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Il Consiglio di fabbrica_Asgen10

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IL CONSIGLIO DI FABBRICA

Una scelta ?

Abbiamo già richiamato l'attenzione di tutti i lavoratori sulla stagnazione di tutta una serie di problemi che riguardano: la corretta applicazione dell'armonizzazione, le contestazioni di cottimo, l'ambiente di lavoro e l'antinfortunistica, il trattamento mensa, le tute ed altri ancora che seppure apparentemente modesti, denotano anche essi la volontà direzionale a voler tirare questi problemi sempre per le lunghe nel tentativo di lasciarli insoluti o di risolverli in modo parziale, non soddisfacente.

Infatti, da parte direzionale, non può che trattarsi di simili intendimenti se consideriamo i continui interventi in merito da parte dello Esecutivo del Consiglio di Fabbrica. Certamente non vogliamo affermare che niente sia stato fatto e risolto ma vogliamo esprimere, a nome dei lavoratori, insoddisfazione ed un richiamo alla Direzione per una maggiore serietà e sollecitudine nell'affrontare e risolvere quanto viene sottoposto alla sua attenzione.

Questa situazione porta a considerare che a livello aziendale, nell'affrontare i problemi che si verificano, si cerchi di operare su due linee (una con funzione di tipo tradizionale, l'altra esaltante il culto di un « manager ■ con precedenti fallimentari) con incongruenza di competenze col risultato che abbiamo denunciato.

Se invece dietro questo assenteismo direzionale si cela una scelta politico-sindacale della Direzione Centrale, mirante ad inasprire le condizioni economiche e di lavoro ed a sminuire la presenza nella fabbrica dell'organismo rap-

presentante, i lavoratori ed il sindacato, diciamo subito che sarebbe una scelta doppiamente sbagliata perchè la nostra azione, in tal senso, non sarebbe di solo sollecito per la soluzione dei problemi ma diventerebbe momento di mobilitazione dei lavoratori onde controbatterla efficacemente; lasciarla passare significherebbe pregiudicare il mantenimento ed il miglioramento di quanto abbiamo ottenuto con le nostre lotte.

Prima considerazione: abbiamo raggiunto un risultato politico Importante, l'unità di tutti i lavoratori della fabbrica. Le direzioni hanno sempre operato per dividerci usando diversi trattamenti sia economici che normativi. Gli impiegati purtroppo avevano sempre accettato queste divisioni sperando soprattutto in benefici economici.

Di fatto questi benefici economici andavano soltanto al 30-35% della forza impiegati ed al 5-10°/o di quella operaia; il resto, e le inchieste per l'inquadramento unico l'hanno messo in evidenza, era allo stesso livello degli operai, se non inferiore (in particolare l'area femminile).

L'inquadramento ha portato di conseguenza ad attestare 1'85% dei lavoratori nell'arco dal 2° al 5° livello; abbiamo con ciò raggiunto un diverso potere di contrattazione per quanto riguarda le rivendiCONTINUA IN ULTIMA

RIFORME E

MEZZOGIORNO : QUANTI COLERA ANCORA ?

Inquadramento unico e contenzioso

Occorre fare un momento di riflessione sui risultati ottenuti dall'applicazione dell'inquadramento unico prima di entrare nel vivo del contenzioso.

I giorni del riposo e della distensione di molti italiani sono stati, invece, i giorni della tragedia e della morte per altri. E' successo al Sud, e per di più in un periodo nel quale tutti vorrebbero starsene alla lontana da problemi e preoccupazioni.

Ma i problemi, se ci sono, non aspettano turni per manifestarsi: e, come nel caso del colera, si presentano senza tanti complimenti.

CONTINUA IN 9•

ottobre 1973 Bollettino unitario ASGEN

DAL CILE UN MONITO

Il colpo di stato attuato in Cile dai generali, per conto delle forze capitalistiche e reazionarie, continua a suscitare sdegno e condanna e nel contempo solidarietà con i lavoratori e le forze democratiche cilene così duramente colpiti dalla prepotenza delle armi. Questa solidarietà deve però diventare più ampia ed operante perchè in Cile siano ripristinate le libertà democratiche e costituzionali per permettere al popolo lavoratore cileno la ripresa del cammino verso l'indipendenza politica, economica e sociale in una società che lo veda protagonista nel rinnovamento del suo paese e non succube di interessi stranieri.

Esprimere solidarietà, però, non basta ma è necessario ricordare ciò che ha indotto le forze politiche cilene contrarie al Governo di Unità Popolare e le Compagnie degli USA a mettere in atto il colpo di stato.

Certamente vi erano in Cile difficoltà politiche ed economiche (che le forze eversive hanno aggravato col sabotaggio continuo) ma ciò che dava fastidio a » lor signori » era l'azione del Governo Allende tesa a ridare al paese le proprie ricchezze naturali, in particolare le miniere di rame, togliendole alle Compagnie USA (le quali ricavavano enormi profitti a danno dell'economia cilena).

Questa linea politica del Governo di Unità Popolare sinnificava il recepimento dei mezzi necessari per cambiare le condizioni del paese, elevare le condizioni di vita dei lavoratori e delle classi meno abbienti, dando ad essi: case, scuole, ospedali, lavoro; operare, cioè, per la loro emancipazione. Non solo questo intendeva attuare il Governo Allende, ma con le necessarie misure, dare la terra ai contadini; inoltre con esso i lavoratori hanno acquisito soddisfacenti contratti di lavoro.

Agire in questa direzione significava intaccare coraggiosamente interessi e profitti del capitale interno ed internazionale e perciò agire contro il potere assoluto del grande padronato e dei grossi proprietari terrieri.

Quando si vanno ad intaccare questi profitti e questo potere, chi li deteneva dimentica immediatamente qualsiasi forma di democrazia e, se può cerca di riprenderseli scatenando anche colpi di stato e forze eversive.

Dai fatti del Cile ci viene un monito a non considerare quanto là accaduto come una situazione a se stante, che non ci riguarda, perchè sbaglieremmo dato che la loro matrice eversiva è a livello internazionale. In questo senso non è

fuori posto ricordare le bombe dí Piazza Fontana, glí attentati messi in atto nel nostro paese perchè anch'essi tendevano a colpire il movimento operaio italiano nelle sue conquiste di libertà, politica. economica e sociale e per ricacciarlo indietro. La logica della reazione padronale è sempre la stessa, dunque, anche se si può manifestare in forme ed in modi diversi in questo od in quel paese. Certo, la nostra non vuoi essere rassegnazione, ne sopravalutazione della forza del nostro avversario di classe, quando ci riferiamo ai fatti del Cile.

Anzi, da essi, noi vogliamo trarre conseguentemente un insegnamento che ci dice della necessità di rafforzare costantemente il movimento operaio nel suo insieme, renderlo sempre più compatto ed unito. Realizzare salde e reali alleanze con altri strati sociali sulla base dei comuni interessi. Rafforzare le forze politiche che si richiamano ai lavoratori. Operare, cioè, nel nostro paese perchè, sulla base di obiettivi validi, si crei attorno ai lavoratori il più ampio schieramento unitario non solo per garantirci le libertà conquistate ma per ampliarle e per un più avanzato processo di emancipazione delle forze del lavoro e quindi di tutti!) il paese.

L'ultimo grido contro il «golpe»

Nixon, Frei e Pinochet fino a oggi, fino a questo amaro mese di settembre dell'anno 1973 con Bordaberry, Garrastazu e Banzer, iene voraci della nostra storia, roditori delle bandiere conquistate con tanto sangue e tanto fuoco, impantanati nei loro orticelli, predatori infernali satrapi mille volte venduti e traditori, eccitati dai lupi di New York, macchine affamate di sofferenze, macchiate dal sacrificio dei loro popoli martirizzati, mercanti prostitute del pane e dell'aria d'America. fogne, boia, branco di cacicchi di lupanare. senza altra legge che la tortura e la fame frustrata del popolo.

IL PUNTO SULLA " MENSA "

E' doveroso ritornare su questo argomento per evidenziare in modo preciso qual'è la situazione in cui langue questo importante problema e qual'è la posizione che la Direzione ha assunto nei confronti dello Stabilimento di Milano.

Sono a tutti note le carenze del « servizio • mensa sia per ciò che attiene il « menù », sia per quanto riguarda l'ambiente e la pulizia, come pure l'aspetto relativo allo acquisto ed utilizzazione delle attrezzature, così come per il trattamento riservato ai cosiddetti « ritardatari », al di là degli impegni ed assicurazioni date dalla stessa Direzione per risolvere questi inconvenienti. Impegni del resto assunti a seguito delle proteste fatte dai lavoratori e da alcune fermate effettuate ormai un anno fa.

I risultati di questa volontà, impegno e serietà sono estremamente eloquenti e ci danno veramente la misura di come la Direzione intenda risolvere questo problema.

Quello che invece pochi sanno ed è bene tutti i lavoratori sappiano è che la Direzione vuole continuare a dare al « gestore L. 290 a Milano, contro le L. 465 che invece versa a Genova, per ogni pasto.

Questo l'abbiamo ricavato dall'accordo intercorso tra Direzione e Consiglio di Fabbrica di GE-Campi entrato in vigore al 4-12-72.

Le considerazioni ed i commenti pensiamo siano alla portata di tutti e quindi anche le conclusioni che ognuno di noi dovrebbe trarre se crediamo come diciamo che è uno « schifo - e che i problemi non si

risolvono mai. Ciò su cui vorremmo richiamare l'attenzione e la riflessione un po' più attenta di tutti, è il comportamento adottato dalla Direzione nei rapporti con i lavoratori tramite il C.d.F. che, non soltanto è sempre negativo nella risoluzione dei problemi che ci interessano e che investono il normale vivere civile ma che è anche discriminatorio, come nel caso in questione, fra Genova e Milano in spregio evidentemente del discorso « Armonizzazione dei trattamenti frutto della lotta positivamente conclusa.

Si vede che l'azienda ha « interesse nel considerare certi lavoratori di classe A ed altri di classe B, così come il gestore della GE. ME.RI. a cercare di coprire le carenze del servizio con la « varietà e con l'incentivazione del personale addetto, in una linea chiaramente risparmiatrice per loro e peggioratrice per noi.

NOTIZIARIO

Informiamo i lavoratori che è stato richiesto un incontro con la Direzione Centrale del Personale sui seguenti problemi:

situazione ambientale ed antinfortunistica; trattamento mensa; prospettive produttive ed occupazionali dello stabilimento di Milano; tirocinanti (trattamento economico per quanti in piano carriera alla data dell'accordo); versamento contributi INPS (in sede territoriale per accellerare le pratiche pensionistiche); trattamento minori al compimento del 18° e 21° anno di età;

precisazioni sul contenzioso in riferimento all'area femminile impiegatizia.

A livello di gruppo è pure stato richiesto alla stessa un incontro entro il 23/10 per discutere i seguenti problemi: trattamento del personale in trasferta; conteggio ferie; effettiva mensilizzazione per i lavoratori operai; premio di fedeltà.

" A proposito delle pensioni "

Risalgono ad alcune settimane fa le richieste avanzate dai sindacati al governo onde ottenere gli aumenti delle pensioni sociali, dei minimi e l'agganciamento di questi coi minimi salariali, col costo della vita e con la scala mobile.

Il governo a parole si è dimostrato consenziente, ma con i fatti non ha ancora dato una risposta concreta ai lavoratori.

Le richieste portate avanti dalla Federazione CGIL-CISL-UIL d'altra parte sono più che giustificate, oltre che dall'aumentato costo della vita — in questi ultimi tempi diventato insostenibile per tutti i lavoratori ed in particolare per i pensionati — anche per poter garantire una decorosa esistenza a chi, dopo aver trascorso una vita di lavoro, ha diritto ad una pensione che non sia soggetta a svalutazione.

Non abbiamo nessun piano por lie pensioni. Otri nessuno vive oltre 140 anni I ( da s UE Canadian News s )

Ecco perchè i sindacati richiedono che gli attuali livelli più bassi delle pensioni siano portati ad un importo pari al 30% della retribuzione media del salario minimo dell'industria e che la pensione sociale sia elevata a 30.000 lire mensili.

A questo punto intervengono immancabilmente i pignoli contabili di Stato, coloro che maneggiano migliaia di miliardi, e dicono ai pensionati, che vivono stentatamente con poche centinaia di lire

INMC oNT« so&D.4 ~01, 11Cla L.,C5 fiksi - •
CONTINUA IN

DALLA TERZA

al giorno, che non ci sono i fondi per pagare l'aumento delle pensioni.

I fondi invece ci sono; basta prenderli dove si trovano: cioè dall'I.N.P.S., dal cui bilancio, per esempio, forti somme a risparmiate — se si può fare dello spirito su un argomento così serio — e trattenute sul salario di tutti i lavoratori, vengono trasferite ad altri Enti, per investimenti vari.

C'è inoltre un'altra fonte che i disattenti contabili di Stato ignorano o fingono di ignorare: le evasioni dei contributi, da parte di molti datori di lavoro, ascendenti alla bella somma di 1.500 miliardi.

Se ne ricava che i 1.200 miliardi, preventivati quale costo dovuto per l'operazione indicata, si posso-

no e si devono reperire.

Pertanto la necessità, e da qui l'impegno dei sindacati unitari ad una azione di tutti i lavoratori per l'accoglimento delle richieste avanzate.

Il governo, che sinora non ha adottato provvedimenti per aumentare le pensioni, ha invece prontamente deciso ed attuato l'aumento del prezzo della benzina, fortemente contraddittorio con la politica di contenimento dei prezzi e che grava direttamente sui redditi di operai e lavoratori, già duramente colpiti dall'inflazione.

La televisione e certa stampa cosiddetta di informazione hanno pretestuosamente detto che l'aumento del prezzo della benzina deve servire a coprire alcune spese sociali, tra le quali insitamente l'aumento delle pensioni.

Si è visto che, utilizzando le

fonti di finanziamento indicate, i fondi per l'aumento delle pensioni possono essere reperiti. Alcune domande, legittime, pertanto si pongono.

I soldi dell'aumento del prezzo della benzina dove vanno a finire? Forse nelle già pingui casse delle potentissime a sette sorelle •?

L'azione, l'unità e la forza degli operai e dei lavoratori deve portare il nuovo governo a battere la politica conservatrice di interessi privilegiati ed a seguire scelte economiche, risultato di più avanzati indirizzi politici, rispondenti alla volontà ed ai bisogni di sempre più grandi masse di lavoratori, adottando quei provvedimenti (quali, come si è detto, aumenti delle pensioni minime, delle pensioni sociali ed anche degli assegni familiari e dei sussidi di disoccupazione) indicati dai sindacati unitari.

Al giornale già in stampai fra le Organizzazioni Sindacali Confederali e Governo si è raggiunto una intesa su pensioni , assegni familiari e indennità di disoccupazione

La tenuto cale -

valutazione politica , complessivamente positiva del risultato otmentre rafforza la fiducia nella linea generale del movimento sinda non attenua la consapevolezza che rimane del tutto aperta la neces sità di concentrare il massimo impegno di azione per imporre al governo nel Paese una indirizzo di politica economica del tutto nuovo .

Al centro di tale nuovo indirizzo i sindacati collocano la politica verso il mezzogiorno, per l'occupazione e per una nuova tro l'inflazione e per la difesa del potere di acquisto redditi da lavoro, nonchè per le grandi riforme sociali

agricoltura , con. dei salari e dei

A proposito del nuovo contratto

Molti lavoratori si chiedono e tanti altri si domandano, giustamente diciamo, quando si potrà avere il nuovo testo contrattuale.

Questi interrogativi presuppongono un fatto molto importante e cioè il raggiungimento dell'accordo sulle cose lasciate in sospeso al momento della intesa raggiunta al Ministero del Lavoro nel marzo scorso. Pur potendo dire che passi in avanti sono stati compiuti nella definizione delle declaratorie per le nuove categorie contrattuali e per la determinazione di alcuni

profili professionali, nonostante la tattica dilatoria messa in atto dagli imprenditori pubblici, dobbiamo purtroppo constatare che non si è ancora giunti alla conclusione di tutti i vari aspetti in discussione che sono:

— definizione dei criteri sureutilizzazione delle 150 ore;

accordo sui lavoratori studenti; stabilire le norme sulle condizioni di miglior favore esistenti sulle ferie.

Possiamo comunque aggiungere che si pensa di concludere i punti ancora in discussione entro la fine di ottobre.

A parte la doverosa informazio-

ne su come stanno proseguendo queste cose, siamo ritornati su questo argomento perchè stiamo ancora aspettando l'applicazione sui punti già concordati e che interessano:

la rivalutazione degli scatti biennali già maturati. Gli scatti biennali devono essere conteggiati non in base ai precedenti minimi maggiorati dell'aumento uguale per tutti di L. 16.000 (come ha fatto la Direzione dell'Asgen) ma bensì, in base ai nuovi minimi contrattuali entrati in'. vigore per le P.P. S.S. con l'Inquadramento Unico dal 1° giugno scorso. Questa rivalutazione interessa sia gli operai, che gli impiegati, che le categorie speciali;

la rivalutazione dell'incentivo (5%), (anche per il conteggio di questo istituto contrattuale valgono i criteri indicati per gli scatti) questo ricalcolo interessa le categorie speciali e gli impiegati;

la comunicazione ad ogni lavoratore della nuova categoria contrattuale (a far data dal1'1-6-73 l'azienda avrebbe dovuto comunicare la nuova categoria di appartenenza che servirà fra l'altro a stabilire i valori di contingenza ai quali gli operai e le categorie speciali dovranno essere riferiti a partire dall'1-1-74, come sottoscritto nell'ipotesi contrattuale).

Sembra ovvio sottolineare che queste rivalutazioni porteranno molti lavoratori, soprattutto quelli più sperequati e quelli con una maggiore anzianità nella categoria contrattuale, ad avere dei miglioramenti economici.

A questo punto oggi lavoratore potrebbe chiedersi: come mai non sono ancora state fatte queste rivalutazioni? La risposta è molto semplice: la Direzione ha respinto la proposta avanzata dal C.d.F. di effettuare questi conteggi, accampando la motivazione che l'Intersind non ha ancora dato disposizioni precise al riguardo.

Si capisce anche troppo bene che questa è una scusa sin troppo meschina, perchè l'accordo firmato è molto chiaro e preciso al riguardo, ma l'azienda, anche in questo caso, preferisce fare la « tonta pur di non pagare il « dazio » anche se ciò non ha niente a che vedere con la tanto decantata comprensione e giustizia sociale.

COMUNICATO

riodo, non affronta il problema dell'inquinamento e della prospettiva nucleare, toglie ogni potere agli enti locali.

In occasione della riunione del Coordinamento del Gruppo TEN (Asgen - AMN - Italtrafo - NiraSaige) e della Breda Termomeccanica e Termosud, svoltasi a Genova il 2 ottobre scorso, alla presenza della Segreteria Nazionale della F.L.M., si è presa in esame la decisione del Governo di sbloccare le commesse dell'ENEL per la costruzione di 11 centrali elettriche.

La Segreteria Nazionale della F.L.M. e il Coordinamento TENBreda ritengono che rispetto al ricatto dell'ENEL « dell'Italia al buio » ed a quello dei petrolieri « dell'Italia al freddo » il Governo ha provveduto con un procedimento sbrigativo — che non tenendo conto delle indicazioni del movimento sindacale e di quelle sostanzialmente simili della Commissione Igiene e Sanità della Camera — copre una falla ma non risolve il problema in quanto si tratta di una decisione di breve pe-

Di conseguenza occorre una ripresa dell'iniziativa delle Confederazioni per evitare il razionamento della energia elettrica e l'aumento delle tariffe elettriche; per imporre carburanti a BTZ nelle centrali da risolvere nell'ambito del • piano per il petrolio » deciso dal Governo; per impegnare l'ENEL a pi-esentare programmi annuali e per adeguare le strutture produttive sopratttuto al Sud al fabbisogno di centrali che occorrono nel Paese.

Su questi principali obiettivi, le Confederazioni, i Sindacati nucleari, elettrici e metalmeccanici devono aprire un confronto con il CIPE, ed instaurare un rapporto con gli Enti locali colpiti nell autonomia che la legge demanda lorb in materia, dall'attuale posizione dell'ENEL e delle compagnie petrolifere.

Genova, 3-10-1973

DEL COORDINAMENTO ELETTROTERMONUCLEARE (GRUPPO TEN)
Il Coordinamento del gruppo TEN

DOCUMENTO FINALE APPROVATO DAL COORDINAMENTO

ELETTROTERMONUCLEARE TENUTOSI A GENOVA IL GIORNO 2 C. M.

A Genova il 2 ottobre scorso si è riunito per la prima volta il Coordinamento F.L.M. del nuovo gruppo Termoelettronucleare (TEN) composto dall'Asgen, Ansaldo Meccanico Nucleare, Italtrafo, Nira e Saige. Hanno partecipato anche la Breda Termomeccanica e Termosud. Erano presenti i responsabili del settore della F.L.M. Nazionale e della F.L.M. di Genova e Milano.

I partecipanti hanno fatto una analisi approfondita dei motivi per cui la Finmeccanica ha costituito il TEN ed ha acquisito dall'Efim la Breda TM e la Termosud.

Pur non avendo tutit gli elementi per una valutazione definitiva, il Coordinamento ritiene che è necessario che il gruppo TEN con il coordinamento con la Breda TM e la Termosud può qualificarsi come un passo avanti verso un maggiore impegno nel settore termoefettromeccanico delle PP.SS. nei limiti in cui:

il maggior impegno nel campo della progettazione e dell'architettura industriale coinvolga tutte le aziende a PP.SS. e si aprano alla collaborazione con le maggiori aziende private ed i centri progettativi dall'ENEL; siano intensificati i rapporti tommerciali e di ricerca e pro-

gettazione tra aziende a PP.SS. e aziende private, specie per quanto riguarda le iniziative sui mercati esteri; vengano assunti precisi impegni di sviluppo per la trasformazione in stabilimento dell'Asgen di Taranto e per il potenziamento della Termosud di Bari oltre al mantenimento di quelli per Napoli.

Il Coordinamento ritiene che su queste basi è possibile indicare aí lavoratori del gruppo e a tutto il movimento sindacale precisi obiettivi per lo sviluppo dell'occupazione e del Mezzogiorno, nel contesto della linea più complessiva delineata dall'ultimo Comitato Esecutivo della F.L.M. e dalla Federazione CGIL-CISL-UIL.

Il Coordinamento ritiene inoltre che in questa fase occorre sviluppare una politica rivendicativa che abbia al centro della ripresa delle lotte la questione della difesa del salario. Nell'ambito della necessaria mobilitazione contro l'attacco inflazionistico, alimentato anche dall'aumento del prezzo della benzina e per le pensioni, gli assegni familiari e le indennità di disoccupazione, il Coordinamento assume come obiettivo verso cui ciascuna fabbrica deve tendere quello della

perequazione salariale tra le aziende del gruppo e di applicazione dell'inquadramento unico, avendo come obiettivo la definizione di un unico livello salariale per ogni categoria professionale.

Infine, il Coordinamento riconferma l'impegno assunto sin dal Convegno di Genova del luglio scorso ad un rigido controllo dell'orario straordinario e dell'utilizzo di più turni anche per favorire uno sviluppo degli investimenti nel Sud.

In termini operativi si è deciso: di effettuare un incontro con la Finmeccanica per chiarire la posizione nella finanziaria della Breda TM e della Termosud; di continuare il confronto con la Finmeccanica sulla composizione del TEN, in base agli obiettivi delineati in precedenza; di costituire una commissione che prepari la documentazione per un confronto delle situazioni salariali e normative per una omogenea politica rivendicativa di gruppo partendo dall'applicazione dell'inquadramento unico. Sulla base di questo materiale il Coordinamento discuterà in una prossima riunione. La commissione si riunirà a Roma il 25 ottobre prossimo.

Medio Oriente in guerra

Da giorni, nel Medio Oriente, la parola è tornata alle armi. Una inevitabile conseguenza del rifiuto ad accogliere le proposte dell'ONU che nelle trattative tra Paesi arabi ed Israele e nel ritiro delle truppe dai territori arabi occupati nel 1967 indicava l'avvio ad una soluzione della drammatica crisi.

Il Mediterraneo è nuovamente teatro di guerra; ancora una volta riaffermiamo che le controversie internazionali debbono essere risolti senza il ricorso alle armi, così come riaffermiamo il diritto sacrosanto dei popoli alla loro indipendenza, alla autodeterminazione.

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IL DURO

E qui comando io!!!

A questa gridata esclamazione, nei due uffici TEFA e PROD tutto si ammutolì credendo si trattasse dell'inizio del ritornello di una canzoncina che ogni tanto si sente per radio.

Inganno!!!

Non di cantante si trattava ma

Non è un "pieno" di CULTURA ma una grande FREGATURA.

bensì del Prode, ex capelli a spazzola di Monfalcone che, con la sua tonante autorità di dirigente, stava convincendo » un lavoratore.

Un consiglio, se ci è permesso, vorremmo dare a questo dirigente: anzichè esprimersi in certe occasioni con voce tonante ed imperiosa (anche perchè non è più di moda e poi potrebbe spaventare qualche vecchio passero) impari a cantare e ad esprimersi in falsetto. Forse sarà più ascoltato.

Dalla concentrazione ASGEN ad oggi abbiamo assistito ad una continua rotazione di capi del Personale, precisamente sette. Li vogliamo qui bonariamente elencare: Se n'è andato

MORTILLARO siamo stati in MONTAGNA con la MINI abbiam

FUMATO ad

ALBRIZIO di sotto sorseggiato orzo

DI CAMPO ed oggi, però

LASAGNA... e domani?

auguri.

Siamo tutti una grande, felice famiglia... «Saremmo lieti di avervi con noi alla partita di golf, Perkins... avete mai fatto il portatore di bastoni? i

La direzione e gli operai devono cooperare... <Noi diamo gli ordini e voi dovete ubbidire •!

LE « SOLUZIONI DELLA DIREZIONE

La nostra Direzione, sempre vigile e attenta alle esigenze dei lavoratori, si è finalmente convinta che i servizi igienici non cono curati nella pulizia e nei materiali di corredo ed ha pertanto deciso di... chiuderli! Sempre ligia ai problemi dell'antinfortunistica, la Direzione ha risolto la questione dei » paranchi anni 30 • al COSP non cambiandoli, ma... disegnando per terra i punti di fermo corsa! da notare che corrispondono agli abituali posti di lavoro).

Per non creare situazioni di privilegio fra i lavoratori, ereditando dalla C.G.E. una macchinetta per la cioccolata ed il te, ha pensato bene di... renderla subito non funzionante!

Fedele alla politica delle consorelle, la nostra Direzione al fine di diminuire l'assenteismo dal posto di lavoro ha addestr7to un capo reparto • elettronico » a... guardiano, disponendolo di un mastino.

PICCOLA PUBBLICITA' INTERNA LE CONDIZIONI STORICHE

Seria Industria cerca un approvvigionatore per indumenti di lavoro, in particolare tute per operai. Indirizzare a Casella Postale ASGEN/MI.

Azienda Elettromeccanica per la produzione di quadri elettrici ed apparecchi di regolazione, nell'attesa di una sua espansione produttiva, affitterebbe aree libere situate nell'interno dello stabilimento. Sarano prese in considerazione offerte di aziende operanti nel settore farmaceutico od affini.

INFORMAZIONI DALLA STAMPA

Piccola azienda situata fra Piemonte e Liguria ha raddoppiato la sua capacità produttiva (e poi didono che i nostri dirigenti non svolgono una politica di sostegno alle piccole aziende, « però amiche ».

SVAGO E TEMPO LIBERO

I dirigenti della nostra azienda nello spirito di andare incontro alle esigenze dei lavoratori, organizza gite a sorpresa dopo l'orario di lavoro, itinerario MILANO-TORTONA; oppure, a scelta, il cambio del proprio posto di lavoro.

Con l'abbattimento delle cosidette GABBIE SALARIALI del 1969 i

lavoratori italiani hanno pensato che le avevano abbattute tutte. Per i lavoratori dell'Asgen di Milano questo non è successo, rimane ancora quella delle « gabbie mensa •.

Adesso che non hai più i denti ti abbiamo cancellato dalla lista per la distribuzione del tacchino per le feste.

NUOVA ATTIVITA' ASGEN

3
LA POSTA
Associazione Subaffitti Grandi Estensioni Nazionali

DALLA PRIMA

Citare il colera nell'introdurre un discorso, pur brevissimo, sulle Riforme e sul Mezzogiorno, ci è parso estremamente necessario alla luce dei commenti pronunciati in fabbrica e fuori da parte di alcuni lavoratori. Questi commenti ci sono parsi snaturare e talvolta annullare i significati più validi e genuini delle Riforme e della problematica relativa al Mezzogiorno; inoltre ci hanno convinto di quanto bene funzioni il meccanismo di informazione del potere, sempre abilissimo nel trovare cattivoni di turno (falsi) da additare alla pubblica opinione.

Resta il fatto che, oggi come ieri, sia estremamente necessario che i lavoratori scoprano i veri significati delle Riforme e del Mezzogior-w. soprattutto attraverso verifiche personali.

E' necessario inoltre che i lavoratori tutti comprendano il significato delle piattaforme contrattuali che da qualche anno sono avanzate dalle Confederazioni Sindacali.

Esse sono piattaforme che, se da un lato intendono intaccare il potere padronale nella fabbrica, d'altra parte intendono far sì che le conquiste non siano successivamente annullate fuori dalla fabbrica.

Ecco, dunque, il discorso delle Riforme: un discorso che non è accettato, anche col ricorso alla violenza, da tutti quei centri di potere che temono di perdere i privilegi che hanno potuto accumulare e che continuano ad accumulare; un discorso, d'altra parte, la cui validità ciascun lavoratore può verificare nella vita di ogni giorno.

Quando si parla dc,.'e Riforme della Casa, della Scuola, della Sanità, dei Trasporti ognuno comprende che i problemi in gioco sono reali, e che si traducono auotidianamente in fatti precisi: il diritto ad un'abitazione dignitosa; ad un affitto giustamente proporzionato alle possibilità di ciascuno; ad aule a sufficienza per chi ha il diritto di studiare, alla possibilità di essere assistito in caso di malattia senza ritardi, manchevolezze o rischi di sorta; alla possibilità di effettuare in breve tempo e con il minor disagio possibile gli spostamenti che si devono affrontare per recarsi al lavoro o a scuola.

A questo punto occorre però sottolineare che non è possibile af-

frontare le Riforme se non si affrontano contemporaneamente e decisamente i problemi del Mezzogiorno.

Infatti è in un'Italia più equilibrata, dove Nord e Sud siano parti integranti della comunità nazionale, che le Riforme potranno sviluppare pienamente i loro contenuti di progresso sociale e civile. Il Sud, oramai svuotato di un gran numero di braccia emigrate verso il Nord Italia e verso l'estero, deve poter offrire a coloro che sono rimasti o che vogliono tornarvi ampie possibilità di vivere dignitosamente.

E' noto quanto l'economia del Sud sia tuttora in uno stato di grave sottosviluppo, e si fondi più che altro su un'agricoltura arretrata, un turismo sfruttato ampiamente al di sotto delle sue possibilità, e su grossi ma isolati centri industriali.

Spesso i posti di lavoro disponibili sono utilizzati in maniera ricattatoria da chi ha la possibilità di offrirlo ai lavoratori, cosicchè coloro che vantano un lavoro fisso, di qualunque tipo, possono essere definiti veri e propri privilegiati.

Per il resto la gente vive alla giornata; e le giornate sono spesso senza speranza, cosicchè la disperazione porta il Sud a quelle clamorose proteste che tutti abbiamo potuto constatare, proteste che sono state utilizzate dal vecchio e nuovo fascismo per fini a tutti ben noti.

Operare per il Mezzogiorno allora significa per i lavoratori lottare

affinchè il Sud abbia ciò che da troppo tempo gli è negato: il lavoro.

Solo attraverso il lavoro il Sud può darsi un vero nuovo volto e può sperare in un domani diverso e migliore.

Creare possibilità di lavoro al Sud significa tra l'altro evitare che le regioni industriali del Nord diventino gigantesche prigioni; significa eliminare la tendenza migratoria forzata che ha strappato milioni di persone alla loro terra, con traumi spesso violenti; significa porre un limite a quegli enormi ammassi umani che al Nord offrono alla speculazione ampie possibilità di operare (la speculazione edilizia ne è un esempio chiaro).

La logica conclusione è che ogni lavoratore, pur rendendosi conto della vastità dei problemi, ha tutte le ragioni per sentirsi in prima persona interessato alla loro soluzione, anche con risposte di lotta. A conti fatti egli può benissimo comprendere che non vale la pena di avere buste paga ben gonfie (cosa che, in generale, è difficilmente riscontrabile), quando c'è sempre qualcuno che ha mille possibilità di sgonfiarle.

Infine, a chi si fa scrupolo di guardare con apprensione alla situazione economica per riallontanare i discorsi delle Riforme e del Mezzogiorno, una sola, breve domanda:

« Che volto avrà il prossimo colera? ».

DALLA PRIMA

cazioni salariali future: non ci si presenta come due gruppi divisi tra loro e con proprie esigenze corporative ma come una sola forza che vuole realizzare in comune i problemi che di volta in volta si presenteranno.

Seconda considerazione: abbiamo dato un colpo alla staticità dei passaggi di categoria. Infatti il 14% dell'acordo 14-1-72, 1'8% dell'accordo 8-1-73 e l'inserimento nei livelli in data 28-2-73 ha prodotto circa 270 passaggi di categoria distribuiti equamente tra operai ed impiegati.

Terza considerazione: ha provocato aumenti generali ed una perequazione economica creando un superminimo base uguale per ogni livello.

Quindi: per gli operai oltre alle 6230 fisse per tutti ci sono state ulteriori aumenti mensili di circa L. 9000 mediamente (e questo per il 90% degli operai); per gli impiegati oltre alle 6230 fisse per tutti c'è stato un aumento dell'incentivo di L. 2900 per un totale quindi di L. 9130 ed ulteriori aumenti soprattutto per le categorie più basse e per i giovani della 2' (tutto ciò non tiene conto dei miglioramenti ottenuti dai conseguenti passaggi di categoria).

Ora siamo alla fase del contenzioso; abbiamo presentato 171 proposte per gli operai e 158 per gli impiegati.

La direzione nei primi incontri ci ha comunicato le sue disponibilità; dobbiamo dire che sono assai limitate: si è trovala d'accordo su 29 operai e su 20 impiegati. Un po' poco. Vogliamo credere che nella contrattazione ulteriore si aprano altre prospettive altrimenti dobbiamo già fin d'ora prendere atto che occorrano pesanti pressioni.

Una nostra impressione è che la direzione non ha accolto alcuni suggerimenti proposti dal rinnovo del contratto e precisamente:

— per gli operai: lo spessoramento del 5° liveilo con il quantitativo proposto del 7% della forza dei lavoratori; attualmente siamo al 2% e quindi lontani dalla meta. Ciò produrrebbe uno scorrimento per tutti i li-

velli inferiori;

— per gli impiegati: tenuto conto della nuova struttura categoriale, uno svettamento al 4° livello della 3' ed un assestamento più corposo sui livelli 5° e 6° della 2' core un alleggerimento per i casi più evidenti verso il 7° livello.

Un'altra nostra impressione è che la direzione non tenga nel dovuto conto quanto acquisito dai lavoratori: una effettiva crescita professionale con il riconoscimento della propria esperienza; questo anche in aree aventi profili professionali che si attestano sui più alti livelli (5° per gli operai, 8° per gli impiegati).

Per gli operai netta chiusura nelle aree dei cablatoci, carpentieri, montaggi apparecchi, sale prove, attrezzeria, manutenzione.

Per gli impiegati: 1) chiusura alla crescita professionale dell'area femminile, in modo particolare di quella riguardante le segreterie di direzione, di ufficio, di reparto; 2) nessuna presa in considerazione delle nostre proposte nell'area della progettazione RA (SPEC-STUDCOMM); la direzione persegue una politica di suddivisione in caste: al 4-5 i diplomati, con qualche punta al 6° livello, al 7-8 i laureati; 3) altrettanta opposizione, nell'area della Fabbrica (PROD-TEFA-COSPOFF1): in modo particolare tra i tecnici di attrezzature, di sale prove.

Noi vogliamo che l'ulteriore contrattazione possa sciogliere questi Nodi politici permettendo così un normale e tranquillo sviluppo del contenzioso.

Se questo non dovesse accadere dovremmo senz'altro di nuovo dire che è solo con un « trattamento forte • che le cose possono avere risultati positivi perchè con le buone maniere » non si ottiene un « cavolo ».

A tutti i lavoratori diciamo comunque di seguirci con particolare attenzione e tranquillità per essere pronti al momento opportuno a premere «.

Noi cerchiamo di individuare tutte le strade per un tranquillo svolgimento « senza colpo ferire ma se questo nostro comportamento fosse ritenuto accondiscendenza stia pure certa la controparte che siamo capaci anche di qualche « scrollatina » per far, cadere i frutti dalla pianta.

UTILIZZO FESTIVITA'

Il C.d.F. ha proposto che le festività del 4-11 e 8-12 anzichè essere pagate vengono utilizzate come ponti per i giorni 24 e 31-12 per gli operai; per gli impiegati (per la sola giornata del 4-11) per le due mezze giornate del 24 e 31-12.

La direzione ha accettato integralmente tale proposta.

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