quartiere e politica PERIODICO DEI QUARTIERI ISOLA-FONTANA-ISTRIA-GRECO-PONTE SEVESO
Al termine della legislatura bilancio fallimentare del centro-sinistra a Palazzo Marino
Nuovi rapporti politici per risolvere i gravi problemi di Milano Abbiamo chiesto al compagno Goffredo Andreini, capogruppo del PCI a Palazzo Marino, un giudizio sui principali problemi aperti dinanzi al Consiglio comunale al termine della legislatura. L'attuale legislatura volge ormai al termine. Il bilancio dell'attività svolta dal 1970 ad oggi dalla maggioranza di centro-sinistra a Palazzo Marino è particolarmente deludente. Le poche delibere con un contenuto rinnovatore sono state prese dal Consiglio comunale con il voto determinante del gruppo consiliare comunista il quale, così operando, ha evitato la totale paralisi dell'attività comunale a causa delle lacerazioni provocate all'interno della maggioranza dalla destra democristiana. Ciò è avvenuto in relazione alle decisioni intorno ai seguenti problemi: la definizione dei nuovi poteri da assegnare con l'approvazione del
nuovo regolamento ai Consigli Zona; l'assunzione di mutui per 65 miliardi da destinare al piano di sviluppo dell'edilizia scolastica; l'approvazione delle iniziative per l'ampliamento ed il potenziamento della rete del pubblico trasporto in superficie con la trasformazione, in particolare, della linea filoviaria 90/91 in linea metropolitana, solo in parte attuata con gli atti amministrativi successivi; la votazione di delibere in materia urbanistica che hanno rappresentato un timido ma, comunque, significativo tentativo di inversione di tendenza rispetto alle linee di sviluppo della città seguite nel passato. Mi riferisco alla nuove norme di salvaguardia del territorio e ad alcune varianti al PRG relative ad alcuni quartieri della città investiti da ampi ed estesi movimenti unitari contro la speculazione edilizia, quali il Gallaratese, il Garibaldi, ecc. ecc. In coerenza con la linea di opposizione ferma ma costruttiva al governo di centro-sinistra, noi comunisti abbiamo chiesto che i pochi mesi che ci dividono dalle elezioni della primavera 1975 siano impegnati dal Comune di Milano a risolvere alcuni drammatici problemi sempre rinviati nel tempo. In particolare è stato richiesto che la città sia dotata di alcuni nuovi strumenti urbanistici di carattere antispeculativo e cioè il nuovo Piano Regolatore, il nuovo Regolamento Edilizio ed il piano di 167 per un diffuso vincolo di aree da destinare all'edi-
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Goffredo Andreini
(continua in 4.a pag.)
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Una manifestazione di lavoratori milanesi contro il caro trasporti e per il potenziamento del trasporto pubblico in superficie.
a cura delle Sezioni del PCI della Zona 2 - Genn. 'Febbraio 1975 - N. 6
Ampia partecipazione alle elezioni nelle elementari e medie della Zona 2
Gli organi di gestione al lavoro per rinnovare la scuola Sulla base dei risultati e in particolare dell'ampia partecipazione alle votazioni e prima alla preparazione e alla discussione dei programmi anche nella nostra zona, abbiamo la conferma di quanto giusta e realistica fosse la linea del nostro partito, dei sindacati, del movimento democratico tutto che individuava nei Decreti Delegati sulla scuola, nelle elezioni dei nuovi organi di gestione un'occasione di estrema importanza per l'apertura del mondo della scuola, per la spinta verso il rinnovamento e la riforma della scuola, verso la gestione sociale. Le varie fasi relative a queste elezioni hanno dimostrato che l'interesse per la scuola è vivo e ampio, che c'è una consapevolezza diffusa dei problemi anche minuti delle singole scuole ma anche la capacità di collegare i singoli problemi a richieste generali di trasformazione e rinnovamento di tutta la scuola. E questa è stata la scelta del nostro partitf, di tutti i compagni già impegnati nelle scuole della nostra zona o che hanno in questa occasione iniziato il loro impegno attivo: escluso fin dall'inizio di presentare liste di partito, lo sforzo è andato alla ricerca di collegamenti con tutte le forze democratiche, per costruire insieme dei programmi, in cui ci fosse chiaro riferimento all'antifascismo, alla Costituzione, in cui gli obiettivi fossero sì legati alla singola scuola ma soprattutto rivolti al tempo pieno, alla realizzazione del costituzionale diritto allo studio, alla lotta contro la selezione. La fase della preparazione dei programmi, della discussione e del confronto è avvenuta per molte scuole all'interno della scuola stessa, là dove i genitori avevano già da tempo organizzato la loro presenza, portato avanti lotte. e obiettivi comuni, e dove le autorità scolastiche hanno dimostrato disponibiltà a superare i limiti restrittivi della legge. In alcune scuole, come nella elementare' di via Bottelli e nella media Franceschi di via Cagliero, si è arrivati per questa via a un solo programma e a una sola lista unitaria. Comunque in tutte le scuole della Zona sono state presentate liste unitarie (anche se in certe situazioni il lavoro è stato difficile, per la mancanza di strutture precedenti, di mezzi economici, per la scarsa collaborazione delle autorità scolastiche), nei cui programmi, oltre agli obiettivi sopra indicati, è emersa la volontà di aprire la scuola alla realtà del quartiere, di collegarla permanentemente agli organismi decentrati sindacali, comunali, sanitari, di andare quindi verso una gestione della scuola non limitata agli addetti ai lavori e agli utenti del momento ( genitori e alunni) ma verso un'effettiva gestione sociale. L'altro aspetto di estremo interesse emerso dai programmi delle liste uni-
tarie e democratiche è la volontà di superare il momento di delega, per portare avanti l'obiettivo della partecipazione, con la valorizzazione di tutti i momenti assembleari (assemblee di classe, di interclasse, generale), del rapporto costante fra gli eletti e gli elettori, nell'individuazione dell'assemblea generale come momento di controllo, di verifica, di stimolo dell'operato dei candidati rispetto al programma su cui sono stati eletti. Ma accanto a queste indicazioni, sono emerse da altri programmi volontà conservatrici, portatrici ancora una volta di una visione della scuola staccata dalla realtà sociale e scollegata dai bisogni reali dei lavoratori e del Paese, e quindi dalla necessità di una profonda trasformazione della scuola stessa. E' necessario, anche ma non solo per battere nella pratica queste posizioni, creare un collegamento di tutti coloro che nelle varie scuole si sono impegnati sui programmi unitari: un momento organizzativo può essere il Coordinamento genitori democratici, che si è costituito anche nella nostra Zona e che ha sede provvisoria presso il Consiglio di Zona in viazza XXV Aprile; e da qui dovrà venire una grossa spinta perchè si arrivi al più presto alla costituzione del Distretto scolastico. E' necessario individuare quali obiettivi, presenti nei vari programmi, sono prioritari a livello di Zona, individuare le controparti, far crescere su obiettivi concreti l'ampia volontà di partecipazione, emersa in queste elezioni, collegarla su vertenze precise al movimento sindacale di zona. E' poi necessario diventare sempre più nella pratica capaci di indicare la centralità del problema scuola e di inserire la tematica della scuola nel discorso globale delle riforme e del nuovo modello di sviluppo. Maria Teresa Bisconti
NEL PROSSIMO NUMERO Inchieste e interviste sulle scuole medie superiori della Zona 2: CREMONA - V.le Marche ZAPPA - V.le Marche VIII ITC - <Via M. Gioia VIII ITC - Via Paolo Bassi VIII ITC - Via Boltraffio