FEDERAZIONE PCI
Via Volturno 33
ANNO 3 - N. 2
sed ices
Mensile della Zona
16 Febbraio 1980
20100 MILANO
periodico di politica,cultura,attualita'
L. 300
Il bilancio azzonato è una bella cosa. Ma quando cominceranno i lavori?
La Zona 16 è unita contro il terrorismo
Una domanda legittima dei cittadini che abbiamo girato al Coordinatore della Commissione Bilancio Più di 200 i cittadini intervenuti all'assemblea che il 7 gennaio il CdZ. 16 ha tenuto alla scuola "3 Castelli" per illustrare il Bilancio Azzonato 1980. Un notevole interesse dunque, confermato anche dal fuoco di fila degli interventi, soprattutto da parte dei giovani. Un confronto positivo quello sul Bilancio 1980 tra CdZ. 16 e cittadini, come ci conferma anche il Coordinatore della Commissione Bilancio Alberto Caglio. "Sì, c'era molta gente, senz'altro una bella differenza rispetto all'anno scorso — ci ha detto Caglio — Quanto al giudizio dei cittadini, si può dire che, sostanzialmente, nessuno abbia avanzato delle critiche di fondo. Certo i giovani hanno sottolineato la carenza del Bilancio 1980 nelle scelte di politica culturale, e hanno ragione. Ed è stato quindi giusto che il dibattito si sia incentrato anche intorno alla questione della Fornace che è una struttura essenziale per lo sviluppo di un'iniziativa culturale di base al Ronchetto. Ma bisogna anche tener presente due cose: uno che con il Bilancio 80 si è cercato di privilegiare alcune tra le esigenze più sentite al Ronchetto, vedi il Centro Commerciale e la alternativa alla via Lodovico il Moro. E due, che la questione della Fornace non si risolve con un Bilancio Azzonato: l'area è solo in parte di proprietà pubblica e, oltre ai soldi necessari alla sua sistemazione a Centro Culturale, bisognerà trovare i fondi per il suo acquisto o per l'espropriazione". Un'assemblea che, comunque, non poteva che esprimersi platonicamente sul Bilancio 80, visto che il CdZ. 16 l'aveva già approvato. "Sì, forse questa è stata l'unica critica vera che è stata mossa da alcuni cittadini. Ma ragioniamo: sarebbe forse possibile far scaturire un Bilancio Preventivo da una serie di assemblee al S. Ambrogio, al Lotto 6, al Lotto 40 ecc., senza restare invischiati in un vero e proprio "campanilismo di quartiere" o, peggio, in tentazioni clientelari? E bisogna anche capire che il CdZ. 16 il Bilancio per 1'80 mica se l'è inventato. Le proposte sono venute avanti dalle varie Commissioni che ci hanno lavorato sopra per due mesi e forse più. E in questa sede istituzionale che i cittadini devono far sentire le loro esigenze: ai lavori delle Commissioni, infatti può partecipare chiunque abiti o lavori nella zona 16. Lo scopo delle assemblee invece è quello di fornire le più ampie informazioni per la cittadinanza: e questa mi pare che debba essere una consuetudine che il CdZ. 16 confermerà e amplierà in occasione dei prossimi bilanci". Dunque, essenzialmente, l'assemblea del 7 ha confermato le scelte che il CdZ. 16 ha operato con il Bilancio 1980. Premesso questo, bisogna però rispondere con chiarezza ad una domanda che tutti i cittadini legittimamente si pongono: a quando la realizzazione delle opere? "E una domanda più che legittima, alla quale cercherò di rispondere con chiarezza. Ma per essere chiari occorre anche denunciare le difficoltà con cui gli Enti Locali si devono misurare. E da 4 anni che i Governi in carica rispondo con i Decreti Legge alle esigenze della finanza locale, cioè non tengono in alcun conto le esigenze che via via ogni Comune manifesta. Il risultato è una situazione di confusione in cui gli stanziamenti, per il decentramento per esempio, sono in forse fino all'ultimo. A Milano ci sono, perchè la Amministrazione Comunale ha una scelta autonoma, si fa carico anche di questa esigenza. Perchè dico tutto questo? Perchè è ovvio che in un contesto di difficoltà i tempi tendano sempre ad essere più lunghi. Tuttavia ritengo che, una volta segue a pagina 2
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Dal PRG nessun ostacolo per il Centro Commerciale UN INTERVENTO DEL COORDINATORE DELLA COMMISSIONE PIANIFICAZIONE DEL CDZ.16 Egregio Direttore, Accogliendo l'invito del suo giornale, le invio queste righe per fare alcune precisazioni in merito alla lettera dell'avvocato V. Dittrich, Vice - Presidente dell'Istituto Autonomo Case Popolari di Milano, pubblicata nel numero di gennaio. Il Consiglio di Zona 16 era perfettamente a conoscenza che nella Variante Generale del Piano Regolatore l'area su cui deve sorgere il Centro Commerciale del Ronchetto era destinata per spazi pubblici riservati alle attività collettive a livello comunale SC. Non solo ne era a conoscenza, ma condivideva, come condivide oggi, la scelta operata.
Un decreto contro i Comuni Se c'è un campo in cui l'incapacità del governo Cossiga sconfina nell'incredibile questo è certo il campo della finanza locale. Nel decreto varato in extremis a fine d'anno in materia gli elementi per comprovare questo giudizio vi si trovano tutti. Per prima cosa si deve rilevare che non è stata accolta la responsabile richiesta dei Comuni di veder garantire le stesse risorse del 1979. Infatti anzichè aumentare in modo adeguato al tasso dell'inflazione le somme che lo Stato deve dare ai Comuni, circa il 20%, queste sono state aumentate solo del 10% circa. In secondo luogo, e ognuno può valutare quanto grave sia questo orientamento, limita al 10% il suo contributo per coprire gli aumenti di disavanzo dei trasporti pubblici e pretende che la differenza venga coperta con aumenti tariffari. Questo vuol dire che se il deficit dell'A.T.M. anzichè del 9,9% fosse stato superiore l'Amministrazione comunale avrebbe dovuto aumentare il biglietto del tram di 100 o 200 lire. In terzo luogo, il decreto bloccando per i Comuni superiori ai 50.000 abitanti le assunzioni nuovo personale, impedisce agli stessi di far funzionare le nuove scuole, i nuovi asili, di estendere l'assistenza domiciliare agli anziani, ecc. rendendo inutili i soldi investiti in questi servizi. In quarto luogo non viene neppure assicurato il finanziamento delle funzioni che la Regione ha trasferito ai Comuni; per esempio quelle nel campo dell'assistenza e dell'assistenza scolastica. La stangata di fine d'anno sulle tariffe telefoniche, elettriche e dei combustibili ha colpito allo stesso modo il Signor Brambilla e i Comuni. L'inflazione galoppante ha accresciuto in modo spaventoso tutti i costi. Di questo, come dicevamo, il governo non ne ha tenuto conto, giustificando questo atteggiamento con la necessità di evitare un aggravio della spesa pubblica. Giustificazione risibile in quanto si è calcolato che l'insieme delle richieste dei Comuni italiani non superano i 450 miliardi all'anno. Sono proposte improntate dunque ad una estrema moderazione. E in discussione non è l'esigenza del rigore amministrativo, della lotta contro gli sprechi, del pareggio dei bilanci, cosa che i Comuni sostengono per primi e si sforzano di portare avanti tra mille difficoltà. Ciò che è inaccettabile è che il pareggio dei bilanci, diminuendo di fatto le entrate, debba venir realizzato solo attraverso la riduzione delle spese sociali e dei servizi, la qual cosa scaricherebbe sugli Enti Locali tensioni insostenibili e aggraverebbe in modo ancora più acuto la vita delle città.
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Ciò che ha colto di sorpresa i rappresentanti del C.U.A. ed il sottoscritto, quando me lo hanno riferito, è che "gli uffici dello I.A.C.P avevano accertato", come leggo nella lettera dell'Avv. Dittrích, "l'indisponibilità dell'area al fine originariamente previsto dal Centro Commerciale". Capite bene che "accertato, indisponibilità", sono termini che non mi sembra possano ammettere dubbi sul fatto che il Centro Commerciale al Ronchetto, secondo lo I.A.C.P. non si possa fare. Ed ecco allora che l'Avv. Dittrich, facendosi carico "dei problemi di distribuzione esistenti nella zona" (ed è un bel peso!) ha proposto ai rappresentanti del C.U.A. l'istituzione di un mercato settimanale, poi è andato più in là, accennando "alla possibilità di studiare la chiusura degli spazi aperti" ed infine, probabilmente rendendosi conto del perdurare dello sgomento dei suoi interlocutori, ha "ricordato anche la possibilità di utilizzare modeste volumetrie previste nel progetto originario da destinare ad infrastrutture commerciali su aree attualmente a verde". Forse, Avv. Dittrich, invece di fare tante proposte (sicuramente apprezzabili), non valeva la pena di chiedere "agli uffici I.A.C.P." che "accertassero" di nuovo ed un po' più approfonditamente, quali sono tutte le possibili destinazioni di un'area S.C. prevista dalla variante? Vediamo perchè? L'articolo 38 delle Norme Tecniche di Attuazione della Variante dice: "Le aree S.C. sono riservate a spazi pubblici o attività collettive a livello comunale
e di quartiere, di cui all'art. 22 della L.R. 15.4.1975 n. 51". L'articolo 22 della Legge Regionale 51 /75, parla degli standards urbanistici, cioè anche delle attrezzature al servizio degli insediamenti residenziali: forse che il Centro Commerciale non può rientrare tra queste attrezzature di interesse comune? Se per gli Uffici e per il Vice presidente dello I.A.C.P. vi erano ancora dubbi, bastava andare avanti con la lettura delle Norme Tecniche a pag. 12 al punto 2 dell'art. 53 avrebbero trovato: "Nelle zone a destinazione d'uso S.C., è consentita la formazione di spazi commerciali realizzati segue a pagina 2
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