CONSIGLIO
LA VOCE DEI LAVORATORI DELL' ALFA ROMEO - settembre 1975
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LA VOCE DEI LAVORATORI DELL' ALFA ROMEO - settembre 1975
COSA VUOLE LA DIREZIONE DELL'ALFA - LE NOSTRE PROPOSTE - FISSATO UN INCONTRO IL 2 OTTOBRE
Tratto dal Comunicato della F.L.M. Nazionale e dal Coordinamento ALFA
La sessione di trattative tenutasi a Roma presso l'Intersind fra la F.L.M. e la Direzione dell'Alfa Romeo si sono conclusi con un nulla di fatto. Per il 2 ottobre è previsto un nuovo incontro a Roma.
Nel corso degli incontri — che avrebbero dovuto verificare la possibilità della ripresa di un corretto rapporto sindacale dopo il gesto unilaterale compiuto dall'azienda con la messa in cassa integrazione di 15.000 lavoratori dello stabilimento di Milano — la Direzione dell'Alfa Romeo ha esposto il suo programma per il biennio 1976-77 che si può riassumere in questi punti essenziali:
un'ipotesi di un sensibile aumento delle vendite nel biennio (circa 60 000 autovetture);
un progetto di ristrutturazione volto ad aumentare l'efficienza e la produttività aziendale sulla base di due condizioni:
il trasferimento di centinaia di lavoratori ad altri settori di attività;
il decentramento di talune lavorazioni (interessanti altre centinaia di lavoratori), dagli stabilimenti dell'Alta Sud e di Arese allaSpica, allo stabilimento di Pomigliano e ad altre aziende esterne al gruppo.
Da parte loro la F L.M. ed il Consiglio di Fabbrica dell'Alfa Romeo hanno riconfermato l'impegno previsto dall'accordo del dicembre 1974 a discutere i problemi connessi con la mobilità, ponendo però l'esigenza che i problemi — pur legittimi — dell'efficienza aziendale venissero affrontati in un quadro più complessivo e più precisamente sulla base dei seguenti punti:
le ipotesi di sviluppo produttivo prospettato dall'Alfa Romeo non possono non essere inquadrate e correlate ad una verifica degli impegni assunti con l'accordo dell'11-4-74 che prevedeva precisi investimenti e la creazione di circa 8.000 posti di lavoro nel Mezzogiorno. Perciò la F.L.M. ha sollecitato la disponibilità dell'Alfa Romeo ad una verifica più complessiva della sua strategia produttiva in sede IRI;
garanzia dei livelli di occupazione complessiva del gruppo e nelle singole unità produttive;
l'avvio di prime misure volte a realizzare un graduale reintegro degli organici ridotti di circa 2.000 unità dal blocco delle assunzioni. Verifiche periodiche su questa materia in modo da stabilire un corretto rapporto tra sviluppo produttivo e organici;
impegno dell'azienda a non ricorrere alla Cassa Integrazione almeno per il 1976; esame delle proposte aziendali di decentramento produttivo nel quadro della salvaguardia e sviluppo dei livelli di occupazione e delle potenzialità tecnologiche soprattutto dell'Alfa Sud; esame dei problemi della mobilità dei lavoratori definendone rigorosamente il numero e le aree interessate e salvaguaedanno le condizioni di lavoro, economiche, normative e professionali. Questi punti erano stati considerati dall'azienda — almeno in un prìmo momento — base utile per la prosecuzione del negoziato. L'azien-
da stessa aveva chiesto un aggiornamento della discussione onde elaborare proposte che se non interamente coincidenti con quelle della F.L.M. almeno « assai vicine ».
Nell'incontro del 15 settembre la Direzione dell'Alfa Romeo ha fornito le seguenti risposte: indisponibilità dell'azienda a verificare il programma di investimenti previsto dall'accordo dell'I 1 aprile 1974; nessuna disponibilità a discutere un programma di avvio del recupero degli organici secondo le proposte della F.L.M.; sostanziale rifiuto anche della proposta di verificare i tempi e i modi di reintegro degli organici in relazione allo stesso programma produttivo del biennio 1976-77. Riconferma delle sue esigenze di ristrutturazione e decentramento senza il minimo riferimento alla salvaguardia dei livelli di occupazione previsti dall'accordo 1974;
circa la Cassa di Integrazione l'azienda ha prospettato la possibilità di un non ricorso alla stessa fino al marzo 1976, salvo l'eventualità di un « ponte » nelle festività di fine anno.
Oueste risposte dell'Alfa Romeo — peraltro ben diverse da quelle lasciate intendere in precedenza e comunque non « vicine » ai punti proposti dalla F.L.M. — non hanno consentito la prosecuzione del negoziato. Nel prendere atto di questa impossibilità la F.L.M. ed il C.d.F. dell'Alfa Romeo hanno ribadito la loro proposta sui problemi dello sviluppo produttivo dell'Alfa Romen e la conseguente verifica degli impegni di investimento nel Mezzogiorno previsti dall'accordo dell'11 aprile 1974, devono essere ripresi presso l'IRI cui la F.L.M. ha chiesto un incontro urgente.
La impossibilità di raggiungere un'intesa positiva, che la F.L.M. ha perseguito con coerenza e senso di responsabilità, che superasse le gravi tensioni prodotte dal gesto unilaterale dell'Alfa Romeo e ricreasse le condizioni di un rapporto sindacale corretto, è da attribuirsi dunque esclusivamente all'azienda che ha respinto ogni più equa e ragionevole proposta, palesando in tal modo un'evidente contraddizione fra le sue dichiarazioni distensive pubbliche e di comportamenti pratici. In questo senso appare indubbio che il gesto unilaterale dell'Alfa Romeo di mettere in Cassa Integrazione 15.000 lavoratori non può pii: apparire come un gesto isokdo, ma va ormai inquadrato in una scelta politica precisa: quella cioè di non considerare ormai necessario un corretto rapporto con il sindacato. E', questo, un profondo mutamento di linea che può portare a nuovi gravi momenti di tensione. E' illusorio e pericoloso pensare che i problemi della ripresa economica e dello sviluppo produttivo si possano risolvere senza l'apporto del sindacato e dei lavoratori, o, peggio, contro il sindacato e lavoratori.
Le scelte della Direzione dell'Alfa Romeo per il loro grave significato politico chiamano in causa l'IRI e lo stesso ministero delle PP.SS.
La vicenda dell'Alfa Romeo unitamente a quella del settore della navalmeccanica rendono urgente una verifica di fondo della politica delle aziende a PP.SS. e riconfermano l'esigenza di un'azione di lotta nel settore pubblico secondo le decisioni del Comitato Direttivo Nazionale della F.L.M.
Nei prossimi giorni anche all'ALFA, inizierà la consultazione sulla BOZZA uscita dal Direttivo Nazionale F.L.M. per il rinnovo contrattuale.
Questa iniziativa vuole essere solo una prima informazione e verifica suì contenuti di questo grande appuntamento.
Nei prossimi giorni verranno distribuiti altri volantini e si effettueranno assemblee retribuite nei vari reparti, il nostro augurio che questa consultazione si effettui nel modo più intelligente •e responsabile per migliorare limiti passati e per dare un serio contributo alla definizione della piattaforma contrattuale.
LA REDAZIONE
INVESTIMENTI - CONTROLLO
DELL'USO DELLA FORZA LAVORODECENTRAMENTO PRODUTTIVO
a) Investimenti Si rivendica il diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale al controllo ed alla verifica congiunta degli investimenti al fine di contrattare le conseguenze sul piano delle: localizzazioni; conseguenze occupazionali; qualificazione e indirizzi produttivi; condizioni di lavoro; condizioni ambientali ed ecologiche.
b) Modifiche tecnologiche organizzative e produttive
Diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale alla contrattazione preventiva sulle conseguenze delle modifiche tecnologiche, organizzative e produttive in ordine agli organici, all'assetto produttivo, all'ambiente di lavoro, ai ritmi, alla qualificazione.
c) Decentramento ed indotto
Diritto del consiglio di fabbrica e del sindacato territoriale a conoscere e discutere la situazione esistente ed a discutere preventivamente le eventuali decisioni aziendali in ordine al decentramento di attività proprie del ciclo produttivo, con riferimento alla qualità, alla quantità e destinazione nonchè le modalità (appalto, commessa, consulenza, lavoro a domiCilio), al fine di contenere drasticamente il fenomeno, ed offrire gli strumenti per una contrattazione nel merito delle condizioni economiche e normative dei lavoratori interessati.
OccOrre altresì affermare in sede contrattuale la responsabilità dell'azienda committente a garantire la tutela contrattuale e delle norme
legge dei lavoratori dell'azienda destinataria della commessa e i livelli d'occupazione.
Lavoro a domicilio
Con riferimento alle norme di legge rivendicare il diritto all'esame congiunto del problema, la contrattazione in merito al contenimento der fenomeno, ai riflessi sul piano occupazionale e dell'orario di lavoro, delle condizioni economiche e normative che in ogni caso, vanno parificate fra lavoratori occupati direttamente e quelli operanti a domicilio.
Contrazione temporanea dell'orario di lavoro
Diritto del consiglio di fabbrica e delle strutture territoriali di effettuare un esame congiunto preventivamente a! provvedimento, allo scopo di valutare i programmi produttivi, di investimento, i lo,c effetti sull'occupazione al fine di adottare tutte le misure per assicurarne la salvaguardia e lo sviluppo.
Appalti
Superamento degli appalti legati al ciclo produttivo, con conseguente assorbimento dei lavoratori da parte della azienda appaltatrice.
Contrattazione preventiva con il consiglio di fabbrica al fine di verificare la possibilità di superamento degli appalti saltuari e comunque definire i relativi trattamenti economici e n.;,!mativi.
Mobilità orizzontale
Diritto a contrattare preventivamente gli spostamenti da un reparto e/0 ufficio all'altro e da una attività ad un'altra ai fini di valutarne le motivazioni, garantirne l'effettuazione nell'ambito delle norme di legge, definirne i criteri, i tempi, le modalità, conseguenze iroividuali e collettive sul piano delle condizioni di lavoro, della qualificazione e dei livelli di organici, al fine di garantire le condizioni economiche e normative godute dai lavoratori interessati.
Livelli occupazione - movimento manodopera
Impegno al negoziato sui livelli d'occupazione complessiva — per gruppo su scala nazionale — ed a livello settoriale e regionale sul problema del movimento della manodopera, sui piani di riconversione, sui processi di riqualificazione. con i problemi connessi all'applicazione delle leggi, dei contratti e degli accordi, per garantirne l'armonizzazione.
In tale quadro va vista l'esigenza di un confronto permanente che impegni le strutture amministrative e politiche territoriali, gli enti locali, le regioni, per rendere operativo l'obiettivo più volte affermato di un loro ruolo attivo sol piano dì una nuova politica industriale.
in relazione alla premessa contrattuale sulla mobilità nell'inquadramento unico si rivendica il diritto del consiglio di fabbrica di verificare periodicamente e di contrattare i processi di qualificazione collettiva, sia quando si basano su corsi di formazione, sia quando derivano da modifiche parziali dell'organizzazione del lavoro, mediante la definizione di aree e linee di sviluppo professionale; passaggi in tempi certi dal secondo al terzo livello, comunque entro 20 mesi per tutti i lavoratori.
Nel Comitato Direttivo si è manifestato su questo tema l'orientamento di limitare il passaggio dal 2" al 3' livello ai- lavoratori addetti alla produzione;
sul 5" livello super, l'ipotesi di abolirlo per superare la contraddizione rispetto all' inquadramento ed alla valutazione professionale. degli ex impiegati richiede un approfondimento ìntorno alle conseguenze in ordine alla necessaria riparametrazione ed alla esigenza di migliorare l'intreccio con gli ex operai.
Va altresì sottolineata la preoccupazione — espressa unanimemente — di evitare che il ricorso a soluzioni che modifithino sostanzialmente i parametri attuali possano determinare una modifica della nostra scelta fondamentale in direzione di un aumento salariale uguale per tutti.
Contestualmente alla discussione e definizione delle norme contrattuali di cui sopra, ed in relazione ai mutamenti tecnologici in atto, si propone una modifica e l'ampliamento degli attuali profili professionali.
Il C.D. conferma la scelta della Conferenza di Bologna tesa a riduzioni consistenti non generalizzate ma per specifiche situazioni nella categoria.
Scontata l'esigenza dí giungere alla effettiva e totale applicazione delle 39 ore settimanali in tutto il settore siderurgico, sul tema della riduzione dell'orario di lavoro:
a) si sottopone alla consultazione l'opportunità di estendere a tutti i lavoratori turnisti il diritto alle 8 ore retribuite di presenza in -fabbrica comprendendo, all'interno dì queste,
30 minuti di intervallo retribuito per mensa, fatte salve le condizioni di miglior favore esistenti; riduzione dell'orario settimanale di lavoro per tutte le lavorazioni a caldo che la consultazione dovrà individuare e definire (metallurgia non ferrosa. fonderia di 2' fusione...).
La consultazione dovrà altresì definire la quantità in armonia con la situazione esistente nella siderurgia; a fronte di eventuali richieste di nuovi turni, per le aree del Mezzogiorno o in alcuni settori produttivi specifici da individuare, riduzione dell'orario di lavoro a 36 ore settimanali per sei giorni per 3 turni.
STRAORDINARIO
Oltre alla comunicazione, contrattazione preventiva settimanale da parte del Consiglio di Fabbrica delle richieste dell'azienda, va valutata altresì l'ipotesi della riduzione della quota annua per lavoratore, e l'adozione del riposo compensativo per il quale vanno definite le modalità di effettuazione.
L'insieme delle questioni che vengono poste sull'orario di lavoro pongono l'esigenza della contrattazione dell'orario annuale e della sua distribuzione.
In questo quadro si ribadisce l'esigenza che tale questione venga assunta, per la parte riguardante la quantità delle festività infrasettimanali utilizzabili, a livello confederale, fermo restando che la loro utilizzazione verrà definita a livello contrattuale dalla categoria.
SALARIO
In merito alla definizione dí una nuova struttura del salario l'accordo interconfederale del febbraio 1975 impegna le categorie chiamate a rinnovare i contratti al conglobamento dei 103 punti di contingenza maturati al 31-1-75.
A ciò va aggiunta la scelta che occorre compiere con il conglobamento delle 12.000 lire previste dallo stesso accordo.
Si presenta quindi l'esigenza di ricostituire minimi unici di categoria. Tali minimi potranno essere realizzati anche attraverso assorbimenti dei superminimi individuali.
Queste operazioni, aggiunte alla scelta dell'aumento minimo uguale per tutti, che deve rappresentare, nel quadro dei miglioramenti salariali derivanti dal rinnovo, la parte preminente, pongono l'esigenza di una riparametrazione all'interno della scala 100-200, con la modifica delle distanze intermedie, operando l'assorbimento da superminimi individuali.
La quantità dell'aumento salariale verrà definita al termine della consultazione, tenendo conto dell'insieme delle scelte che il dibattito interno alla categoria ed al movimento produrrà.
SIDERURGIA abolizione norme relative al « mancato uomo »; diritto di contrattazione rapporto organicimarcia degli impianti; recupero di tutte le festività lavorate per i turnisti.
PARITA' II Direttivo conferma la volontà di pervenire alla definizione del ciclo della parità normativa tra ex operai ed ex impiegati.
SCATTI
Il Comitato Direttivo conferma la scelta di impegnare la Federazione CGIL-CISL-UIL ad aprire contestualmente al rinnovo dei contratti una vertenza chre assuma tra le altre questioni il tema della modifica dell'istituto. Si conferma la scelta operata alla Conferenza di Bologna e che punta, fermo restando la garanzia dei benefici maturati, all'istituzione di un fondo nazionale basato sulla mutualizzazione dei trattamenti e sul passaggio dall'anzianità d'azienda afl'anzianità di lavoro.
Il Comitato Direttivo riafferma l'impegno in carenza di tale iniziativa alla definizione di un progetto rivendicativo che assuma nella piattaforma il tema degli scatti.
Indennità di quiescenza: perla parte pregressa va proposto l'elevamento dello scaglione minimo e l'abolizione dello scaglione fino a
10 anni e la parificazione con il trattamento previsto per gli ex impiegati.
Malattia - infortunio - puerperio: superamento delle differenze di trattamento sia economico che normativo tra le varie categorie, in particolare deve essere garantito in caso di prolungamento di malattia il pagamento del salario come per la categoria ex impiegati ed il diritto alla conservazione del posto fino all'avvenuta guarigione clinica. Idem per ciò che concerne il puerperio. Anticipazione indennità malattia - infortunio: alle regolari scadenze retributive agli ex operai.
AMBIENTE
Perciò che concerne la tematica contrattuale connessa ai problemi dell'ambiente, la consultazione è chiamata ad esprimere un giudizio sull'uso delle norme contrattuali 'e di legge che hanno conosciuto nella pratica della contrattazione aziendale un'applicazione limitata e riduttiva.
In questo quadro va recuperato appieno il valore degli strumenti di intervento già esistenti e ne va ampliato l'uso mediante l'acquisizione di norme contrattuali che impongono al padrone di mettere a disposizione delle strutture sindacali di fabbrica dati sulle lavorazioni e sulla composizione dei prodotti utilizzati per le singole produzioni.
In particolare vanno rivendicate, nel contratto norme precise per ciò che concerne il diritto di indagine, l'assunzione dei costi relativi a carico delle aziende.
E' matura l'esigenza, connessa al nostro impegno sul terreno della creazione di strutture locali per la prevenzione, in collegamenfo con gli enti locali, di rivendicare una quota di intervento finanziario delle aziende; per la creazione ed il funzionamento delle strutture, degli strumenti necessari per il controllo degli elementi di nocività e di rischio presenti all'interno della fabbrica e nel territorio.
DIRITTI SINDACALI E DISCIPLINA AZIENDALE
Va rivendicato il problema del diritto di assemblea per le aziende sotto i 15 dipendenti e ciò al fine di estendere la capacità del sindacato di esercitare concretamente la propria iniziativa in un settore decisivo per l'intervento sui problemi del decentramento e sulla tutela dei lavoro precario.
Si propone l'accorpamento di più aziende per zona con una quantità annua di ore da definire per l'esercizio del diritto di assemblea.
Sempre per le piccole unità produttive si propone al dibattito l'individuazione dei modi con cui garantire l'efficace presenza sindacale (ad esempio il problema dei permessi, della tutela degli attivisti sindacali, ecc.).
In merito all'assemblea va inserito nel contratto il diritto all'assemblea con la presenza del sindacato nel corso dello sciopero.
Va considerato inoltre il problema del possibile cumulo trimestrale delle ore di distacco per il comitato direttivo e dell'aumento delle ore di permesso retribuito. Diritto alla diffusione di libri e riviste all'interno della fabbrica.
Una particolare tutela va riconosciuta al delegato il cui spostamento dal gruppo omogenei) in caso di mobilità aziendale va subordinato all'assenso del consiglio di fabbrica e del sindacato al fine di garantire la continuità dell'iniziativa politica del gruppo omogeneo.
Per i lavoratori addetti alla installazione degli impianti vanno garantiti tutti i diritti sindacali, in m paerntitciolare con una adeguata tutela dei dirigenti sindacali, contro l'uso repressivo dei trasferi-
EstenSione della legge 300 titolo 30 e art. 18 anche per le aziende che occupano meno di 15 dipendenti.
Inoltre va definita più precisamente la•concezione di unità produttiva estesa ad officine reparti staccati dalla sede principale e aziende superiori, comunque tale da non impedire e raP- • presentanze della struttura sindacale della prei piccola unità di svolgere la sua attività.
Si ritiene necessaria una modifica della norma riguardante la sospensione cautelare al fine di evitarne l'abuso od un uso indiscriminato.
COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO
Diritto del consiglio di fabbrica all'informazione periodica circa la situazione delle assunzioni obbligatorie in azienda degli •invalidi, il diritto di intervento circa le modalità di inserimento di tali lavoratori al fine di garantire a particolari categorie di invalidi, come gli handicappati, occasione e condizioni di lavoro adeguate alle loro capacità lavorative.
TRASFERTISTI
Diritto alla vo;ontarietà dell'adesione per tutti coloro che non sono stati assunti con specifiche clausole di impiego per trasferte all'estero. Contrattazione collettiva delle condizioni di lavoro la possibilità di rientro a casa due volte l'anno, possibilità in caso di trasferte molto lunghe di farsi accompagnare dalle famiglie.
Per tutti i lavoratori trasfertisti un giorno di permesso retribuito per ogni mese di pemanenza in trasferta da godere entro l'anno solare e senza possibilità di monetizzazione. Nel corso della consultazione occorrerà altresì nidividuare le richieste da presentare per gli addetti alla installazione e manutenzione degli impianti.
DIRITTO ALLO STUDIO
Si tratta oggi di eliminare blocchi che limitano pesantemente l'utilizzo delle ore a disposizione.
Fermo restando quindi il monte ore aziendale l'utilizzo collettivo del diritto:
elevare la quota del 2% estabilíre un minimo di lavoratori per le aziende al di sotto dei 300 lavoratori;
portare a 250 le ore retribuite per lavoratore stabilendo per quanti debbano recuperare la scuola dell'obbligo un rapporto 2-3/1-3 fra
La bozza di piattaforma contrattuale dei metalmeccanici è la sintesi coerente delle tematiche che in questi ultimi anni sono state dibattute dai lavoratori. In una situazione economica come quella del nostro paese che ha visto diminuire in modo preoccupante l'occupazione: nella regione lombarda si è passati dal 43% di occupati nel 1974 (media europea) al 33% (al di sotto di un punto della media nazionale dello stesso anno) e contemporaneamente l'inflazione che ha taglieggiato in modo selvaggio il salario dei lavoratori a reddito fisso. Quindi giustamente il sindacato ha posto come punti centrali del confronto tra lavoratori e imprenditori pubblici e privati sostanzialmente quattro punti: investimenti e occupazione; recupero del salario che deve essere riportato al suo valore nominale effettivo anche per rilanciare la domanda interna; diritto del sindacato di controllare e contrattare tutte le iniziative tecnologiche e produttive che servono a modificare le condizioni dei lavoratori in fabbrica e l'intervento e la tutela sindacale a tutte quelle forme di occupazione precaria: lavori a domicilio, appalti, ecc.; parità normativa tra ex impiegati ed ex operai che deve essere realizzata specialmente per quanto riguarda l'indennità di quiescenza che è uno dei punti non risolto in modo soddisfacente nel passato contratto. L'inquadramento unico, dal mio punto di vista, circa il passaggio dal secondo al terzo livello è quello di sostenere la tesi che prevede il passaggio automatico dalla 2' alla 3' categoria per tutti i lavoratori anche per quelli non addetti alla produzione in quanto le differenze dei valori professionali sono sostanzialmente :nulle. Bisogna supertre il livellZ stlariale 5 S
ore retribuite e non retribuite; rendere più esplicita la norma che impone il pagamento delle 150 ore anche quando l'orario dei corsi non coincide con l'orario dì lavoro.
Nel quadro dell'estensione del potere di intervento del sindacato sulle conseguenze della crisi, quali il decentramento produttivo e l'estensione dell'arca del lavoro precario, il C.D. della F.L.M. in merito al problema del collegamento contrattuale con i lavoratori delle aziende artigiane, propone al dibattito della categoria: l'ipotesi della disdetta anticipata dei contratti tuttora vigenti nel settore artigiano; iniziativa della categoria nei confronti delle forze politiche per ottenere una nuova legislazione tesa a definire le caratteristiche ed i limiti dell'impresa artigiana.
Circa la disdetta anticipata o meno del CCNL. artigiani si sono manifestate nella discussione opinioni ed orientamenti idversi, si propone che ciò sia sciolto nel corso della consultazione e partire dai lavoratori interessati.
Per quanto riguarda il settore industriale orafoargentiero, il cui contratto scade 3 mesi dopo il contratto metalmeccanici, il C.D. sulla base delle decisioni del coordinamento di settore, decide la disdetta anticipata per l'unificazione dei tempi di decorrenza e durata e la contemporaneità della trattativa.
La consultazione deve proporsi l'obiettivo politico della partecipazione democratica della categoria all'insieme delle scelte che la stagione dei contratti propone al movimento.
in questo quadro il C.D. della F.L.M. invita le strutture provinciali a determinare nel corso della consultazione il più ampio rapporto di confronto e di discussione con gli altri settori del movimento, con le forze politiche e sociali, con le assemblee elettive locali per determinare già nella fase di preparazione dello scontro contrat, tuale, un rapporto politico con un arco molto ampio di forze che ci consenta di affrontare la difficile prova di questo autunno con uno schieramento di forze capace di determinare rapporti di forze idonee alla portata dello scontro.
Per ciò che riguarda in modo specifico le norme della consultazione interna alla categoria il Comitato Direttivo propone:
riunione preparatoria all'avvio della consultazione di base dei direttivi provinciali; assemblee dei consigli di fabbrica a livello di zona;
assemblee di fabbrica;
sintesi degli apporti delle discussioni in fabbrica a livello di zona;
assemblee provinciali dei delegati per la sintesi definitiva e per la designazione dei partecipanti in ragione di 1 ogni 2.000 iscritti, che, assieme ai componenti del C.G.U. formeranno l'insieme dell'assemblea nazionale che dovrà discutere e varare la piattaforma rivendicativa;
la Conferenza Nazionale dovrà tenersi entro la fine di ottobre e i risultati delle consultazioni provinciali dovranno pervenire alla F.L. M. Nazionale in tempo utile.
che viene utilizzato dalle aziende in modo paternalistico ed in molti casi essenzialmente come veri e propri aumenti di merito creando divisioni e sperequazioni negli uffici e nei reparti. E' essenziale ricercare quegli sbocchi professionali capaci di risolvere in modo definitivo le giuste esigenze di qualificazione e collocazione che emergono fra gli impiegati e tecnici.
Su questi temi dobbiamo coinvolgere in modo diretto tutti i lavoratori e quelle forze politiche e sociali che in questi anni si sono battute al nostro fianco. E' essenziale creare vaste alleanze ed un fronte unitario di lotta capace di modificare la linea economica del governo e del patronato pubblico e privato in modo da realizzare quei mutamenti profondi che le masse popolari chiedono per rendere la nostra società più giusta e democratica.
Credo non basti una logica « sindacale » per cogliere tutta la importanza e la posta in gioco dì questi rinnovi contrattuali.
Ridurre il potere che gli operai hanno conquistato (in anni di lotta) dentro le fabbriche per assoggettarli ai tassi di sfruttamento e alla concorrenza internazionale è la'necessità principale della borghesia.
Espulsione di operai dalle fabbriche, intensificazione dello sfruttamento per quelli che rimangono (con ripercussione su salute, ritmi, autoritarismo, ecc.) è la linea che i padroni già da mesi hanno decisamente imboccato.
Continuare la lotta contro il lavoro capitalista, migliorare le condizioni di lavoro e di salute e di vita, è insieme esigenza e necessità per tutta la classe operaia.
Disoccupazione e supersfruttamento la necessità del padrone, maggior occupazione e meno sfruttamento le necessità umane e politiche dei lavoratori.
Mai come nei periodi di crisi del sistema capitalistico gli interessi .degli operai e dei..padroni
appaiono inconcepibili.
ll miglioramento dei livelli di lavoro e di vita per tutta la classe operaia è un anticorpo che vive nel tessuto e nelle leggi della società dello sfruttamento, un anticorpo che il padrone con tutti i mezzi ha cercato e sempre più cercherà di distruggere.
E' questo lo scontro durissimo che è dentro le prossime lotte.
Non più solo livelli di sfruttamento o livelli salariali ma la possibilità o meno di continuare ad affermare e praticare un processo di miglioramento materiale e di liberazione dalla castrazione che il dominio del profitto impone ai lavoratori.
Ma anche cogliere il cuore del problema politico che lo scontro impone non basta.
La « politica » non è una chiacchierata che si fa comunque a prescindere dagli obiettivi, forme di lotta, livelli organizzativi.
Sulle cose da raggiungere tutte le componenti del movimento sindacale sono d'accordo: occupazione e condizioni di lavoro sono i temi centrali.
Meno d'accordo c'è quando si parla- di come raggiungere questi obiettivi.
La linea maggioritaria del sindacato è quella che è decisa ad ottenere più occupazione attraverso nuovi modelli di sviluppo, riconversioni produttive ed investimenti.
Non credo troppo a questa linea non solo perchè all'Alfa dobbiamo l'esempio preciso di un suo fallimento (piani di investimento e di nuova occupazione al 'Sud sulla carta, attacco all'occupazione nei fatti), ma soprattutto perchè tutta la storia del capitalismo dimostra che in generale gli investimenti non necessariamente portano nuova occupazione.
Il Sud è un esempio classico, i nuovi investimenti hanno da un lato distrutto il tessuto produttivo precedente per ricreare occupazione che recuperava solo una minima parte quella distrutta dall'investimento stesso.
Ancora è talmente tanta la tecnologia e la scienza immessa nei nuovi investimenti tappalo-
gici che è assurdo pensare che un transfert dà più occupazione di una catena di montaggio.
Ultimo esempio l'USA e la Germania, durante la crisi miliardi di dollari in nuovi investimenti e l'effetto sull'occupazione in generale è di ormai milioni di disoccupati.
lo credo che l'unica logica vincente nei contratti per•migliori condizioni di lavoro e capace di favorirne nuova occupazione sia quella di dire che se c'è meno lavoro lavoriamo meno tutti.
Le 35 ore pagate 40 ciò che alcuni compagni propongono alla discussione vanno in questo senso.
Chi propone di opporsi all'aumento dello sfruttamento all'Alfa deve pensare che questo, mentre può essere possibile all'Alfa (se gli operai sono diretti bene) è estremamente più difficile nelle piccole fabbriche dove, tra l'altro, si licenzia di più.
E' per questo che oltre ad opporci all'Alfa occorre trovare un fronte (le categorie di lotta) e un obiettivo (la riduzione d'orario generalizzata) capace di essere conquistato da tutti per tutti in quanto lotta che si voglia o no, sarà un grosso scontro generale.
Certo il problema non è così semplice. Lo spazio di questa « opinione » finisce qui.
L'unica cosa che spero vada evitata è di ripetere in modo troppo facilone cose che in modo forse troppo facilone si danno per vincenti.
Fiorentino TizzoniLa parte più importante della piattaforma è senz'altro la prima, che v ..ne presentata sotto il nome di « nuovi diritti di controllo », in pat'ticolare per quanto riguarda gli investimenti.
Infatti se una seria politica degli investimenti era importante quando l'economia « tirava » e le aziende erano di per se stesse portate ad effettuare investimenti produttivi, questi divengono ora indispensabili per superare la crisi del nostro Paese e per battere quella linea economica che vuole ridurre la capacità produttiva di tutti i settori economici e rendere il nostro Paese più succube agli altri.
Certo i metalmeccanici, e in particolare i lavoratori dell'Alfa, non sono alla prima esperienza di una battaglia di questo genere e se i risultati ottenuti nel passato sono stati parziali e troppo volte elusi, questo deve essere un motivo di più per pretendere risultati concreti, unica possibi-
lità di battere la politica di divisione del Paese fra Nord e Sud, fra zone induStrializzate e zone sottosviluppate, fra occupati e disoccupati.
A mio avviso devono essere visti con maggiore precisione e importanza anche i problemi delle categorie dei lavoratori impiegati e tecnici. Sono infatti settori che comprendono un numero ormai molto vasto di lavoratori che hanno partecipato e partecipano in modo sempre più deciso e convinto alle lotte sindacali e sociali, rifiutando le vecchie strumentalizzazioni,paternalistiche e corporative.
Il consenso di questi lavóratori, il loro impegno, l'utilizzo e il riconoscimento delle loro capacità professionali sono elementi fondamentali per ogni politica di diversificazione, di ricerca e di aggiornamento tecnologico degli impianti produttivi delle aziende.
La proposta di eliminazione della 5' super, di fatto 'ormai utilizzata in modo massiccio dalle aziende, deve essere accompagnata da una precisazione delle categorie 5', 6' e n
La politica unitaria fra lavoratori operai e impiegati e l'intreccio delle categorie deve portare allo sviluppo dinamico delle capacità professionali, non al loro schiacciamento.
Per il salario, credo che vada legato ad una concreta politica di difesa del tenore di vita dei lavoratori specialmente per le categorie più disagiate.
A proposito dell'orario di lavoro vorrei notare che è stata giustamente rifiutata la poco realistica ipotesi della riduzione indiscriminata a 35 ore pagate 40, paravento di un nuovo utilizzo massiccio dello straordinario, credo però che vada assunto un impegno preciso per il consolidamento delle 40 ore specialmente in quei settori, presenti anche nella nostra fabbrica, dove lo straordinario è ancora una regola fissa, anche contro la volontà degli stessi lavoratori.
Alfredo BarbieriNon è facile appena presentata la bozza di piattaforma del nuovo contratto dei metalmeccanici, trarre dei giudizi politici.
Sono convinto però che in questo particolare periodo pur rischiando di essere un po' presuntuosi ne valga la pena.
Il primo dato positivo che emerge dalla bozza è nell'avere separata la richiesta salariale (che verrà quantificata dopo la consultazione di base) dagli altri punti qualificanti della piattaforma. fl
Con questo primo articolo, diamo inizio ad una serie di interventi dei reparti più interessati alle gravi contraddizioni presenti all'ALFA.
Invitiamo i lavoratori, i delegati (in particolare nei reparti dove sono scoppiati grossi problemi come Mensa, Manutenzione ecc.) a farci pervenire articoli realizzati in modo collettivo, con analisi, denunce e proposte per dare anche un serio contributo all'azione del C.d.F. nella nostra fabbrica.
I « corpi separati » esistono anche all'ALFA
L'Esperienze, come è noto, è il reparto dove escono i nuovi prototipi di vetture e tutti sono d'accordo nell'affermare che questo reparto dovrebbe lavorare per il futuro dell'Alfa.
Vediamo sinteticamente le condizioni di questo Reparto:
LA SITUAZIONE DEGLI ORGANICI E L'ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO
movimento sindacale vista l'incapacità del governo e degli imprenditori di uscire da questa grave crisi economica che si vorrebbe ancora una volta far pagare ai lavoratori, propone un modo nuovo di dirigere sia Va fabbrica che la società. Per realizzare questo bisogna avere un maggiore controllo sulla scelta di fondo, vedi investimenti, localizzazione di nuove fabbriche, sulla ricerca tecnologica per le conseguenze che si possono avere sulla produzione, sull'occupazione, sulla mobilità e infine ,sulla salute dei lavoratori che purtroppo viene troppo spesso dimenticata.
Un discorso particolare va riservato all'ambiente di lavoro che è fonte di gravissime malattie; i lavoratori devono collegarsi con le strut-. ture esterne (Comitati Sanitari di Zona e lo Smal) per riuscire una volta per tutte a dare inizio alla riforma sanitaria.
Per avere un controllo effettivo sugli appalti e sul lavoro a domicilio, dobbiamo darci degli strumenti che ci permettano se non di stroncare totalmente, almeno di contenere questa vergognosa piaga che rischia di dividere i lavoratori di serie A e B.
Orari di lavoro: bisogna riuscire a consolidare la conquista delle 40 ore, 39 in siderurgia, trasferendole anche ai reparti a lavorazione calda, nei lavori di manutenzione, cicli continui, mensa, ecc., dove il tipo di lavoro richiede la presenza continua degli operai, bisogna istituire turni di lavoro che fissino à 40 ore la media settimanale di lavoro per questi lavoratori.
Parità normative: bisogna eliminare la differenza tuttora esistente di trattamento fra operai ed impiegati (scatti, ferie, anticipo pagamento, INAIL, INAM).
Per raggiungere questi scopi bisogna dare più forza al sindacato, organizzando nelle fabbriche al di sotto dei quindici operai le assemblee (di-. ritto a loro negato), e la diffusione all'interno delle fabbriche di libri e riviste.
La mia opinione su questa nuova piattaforma sindacale è positiva e sono sicuro che nelle assemblee i lavoratori daranno il loro contributo per migliorarlo; consapevoli dell'importanza del momento critico che sta attraversando il paese si prepareranno con senso di responsabilità al grande confronto o scontro, secondo il grado di maturità, che il governo e gli imprenditori dimostreranno di avere raggiunto.
Carlo Meladataggio, rifornimento, riparazione di autovetture che niente hanno a che vedere con il futuro dell'Alfa.
E le responsabilità e l'esempio partono come sempre dall'alto coperte da cento veli di clientelismo ed omertà.
GLI ERRORI CONTINUANO Quello che è più grave sono le responsabilità rispetto ai programmi, infatti errori sono stati commessi e tutt'ora si commettono. Alcuni esempi noti a tutti: la famosa MONTREAL, dopo oltre quattro anni di preparazione arrivò sul mercato già vecchia e superata, fallendo naturalmente nelle vendite. L'attuale « 119 » (con cilindrata superiore all'Alfetta per poi non poter superare i 120 Km. orari!) è dal 1972 che l'intero staff dirigenziale si azzuffa e pasticcia per farla la nuova « ammiraglia » dell'ALFA senza trovare per altro soluzioni soddisfacenti. Si ipotizza la sua uscita non prima del 1977 e naturalmente sì prevedono già le magre figure che si faranno sul mercato se le cose continuano ad andare avanti così.
Sperimentiamo per anni motori Diesel, per. poi in modo subordinato e coloniale abbandonare le ricerche e dare il tutto alla FIAT.
Si possono portare altri esempi come questi e di come i dirigenti vivono sostanzialmente alla giornata.
CHI PAGA TUTTE 'QUESTE COSE?
Anche gli impegni assunti il 10-12-74 per una ricerca di una diversificazione nell'ambito dei veicoli, all'ESPE non vi è nessuna traccia, sì attuano solo marginali modifiche in modelli già esistenti.
Come si può vedere dalla tabella vi è una pesante diminuzione dell'c -ganico che provoca scontento fra i lavoratori e limiti oggettivi di gestione del reparto.
La gestione « feudale » dell'ESPE, ha creato compartimenti stagni fra progettazione ed ESPE, fra i vari uffici, tra uffici ed officina ostacolando possibilità di intervento, coordinamento e di circolazione e messa in pratica di idee nuove da parte dei lavoratori. In particolare numerosi fflovani tecnici, sfiduciati e svuotati del lavoro alienante eseguito, si dimettono per migliorare le loro esigenze professionali.
Ora l'azienda e i dirigenti cercano come sempre di fare intravedere la « CAROTA » (in vista del CONTRATTO!) attuando qualche passaggio alla 6a categoria ed aumenti di merito che a volte arrivano alle quarantamila lire. Tutto questo naturalmente senza contrattazione col Sindacato e discriminando fra i -« BUONI » ed i « CATTIVI ».
Anche per gli operai la situazione è di estrema insoddisfazione; basti pensare che i nostri dirigenti hanno il « merito » di avere ottenuto nella loro gestione la più bassa percentuale di operai specializzati di 50 livello a confronto di altri reparti, e questi dati Si sono in parte modificati solo dopo dure lotte; ed ancora in questi giorni si deve ricorrere al tribunale per ottenere le categorie.
Inoltre si rimandano mesi e mesi per risolvere i problemi, da oltre un anno si aspettano ORGANICI nelle linee, e i pochi diplomati non vengono ancora inseriti nei posti adeguati.
GLI
L'insoddisfazione dei lavoratori dell'Espe è anche in merito al modo mafioso di sperperare il denaro pubblico, cioè il modo immorale in cui vengono utilizzati soldi dello Stato.
Tutti sanno ormai Vaso che si fa del reparto come officina di mon-
In campo mondiale e nazionale tutti si pongono il problema di quale avvenire può avere l'automobile, del limite di saturazione del mercato (ìn Italia vi è un'automobile ogni 3,5 persone) della produzione di energia, ecc., invece le nostre menti illuminate continuano a trastullarsi tra le « formule 1 » e le « macchine da CROCIERA ».
NON BASTA CAMBIARE IL PRESIDENTE PER FARE UN'ALFA DIFFERENTE Tutti questi gravi problemi che sono solo una parte dei tanti, dimostrano che non basta cambiare presidente per fare cambiare politica all'ALFA.
Grandi e pesanti sono le responsabilità di chi sta al di sopra della azienda e cioè l'IRI che è diventato un « feudo », un « ducato » nelle mani di cosche governative.
L'intero movimento ha recepito queste cose e le vuole cambiare, anche noi dell'ALFA abbiamo dato e daremo un grosso contributo. Ma anche partendo dai problemi di reparto dobbiamo sapere che queste piccole e grandi ingiustizie le possiamo battere e dare il nostro apporto decisivo con la nostra unità e la lotta.
Questo è lo sforzo in cui sono chiamati operai ed impiegati all'Espe nei icui
prossimi quotidianamente
giorni, dove i contenuti delle tematiche contrattuali (investimenti,occupazione, organizzazione .del lavoro) sono anche problemi d dobbiamo scontrarci, gestire e risolvere nel reparto.
In particolare all'ESPE ed in -altri reparti non possiamo limitarci a s reegriiesteradreinctehln e gleenctoi.se vanno a catafascio, il nostro compito è di ostacolare questo processo pericoluso di disgregazione e proporre alternative
Roberto Silvestrini