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Dergano Bovisa4

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iii1GANO BOVISA

Via Imbonati 67 (ang. Conie Verde)

Tel. 68.97.578

negozio bhe ba ss etto

PERIODICO DELLA ZONA 7

L. 200

PIE MACIACHINI - LOTTO A

COMUNE DI MILANO - BILANCIO

Aree libere? COME SI SPENDONO Un progetto di domani

Chi non ha mai notato, passando da P.le Maciachini, l'ampia area che si sviluppa lungo V.le Marche e per un tratto della Via Valassina? Un muro di cinta definisce tutto il suo perimetro e fà da custodia non già ad edifici o a materiali ivi depositati, bensì ad un prato. E' dunque un'area libera, uno degli ormai rari e preziosi spazi all'interno del compatto tessuto edificato della città. Ebbene, se effettivamente tutti quanti possono conoscerne la dislocazione, non in molti sono al corrente della sua storia: nel nostro quartiere i lavoratori, i cittadini, le organizzazioni politiche e sociali operanti sul territorio ed il Consiglio di Zona vedevano, già sul finire degli anni '60, nel recupero pubblico dell'area di P.le Maciachini un punto fermo per l'avvio di un indispensabile riassetto urbano. La richiesta di esproprio per pubblica utilità non nasceva dal nulla, aveva come base l'analisi della compromessa situazione zonale, dove la carenza più assoluta di servizi sociali si aggiungeva ad un'alta percentuale di abitazioni "fatiscenti", bisognose persino delle più elementari manutenzioni. La battaglia condotta diede i suoi frutti: portò nel 1969 il vincolo a 167 sull'area di P.le Maciachini, che venne inserita nel Piano Integrativo di Edilizia Economica e Popolare come lotto n° 26. Nel lotto, di ragguardevoli dimensioni, avrebbero potuto trovare collocazione sia nuovi edifici di proprietà pubblica, o convenzionati con l'Ente comunale,

sia una serie di servizi indispensabili per diminuire il fabbisogno arretrato di infrastrutture che la zona manifestava. Nel 1973 una parte dei fondi CER assegnati al Comune venivano, in una proposta della Ripartizione Edilizia Popolare, specificatamente indirizzati sul lotto 26: erano due miliardi e seicento milioni Non se ne fece nulla! Il lotto 26 non andò mai al CIMEP (Consorzio Intercomunale Milanese per l'Edilizia Popolare), nè tornò al Comune per la approvazione definitiva. Si parlò vagamente di una Variante di Piano Regolatore, la quale avrebbe dovuto destinare l'ampia area a verde pubblico... ...Non fu approntata; servì solo a tentare, forse, di far scordare l'iniziale proposta di "case per lavoratori e servizi sul lotto 26" che altri probabilmente , non la zona nel suo insieme, avevano dimenticato nell'ultimo dei cassetti, quello delle cose inutili, quello che non si apre mai Finalmente l'ultimo Piano Integrativo di 167 ha rispolverato la proposta iniziale, per la quale si erano battuti i cittadini e le forze democratiche della zona; il nuovo Piano Regolatore ha sancito questa importante scelta, ponendo sull'area di P.le Maciachini il vincolo di Piano di Zona per l'Edilizia Popolare e quello di servizi per il quartiere. L'area, chiamata ora "lotto A" ha una superficie territoriale di mq 108.000. Nel progetto di massima redatto dall'Ufficio Tecnico la superficie fondiaria, di pertinenza residenziale, è pari a 30.000 mq; Segue a pg. 2

contro la barbarie I nemici colpiscono con ferocia inaudita, giorno dopo giorno: sono i nemici della democrazia, i nemici del popolo italiano. Dopo Roma, Sesto San Giovanni; dopo Sesto San Giovanili, Brescia. Ancora una volta Brescia, dove già la infamia criminale aveva seminato la strage; ancora -una volta l'esplosivo deposto in una piazza centrale, m mezzo alla folla. Siamo al terrorismo puro, un terrorismo che non possiamo definire dissennato perchè -- quali che siano le motivazioni di cui tenta di ammantarsi -- ha uno scopo preciso e determinato, quello di sconvolgere l'ordine democratico. di attentare alle basi stesse della convivenza civile. Nel momento in cui esprimiamo il cordoglio nostro pe:' le nuove vittime, 'ribadiamo la condanna più aspra e la più ferma volontà di lotta contro questa barbara offensiva lene forze dell'eversione.

La strategia del terrore è il braccio armato di tutte quelle forze reazionarie lc quali odiano il movimento democratico e le istituzioni repubblicane e vorrebbero precipitare il Paese nel disorientamento e nel caos. Nella chiara consapevolezza di questa realtà, è più che mai necessano -- in un'ora cosi grave — che i:,.tii i cittadini di sentimenti democratici sappiano unirsi nell'impegno di isolare e battere i gruppi criminali e nella salda vigilanza a sostegno dell'ordine costituzionale. Unità popolare, unità e collaborazione con i corpi preposti alla difesa dello Stato e dei cittadini. Ogni forma di esaltazione della violenza va recisamente condannata, ogni tentativo di alibi « ideologico » va smascherato con la massima durezza. La democrazia ha la forza per vincere i propri nemici.

I SOLDI 1977 Tre domande all'assessore Mottini

Riteniamo utile per i nostri lettori dedicare spazio, in questo e nei prossimi numeri, ad un tema di grande interesse e attualità: la programmazione delle spese e degli investimenti del Comune di Milano e la preparazione del Bilancio per il 1977. La discussione è già iniziata in Consiglio Comunale, tra le forze politiche e sociali, nelle Zone. Ci sembra importante contribuire allo sviluppo di questo dibattito anche nella nostra Zona. La crisi economica del Paese, la grave situazione finanziaria degli Enti Locali, sembrano oggi condizionare, più che in passato, l'esigenza di scelte diverse, per ristrutturare e potenziare i servizi, per migliorare le condizioni di vita dei cittadini. pe: promuovere una vita democratica e associativa più ricca e articolata. In questo numero abbiamo invitato l'assessore Maurizio Mottini, esperto di problemi economici e di programmazione, a rispondere ad alcune domande su questi temi. Invitiamo i cittadini, le forze democratiche della Zona a continuare e ad estendere il dibattito. Domanda n° 1 Quali sono le scelte di fondo, i criteri generali seguiti dall'Amministrazione nell'impostare il programma per i prossimi anni e il Bilancio per il 1977? Risposta La grave situazione d'incertezza in cui sono posti gli Enti Locali per il ritardo del Governo ad adottare alcune misure indifferibili di aiuto alla finanza locale, rende difficile agli amministratori locali una programmazione seria delle scelte. In questo momento, infatti, si è nella triste condizione di operare solo su ipotesi diverse in relazione alle diverse misure che sono state proposte (anticipazione al 1977 del gettito dell'ILOR, consolidamento dei debiti a breve, aumento delle rifusioni dei tributi soppressi, consolidamento dei debiti a lungo termine). Tuttavia l'orientamento della Giunta, che sarà perfezionato nei prossimi giorni è quello di fare il Bilancio preventivo 1977 e il programma poliennale privilegiando gli investimenti per la casa, per i trasporti e per l'ambiente (acqua, fogna, inceneritori). Per quanto riguarda le spese correnti invece si punta ad un contenimento severo affidando

alla qualificazione della spesa (eliminazione sprechi, aumento della produttività) il compito di migliorare i servizi ed eventualmente estenderli, di sostituire criteri d'intervento superati con soluzioni più adeguate al soddisfacimento della domanda di servizi. Domanda n° 2 Sarebbe utile per i nostri lettori conoscere anche alcune cifre, per lo meno le più importanti. Quali e come ripartite le spese? Con che criterio e in quali settori sono previsti gli investimenti? Risposta Per gli investimenti si ritiene che nel prossimo quadriennio 77 - 81 occorrano dagli 800 ai 900 miliardi di cui la metà circa da concentrare nelle voci menzionate (casa, trasporti ed ecologia). Un'altra voce rilevante sarà data dalla scuola per circa 70 miliardi. E' bene subito precisare, tuttavia, che senza provvedimenti governativi per la finanza locale non ci sarà alcuna probabilità di finanziare gli interventi sopra menzionati, poichè l'attuale possibilità di ricorso al credito a lungo termine è solo sufficiente a coprire i presumibili disavanzi di gestione del trasporto pubblico (700 800 miliardi nel quadriennio). Da ciò risulta chiaramente la impossibilità di programmare seriamente alcunchè se non intervengono provvedimenti per la finanza locale e per sovvenire ai

disavanzi del pubblico trasporto nelle grandi aree urbane. Anche con la più rigorosa gestione, questi dati sono ineliminabili nella situazione attuale. Domanda n° 3 Qual'è il ruolo delle forze sociali e del decentramento nella formulazione del Bilancio e del programma? Risposta Decisivo per ottenere risultati. Nella situazione milanese la dimensione dell'Ente Locale e delle sue emanazioni (aziende e società comunali) sia in termini di Bilancio (circa 1.200 miliardi) che di dipendenti (complessivamente 45.000 unità)crea delle esigenze di conduzione e direzione della cosa pubblica, molto diverse rispetto agli altri Enti Locali. Non bastano cioè in queste situazioni alcune scelte operate dalla Giunta per vedere risultati immediati. Occorre qualcosa di diverso ed anche più difficile. Occorre un mutamento nell'atteggiamento, nel modo di operare dell'intera struttura comunale. Nuovi indirizzi possono essere perseguiti se nel contempo nuove strutture organizzative, nuove modalità operative entrano in azione. Di qui la importanza del decentramento politico amministrativo, la indispensabile azione del controllo democratico, la necessità del coinvolgimento dell'intero tessuto democratico della città nella individuazione degli obiettivi e nella loro attuazione.

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In questo numero COME LAVORA LA COMMISSIONE IGIENE E SAN ITA'

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UN PROBLEMA DI OGGI

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IL CONSULTORIO

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QUI SCUOLA BODIO

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INDUSTRIE FARMACEUTICHE MONTEDISON TRA RISTRUTTURAZIONE, SALUTE E SVILUPPO

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DIFENDERE E SALVARE LA SCUOLA

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