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La Campana4

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la campana

BOLLETTINO UNITARIO DEI CONSIGLI DI FABBRICA DEL GRUPPO BREDA DI SESTO

PREPARARE LA VERTENZA

Rinnovare il premio di produzione

GLI IMPEGNI

DI QUESTI MESI

Oltre agli impegni di carattere generale che dovremo affrontare quest'anno — congressi per l'unità sindacale e rinnovo del contratto nazionale di lavoro — ci sono altre scadenze che dovranno essere affrontate.

Infatti al 31 Marzo di quest'anno scade il premio di produzione per le Fucine e la Termomeccanica, e necessariamente dovremo effettuare la contrattazione per il 1972.

Così come al 30 giugno sempre di quest'anno scade l'accordo sull'accantonamento feriale e anche questo deve essere ricontrattato.

Sono questi due istituti sui quali evidentemente occorre per lo meno definire che obiettivi economici ci diamo tenendo conto che attualmente il premio di produzione annuo alle Fucine è di 127.000 lire e alla Termomeccanica di 110.000 e che l'accantonamento feriale è per tutti 5.460 lire mensili per 13 mensilità il che significa 70.980 lire all'anno.

Così come è necessario arrivare ad un accordo con le direzioni sul consiglio di Fabbrica che definisca il monte ore per tutto l'anno e riconosca nei fatti tutti i delegati perchè questo è l'unico modo per evitare inconvenienti strani che si sono registrati negli ultimi tempi.

Esistono poi una serie di problemi aziendali che vanno affrontati

con organicità, dall'applicazione degli accordi del 1971 non in termini restrittivi come vogliono le direzioni ma secondo lo spirito col quale sono stati conquistati.

Pur nella consapevolezza che quest'anno è l'anno del contratto non possiamo trascurare completamente la contrattazione aziendale

1972

per questo è necessario un dibattito per operare delle scelte prioritarie sui problemi reali esistenti nelle fabbriche.

Noi riteniamo che entro la fine di marzo si deve aver definito richieste per poterle presentare all'Intersind e alle direzioni all'inizio del mese di aprile.

Unità sindacale Contratto di Lavoro

II 1972 rappresenta un banco di prova decisivo per la classe operaia e per la strategia sindacale.

Infatti è l'anno del rinnovo dei contratti ed è insieme l'anno dell'unità sindacale: due scadenze che saranno al centro della vita politica del paese e che sono strettamente collegate sin da ora.

Dobbiamo su questi due importanti obiettivi sviluppare un dibattito che tenda a precisare con maggior puntualità la nostra condotta, il nostro impegno, la nostra linea di azione.

L'unità sindacale va realizzata nei modi e nei tempi stabiliti, non ci devono essere perplessità e tentennamenti proprio per la particolarità del momento politico che stiamo attraversando.

La radicalizzazione degli scontri

sociali trova in questa circostanza la prima e più evidente proiezione politica di cui non sono chiari nè i contorni, nè gli schieramenti, nè gli sbocchi.

Le stesse elezioni anticipate sono auspicate, da chi ha determinato questa situazione, affinchè si svolgano in un clima che dia sempre più corpo e sostanza allo spostamento a destra di tutto l'asse politico, questo è senza dubbio un fatto grave che va scoraggiato e respinto.

Questa situazione riguarda perciò direttamente le sorti dei lavoratori, l'occupazione, i rapporti di potere nelle fabbriche.

Ciò che politicamente è in gioco è ancora la partita tra classe operaia e padronato aperta con l'autun-

E
CONTINUA IN P

GLI ACCORDI DEL 1971

Gli accordi realizzati nel 1971 alla Breda Termo e Fucine sono tra i più avanzati conquistati in tutte le aziende metalmeccaniche per due motivi fondamentali:

perchè l'ambiente di lavoro e la salute dei lavoratori sono stati privilegiati rispetto alle altre rivendicazioni e sono stati posti dopo aver svolto un'analisi approfondita che ha evidenziato il metodo più adatto per rimuovere le cause che determinano la condizione lavorativa pericolosa e nociva;

perchè l'aspetto delle retribuzioni è stato posto come punto basilare per l'eliminazione delle sperequazioni esistenti e che proprio nel tempo dimostrerà la sua genuina validità vietando ad esemplo alle Direzioni la possibilità di assorbire i superminimi (aumenti di merito) nei passaggi di categoria.

E' su questi due aspetti che ci vogliamo soffermare ben coscienti che i motivi di insoddisfazione tra certi gruppi di impiegati e anche di operai, permangono tuttora e hanno finito col creare una sorta di • baluardo » contro le scelte populiste » fatte dal Sindacato e dai consigli di fabbrica.

Lungi da noi il proposito di • convertire » chi dissente da una determinata linea, rispettosi delle idee altrui (per le quali però occorre confrontarci sulle priorità dei problemi esistenti) siamo però fermamente convinti delle scelte operate e degli accordi conquistati.

La nostra convinzione parte dal presupposto che occorre nelle rivendicazioni saper cogliere gli elementi prioritari da affrontare che ad esempio nel caso delle retribuzioni si identificano in:

a) necessità di avere un controllo e una garanzia delle retribuzioni (salari e stipendi) il più ampio possibile per evitare che gli aumenti conquistati dai lavoratori e concessi dalle direzioni siano temporanei perchè possono in momenti successivi esse-

re assorbiti o da altri aumenti o dai passaggi di categoria;

b) garantire a tutti un superminimo (3° elemento) contrattato e che non sia dato discrezionalmente • ad personam » dalla direzione con un carattere di soggettività che ha lasciato sin'ora la bocca amara a parecchi lavoratori.

Queste sono le basi essenziali che non sono state colte da chi si lamenta perchè • non ha preso niente ». Ora se questo è vero, è pur vero che anche per questi c'è la garanzia che quanto già si ha non verrà assorbito in futuro e crea certamente le premesse per affrontare le prossime rivendicazioni partendo da una posizione più omogenea e consistente.

Il dramma invece esce quando più che valutare la realtà su questi presupposti si ragiona dietro alle « invenzioni della Direzione » che prende ií pretesto da questa situazione per dire che • i sindacati hanno bloccato gli aumenti che loro vorrebbero concedere » che in poche parole oggi l'amministrazione del personale dipende non più da loro ma dal sindacato (magari fosse vero!) però in questo caso c'è da domandarsi cosa ci stanno a fare ancora i dirigenti d'azienda?

La verità è un'altra, è che le direzioni • cavalcano » le incertezze di questi lavoratori mascherando la loro non disponibiliC dietro l'alibi sindacale dell'egualitarismo della giustizia populista con un preciso scopo, cioè quello di mettere in cattiva luce le rivendicazioni che stabiliscono certi equilibri ed eliminano certe incongruenze.

La scelta del Sindacato non è quella di sostituirsi alle direzioni aziendali diventando le controparti dei lavoratori (lasciando così tranquilli e senza problemi i dirigenti aziendali profumatamente pagati), ma è la scelta contro le ingiustizie, contro le discriminazioni convinti che non è sul piano personale che si risolvono i problemi di fondo, ma che è invece con una profonda convinzione collettiva, scegliendo le priorità, che si creano basi e

rapporti nuovi che danno uno sbocco e permettono di affrontare con una dimensione più giusta i problemi rivendicativi.

Il Sindacato non ha mai • proibito » alle Direzioni di dare aumenti anzi è il contrario, ha sempre chiesto (senza aver avuto per altro mai una risposta precisa, che non sia ,quella che • siamo senza soldi ») che si conoscessero i criteri e che questi non fossero riservati a pochi • intimi ».

Il Sindacato si è sempre battuto perchè nelle fabbriche si consolidassero dei minimi aziendali basati sulle retribuzioni di fatto, superiori a quelli contrattuali e che garantissero con il passaggio di categoria un aumento reale anche delle retribuzioni così come è la linea del Sindacato quella di trasformare gli istituti mobili che compongono la paga (cottimi, incentivi, ecc.) in elementi garantiti e mensili cioè ottenere la mensilizzazione del salario per tutti.

Per concludere, ci siamo sforzati di far capire che occorre superare il concetto corporativo personale e di gruppo ed invece adottare un'ottica più ampia, coscienti che è la via migliore per risalire alla causa che da origine proprio ai problemi particolari.

Affrontare i singoli aspetti in modo scollegato o frammentario quasi mai si ottengono dei risultati soddisfacenti e duraturi, per questo gli accordi del 1971 sono stati e si dimostrano essenziali ma come tutti gli accordi occorre gestirli bene e in prima persona ed è quello che compete ad ognuno.

UNA GRANDE FORZA UNITA

Non avete mai immaginato una grande forza senza disciplina?

E' un caos, un disordine senza fine, una immaginabile quantità di forze perdute.

Una forza quindi che naviga senza una fissa dimora, in una direzione casuale.

Una indiscussa volontà di volere, senza la direttiva di un punto di arrivo.

Tale forza, congiunta in un volere disciplinato, ordinato da precisi insegnamenti, da retta volontà, in cui si basino l'esperienza del tempo e « temprata » nei durissimi anni di lotte, questa forza potrà padronegigare nel vasto campo lavorativo.

La base di questa forza, il deposito di controllo, il cervello regolatore di questa energia è il Sindacato.

Il Sindacato è l'organizzazione del lavoratore, poichè deve salvaguardare oltre al suo lavoro, i suoi interessi.

rassicura dalle ire dei temporali, oppure una diga, messa a difesa delle coste dalla furia delle possenti mareggiate. —

E' più che giusto dire allora che il sindacato è un organo indispensabile per ogni lavoratore, nella nostra moderna società, come è indispensabile amministrare bene una casa se si vuole che questa non vada alla rovina da forze naturali o da forze maligne.

Ogni lavoratore, riflettendo con saggezza, deve mirare soprattutto alla serenità del suo avvenire, adoperandosi a formare l'unione indispensabile delle sue organizzazioni, cercando di migliorare le sue leggi e le sue applicazioni.

Molti consigli possono formare una buona idea, od una buona azione.

DI mattone In mattone, cooperando ordinatamente, unitamente si edifica una solida casa.

Nessun Isolamento, nessuna influenza di egoismi personali che si tramutatno a danno della società e frenano l'evoluzione e la soluzione dei nostri molteplici problemi, che cercano la discordia ed avvelenano il sangue, e tutto a giuoco di una caparbietà che al fine lascia nella vecchiaia il rimorso e l'ama-

rezza di non avere saputo donare al bene che della vita si ha ricevuto.

Il « lascia fare » o l'indifferenza è cosa del tempo passato remoto, in cui dominavano coloro che accumulavano ricchezze inconcepibili a scapito degli ingenui ed onesti e di forze incontrollate e deboli.

Il sindacato per noi significa vigore, significa comprensione delle dure fatiche del nostro lavoro.

Più saldi saremo attorno alla sua bandiera, più incisiva sarà la nostra forza.

La maturità della classe lavoratrice italiana è giunta alle sue porte, nessuno può essere assente alla voce ed alla chiamata delle sue organizzazioni, del suo sindacato unitario.

DALLA PRIMA

no del 1969.

La vendetta del capitalismo (privato e pubblico), di fronte alla rivolta dei lavoratori che contestavano i vecchi rapporti di potere, è stata molto ampia e articolata: dallo • sciopero degli investimenti • alla disoccupazione « intenzionata alla repressione nelle fabbriche, come nelle scuole.

L'unità sindacale si deve misurare anche su questi temi.

IL RINNOVO CONTRATTUALE

Andremo ai contratti probabilmente in una situazione economica e politica, certamente non facile.

I metalmeccanici avranno oggettivamente una grande responsabilità sia relativa al tipo di unità che allo scontro di classe che caratterizzerà il 1972.

Dovremo elaborare un tipo di piattaforma contrattuale che non sia il risultato di pure e semplici

Il tesseramento quindi è più che mai necessario, sarebbe un'assurdità cercare di sviare l'unica via che salvaguarda i sacrosanti diritti del nostro impegno e del nostro lavoro.

La lotta contro le forze parassitarie è una legge naturale e che lavoratori con la loro costanza e la loro perseveranza combatteranno aspramente nel futuro.

La nostra fede in un lavoro sano dignitoso racchiuso nelle nostre modeste aspirazioni gioverà al fine a rasserenare l'ambito delle nostre famiglie ed ai nostri figli guardate più fiduciosi alle porte delle stridenti officine.

valutazioni di tecnica contrattuale dl aspirazioni settoriali, ma dovrà invece corrispondere a scelte politiche di fondo corrispondenti agli interessi reali e generali della classe lavoratrice, al suo rafforzamento strategico.

Da qui il nostro impegno verso l'insieme del movimento.

Il Congresso per l'unità dei metalmeccanici stabilito per il 24-29 ottobre di quest'anno dovrà essere la sintesi di uno sforzo enorme di rifondazione del sindacato, un contributo generale alla riorganizzazione della classe lavoratrice nel nostro paese.

In questo contesto il rinnovo contrattuale dei metalmeccanici è ricco di implicazioni e investe tutta la categoria di grandi responsabilità.

Le carte migliori che abbiamo tra le mani sono quelle dell'unità della democrazia nei rapporti coi lavoratori.

Occorre giocarle bene e fino in fondo.

Concluse le lotte che hanno caratterizzato mesi estivi di questo 1971, siglato l'accordo il 17 settembre; nell'animo della maggior parte dei lavoratori sono nate speranze, accanto ad esse è subentrata la convinzione che avendo ottenuto impegni precisi e sottoscritti il loro compito era esaurito. Dicono, non è compito nostro il far rispettare gli accordi spetta alle Organizzazioni Sindacali! Questo modo di vedere le cose è completamente sbagliato! Bisogna convincersi che i migliori giudici in questa materia siamo noi lavoratori! Se non si gestisce ciò che si è conquistato, ciò che si è strappato a costo di durissime lotte; gli accordi restano solo belle parole, esercitazioni teoriche sterili! Non daranno mai I frutti che ci si aspetta da loro! Di qui la necessità dl vigilare contineumente, e conseguentemente l'obbligo di mantenersi al corrente degli sviluppi della situazione. Da parte nostra faremo tutto ciò che è umanamente possibile affinchè questo foglio diventi, appunto, l'informatore preciso, puntuale della vita sindacale di fabbrica. Esaurita questa premessa, sarà utile rifare insieme la strada, rivedere la genesi, gli sviluppi di questi ultimi 6 mesi.

IL NOSTRO IMPEGNO

Per l'esattezza dalla pubblicazione dell'ormai famoso « LIBRO BIANCO ». Senza tema di smentite, questa nostra fatica, ml permetto dl chiamarla nostra perchè è il frutto di un'esperienza vissuta da tutti noi lavoratori della Breda Fucine, ha suscitato parecchio scalpore. Intorno ad essa si è versato un fiume d'Inchiostro. Molti personaggi Importanti l'hanno avuta fra le mani, se non tutti si sono dati la pena di leggerla, molti l'hanno fatto. Da ciò si ha avuta la consolazione di registrare una fioritura d'iniziative, prese di posizione, dichiarazioni di principio, che se indirizzate sulla giusta strada, sicuramente daranno frutti che lavoratori si aspettano.

E' anche vero che noi, dopo una lunga lotta, da qualcuno chiamata • L'estate calda ., siamo riusciti a mettere l'azienda davanti alle sue responsabilità impegnandola ad una politica d'investimenti e di ristrutturazione al fine di risanare l'ambiente di lavoro. Abbiamo, fre le altre cose un impegno preciso, da parte della Direzione, alla compilazione del libretto sanitario per tutti quel lavoratori addetti a lavorazioni nocive, altri impegni contenuti nell'accordo già citato e riportato integralmente in un'altra parte di questo foglio.

Da tutto ciò dicevo, si hanno avuti incontri, tavole rotonde, convegni che credo utile citare, riportare schematicamente le dichiarazioni conclusive dei vari responsabili.

LA RISONANZA

FUORI DALLA FABBRICA

Il 15 settembre una delegazione del

Consiglio di Fabbrica è stata riscevuta da una Commissione consiliare sanitaria e dall'assessore alla Sanità della Regione Lombarda a loro è stato presentato il libro bianco, spiegandone i contenuti e chiedendo l'intervento della Regione a tutti livelli ed in tutti gli ambienti competenti affinchè venga attuata la riforma sanitaria, vengano sensibilizzati i problemi della salute nelle fabbriche.

Dopo un ampio esame, da parte del rappresentanti regionali, è stata manifestata la più ampia solidarietà con i lava ratori della Breda Fucine e con i contenuti della lotta intrapresa. L'assessore ha assicurato che farà tutto ciò che è in suo potere per accelerare la soluzione del problerna. Qualche giorno dopo un'altra delegazione del Consiglio di Fabbrica è stata ricevuta dall'assessore alla sanità della Provincia, anche a lui è stato consegnato il libro bianco illustrandone contenuti: anche questa personalità ha assicurato il suo appoggio. Verso la fine del mese di ottobre una delegazione del Consiglio di Fabbrica è stata ricevuta dal prof. Vigliani direttore della Clinica del Lavoro, anche a lui è stato consegnato il libro chiedendogli le sue impressioni. Dopo un profondo e prof,( zio esame l'illustre clinico ha soster,u ; ;a validità dell'indagine che la Clinica stessa ha effettuato, da noi criticata, ribadendo che per ottenere dei risultati attendibili occorre che queste indagini si protraggano nel tempo, che i tecnici preposti siano affiancati e coadiuvati da rappresentanti dei lavoratori interessati.

Al fine di superare sterili polemiche si è convenuto che, per il futuro, la Clinica del Lavoro rifiuterà qualunque indagine se la richiesta non sarà approvata dal Consiglio di Fabbrica, e se l'indagine in parola non sia preceduta da una riunione preparatoria presenti: i rappresentanti della Direzione, i rappresentanti dei lavoratori e la Direzione della Clinica del Lavoro. Credo che tutto questo si commenti da sè! Accanto a queste positive dichiarazioni di principio e prese di posizione, bisogna registrare anche delle risposte negative.

L'ATTEGGIAMENTO DELLA DIREZIONE

E' doloroso constatare che i NO venga no, ancora una volta dalla Direzione Aziendale. Eccomi al fatto: la commissione per la formazione dell'Unità Sanitaria Locale del Comune di Sesto San Giovanni, nel mese di ottobre ultimo scorso, inviava una lettera alla Direzione della Breda Fucine offrendosi di eseguire, utilizzando le attrezzature dell'Ospedale Civile di Sesto che sono quanto di meglio esista in campo europeo, una visita sulle vie dell'apparato respiratorio; viste le risultanze del libro bianco pubblicato, a tutti huei lavoratori che prestano la loro opera in ambienti disagiati e nocivi. Dopo vari colloqui telefonici si arrivava ad un incontro il giorno 8-11-71 alla presenza del

Sindaco e dell'Assessore all'Igiene e Sanità, di alcuni componenti la commissione dell'Unità Sanitaria Locale, il prof. Grigenti e per la Diretione Breda Fucine il dott. Scalpelli.

Il prof. Grigenti esordiva dicendo che: visto gl'impianti esistenti all'Ospedale di Sesto, come medico riteneva utile detta visita e passava la parola al rappresentante della Direzione. Il dott. Scalpelli, pur dichiarandosi d'accordo come uomo, poneva due questioni di principio. La prima si riferiva al costo (che si aggira sulle 8-10.000 lire per persona e che riguardava circa 300-400 lavoratori vale a dire 3 o 4 milioni) non solo come costo, ma per il fatto, sempre secondo le sue dichiarazioni, che la società paga già un numero notevole di milioni a vari enti preposti alla cura della salute dei lavoratori. La seconda pregiudiziale, la più sottile, si può sintetizzare con queste parole: perchè dovremmo essere i primi a fare queste cose? .. Concludeva perciò dicendo: • che qualora avesse avuto risposte positive dalle altre Aziende, avrèbbe preso in considerazione l'opportunità, di ritrovarsi al tavolo per una più approfondita discussione. Risulta evidente, da questo tipo di risposta quanto poca sia la sensibilità di chi dirige un'azienda a partecipazione statale che dovrebbe essere all'avanguardia in fatto di prevenzione e cura della salute dei lavoratori.

LE ASPETTATIVE DEI LAVORATORI

Oltre a tutto ciò che fin qui ho esposto, credo sia importante, considerare un altro aspetto del problema, che a mio modesto avviso, non è stato convenientemente trattato e approfondito. Precisamente: le aspettative che la nostra azione ha creato fra i lavoratori di altre aziende che si trovano nelle stesse, o peggiori condizioni in fatto di prevenzione ed eliminazione di nocività. Non va dimenticata l'opinione pubblica, che grazie ad una stampa sensibile ed attenta, ha incuriosito ed interessato con articoli, interviste, denunciando a livello nazionale le condizioni in cui

siamo obbligati a lavorare. Queste aspettative vanno soddisfatte! Noi tutti questi mesi abbiamo denunciato, ora occorre pubblicare i risultati di questa nostra denuncia, aggiornare continuamente l'opinione pubblica degli sviluppi delle situazioni, fino ad ora non è stato fatto! Questo scritto dovrebbe essere, nelle mie intenzioni, il primo di una lunga serie intesa a colmare la lacuna sopra descritta. A questo punto conviene descrivere le varie iniziative che la Direzione ha fin qui preso al fine di tener fede agli impegni assunti:

1) ha dato avvio alla costruzione della ne montaggio presse;

Applicare integralmente I' accordo sull' ambiente di lavoro Struttura di base del sindacato e partecipazione dei lavoratori

3) lo studio sui vari indumenti e mezzi protettivi atti ad attenuare le nocività delle lavorazioni; nei giorni scorsi la commissione ambiente di lavoro è stata ricevuta dal Direttore di produzione per l'esame dei vari campioni, bisogna riconoscere che da parte dell'Azienda c'è volontà di risolvere velocemente il problema. Oltre alle iniziative sopra descritte, non è più un mistero per nessuno, che il Direttore Sanitario, in questi ultimi tempi, ha visitato più volte la fabbrica. Circola fra I lavoratori una voce a questo riguardo: non si è mai visto così frequentemente II professore in officina come adesso!

Negli ultimi mesi ha visitato l'officina molto di più che in tutti gli anni che è fra di 'noi! ». E' stato già dato in dotazione ad alcuni operai campioni d'indumenti protettivi al fine di provarne l'efficacia e la praticità, onde scegliere il meglio che offre attualmente il mercato. Si può vedere tecnici impegnati in studi, rilevamenti ,per migliorare le più vistose mancanze agli impianti, che nei lavoratori si andava chiedendo l'applicazione od il miglioramento da anni.

Concludendo questa un po' lunga chiaccherata, credo sia utile citare la stampa che si è interessata al nostro problema, alla quale va il nostro ringraziamento. Hanno pubblicato articoli i seguenti quotidiani e riviste: L'Unità, L'Avanti, L'Avvenire, II Giorno, Corriere d'Informazione, il Manifesto, Unità Operaia, Rassegna Sindacale, Metallurgico, Vie Nuove, 7 Giorni, Esperienze Amministrative, Luce Sestese, Nuova Sesto, Rivoluzione Autonomista, Servire il Popolo e Cronache Lombarde. Penso che bisognerà in seguito continuare l'esposizione di altre iniziative assunte in vista della soluzione di questo importantissimo problema. Non va dimenticata la convinzione che ci ha spinto e sorretto, e che ci spingerà e sorreggerà per il futuro: « La salute non si paga!

Ghezzi Fulvio (del Consiglio di Fabbrica Breda Fucine)

La rielezione dei delegati avvenuta il 25 ottobre 1971 non è stata una semplice operazione collettiva di un organismo ma ha avuto al suo interno un importante fatto politico che consolida le affermazioni unitarie stabilite dalla 2' Conferenza Unitaria dei Metalmeccanici e getta le basi di una rifondazione nuova e autentica del Sindacato Unitario.

Il rinnovamento delle strutture unitarie del Sindacato partendo dalla fabbrica per risalire poi a tutti gli organismi esterni ha la sua motivazione di fondo nel nuovo modo di porsi del Sindacato.

E' questo un fatto che non ha precedenti nella storia del movimento sindacale ed è la più solida garanzia dell'esercizio della democrazia.

Il fatto innovativo sta nell'essere andati alle elezioni superando l'istituto della C.I. per la quale non si procederà più a nessuna rielezione, che nei C.D.F. non si procederà alla nomina dei rappresentan— ti sindacali aziendali, ma eletti i delegati, il C.d.F. nella sua globalità è la dirigenza sindacale unitaria.

Ora, la figura del delegato assume una dimensione decisamente importante perchè è il diretto responsabile del suo gruppo omogeneo al quale risponde e ha il riconoscimento e la tutela che gli permettono di discutere con la Direzione i problemi, non con un carattere corporativo ma inseriti in un contesto globale e raffrontato con tutto il C.d.F. che è l'unico orga-

nismo unitario a cui spetta di decidere le scelte e le linee dell'attività sindacale in stretto collegamento con tutti i lavoratori della Fabbrica.

Il Consiglio di fabbrica dopo aver nominato l'Esecutivo si è strutturato in commissioni di lavoro per l'ambiente di lavoro, i cottimi, le qualifiche.

A questo punto la Direzione ha tentato di interferire sulla nostra struttura con argomentazioni diverse:

dicendo che il numero dei componenti le commissioni sono troppi;

che non riconosce i delegati per trattare problemi specifici; che riducendo il numero sl risparmiano le ore a disposizione.

In poche parole la direzione vuole nei fatti regolamentare lei l'attività sindacale che è esclusivamente dei lavoratori.

A questo punto occorre dire chiaramente che non possiamo permettere simili interferenze, in quanto lo Statuto dei diritti dei lavoratori riconosce tutti i delegati e che tale riconoscimento lo si attua proprio riconoscendo loro il diritto di trattare con la direzione alla pari di tutti e pertanto non può essere conteggiato il tempo utilizzato in direzione, nelle ore a disposizione per l'attività organizzativa del C.d.F.

Abbiamo conquistato alcuni diritti, ebbene non permetteremo a nessuno di toglierceli perchè vorrebbe dire che doi abbiamo fatto sì un organismo nuovo, democratico, rappresentativo, ma che senza gambe non potrà certamente risolvere nel meglio i problemi dei lavoratori.

IL RINNOVO DEL CONSIGLIO DI FABBRICA DELLA BREDA FUCINE

Breda Fucine

Impegni da presidente o da marinaio?

LA LOGICA PADRONALE: PRIMA TI SFRUTTO POI TI SBATTO VIA!

Nelle scorse settimane alla Breda Fucine è accaduto un grave fatto che è doveroso portare a conoscenza di tutti i lavoratori: un lavoratore, che da quasi trent'anni lavorava alla Breda — dalla sera alla mattina —, è stato messo su 'une strada.

Questi i fatti:

a) molti anni fa l'ingegner Gaeinno GASPERI — Amministratore `delegatadella Breda Fucine e delle Fucine Meridionali — fece dimettere dalla Breda il suo autista personale, il quale dovette comperare, dalle Fucine, l'auto con la quale Continuò a fare l'autista del massimo dirigente delle Fucine; il rapporto di lavoro, di questo lavoratore-autista, con le Fucine eri,,per così dire, di • appalto » e nel ,« contratto • di lavoro vi è contenuto l'impegno che all'eventuale termine di detto lavoro la tEkeda lo avrebbe riassunto alle Fu,(cine;

ancora recentemente le Fucine fecero acquistare una nuova auto (ci vuole dignità e signorilità!) facendo firmare un prestito di decine di migliaia di lire al lavoratore-autista;

non molto tempo fa l'ingegner Bernasconi e il dottor Scarpelli firmarono, con il lavoratoreautista, un contratto con il quale si stabiliva che questo lavoro continua sino alla metà del 1973 e poi l'eventuale assunzione alla Breda; nelle scorse settimane, da qualche parte, si decise che l'ultrasettantenne ingegner Gasperi andasse in pensione (era ora, no! che godesse di un po' di meritato riposo?) e così, su due piedi, si tronca il contratto con l'autista mettendolo su una strada senza lavoro;

per mascherare la non riassunzione alla Breda Fucine dell'autista gli si fece fare una visita dal medico dl fabbrica il quale disse che non era a posto con la salute (visite ed analisi fatte da medici specialisti dimostrano invece che

è sano come un pesce).

In conclusione: rapporto di lavoro illegale (appalto), non rispetto nemmeno del contratto firmato (scade nel 1973), non riassunto alle Fucine (come scritto nell'accordo e come continuamente si era impegnato a fare l'ing. Gasperi) infine, al tutto, si è aggiunto lo spavento (e contemporanea presa in giro) di sentirsi dire di essere tanto ammalato, dopo 30 anni che, da un giorno con l'altro non poteva più lavorare alla Breda.

Questa è la logica padronale:

fin che mi servi ti sfrutto, anche con rapporti di lavoro illegali, poi ti butto via come una buccia di limone spremuta ».

Tutto ciò alla faccia delle onoratissime firme ed impegni dell'ing. Bernasconi e del dott. Scarpelli (Direttore Generale e Direttore Amministrativo) nonchè dei solenni impegni e promesse (non valgono forse meno di quelle di un marinaio?) dell'Amministratore Delegato ing. Gasperi.

Morale: non fidarti mai dei padroni e di chi li rappresentai

Che cosa succede ai Servizi Comuni Breda

Da uniPpo' di tempo la direzione dei Servizi Comuni Breda sta attuando nei confronti del suo personale dei provvedimenti piuttosto illegali dal punto di vista sindacale e molto drastici dal lato umanitario.

Eccoci al dunque: nel luglio scorso una guardia veniva colpita da infarto cardiaco e tra ricovero in -ospedale e una lunga convalescenza si assentava dal servizio per sei mesi. Allo scadere della data prevista si presentava in servizio munito del relativo certificato di guarigione, ma al momento di timbrare il cartellino gli fu detto di non timbrare perchè la giornata gliela avrebbero pagata comunque, e nel contempo lo mandavano a casa dicendogli che l'indomani si sarebbe dovuto recare a Milano dal capo del personale.

Da questi, munito di lettera veniva inviato a una visita di controllo presso l'ufficio del lavoro, e si sà come vanno a finire queste cose: un bel certificato, inviato direttamente In ditta, dal quale risultava che il lavoratore non era più Idoneo a; tre turni.

La direzione con diverse lusin-

ghiere promesse cercò di carpire' in buona fede le dimissioni, dimissioni che certamente nona furono firmate dal lavoratore.

Conclusione: lettera di licenziamento, e un eventuale strascico giudiziario. A questo si aggiunge un altro licenziamento, dovuto non sappiamo bene per quali motivi. E' inutile poi dire che in caso di malattia il 50 per cento dei lavoratori vengono sottoposti a controllo da personale dell'INAM dietro segnalazione della stessa direzione. Sappiamo naturalmente che simili atti di rappresaglia tendono ad intimidire i lavoratori e mirano esclusivamente ad ostacolare rivendicazioni in corso in sede aziendale ma è bene che la direzione sappia che i lavoratori dei Servizi comuni Breda resteranno uniti e compatti sostenendo con tutte le loro forze le giuste richieste.

Pertanto per gli atti antisindacali su accennati il personale tutto protesta energicamente e si augura che nell'avvenire non vengano più a verificarsi tali ingiustizie altrimenti saprà dare una giusta risposta.

CHIESTO UN INCONTRO ALLATERSIND

Siamo con la presente ad invitarVi a voler convocare un incontro congiunto con le Vostre Associate — che si leggono per conoscenza — al fine di esaminare l'applicazione dell'accordo del settembre 1971 in merito all'unificazione degli Enti sociali aziendali (FAS, Fondazione, Mutua aziendale).

Tale incontro si rende necessario in sede sindacale poichè a distanza di vari mesi, malgrado le ripetute sollecitazioni dei Consigli di Fabbrica, non solo non si è dato soluzione al problema ma nemmeno si sono iniziate le trattative.

In attesa di sollecita convocazione, distintamente salutiamo.

Proposta di regolamento unificato ( FAS, Fondazione Mutua Aziendale )

Il Regolamento per gli operai ed impiegati delle fabbriche sottoelencate... assicura le seguenti prestazioni: economiche, sanitarie, intellettuali e morali.

Anticipo salario malattie ed infortuni.

Integrazione dopo il periodo pagato al 100 per cento.

Trattamento in caso di assenza per tubercolosi e cancerosi.

Cure convalescenziarie.

Cure idrotermali.

Prestazioni odontotecniche.

Pagamento delle ore perse per cure e visite specialistiche, piccoli malori.

Contributo spese per occhiali normali (INAM).

Assegni di natalità ai titolari con coniuge a carico, assegni funerari, sussidi straordinari, donatori di sangue. I) Cure climatiche per titolari e figli.

Premi di studio per titolari e figli.

Attività culturali, ricreative, sportive.

Gestione casa albergo per titolari.

Articolo n. 1 - ANTICIPO SALARIO MALATTIE ED INFORTUNI

In caso di assenza dal lavoro dei titolari per malattia, riconosciuta ed indennizzata dall'I.N.A.M.; infortunio riconosciuto ed indennizzato dall'I.N.A.I.L. verrà corrisposto un anticipo del 100% del salario; a norma contrattuale articoli n. 25 e 26.

Articolo n. 2 - INTEGRAZIONE DOPO IL PERIODO PAGATO AL 100%

Durante le assenze per malattie od infortuni, dopo il periodo del pagamento completo della retribuzione da parte dell'Azienda: ciò a dire: due, tre o quattro mesi (a seconda dell'anzianità) darà una integrazione al sussidio nella misura del 20% del salario lordo e dello stipendio per la durata della malattia o dell'infortunio sino alla conservazione del posto di lavoro.

Articolo n. 3 - TRATTAMENTO IN CASO

Dl TUBERCOLOSI O CANCEROSI

Fermi restando gli articoli n. 1 e 2 del presente regolamento; dalla data di assunzione in cura da parte dell'I.N.P.S. per la durata massima di 18 (diciotto) mesi i titolari usufruiranno di un sussidio nella misura del 10% salario lordo o dello stipendio.

Articolo n. 4 - CURE CONVALESCENZIARIE

L'invio in convalescenza viene deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente su parere del Consulente Sanitario

della Mutua, ed è previsto nei seguenti casi:

gravi deperimenti conseguenti ad Interventi chirurgici; malattie particolarmente debilitanti; prevenzione e profilassi della tubercolosi.

Il periodo normale di convalescenza è di 15 (quindici) giorni, esclusi i giorni di viaggio, deve essere trascorso presso gli Enti od alberghi convenzionati dall'Ente; per I casi gravi può essere concessa una proroga dal Consiglio d'Amministrazione su parere del Consulente Sanitario. Per i titolari le spese di soggiorno sono a completo carico dell'Ente, comprese le spese di viaggio. Il Consiglio di Amministrazione dell'Ente si riserva la facoltà di esaminare e decidere per l'invio in convalescenza delle domande che hanno avuto parere sfavorevole dal Consulente Sanitario, richiedendo un ulteriore parere del Sanitario.

Articolo n. 5 - CURE IDROTERMALI

L'invio a cure idrotermali viene deliberato dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente su parere del Consulente Sanitario, ed è previsto nel casi in cui le condizioni di salute del richiedente rendano la cura indispensabile agli effetti della prevenzione e del recupero delle capacità lavorative compromesse da affezioni In atto: forme artritiche e artrosiche suscettibili di recupero; malattie di fegato, reni e vescica; forme allergiche gravi; forme ginecologiche infiammatorie reversibili; cure termali; fangoterapia; cure idropiniche; sabbiature.

Gli interessati sono tenuti presentare la domanda all'I.N.A.M. e all'I.N.P.S. entro i termini stabiliti dagli stessi Istituti, in quanto queste cure sono di loro competenza. Qualora le domande non fossero accolte i titolari potranno presentare domanda all'Ente corredate dalla risposta negativa degli Istituti di cui sopra, dalla documentazione sanitaria In loro possesso. I famigliari dei titolari possono usufruire del diritto alla convenzione. Il periodo dl cura, la cui durata è stabilita dal Consiglio di Amministrazione dell'Ente, su parere del Consulente Sanitario. Le spese di viaggio sono a carico dell'Ente.

Articolo n. 6 - PRESTAZIONI ODONTOIATRICHE

Per le cure dentarie presso l'ambulatorio interno del Gruppo Breda, Il concorso

spese e la quota a carico del titolare, devono essere sottoposte per l'approvazione al Consulente Sanitario.

L'Ente corrisponderà il 50% della spesa totale. Il concorso spese viene dato sui preventivi e per il tipo di prestazioni fatte dall'INAM. Per prestazioni Superiori la differenza sarà a carico dell'interessato.

Articolo n. 7 - SERVIZIO INIEZIONI

Si garantisce a tutti i titolari il servizio gratuito presso l'ambulatorio interno del Gruppo Breda.

Articolo n. 8 - PAGAMENTO DELLE ORE DI LAVORO PERSE PER CURE E VISITE SPECIALISTICHE, PER PICCOLI MALORI

Al titolari che per effettuare cure e visite specialistiche presso gli ambulatori dell'I.N.A.M. ed altri Enti preposti, sono costretti ad assenze durante le ore di lavoro, viene riconosciuto il pagamento delle ore perdute nell'ambito dell'orario normale (compreso I turnisti); previa presentazione dei documenti probanti rilasciati dai vari Enti.

A tutti i titolari che sono obbligati a recarsi presso l'ambulatorio interno del Gruppo Breda, per piccoli malori viene garantita l'integrità della retribuzione.

Articolo n. 9 - CURE CLIMATICHE Al TITOLARI, Al FIGLI OD EQUIPARATI

Per i figli ed equiparati di ambo i 4Pesi dei titolari sono istituite cure ellmaíiche marine e montane estive ed Invernali. Ffer le cure climatiche invernali l'età minima dei figli od equiparati di ambo i sessi dei titolari è di 4 (quattro) anni compiuti, l'età massima è di 12 (dodici) anni compiuti.

Per le cure climatiche estive l'età minima dei figli od equiparati di ambo i sessi dei titolari è di 6 (sei) anni compiuti, l'età massima è di 12 (dodici) anni compiuti. N.B. - Per equiparati va inteso i bambini di ambo i sessi a carico dei titolari. Ai figli ed equiparati di ambo i sessi a carico dei titolari dovrà essere corrisposta la divisa invernale od estiva completa di contenitore. Le spese delle cure di cui sopra dovranno essere a totale carico dell'Ente. Per i titolari che volessero usufruire di cure climatiche per loro stessi o per famigliari l'Ente dovrà scegliere la convenzione più favorevole ai titolari stessi.

Articolo n. 10 - PREMI DI STUDIO PER TITOLARI, FICLI ED EQUIPARATI

Per i titolari, i loro figli ed equiparati di ambo I sessi l'Ente elargirà un assegno in misura di L. ... quale premio di studio, previa presentazione di certificato di promozione rilasciato da tutte le scuole della Repubblica e da qualsiasi Istituto legalmente riconosciuto. Per le spese sostenute dai titolari per l'acquisto di libri di testo per i figli ed equiparati di ambo i sessi l'Ente contribuirà con un assegno di L. ...

Articolo n. 11 - ATTIVITA' CULTURALI, RICREATIVE, SPORTIVE Gite sociali; Sala di ritrovo; Bibliotera, sala di lettura; Attività sportive (pesca, tennis, calcio, ciclismo, bocciofila, ecc.).

Articolo n. 12 - GESTIONE CASA ALBERGO PER TITOLARI

Ripristino ed interventi a favore del titolari che per necessità di lavoro si trovino a dover pernottare lontani dalla famiglie.

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LAVORATORE

devi aderire al sindacato unitario perchè devi essere un protagonista e non uno spettatore dell'unità sindacale, cioè di un processo che ti riguarda da vicino come lavoratore e come cittadino; devi aderire al sindacato unitario perchè anche il tuo contributo è indispensabile per respingere il tentativo padronale di scaricare sulle spalle dei lavoratori le difficoltà economiche ed insabbiare le riforme; devi aderire al sindacato unitario per sconfiggere tutte le forze scissionistiche e antiunitarie che con la creazione di « sindacati gialli » vorrebbero bloccare la marcia della classe lavoratrice rompendone in primo luogo l'unità; devi aderire al sindacato unitario per fare più forte ILtua organizzazione nella prospettiva del rinnovo contrattuale.

ADERISCI AL SINDACATO 11 UNITARIO .

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