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1111 ano Mensile di informazione politica e cultura
Anno VI - N. 4 - aprile 1982
Respinte le richieste degli inquilini
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L. 400 Tempi brevi per la realizzazione
Lo IACP aumenta i canoni Il "progetto box" Più soldi per k dimenticando i sindacati per il Gallaratese zone Ed affossando il "canone sociale"
Tribuna aperta
Quartieri cronaca
Viabilità e trasporti alla Cottica 25 Aprile: la lotta di Liberazione continua
Un bel "pesce d'aprile" aspetta, dietro l'angolo, i quasi 200.000 inquilini delle case popolari della Lombardia. Dal l° aprile, infatti, scatteranno nella regione i pesanti aumenti degli affitti (da 5000 a 6500 lire a vano I mese per gli alloggi costruiti prima del 1977; da 7000 a 8500 per quelli costruiti dopo) decisi dal Consorzio Regionale degli IACP e approvati già da quasi tutti i Consigli di Amministrazione su indicazione del ministro Nicolazzi. A Milano, invece, sarà definitivamente tolto di mezzo il "canone sociale" e saranno applicati con valore retroattivo gli affitti stabiliti nel 1977 dalla Legge 513, poi leggermente modificati da una delibera della Regione nel 1981. Dunque, aumenti generalizzati e per tutti, nonostante la netta opposizione del SUNIA, delle altre organizzazioni degli inquilini, della Federazione CGIL - CISL - UIL. E, ancora, nonostante la Gazzetta Ufficiale abbia pubblicato nel dicembre scorso le delibere in base alle quali la Regione Lombardia dovrebbe approvare entro il 19 maggio una propria legge per riformare l'intero sistema di determinazione dei canoni, dando in tal modo certezza agli inquilini di pagare un affitto giusto rispetto al loro reddito e alle condizioni del loro alloggio (entro la stessa data, la Regione dovrebbe approvare anche una legge per definire nuovi criteri di assegnazione degli alloggi pubblici che diano finalmente tutte le garanzie che le case popolari siano destinate ai lavoratori e ai gruppi sociali più deboli - anziani, giovani, handicappati, sfrattati, ecc.). Il problema è però che la Regione Lombardia non sembra avere nessuna intenzione di rispettare la
Ne hanno discusso per tre giorni in Consiglio di Zona i cittadini interessati con gli assessori all'Urbanistica e al Demanio Con la partecipazione degli assessori comunali Mottini (Urbanistica) e Banfi (Demanio), nonchè di numerosi cittadini del Gallaratese, si è discusso, nelle serata del 9, dell'il e del 12 marzo scorsi, nel salone del Consiglio di Zona 19, su come realizzare un "progetto box" per tutto il quartiere, che garantisca, con un intervento unitario ed in fasi successive, l'inizio della costruzione, su terreno di proprietà del Comune o dello IACP, di ricoveri sotterranei — a riscatto, in affitto od in proprietà indivisa — per le auto per quanti, organizzati in gruppi o cooperative, ne hanno fatto o ne faranno richiesta. Molti intervenuti hanno sottolineato la necessità di lavorare insieme sulle carte del suolo e del sotto-
Una protesta degli abitanti di S. Siro
La lunga attesa del tram 24 Per ridurre i tempi ed aumentare la frequenza sarebbero necessarie più vetture: ma quali ne sarebbero i costi?
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Inserimento degli handicappati
scontrabile in zona. Posto in rilievo che la richiesta di variante proposta "tende a far si che in un modo coordinato e chiaro la cosa pubblica e l'iniziativa privata si integrino positivamente per ridare a Milano — ove oggi manchi— la soluzione a quei problemi che una città viva non può non offrire e
Da tempo ci pervengono proteste da parte di abitanti di S. Siro, i quali lamentano che da quando la linea tranviaria già numero 15 è diventata 24 sono costretti a lunghe attese alle fermate a causa del grande intervallo di tempo che intercorrerebbe tra il passaggio di una vettura e quello della successiva. Abbiamo girato la questione alla competente ripartizione comunale, che, consultata anche la A.T.M., ci ha fornito le seguenti precisazioni. Le esigenze dell'utenza della linea 24, come di tutte le altre linee, vengono valutate dall'A.T.M. con ricorrenti conteggi del numero dei passeggeri presenti su tutte le vetture alla fermata in corrispondenza alla quale esse risultano più piene. Per il ramo della linea 14 che in-
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Presentato il progetto al C.d.Z.
Centro Quartiere al QT 8 La proposta di una immobiliare e di una casa editrice potrebbe consentire di realizzare una struttura di cui da tempo si sente la mancanza
Un comitato della pace per la zona
Viaggio tra i centri di aggregazione della zona Droga: il cocktail della morte
Il 10 marzo scorso è stata consegnata ai capigruppo del Consiglio di Zona 19 copia di una richiesta di variante del P.R.G. (Piano Regolatore Generale) presentata all'Amministrazione comunale dalla B.I.I. Beni Immobili Italia coordinatamente alla Electa Editrice al fine di una diverse assegnazione di destinazione di zona al terreno di proprietà comunale in via Isernia angolo viale Salmoiraghi, al QT 8, tale da poter consentire un intervento in regime di concessione ed in diritto di superficie. Tale richiesta è stata avanzata dalla Beni Immobili Italia e dalla Electa Editrice al fine "di poter programmare un intervento tale da consentire — in un opportuno, concreto e convenzionato quadro di insieme — la realizzazione di un edificio contenente spazi polifunzionali, atti a garantire la vivificazione di un tessuto edilizio oggi incerto e disarticolato". L'immobile, la cui impostazione progettuale è stata affidata all'arch. prof. V. Gregotti, dovrebbe, stando alle affermazioni dei richiedenti, servire da cerniera urbanistica ad un quartiere, il QT 8, che attualmente non trova al suo interno opportunità fisiche di aggregazione (escluso il momento scolastico e quello relativo al mercato rionale), costretto quindi a ritrovare all'esterno la sod-
disfazione di numerose esigenze di carattere civico. La realizzazione proposta sarebbe pertanto tesa a soddisfare una serie di domande aventi netto connotato pubblico, con una parallela offerta di spazi terziari, che ne permettano un equilibrio di costi - benefici. Essa infatti prevede la localizzazione di un presidio di Vigili Urbani, la realizzazione di uno spazio multiuso gestibile a cura del Consiglio di Zona, uno sportello bancario (attualmente mancante al QT 8), la sede dell'Istituto Gemmologico Italiano, con relativo museo, nonchè locali di ristorazione. La Electa Editrice, per parte sua, propone di localizzare in tale edificio i propri uffici editoriali, nonchè una biblioteca specializzata, di uso pubblico, da lei stessa direttamente curata. Ulteriori spazi di terziario verrebbero inoltre realizzati "al fine di un completamento correttamente positivo della operazione immobiliare proposta" che verrebbe realizzata nel pieno rispetto delle regolamentazioni vigenti con il soddisfacimento degli standards edilizi previsti a Milano e completata con un attrezzato spazio per parcheggi pubblici, che chiuderebbe la cerniera urbanistica proposta richiamando in esso il disordinato uso di spazi di stazionamento di auto oggi chiaramente ri-
—71 punto E cosi a mettere in piazza della Loggia a Brescia la bomba che 1128 maggio del 1974 ha causato otto morti e 102 feriti sarebbero stati i "soliti ignoti". Con la sua sentenza che ha mandato assolti (e tante scuse per 11 disturbo) tutti gli imputati, la Corte d'Assise d'Appello di Brescia ci ha praticamente detto, dopo otto anni dalla strage, che tutte le indagini sin qui condotte sono da considerare zero, che se si vuole scoprire la verità bLsognerà ricominciare tutto da capo, il che, M parole povere, significa archiviare tl caso, visto che è impensabile, almeno a nostro giudizio, che dopo tanto tempo sia possibile riscoprire tracce che portino all'accertamento della verità. E intanto gli assassini continuano a circolare, liberi, tra noi, magari tramando altre stragi, vista l'impunità tlf cui hanno goduto per una. Intendiamoci, non è che chiediamo sia condannato un "col-
suolo, che Comune e IACP devono dare al Consiglio di Zona 19, per studiare, nel rispetto delle indicazioni del Piano Particolareggiato del Gallaratese, le soluzioni più idonee a soddisfare le richieste dei vari sub quartieri. Svariate sono state le domande sui tempi e sui modi di procedere e sulla volontà del Consiglio di Zona e dell'Amministrazione di far realizzare i box. Hanno risposto gli assessori Mottini e Barili, più volte chiamati direttamente in causa, e alcuni consiglieri di zona, per porre in rilievo, sia i primi sia i secondi, come la volontà del Comune e dell'organismo del decentramento amministrativo di giungere al più presto alla realizzazione dei box emergesse dal fatto stesso della convocazione dell'assemblea in corso. In particolare si è sottolineato che l'Amministrazione comunale auspica (anche se, come ha tenuto più volte a precisare l'assessore Mottini, non lo considera una condizione sine qua non) un processo unico per la realizzazione, in diverse fasi, -ei box al Gallaratese, che veda le cooperative unire i loro sforzi per fare un progetto attraverso un gruppo di tecnici di loro fiducia, con la collaborazione del Comune, dello IACP e dei loro uffici tecnici. Là dove i problemi tecnici, finanziari ed urbanistici sono più semplici da superare si dovrebbe permettere in tempi brevi la costruzione dei box, per la cui realizzazione dovrebbe essere proposta ai richiedenti una "convenzione" con l'Amministrazione comunale e con lo IACP, che garantisca la risistemazione. a lavori ultimati, del terreno sovrastante per uso sociale, recuperando così gli standard di verde. Ove necessario sarà possibile richiedere al CIME? modifiche delle indicazioni di aree per i box, al di fuori della "spina centrale". ed ottenerle nel giro di 3 o 4 mesi. Una richiesta precisa è stata fatta al Consiglio di Zona 19 perché riunisca i presidenti delle cooperative costituitesi per costruire i box per impostare, con l'assistenza dei tecnici di loro fiducia, il "progetto box" e le ipotesi di convenzione, al fine di presentare, in assemblee che verranno appositamente indette, proposte concrete ai soci delle cooperative ed a tutti i cittadini che vi vorranno aderire. indicando tempi e costi di un'operazione economicamente (decine di miliardi) e socialmente rilevante per un quartiere che, con i nuovi insediamenti. toccherà presto il tetto dei 55 mila abitanti.
I soliti ignoti pevole" purchessia. Chi è innocente non dovrebbe restare in carcere neppure un sol giorno; ma chi è colpevole, mandante od esecutore materiale che sia, deve giustamente pagare per il suo misfatto, altrimenti ne va di mezzo la credibilità della giustizia e delle istituzioni a tutto vantaggio di chi punta alla destabilizzazione. Il fatto più grave è che la sentenza di Brescia non è un caso isolato. Altre stragi attendono, _finora invano, che sia fatta giustizia: piazza Fontana a Milano, l'Italicus, la strage alla stazione di Bologna. Tutte presentano delle analogie: sono tutte di matrice indubbiamente fascista, per tutte c'è il sospetto che vi siano più o meno coinvolti uomini dei servizi segreti e della P2. Che sia questo il motivo per cui alla fine colpevoli risultano essere sempre i "soliti ignoti"?