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Unità a sinistra4

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CONSIGLIO DI ZONA

SCUOLA DELL'OBBLIGO

FABBRICA BORLETTI

Incredibile sopruso

Piazza Sicilia

Cacciati i consiglieri

della ripartizione

e Via Giusti, due

di zona

decentramento,

Comitati genitori:

che volevano

sottratte le licenze

a che cosa

ispezionare la mensa

edilizie

servono?

operai

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ZIP1A6 MAGENTA-SEMPICI NE

unità a sinistra CURA DEL COMITATO UNITARIO DI ZONA (PCI - PSI - PSIUP - MPL) Anno IV - N. 1 - L.

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Febbraio 1972

L' area di via Tolentino

Elezioni presidenziali, crisi di governo, referendum

Un polmone di verde per i nostri ragazzi E' nota la situazione di grave disagio derivante dalla carenza di servizi pubblici, e in particolare di aree a verde, di giardini, di campi gioco, nella nostra zona, come più volte abbiamo sottolineato. Questa carenza è comune a tutta la fascia urbana compresa tra la cerchia delle mura spagnole e la circolare esterna, ovvero a quelle zone che sono state oggetto dell'espansione urbana dai primi del secolo alla fine degli anni 50. Per rimediare, almeno in parte, all'insostenibile situazione attuale, è indispensabile che l'amministrazione comunale intervenga subito, impedendo altre operazioni speculative e rendendo pubblica ogni area disponibile. Il Comune può avvalersi oggi di nuove leggi, che consentono l'esproprio a un prezzo molto basso delle aree inedificate, e può inoltre disporre di contributi dello Stato per la realizzazione di alcuni servizi indispensabili, come le scuole e gli asili nido. Una delle pochissime aree ancora libere nella nostra zona è un terreno. V.

C05.50 3fhlPIONE

in via Tolentino e via Caracciolo, di circa 12.000 metri quadrati di superficie, ove una volta aveva sede la balera « Giardino Firenze appartenente ora alla società immobiliare Girola & C. Questo terreno è dotato di ricca ve getazione, fra cui molte piante di alto fusto, e di aree già pavimentate. Qui la proprietà intende costruire circa 83.000 metri cubi di fabbricati, ovvero più o meno 300 appartamenti. Se questa operazione andrà in porto, vi saranno altri mille cittadini a carico delle già insufficienti attrezzature della zona, e verrebbe distrutto un piccolo ma prezioso polmone di verde, che nell'aria inquinata della nostra città assolve una sua importante funzione. Una petizione, firmata da 2350 famiglie del quartiere (che rappresentano circa 8000 cittadini), è stata presentata in Comune per ottenere che questa operazione sia bloccata e che l'ex Giardino Firenze sia aperto al pubblico. Su un'area adiacente, di circa 5500 metri quadrati, appartenente all'Enel, i cittadini chiedono che sia realizzata una scuola materna, in modo che i mol-

ti bambini che oggi debbono essere trasportati in pulmann fuori della zona possano finalmente trovare un posto in una scuola del quartiere. Alla petizione dei cittadini l'amministrazione comunale, attraverso l'assessore all'urbanistica, ha risposto promettendo una variante al Piano Regolatore che consenta di bloccare l'operazione speculativa, e di realizzare i servizi richiesti. E' indispensabile che questa promessa venga mantenuta; un'occasione di questo genere è infatti difficilmente ripetibile. La volontà politica dell'amministrazione di voler finalmente risolvere i problemi della nostra città, volontà che l'amministrazione ha più volte dichiarato, potrà essere in questa occasione verificata. E speriamo di non essere delusi. E. Ratti

L' unità delle sinistre per battere le manovre di destra Scriviamo queste note nel momento in cui il presidente incaricato Colombo sta conducendo i vari contatti per la formazione del nuovo governo; può anche darsi che, quando il giornale verrà distribuito, si sia anche aperto il dibattito parlamentare sulla fiducia. « Unità Tuttavia siamo convinti che le riflessioni alle quali invitiamo i lettori in questo articolo vadano al di là del fatto di cronaca e conservino quindi, così almeno crediamo, validità di giudizio. Questa ennesima crisi di governo si è aperta ancora una volta senza un dibattito parlamentare che ne faces3e un momento di verifica e di comprensione per tutto il paese, ma al buio, secondo un costume politico discutibile al quale il centro-sinistra e le precedenti coalizioni di governo sempre dirette dalla Democrazia cristiana, ci hanno abituati.

E siamo nel centro di Milano ! (vedi pagina 4 ) I

servizi igienici della Zona sei

Ma al di là del fatto formale delle dimissioni di Colombo, resta quello sostanziale di una crisi che perdurava da tempo, determinata in primo luogo dalla comprovata incapacità del centrosinistra di rispondere alle esigenze reali del paese e di risolvere i problemi sollevati. L'aspetto più Contraddittorio della questione sta poi nel fatto che, da un lato, tutte le forze politiche della coalizione di governo hanno finito col considerare fallimentare l'esperienza del centro-sinistra; dall'altro, che la so-

vecchio sistema dell'unione per il potere, non esita a contrattare sottobanco i voti fascisti pur di portare al Quirinale un democristiano. I socialisti coerentemente con le posizioni assunte dal PSI in questi ultimi tempi, dopo il rifiuto dell'unificazione socialdemocratica, si collocano all'interno del blocco delle sinistre, con i comunisti, i socialproletari, gli indipendenti di sinistra e i parlamentari dell'MPL, in una ritrovata strategia unitaria che va costantemente verificata, proprio perchè,

MERCOLEDI' 9 FEBBRAIO, ALLE ORE 21 presso il Circolo CARDUCCI, via Bertini, 19

ASSEMBLEA POPOLARE indetta da « Unità a sinistra » sul tema

REFERENDUM: A CHI GIOVA? TUTTI I CITTADINI SONO INVITATI A PARTECIPARE

luzione che si intende dare alla crisi resta ancora prigioniera della logica della « insostituibilità della formula di centro-sinistra » e dell'affermazione gratuita della « mancanza di alternative valide nel paese Quale insostituibilità? Quale mancanza di alternative? Il fatto è che, dietro a queste ipocrite formulette, si vuole far passare il tentativo di spostare a destra l'asse politico del paese. In questa manovra coordinata, il gioco delle parti prende corpo. Durante l'elezione del presidente della Repubblica, il centro-sinistra va a picco. I repubblicani, con alla testa quell'incredibile personaggio che è l'on. La Malfa, assumono il ruolo della quaglia; e come saltano!: dichiarano di volere un laico con uno schieramento ampio e costituzionale e finiscono col votare un democristiano insieme ai fascisti (il tutto alla faccia di quelle « idee chiare per la sinistra che era lo slogan elettorale inventato dallo stesso La Malfa!). I socialdemocratici si attestano sulla loro posizione di sempre: quella di portaborracce dello schieramento conservatore; nè ci si poteva aspettare qualcosa di diverso dal rientro nelle file del PSDI (ma quando mai, di fatto, ne era uscito!) di Saragat, l'uomo della scissione sindacale del '48, l'uomo degli appelli all'ordine (quello caro a lor signori, naturalmente), privato oltretutto della sua funzione di primo telegrafista d'Italia. I democristiani offrono il quadro più desolante della loro non breve storia: per coprire le profonde lacerazioni interne, giunte ai limiti della rottura, il gruppo dirigente dc impone prima quella commedia indecorosa dell'astensione per 14 scrutini, poi, per tentare di risolverle col

non avendo nulla a che vedere con improponibili riedizioni del frontismo costituendo la forza indispensabile per un rinnovamento democratico e socialista del paese, rappresenta il punto di riferimento per tutte le forze che questo rinnovamento vogliono e auspicano sinceramente. per risolveE allora i « chiarimenti re la crisi si chiariscono. Il paese ha mille problemi, molti dei quali improrogabili, che si chiamano: difesa dell'occupazione, provvedimenti contro il carovita, lotta contro il risorgente squadrismo fascista, aumenti delle pensioni, riforma sanitaria; riforma scolastica, riforma dell'agricoltura, politica estera di pace e di coesistenza (riconoscimento della Repubblica democratica del Nord Vietnam e della Repubblica democratica tedesca, sicurezza europea, fine della strategia della tensione fra blocchi militari contrapposti, uscita dalla NATO), e innanzitutto la nuova legge sul divorzio, che blocchi il tentativo clerico-fascista di rimandare tutto e di spaccare in due il paese servendosi del referendum. E' su questo terreno che bisogna impegnare quelle forze del moderatismo repubblicani, socialdemocratici, gruppo dirigente dc), perchè cadano i veli fumosi e il chiarimento avvenga di fronte a tutto il paese sulla loro volontà (o mancanza di volontà) di dare una risposta ai problemi più urgenti del paese; e farlo senza cedere a nessun ricatto. Altrimenti si vada pure alle elezioni anticipate, certi che dalle urne non potrà non uscire una dura condanna del moderatismo e del conservatorismo, e quindi un potenziamento delle sinistre tale da rafforzare ancora la già esistente alternativa politica per il paese. La redazione


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