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Il Consiglio di fabbrica_Asgen10

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ottobre 1973

Bollettino unitario ASGEN

IL CONSIGLIO DI FABBRICA

Una scelta ? Abbiamo già richiamato l'attenzione di tutti i lavoratori sulla stagnazione di tutta una serie di problemi che riguardano: la corretta applicazione dell'armonizzazione, le contestazioni di cottimo, l'ambiente di lavoro e l'antinfortunistica, il trattamento mensa, le tute ed altri ancora che seppure apparentemente modesti, denotano anche essi la volontà direzionale a voler tirare questi problemi sempre per le lunghe nel tentativo di lasciarli insoluti o di risolverli in modo parziale, non soddisfacente. Infatti, da parte direzionale, non può che trattarsi di simili intendimenti se consideriamo i continui interventi in merito da parte dello Esecutivo del Consiglio di Fabbrica. Certamente non vogliamo affermare che niente sia stato fatto e risolto ma vogliamo esprimere, a nome dei lavoratori, insoddisfazione ed un richiamo alla Direzione

presentante, i lavoratori ed il sindacato, diciamo subito che sarebbe una scelta doppiamente sbagliata perchè la nostra azione, in tal senso, non sarebbe di solo sollecito per la soluzione dei problemi ma diventerebbe momento di mobilitazione dei lavoratori onde controbatterla efficacemente; lasciarla passare significherebbe pregiudicare il mantenimento ed il miglioramento di quanto abbiamo ottenuto con le nostre lotte.

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RIFORME E MEZZOGIORNO : QUANTI COLERA ANCORA ?

per una maggiore serietà e sollecitudine nell'affrontare e risolvere quanto viene sottoposto alla sua attenzione. Questa situazione porta a considerare che a livello aziendale, nell'affrontare i problemi che si verificano, si cerchi di operare su due linee (una con funzione di tipo tradizionale, l'altra esaltante il culto di un « manager ■ con precedenti fallimentari) con incongruenza di competenze col risultato che abbiamo denunciato. Se invece dietro questo assenteismo direzionale si cela una scelta politico-sindacale della Direzione Centrale, mirante ad inasprire le condizioni economiche e di lavoro ed a sminuire la presenza nella fabbrica dell'organismo rap-

Prima considerazione: abbiamo raggiunto un risultato politico Importante, l'unità di tutti i lavoratori della fabbrica. Le direzioni hanno sempre operato per dividerci usando diversi trattamenti sia economici che normativi. Gli impiegati purtroppo avevano sempre accettato queste divisioni sperando soprattutto in benefici economici. Di fatto questi benefici economici andavano soltanto al 30-35% della forza impiegati ed al 5-10°/o di quella operaia; il resto, e le inchieste per l'inquadramento unico l'hanno messo in evidenza, era allo stesso livello degli operai, se non inferiore (in particolare l'area femminile). L'inquadramento ha portato di conseguenza ad attestare 1'85% dei lavoratori nell'arco dal 2° al 5° livello; abbiamo con ciò raggiunto un diverso potere di contrattazione per quanto riguarda le rivendi-

Inquadramento unico e contenzioso Occorre fare un momento di riflessione sui risultati ottenuti dall'applicazione dell'inquadramento unico prima di entrare nel vivo del contenzioso.

I giorni del riposo e della distensione di molti italiani sono stati, invece, i giorni della tragedia e della morte per altri. E' successo al Sud, e per di più in un periodo nel quale tutti vorrebbero starsene alla lontana da problemi e preoccupazioni. Ma i problemi, se ci sono, non aspettano turni per manifestarsi: e, come nel caso del colera, si presentano senza tanti complimenti. CONTINUA IN 9•


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