BOLLETTINO DEL COMITATO DI COORDINAMENTO DELLE SEZIONI
SINDACALI AZIENDALI FIOM-CGII delle Ano- FALCK
no 4 dicembre 1965
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SINDACALI AZIENDALI FIOM-CGII delle Ano- FALCK
no 4 dicembre 1965
Il 20 dicembre scorso ha avuto luogo il primo incontro fra Confindustria e Sindacati in merito al rinnovo del Contratto di Lavoro scaduto il 30 ottobre scorso.
La Confindustria non ha voluto entrare nel merito delle richie ste presentate dai Sindacati facendo/ come ristaltcy del comunicato unitario, delle assurde pregiudiziali.
Dietro queste pretese della Confindustria si nasconde la chiara volontà del padronato di mettere in atto una serie manovre tendenti a rinviarel nel tempo/coerenti trattative al fine, di fatto, di negare il rinnovo del Contratto di Lavoro.
I Sindacati hanno presentato degli obiettivi comuni i cui punti fondamentali sono:
La contrattazione integrativa dei diversi aspetti del rapporto di lavoro: cottimi, premi, qualifica, ambiente di lavoro, nocività, orario, ecc.
L'estensione dei diritti Sindacali;
La parificazione del trattamento operai-impiegati, in ordine alle qualifiche, al trattamento di malattia , infortunio, scatti, ecc.
Ulteriore effettiva riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario con la settimana corta;
continua in 2 0
1 A TUTTI I LAVORATORI E ALLE LORO FAMIGLIE e
sia il 1966 itn anno di pace e di
nuove conquiste sindacali.
ROMA. 23. — Le organizzazioni nazionali della FIOMCGIL, FIM-CISL e UILMUIL hanno confrontato i loro rispettivi punti di vista sul primo incontro avvenuto in sede confindustriale per il rinnovo del contratto di lavoro dei metalmeccanici, pervenendo alle seguenti conclusioni:
Il tentativo della controparte di impedire una discussione sul piano normativo e dei diritti sindacali in relazione alle trattative interconfederali in corso non può che essere respinto dai sindacati, data l'autonomia contrattuale della categoria e le posizioni ribadite al riguardo, dalla stesse Confederazione dei lavoratori;
Per quanto riguarda il proposto esame della situazione economica, questo non può che avvenire in stretta connessione ai problemi proposti dalla piattaforma rivendicativa e perciò in connessione alle trattative sindacali vere e proprie che devono avere sollecito inizio.
Concludendo il loro esame della situazione determinatasi. le tre confederazioni hanno convenuto che in queste condizioni spetta alla controparte precisare la propria volontà circa t'avvio concreto al dialogo contrattuale, senza pregiudiziali di sorta.
Diversamente esse non potrebbero assecondare posizioni che coprissero mari intenti dilatori e una sostanziale volontà negativa e sarebbero costrette a trarne le necessarie conseguenze sindacali.
Ognuno di noi ha ricevuto a casa l'ultimo numero de "La Ferriera" che dedica integralmente le sue 18 pagine alla recente visita del Presidente della Repubblica alla Falck di Sesto.
In essa è minuziosamente descritto
il percorso fatto attraverso i reparti, l'asilo, il centro sociale , ecc. Riporta integralmente il discorso fatto dall'Ing.
Giovanni Falck, non riporta il saluto della città portato dal Sindaco di Sesto S. Giovanni Giuseppe Carrà e per quanto si riferisce al breve discorso fatto dall'On. Saragat si limita a pubblicare alcune frasi di ringraziamento.
Ci sembra strano che in 18 pagine non si sia trovato lo spazio per pubblicare integralmente anche questi due brevi discorsi di saluto che però avevano dei precisi riferimenti alle condizioni dei lavoratori.
Questo fatto sta nuovamente a dimostrare, se ve n'era ancora bisogno, che per il Bollettino gratuito di Falck la demDcrazia rimane fuori dalle porte della fabbrica anche quando vi entra il Presidente della Repubblica.
L a modifica delle tabelle salariali intesa come sostanziale miglioramento delle retribu zioni inoltre particolari richieste per i giovani e gli impiegati.
Il 18 gennaio avrà luogo un nuovo incontro fra Sindacati e Confindustria. In tale occasione non si potranno permettere ulteriori dilazioni. La Confindustria deve dare delle precise e concrete risposte su tutti i punti della piattaforma rivendicativa.
Perchè ciò avvenga è necessario sin d'ora far sentire la nostra pressione e decisione nell'impedire ulteriori manovre e rinvii.
Il 18 gennaio, o si hanno concrete trattative oppure è necessario iniziare immediatamente la lotta unitaria.
per anni e anni gli industriali, e tutti i capitalisti italiani hanno accumulato enormi profitti pagando poco più che salari di fame, senza preoccuparsi di effettuare, che in maniera limitata, i necessari rammodernamenti delle aziende, senza preoccuparsi di dare avvio ad un reale sviluppo tecnologico che portasse ad un aumento della produttività non fondato sull'intensificazione del lavoro.
Anzi, hanno impostato il loro sviluppo sullo aggravamento di tutti gli squilibri sociali ed economici della nazione, causando un costante aumento dei prezzi che ha colpito soprattutto le classi meno abbienti.
Quando i lavoratori hanno cominciato a contestare, con le grandi lotte del '63, una distribuzione del reddito del tutto inadeguata alle loro esigenze, e insieme il meccanismo stesso sul quale era stato fondato lo sviluppo del capitalismo italiano, si è verificata la furibonda reazione del padronato nostrano, soprattutto del grande padronato, che non voleva mettere in discussione le proprie scelte.
Si sono avute nel 1964 e nel 1965 le ondate di licenziamenti che hanno portato ad una forte riduzione dell'occupazione, le riduzioni degli orari di lavoro e dei salari di fatto, che, insieme al continuo forte aumento del costo della vita — solo in parte recuperato dal meccanismo della scala mobile — hanno notevolmente ridotto il potere d'acquisto delle grandi masse dei lavoratori. La classe dirigente capitalistica, soprattutto quella dei grandi monopoli, usa tutti gli innumerevoli mezzi di propaganda a sua disposizione, per far ricadere le responsabilità di questa situazione sulla classe operaia e sui sindacati.
Ma le responsabilità banno ben diverse origini e proprio in questi ultimi. mesi se n'è avuta, seppure ce n'era bisogno, una ultima prova.
Ai lavoratori viene detto non chiedete au-
menti salariali, potranno aumentare i profitti; i prezzi rimarranno stabili, e aumenteranno quindi gli investimenti e di conseguenza aumenterà l'occupazione; viceversa, se vorrete far aumentare i salari salterà tutta la nostra economia e per voi sarà la rovina.
Intanto, nel 1964 e nel 1965 i salari son rimasti fermi o sono addirittura diminuiti in valore reale, i profitti sono enormemente aumentati (soprattutto per l'aumento della produttività dovuto all'aumento dell'intensità del lavoro), ma gli investimenti sono ancora diminuiti (solo le grandi aziende monopolistiche hanno aumentato i loro investimenti approfittando della situazione), ma è ancora diminuita l'occupazione. La realtà è che gli aumenti salariali sono uno stimolo fondamentale per un sano sviluppo dell'economia. Quando si fermano i salari è l'intera società che si arresta ed è il solo potere capitalistico che avanza.
Attualmente è in corso una grande battaglia: da una parte c'è la grande borghesia capitalistica che vuole vedere immutati, o addirittura aumentare, i propri privilegi e il proprio potere di decisione, dall'altra, ci sono le grandi masse dei lavoratori che premono per la realizzazione di un tipo di sviluppo costante che si risolva in vantaggio per tutta la collettività e non solo di ristretti ceti sociali. Un tipo di sviluppo in cui i lavoratori siano i protagonisti e non solo i mal ricompensati esecutori.
L'azione sindacale per gli aumenti salariali, contro la politica dei redditi, sono un elemento fondamentale di tale scontro e delle stesse lotte per l'aumento dell'occupazione.
Di qui tutta l'importanza delle grandi battaglie in corso per i rinnovi contrattuali in cui si deciderà non solo delle future condizioni di milioni di lavoratori italiani, ma anche del carattere che dovrà assumere lo sviluppo economico e sociale dell'intiero paese.
INCENTIVO ACCA 1_'.e1Y"F:
Nelle scorse settimane i sindacati unitariamente hanno denunciato il grave com portamento della direzione in merito all'incentivo dell'Acciaieria Unione.
Infatti dopo che per anni i lavoratori, la C. I. e i Sindacati avevano rivendicato la revisione dell'incentivo, prima delle ferie iniziavano delle trattative fra la CI dell'Unione e ra. Direzione. Dopo alcune riunioni veniva adottata una formula incentivante quasi uguale a quella richiesta dalla C. I. in accordo con i Sindacati.
Quando si trattò di definire l'ultima parte - e non meno importante - del problema e cioè i lavoratori interessati ed i valori economici generali e delle singole piazze di lavoro, non solo non ha voluto accogliere le proposte dei Sindacati, ma ha applicato unilateralmente il nuovo incentivo.
Come dice un ve,chio detto "il lupo perde il pelo ma non il vizio". La conseguenza è che vari lavoratori sono esclusi dall'incentivo, i valori sono troppo bassi e vi sono troppe sperequazioni fra le diverse piazze di lavoro, oltre al fatto che si devono porre i lavoratori in condizione di
controllare giornalmente la quantità di acciaio prodotto, il numero ed il tipo di forni in marcia.
I sindacati unitamente alla C. I. hanno elaborato una nuova precisa tabella dei valori economici da sottoporre alla Direzione. Queste nuove proposte possono essere accolte dalla Direzione.
Qualora ciò non avvenisse non resta altra via che quella della lotta.
Come tutti sanno per i lavoratori dell'ACCI Unione esiste un incentivo che dà ad ogni operaio in base al tonnellaggio prodotto mensilmente, sulla base di un congegno.
Anche se le Organizzazioni sindacali hanno fatto obiezioni a proposte di modifica alla scala valori in quanto vi sono dei dislivelli troppo alti tra le singole piazze di lavoro, non v'è dubbio che tale congegno debba essere contrattato anche
all'ACCI del Concordia e per i forni del Vulcano. Ragioni tecniche che possano impedire ciò non ne esi stono e quindi un ritardo in tal senso non ha altro significato che voler punire i lavoratori di questi stabilimenti.
Le C. I. di questi due stabilimenti è da mesi che richiedono di discuterle senza risultato.
Certo è che se le cose continueranno cosi non potrà\-bastare la sollecitazione e la denuncia ma sarà necessaria l'azione.
La Direzione è da mesi che preme sui lavoratori dell'ACCI perchè firmino un modulo predisposto da essa nel quale il lavoratore fanno figurare che richiede per bisogni familiari che gli venga pagata la riduzione d'orario non goduta. Stratagemmi che siamo abituati a registrare anche su altri problemi.
Una cosa è certa: che questa non è la strada per risolvere il problema. uggi questi lavoratori sono sempre pin sottoposti a ritmi veloci ed hanno sempre più assoluto bisogno di riposo. Ecco perchè occorre istituire la quarta squadra come del resto si è già fatto all'Unio ne, al Vulcano e a Novate Mezzola. Certo ciò implica assumere personale che del resto non manca sul mercato del lavoro.
Quindi uniti dobbiamo imporre l'assunzione dei lavoratori necessari all'istituzione della quarta squadra, in modo da poter godere del meritato riposo settimanale e salvaguardare la nostra integrità fisica.
Cara Colata, in questi giorni due facce di italiani sono alla ribalta : la prima noi lavoratori i quali si sono visti trattenere sulla tredicesima il 9, 20% di Ricchezza mobile (decine di miliardi) che nell'Italia del '65 indica ancora una insensibilità per non scrivere le irripetibili frasi che ci siamo sentiti in "Ferriera" in questi giorni.
Da anni si ripete questa vergogna.
In questi anni abbiamo letto sui giornali che con decreti legge si sono diminuiti i contributi che pagavano i padroni.
E' mai possibile che non vi possa essere un decreto o una legge che elevi la franchigia a 80-100.000 lire al mese che è meno del minimo vitale quindi anche il massimale annuo?
Noi pensiamo di sì! Sarebbe anche facile recuperare queste cifre con un pò più di energia verso i" grandi italiani" che in questi giorni sono sulla cronaca dei giornali per le grandi evasioni fiscali.
E' mai possibile che si metta in gaiera per molti mesi un ragazzo perche ha rubato sette mele, mentre chi ruba miliardi al fisco continua a circolare DD eramente ?
(lettera firmata) a 4~11» a
Il disegno di legge approvato nei giorni scorsi che proroga il blocco dei fitti fino al 30 giugno 1966, costituisce un grosso successo della lotta condotta dai lavorato- i ri nei mesi e nelle settimane scorse con- i tro la massiccia pressione delle grandi I immobiliari e degli speculatori edilizi, che chiédevano l'immediatm 'Tocco dei fit1 ti. 4
'igude4Il direttore: c Poiché è venuto il momento di proporvi per un aumento di stipendio ho deciso di licenziarvi s (da Paris Match)
Si tratta però ora di continuare la lotta e i di arrivare ad imporre una nuova legisla- • ;ione sui fitti basata sull'EQUO CANO., in modo da evitare uno sblocco indiscrinl-' nato che darebbe piena libertà d'azione ai pirati dell'edilizia.
se e e e e •••••
Alcuni mesi fa, per l'ennesima volta, le C. I. degli stabilimenti Falck hanno chiesto alla Direzione generale un incontro per discutere una regolamentazione interna valida per gli stabilimenti sociali, allo scopo di chiarire la anacronistica situazione in cui si trovano a svolgere i loro compiti le Commissioni Interne.
La regolamentazione che i Sindacati e le C. I. chiedono, non è un atto di sovvertimento della organizzazione produttiva, nè amministrativa dell'azienda. Quanto. rivendicano è soltanto il minimo indispensabile affinchè i componenti di questi organismi possano svolgere il loro dovere e mandato, che i lavoratori loro affidano quando li eleggono.
Purtroppo abbiamo dovuto riscontrare ancora una volta la massima indifferenza e incomprensione da parte della direzione generale su tale istituto.
I compiti e i dove‘, prescritti dall'accordo interconfederale sulle C. I. sono ampi e debbono essere riconosciuti e rispettati, se non si vuole che si pregiudichi lo spirito di collaborazione, la reciproca comprensione ed il regolare svolgimento dell'attività produttiva. Così come è scritto nella premessa dell'art. 2 del regolamento sui compiti delle C. I.
Alla Falck da molti anni queste cose non sono rispettate, la funzionalità di tale organismo è parzialmente libera I membri delle C. I. non possono svolgere come di dovere il loro mandato, essendo a loro negata ogni possibilità di movimento.
Urge Sig. Bermone, indipendentemente dall'interpretazione che si vuole dare all'accordo sulle C. I. in vigore oggi, o di quella che potrà essere domani, una regolamentazione aziendale in materia; che tenga conto delle dimensioni degli stabilimenti, dei vari turni di lavoro.
La C. I. deve poter prendere contatto con i lavoratori, parlare agli stessi, fare le riunioni, avere alcune ore a disposizione per sentire i lavoratori, ecc.
Insistere nel negare queste cose elementari, vuol dire dimostrare che la
Falck è in un territo rio fuori della Repubblica Italiana.
Un esempio lo abbiamo avuto in occasione della visita del Presidente della Repubblica alla Falck, dove contrariamente a quanto è avvenuto alla Ignis e all'Alfa Romeo - come tutti hanno potuto vedere alla TV - non si è data la possibilità alla C. I. di portare il saluto dei lavoratori.
La Direzione temeva forse che esprimesse quali sono le condizioni dei lavoratori in fabbrica?
Queste sono le cose che vogliono i lavoratori e che bisogna fare presto Sig. Bermone.
...._ .. 2nsgr 12 p p2 di operai
I Il 15 dicembre, presso.la Confindustria I sono proseguite le trattative fra i sindaca i i ti e la Confindustria e l'Intersind per il t I rinnovo dell'accordo Interconfederale 8 I maggio 1953 che regola la costituzione, ' I compiti e il funzionamento della Commis- i I sione Interna. i
Mentre è stato raggiunto un accordo sulla durata biennale invece che annuale della Commissione interna, la Confindustria e l'Intersind continuano a mantenere una posizione intransigente sulla rappresentanza contrattuale in azienda e sui compiti e le funz ioni della Commissione Interna che pretendono di peggiorare.
Le trattative proseguiranno il 14 gennaio
Ricordiamo a tutti i lavoratori che da mesi le sezioni sindacali aziendali FIOM della Falck hanno aperto una pripria sede in Via G. E. Falck, 72 nelle immediate vicinanze dello stabilimento Unione.
Quindi i lavoratori protranno rivolgersi per informazioni sindacali ecc, inoltre tutti i martedi dalle 13 alle 15 e dalle 17 alle 19 effettua la sua permanenza un funzionario del Sindacato.
P er un individuo che abbia frequentato l'Università e si sia laureato dovrebbe essere normale avere acquisito i più ele mentari principi dell'educazione nei conifronti del prossimo sopratutto se si tratta di propri subordinati.
Dobbiamo dire in questo caso che il " nostro " fà eccezione.
Infatti gli operai che sono alle sue dipendenze li chiama " Bufali " e come tali li tratta. In proposito vi è il caso di un operaio padre di 5 figli il quale rientrato da un periodo di malattia/viene spostato ad un altro lavoro con relativa diminuzio ne di paga. Al reclamo, di questo lavor;.-tore/ si risponde indicandogli la portineria e basta una replica per farlo licenzia re - salvo poi7con tutta la che distingue certi dirigenti - offrirgli la liquidazione se firma le dimissioni.
Questi atti non hanno certo bisognb'di com menti, se non quello che simili individui non sono degni di vivere in una società civile e tantomeno dirigere dei lavoratori, tuttalpiù sono tollerabili come mandriani di " Bufali ".
Dopo gli incontri avvenuti fra C. I. e Direzione in merito al CIAD ed in seguito alla nomina - da parte dei sindacatidei nuovi membri del Consiglio di Amministrazione (parte lavoratori), una commissione sindacale di studio ha elaborato la bozza di un nuovo statuto e regolamento da proporre alla Direzione della FA LCK.
Nelle proposte elaborate dai Sindacati si prevede il miglioramento di una serie di tipi di assistenza che il CIAD dovrebbe erogare ai lavoratori.
Tutti ricordano, anche perchè è stato inaugurata dal Presidente della Repubblica qualche anno fa, il complesso ACCIConcordia.
In questi giorni la nebbia ha invaso il capannone che non è chiuso ai latti paralizzando l'attività, ma quel che è più grave, mettendo in pericolo l'ineolumità dei lavoratori.
Non vorremmo trarre la conclusione che "l'antica nebbia brianzola" abbia la capacità di bloccare e mettere in pericold'uno dei più moderni impianti del genere esistenti oggi nel mondo`! (La Ferriera)
Vi era tempo, neppure tanto lontano, sicché i più vecchi possono ancora ricordarlo, in cui, per í lavoratori, non vi erano diritti. II padrone fissava la Ellerced-, la luce dei sole, l'orario di lan oro. Dopo una vita grama, una morte senza significato. Non un uomo, ma solo un'ombra, accoglieva la nuda terra.
Poi, gli sfruttati cominciarono a riconoscersi, a stringersi la mano nella mano. Nacquero le prime leghe.
Ai soffio degli oppressi, le scintille divamparono in fiamma. E, passo a passo, avanzando per strade impervie, sorsero le Federazioni di categoria e le Camere del Lavoro, finché, 60 anni fa, nel 1906. si cos‘itui. a Milano, la Comederazione Generale del Lavoro. Da quel momento, i padroni avevano ia potenza del danaro e gli operai una grande arma: l'organizzazione. Con quel1arma, finalmente, si poteva combattere e vincere.
Da allora, si è lavorato e si è canunMato. i lavoratori, Ormai, non sono più una folla dispersa, assetliata da uo mondo ostile, ma una forza di nomini che avanza a tw'al alln, consapevole dei suoi diritta e della sua funzione; che p; oe.eoendo fa progredire tutta la società nazionale suna via deli4 libertà e della giustizia.
Sona ?Usati. 5-0 anni: tiranni e invasori sono crollati ma non è stat* ..rntnainr.ta la bandiera della ciaazie lavoratnce. Da 60 anni, la 07.771,, è la più forte.
Anche oggi il padrone attacca. Sulle essa dei più deboli, vuole accrescere le sue fortune e il suo potere. Resping? un programma di sviluppo economico e sociale. Pretende che i soldi del contribuente servano solo a rendere efficiente la sua azienda per assicurargli il massimo profitto, anche a costo di disgregare interi settori produttivi e vasti territori. Sulla sua strada non vuole ostacoli. Sa che il suo grande avversario è nella fabbrica e lì concentra il fuoco. Tenta di offuscare i suoi diritti democratici, di soffocare la sua libera e autonoma espressione: il sindacato di classe. Vuole lavoratori divisi e addomesticati; non uomini, ma servi. Potranno così essere spremuti e buttati via con vantaggio dei' ricavi azienda Ii e col solo danno dei loro figli e del Paese.
Per uscire fuori dalla crisi, per il progresso, la civiltà, la libertà, bisogna contrattaccare. La risposta bisogna darla insieme. Ieri come oggi la CGIL è la tua grande forra. Nel sindacato, col sindacato. la spinta possiamo e dobbiamo darla noi: ADESSO. I
COL SINDACATO UNITARIO FIOM-CGIL PER UNA NUOVA AVANZATA CONTRATTUALE
RICORDATI!
-uniti si vince, ma uniti si è nel sindacato
Alla Confindustria si rispon= de con la lotta e con la tesse ra del sindacato unitario e di classe.
Fai più forte l'unità fra i sin= dacati e i lavorat ori iscriven doti alla FIOM -CGIL.
Si è forti solo se si è organiza zati.
Si vince solo se si è uniti e organizzati.
Per questo chiediamo ad ogni iscritto di rinnovare subito la bes sera e di im pegnarsi a fare almeno un altro nuovo iscritto alla
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