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Il Dialogo5

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il dialogo PERIODICO DELLA ZONA 4 / mensile

anno ventunesimo numero sette - ottobre 1978 Spedizione in abbonamento postale gruppo 111 - (70%)

finalmente aPerto

ilconsultorio della zona4 il servizio a pagina9

UN NUOVO

CONSIGLIO

DI

32 i consiglieri — 10 le commissioni di lavoro — molti i problemi da risolvere con urgenza — bisogna recuperare il tempo perso — evitare di «mettere il vino nuovo negli otri vecchi». La zona 4 ha il suo nuovo Consiglio di zona. I 32 componenti sono stati nominati dai partiti politici rappresentati a Palazzo Marino, ma sarà l'ultima volta che questo avviene: nel 1980 gli abitanti della zona potranno eleggere direttamente i loro rappresentanti. Alla carica di Presidente è stato eletto Ireneo Orizzonte

TEATRO QUARTIERE Un primo traguardo è stato raggiunto: il Teatro Quartiere di P.le Cuoco ha ripreso l'attività e i molti abitanti del quartiere che hanno seguito l'iniziatia nei mesi di maggio, giugno e luglio ne hanno dato un giudizio positivo. Nei primi due mesi l'attività è stata gestita direttamente dalla zona che ha elaborato il programma e curato l'esecuzione degli spettacoli; l'affluenza è stata discreta, tenendo anche conto delle difficoltà pubblicitarie che spesso abbiamo dovuto affrontare, e notevole è stato il successo di alcuni spettacoli: Teatro Dell'Elfo, Eugenio Bennato e della Festa di Calvairate. Ma il fattore più positivo è stato proprio quello della gestione diretta ad opera del Consiglio di Zona e degli abitanti del quartiere, che ha permesso a molti di essi di venire direttamente a contatto con il mondo dello spettacolo, con tutti i suoi problemi organizzativi, amministrativi e tecnici, arrivando così a gestire direttamente uno spazio pubblico e il proprio tempo libero, affrontando tutti insieme le difficoltà di questo lavoro, ma vedendo anche l'entusiasmo con cui artisti, operatori culturali e tutta la popolazione della zona seguivano l'iniziativa. Per me, ad esempio, che ho curato direttamente la parte organizzativa del Teatro Quartiere è stata veramente una

grossa soddisfazione il sentire molti artisti dire di avere fatto proprio al T.Q. uno dei loro migliori spettacoli (malgrado le condizioni acustiche) proprio per l'aria familiare e lo spirito nuovo e pulito da cui erano circondati, e il sentire molti spettatori dichiarare di vivere il T.Q. come qualcosa di proprio, qualcosa che avevano contribuito a costruire e a mandare avanti; tutte queste manifestazioni di affetto ci hanno spinto a fare il possibile e l'impossibile per superare le innumerevoli difficoltà che comportava il rimettere in funzione un teatro chiuso da 10 mesi e praticamente distrutto. Tutto questo lavoro svolto nei mesi di maggio e giugno ha creato un grosso interesse intorno al T.Q., che si è concretizzato in un numero altissimo di presenza (una media di 500 persone per sera) nel mese di luglio, quando, sebbene la programmazione sia stata fatta dal Piccolo Teatro, si è continuato ad operare con lo stesso personale dei mesi precedenti e con le stesse modalità di gestione, cioè motivando agli abitanti della zona i criteri che avevano portato a una certa programmazione e spiegando loro come funzionavano realmente i meccanismi teatrali, il che ha permesso che la zona seguisse con lo stesso entusiasmo dei mesi precedenti l'iniziativa (e qui biso-

gna ricordare il continuativo apporto dei membri della sezione Morandi del P.S.I., del collettivo di Democrazia Proletaria, del Coordinamento Donne, dei giovani della F.G.C.I. e di altri giovani della zona, che hanno supplito a tutte le carenze: propagandistiche, tecniche e di personale del T.Q.). Se la gestione diretta di uno spazio pubblico da parte della zona è stata positiva, anche la collaborazione con II Piccolo Teatro è stata molto utile perché: 1) ha permesso la venuta in un teatro decentrato di varie compagnie di buon valore (con Gino Paoli e Mario Marenco si sono superate le 1.000 presenze e il balletto folkloristico dei Los Indianos e «Il Mandato» del Gruppo della Rocca sono stati senza dubbio spettacoli di grande valore artistico) senza imporre quel rapporto di colonialismo culturale di cui spesso si accusano gli enti centrali, tutto questo grazie soprattutto all'apporto di Giovanni Soresi che da vari anni segue le iniziative di T.Q. e ne ha compreso lo spirito. 2) Ha portato un maggiore interesse della stampa cittadina per gli spettacoli di T.Q., grazie anche all'entusiasmo con cui Dolores Redaelli ha sostenuto questa iniziativa nei rapporti coi giornalisti. Ora tutto questo patrimon o di pubblico, di partecipazione da parte degli

del P.S.D.I. che ha raccolto la fiducia, oltre che di quelli del suo partito, anche dei consiglieri del P.C.I., del P.S.I. e del P.R.I. Vice Presidente Patrizio Tumietto del P.R.I. per il quale si sono aggiunti ai precedenti anche i voti dei consiglieri della D.C. In una riunione successiva sono state nominate le com-

abitanti del quartiere, e di pubblicità a livello cittadino non deve andare disperso come accadrebbe se il teatro dovesse rimanere chiuso per altri dieci mesi, obbligandoci ogni anni a ripartire da zero. Già il non avere programmato per il mese di settembre attività spettacolari di rilievo è stata una grossa lacuna; tuttavia si sono già svolte, o si svolgeranno, una serie di iniziative, più direttamente nate rivolte alla zona, come: un Festival dell'Avanti, organizzato dalle sezioni di zona del P.S.I., una serie di incontri e spettacoli organizzati dalla F.G.C.I. e da giovani del quartiere, una «castagnata» organizzata dal Dialogo, e questo era proprio uno degli obiettivi di chi ha sempre lottato per il T.Q., cioè stimolare nuove iniziative direttamente programmate e gestite dagli abitanti della zona, chiedendo al Comune solo la disponibilità dello spazio ed un minimo di personale tecnico. Questo può essere un punto di partenza, ma l'arrivo dell'autunno impone una risoluzione definitiva del problema, il Comune non può avere speso tutto quello che ha speso per impianti elettrici ripristino della struttura per smontarla dopo soli tre mesi per lasciarla distruggere ancora una volta, sarebbe veramente uno spreco di denaro pubblico, senza contare la delusione degli abitanti della zona nel vedere ancora una volta vanificati i propri sforzi, che si tramuterebbe in sfiducia verso i pubblici amministratori. Una soluzione definitiva e positiva del problema del T.Q. s'impone. Troppi spazi a Milano: T.Q., Palazzina Liberty, X Cine, per citare solo quelli della nostra zona, attendono che dei nodi politici di vertice vengano sciolti, la popolazione è stanca di attendere!! Al T.Q. ha risposto

ZONA missioni di lavoro ed i coordinatori (nel riquadro assieme ai nomi dei consiglieri). Il primo importante atto politico che il Consiglio ha compiuto è stata la votazione di un ordine del giorno, approvato all'unanimità (erano assenti i consiglieri del MSI) in cui si stigmatizza la presenza in Consiglio dei tre rappresentanti del MSI, partito che ha sempre negato nelle parole e nei fatti la logica del decentramento e della partecipazione della po… polazione alla gestione della cosa pubblica.

segue in 3° con un entusiasmo oltre ogni limite, gli spettatori sono stati moltissimi, il supporto volontario all'organizzazione è stato encomiabile, i gruppi per fare animazione nel quartiere ci sono. Non vorremmo che l'unica cosa mancante fosse la volontà politica!!! Il T.Q. deve diventare un punto di ritrovo continuativo per gli abitanti della zona, con momenti di animazione per bambini e giovani al pomeriggio, dibattiti e buoni spettacoli la sera, tutto questo può avvenire anche senza spendere grosse cifre, e questi mesi lo hanno dimostrato, ci vuole però il tempo per fare una seria programmazione, senza dovere vivere alla giornata, senza mai sapere se il teatro resta aperto o chiude il mese dopo, altrimenti si finisce inevitabilmente di sacrificare qualcuno di questi tre momenti (animazione, assemblee, spettacoli). Al termine della mia attività al T.Q. desidero ringraziare pubblicamente chi con me e più di me ha permesso una buona riuscita dell'iniziativa: Enrico Rigamonti cui si deve l'efficenza in ogni momento del T.Q., Mara Zavatti nostra gentile cassiera, Gianfranco Aiolfi e Giancarlo Messaggi, i nostri due tecnici che si sono prodigati ben al di là delle loro competenze, Elio Gemmi per la costante assistenza che ci ha fornito, tutto il personale del Piccolo Teatro e della Ripartizione Cultura del Comune di Milano ed infine Gianmario Maggi, il coordinatore della Commissione Cultura, colui che più di ogni altro ha voluto il T.Q. in zona 4, e visto che ciò gli è stato spesso ricordato, con qualche improperio, quando il lavoro era particolarmente duro, è giusto che ora che l'iniziativa si è chiusa con un successo, questo vasa in gran parte ascritto a suo merito. Renato Manzoni


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