievi della III" C di via Iseo si sono incontrati col partigiano Luigi Tavacca per una "lezione" sui valori della Resistenza.
avuto dal 1972, vale a dire da quando la famiglia dei Crespi decise o meglio fu costretta a decidere di ritirarsi ufficialmente dal mercato dell'editoria. Abbiamo avuto la gestione Agnelli - Moratti (Cefis non in maniera ufficiale) per poi arrivare nel 1974 alla gestione dell'editore Rizzoli.
È evidente che siamo di fronte, per riprendere il discorso più generale, ad un grosso processo di concentrazione nel settore industriale della carta stampata: Rizzoli, Mondadori, come editori puri se così si può dire, stanno giocando tutte le loro carte e diremmo che le stanno giocando bene. Agnelli, Rovelli, per citare qualche grosso nome di industriale che dovrebbe essere in tutt'altre faccende occupato, fanno la loro parte per mantenere ancora il potere sull'informazione. Perciò il grosso rischio è che la riforma dell'editoria, quando sarà varata la legge che giace ormai da mesi al Parlamento, sia uno strumento non sufficiente o per lo meno, come avviene spesso nel nostro paese, si "chiude la stalla quando i buoi sono scappati" e quindi
quella legge non servirà realmente agli scopi e di difesa della occupazione e di allargamento della produzione e soprattutto di reale controllo della concentazione monopolistica dell'informazione, scopi per i quali e il Sindacato e le stesse forze politiche democratiche che l'hanno voluta ed approvata. Ci piace concludere questo nostro primo discorso sul settore dell'informazione stampata, citando alcune parole di Luciano Lama contenute n& suo intervento all'VIII Congresso Nazionale della C.G.I.L. svoltosi a Bari. "Questo tipo di sindacato, unitario e di classe, produce anche valori culturali nuovi nella società italiana. Se cultura vuol dire anche orientare grandi masse di uomini in una direzione di progresso sociale e morale; se cultura vuol dire anche allargare l'orizzonte degli uomini al di sopra dei loro ristretti interessi personali per coinvolgerli in un disegno più generale di cambiamento di società, di umanizzazione della vita ebbene il movimento sindacale è oggi anche fonte di cultura."
Alberto StrozziDopo aver brevemente sottolineato la nuova esperienza cilena sotto il governo di Unidad Popular e come essa sia stata interrotta per opera delle società multinazionali che vedevano in pericolo i loro profitti, usando un sanguinoso colpo di stato fascista, è passata a descrivere le condizioni attuali del suo paese.
In esso regna il terrore. vi sono migliaia di campi di concentramento noti e non dove vengono inviati i denunciati dalla DINA, la polizia segreta paragonata a una "nuova Gestapo", vi sono stati alli 1 settembre 1973 oltre 2000 scomparsi.
La situazione economica e della disoccupazione, immiserimento degli strati meno abbienti della popolazione e dei lavoratori.
Ha concluso dicendo che i combattenti cileni "sono molto grati per l'aiuto internazionale, che vede presente anche l'Italia.
"Questo aiuto e questa solidarietà hanno isolato il regime di Pinochet ed hanno permesso di salvare la vita a molti cileni. Occorre continuare a denunciare quel che succede in Cile, il massacro di un popolo; i cileni hanno bisogno di voi e vi bhiamano a continuare e a raddoppiare gli sforzi per isolare il fascismo e sostenere la lotta di liberazione".
Lo spettacolo si è concluso con vivo successo grazie sia alla originalità della impostazione (condizioni intervallate da letture di brani e poesie) sia alla bravura di tutti gli interpreti: il duo di cantanti cileni "Millantu" e gli attori del G.T.G.
La DC di zona a congresso
Vince la linea dell'unità e del confronto
11 14 aprile si è tenuto nella sede di via Flavia ad Affori il congresso di zona della Democrazia Cristiana. Ai lavori hanno partecipato circa 50 dei 235 iscritti. Dal congresso, che ha scadenza biennale, verrà eletto il nuovo consiglio di sezione; quest'anno la scelta si è operata attorno ad una rosa di 20 candidati, presentata in due liste separate di 10 rappresentanti; questo per garantire che nel consiglio, composto di 15 membri, vi sia la presenza di almeno 5 componenti la lista minoritaria. La presentazione delle due liste non rispecchia il classico gioco delle correnti interne al partito; ma risponde a esigenze di carattere tecnico e motivate dalla diversità esistente fra loro di metodi gestionali della sezione. Al cronista è parso di capire, altresì, che le motivazioni delle diversità si debbano ricercare anche nella presenza delle due anime della DC, ossia quella laica e la cattolica.
Franco Caciorgna, segretario uscente, dando inizio ai lavori ha parlato della propria esperienza personale mettendo in evidenza le difficoltà incontrare all'inizio del suo mandato.
Difficoltà dovute soprattutto
alla sensazione di sentirsi un segretario isolato e guardato con aria di sospetto che andava scemando man mano che il partito otteneva dei risultati positivi, come ad esempio le elezioni del 2: giugno e quelle per il distretto scolastico. Parlando dei rapporti con le altre forze politiche, ha sottolineato l'importanza che questi avvengano senza chiusure regiudiziali che porterebbero alla difesa del peorpio particolare. e pertanto inadeguati ad affrontare i problemi che la zona deve risolvere, al fine di rendere i nostri quartieri più abitabili e a dimensione umana.
L'intervento di Antonio Velluto, consigliere comunale che presiedeva il congresso, si è articolato in un'analisi della situazione generale del paese calandosi poi nella realtà cittadina. In sintesi, l'oratore esprimendo un giudizio positivo sugli accordi intercorsi fra i partiti dell'arco costituzionale culminato con formazione della nuova maggioranza parlamentare; ha sottolineato la necessità di mantener fede agli stessi. ribadendo che la soluzione data alla crisi di governo non presentava altre alternative se non al prezzo di portare il paese incontro a gravi fratture. Ha altresì precisato il carattere temporaneo della maggioranza governativa (che non è maggioranza politica) e la non automatica ripetitività a livelli locali. Infatti a Milano, ha affermato. le condizioni per un accordo non esistono; sull'operato della giunta socialcomunista vi è un giudizio nettamente negativo; le critiche più dure sono rivolte alla politica della casa. che giudica caratterizzata da immobilismo e priva di una programmazione seria; alla politica dei trasporti e in particolare alla gestione dell'ATM che avviene (a suo dire) con metodi di sottopotere e clientelare, ed infine al regolamento sul decentramento, giuducato difficile, confuso e rispondente ad una visione dei decentramento amministrativo burocratica.
Un intervento tutto incentrato sull'aumento delle spese di gestione delle case popolari è venuto da Vincenzo Ditrici, vice presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari. Nel riconoscere l'assoluta necessità degli aumenti che l'amministrazione ha inviato agli inquilini delle case popolari, denuncia come una delle cause degli alti costi, la gestione centralizzata dei servizi cne ritiene voluta allo scopo di esercitarne il controllo egemonico. Propone per l'economicità dei servizi la gestione decentra-
COMASINA Esempio di democrazia
Gestione aperta alla "Ghandi"
Era nostra intenzione pubblicare un articolo che trattasse il problema della scuola media in generale per tutta la zona 8, ma abbiamo deciso di calarci nella realtà di ciascun quartiere. poiché il discorso sulla scuola media è strettamente legato alla situazione delle elementari. La nostra zona è periferica, con tutto il carico di problemi di ordine sociale tipico della periferia milanese. Assumono però caratteristiche diverse da quartiere a quartiere. In Comasina ci sono due scuole elementari, ben distinte come componente sociale: alla scuola di piazza Gasparri vengono iscritti alunni prevalentemente di famiglia proletaria, mentre la scuola di via Comasina è frequentata da alunni che hanno genitori appartenenti al ceto medio. Fin dal primo anno di scuola assistiamo quindi ad una netta distinzione sociale. Sono ben note le polemiche suscitate dalla composizione delle classi e dalle iscrizioni alle due scuole, sempre avvenute come se ci fosse una precisa tradizione da seguire. Così, diversi genitori che non gradivano "miscelare" i loro figli con bambini disagiati, provenienti da famiglie con problemi non solo di ordine economico, trovavano soddisfazione avendo la possibilità di iscrivere i loro figli ad una scuola anzichè all'altra. Per questi genitori il grosso problema nasce (ma non solo per loro) quando si tratta di iscrivere i figli all'unica scuola media del quartiere.
25 Aprile nella zona 8: Si è svolta, con la partecipazione, di numerosi cittadini una manifestazione che ha visto il Corteo percorrere i nostri quartieri che si è conclusa a Bruzzano. Sono state consegnate medaglie di merito ai partigiani e deposte corone di alloro alle lapidi dei caduti. Nella foto mentre si rende omaggio al monumento ai caduti di piazza S. Giustina.
a e privatizzata, ed invita il partito anche nella nostra zona a battersi nella lotta (anche se non dai grandi orizzonti politici) contro la pulizia di stato. Nel dibattito seguito alle tre relazioni, si sono affrontati per lo più, questioni interne alla sezione, polemizzando sull'opportunità o meno delle due liste. Vediamo i più significativi.
Intiso, candidato della lista 2, deplorando la presentazione di liste separate, ha sostenuto la necessità di lavorare per un programma politico da sviluppare nei quartieri e in sede di consiglio di zona, superando lo spirito personalistico e le faziosità che impediscono la creazione dell'unità del Partito.
Bigatti, capogruppo in C.D.Z. candidato della lista 1, ha al contrario sostenuto la validità di diverse liste, affermando che l'unità del partito non la si ottiene con una lista unica e le spaccature non si formano con la presentazione di più liste. Le ragioni delle differenze sono da ricercarsi nella critica che non facciamo al modo di gestire il partito da parte della segreteria uscente che, a nostro avviso ha dimostrato incapacità politica, non sapendo dare indicazioni specie ai consiglieri di Zona.
Gianni Verga, dirigente cittadino, portando il contributo al dibattito, ha ricordato che per la DC è passato il tempo in cui il consenso veniva dato per scontato in quanto cattolici. È arrivato il momento di cambiare il modo di lavorare anche nelle sezioni ad un progetto politico, capace di farci compiere quel salto di qualità necessario per andare al confronto con le altre forze politiche.
Artemi, consigliere di zona, candidato della lista 1, parte dalla recente esperienza vissuta in consiglio di zona sul programma del consultorio, rivendica al decanato il successo ottenuto, rappresentato, dall'accettazione di parte della maggioranza, degli emendamenti presentati dai consiglieri Ödella DC, e denuncia l'assoluta mancanza di impegno del direttivo della sezione attorno a questa battaglia.
Ribadisce l'importanza dell'ispirazione cattolica del partito, ed affermando che tale ispirazione deve restare, ricorda che quando, si rifiutò la confessionalità del partito, molti consensi vennero meno. Afferma infine che l'impegno politico è un riflesso del suo essere cristiano.
Gaffuri, altro consigliere di
zona, deplorando la presenza d' liste separate, rileva l'incapacità di operare per il rinnovamento dei quadri del partito, rilevando la contraddizione che esiste in alcune persone che, da un lato lamentano l'eccessivo impegno a cui sono sottoposti, e dall'altro sono alla ricerca di sempre più incarichi. Parlando del problema giovanile, ha messo l'accento sul pericolo di certi giudizi sommari emersi anche nel congresso. Criticando la politica condotta in questi anni nel mondo della scuola, e alla incapacità di creare nuovi posti di lavoro specie per le masse giovanili, ha messo in evidenza tutti i limiti dello sviluppo consumistico avvenuto nel nostro paese, improntato al raggiungimento egoistico del benessere, che ha visto crescere la discriminazione fra la popolazione ed, in particolare, fra i giovani.
A conclusione del congresso i risultati delle votazioni hanno visto prevalere la lista 2 formata dal segretario (rieletto) Caciorgna e dai consiglieri: Arduca, Decata, Barberi, Intiso, Guasti, Piano, Tantarino, Pignatelli, Martellato, mentre per !a lista 1 entrano in consiglio: Ghidini, Bigatti, Maiocchi, Scipioni, Labiche.
Mario MigliaccioEcco allora nascere un senso di timore: in questa scuola, come sarà possibile lavorare serenamente, cercando di rimediare alle due diverse gestioni seguite dalle elementari, che dovevano affrontare due diverse realtà? A questo punto acquista molta importanza la composizione delle classi, per evitare di continuare in quella distinzione discriminante che è stata portata avanti per i cinque anni precedenti. Troppo spesso ci dimentichiamo che siamo noi adulti a creare le condizioni di imbarazzo e di disagio ai nostri figli. I bambini, con la loro spontaneità, non sono certo portati a scelte di carattere economicosociale: solo l'egoismo dei genitori tende a nascondere al figlio alcuni aspetti della realtà del quartiere. Non possiamo ignorare l'importanza fondamentale che ha la scuola nella formazione dei nostri figli. Se vogliamo veramente creare una coscienza diversa, se vogliamo abbattere quelle barriere che ci hanno sempre diviso in passato e che tanta importanza hanno avuto nel processo di disgregazione sociale in atto, dobbiamo abituarci tutti per fare in modo che, fin dalla prima infanzia, non ci siano bambini che si sentano "diversi". La professoressa Maria Salvetti da tre anni preside della scuola media "Ghandi". con un'opera costante e profondamente responsabile, è riuscita a superare l'iniziale diffidenza di diversi genitori. che hanno capito quanto sia importante lavorare assieme e che ora collaborano, attraverso i Consigli che li rappresentano, alla gestione della scuola. Una scuola aperta a tutti, dove ogni genitore può esporrei propri problemi e le proprie perplessità. I! corpo insegnante collabora pienamente e responsabilmente con la preside nell'affrontare quelle difficoltà che inevitabilmente sorgono quando si devono amalgamare realtà diverse. Una particolare attenzione viene riservata alle prime classi, per mitigare il più possibile l'impatto del passaggio dalle elementari alle medie. Un'altra iniziativa a questo scopo, che riteniamo molto interessante, viene portata avanti alla Ghandi: a turni stabiliti con gli insegnanti, le classi delle due scuole elementari sono invitate a visitare una classe media. Gli alunni fanno domande, si informano sulle difficoltà che si incontrano, si scambiano impressioni.
Nei tre di questa gestione si sono ottenuti buoni risultati. I ragazzi particolarmente difficili vengono seguiti da un'assistente sociale che, in alcuni casi, si reca presso quelle famiglie che presentano delle condizioni particolarmente anomale. Queste sono solo alcune delle iniziative portate avanti, allo scopo di rendere finalmente diversa la scuola, dove i ragazzi si sentano veramente seguiti e non isolati.
Resta naturalmente ancora molto da fare, e molto si farà ancora se i genitori, convinti che questa è la strada giusta da seguire, continueranno a dare il loro apporto fattivo e solidale con chi opera in questo senso, con spirito di sacrificio e tanto entusiasmo.
Merlo LongegnanlL'impegno del P.C.I. per la zona
Il 19 aprile si è tenuta, a Villa Litta, la Conferenza di Zona del P.C.I. sul terna: "Le idee, il lavoro, l'impegno unitario dei comunisti nell'affrontare i problemi della Zona 8 attraverso la crescita della partecipazione, nel quadro di un nuovo sviluppo della città di Milano". Tema particolarmente interessante, seguito con attenzione dal pubblico purtroppo non molto numeroso. Molto qualificati e propositivi gli interventi. Segnaliamo i più significativi.
EUGENIO BOVIO, responsabili di Zona del P.C.I., dopo averci ricordato che viviamo uno dei momenti più drammatici della vita del nostro paese e che attraversiamo una fase in cui l'esigenza della difesa della democrazia dev'essere impegno di tutti, ha tenuto una relazione ampia e molto chiara che ha toccato i problemi più importanti della zona, legandosi alla Conferenza Cittadina. Impegno a sconfiggere le spinte al decadimento della città, che deve avere un ruolo nazionale nel quadro di un effettivo riequilibrio territoriale e sociale del paese.
In ogni zona della città è necessario istituire organismi unitari per la tutela dell'ordine democratico e della convivenza civile, che abbiano nei CdZ il loro punto di riferimento. È importante operare in modo unitario con le altre forze politiche e sociali, contro la violenza e il terrorismo, isolando i provocatori per l'affermazione della convivenza e della tolleranza. Per la nostra zona allargata al contesto generale della città sono state di visione ristretta. evitando ogni chiusura campanilistica avanzate alcune proposte di lavoro, quali la creazione e l'utilizzo di centri aggregativi, contro il fenomeno della delinquenza, della droga, della disgregazione e frantumazione del tessuto sociale.
I problemi della scuola devono essere affrontati con il contributo di tutti. Si chiede al movimento democratico dei genitori un salto di qualità, per far fronte ai primi momenti di gestione direttà; è necessario un intervento per la pianificazione territoriale delle strutture, per una scuola più aperta e democratica, rinnovata nei contenuti e nelle finalità. problemi del lavoro sono particolarmente sentiti nella nostra zona, che ha la caratteristica della periferia "dormitorio".
Caratteristica che ha portato all'isolamento e alla creazione di ghetti senza vita. La realizzazione da parte del CdZ di una Conferenza Economica di Zona, potrebbe contribuire a possibilità concrete di intervento ...
GOLDWURM, direttore del "P. Pini": il terrorismo è il problema centrale che abbiamo davanti in questo momento. Chiare responsabilità da parte di certi intellettuali che non hanno nulla da spartire con ia classe operaia e che rischiano di portare acqua alla disgregazione della democrazia che i lavoratori hanno costruito. Alcune radici dei brigatisti e velati consensi alle loro azioni, derivano da una profonda crisi sociale ed economica.
Problematiche nelle quali siamo tutti coinvolti, come la disgregazione e l'emarginazione, determinano fenomeni come la delinquenza minorile, la droga, il problema degli anziani, ii problema delle donne. Dobbiamo lottare contro la segregazione attraverso la prevenzione delle cause che determinano l'emarginazione. I problemi del "P. Pini" vanno risolti assieme ai problemi del consultorio, dello Smal ecc., che se non sono amalgamati ed unificati, rischiano di vanificare gli sforzi di chi
opera in questo senso. È questo un programma ampio, che va portato avanti con il contributo dei cittadini, per costruire la democrazia e per evitare il rischio di soluzioni verticistiche che non coinvolgerebbero direttamente le tematiche della zona. II non attuare le riforme è un ulteriore momenti di 'disgregazione e di lacerazione del tessuto sociale.
COSTA, assessore comunale del P.C.I.: il partito armato è il nemico da battere. Un nemico che nei metodi e nei modi ricorda sempre più il fascismo.
Chi cerca di addossare la responsabilità morale delle azioni delle BR ai comunisti è in malafede, perchè la storia insegna che nella tradizione delle rivoluzioni socialiste mai si è fatto ricorso ad atti di terrorismo. Le forze eversive si sono scatenate per fermare un processo di grande cambiamento politico. Occorre dare una giusta immagine del nostro paese, che ha un tessuto produttivo che regge ancora e dove le forze progressiste hanno ottenuto una grande avanzata del processo di democraticizzazione della società italiana.
Lo sviluppo dei rapporti unificatori delle forze politiche va avanti, nonostante le forze frenanti. Le BR hanno fallito completamente l'obiettivo che si erano prefisse. E in atto una crescita di incisività politica nell'affrontare i problemi del paese
Mario Longagnani
Numero unico in attesa di autorizzazione
Redazione: Via Astesani, 27
Mario Migliaccio, Andrea Colombo, Maura Ceccarol i
Mario Longagnani, Roberto Prevital i
Fotografia e impaginazione:
Sergio Ferrario
Direttore responsabile:
Edoardo Gardumi
Hanno collaborato a questo numero:
Fernanda Mondini
D.P. - Zona Otto
Alberto Strazzi
Sergio Zurlo.
Stampa:
Coop. "Il Guado"
Robecchetto con Induno(Mi)
Tel. 0331/881475.
I giovani e le istituzioni democratiche
Con la partecipazione di un folto gruppo di ragazzi si è svolto all'Istituto Galvani, un dibattito sul terrorismo. Nella foto: l'intervento dell'Assessore al comune Costa.
Materne Comunali
Incontro con l'assessore Sangiorgio
Educatrici e genitori a Villa Litta
Riallacciandoci al discorso sulla scuola materna iniziato sul numero di aprile, si ritiene opportuno segnalare l'assemblea che il Consiglio di Zona ha organizzato per discutere il grosso problema della scuola materna, che in questi ultimi tempi tanto disagio procura ai genitori lavoratori. in particolare, nonché informare maggiormente i cittadini sulla problematica che coinvolge il personale insegnante delle materne e delle attività parascolastiche elementari per quanto riguarda la apertura delle scuole anche nel mese di luglio. L'assemblea si è tenuta il 26/4 ed abbiamo visto la partecipazione delle educatrici e dirigenti operanti nelle materne della zona, quasi al 100%, anche se nella stessa giornata erano state impegnate fino ad ora tarda con il corso di aggiornamento del Centro di Innovazione Educativa.
La loro presenza è stata molto sentita per i molteplici interventi, a volte un poco accorati, che hanno contribuito a sviscerare i termini della questione ed hanno dato la possibilità all'Assessore di scendere nel dettaglio illustrando ai presenti molti aspetti di questa "battaglia" che si protrae forse un po' troppo.
La rappresentanza dei genitori non era molto numerosa, ma sufficiente per esprimere attraverso gli interventi il pensiero dell'utente.
Le richieste delle educatrici — si parla prevalentemente di loro a causa deil'assenza di insegnanti delle parascolastiche — sono diverse: si è preso spunto dalla richiesta dell'Amministrazione di offrire ai cittadini un migliore servizio nelle colonie eliourbane utilizzando il personale educativo già in forza, per rivendicare richieste precedentemente avanzate.
Nel corso della serata si è quindi discusso:
1) del numero alunni per sezione, raffrontato anche alle materne statali (comunali 40 iscritti — statali 30 iscritti, con una frequenza media del 65/70%, salvo casi particolari in cui la frequenza sale al 90%) e dell'organico del personale insegnante. Purtroppo bisogna registrare carenze da parte della Amm.ne nella sostituzione delle maternità e lunghe malattie.
L'Assessore ha comunicato che per il futuro sarà possibile far fronte con assunzioni che la Giunta ha già deliberato.
La richiesta delle educatrici di diminuzione di bambini per sezione, potrebbe essere accolta a partire dal prossimo anno con una riduzione a 35. Questo compatibilmente
con la disponibilità delle strutture esistenti.
inserimento handicappati: si richiede personale idoneo e potenziamento di quello generico.
L'inserimento dovrebbe avvenire in accordo con la equipe psicomedicopedagogica di zona (SIME) che da questo anno ha iniziato la propria attività con l'intervento particolare sui bambini da O a 6 anni, (sul prossimo numero sarà pubblicata una nota informativa a cura della stessa Equipe. illustrante il programma ed il lavoro avviato).
Dovranno essere interessate le Comm. Sanità ed Educazione di Zona alla Regione secondo quanto previsto dalla Legge 59 — Diritto allo studio. Non si deve dimenticare il Consiglio Scolastico Distrettuale, costituito e funzionante, che ha precisi compiti al riguardo.
Per quanto riguarda le prestazioni del personale insegnante nel mese di luglio, si è forse sentita qualche campana stonata: nel rivendicare i propri diritti non si tiene molto conto del contratto di lavoro che prevede 30 giorni di ferie, ma ci si riferisce a benefici fin qui goduti; ci si rifiuta di concedere pochi giorni di attività a luglio a turno (giacchè le scuole non saranno funzionanti al 100%); si dice che usufruendo di un solo mese come gli altri dipendenti si ha diritto di fare le ferie quando si vuole, non tenendo conto di molte altre situazioni: uffici pubblici, comunali o statali che rallentano o sospendono la propria attività ad agosto; grosse industrie che sospendono l'attività in concomitanza con il Ferragosto, ed altri ancora, costringendo i propri dipendenti a concentrare le vacanze nel mese di agosto.
Moltissime categorie di lavoratori sono condizionate nel godimento delle ferie dal tipo di attività svolta.
Certo si tratta di prendere una decisione ponderata all'atto della scelta della professione basandosi sulla inclinazione personale più che sulla convenienza. E di inclinazione dobbiamo parlare proprio per una pro-
fessione importante ed impegnativa come quella dell'insegnante.
Una particolare riflessione si dovrebbe poi fare alla segnalazione che, essendo fino allo scorso anno le colonie eliourbane gestite dalla Ripart. Assistenza, il personale veniva assunto da quest'ultima. Si poteva verificare il caso (ripetutamente verificatosi) che gli stessi insegnanti di materna e parascolastiche, già percepenti stipendio dalla Ripart. Educazione, prestassero servizio durante luglio e settembre assunti con contratto a termine dalla Rip. Assistenza, assommando così per lo stesso mese — pagati dalla stessa Amministrazione — due stipendi. Si ritiene inutile ogni commento e poichè dal febbraio 1978 le colonie eliourbane sono passate alla Ripart. Educazione, quest'ultima non poteva che gestire il proprio personale nel migliore dei modi, così come sta tentando di fare.
Se prima si poteva sostenere che "la mano destra non sa cosa fa la sinistra", oggi si tratta della stessa mano.
Riflettere si dovrebbe anche su quanto alcune educatrici sostengono riferendosi al lavoro stressante di tutto Vanno e che richiede più di un mese di riposo perchè esse possano riprendere a settembre con sufficiente vigore, quando le stesse hanno usufruito per il passato del supplementare contratto a termine.
La serietà e I impegno dimostrato in tante occasioni dai personale insegnante, devono essere usati per migliorare il servizio tenendo conto delle esigenze di tutti: personale insegnante e non insegnante. utenti diretti, ma anche sì una sana amministrazione.
Compito dei Consigli di Zona è seguire da vicino le vicende e di tenere informati i cittadini, intervenendo per ottenere soluzioni eque per tutti.
Fernanda Mondini Consigliere gruppo P.C.I.
Dalle "minime" ai grattacieli La veridica istoria di Villa Litta puntata
Prossima la soltqione per gli abitanti di via Rubicone
Su iniziativa del SUNIA e con tutte le forze politiche democratiche presenti nei quartiere di Bruzzano è stata indetta una assemblea pubblica sulla situazione delle case minime di via Rubicone e della Cassina Anna.
La manifestazione, alla quale erano presenti oltre alle forze politiche (PCI, DC, PSI), la presidente del Consiglio di Zona, Adamo Marilena e l'assessore all'edilizia popolare del Comune di Milano, Cuomo, si è svolta venerdì 5 maggio nella scuola materna di via Rubicone, numerosi i partecipanti.
Cuomo ha fatto il punto esponendo con molta chiarezza la situazione delle case minime e dell'edilizia non solo nel quartiere di Bruzzano, ma in tutta la città, ha inoltre messo in evidenza il lavoro svolto dalla nuova giunta comunale che con la sua politica di edilizia popolare, che ha già dato buoni risultati in altre zone di Milano, ha previsto per i quartieri cittadini il risanamento o l'abbattimento e delle case minime e delle vecchie case fatiscenti che gradualmente saranno rimpiazzate da nuove case popolari, case popolari che per i quartieri del centro saranno fatte all'interno degli stessi e non in periferia, poichè non c'è nessuna ragione di mandare via i lavoratori che hanno tutto il diritto di abitare anche a pochi passi dal Duomo.
tive, verde pubblico ecc.
Corona, rappresentante del Sunia, ha parlato dei criteri di assegnazione delle case popolari di via V. da Seregno in base alla legge e cioè:
- II reddito annuale della famiglia non deve superare i 7 milioni e duecentomila. Superata questa cifra non si ha più diritto alla casa popolare ma sarà messa in atto la legge sull'equo canone.
- Si deve essere in possesso di regolare contratto di locazione. Gli occupanti abusivi saranno considerati dalla commissione casa del Comune come nuovi assegnatari, dovranno quindi fare regolare domanda per concorrere all'assegnazione di case popolari.
- Gli appartamenti saranno assegnati in base al numero delle persone che costituiscono il nucleo familiare. La famiglia deve essere costituita da almeno due anni, salvo ultimi nati.
del CDRT, nel suo intervento ha proposto di far recintare i porticati delle torri, (così sono chiamate le nuove case) in modo che si possa creare in quel luogo una scuola materna, una sistemazione provvisoria perchè si dovrà giungere alla piena utilizzazione della Cassina Anna dove inserire la vera scuola materna e creare strutture sportive, ricreative, ecc. per il quartiere, strutture di cui si è sempe sentita la massima necessità.
Labiche (D.C.) ha detto che le case nuove devono essere un simbolo, una bandiera da difendere, dopo tutte le lotte che si sono fatte per ottenerle e che devono diventare quindi un alto esempio di civiltà.
Non s'erano, infatti, ancor spente le ultime note della Traviata, che la "nostra (villa) passava, per così dire, dall'indaco al fondaco, dal cavaliere ... al droghiere.
Tant'è, come diceva il Carletto Goldoni (riferendosi ... ai suoi tempi!): "Non voglion esser titoli, voglion esser quattrini". E di quest'ultimi era particolarmente provveduto certo Luigi Taccioli, gran lavoratore e commerciante in Milano. la quale, essendo come ognuna, città col cuore in mano, l'aveva ripagato regalandogli una discreta fortuna.
vero '48!
Talchè, da allora, i nobili con l'hobby del Risorgimento, capirono che per far l'Italia meglio sarebbe far delle belle guerre ordinate, con tamburini e vedette lombarde, piuttosto che spingere le masse in pericolose e caotiche sobillazioni.
- Gli affitti saranno calcolati a seconda del proprio reddito.
Per quel che riguarda Bruzzano, Cuomo ha affermato che verso dicembre, gennaio saranno pronte le case di via Vincenzo da Seregno, ora in fase di ultimazione, per complessivi 1006 vani e in cui saranno sistemate le famiglie che abitano le case minime e la Cassina Anna. L'a- Dal dibattito seguito è venuto fuorea che si creerà con l'abbattimento ri il problema della scuola materna degli edifici di via Rubicone, sarà sita in via Rubicone, che attualmenper 1'80% destinata alla creazione di te ospita 80 bambini e che dovrà esservizi sociali quali: scuola materna, sere abbattuta. Raguzzoni coordinaasili nido, strutture sportive e ricrea- tore della commissione urbanistica
DOCUMENTO
Il quartiere popolare di Via Vincenzo Da Seregno è in fase di ultimazione. Mancano pochi mesi al trasferimento degli abitanti delle case minime, nei nuovi alloggi, per i quali la Com. Casa del Consiglio di Zona n. 8 ha già predisposto la graduatoria informale. Un successo, questo, al quale le forze politiche democratiche della zona e il SUNIA, guardano con legittimo orgoglio, in quanto loro è il merito insieme a tutti gli inquilini, di essersi battuti per anni, per una casa civile e per la demolizione delle case minime. L'avvicinarsi di questa positiva conclusione, pone però problemi che vanno affrontati e risolti in tempi brevi, problemi per i quali le forze politiche ed il SUNIA, chiedono un impegno all'amministrazione Comunale e all'Istituto Case Popolari, più incisivo che nel passato. Esistono infatti circa 60 inquilini che ancora non hanno presentato la necessaria documentazione alla Comm. Casa del C.d.Z. 8, la quale deve procedere all'ultimazione della graduatoria. Esistono ancora 29 occupanti abusivi la cui posizione deve essere rapidamente definita o con lo sgombero o con l'assegnazione per i casi eccezionali di un alloggio di risulta in altri quartieri di edilizia popolare. In futuro vi è il rischio di un possibile rincrudirsi delle occupazioni abusive, per due ragioni: 1° che con l'avvicinarsi della data del trasferimento degli attuali residenti sono meno disponibili agli allargamenti negli alloggi che si rendono liberi. 2° che la certezza di avere la casa nuova esercita di fatto un richiamo all'occupazione della casa minima. Occorre quindi nel quadro di questa situazione concordare un incontro in zona per esaminare e risolvere insieme i problemi sopra citati. SUANI-PCI-DC-PSI, avanzano in questa occasione alcune proposte: Impegno da parte dello IACPM a rendere inabitabili gli eventuali alloggi che si renderanno liberi, attraverso la demolizione delle finestre, degli apparecchi sanitari e la muratura delle porte. Impegno a recarsi in delegazione presso il Commissariato di zona, per richiedere un immediato e tempestivo intervento di sgombero in caso di occupazione.
2) l'invio da parte dell'amministraziune di una lettera agli inquilini che ancora non hanno provveduto a consegnare la necessaria documentazione per finire la graduatoria, e un impegno ad inviare personale di assistenza sociale, quando trattasi di anziani.
Le forze politiche ed il SUNIA chiedono inoltre di conoscere: a) se esiste la delibera per la domolizione delle case minime; b) la data entro la quale la Comm. IACPM di assegnazione necessita di avere la graduatoria informale al completo e, se per quella già esistente sta già operando il controllo. SUNIA-PCI-DC-PSI, nel mentre sollecitano precisi impegni e risposte per i punti sopracitati, riaffermano la loro disponibilità affinchè tutta l'operazione di trasferimento avvenva nel modo migliore, mentre garantiscono la necessaria vigilanza democratica contro le occupazioni sia nelle case minime che nelle costruende.
Sia Bombaci (PSI) che Onali (PCI) nei loro interventi hanno messo in risalto la lotta che gli inquilini di via Rubicone hanno portato avanti assieme al loro sindacato e alle forze politiche democratiche (DC, PSI, PCI). Onali ha aggiunto che le case non sono un qualcosa di fumoso. Esistono, si possono toccare con mano e che bisogna riflettere sul fatto che quando si lotta democraticamente su obiettivi giusti e su i diritti dei lavoratori i risultati ci sono, che ancora i problemi sono tanti, ma che organizzati con giustezza si riuscirà a risolverli, ma sempre con uno spirito e una volontà unitari sia da parte delle forze politiche democratiche che da parte dei cittadini tutti.
Al termine della manifestazione è stato presentato un documento unitario a firma SUNIA - DC - PCI - PSI che si riproduce qui di seguito in forma integrale.
Maura CeccaroliCostui, preso possesso della villa, da buon bottegaio, vi cominciò per prima cosa, un minuto inventario (dopo averne estromesso ognuno, noi compresi).
Fuori, nel frattempo, andavano maturando fatti grandi e perigliosi. Il popolo, si sa, è un cavallo matto e se gli tolgon le briglie dal collo, subito impazza e si butta a precipizio. Così; avendolo la sorte sollevato dell'amato feudatario "Dàghela avanti un passo ..." si diè a fare il rivoluzionario per cacciare lo straniero e, stando a quel che Digos, ogni sorta di padrone indigeno e foresto.
Fu insomma un gran baillamme. Qui si tagliavan gli alberi, là si erigevano barricate sulla Comasina. Dovunque sventolavano le bandiere come se fossero le cinque giornate: in breve un
Ricordo di Vincenzo Varè
IL 6 aprile ultimo scorso è morto Vincenzo Varè. aveva 67 anni.
Ricordarlo su questo periodico è doveroso poichè fu in questo rione che inizia la sua azione di guida e di protagonista nella lotta contro il fascismo.
Del padre antifascista e perseguitato ne seguì l'esempio fin da giovane e con intelligenza e persuasione seppe infondere, ad amici d'infanza e coetanei, la fede nella libertà e discuterne con loro quei princìpi sociali senza i quali la società non può progredire; pur nelle difficoltà del momento approfondì sempre più la conoscenza e lo studio su questi ideali e in tal senso operò nella clandestinità.
Nel 1940 fu arrestato e internato al confino, nel 1942 fu vittima di una aggressione fascista e successivamente deferito al Tribunale speciale.
Alla fine della guerra con la vittoria della Resistenza fu liberato e riprese quindi l'attività di partito a Roma e alla federazione del P.C.I. di Milano. Svolse anche mansioni sindacali e di consigliere di Zona.
Vincenzo Varè va ricordato così, umilmente come ha sempre vissuto, ma il suo esempio serva a chi ama la libertà, a chi vuole che la società possa cambiare a misura e a maggiore dignità dell'uomo.
Con la sua perdita i suoi amici e vecchi compagni sentono di aver perso parte di sè stessi, rimane l'impegno a continuare perchè la vita và vissuta con uno scopo e ricordarlo (specialmente ai giovani) affinchè il mondo di domani, che sarà loro, possa formarsi in tale senso e cioè nel segno della giustizia per i lavoratori e nella libertà.
I suoi compagni
Passata la buriana, la vita riprese tranquilla nel paese, che andava popolandosi sempre più. Già nel 1835 s'eran contate 1800 anime (senza considerare quelle perdute!), tutte provviste di relativi corpi; tantochè, fin d'allora, si era posto il problema di erigere una nuova chiesa, in quanto la vecchia e malandata non ne poteva accogliere più che 400.
Il nuovo tempio fu pronto nel 1859, in tempo — dicono — per accogliere i feriti della battaglia di Magenta ed iniziare, poi, la più "propria" cura delle anime.
Il buon Taccioli, finito nel frattempo l'inventario ed iniziato il testamento, vi fece erigere, a sue spese, un ricco ed artistico altare in cui aveva disegnato di porre un certo quadro, bellino, ma di soggetto religioso, che s'era ritrovato in casa. Da buon intenditore egli aveva subito compreso che si trattava di roba fina, roba da dirne con poche parole ... purchè espresse alla latina ("Praeclari pictoris opus"), lingua che ad Affori ognun parlava correttamente. Avrete inteso che si trattava della famosa "Vergine delle rocce" dipinto assai chiacchierato (e — da qualcuno — attribuito con buoni argomenti al sommo Leonardo) che s'ammirava nella parrocchiale, finchè con uno strabiliante fotomiracolo non si tramutò nell'attuale madonnografia.
Presago forse di quest'esito il Taccioli si tenne ben stretto l'altro bel quadro, onore di Villa Litta, (Madonna con Bambino di Bernardino Luini) che solo per un caso e per svariate palanche si trova ora in un museo di Lond ra.
Forse per la munificienza o per altre reminescenze il Nostro, che nel frattempo aveva ultimato anche il testamento, fu lapidato in chiesa come "vir antiquae virtutis": espressione così chiara da farsi intendere anche dai figli della Media riformata.
A grandi passi s'appressava ormai il nostro secolo mentre cresceva la prediletta nipote di casa Taccioli, la quale, perchè si compiessero le storie e s'accontentassero, infine, anche quelli della Bovisasca andò in isposa al Cav. Uff. Giovanni Litta Modignani.
Essi, per quanto ci riguarda, vissero felici e contenti finchè morte (di lui) non li separò nel 1905.
"Pel Novecento, fino ai giorni nostri, abbiamo in serbo ancor gli ultimi inchiostri!" Villicus
ERRATA CORRIGE:
Il titolo sulla droga doveva intendersi come segue:
occhiello: i giovani
della zona 8 contro la droga
titolo: Aderenti a C.L., al Circolo Giovanile, alla FGCI, a DP, in assemblea unitaria!
Un film che vi consigliamo Ecce Bombo
con: N. Moretti - Luisa Rossi
Fabio Traversa - Lina Sastri con la partecipazione di Glauco
Mauri
Regia: Nanni Moretti
giudizio: buono
Nanni Moretti suscitò un certo interesse nel 1976 (se non andiamo errati) quando presento la sua opera prima "lo sono un autarchico", girata in su per otto e che gli costò solo 3 milioni.
Con "Ecce Bombo" dice di averne spesi settanta. Moretti ha operato una scelta ben precisa, sacrificando gli effetti visivi e fotografici per proporci un film dove il dialogo acquista una importanza fondamentale. Ora, se consideriamo il film nella sua intierezza ci si accorge che è stato girato in economia, perciò gli esteti rimarranno un po' delusi, abituati ultimamente ad un linguaggio sicuramente più 'visivo". Bisogna dire pero che Moretti bada all'essenziale ed il film acquista un i itmc hen preÜAso grazie all'ottimo montagg'o. E chiaro che condiviclia.rao !a scelta economica del regista; preferiamo sicuramente goderci un'opera "povera" tecnicamente ma ricca di contenuto piuttosto del solito film ricco di tecnica ma povero di concetti. "Ecce Bombo" è un film giovane sui giovani, con la loro noia, con i loro problemi, con le solite incomprensioni nei rapporti con i genitori. Ma il tutto proposto in veste autocritica, senza drammi, senza angosce particolari; così, per quello che in realtà sono: giovani alla ricerca di una propria identità che passa inevitabilmente attraverso una serie di contraddizioni. Abbastanza significative il fatto che il protagonista cerchi a tutti i costi la discussione col padre, creando dei pretesti immaginari pur di dimostrare che non vi è possibilità di intesa con i genitori. Se i giovani sapranno ridere di sè stessi guardando questo film, possiamo guardare al futuro con un certo ottimismo.
Sarebbe bello se tutti quanti ci rendessimo conto degli errori commessi e di quelli che ancora stiamo commettendo. Una particolare segnalazione per l'interpretazione di Glauco Mauri nella parte del padre.
Mario LongagnaniLa necessità di chiarimenti
E cosi, anche l'U.S. Bovisasca, nostro primo interesse redazionale, scioglie i ranghi a fine campionato — Difficoltà interne, mancanza di tempo dei dirigenti, fondi certo non abbondanti ma, soprattutto, il giocare lontani, dal vecchio "Fallo" su cui la società era nata ed intorno al quale era riuscita a cementare degli amici. Ma almeno fossestata ultimata la strada che ha provocato la distruzione del campo Macché, è ancora li lo stesso assieme all'orribile struttura architettonica del lotto 51, è riuscito a dare una impressione allucinante da sobborgo romano a quest'area che era un pacifico incontro fra campagna, piccolissima industria ed abitazioni — L'architetto protagonista del progetto - sfacelo ha probabilmente visto realizzato il parto fecondo del suo cervello: sarebbe interessante sentire se ne va fiero — Sarebbe anche opportuno che i responsabili dello sport, in Giunta, si interessino di meno alle corse — carnevale (Stramilano), anche se il gioco dei milioni è tutt'altro che irrilevante, e si preoccupino del fatto che sia o meno rispettato il diritto dei giovani di fare sport continuamente: altro che buttare giù le strutture sportive esistenti. Occorre veramente che l'Assessore responsabile chiarisca se Milano dev'essere, dal punto di vista sportivo, una città europea od africana ed, in ogni caso, ci faccia sapere se il diritto a fare dello sport gratuitamente è ancora valido o se tornerà privilegio dei giovinetti degli istituti privati, magari svizzeri. Roberto Previtali
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Il prossimo numero di ABC sarà in edicola lunedì 5 Giugno, anziché il 15. Poi il giornale andrà in vacanza e riprenderà in Settembre.
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Dal Consiglio di Zona
Il Consiglio di Zona ritiene utile segnalare al pubblico le Commissioni permanenti operanti per vari motivi a favore delle scuole ed in collaborazione con esse:
COMM. EDUCAZIONE per:
Refezione - per l'esame ed il disbrigo di ogni problema esistente in zona connesso ad essa; definizione quote refezione alunni. Trasporti alunni - da scuola a scuola; da quartiere a scuola; gite didattiche.
Concessione uso locali scolastici - a Comitati ed Associazioni varie, di quartiere e sportivi.
Situazione posti - alunno e reperimento aule in edifici esistenti - in collaborazione con la Comm. Lavori Pubblici.
Edilizia scolastica in generaleristrutturazione e nuove costruzioni. in collaborazione con Comm. urbanistica e LL.PP.
Rapporti tra scuole e Ripart.
Educazione o Provveditorato Organizzare incontri fra scuole ed esperti su argomenti specifici.
Indire assemblee di zona o di quartiere (nelle scuole) riferentisi alla didattica, educazione sanitaria, educazione alimentare, ecc.
Mantenere contatti con tutte le scuole e discutere assieme tutti i problemi che possono insorgere, per giungere ad una soluzione.
Partecipare alla totale attività delle scuole materne comunali: il regolamento comunale prevede che di ogni Consiglio di scuola materna faccia parte a pieno diritto un delegato del Consiglio di Zona.
COMM. URBANISTICA - pianificazione territoriale: es. nuove scuole, attrezzature sportive, centri sociali e sanitari, centri civici. sistemazione a verde.
COMMISSIONE LAVORI PUBBLICI - si interessa anche della manutenzione degli edifici scolastici.
Alla Comm. LL.PP. ogni scuola deve rivolgersi per la richiesta di ogni tipo di manutenzione programmabile o straordinaria. Queste programmazioni abitualmente avvengono semestre per semestre e prevedono interventi che, per tempi burocratici amministrativi, avverranno qualche mese dopo.
La manutenzione ordinaria ad esempio rotture di vetri, guasti ai serramenti, guasti elettrici, idraulici, ecc., opere murarie che pregiudichino l'incolumità dei frequentanti, non programmabile, deve essere richiesta direttamente alla Ripartizione, agli uffici preposti per ogni settore di intervento.
In questo ambito il Consiglio di Zona può intervenire per coordinare le segnalazioni mediante il controllo sistematico degli interventi, l'individuazione delle principali e più ricorrenti cause del verificarsi degli eventi dannosi e con diretti interventi di promozione civile nei riguardi della utenza e popolazione della zona.
COMM SANITÀ - collabora con la Comm. Educazione per i problemi connessi alla attività medico - scolastica e le scuole dovrebbero rivolgersi ad essa qualora insorgessero questioni riguardanti questo settore.
COMM. SPORT - A questa Comm. le scuole dovrebbero rivolgersi per organizzare attività sportive al di fuori di quelle previste dal programma scolastico.
La eventuale ginnastica medica — preventiva o correttiva — invece deve essere promossa dal medico scolastico attraverso gli organismi preposti.
COMM. CULTURA - Vi si possono rivolgere tutte le scuolp per organizzare attività culturali o spettacoli a favore di alunni e genitori.
LE NOTIZIE UTILI DI ZONA
CONFERENZE - DIBATTITO
Ciclo sulla problematica religiosa
È evidente l'interesse rappresentato per tutti dalla problematica religiosa in senso lato.
Tale esigenza è particolarmente sentita nella zona di influenza della biblioteca (Zone 8 e 7) in cui si registrano esperienze varie nel mondo cattolico ed altre esperienze e fermenti nel più vasto campo religioso. Il discorso, del resto, interessa credenti e non credenti.
Con tale apertura si è pensato di avviare un dibattito che, partendo dalla proposta promozionale di alcuni temi di interesse generale, potrebbe, poi, svilupparsi nelle direzioni richieste dai partecipanti. Questo
1° ciclo è stato studiato con la collaborazione di Amilcare Giudici — teologo ed esperto di problemi religiosi — e di alcune persone interessate delle zone. Il programma, che attende però qualche conferma è il seguente:
Per il ciclo "Serve avere una fede?"
VENERDÌ 26 MAGGIO 1978 - ore 21
La Comunità - tra personale e politico - come base e struttura dell'esperienza religiosa. (Relatore Franco Barbero)
CONCERTI
Per il ciclo "dedicato ai giovani artisti":
SABATO 3 GIUGNO 1977 - ORE 17
Concerto dell'orchestra S. Cecilia di Milano diretta da Cecilia
Musiche di: Vivaldi, Vinci.
Per il ciclo "Dedicato agli archi"
MARTEDÌ 16 MAGGIO — ORE 21
Concerto del duo viole Skofich - Von Wrochem e del Duo Viola e Violoncello Von Wrochem - Schuter
Musiche di: Bruni, Bach, De Giardini, Beethoven, Stamitz.
MARTEDÌ 23 MAGGIO 1978 — ORE 21
Concerto del "Trio di Berlino"
Musiche di: Mozart-Bach, Reger. Mozart.
VENERDÌ 2 GIUGNO 1978 — ORE 21
Concerto del quartetto della scala Musiche di: Paganini, Mozart, Verdi.
MOSTRE
PERSONALE DEL PITTORE EUGENIO FINOCCHIARO — DAL 6 AL 18
MAGGIO
*PERSONALE DELLA PITTRICE I. RENE — DAL 20 MAGGIO AL 2 GIU-
GNO
PERSONALE DEL PITTORE ANTONIO COLELLA — DAL 3 AL 16
GIUGNO.
INIZIATIVE CULTURALI VILLA LITTA
Pittura dal 6 al 18 maggio: Personale dei pittore Eugenio Finecchiaro
BIBLIOTECA RIONALE AFFORI Villa Litta - V.le Affori 21 tel. 6450897
servizio di Pronto Soccorso.
Polizia
6220 Carabinieri, pronto intervento
34999 Vigili del fuoco
7727 Comando centrale vigili urbani
314080 Guasti acquedotto
8830 Guasti gas
117 Taxi
Servizio pubblici e sociali comunali
Consiglio di Zona n. 8 - V.le Affori 21
Comitato Sanitario di Zona n. 8 - V.le Affori 21 6464762
Servizio anagrafe - V.le Affori 21
Certificato a domicilio Ufficio informazioni e reclami
Vigilanza urbana di zona - V.le Affori 21
Biblioteca comunale "Villa Litta" - V.le Affori 21
Centro di prestito - Via del Tamigi
Ufficio d'Igiene - V.le Attori 21
- Medico dirigente - Vaccinazioni obbligatorie - Condotta medica, Dispensario farmaceutico e Centro per la diagnosi precoce dei tumori dell'utero
Centro S.M.A.L. - Servizio Medicina preventiva
Ambienti di Lavoro - V.le Affori 21
E.C.A. - Ente Comunale di Assistenza. Centro Sociale - V.le Affori 21
Ricovero sfrattati - Via Novara 19
Centro pre-addestramento al lavoro - V.le Affiori 21
Servizio sociale comunale - V.le Affori 21
Centro sociale - Via del Tamigi 7
Centro sociale - Via Spadini 15
Centro sociale - Via Val di Bondo 9
Centro sportivo "Ripamonti" - Via Iseo, 4
Piscina - Via V. da Seregno-Fermi
Vendite controllate SO.VE.CO
Lunedì pomeriggio: Via Assietta angolo Via Gabbro
Martedì pomeriggio: Via Fabriano angolo via Chianciano Via Val di Bondo
Venerdì pomeriggio: V.le Affori angolo via Faccio Via Val di Bondo
Sabato pomeriggio: P.za Bruzzano
VARIE
Mercati rionali settimanli: mercoledì mat. Via Gaeta/Sand sabato mat. Via Ciccotti
Taxi: V.le Affori - 6456713
P.za Gasparri - 6462380
Carabinieri, Stazione di Affori: Via Claldini 131 - 6450041
Commissariato P.S. "Cenisio": Via Chianciano 6 - 6453014
C.U.Z. - Consiglio Unitazione di Zona sindacale, zone 7-8: Via Mercantini 15 - 3760566
Spett.le Redazione di A. B.C., ho letto con molta attenzione i primi quattro numeri del Vs. giornale constatando con soddisfazione che vi è stato da parte di codesta Redazione un continuo sforzo tendente a migliorarne la veste tipografica ed a rendere più ricca, varia e sintetica la trattazione dei vari problemi sottoposti all'attenzione dei lettori. Pertanto nell'unirmi a coloro che, scrivendovi, hanno affermato: "finalmente un giornale della nostra Zona", permettetemi di esprimere alcune considerazioni su di esso e di formulare alcuni suggerimenti raccogliendo il Vs. invito, a tutti i lettori, alla più ampia collaborazione con il giornale. Mi rendo conto di quali e quante siano le difficoltà, per dei "giornalisti" non professionisti, di dar vita ad un giornale di Zona e del fatto che lo stesso sta muovendo solo ora i primi passi. Se si vuole però che esso inizi a camminare spedito e diventi veramente uno strumento di promozione civile e di partecipazione dei cittadini della nostra Zona è necessario Che esso sia sempre più in grado di esprimere in modo, il più completo possibile, la varia e composita realtà dei nostri quartieri che, se per un verso soffrono degli stessi mali disgreganti della vasta periferia di una città come Milano, conseguenti allo sviluppo caotico e distorto di una grande "Metropoli", per altro sono riusciti a conservare ed in parte a sviluppare, sia pure attraverso molteplici difficoltà, quelle che sono state le prime forme di mutuo soccorso e di solidarietà umana che il movimento popolare si è dato ai primi del secolo con la costituzione delle cooperative di consumo e per l'edificazione di case economiche e popolari a proprietà indivisa (mi riferisco qui in particolare al quartiere di Attori), senza contare poi le varie associazioni culturali e sportive costituitesi negli ultimi anni nella nostra Zona. Ecco , io credo che una serie di servizi sulle varie associazioni (soprattutto quelle che si prefiggono scopi di promozione sociale) che operano nella nostra Zona, sulle finalità che si propongono, sul loro modo di essere e di operare, sulle difficoltà che incontrano, sui rapporti che esistono (o non esistono) con le istituzioni pubbliche di Zona e Cittadine (e molte volte anche della diffidenza nei loro confronti) serva non solo ad avere una più precisa conoscenza della varia ed articolata realtà della nostra Zona ma soprattutto ad evidenziare come, nonostante le spinte disgreganti presenti nell'attuale società ed il prevalere del privato sul pubblico, vi siano cittadini, lavoratori, "uomini" che utilizzano, in modo impegnato e con spirito di sacrificio, il proprio "tempo libero" ad organizzare, promuovere e gestire le più varie forme di associazionismo a carattere sociale, culturale e sportivo.
Ritengo cioè che non sia del tutto producente denunciare, anche se ciò va fatto, i fenomeni di emarginazione e di disgregazione presenti nella nostra Zona (che però tutto sommato rappresentano un'area ben delimitata e marginale della popolazione) senza contrapporre loro la consistente realtà delle iniziative aggreganti promosse dalle organizzazioni che ho più sopra ricordato. Voglio ribadire con ciò l'indispensabile necessità di farle conoscere e valorizzare stimolandole nel contempo ad ampliare e promuovere la più ampia partecipazione dei cittadini della nostra Zona.
Per il carattere che riveste questo mio scritto, cioè di "lettera al giornale", mi sono proposto di limitare il mio intervento (in modo forse troppo succinto e marginale) solo ad una questione che mi stava particolarmente a cuore. Su al-
tri aspetti e problemi mi auguro intervengano altri lettori e cittadini della Zona in modo che si possa stabilire un rapporto continuo e proficuo con il Vs. giornale; rapporto indispensabile perchè esso sia veramente uno strumento di promozione civile e di partecipazione dei cittadini alla sua vita ed al suo sviluppo.
Con l'augurio di buon lavoro accolga, codesta Redazione, il mio più fraterno saluto.
Attilio Scaccabarozzi
Aborto
Siamo un gruppo di donne della S.A.S.E.A., che hanno seguito e discusso con interesse e personale partecipazione la legge sull'aborto e il suo iter parlamentare. Ora che essa è stata approvata alla Camera, desideriamo esprimere ai partiti, attraverso il Consiglio di Zona Comunale, quanto segue:
La speranza che questa legge, continuamente boicottata da alcune forze politiche e il cui lunghissimo iter parlamentare è nel frattempo costato la vita di tante donne morte per aborto clandestino, venga approntata senza ulteriori emendamenti al Senato, evitando cosi, il ricorso al Referendum per la depenalizzazione che, oltre a spaccare nuovamente il Paese in un momento cosi critico per la democrazia, non risolverebbe nulla dal punto di vista deil'assistenza e della partecipazione sociale al problema.
La nostra amarezza nell'apprendere che il limite di età per cui è richiesto alla donna che chieda di abortire il consenso dei genitori è stato elevato da 16 a 18 anni. Ad un'età in cui si può lavorare, sposarsi, avere e riconoscere un figlio, non si può quindi per la legge abortire nei casi previsti dalla stessa con l'autodeterminazione riconosciuta alle altre donne.
Tutto ciò significa colpire le donne più giovani, e quindi le più vulnerabili, nel loro diritto a vivere e gestire la propria sessualità.
Ci rendiamo conto che limiti pressanti di tempo hanno costretto i partiti del fronte abortista ad accettare l'emendamento democristiano, affinchè la legge potesse passare al Senato per la discussione e la votazione prima dell'il giugno, termine fissato per il Referendum. Non possiamo tuttavia non constatare che le minorenni pagano perché tutte le altre donne possano avere finalmente una legge umana e civile e il diritto a decidere della propria maternità.
Noi ci impegnamo ad appoggiare qualsiasi iniziativa dei movimenti femminili volta a far sì che le giovanissime non continuino a morire come tante di noi sono morte fino ad oggi, perchè non vivano il loro dramma nella clandestinità e nella vergogna, perché non vengano penalizzate. Un gruppo di donne della S.A.S.E.A.
Furto
Caro giornale, siamo gli alunni della 3' D di Via Iseo.
Lunedì mattina 10 aprile 1978 quando siamo entrati in classe, abbiamo visto che l'armadio e il cassetto della cattedra erano aperti.
Avevano rubato alcuni pacchi di fogli, cinque quadernoni, due scatole di tondini, i libri più belli, una riga, diverse bottiglie di aranciata ecc.
Siamo veramente stufi che questi ladri vengano a rubarci le nostre cose.
Che cosa se ne fanno delle nostre cose?
Speriamo che i ladri leggano questa nostra lettera e non vengano più a rubarci.