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PERIODICO DEI DIPENDENTI CIVILI DEGLI STABILIMENTI M. M. DI LA SPEZIA Anno III - N. 12

REDAZIONE e AMMINISTRAZIONE: Viale AMENDOLA N. 20 p. l'

LA SPEZIA, 18 Novembre

UNA CCPIA L. 10

UN ALTRO INTERVENTO DELL'ON. BARONTINI ALLA CAMERA IN DIFESA DEGLI STATALI

NESSUNA CAMBIALE INmuco al Governo che licenzia e sopprime le libertà déInoctiche IIMI~~11111MMI

La. Redazione de «La Darnel pubblicare l'intervento Barontini alla Camera sulla Legge — Delega, lo ring az a a nome di tutti i avoratori degli Stabilimenti Chi lavora negli Stabilimen- esclusivo vantaggio della l gge Militari por il contributo da ti militari come salariato tem delega. esso portato al a difesa dei lo poraneo con contratto a terrai Tutto ciò non contribuisce a ro interessi economici e giirine non può non subi e l'ansia lasciare fiduciosi i lavclatovz dici. e l'apprensione di chi teme di (come certi ambienti vorrebteNel ccnitempo invita tutte le trovarsi sul lastrico ad ogni ro), sulle intenzioni de l'Ami pers,nalità provinciali a voler scadenza semestrale del e n- minist avi ne Centrale e locale fornire, per a pubbl'cazione. ar trotto in particolare per la sca circa il rinntivo di tutti i cb-- titoli o &cumenti 'esi a conlenza del prossim0 dicembre. t atti di lavoro. Queste appr n tribuire ala giusta soluzione dopo quanto è avvenuto in Ar sioni escono dagli stessi ambien dei problemi del personale cisenale e alla Direziare di Ma i ti direttamente interessati p r vile del Ministero Difesa. munì dal giugno scorso a oggi investire tutta la pubblica opi PRESIDENTE — E' iscritto niene dela Provincia ed in Il licenziamento a giugno di a parlare l'onorevole Barontiparticolare i ceti produttivi e 8 lavoratori, senza alcun moti ni. Ne ha facoltà. commerciali e già sono state Signor Pre BARONTINI vo disciplinare. malgrado le as sicurazi nì del Ministro Tavia chiaramente espresse nella riu ridente, onorevoli colleghi, sinioine del :Comitato Cittadino gnori del Governo, a dieci anri e dei vari Dirigenti e 0710coi Milito per la difesa dell'eco ni di distanza dalla fine della repoli de la D. C. locale; l'eli noma e' della rinascita indu- grande e gloriosa lotta ner la minazione del Consiglia Mense striale e agricola dilla nostra riconquista della libertà e deldemocraticamente eletto da cl Provincia. nonché nel Con. igli, tre 6.000 'avoratori er!ritconD- Comunale del Capoluogo, che sciuto dagli stessi Dirigenti Mi sono l'espressione più genuina litari, come il migli re fra quel delta volontà di tutta la publi degli Stabilimenti Militari ' lice opinione della nostra Cit d'Italia; la punizione 'a tutti tà. i membri della C. I. de:l'Arse- Ed a coloro che ci vorrebbenale e la sispensiose per 6 me ;-o accusare di allarmismo desi dal servizio e dallo stipendio magogico rispondiamo lo o: del suo coordinatore Gianardi; analizzate attentamente gli il t. asferimento di dee ne di avvenimenti negli Stabilimenti operai da un'officina all'altra Militari, ;a posizione assunta e da un settore a.l'altro sen- dal Governo con la legge Deza alcuna parvenza di giusti- lega; e se vi è in voi buona fe ficazione; il trasferimento di de e amore per l'avvenire del questi giorni di tre mpiegatt, la nostra provincia, stringetevi De Notaris, Babbini ,e Novel- al nostro fianco ,assieme, alla li, inviati rispettivamente a Mes stragrande maggioranza dell'osina. Cagliari e Augusta, la de pinione pubblica, degli O gani classificazione di oltre mille la smi e degli Enti Interessati, voratori dichiarati non idonei per porre fine all'ineollerabile l'indipendenza nazionale e del a lavorare negli Stcytilimenti situazione morale ed economi- la democrazia, a sette anni Militari non perché incapaci tee ca dei lavoratori inducen- dalla conquista e dalla proda nicamente o svogliati, ma pe do il Parlamento a discutere mazione della Costituzione reché osano essere iscritti o sim con urgenza i progetti di leg- pubblicana, è ovvio che tutte patizzanti per Organizzazioni le persone oneste, democratiSindacali e politiche riconosciu ge Di Vittorio — Cappugi per che, e in buona fede, che aspi te e legalizzate dal'a legge e l'eliminazione de; contratto rano ad un avvenire migliore dalla Costituzione Repubblica- termine ed il Governo a sopras del nostro paese, e fra questi na» questi sono alcuni tra sedere a qualsiasi eventuale la grande e importante massa i più salienti fatti avvenuti provvedimento di licenziame'i- degli statali e sei dipendenti negli ultimi tempi e che non to, non dipendente da motivi degli Enti locali, è ovvio, ripepossono non desta e appren- disciplinari. to, che tutte queste persone si sioni circa le intenzioni del- Così facendo ognuno di noi, attendessero la soluzione dei l'Amministrazione per il pros- inlipenaentemente dal solere propri problemi in conformità allo spirito e alla lettera non simo dicembre. politico e dalla ideologia alla solo della Costituzione repubInoltre è da tenere presente quale si ispira, fotrà in piena blicana, ma alla lotta di libera la cocciuta resistenza del Gover comunità di intenti dimostra- zione nazionale dalla quale la no a voler modi f icare la Legg - re l'attaccamento b alla giusti- Costituzione del nostro paese Delega. oltre che su tutti i pro zia e l'interessamento al pro- è nata. alCmi giuridico — economici, gressivo miglioramento della si Al contrario il governo si anche in quello della elimina- tuaz:one economica e sociale presenta alla camera con quezione del contratto a termine di questa vasta categoria di la sta legge che non è costituzionale e non tiene conto del pri e dell'avventiziato. voratori e di quella p ù com- mo art. della Costituzione che plessa della nostra Provincia, E non saranno certamente dice che la Repubblica è fonda gli ordini del giorno di racco- impedendo che al prossimo di- ta sul lavoro. La speranza e 1'a mandazione a far deflettere cembre anche un scio lavora- spirazione dei dipendenti delil governo dal servirsi a suo tore sia privato del suo lavoro. lo Stato e degli enti locali per sena»,

E' MIO ialSO allarmismo?

una giusta soluzione dei loro

problemi di ordine economico

g giuridico sono collegate direttamente con le generali condizioni di vita in cui hanno ossuto gli statali negli anni della dittatura fascista. Mi pare che a questo proposito non solo valga ricordare i dati, le statistiche sui soprusi, le angherie, le sopraffazioni con p:ute dal fascismo, nei confronti di questi cittadini, ma vale . anche ricordare le forme di umiliazione e di sopraffaz'one subite dai dipendenti dello Stato e degli enti pubbl'ci, che sono state presentate alla pubblica opinione at-

traverso quei film irnportantis simi come «Anni difficili» e «Anni facili», che non solo so no stati apprezzati dalla critica in generale ma sono stati accolti con giudizio positivo fra le masse degli interessati e della pubblica opinione in ge nerale. Vorrei che gli onorevoli colleghi della maggioranza, che qui non sono e che seguono con un disinteresse veramente poco encomiabile, per la loro partecipazione al dibattito su questo importantissimo problema della vita del nostro paese, collegata alla vita e al-

l'esistenza di circa un milione e mezzo di cittadini, vorrei — dicevo — che gli onorevoli col leghi della maggioranza esam nassero con coscienza e da buoni italiani il contenuto del la legge-delega prima di dare ad essa il parere favorevole. Invito gli onorevoli colleghi ad esaminare le condizioni di vita di questa categoria di cittadini, le quali non sono cambia te sotto i diversi aspetti, da quelle del ventennio fascista e si renderanno conto come siano giuste e fondate le richieste avanzate dagli statali e dai di pendenti degli enti locali.

i DOVERI DEL PARLAMENTO Di fronte alla legittima aspettativa di circa un milione e mezzo di impiegati e operai dello Stato e degli enti locali abbiamo la posizione di questo Governo e della sua magad oggi, gioranza, almeno fino che porta in discussione il progetto di legge delega di così anorme importanza, che le categorie direttamente interes sate lo hanno nel suo insieme criticato e hanno fatto in merito delle proposte per renderlo più democratico e più corrispondente alla realtà e al le esigenze delle categorie stes se, più umano se volete. Ed il Governo e la maggioreintza ci dicono, con un concetto della cleimocrazia, alla don Rodrigo, che questa legge deve essere ap provata così come è, senza portarvi nessuna modifica, an che se queste sono le richieste giuste e necessarie, oltre che della logica, dei principi e del Gover metodo democratico. Il no, assumendo questa pcSizione assurda, illogica e incostitu zionale ,dimostra di non aver fiducia di questa massa di lavoratori, offende la loro intelligenza e la loro dignità di uomini liberi. Il Governo avrebbe potuto chiedere al nostro Presidente, per far approvare questa legge-delega, di mandare in vacanza la Camera per due mesi, perché avremmo, secondo le loro intenzioni, comunque risparmiato il tempo e le spese che la Camera deve affrontare per il suo funzionamento. Ma cosa ci stiamo a fare, signori del Governo, in questa aula? Ma perchè andiamo a fare le campagne elettorali per chiedere i voti ai cittadini di qualsiasi categoria, se poi, quando vi è da prendere in considerazione una legge che riguarda così importanti settori dell'opinione pubblica, il Parlamento deve accettare ipso facto quelle che sono le

conclusioni del Governo che poi sono badate bene le conclu sioni di un ministro e di un sottosegretario addetti, per conto della maggioranza e del Governo, alla riforma della burocrazia? Il Parlamento, quindi, seccai do questi concetti non dovrebbe occuparsi di quanto viene richiesto dagli statali e dai dipendenti degli enti pubblici; dovrebbe approvare la legge, dar mandato al Governo per la soluzione di tutti i problemi che interessano agli statali e ai dipendenti degli enti pubblici e ritenere di avere la coscienza tranquilla sperando che il Governo farà bene, e che terrà conto di quanto gli viene richiesto. Comportandosi cose si sono comportati, il Governo e la maggioranza dimostrano con e strema chiarezza che per loro la democrazia è una semplice espressione, vuota di contenuto politico, economico e morale, è un mezzo qualsiasi per potersi presentare agli elettori durante la campagna elettora le per estarcere voti alle persone oneste, ingenue e in buona fede. Un governo che fa una leg-

ge e che rimane isolato, senza l'appoggio e il consenso più o meno entusiastico della parte direttamente interessata, non è un governo democratico: è un governo condannato dall'opinione pubblica, è un governo che malgrado le manovre, i compromessi più o meno one sti, i pranzi e le cene di Villa Madama, ha di fronte a sè la resistenza attiva della parte più sana e combattiva del podelpolo, e ha i giorni contati la sua esistenza. TUPINI, Ministro senza por tafoglio. Speriamo di no! BARONTINI — Non fisicamente per carità, non vorrei essere frainteso. TUPINI, Ministro senza por tafoglio — Anche come esistenza di Governo. BARONTINI — Come esistenza fisica noi le auguriamo di vivere cento anni, come Go verno, per il bene del popolo noi ci auguriamo che ve ne an diate al più presto, perchè nè 'con questa legge, nè con altri sistemi, voi esprimete gli interessi e la volontà della grande maggioranza della nazione. TUPINI, Ministro senza por tafoglio. — Noi, naturalmente siamo di contrario avviso.

Ecco la prassi da seguire nell' elaborazione della " Delega „ BARONTINI — Non il popolo, però. Per questo voi avete rimandato le elezioni, violando ancora una volta la legge e il metodo della lotta democratica. Se il Governo voleva veramente fare una legge democra tica, non a parole, ma nella sostanza, nel suo contenuto essenziale, doveva adottare un metodo diverso da quello che è stato adottato, doveva sentire il dovere di comportarsi in maniera completamente diversa da come si è comportato Il Governo cioè doveva senti-

re il dovere di nominare una commissione composta di rappresentanti delle varie categorie interessate, fra le quali ci sono uomini di spiccate capacità tecniche e giuridiche, che hanno senso di responsabilità e senso del dovere nazionale quanto quello del Governo e forse di più. A questa commissione doveva essere demandato il compito di elaborare, con la direzio ne, l'esperienza e l'aiuto dei rappresentanti dei due rami Segue in 3.a pag.


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