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Milano 19(5)

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ANNO I - N. 6 - SETTEMBRE 1977 LA VIOLENZA NELLA ZONA

Quanto è avvenuto nel mese di agosto e ancora prima nel mese di luglio nel Centro Comunitario di Lampugnano deve far riflettere tutti i cittadini della nostra Zona e non solo perchè per la terza volta è stata presa di mira la Sezione "Luglio '60" del P.C.I. ma anche perchè questo è l'ennesimo atto di violenza che si verifica nei nostri quartieri. Auto bruciate, auto danneggiate, aggressioni a persone isolate, incomposte e ingiustificate manifestazioni di intolleranza, furti e devastazioni, tutto concorre a creare quel clima di tensione e di insofferenza che spinge il comune cittadino a domandarsi che cosa sta succedendo. E' facile poi per qualcuno fare dei paragoni gratuiti con la Chicagc degli anni trenta, che trovano nel cittadino esasperato una pericolosa accoglienza. No, non siamo nella Chicago degli anni trenta, siamo nella Milano degli anni settanta, una Milano cresciuta come l'hanno voluta gli speculatori, una Milano che ha emarginato i lavoratori nei ghetti della periferia estirpandoli dal tessuto sociale nel quale erano radicati, li ha trattati da figliastri e li fa vivere dove non esistono strutture dove svolgere una sana vita associativa. Prime vittime i giovani, ma non solo loro, tutti, le donne, i bambini, i pensionati insomma tutti i cittadini

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ne soffrono. La crisi, la disoccupazione, l'incertezza nel domani si sommano ai guasti provocati dalla pubblicità ad un mondo consumista e ad un modello di vita sempre più difficilmente raggiungibile con le insoddisfazioni che ne derivano, e allora ecco la droga, i furti, le rapine in una tragica catena di S. Antonio. D'altra parte come fidarsi dello Stato dalle cui prigioni è più facile uscirne che entrare? Il cittadino non si fida più ed anche il più sereno si domanda perchè arrischiare qualche colpo di pistola per fare il giurato quando eminenti uomini di cultura ostentano "il coraggio di avere paura", perchè pagare le tasse quando si scopre che Commandatori e Cavalieri del Lavoro, anche di nomina recente, non hanno mai pagato il dovuto. In questa situazione è facile scambiare per rivoluzionaria una qualsiasi manifestazione corporativa: dal rifiuto a pagare il canone sociale, all'opposizione alla costruzione della casa albergo per studenti, dalla contestazione alle nuove tariffe della refezione scolastica a quella alle nuove tariffe tramviarie. E allora che fare? Già la Giunta ha cercato di mettere ordine, di fare pulizia di certo malcostume, il nuovo Piano Regolatore è

Partecipare per avere partecipazione Il nuovo regolamento dei Consigli di Zona rende possibile una ulteriore crescita della democrazia a patto che i cittadini diano il loro contributo alla gestione della cosa pubblica. E' in discussione, nella nostra città, il nuovo regolamento per i Consigli di Zona che, attraverso i vari articoli, ne dovrebbe concretare nella realtà le funzioni. Da parte dei vari partiti vi sono state prese di posizione sia attraverso osservazioni tendenti a dare maggiore incisività al ruolo dei Consigli di Zona sia attraverso critiche strumentali della D.C. e della destra che lamentano una pretesa restrinzione dei poteri e della partecipazione dei cittadini. L'aggettivo strumentale è giustificato ove si pensi che proprio la D.C. ha sempre boicottato i Consigli di Zona ed avendoli subiti ha manovrato a livello di Giunta per svilirne ed annullarne la funzione agli occhi dei cittadini. Anche in questa politica vanno ricercate le ragioni del risultato elettorale del 15 giugno 1975 che ha permesso alle forze di sinistra di accedere alla guida della Città. Per risolvere alcune situazioni difficili (casa, trasporti, servizi sociali) era necessario adottare il nuovo Piano Regolatore Generale in sostituzione di quello del 1953 ma per far questo era necessaria una analisi accurata e dettagliata della situazione cittadina e di questo compito la nuova Giunta investì i Consigli di Zona con l'incarico di "fotogra-

fare" la situazione della zona di competenza e di intervenire con proposte di modifica laddove si notavano contraddizioni. Ciò ha dato modo ai Consigli di Zona di compiere un vero salto di qualità passando dalla fase di svolgimento di semplici funzioni burocratiche e di appoggio alla linea della giunta alla fase di coinvolgimento di strati sempre più larghi di cittadini la cui partecipazione assicurai contributi necessari al profondo rinnovamento della città e della società in generale. Ed è sui modo di intendere la Partecipazione che vorrei soffermarmi un attimo. Si è ormai consapevoli (le sinistre lo sono sempre state) che per sconfiggere tentativi eversi, per sviluppare e consolidare la nostra democrazia è indispensabile la reale partecipazione dei cittadini, è necessario quindi sviluppare un processo di ristrutturazione dell'apparato burocratico amministrativo su cui si è sempre basata la gestione clientelare e corporativa di questa società ed in questo contesto bisogna riconoscere il giusto ruolo delle Regioni con il reale trasferimento di poteri dallo Stato agli enti locali (la ormai famosa legge 382 va in questa direzione). Il decentramento deve diventare il punto di partenza per rea-

lizzare la vera partecipazione popolare alle scelte di quartiere. di città, del Paese. Partecipazione dunque non come sistema per avere il consenso su questa o quella scelta della Giunta ma come strada per costruire e, se necessario, imporre le scelte per una Società più giusta. In tutto ciò bisogna impegnarsi in modo continuo e serio anche per dare una visione concreta sul come s'intende cambiare questa Società. Coloro che si sono prestati ad assumere responsabilità nel Consiglio di Zona devono essere consapevoli che il loro modo d'agire ha dei riflessi positivi o negativi sulla più o meno larga partecipazione dei cittadini; e a questo punto diventa lecita la domanda a quei Consiglieri di Zona che erano assenti ingiustificati dalle riunioni del Consiglio del 8 e 18 luglio: quale impressione può aver fatto al singolo cittadino questa loro assenza ad un dibattito che riguardava lo sviluppo della città e quindi di interesse collettivo? Per la cronaca la prima sera erano presenti: 4 Consiglieri del P.C.I., 1 indipendente di sinistra. 1 Consigliere della D.C.; la seconda sera: ancora 4 Consiglieri (segue in seconda)

Piantina della zona 19

(segue in seconda)

a pagina 4

Il distretto scolastico Sommario

pag. 4

Il mondo della scuola

pag. 3

Un quartiere al mese: San Siro

pag. 5

Elenco medici della zona 19

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