La fabbrica NO ALLE TRATTATIVE PER LA MUTUA FRA LA PIRELLI E L'INAM SENZA LA PRESENZA DEI DIRETTI INTERESSATI: I LAVORATORI. RESPINGETE CON LA LOTTA QUALSIASI PATERACCHIO.
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Anno I - N. 2
Periodico di attualità politica a cura della sezione del P.C.I. L. Temolo (Pirelli)
SCIOPERO UNITARIO
Dicembre 1;67
Immatura scomparsa di
GIUSEPPE GHIANDA
per la RIFORMA PREVIDENZIALE e SANITARIA I lavoratori italiani scenderanno tutti in sciopero il 15 dicembre per la riforma della previdenza e del sistema sanitario. La decisione, divenuta indispensabile dopo che il governo non ha saputo offrire altro che continui rinvii, è stata presa dalle segreterie confederali CGIL, CISL e UIL. E' questa una questione che interessa vitalmente non solo i 7 milioni di pensionati dell'INPS, ma la generalità dei lavoratori. Perchè la riforma previdenziale le lunghe code agli sportelli dell'INAM, il fiscalismo burocratico di certi controlli, le difficolà per i ricoveri ospedalieri, la ricerca afaffannosa di un letto nelle corsie, senza tener conto dei livelli drammatici cui sono giunti i rapporti dell'ente con farmacisti, medici e ospedali, le pensioni di fame di milioni di lavoratori hanno convinto che il meccanismo vecchio e farraginoso che presiede alla gestione e all'amministrazione dell'orgnismo va spazzato via e mutato alle radici. A ciò è da aggiungere che in questi anni il governo ha saccheggiato i fondi previdenziali; tradendo impegni assunti e calpestando precise disposizioni di legge non ha attuato i 'provvedimenti di avvio della riforma previdenziale e cerca di rinviarne il più possibile l'attuazione.
Occorre un controllo dei lavoratori per impedire che i soldi versati dagli operai dell'industria vengano utilizzati per altri scopi e non per la previdenza. L'aumento delle pensioni è un atto di giustizia urgente, non più rinviabile, non solo verso gli anziani ma verso tutti i lavoratori italiani. Negli ultimi tre anni mentre le pensioni venivano tenute ferme, il costo della vita ha continuato a salire; mentre il reddito nazionale aumentava del 5-6 per cento e le produttività dell'industria addirittura del 21°/0, i salari reali hanno avuto modestissimi incrementi. I lavoratori tutti hanno pagato duarmente questa politica in termini di salari insufficienti, di logorio della salute e di infortuni sul lavoro. I contributi dei lavoratori umentano ma le pensioni sono ferme. Una cifra balza agli occhi, tutti i contributi dei lavoratori sono aumentati dai 2.283 miliardi del 1966 a 2.729 miliardi durante quest'anno. Il lavoratore italiano paga di più di tutti nei Paesi del M.E.C. su ogni cento lire di costo complessivo del lavoro, gli oneri previdenSu ogni cento lire di costo complessivo del lavoro, gli oneri previziali incidono con 12,50 lire in Olanda e in Germania, 18,20 in Belgio, 27,29 in Francia e ben 31,35 in Italia.
PAROLE E FATTI DELL'ING. LEOPOLDO Chi non ricorda la relazione ai Dirigenti fatta dall'ing. Leopoldo? Quanto spazio aveva in quell'occasione dato alla scuola come fucina di futuri quadri necessari per affrontare lo sviluppo industriale che avrà il suo apice negli anni '70. Eppure il buon Leopoldo non è neppure lontanamente ascoltato dai suoi dirigenti. In questi giorni di ripresa della scuola molti giovani, con volontà e consci del sacrificio del legame scuola-lavoro, si sono
apprestati ad iscriversi all'anno scolastico. Vogliono migliorare , vogliono mettere la loro intelligenza, anche se costa sacrificio al servizio della società. No, hanno fatto male i conti: le direzioni di reparto non sono dello stesso parere. Tutto deve essere posto subito al servizio della produzione ( e dell'immediato guadagno) niente quindi agevolazioni per i turni, niente agevolazioni d'orario, niente permessi per prepararsi. I dirigenti, che al
dire del « Capo » dovrebbero conoscere a fondo il dipendente, per comprenderlo, sorreggerlo, aiutarlo, hanno compreso solo la parte che indicava loro la validità gerarchica e dell'ascoltare per poi fare come vogliono loro. Nel caso dello studente Lochis, licenziato perchè si era permesso di stare a casa per dare gli esami, non era il culmine della politica del padrone sono me, era l'inizio di una politica ottusa, antisociale, oscurantista.
E' urgente realizzare: 1) l'attuazione della delega prevista dall'art. 39 della legge 903; 2) l'approvazione della proposta di legge Longo che prevede l'elevamento dei minimi di pensione a 30 mila lire mensili, l'aumento del 25 per cento delle pensioni, l'aumento degli assegni familiari. Scioperare uniti. Bisogna dare una spallata di grande vigore, per vincere remore e resistenze, una dimostrazione di volontà dei lavoratori, sulla quale non siano possibili dubbi e che inchiodi governanti e amministratori alle loro pesanti responsabilità.
Sempre più grave la condizione operaia alla Pirelli L'inchiesta che la nostra sezione ha svolto su 20 reparti della Pirelli Bicocca, in preparazione della Conferenza sui problemi della salute dei lavoratori (22/23 ottobre Genova) ci ha fatto riflettere ancora una volta di fronte alle pretese cannibalesche della società capitalista dove tutto è in funzione dell'immediato guadagno. Noi stessi operai e impiegati di questo grande complesso monopolistico ci sottovalutiamo con faciloneria il prezzo che andiamo pagando. L'opinione pubblica ignora la condizione attuale del lavoratore. Quando operai del reparto 35 (cavi) nel stendere collettivamente la loro risposta all'inchiesta si chiedono se si deve sempre imputare al caso il fatto che decine di loro compagni sono stati colpiti da cancro, o come le lavoratrici del reparto serbatoi di Segnanino segnalano il destino crudele che si sta ripetendo troppo di frequente negando a loro spese, il diritto di portare a termine la maternità, e ancora gli operai confezionatori che si ritengono i più numerosi clienti degli ortopedici come consumatori di busti. Altri che ci segnalano l'alta, la troppo alta percentuale di operai in cura per malattie nervose. La
(continua in quarta)
I vecchi della Pirelli lo ricordano come il « Ninel » del periodo della lotta clhndestina, il compagno catturato dai nazi-fascisti e inviato al campo di eliminazione di Flassemburg dove l'attendevano il marchio che contrassegnava i destinati alle camere di eliminazione. Ma dopo la marcia di eliminazione 100 km. con febbre alta, in mezzo a 9.000 massacrati, ridotto a larva rivedrà grazie all'arrivo delle truppe alleate la sua terra: I meno vecchi lo ricordano battagliero segretario del consiglio di gestione, responsabile della sezione di fabbrica del Partito. Sempre pronto alla lotta aperta contro tutto ciò che tende a frenare il necessario balzo in avanti dei lavoratori. Amato e stimato come pochi dirigenti della classe operaia viene colpito dalla rappresaglia con il licenziamento da quel padrone paternalista che vedeva in lui un avversario che bisognava togliere di mezzo. I più giovani lo conoscevano come dirigente, del lavoro oscuro, ma forse il più importante del Partito in campo provinciale. Sempre gioviale, sorridente, amante della vita. Trovare compagni e lavoratori della Pirelli, era l'occasione per lunghe chiacchierate. Amava in ogni occasione definirsi lavoratore della Pirelli, compagno della Pirelli, uno come noi che ogni giorno si batte contro lo strapotere della gomma. Ne aveva ben donde. Il suo insegnamento, la sua tenacia, erano ancora e rimarranno per lungo tempo con noi. Per noi comunisti della Pirelli il « Ninel » non ci lasciò quando pur cacciato dalla fabbrica come del resto ci è presente oggi che non è più.