ANNO X - N. 3-4
DERGANO BOVISA PERIODICO DELLA ZONA 7
L. 200
CENTRO TELA 11_':=11 il vero uassene corredo Via Imbonati 67 (ang. Conte Verde) Tel. 68.97.578
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sommario pag. 2 25 aprile, festa di pop(*) pag. 3 fondazione della sezione P.C.I. Irma Bandiera"alla Carlo Erba pag. 4 8 marzo 1977 alla "Carlo Erba" pag. 5 scuola popolare Bovisa pag. 6 le pensioni dell'INPS scheda n. 2 pag. 7 pittura - cinema
Le novità a palazzo Marino Il P.S.D.I. in Giunta - Ormai Imminente il voto sul Bilancio l a notizia di maggior rilievo di queste ultime settimane è l'ingresso del P.S.D.I. nella maggioranza e la sua partecipazione diretta alla Giunta. Questo atto conclude un processo di crisi, di dibattito politico, che si è aperto nel partito socialdemocratico milanese all'indomani delle elezioni del 15 giugno 1975: è venuta a cadere la pregiudiziale anticomunista e si è affermata una linea aperta al confronto e alla collaborazione con tutte le forze politiche democratiche per affrontare e risolvere i gravi problemi della città. La partecipazione del P.S.D.I. alla maggioranza, il maggior impegno dei repubblicani al confronto e alla discussione, hanno definitivamente sconfitto la politica seguita dalla Democrazia Cristiana, che puntava all'isolamento della Giunta democratica. Tale sconfitta ha avuto ripercussioni nella stessa D.C.: negli organismi dirigenti cittadini ha prevalso una linea di confronto a Palazzo Marino; i consiglieri della destra D.C., De Carolis, Passani, Crespi e Bossi, hanno rivendicato la propria autonomia di comportamento in Consiglio Comunale, anche in contrasto col gruppo D.C., qualora non si mostrasse sufficientemente "anticomunista". È ormai imminente anche il voto sul bilancio 1977: un bilancio che riflette le difficoltà degli Enti Locali, in assenza di una politica nazionale capace di garantire a Comuni, Provincie e Regioni una effettiva autonomia finanziaria, nel quadro di una articolazione democratica dello Stato. Si tratta di un bilancio "di verità", che evidenzia, per la prima volta a Milano, un deficit di 165 miliardi: la scelta rigorosa di contenimento delle spese, non ha impedito di prevedere investimenti destinati ad affrontare i più urgenti problemi della città: casa, trasporti, fognature e salvaguardia dell'ambiente, scuola e servizi sociali, cultura, ecc. Da ultimo una notizia importante: è stato concluso dalla Giunta, con l'accordo del Consiglio di Zona e dei cittadini della zona 6, un accordo con l'Ente Fiera per la sistemazione e l'utilizzo del Velodromo Vigorelli. La precedente amministrazione, nel 1974, lo aveva dato in concessione ad una società privata per realizzare un cinodromo (corse di cani, con scommesse). La mobilitazione dei cittadini e del Consiglio di zona ha bloccato questa assurda iniziativa. La Fiera di Milano si .è impegnata ad investire un miliardo per ripristinare la pista ciclistica, per realizzare una grande piscina, per attrezzare locali per attività sportive, ricreative, culturali: in cambio userà il Vigorelli per tre mesi all'anno per le esposizioni nautiche. Per 9 mesi i cittadini, gli studenti, i bambini della zona avranno a disposizione una struttura moderna e funzionale: il glorioso Vigorelli riacquista così un giusto ruolo al servizio della popolazione milanese.
IL PARERE DELLA F.G.C.I.
La questione giovanile La questione giovanile, è il caso di affermarlo dopo i fatti delle scorse settimane, si è imposta all'attenzione delle forze politiche, sindacali, dell'opinione pubblica. Si è imposta in questi giorni, ma non è cosa nuova, i risultati di questi giorni sono il prodotto della maturazione di cause i cui punti d'origine non sono vicini. Sottovalutare questi punti di origine per lasciare spazio unicamente ai giudizi sui fatti di queste settimane, rappresenta un grave errore. Certo, le frange che hanno portato alla ribalta le armi da fuoco durante gli scontri con la polizia, che ne hanno teorizzato l'utilizzo, che hanno ricercato Ic scontro sono da isolare potentemente come frange le cui azioni sono contrarie a qualsiasi regola di civile convivenza e confronto democratico, estranee al muoversi
della gioventù in lotta, controproducenti alla creazione di quel consenso e di quelle alleanze con i lavoratori e l'opinione pubblica, che sole possono assicurare positivi risultati sul terreno della rimozione delle cause che danno origine alla creazione della questione giovanile. Affrontiamo, quindi, un ragionamento sulle cause. Una nuova collocazione produttiva per la gioventù, il giovane produttore consapevole del suo ruolo all'interno della produzione, un giovane cittadino cosciente delle trasformazioni da imprimere e che utilizzi entusiasmo e solidarismo per esprimere con più forza la necessità del cambiamento dell'organizzazione della società, ci paiono i punti cardine attorno ai quali far ruotare l'analisi. Sono interni a questi le questioni della scuola , della occupazione giovanile, dell'organizzazione della
vita sul territorio. E'necessario che su tali questioni si proceda parallelainente anche su tutto ciò che si potranno avere tappe parziali raggiunte in tempi diversi. Ciò che le unifica deve essere una forte tensione ideale intorno al progetto della trasformazione dell'attuale stato delle cose: coscienza del presente, chiarezza sul futuro sono indispensabili per creare adesione e consenso intorno alle vie che presente e futuro uniscono, vie che saranno strette, difficoltose, ma, capaci di condurre ad un cambiamento dei valori, dei modi di vita, dei privilegi che caratterizzano l'attuale società. Senza questa "unità presente-futuro", non è possibile pensare di conquistare i giovani ad un atteggiamento positivo, a far parte del blocco di forze politiche e sociali che devono essere l'elemento guida della tra-
sformazione. Tale compito di unità è nelle mani delle forze giovanili come dei partiti, il che vuol dire che l'impegno su questo terreno non è delegabile unicamente Ala F.G.C.I. ma sta concretamente ari che al Partito. Da questo punto di vista, e per scendere maggiormente nel concreto, ci pare che il nostro partito, gli altri partiti, il C.d.Z. già si muovono bene. Punto sicuramente all'attivo è l'accordo con i cinema della zana 7 che già è diventato punto di riferimento per iniziative analoghe in altre zone di Milano. Se il buongiorno si vede dal mattino, diventa neccessario proseguire. Lungo quali linee? E quindi si entra su un terreno nel quale le esperienze sono tutte da costruire crediamo che Milano abbia le capacità (gli uomini) e le possibilità (le strutture) per dare vita (segue a pag. 2)