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Il compagno3

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Istruitevi che avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Organizzatevi che avremo bisogno di tutta la nostra organizzazione. Agitatevi che avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo. (A. GRAMSCI)

n. 1 - maggio '77

il

compagno

A CURA DEL CONSIGLIO DI FABBRICA AUTOBIANCHI

AVANTI CON LA LOTTA ! Vorremmo con questo articolo cercare di spiegare cosa avviene e come si sta discutendo al tavolo delle trattative per la vertenza FIAT. A questo tavolo non c'è, come può sembrare, in discussione solo la nostra piattaforma, ma anche il modo di intendere i rapporti di lavoro. Da una parte c'è il sindacato che intende con questa vertenza portare la sua opinione in merito al modo di uscire dalla crisi con uno sviluppo generale dell'economia e con un aumento dell'occupazione. Dall'altra c'è la Fiat che sente la crisi, ma vuole continuare per la strada seguita fino ad oggi, cioè quella di far pagare la crisi alla collettività ed in particolare ai lavoratori. Da qui la sua politica tendente a recuperare dai lavoratori ciò che essi hanno conquistato con dure lotte dal 1968 in poi; in pratica vuole investire dove vuole (al nord), vuole una completa libertà di uso della manodopera, con mobilità selvaggia ed aumento dei ritmi di lavoro. La Fiat vede perciò nelle richieste che i lavoratori hanno fatto, dei bastoni tra le ruote dei suoi programmi ed allora recita la parte del « genio incompreso perchè il sindacato capisca che la soluzione della crisi non la si trova con gli investimenti al Sud e la piena occupazione, ma (ed ecco che il genio annuncia la

sua scoperta) con l'aumento della produttività; in pratica « più lavoro, meno occupati «. Ma su questa strada la Fiat non può continuare perchè la produttività delle aziende è sì un discorso da fare ma non può essere disgiunto dagli investimenti e dallo sviluppo della occupazione. La Fiat al tavolo delle trattative si è anche nascosta dietro il paravento fornito dal governo con il decreto per la fiscalizzazione degli oneri sociali, motivando il fatto con l'asserire che la Fiat è una società che rispetta le leggi (solo quelle che gli interessano). Ora il decreto è stato modificato in quegli articoli che erano un freno alla contrattazione articolata, perciò la Fiat su questo terreno si troverà allo scoperto. Un altro punto dove la Fiat tiene una posizione dura è quello che riguarda l'orario annuo di lavoro (ferie, festività); la Fiat queste le considera a sua disposizione in base all'andamento del mercato, e la dimostrazione è la decisione unilaterale di farci fermare una settimana a Pasqua usando le ferie. Il sindacato ha precisato che queste sono le nostre conquiste perciò vogliamo decidere noi quando e come usufruirne. Per sciogliere tutti i nodi che ci stanno di fronte dobbiamo aumentare il nostro impegno nelle lotte perchè soltanto così riusciremo ad imporre alla Fiat la vera soluzione che ci permetterà di uscire dalla crisi e cioè maggiori investimenti, freno all'inflazione ed una piena occupazione.


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