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Milano 19(53)

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milano Mensile di informazione politica e cultura

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Mentre il quartiere invecchia

Sui fitti lo IACP accetta I tanti problemi di trattare coi sindacati del San Leonardo L'Istituto sembra essersi lasciato alle spalle tentazioni autoritarie

Gli aumenti tariffari

181. 3539458

Anno VI - N. 5 - maggio 1982

Successo d'una mobilitazione di inquilini e lavoratori

Primo maggio ti aspettan le genti

Ora 21

Gli amministratori dello IACP (Istituto Autonomo Case Popolari) hanno accettato il confronto con i sindacati sui problemi contenuti nella piattaforma-casa (elaborata unitariamente da CGIL-CISL-UIL e da SUNIA, SICET e UILInquilini) e sulla questione dell'aggiornamento dei canoni d'affitto. In questo senso si è pronunciato il 5 aprile scorso il Consiglio di amministrazione dello IACPM, facendo ufficialmente propri gli impegni assunti tre giorni prima dalla presidenza e dai consiglieri di amministrazione, che avevano ricevuto la delegazione dei lavoratori e degli inquilini, che stavano manifestando in viale Romagna davanti alla sede dell'Istituto. Un primo successo, dunque, la mobilitazione dei lavoratori e degli inquilini lo ha ottenuto. si apre la trattativa tra Istituto Case Popolari e sindacati sui punti che non più di un paio di settimane prima la maggioranza dei consiglieri di amministrazione aveva creduto di escludere da ogni confronto. Sulla specifica questione dei canoni e del loro aggiornamento c'è una dichiarazione di disponibilità alla trattativa sui punti I, 3 e 4 della bozza presentata dai sindacati. Il punto I prevede che "si proceda immediatamente all'anagrafe reddituale sul totale dell'utenza, secondo i contenuti che le parti si impegnano a definire rapidamente, riferiti ai redditi 1980". Il punto 3 stabilisce che l'applicazione della delibera regionale 1981, i relativi problemi di arretrati ed i bonifici previsti saranno attuati alla luce dei risultati dell'anagrafe reddituale. Con l'accoglimento del punto 4 si istituisce un gruppo di lavoro tra IACPM, Federazione unitaria CGIL-CISL-UIL ed organizzazioni sindacali degli inquilini con lo scopo di attuare l'anagrafe reddituaria e le sue conseguenti applicazioni. Per quel che riguarda la decisione adottata unilateralmente dalla maggioranza del consiglio di amministrazione circa l'aumento del 30 per cento dei canoni d'affitto a partire dal primo di aprile scorso e della richiesta di arretrati dal 1977 ad oggi (decisione assunta sulla base di una semplice circolare del CE R, organo consultivo del ministero dei Lavori pubblici), lo IACPM è disponibile a riesaminare la questione alla luce della legge regionale che dovrebbe essere pronta per il prossimo mese di giugno. Con il consiglio di amministrazione del 5 aprile, in sostanza, lo IACPM sembra essersi lasciato alle spalle le tantazioni autoritarie per imboccare la strada del confronto e della trattativa con le organizzazioni sindacali su tutti gli aspetti del difficile rapporto con l'inquilinato. Un rapporto dal quale dipende la governabilità dell'istituto stesso e, con essa, il risanamento del suo bilancio. La richiesta di partecipare responsabilmente alla gestione del patrimonio pubblico, per arrivare a decisioni della cui segue in ultima

Una iniziativa per sollecitare il Consiglio di Zona ad affrontarli al più presto

La sezione Ragionieri del P. C. I. ha inviato al Presidente e alla Commissione Pianificazione del Territorio del Consiglio di Zona 19 il seguente documento con delle proposte di interventi prioritari.

"Da tempo i Cittadini del quartiere G. 2 - S. Leonardo lamentano la mancata attuazione di opere indispensabili per il miglioramento delle condizioni minime di vita comunitaria, associativa, sociale e culturale. Il quartiere stà invecchiando rapidamente prima che possa essere completato nelle sue funzioni e strutture più importanti dal punto di vista degli interessi collettivi. Aumentano i disagi, la sporcizia, l'incuria e l'isolamento culturale e sociale dal resto della Città. I Comunisti del Quartiere, ricordano che in passato in diverse occasioni si sono fatti interpreti presso il Consiglio di Zona delle sacrosante esigenze dei Cittadini per-

PER LE CASE POPOLARI DI SAN SIRO

Una ristrutturazione senza discriminazioni È quanto chiedono con un loro comunicato, le due sezioni di quartiere del P.C.I. La questione della morosità e degli occupanti abusivi Facendo riferimento alla questione delle manutenzioni delle case popolari di San Siro ed alle due lettere che l'avv. Paride Accetti, presidente dello IACPM (Istituto Autonomo Case Popolari di Milano) ha scritto in merito, una al nostro giornale, pubblicata sul numero di aprile, e l'altra al quotidiano "l' Unità", le sezioni del P.C.I. di San Siro, Bottini e Fornasari, hanno diffuso un comitato con cui, ricordato che esse già da tempo hanno posto all'attenzione dei cittadini, delle forze sindacali e politiche, degli Enti locali e dello IACPM il problema del degrado delle case popolari e della loro ristrutturazione, chiedono che la ristrutturazione stessa sia estesa a tutti gli edifici dell'Istituto e non soltanto ad una parte di essi, come previsto, al fine di non creare discriminazioni tra gli abitanti del quartiere. Pur dichiarando di rendersi conto che i problemi della ristrutturazione sono ampi e complesi e richiedono tempo per essere risolti, le due sezioni del P.C.I. dichiarano di non ritenere possa essere d'aiuto ad alcuno il fatto che gli enti interpellati non abbiano risposto direttamente. In particolare, per quanto si riferisce alle due lettere dell'avv. Accetti cui abbiamo fatto cenno più sopra, le due sezioni ritengono che esse siano carenti sia perchè non sono state indirizzate ai diretti interessati, sia perchè adducono motivi alquanto discutibili nella realtà del quartiere (ad esempio la morosità che a San Siro sarebbe a livello molto inferiore di quello di molti altri quartieri), che non possono giustificare il degrado in cui lo IACPM lo lascia Constatato che l'unica

soluzione trovata dallo IACP M per recuperare il deficit è quella di vendere gli alloggi e sottolineato che non è con la privatizzazione del patrimonio pubblico che si possono risolvere i problemi degli abitanti le due sezioni concludono il documento esprimendo la loro consapevolezza che i problemi delle case popolari sono tanti e non riguardano soltanto le ristrutturazioni e dichiarando la loro disponibilità ad un grande confronto fra i cittadini, le forze sindacali e politiche e gli Enti locali, dove ciascuno possa portare le proprie proteste, proposte e motivazioni perchè "se esiste la volontà di affrontare e risolvere concretamente questi problemi ognuno deve farsi carico, per quanto gli compete, delle proprie responsabilità".

Il punto

chè venissero approntate al più presto almeno le opere più urgenti. In questo senso si intendono sollecitare le seguenti priorità: VIABILITA'

È urgente la sistemazione viaria di "Piazza Bonola" attraverso il collegamento tra le Vie Falk-Borsa con Via B. Croce. La soluzione del problema non deve essere ulteriormente rinviata, pertanto, nell'immediato sarebbe accettata anche una soluzione provvisoria. MERCATO AMBULANTE DI VIA FALK

La collocazione attuale di ietto mercato provoca situazioni di grave disagio per gli abitanti delle vie adiacenti oltrechè per gli acquirenti e gli automobilisti. Si ribadisce con forza la proposta di una diversa collocazione che può essere individuata nel terrapieno (opportunamente attrezzato) c:.ri• preso tra la Stazione M.M. S. Leonardo e il campo di calcio della Parrocchia S. Romano. Oltretutto, questa soluzione migliorerebbe la possibilità di accesso al servizio da parte degli utenti del Quartiere rendendo anche più scorrevole la viabilità nel punto in oggetto. MODIFICA DEL TRACCIATO DI VIA MARIO BORSA

Per quanto si riferisce alla questione della morosità riteniamo ci sia qualcosa da aggiungere. Abbiamo avuto modo di consultare un tabulato reso pubblico dalla Zona 3 dello

L'attuale tracciato presenta elementi di pericolosità dovuti alla "strozzatura" della strada in corrispondenza della Stazione M.M. S. Leonardo. Del resto, tali pericoli erano noti da

segue in ultima

segue in ultima

Il Gallaratese è ancora dormitorio Le sezioni delle ACLI, della DC, del PSI e del PCI del Gallaratese hanno presentato al Consiglio di Zona un documento unitario nel quale vengono evidenziati i problemi del quartiere a oltre dieci anni dall'adozione della variante del Piano Particolareggiato. (a pagina 7)

Terra ce n'è una sola

L'amministrazione Reagan sta conducendo una vera e propria campagna per dimostrare all'opinione pubblica, propria ed europea, che gli Stati Uniti non potrebbero accettare un congelamento degli armamenti atomici agli attuali livelli (come premessa di una loro riduzione) perchè il rapporto delle armi nucleari sarebbe in questo momento vantaggioso per l'Unione Sovietica, che, stando sempre a quanto afferma la stessa amministrazione, sarebbe in vantaggio anche sul piano degli armamenti convenzionali. A questo punto vien fatto di chiedersi: se ciò è vero e se è altrettanto vero quanto da più parti si afferma, ossia che l'Unione Sovietica avrebbe mire aggressive contro l'occidente come mai la stessa Unione Sovietica non attacca gli Stati Uniti ed i loro alleati in

questo momento in cui si troverebbe in posizione di vantaggio? Delle due l'una: o non è vero che l'Unione Sovietica abba mire aggressive o non è vero che gli Stati Uniti si trovino in posizione di svantaggio. La questione comunque non è di accertare le intenzioni aggressive o i livelli di armamenti dell'una o dell'altra parte. Per noi gli armamenti degli uni e degli altri sono comunque troppi. Abbiamo recentemente letto che alcuni scienziati affermano che in caso di guerra atomica ogni forma di vita verrebbe cancellata dalla terra. Altri ribattono che si tratta di una semplice ipotesi. Chi avrà ragione? Non ci interessa saperlo! Il fatto è che di Terre ne abbiamo una sola e non due, una su cui fare l'esperimento e l'altra su cui rifugiarci nel caso in cui le più catastrofiche ipotesi si dimostrassero esatte.


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