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Il compagnodilavoro2 (2)

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n. 6 - aprile 1978

Istruitevi che avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza. Organizzatevi che avremo bisogno di tutta la nostra organizzazione. Agitatevi che avremo bisogno di tutto il Vostro entusiasmo. (A. GRAMSCI)

IL COMPAGNO DI LAVORO

A CURA DEL C. d. F. AUTOBIANCHI

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LA DEMOCRAZIA SI DIFENDE CON LA DEMOCRAZIA

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popolo, parola che in bocca a loro suona come bestemmia, è sceso in piazza (« luride manifestazioni » definite così dai brigatisti) per difendere le libertà costituzionali e costruire una società migliore e, nello stesso tempo, condannare e isolare chi, in nome di chi sa quale « processo popolare «, detesta e ripudia la democrazia. Di fronte a questo attacco tutto il movimento dei lavoratori continua l'opera di smascheramento e sensibilizzazione rispondendo, così come hanno risposto unitariamente i lavoratori dell'Autobianchi, a qualsiasi tentativo reazionario e fascista di restaurare regimi di paura. Non è un caso che gli atti terroristici si stiano moltiplicando in questi ultimi anni tanto è vero che, appena successo il tragico fatto, alcuni parlamentari (vedi La Malfa, e più spiccatamente il fascista Almirante) parlavano di introduzione della pena di morte,

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Ormai sono trascorsi molti giorni dalla strage di Via Fani e del rapimento di Moro. La classe operaia, tutto il popolo sta vivendo giorni terribili in cui sono in gioco, ora più che mai, la democrazia e la libertà conquistata duramente in tanti anni di lotte. Le B.R., belve sanguinarie al soldo delle forze reazionarie, hanno allungato tragicamente quella catena di provocazioni e assassini, che dal '68 in poi travagliano la vita del nostro paese, colpendo non solo la scorta di Aldo Moro, ma l'intero movimento operaio. Il terrorismo e la violenza, che pure, in parte, possono avere "radici sociali, sono metodi e obiettivi che il movimento dei lavoratori ha sempre ripudiato e rigettato per far posto alla lotta unitaria e democratica. Le B.R. parlano, « lottano », dicono loro, in nome del popolo. Ma '"ale popolo? Non sanno costoro (forse, sanno benissimo) che il

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di coprifuoco, di leggi speciali, e ultimamente la « Stampa », organo di Agnelli, proponeva, assurdamente, una « tregua sindacale ». E' forse con questi metodi che si sconfigge la violenza e si capiscono le B.R. e i loro mandanti? No. I giovani, i lavoratori, le donne hanno già indicato la strada per sconfiggere il terrorismo che distoglie le masse lavoratrici dai gravi problemi che attanagliano il paese. E' in questo quadro che si inseriscono i momenti di dibattito e di lotta (ricordo lo sciopero indetto dalla Fed. CGIL-CISL-UIL per i due giovani lannucci e Tinelli uccisi a Milano; le assemblee che si tengono e continueranno a svolgersi in tutti i luoghi di lavoro e in particolare MI' Autobianchi in preparazione del 25 Aprile alla quale parteciperà un compagno partigiano) che il Movimento sindacale propone a tutti i lavoratori, a tutti i democratici.


Contro il fascismo - contro la violenza

Ora e sempre RESISTENZA

25 aprile 1945: insurrezione! 11~

la gente manifesta nelle strade la sua 3i

IN OCCASIONE DEL 25 APRILE IL C.d.F. INDICE UNA ASSEMBLEA RETRIBUITA CHE SI TERRA' IL 21 APRILE CON LA PRESENZA DEL COMANDANTE PARTIGIANO VAIA


Lettere dei lavoratori Spettabile Redazione, Vi invio questa lettera con preghiera di pubblicazione, anche se potrà sollevare dissensi o perplessità, ma che comunque sono certo troverà anche degli assensi in quanto l'argomento in questione investe la responsabilità di tutti i lavoratori, siano questi rappresentanti sindacali o meno. Lo scritto si propone di richiamare l'attenzione su di un problema che senza volerlo è stato dimenticato, ed è quello riguardante la funzione primaria del delegato sindacale all'interno della fabbrica e nel suo gruppo omogeneo. Per rendere più chiaro il concetto sono costretto a risalire nel tempo, quando si era convenuto che le Commissioni Interne erano strutture da considerare superate, in quanto non più rappresentative delle realtà delle fabbriche e pertanto era necessario creare dei nuovi organismi, quali gli attuali C.d.F., con la partecipazione diretta dei lavoratori attraverso la figura dei Delegati quali suoi legittimi rappresentanti. Allora proprio in virtù di tale innovazione, il ruolo che il Delegato avrebbe dovuto assumere doveva avere una doppia funzione in quanto, l'una era quella di farsi interprete delle scelte politiche e sindacali che investono i problemi generali della società e ca-

larli conseguentemente tra i lavoratori sensibilizzandoli contribuendo così alla loro crescita, e l'altra non meno importante doveva essere quella di interpretare gli umori del Gruppo, ribaltandoli all'interno del C.d.F. non tanto per condizionare le scelte di fondo, ma proprio per ottenere quella ricerca di sintesi unificante dei problemi che riguardano tutti i lavoratori. Del restò queste cose non sono idee mie personali, ma previste anche dallo Statuto del C.d.F., il quale puntualizza i compiti e i metodi del procedere. Ora tali compiti e metodi sono stati seclti con funzione ben precisa, e cioè quella di far crescere gradualmente ma irreversibilmente la coscienza dei lavoratori. A questo punto si impone una domanda. Alla luce delle esperienze e delle vicissitudini passate, possiamo affermare che con l'avvento dei C.d.F. sia avvenuta quella crescita e di conseguenza quella partecipazione che ci si attendeva? Personalmente non mi sento di rispondere in modo affermativo e vorrei che altri si ponessero questo interrogativo e onestamente facessero una analisi retrospettiva. L'intenzione mia è quella di provocare una discussione sul problema sollevato, non per dare spazio a delle sterili e deleterie polemiche né tanto

meno per andare alla ricerca degli eventuali colpevoli, ma per far sì che tutti insieme si prenda atto di avere trascurato una componente essenziale per la buona riuscita del lavoro di crescita di tutto il movimento operaio. Porsi degli obiettivi sia pure socialmente e pluralisticamente validi, dimenticando i guasti che la società dei consumi ha provocato non solo in senso generale ma in noi stessi, sarebbe un grave errore. La situazione che ci sta davanti la possono giudicare tutti indipendentemente dalla propria collocazione politica, un fatto però è certo e deve essere chiaro a tutti, non basta essere consapevoli della gravità del momento. Se vogliamo salvaguardare quei valori che lo Stato si è dato attraverso le sue istituzioni democratiche, bisogna operare in modo da ottenere in modo concreto la condiscendenza e pertanto il contributo di tutti i lavoratori, i quali nonostante le varie differenziazioni rimangono i soli a rappresentare la parte più sana del Paese. Anticipatamente ringrazio della Vostra cortese ospitalità, e nell'occasione invio gli auguri di Buon Lavoro. FERRUCCIO ASMI Rep. Manutenzione Stampi e Attrezzature

LA FILOSOFIA DEL PADRONE

v OCCUPATO L'UFFICIO DEL RAG. BRIGLIADOKI Verso la metà del mese di marzo scorso rientrò dalla malattia un lavoratore addetto alle cabine di verniciaura, giudicato dal medico, per le sue gravi condizioni di salute, in grado di svolgere soltanto un lavoro sedentario. Informati i capi della sua condizione il lavoratore veniva dagli stessi invitato ad attendere presso il box delle macchinette del caffè la comunicazione relativa al nuovo posto di lavoro. Della « pratica - diretto responsabile era lo stesso rag. Brigliadori, attraverso i suoi collaboratori, uno dei quali dava ampie assicurazioni al delegato sindacale Fornaro che si era interessato della questione. Dopo due giorni il lavoratore era sempre alla

v macchina del caffè ed al delegato veniva detto che mancava la firma del medico di fabbrica. Il delegato stesso si preoccupava di sbrigare quesa formalità. Tuttavia pare che sia difficile voler lavorare, perché i giorni continuavano a passare, il lavoratore sempre seduto alla macchina del caffè a rodersi, trattato come un ferro vecchio, e l'ufficio del rag. Brigliadori ad inventare ogni giorno nuove difficoltà, nuove firme, nuove autorizzazioni e, magari questi ultimi veri, contrasti al coltello tra dirigenti. Esattamente 12 giorni dal rientro del lavoratore il rappresentante sindacale Fornaro invitava il lavoratore a seguirlo nell'ufficio del rag. Brigliadori, dove lo faceva accomodare alla scrivania di un collaborazionista » del suddetto capo del personale.

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v Alle meraviglie degli impiegati dell'ufficio veniva fatto presente che, poiché l'Autobianchi è una fabbrica di automobili e non di invalidi, la cosa era perfettamente legittima e che il » collaborazionista • del rag. Brigliadori poteva nell'ambito di una rotazione delle mansioni, accomodarsi alle cabine di verniciatura. Il posto di lavoro adatto al lavoratore veniva trovato esattamene in 25 minuti, dando così una nuova prova di straordinaria efficienza « almeno in alcuni casi della Direzione. Per chiudere questa nota vorremmo sottolineare che il trattameno che è stato riservato a questo invalido va al di là dell'inefficienza ma è l'immagine dl una concezione dell'uomo soltanto come strumento: quando funziona si usa, quando si deteriora lo si butta.


Tribuna aperta - Tribuna aperta - Tribuna aperta Classe operaia classe dirigente per far uscire paese dalla crisi e trasformare la società La sezione del P.C.I. « Settimo Mantovani », accoglie con piacere l'invito che il giornale del Consiglio di fabbrica ha rivolto alle forze politiche organizzate e presenti in fabbrica, sul ruolo della classe operaia nell'attuale momento politico. Poco più di un mese fa si è conclusa la VII Conferenza operaia che si è svolta a Napoli, in quella sede i lavoratori comunisti hanno discusso della situazione politica e le possibilità di uscita dalla crisi con una funzione dirigente e nazionale della classe operaia. Dire funzione dirigente della classe operaia significa che oggi ci dev'essere una conoscenza profonda della crisi in tutti i suoi aspetti economici, politici, sociali. ECONOMICI perché è finito un periodo storico, di sfruttamento da parte dei paesi industrializzati sui paesi del terzo mondo, che comperavano a basso prezzo le materie prime e rivendevano i manufatti a prezzi elevati, è finito pure per nostro paese il periodo dei bassi salari. CRISI POLITICA per la difficoltà della classe borghese (che ha diretto il paese finora) di far pagare la crisi alla classe operaia, e la crescita di questa che si pone oggi come nuova

classe per dirigere l'economia del paese. ()NASI SOCIALE che è un riflesso dei motivi precedenti e che comporta perdita di fiducia da parte delle nuove generazioni sulla possibilità 'che questa società gli assicuri un avvenire certo. Conoscere profondamente ciò, significa impostare le lotte da parte della classe operaia per porre la sua direzione del paese e le sue indicazioni per incidere sugli orientamenti della politica economica. Partendo innanzitutto da un modo nuovo di intendere la vita, che abbia al centro il soddisfacimento dei bisogni essenziali di tutta la popolazione e la garanzia del libero sviluppo della personalità dei singoli superando disuguaglianze sociali intollerabili. Questo deve avvenire innanzitutto con una diversa distribuzione del reddito incidendo su posizioni di privilegio. Altro elemento fondamentale è la programmazione democratica dell'economia, che permetta la partecipazione dei lavoratori alle scelte di sviluppo degli investimenti verso settori socialmente utili (edilizia - energia - trasporti - sanità) che abbiano come fine il pieno impiego.

Oggi comunque dopo i fatti accaduti il 16 marzo si fa più urgente l'impegno della classe operaia per la difesa delle istituzioni nate dalla guerra di liberazione e sconfiggere il terrorismo alimentato da forze oscure che ve: no con questo creare sfiducia suli rapacità di questo Stato di uscire crisi, e far diminuire la forza della classe operaia. Quello del terrorismo è una strategi2 che si collega alla eversione fascista etie dal 1969, ha insanguinato il paese, e che ha anch'esso come unico fine la sconfitta della democrazia. La classe operaia è chiamata oggi ad un COMPITO STORICO; il lottare per cambiare la società italiana, per questo bisogna che all'interno delle fabbriche nasca un dibattito, fra le forze politiche e sindacali, e perciò è importante che all'interno delle fabbriche i partiti abbiano piena agibilità politica. Questo dibattito non deve essere solo denuncia delle cose che non funzionano, ma deve diventare un contributo per la trasformazione della società che sarà una strada lunga da percorrere ma che oggi stiamo imboccando. P.C.I. AUTOBIANCHI Sez. "Settimo Mantovani"


PRESA DI POSIZIONE DEL C. d. F. SULLE CURE TERMALI Riteniamo di chiarire alcune cose sul problema delle cure termali, sia perchè ci sono a nostro avviso delle perplessità tra i lavoratori sia perchè ci sono da parte della Direzione manovre poco chiare. Il C.d.F. ritiene che le cure termali siano un istituto che riguarda la salute dei lavoratori, in quanto tale va difeso e potenziato. Il C.d.F. condanna nel modo più fermo coloro che di questo istituto abusano e ritiene che abusi di questo tino vadano contro l'interesse del movimento dei lavoratori. Altrettanto dura è la condanna

MEDIO EVO Noi sappiamo, e forse non dovremmo dirlo, avendo il massimo rispetto per il Brigliadori, che egli è un accanito sostenitore dell'antifemmirismo. Non a caso egli ha sempre sostenuto sia nei confronti della donna, sia nei confronti dei lavoratori teorie così astruse, e poco convincenti, che trovano posto solo nei discorsi di qualche « bullo di Milano o • guappo » di Napoli. Ultimamente durante un incontro col rag. Brigliadori abbiamo avuto modo di ascoltare alcune sue solite battute che sottolineamo. La sua • filosofia » riguardo ad tui telegramma inviatogli da una lavoratrice. La lavoratrice informava la Direzione del suo stato di maternità e quindi di un ulteriore periodo di riposo. Il rag. Brigliadori, che in alcuni casi denota tanto poco tatto, esclamò dicendo cinicamente: Benedette, donne! Maternità pagata, posto assicurato •. Noi non avremmo nessun commento particolare- da fare a ciò che il capo del Personale dell'Autobianchi dice (la frase si commenta da sola) ma solo di fargli osservare che se i tipi come lui fossero esistiti nel Medio Evo avrebbero, forse, trovato più giusta sistemazione storica.

del C.d.F. sul metodo adottato dalla Direzione, quello della trattativa a livello personale, nell'applicazione dell'istituto in questione. Riteniamo che la normativa esistente debba valere per TUTTI e l'eventuale trattativa deve svolgersi tra C.d.F. e Direzione. L'autorizzazione ad usufruire delle cure termali deve essere concessa solo e soltanto dall'INAM. Invitiamo tutti i lavoratori a rivolgersi immediatamente aì raonresentanti sindacali nel caso vi fossero da parte della Direzione pressioni volte a limitare o strumentalizzare il sacrosanto diritto alla salute.

CAVALIER " BRIGLIA D' OR " CAVALIER DI SVENTURA


LA MATERNITA' NEL LAVORO: PARITA' DI DOVERI TRA UOMO E DONNA La piena cooperazione e una uguale responsabilità del padre e della madre nella cura dei figli stabilita nel nuovo diritto di famiglia trova una concreta attuazione nella legge di parità. Essa garantisce ad ambedue i genitori, a scelta, il diritto di assentarsi dal lavoro quando il bambino, nei primi tre anni di vita, si ammali. Quan; do la madre non usufruisce del congedo di maternità facoltativo e obbligatorio, questo può essere ottenuto dall'altro genitore. Si favorisce così nella famiglia, nei rapporti tra uomo e donna e nei rapporti fra genitori e figli, un cambiamento nel costume, una nuova corresponsabilità. L'uguaglianza tra i sessi si attua anche con il riconoscimento alla lavoratrice del diritto di opzione nella riscussione degli assegni familiari, alle stesse condizioni previste per il lavoratore.

IMPUGNAZIONE DEI DIRITTI Quando vengono violati i diritti di parità nelle assunzioni, la legge prevede nel suo art. 15 che la donna, o per sua delega, le organizzazioni sindacali, possa ricorrere alla . giustizia valendosi di procedure che hanno un particolare carattere di urgenza e che reintegrano la lavoratrice nei diritti colpiti.

PARITA' NELLA FORMAZIONE PROFESSIONALE La legge vieta anche nel campo del; l' orientamento e dell' aggiornamentq professionale ogni forma di discrimi, nazione. Non potranno essere svolti corsi con contenuti e materie di studio divisi per sesso, che relegano le donne in occupazioni marginali o le privano di ogni sbocco. Le donne hanno diritto di essere ammesse a tutti i corsi di formazione, aggiornamento e perfezionamento professionale necessari per accedere ai livelli più alti di professionalità, a qualifiche ed attività tradizionalmente ri, servate agli uomini.

PARITA' DI RETRIBUZIONE, DI QUALIFICA, DI CARRIERA

REVERSIBILITA' DELLA PENs1,,NE ED ETA' PENSIONABILE I contributi previdenziali versati per la lavoratrice non andranno più perduti nel caso della sua morte. Il marito avrà diritto alle prestazioni erogate dalla assicurazione generale obbligatoria per l'invalidità e la vecchiaia, alle stesse condizioni previste per la donna vedova dell'assicurato o del pensionato. E' stabilita per la donna la posibilità di scegliere, quando lo ritenga opportuno, di andare in pensione a 60 anni come gli uomini, fermo restando il diritto di andarvi a 55. come oggi è previsto per molte categorie di lavoratrici.

La lavoratrice ha diritto a una retribuzione pari a quella dell' uomo quando la sua prestazione di lavoro è di pari « valore ». Il lavoro svolto dalle donne è stato fino ad oggi ingiustamente valutato, quali che fossero gli effettivi contenuti professionali. Non si capisce perché ad una tessitrice o ad una Matrice che volga le fasi centra lì e più importanti del processo produttivo sia assegnata la seconda categoria. mentre all'operaio meccanico che svolge un lavoro di uguale e talvolta minore contenuto professionale venga riconosciuta la terza o la quarta categoria. La legge dà alle donne e alle organizzazioni sindacali la possibilità di rivendicare il diritto ad una giusta valutazione del lavoro e dei criteri di classificazione professionale.

LA RITA' UOMO - DONNA C( LA NUOVA LEGGE FON PASSO AVANTI

PARITA' NELLE ASSUNZIONI La legge vieta tutte le discri zioni fondate sul sesso per l'a al lavoro; essa è quindi uno str to di cui le donne possono avv, per accedere in settori e in ati produttive da sempre considerate schili; per vedere riconosciuta l fessionalità, per non essere discri te dalle mansioni più qualificate l'avanzamento della carriera. Non sarà più permesso chieder donna in cerca di lavoro « test díl vidanza » per dimostrare che non cinta; o richiedere con esami e mande requisiti tali da escluder/ partenza da ogni possibilità di a zione. Né sarà consentita negli annuo conomici dei giornali la domanti appartenenza all'uno o all'altro / come requisito per ottenere il la'

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VALORE SOCIALE DELLA MATERNITA' La legge compie un nuovo passo avanti nel riconoscimento del valore sociale della maternità, con la fiscalizzazione delle due ore di permesso quotidiano per la madre nel primo anno di vita del bambino. Un passo abbiamo detto. Infatti una maggiore parità nel costo del lavoro degli uomini e delle donne che favorisca Io sviluppo dell'occupazione femminile, potrà essere conquistata fiscalizzando al più presto tutti gli oneri di maternità.

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Tribuna aperta - Tribuna aperta - Tribuna aperta

ESSERE DONNA NON E' UNA CONDIZIONE TRANSITORIA II testo dí legge sulla parità nei luoghi di lavoro fra uomo - donna vieta qualsiasi discriminazione fondata sul sesso riguardante le assunzioni, le mansioni o la carriera indipendentemente dal settore o dall'attività; vieta discriminazioni rn riferimento allo stato di famiglia, matrimoniale o di gravidanza; inoltre vieta meccanismi di preselezioni effettuati attraverso forme di pubblicità sulla stampa che indichino come requisito l'appartenenza all'uno o all'altro sesso; se non giustificate da mansioni particolarmente pesanti o ,quando l'appartenenza ad un determinato sesso sia essenziale alla natura del lavoro. Dà diritto alla donna alla stessa retribuzione in uguali prestazioni, considera l'assenza dal lavoro per maternità come attività lavorativa ai fini della progressione della carriera (salvo contratti che richiedono particolari requisiti); estende al padre -lavoratore il diritto alle assenze dal lavoro, già previsto per la maternità, anche per i figli adottivi o in affidamento. Commentare il testo di legge sulla parità di trattamento tra uomo - donna risulta difficile in quanto si inserisce in una esigenza più ampia emergente nella nostra società, una richiesta di giustezza, di libertà e di promozione per chi ha radicalmente delle categorie costitutive di una personalità differenti da come si è concepita o si concepisce una società un sistema, differenze quindi viste come ostacolo ad un progetto o ad un fine non come arricchimento reciproco e per rapporti più umani che tengano conto dei bisogni concreti e reali, soggettivi oggettivi e non astratti o teorizzati. Per questo spesse volte queste differenze, che si manifestano anche in « bisogni connaturati • (es. il bisogno di essere madre) vengono discriminati, emarginati o peggio strumentalizzati da chi detiene il potere o da chi lo ambisce, sia nei rapporti sociali ma anche in quelli interpersonali. Ma per andare più al fondo della questione si può benissimo affermare che una delle cause di tutto ciò è che si hanno progetti e programmi, ideali e valori di società più giuste ma ciò che continua a mancare è un progetto e programma, ideali e valori per la « persona - e quindi di una società più umana; in una parola manca un « cammino ». Siamo di fronte in questo contesto sociale a due atteggiamenti falsi o riduttivi sia dell'eguaglianza sia della diversità. O si pretende un'eguaglianza che arriva ad uniformare tutto ciò che sta attorno, quindi anche le persone, o si riconosce il diverso solo a partire dalle capacità produttive o dalla posizione sociale.

E' proprio in questa mentalità borghese uniforme intrisa di valori relativi resi assoluti che vengono snaturati inconcepibilmente delle categorie che promuovono la donna stessa, che la rendono diversa, non inferiore, ma solo diversa dall'uomo (maschio), meno efficiente, magari, nel contesto produttivo ma più vera nel contesto umano e sociale. Quindi ciò che non funziona bene non è la donna, perché donna, quasi fosse una disgrazia, o madre perché deve accudire i figli quasi fosse un lavoro in più, a tempo perso, o generatrice di figli come se fosse una malattia o peggio un incidente o anormalità (e anché se cosi fosse non sarebbe giustificabile nessuna discriminazione); che non funziona sono le mentalità e strutture che emarginano questi fattori anche in nome di una fittizia « libertà • che diventa « interesse • « comodità », che pretendono una continuità nel lavoro, vera efficienza a tutti i costi in tutte le trame sociali e di vita, circoscrivendo nel lavoro produttivo o nell'impegno sociale il senso della vita, ricercando il risultato, l'utilità e mai il perché e il come; e quindi riconoscendo le donne non con le proprie e quindi vere esigenze e particolarità connaturate che ne fanno esseri umani, ma automi dove l'unica particolarità riconosciuta

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richiesta sarebbe l'essere macchina da produzione nel lavoro, oggetto da usare nei rapporti intepersonali dove, appunto il valore cercato in tutti i casi è il « profitto », I'« interesse », la « validità • non per la donna (e questo sarebbe il male minore) ma per chi la « usa •. Tutto il resto se non è disconosciuto è messo in secondo ordine, relativizzato. Quale allora la validità del testo di legge? Proprio in questa prospettiva il testo di legge prende la sua validità, è inserito in modo positivo e non rimane una conquista a sè stante,. senza riscontro in tutta l'esistenza della donna. Infatti apre possibilità alla donna di essere sè stessa, di valorizzarsi e non di aver fatto un passo in più per essere uguale all'uomo (maschio), tanto più che la peggior disuguaglianza è rendere uguali i diversi, ma pone le condizioni oggettive per un approfondimento della donna del suo essere e quindi la consapevolezza dei propri bisogni e necessità a partire da ciò la capacità di rivendicare ed esigere diritti che saranno sempre più risposta vera al desiderio di crescita personale e di contributo sociale, BRINI ALESSANDRO


ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO:

I lavoratori per un lavoro più umano Questo inserto vuole entrare in /rodo specifico nel me rito dell'intesa raggiunta tra Consiglio di fabbrica e Direzione su un capitolo estremamente importante efell'aot•ordo 7-7-77 e cioè quello sulla organizzazione del lavoro. La trattativa è iniziata verso la fine di dicembre del 1977, la materia si è rivelata immediatamente complessa, con non poche difficoltà e ostacoli. E' servito il massimo sforzo da parte del C.d.F. e degli operai interessati per valutare, per studiare, per proporre soluzioni adatte che potessero rispondere a tutte le necessità dei lavoratori ed avviare veramente un nuovo modo di lavorare. La trattativa è proseguita serrata, al ritmo di incon tri quasi giornalieri, anche se con delle interruzioni, fino agli inizi di marzo, quando superate le ultime difficoltà, si è giunti alla siglatura dell'intesa da sottoporre alle assemblee dei lavoratori interessati. L'intesa individua tre aree interessate e cioè lastratura, verniciatura, montaggio con la premessa di una parte generale che riportiamo integralmente: Addì, 8-3-1978 Premesso che la presente intesa è finalizzata alla realiz zazione dell'accordo FIAT 7-7-1977, capitolo O.d.L., la Direzione dello Stabilimento di Desio ribadisce il proprio impegno nell'affrontare i problemi connessi al cambiamento dell'O.d.L., avendo come obiettivi prioritari modifiche impiantistiche connesse ad una nuova qualità dell'O.d.L. al fine dell'eliminazione dei lavori che presentino elementi di elevata gravosità o disagio e del miglioramento delle condizioni di lavoro sia in termini di ambiente, sia in termini di modalità della presta zione ed anche in funzione di processi di qualificazione professionale. I relativi interventi saranno effettuati con modalità che tengano conto delle particolari caratteristiche impiantistiche, tecnolo.giche ed organizzative dello Stabilimento di Desio. A tal fine, la Direzione dello Stabilimento di Desio si dichiara disponibile a verificare con i Rappresentanti Sindacali Aziendali le soluzioni che potranno essere individuate. Tra la Direzione dello Stabilimento di Desio e le Rappresentanze Sindacali Aziendali, Comitato Qualifiche, si conviene quanto segue

RTE GENERALE Nello spirito dell'accordo 7-7-'77, stipulato tra l'Unione Industriale di Torino in rappresentanza delegata della FIAT S.p.A, e la Federazione Lavoratori Metalmeccanici, si so no studiate le modalità d'attuazione per quanto attiene il capitolo Organizzazione del Lavoro - Area di lastroferra tura - Area di verniciatura - Area di montaggio, laddove siano applicabili allo Stabilimento di Desio nella realtà e nella dimensione attuali, nonché per gli attuali livelli °ccupazionali e produttivi, per i tipi di veicoli oggi prod otti. I passaggi alla 4a categoria che deriveranno dall'applica zione della presente Intesa, raggiunta per là realizzazione degli esperimenti previsti dall'accordo 7-7-'77 alle pagine: 18 (1. comma), 20 (6. comma), 22 (3. comma) e conseguiti per ampliata profess:gnalità, non avranno aziendal niente differenziazione alcuna da quelli altrimenti ottenuti. Pertanto, r_ei casi in cui oIlettive necessità aziendali ric hiedessero l'impiego temporaneo in altre posizioni di lavoro degli interessati, questi faranno come già facevano in 3' categoria. La Direzione aggiornerà mensilmente il Comitato Qualifi che sull'andamento degli esperimenti sino alla loro conelusione. La presenza al lavoro, contrattualmente concepita, sarà I' elemento a cui riferirsi per misurare le mensilità di addestramento. La decorrenza degli esperimenti addestrativi sarà in ogni caso il I.-2-1978. L'interruzione dell'addestramento in aree di P categoria dovrà avvenire per motivi obiettivi ed essere subito segnalata al Comitato Qualifiche, prima della sostituzione con alt ri candidati. I candidati alla prova di verifica della nuova professiona lità verranno presegnalati al Comitato Qualifiche. L'acquisizione della P categoria avverrà ad esperimento completato positivamente.

RAFFINATEZZE IN MENSA Pare che l'Eurest abbia finalmente aderito alle pressanti richieste del Comitato ambiente per avere nuovi piatti. La novità è insalata verde con lumaca „.

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LASTIIATURA Chi è interessato all'esperimento: Revisionisti dei piazzali, di testa linea, di fiancate e dei canalini Ferratoti. . ORA la lavorazione avviene con i lavoratori posizionati lungo la linea, ognuno con la propria mansione e con il rispettivo tempo di saturazione. DOPO L'ADDESTRAMENTO gli operai lavoreranno a coppie seguendo la scocca dalla ferratura fino alla delibera finale sul piazzale per permettere a tutti i lavoratori di essere in grado di effettuare sulla scocca tutte le operazioni dalla ferratura fino alla delibera finale sono stati previsti dei periodi di addestramento strutturati in varie fasi e cioè: FASE « A » Dura 10 mesi - sono interessati complessivamente 62 lavoratori di cui 29 già di 4. livello. In questa prima fase sono interessati i revisionisti di testa linee, che al termine dell'esperimento dovranno essere in grado di lavorare senza i collaudatori. Il conseguimento del 4. livello è subordinato alla capacità complessiva di tutti gli interessati a lavorare come se ci fossero ancora i collaudatori. FSE «B» Questa fase è seguente all'esito positivo della fase « A » dura anch'essa 10 mesi e sno interessati i revisionisti di fiancata ed i revisionisti di canalini - si tratta complessivam ente di 32 lavoratori - le modalità sono simili a quelle della fase « A ». FASI « Al » E «B1 » quali oltre al normale addestraQueste fasi sono contemporanee alle fasi « A » e « B ». Riguardano i 48 ferrati r. le nozioni tecnico-professionali mento dovranno partecipare ad una scuola di base per aver modo di apprende: occorrenti.

VERNICIATURA

Sono interessati all'esperimento: I levabolli finali di linea e fuori linea I revisionisti finali interno ed esterno scocca di linea I revisionisti finali fuori linea Come già per la lastratura anche in verniciatura il modo di lavorare risulterà modificato in quanto la nuova figura professionale che si chiamerà « rappezzista levabolli » sarà in grado di svolgere tutte le operazioni fino alla delibera della scocca, pur rimanendo, per controllo della qualità alc uni collaudatori. Il numero dei lavoratori interessati è di 14 levabolli e di 52 revisionisti (di cui 1 già di 4. livello). L'addestramento avverrà in 22 mesi e si svilupperà in div erse fasi: PRIMA FASE: gli attuali levabolli dovranno imparare a fare i rappezzisti di piazzale e di linea per diventare a loro volta istruttori. SECONDA FASE: i rappezzisti devono completarsi comé tali e poi imparare a fare i levabolli. L'addestramento avverrà sulle varie posizioni ed il lavoro sarà sempre svolto in coppia. I?al 21. al 22» mese avverrà la verifica complessiva di tu tti i lavoratori che dovranno operare come se ci fossero posizionati tutti i collaudatori. Al termine del 22° mese tutti i lavoratori conseguiranno il 4. livello.

MONTAGGIO

La nuova organizzazione del lavoro interesserà i revisionisti FINALI di sellatura, meccanica, carrozzatura oltre agli addetti al piazzale ed ai revisionisti dell'impianto elettrico. Complessivamente si tratta di 114 lavoratori di cui 7 già di 4. livello. Ad addestramento terminato questi lavoratori saranno in grado di eseguire tutte le operazioni di revisione, compresa il piazzale, sulla scocca e manterranno questa maggiore professionalità tramite una rotazione sulle diverse posizioni di revisione della loro linea. La posizione di maggiore difficoltà è quella dell'elettrauto. Per questa è stato previsto un apposito corso teorico pratico da effeauarsi durante l'orario di lavoro e della durata complessiva di 16 ore, le nozioni da apprendere saranno

Nozioni da patente di guida di tipo « C » Simulazioni di guasti e di interventi su vetture e preparati.. La durata dell'addestramento è i 15 mesi. Durante i primil2 mesi l'addestramento è di tipo verticale, si svolge cioè lun• go le posizioni della linea. Il tempo passato su altre stazioni è preventivato per un massimo di 7 - 8 - 12 settimane a seconda delle stazioni d appartenenza e del conseguente tempo necessario per l'app rendimento. Gli ultimi 3 mesi, che saranno anche di verifica, avrà luogo una parziale rotazione « orizzontale » ciò per permetter( agli operai che hanno sempre lavorato su un solo tipo di vettura di conoscere anche gli altri tipi. Tutta l'operazione avverrà sotto lo stretto controllo del Comitato qualifiche e dei lavoratori interessati, che dovrannl verificare che tutto si svolga come previso dall'intesa. I lavoratori che acquisiranno il 4. livello saranno complessivamente 285 (su tutte le aree).

COSI' E' FATTO L'ASINO « Se vuoi le mie scuse, bene. Altrimenti, ti dò un pugno sul muso «. Questa non è una battua raccolta sul ciglio di una strada tra ragazzini, ma, purtroppo, pronunciata. in reparto, da un responsabile, serio, e a parer della Direzione, Istruito dirigente.

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diritti dei lavoratori

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a cura di Amos Andreoni

Prova Il divieto della proroga del termine del periodo di prova, sancito per legge, secondo la Cassazione (n. 2842 del 29 giugno 1977) riguarderebbe il solo prolungamento del rapporto di lavoro alle medesime condizioni in cui si trovava durante la prova; quindi, per il nostro massimo organo di giustizia, il padrone ben potrebbe far succedere al periodo di prova un rapporto di lavoro • diversamente strutturato », cioè con contenuti di lavoro diversi da quelli precedenti, ed applicare al nuovo rapporto un regime diverso, magari sprovvisto dei requisiti di stabilità ed anche eventualmetite a tempo determinato. Sebbene la sentenza in questione non ne parli, questa possibilità non può tradursi in un comportamento padronale illecito o fraudolento, cioè volto ad utilizzare strumentalmente il periodo di prova solo per eludere le norme a tutela dei lavoratori. Così se è vero che l'attribuzione di mansioni diverse da quelle originariamente stabilite nel patto di prova implica una valutazione negati va del periodo di prova, questa valutazione può essere annullata dal giudice anche d'ufficio quando sia determinata esclusivamente da motivi illeciti (così hanno deciso vari pretori, anche se con riferimento a casi diversi: v. Pret. Pisa, 6 novembre 1975 in Riv. Giur. Lav, 1975, Il, 1098; Pret. Napoli, 3 dicembre 1976, in Foro It., 1977, I, 1317). Questi motivi illeciti sussistono in tutti i casi in cui la mancata prosecuzione del rapporto di lavoro sia dovuta a ragioni estranee alla richiesta verifica della capacità professionale del lavoratore (ad es. per ragioni politiche

di intermediazione di manodopera nella parte in cui prevede (art. 3) la responsabilità congiunta dell'impresa appaltatrice e di quella appaltante per tutti i casi di esazione, istallazione e lettura di contatori, manutenzione di reti di distribuzione e di trasporto, allacciamenti, costruzione di colonne montanti, impianti di apparecchi, reti a bassa tensione e attività similari. (Cass. Sez. Lav., 11 luglio 1977, n. 3114).

e sindacali, di sesso, di nazionalità, di possesso di titoli di studio superiori a quelli richiesti). Queste ragioni possono desumersi poi, ad esempio, quando davanti al giudice del lavoro il padf or,e rifiuti di dare una adeguata spiegazione del suo comportamento verso il lavoratore, ovvero possono ricavarsi da comportamenti oggettivi come quello per cui, interrotto il periodo di prova per determinate mansioni, íl datare di lavoro attribuisce al lavoratore nel nuovo periodo delle mansioni più elevate. Discorso diverso ovviamente dovrà farsi in tutte le ipotesi in cui, assunto un lavoratore per una certa qualifica, l'esito negativo della prova induca il datore di lavoro ad attribuire al lavoratore un'altra qualifica, inferiore alla, prima, onde valutare se in questa nuova collocazione sia possibile mantenerlo alle proprie dipendenze. In tutti i casi in cui il sindacato (ed eventualmente il giudice) accerti la giustificatezza di queste motivazioni la sentenza della Cassazione potrà dunque fornire il giusto criterio di interpretazione delle norme di legge in materia di fine del periodo di prova.

Fallimento Occorre ricordare che, per buona parte della giurisprudenza, la dichiarazione di fallimento di un'azienda non produce automaticamente i! licenziambento dei dipendenti. Tale possibilità può ricorrere solo per effetto delle conseguenze aziendali del fallimento (es. smembramento dell'aziend3): sono quindi illegittimi i licenziamenti operati dal curatore fallimentare finché il complesso aziendale è ancora integro e sussiste la probabilità che esso rimanga tale( v. per un inquadramento del problema in quello più generale delle insolvenze padronali e per i relativi riferimenti alle sentenze e alle norme di legge I diritti dei lavoratori, 1978, n. 16-17, pag. 1).

Appalto Per la Cassazione l'affidamento in appalto della gestione telefonica da parte della società concessionaria ad un'altra azienda comporta lo obbligo di entrambe di corrispondere ai dipendenti dell'impresa appaltatrice un trattamento minimo retributivo e normativo non inferiore a quello previsto per i lavoratori della società concessionaria. In tal senso va interpretata infatti la legge sul divieto

Pubblico impiego

Diritti acquisiti Per la giurisprudenza il divieto di peggiorare il trattamento economico dei pubblici dipendenti (previsto dall'articolo 227 del Testo Unico della legge comunale e

provinciale) consente di porre a raffronto solo la retribuzione goduta all'atto della nomina alla qualifica superiore a quella precedentemente goduta. Non consente invece una comparazione tra la progressione economica connessa alla nuova qualifica e quella connessa alla precedente. Non è quindi rilevante, almeno da un punto di vista giuridico, il fatto che, nel tempo, il trattamento economico corrispondente alla qualifica superiore risulti inferiore a quello che si sarebbe goduto rimanendo nella precedente. (v. Cons. Stato, Sez. V, 20 gennaio 1978 n. 86; la sentenza afferma inoltre che, l'indennità di funzione, prevista per i dirigenti superiori, i primi dirigenti statali e i segretari comunali generali, deve essere considerata parte integrante della retribuzione al fine di stabilire se sussista una violazione del principio dei diritti acquisiti all'atto del conferimento di una promozione).

Prescrizione E' stato riaffermato il principio per cui l'art. 2948 n. 4 del Codice Civile (che afferma la prescrizione di cinque anni di tutto ciò che debba essere pagato ad anno o in termini più brevi, come gli stipendi e le connesse indennità) si applica anche al rapporto di impiego con enti pubblici diversi dallo Stato (v. Consiglio di Stato, Sez. V, 20 gennaio 1978 n. 79). Per gli statali, come è noto, la legge prevede una prescrizione di due anni. La questione, per le evidenti sperequazione che sussistono, è stata rinviata alla Corte Costituzionale per l'eventuale pronuncia di illegittimità delle relative norme di legge.

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INTERNAZIONALISMO SINDACALE Due questioni sindacali si sono imposte all'opinione pubblica mondiale negli ultimi tempi che riguardano il rapporto tra il Sindacato ed i Governi di alcuni paesi. Nel primo si tratta dello scontro e la successiva repressione avvenuta in Tunisia, il secondo la decisione della amministrazione Carter di sconfiggere i minatori che richiedono libertà sindacali e miglioramenti salariali. Per ciò che riguarda la Tunisia il Sindacato che aveva contratto un patto sociale con 1977, in il Governo, nel gennaio seguito all'aggravarsi della crisi economica ha dovuto rifiutare il patto sociale stesso ed inizire una lotta per migliorare le condizioni di vita dei lavoratori. Questa lotta sfociava poi in uno sciopero Generale che il Governo non voleva permettere ed agiva con la mano pesante della repressione, il ritra i ma46 morti sultato era di nifestanti, secondo fonti del Governo, 150.200 secondo i Sindacati. La repressione delle lotte dei lavoratori si è avuta anche negli Stati Uniti d'America con la decisiene del presidente Carter di applicare la legge Taft-Hartlev nei confronti dei 165.000 minatori del Sindacato ner 93 giorni minatori in lotta da miglioramenti economici, ambien-

il tali. I lavoratori in sciopero per rinnovo contrattuale si sono viste accolte le loro richieste salariali, ma nel contempo si sono ritrovati nell'ipotesi di accordo una clausola CHE PREVEDE LA PUNIZIONE PER I SINDACALISTI CHE ORGANIZZANO SCIOPERI LOCALI. Questo voleva dire per i lavoratori delle miniere rinunciare al giusto sciopero locale (una specie di contrattazione aziendale) e per questi motivi hanno rifiutato l'accordo ed hanno deciso di continuare la lotdi ta per salvaguardare il diritto sciopero. Di fronte alla presa di posizione dei lavoratori Carter ha deciso di applicare una legge illiberale che obbliga i lavoratori a tornare al lavoro con il medesimo contratto. Questa decisione di Carter è stata presa probabilmente in seguito alla perdita di prestigio riscontrata nei confronti degli industriali e su pressione della narm reazionaria e conservatrice dell'opinione pubblica. Ma la lotta dei minatori americani è continuata per altri 16 giorni ed è riu scita a battere in parte ia politica di Carter e deali industriali, ottenendo punvi miglioramenti nei confronti delle prime due proposte di accordo resninte dai lavoratori. La pìù grande vittoria è comun-

que la sconfitta del tentativo padronale di poter licenizare gli organizzatori degli scioperi locali. di auQuesto permetterà anche mentare la sindacalizzazione dei lavoratori, che negli ultimi anni era diminuita. La situazione americana e quella tunisina sembrano lontane da noi sono emblematiche dello scontro in atto in tutto il mondo in seguito alla modifica dei rapporti economici avvenuti dopo la « guerra del petrolio » che ha spostato quelli ricchezze dai paesi ricchi a poveri, ma proprietari delle pif materie prime.

Oggi la crisi è mondiale ed il suo costo non è stabilito chi lo debba pagare: il capitalismo monopolistico americano, la nuova borghesia tunisina, come il capitalismo italiano, tendono a far pagare questi costi alla classe ope- st raia, per uscire dalla crisi più forti e con la classe operaia battuta. si Per questo che la lotta dei lavoratori tunisini, dei minatori statti- ci nitensi. dei boscaioli svedesi e dí si tL tanti altri lavoratori è la nostra P stessa lotta, per battere il padron, ne che non ha la stessa faccia ma cl che ha ali stessi metodi e gli stehe, si interessi. p

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Questo giornale è odiato dalla Direzione Autobianchi !! Lavoratrici, lavoratori d sosteniamolo con . il nostro entusiasmo e con il nostro contributo BACHECHE ELASTICHE

Il C.d.F. fa richiesta alla Direzione Autobianchi — in seguito a furti di manifesti — di applicare in vece delle attuali bacheche elastiche per permettere ai lavoratori di affiggere anche il manifesto: !t Dirigenti e funzionari tutti colpevoli e condannati per le schedature Fiat «.

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