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Il Compagno2

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Istruitevi che avremo bi sogno di tutta la nostra intelligenza. Organizzate vi che avremo bisogno di tutta la nostra organizza zinne. Agitatevi che avre mo bisogno di tutto il no stro entusiasmo. (GRAMSCI)

IL COMPAGNO

marzo '76 - n. 1

Bollettino del C.d.F. e dei lavoratori dell'Autobianchi

RIPRENDIAMO LA PUBBLICAZIONE DEL GIORNALINO, CON UN PO' DI RITARDO DOVU TO A DIFFICOLTA1 ORGANIZZATIVE E AGLI IMPEGNI CHE CON L'INIZIO DELLE LOTTE CONTRATTUALI SI SONO POSTI AL CONSIGLIO DI FABBRICA.

Trattiamo in questo numero due soli argomenti che riteniamo però molto attuali e importanti per le lotte che stiamo sostenendo in questo perio do, gli argomenti sono:

Andamento dei salari dal 1968 al 1974

Giudizi delle forze politiche sulle lotte contrattuali

AUMENTO DEI SALARI DAL '68 AL '74

In questi ultimi tempi è in atto nel nostro Paese un serrato confronto tra diverse forze sociali e politiche e il padronato italiano.

Argomento del dibattito sono i motivi specifici dell'aggravamento e del perdurare della crisi economica nel nostro paese e in particolare dei ce dimenti preoccupanti che si registrano nel settore industriale.

Infatti per quanto riguarda la discussione sui prossimi rinnovi contrattua li il padronato tenta di dare una risposta sostanzialmente orientata a scaricare le responsabilità della crisi sullAclasse operaia e sulle conqui ste da essa ottenute negli ultimi anni, assolvendo da colpe e responsabili tà le imprese ed il sistema economico ad esse collegato.

Più in particolare il grande padronato tenta di limitare il dibattito su tre ordini di questioni:

l) salari e costi del lavoro; -2) investimenti e produttività del lavoro; indebitamento, cercando così di sfuggire ai nodi reali drammatizzati e messi a nudo dell'attuale crisi che sono quelli che riguardano gli indiriz zi produttivi, i rapporti con il mercato internazionale, l'uso interno del le risorse, la bassa occupazione: in una parola il mancato allargamento e modificazione della base produttiva, economica e sociale del paese. Prendendo come esempio i salari e i costi del lavoro nell'industria manu— fatturiera vediamo infatti che nonostante abbiano segnato nel nostro paese,

specialmente a partire dai rinnovi contrattuali del 1969/70, un elevato in cremento annuo inferiore solo a quello Giapponese, continuano a rimanere i più bassi nell'area dei paesi capitalistici industrialmente avanzati (v. Tav. 1)

Questa voce comprende il salario orario vero e proprio, Il cottimo, il supplemento per turni, lo straordinario, i premi, le gratifiche.

I valori per gli anni '68-'69•'70 in lire italiano sono stati calcolati secondo la quotazione In lire italiane dello Yen nel '71.

Primo semestre.

Stima.

Le variazioni percentuali sono state calcolate sul salari espressi nelle rispettive monete nazionali.

FONTI: nostra elaborazione sui dati • International Survey 1963-'73 • Stoccolma 1974; • Yearbook of labour Statistica • e • Butletin of Labour statistica BIT; • Main Economic Indicators • ()ODE vari numeri.

TAV. I - SALARI ORARI (1) MONETARI 19419 NELL'INDUSTRIA MANIFATTURIERA (uomini e donne) 1969 1970 1971 1972 1973 1974 (lire italiane) Francia 574 580 657 715 840 1.101 • 1.293(3) Italia 457 501 615 718 809 989 1.260 Giappone 514(2) 612(2) 718(2) 827 991 1.380 1.887 G. Bretagna 680 739 872 983 1.083 1.204 1.558(4) U.S.A. 1.882 2.007 2.1as 2.197 2.240 2.388 2.861 Germania Fed. 751 905 1.030 1.223 1.328 1.772 2.252 (variazioni percentuali rispetto all'anno precedente) (5) Francia 10,7 12,7 12,6 11,4 12,5 15,4 13.8 Italia 3.6 9.6 22.7 16,7 12.7 222 27.4 Giappone 16,2 19,5 17.3 15,2 16.4 25,0 32,5 G. Bretagna 6,8 82 17,6 11.3 14,8 13.6 22,3 U.S.A. 5,2 6,0 5,9 5,9 7,0 6.8 7,3 Germania Fed. 4,6 10,8 12,4 11,2 9,0 11,0 10.9
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NOIVIFACCIAMOLAVORARE EVIDIAMO UNO %PENDIO SICURO COL QUALE POrtrE VIVERE. L NOVIMENtO SINDACALE DE(140 A DIFENDERE I54A« RI PALuNFIAZIoNe... 81504NA ClIE 5IA ORAFO, N01 IMPRENDITORI NON P0551AIAGAUMENCARE I 5ALAR I!..PIEMMENO UNA URA!.PRIMADEI SALARI CI '7.0140 I DI5OCtURkt DOVEfE PERCid»lmEffERE CeE SE NON CI FOSSIMO NOI..

C'. poi da considerare come, negli ultimi sette anni, il differenziale espresso dal rapporto tra i nostri salari e quelli degli altri paesi non sia sostanzialmente mutato: se abbiamo guadagnato posizioni rispetto ai salari negli Stati Uniti, che nel 1968 erano oltre quattro volte maggiori di quelli pagati in Italia e che nel 1974 si sono "ridotti" solo al doppio; paesi come la Germania e il Giappone continuano a registrare salari orari più alti dei nostri che si sono invece sensibilmente avvicinati a quelli irancesi.

La situazione non cambia se si considerano i salari reali (cioè al netto della crescita dei prezzi), il cui confronto con quelli monetari ci permette di verificare che, così come negli altri paesi, sulla crescita dei salari monetari italiani ha pesato in misura notevole la componente infla zionistica che ne ha ridotto notevolmente il potere di acquisto.

L'indice dei salari reali è difatti assai inferiore a quello dei salari mo netari: fatto uguale a 100 il salario 1968, quello reale del 1974 è stato pari a 174,8 (v. Tav. 5) mentre quello monetario, gonfiato dalla inflazio ne, è stato pari a 275,7 (v. Tav. 4)

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LA 5fRATEMA DEL GOVERNO PER IL PUNGO DELL'ECO NOMIA PUNTA MOLT1551M0 SULLE E5PDRtAZIONI,ClUINQUA PAROLA, P'ORDINE ,IMPERATIVA E CATEGORICA, ESPORIMEJ ,
TAV. 4 INDICE DEI SALARI ORARI MONETARI NELL'INDUSTRIA MANUFATTURIERA (uomini e donne) 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 Francia 100 112,7 127,0 141,4 159,2 183,8 209,2 Italia 100 109,6 134,6 157,1 177,0 216,4 Giappone 100 119,0 139,6 160,9 187,3 234,3 275,7 310.3 G. Bretagna 100 108,2 127,3 141,8 162,8 184,9 226,2 U.S.A. 100 106,0 112.3 118,9 127.2 135,8 145.7 Germania Fed. 100 110,8 124,5 138,5 150,9 167,6 185,9 in TAV. 5 - INDICE DEI SALARI ORARI REALI NELL'INDUSTRIA MANUFATTURIERA (uomini e donne) 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 Francia 100 106,4 113,4 120,0 126,8 136,8 136,6 Italia 100 107,0 125,2 139,6 148,4 164.1 174,8 Giappone 100 113,2 123.3 134,0 149,1 167,0 177,7 G. Bretagna 100 103,1 114,1 115,9 123.9 129,3 136,0 U.SA. 1G0 100,6 103.8 102,6 105,8 106,7 102,6 Germania Fed. 100 107,9 116,2 123,3 127,2 132,4 138,9

SULLE LOTTE CONTRATTUALI

Democrazia Cristiana

La Commissione Lavoro della Democra zia Cristiana di Desio, esaminata la piattaforma rivendicativa„ ritiene avanzata ed innovatrice la linea espressa dalla F.L.M. La Commissione, preoccupata dal dif ficile momento politico ed economi co, in essa intravvede un nuovo mo dello di partecipazione della clas se lavoratrice, atto a superare le difficoltà congiunturali, strutturali e sociali, in grado di gettare le basi per affrontare un diver so sviluppo industriale del Paese. In questi ultimi anni, i lavoratori chiedono giustamente un maggior potere decisionale all'interno del le aziende; tutto ciò porta a ra2 porti più costruttivi tra imprendi tori e lavoratori nell'interesse dell'intera collettività.

Auspiéando che gli aumenti salaria li non determinino una ulteriore spinta inflazionistica, che in ul tima analisi finirebbe per ripercuotersi sul potere di acquisto va nificando i miglioramenti contrat tuali„ la Commissione Lavoro della Democrazia Cristiana raccomanda a tutte le forze democratiche nazio nali la vigilanza ed il controllo dei complessi meccanismi di politi ca socio-economica che determinano l'aumento del costo della vita.

Gruppo Lavoro D.C. - Desio 16/1/76

Avanguardia Operaia

Quest'anno il rinnovo dei contrat ti di lavoro per milioni di lavora tori si colloca in una situazione politica generale estremamente di versa dai rinnovi contrattuali pre cedenti.

Nel '69 abbiamo conquistato un buon contratto, il movimento di lotta nelle fabbriche era altissimo e molto esteso, ma la situazione po litica generale vedeva i padroni e i loro rappresentanti politici, la Democrazia Cristiana, saldamen te in sella; lo sbocco fu il gover no Andreotti che in quanto a reazione anti-popolare non era secon do a nessuno.

Nel '72, sebbene di fronte 4d un movimento operaio ancora sostanzialmente forte, eravamo in pieno clima di controffensiva borghese (strategia della tensione, elezio ni politiche, ristrutturazione nel le fabbriche, ecc.) e lo sbocco fu "l'uovo di Colombo": il governo del decretone e della prima "austerità".

Oggi la situazione politica è con pletamente rovesciata: abbiamo la nostra forza operaia ancora intat ta (nonostante il pesantissimo at tacco all'occupazione) e usciamo dal voto del 15 giugno che ha fat to ampiamente giustizia di tutti i soprusi democristiani. Abbiamo al le nostre spalle quindi un retroterra politico estremamente favorevole alle nostre lotte.

E' in questa situazione che si in seriscono i contratti: . una situazione politica che„pur non dan do niente per scontato, ha però aperto molti spazi alla lotta di

GIUDIZI DELLE FORZE POLITICHE
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massa e a sbocchi politici di si nistra.

Questo non vuol dire che il frutto del Socialismo sia così vicino che basti solo allungare la mano per coglierlo, tutt'altro!

Molta strada e molte lotte avremo ancora da fare però la fase alla quale ci avviciniamo è ricca di prospettive e di sbocchi (governo delle sinistre) che avvicinerebbero di molto l'obiettivo finale.

Moltissimo dipende da questi nostri contratti,da come sapremo impedire che passi la disoccupazione di mas sa, e da quanto riusciremo ad impor re dei nostri obiettivi sul control lo operaio degli investimenti, degli organici, della mobilità, del decentramento produttivo.

La nostra impressione è che le con federazioni sindacali non stiamo raccogliendo appieno tutta la spin ta che viene dalle fabbriche,al con trario ci sembra che qualcuno stia un poh dormendo sui contratti; spet ta ai lavoratori, ai delegati, ai consigli di fabbrica dare subito la sveglia: rilanciare subito le lotte contrattuali e invertire questa ten denza.

20/1/76

Partito Comunista

Consideriamo molto importante l'in vito del C.d.F. Autobianchi alle forze politiche a dare un contribu to di valutazione sulle richieste contrattuali dei lavoratori e dei sindacati. Crediamo infatti che in un momento come questo, in cui vio lento è l'attacco alla classe operaia con licenziamenti e Cassa Inte grazione Guadagni (che diventa sem pre più l'anticamera della disoccu pazione), sia fondamentale per il sindacato lavorare per un confronto e un'alleanza con le forze poli tiche democratiche e i ceti popola ri (disoccupati, pensionati, giova ni, ceti medi, ecc.) più colpiti dalla crisi.

La crisi attuale dimostra ancora una volta il carattere profondamen te antinazionale e antipopolare del grande capitale e delle multinazio nali in particolare (come dimostra_ no le vicende della Innocenti, del la Singer, della Harry's Moda ecc) Per battere questo nemico è necessa rio creare un vasto e potente schie ramento pòpolare; riteniamo quindi determinante che i lavoratori, par tendo dai propri bisogni più imene diati, si facciano portavoce delle

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OPERAI
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O.C. AVANGUARDIA OPERAIA - DESIO

esigenze generali di tutto il popo lo e si affermino come nuova classe dirigente.

Partendo da quest'ottica riteniamo positivo che il sindacato abbia scelto una linea che2 partendo dal la difesa dei posti di lavoro e dei salari, rivendica con forza al governo una programmazione economica democratica, una riconversione industriale controllata che porti ad un allargamento delle basi produttive e alla rinascita dell'agricol tura e del Mezzogiorno.

E' con questa visione generale dei problemi che va portata avanti la lotta, puntando soprattutto sulla unità fra occupati e disoccupati, lavoratori dell'industria e della agricoltura, per uscire dalla crisi in modo positivo.

Questa linea di lotta deve secondo noi essere continuamente verificata ed approfondita perchè metta salde radici fra le masse.

Partendo da questo quadro è eviden te anche la necessità di evitare posizioni economistiche e corpora tive tipo "più salario, meno lavo ro" che risultano restrittive, non adeguate ai compiti storici attuali della classe operaia.

Più in particolare il P.C.I. ritie ne adeguate e organiche alle prospettive generali le richieste con trattuali dei lavoratori metalmec canici.

Con la loro piattaforma essi sono riusciti secondo noi a legare obiet tivi ampi generali come il punto centrale dell'occupazione e control lo degli investimenti, ad altri più immediati come il controllo dell'o rario di lavoro (cercando di limitare il triste fenomeno dello stra ordinario) e la completa acquisizio ne delle otto ore (la mezzeora)ai turnisti.

I comunisti non si limitano però ad esprimere semplicemente un giu dizio; essi sono e saranno in prima fila tra i lavoratori per consegui re queste giuste e sacrosante ri-

chieste e per dare uno sbocco poli tico positivo alla crisi, così co me il voto del 15 giugno ha inequi vocabilmente indicato.

P.C.I. - Sezione di Desio

20/1/76

Partito di Unità Proletaria

Proprio perchè questi rinnovi con.,trattuali avvengono in una fase di grave crisi economica e di attacco massiccio all'occupazione,noi rite niamo di fondamentale importanza la prima parte della piattaforma contrattuale: quella relativa al controllo degli investimenti e alla di fesa dell'occupazione.

Questo non per sminuire l'importan za dell'aumento salariale, la ridu zione d'orario di mezzo*U per i tur nisti e le altre richieste, ma per chè siamo convinti che è in base al la lotta sull'occupazione che si mi sura la capacità della classe ope-2.>

LA PRODUZIONE E CROLLAVA
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LE ESPORTAZIONI LANGUONO...
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raia di saper imporre una uscita dalla crisi in alternativa a quella capitalistica.

Ed è per questo che lo scontro che gli operai stanno affrontando è uno scontro che và molto al di là del semplice rinnovo contrattuale e ne fà una battaglia politica nel senso più pieno della parola. Perchè da questa crisi o si esce come vogliono i padroni, riducendo cioè la base produttiva e occupazionale au montando lo sfruttamento, e questo ha come presupposto una sconfitta della classe operaia e un ritorno indietro dalle posizioni conquista te con anni di lotta, oppure si esce mettendo al primo posto la dife sa del posto di lavoro e l'allarga mento della base produttiva soddisfacendo i bisogni delle masse popolari.

E' evidente allora che la lotta su questi obiettivi investa immediata mente la politica del governo e quella delle forze politiche.

Per questo noi riteniamo che senza alcune condizioni precise la lotta per l'occupazione è destinata a non andare avanti.

Tali condizioni sono:

che i partiti di sinistra agisca no unitariamente su un programma e conomico che abbia al primo posto la difesa e l'allargamento della base occupazionale, soddisfacendo i bisogni delle masse popolari;

che ci sia un profondo legame tra questo programma e gli obiettivi della classe operaia;

che si operi in modo da spaccare il blocco borghese che trova nella Democrazia Cristiana la sua espres sione politica e organizzativa;

che le sinistre lavorino per la formazione di un governo di sinistra come sbocco alle lotte operaie in quanto non è possibile pensare di riconvertire la produzione senza che le sinistre controllino i centri del potere economico;

che il movimento operaio e sinda

cale sconfiggano la linea del gover no Moro che chiede di scaglionare gli aumenti salariali dando ai pa droni la libertà di licenziare, che sviluppi una lotta sull'occupazione nelle linee individuate dalle vertenze di Rimini (trasporti, agricol tura, etc.) e che sappia articolare questi obiettivi a livello locale e di zona e su di essi costruire un blocco sociale con al centro la clas se operaia.

Problema connesso a quello dell'oc cupazione è la difesa dei redditi delle masse popolari; questo è possibile cominciando a chiedere al governo il blocco delle tariffe pub bliche e dei prezzi dei beni di pri ma necessità.

Sono questi i problemi chélétanno oggi di fronte alla classe operaia e ai partiti di sinistra, ed è alla soluzione di questi problemi che il nostro partito vuole dare un contri buto.

Partito di Unità Proletaria per il Comunismo - Desio

20/1/76

Partito Socialista

Italiano

Il rinnovo del contratto dei metal meccanici e di altre grosse catego rie dell'industria, chimici ed odi li, si colloca nella fase più acu ta della crisi economica, e in una situazione politica profondamente modificata dai risultati del 15 giugno che hanno posto l'esigenza di governi capaci di rispondere ai bisogni e alle aspettative dei la. voratori. E' indispensabile quindi

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la partecipazione a questi governi delle forze politiche che più diret tamente sono l'espressione delle masse lavoratrici. Ed è su questa fondamentale premessa che non si ca piscono gli atteggiamenti _di quel le forze moderate, n'reann, Che pensano di mantenere nel ghetto dell'opposizione una forza fondamentale com'è quella del PCI. In questa situazione politico-economi ca ogni linea puramente difensiva, incapace cioè di riproporre la stra tegia del sindacato, sarebbe perden te ed aggraverebbe ulteriormente le condizioni di crisi per i lavorato ri e per il Paese. Condizione essen ziale per lo sviluppo della strate gia sindacale è l'unificazione del movimento. Essa ritrova i suoi pun ti centrali nella lotta per la dife sa dell'occupazione, nell'unità fra lavoratori occupati e disoccupati, fra Nord e Sud, fra lavoratori del l'industria e quelli del pubblico impiego. Questa unità è l'elemento fondamentale per la realizzazione delle riforme, per l'avvio dell'or mai troppo decantato nuovo modello di sviluppo, per una reale svolta democratica del nostro Paese.

E' chiaro che questo grosso disegno di svolta democratica, si scontra oggi con quello del grosso padrona to che, strumentalizzando anche lar ga parte dei ceti imprenditoriali minori, punta sulla grande rivinci ta nei confronti del sindacato. Il padronato rifiuta un mutamento del tradizionale e squilibrato mo dello di sviluppo, puntando ad usci re dalla crisi attraverso un restrin gimento della base produttiva, cer cando di conseguire le condizioni che 'ano state alla base del vecchio meccanismo economico e produttivo: aumento dei ritmi di lavoro, rigi diti di controlli, massima possibi lità di gestione dell'orario di la voro e mobilità senza contrattazio ne della forza lavoro. Proprio per chè coscienti di quelli che sono rr,_i problemi a cui attualmente la S

classe lavoratrice deve far fronte, le varie organizzazioni sindacali delle categorie interessate dai con tratti, hanno individuato l'asse centrale della strategia sindacale, nell'intreccio tra obiettivi contrat tuali e lotta per l'occupazione. Questa scelta, se da un parte quali fica politicamente i contratti e po ne le condizioni per ulteriori pas si in avanti dei lavoratori, dalla altra ci deve far dire che lo scon tro sarà estremamente duro e lungo in quanto, con tali richieste, si mettono in discussione posizioni di potere all'interno dell'azienda. Diventa perciò indispensabile che i vari strumenti di base che i lavora tori si sono dati, come l'assemblea dei delegati, il consiglio di fabbri ca, le leghe, i CUZ, debbano essere in questa fase di durissimo scontro sociale più che mai recuperati e ri valutati. Siamo stati di fronte ad una fase di vuoto di proposte opera tive da parte di questo governo che purtroppo ha trovato riscontro alcu ne volte anche nel movimento sindacale creando difficoltà per la fase d'inizio delle lotte contrattuali. E' indispensabile in questo mo mento riprendere sia all'interno che all'esterno delle fabbriche quel le lotte e quelle ricerche di allej ze con l'opinione pubblica e i par titi democratici. E quindi partendo da una ripresa massiccia delle lotte per l'occupazione ed i contratti, creare le condizioni perchè anche l'attuale crisi politica abbia uno sbocco positivo, perchè si formi un governo che, partendo dalle rea li esigenze delle masse popolari e dei lavoratori, crei i presuppo sti per una svolta, economica, po litica e sociale.

- Sezione di Desio 20/1/76

P.S.I.

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