AVANGUARDIA PROLETARI Aprile 1949 - l'Allo dal Comitato di Fabbrica del Partito Comunista Italiano Officine " E. Bianchi „ Milano - Bollettino N. 5
Non faremo la guerra I lavoratori della « Bianchi » hanno reagito con manifestazioni e scioperi al tentativo del governo di legarci al patto atlantico. Diciamo « tentativo » perchè, per noi, la firma di Sforza non ci impegna. e, come lavoratori coscienti, come popolo italiano respingiamo ogni atto contrario ai nostri interessi e per il quale non siamo stati consultati. Per quanto queste proteste possono essere sembrate inutili dato che la maggioranza governativa avrebbe agito egualmente e in dispregio alla volontà popolare; ma invece esse sono state via via che si estenderanno saranno serviranno ad organizzare in solo blocco le coscienze libere dei cittadini amanti della pace — non sono utili ma necessarie e determinanti. Si è visto ancora che cosa vale la volontà di un popolo di fronte alla politica canagliesca di pochi elementi venduti allo straniero! Questa volta non avranno la nostra pelle! Hanno usato tutte le armi più sottili per condurci di fronte al fatto compiuto, ma tutto ciò non basta perchè possano cantar vittoria. Se molti si erano illusi sulla politica del governo — benchè i comunisti non avessero mai cessato la loro opera di
Tutti pei la pace Il 20 aprile si aprirà a Parigi il Congresso mondiale dei Partigiani della Pace. Esso ha lo scopo di unire tutte le forze che sono decise a salvaguardare la pace sbarrando la strada agli imperialisti aggressori e fautori di guerra. Le delegazioni che rappresenteranno tutte le associazioni democratiche e le organizzazioni di massa esprimeranno la ferma volontà dei più ampi strati popolari che vogliono impedire nuove stragi ed intendono salvare la gioventù dal massacro dalla vergogna di diventare mercenari dello straniero. Nel frattempo sorgono ovunque « Comitati per la difesa della Pace » ai quali invitiamo ad aderire tutti i lavoratori onesti e coscienti. Tutto questo fervore di opere, di attività, di iniziative deve essere popolarizzato ed incrementato. Gli sforzi di tutti per salvare la pace faranno indietreggiare le forze della guerra e faranno desistere i guerrafondai dai loro propositi criminali. Tutti uniti per la pace! Solo così la terza guerra mondiale non ci sarà!
denuncia e di smascheramento — essi hanno avuto ora un brusco risveglio. Si è cominciato col piano Marshall, piano strettamente economico — dicevano i clericali rossi e neri del goverrio, — ma poi fu chiaro che era un piano politico, e l'esclusione dei socialcomunisti dal governo ne fu una prova. Si passò poi dalla « politica di neutralità » alla « adesione di massima », e dagli « impegni difensivi » alla firma del pattp di guerra. Ma non basta il risveglio, è necessaria l'azione. Niente quindi sofisticazioni sulla utilità o meno della nostra battaglia; noi abbiamo tutte zi possibilità di mandare a carte quarantotto la politica criminale del governo, noi abbiamo lo stretto dovere e
l'assoluto bisogno di vincere questa lotta per la salvezza del nostro Paese. Se non assolveremo questo imperativo categorico saremo noi stessi a farne le spese: come lavoratori, perchè è con la pelle dei lavoratori che si fanno le guerre, come classe perchè la nostra unità e le nostre organizzazioni saranno distrutte, come cittadini perchè diventeremo un numero e saremo strappati dalle nostre famiglie. Nessuno può sottrarsi a questa grave responsabilità. Guai a noi se — di fronte ai nostri figli dovessimo un giorno vergognarci per non avere fatto tutto quanto era possibile per salvare la loro vita e il loro avvenire! •••••41~4~~~4~~~
Orientamento
ai compagni
E' innegabile che la Confindustria. sta sviluppando la sua offensiva per smantellare le industrie — come mezzo, — per poi sconfiggere la classe lavoratrice — come fine. — Ne è l'esempio la SAFAR, Caproni (che resistono in durissime condizioni) e altre fabbriche che in questi giorni si sono aggiunte (Isotta Fraschini, Breda, Motomeccanica, Alfa Romeo, ecc.). Questo non solo a Milano, ma in ogni luogo ove esistono attività industriali come a Modena, Parma, Padova, Napoli, Genova, ecc. ecc.
dittatura borghese preludono naturalmente alla guerra, come insegna il passato, lo stesso studio delle leggi sullo sviluppo del capitalismo e l'esperienza attuale del patto atlantico. Il quale, è bene tenerlo presente, non è che una forma della lotta di classe.
L'AZIONE DELLA BORGHESIA E' evidente che tutta la classe operaia italiana viene attaccata simultaneamente per piegarla e distruggerla come tale, ed è chiaro l'attacco al partito Comunista che è l'avanguardia organizzata e cosciente della classe operaia stessa. Gli obiettivi' da raggiungere dalla Confindustria sono due. Primo: eliminare gli organismi (C. I.. C .d. G. e i partiti avanzati) che difendono i diritti e il pane dei lavoratori. Secondo: spadroneggiare ed avere mano libera di sfruttare a piacimento come nel tempo del regime fascista. Queste intenzioni di riportarci ad una
Non c'è bomba atomica che possa vincere la forza del popoli quando essi si uniscono per la pace
LA NOSTRA AZIONE Di fronte a questa situazione i comunisti devono essere alla 'testa dellg messe nella lotta per la difesa,. del loro lavoro e della pace. Quindi, in primo luogo, sforzarsi ad elevare il proprio livello ideologico per non cadere vittime della propaganda borghese, per avere una esatta visione della realtà e una convinzione radicata e cosciente sugli scopi della loro azione. Lettura quotidiana dell'« Unità » e partecipazione alla vita del Partito. In secondo luogo ogni cellula di reparto deve avere un comitato efficiente che raccolga le simpatie di tutti gli operai, tale Che possa realizzare rapidamente le direttive che il Partito, mediante le sue istanze (Sezione e Comitato di fabbrica) le impartisce. I compagni devono avere fiducia nella classe operaia, la quale è sana e non tradisce chi fa il suo interesse; i comunisti devono sentirsi la responsabilità del compito ,di guida che spetta loro che è pure un onore ed un impegno. Dalla nostra parte stà la ragione e il diritto, cioè la forza morale della nostra lotta. Abbiamo però anche i mezzi mate-