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El Caminun4

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Redazione: Corso lodi, 58

Una copia L. 15.Abbonam. sostenitore L. 300 j

PERIODICO DEI LAVORATORI DELL'„0. M." - MILANO •

a indennità mensa è parte integrante del salario

Ci spettano 5 anni di arretrati * Chiediamo un acconto immediato

AUMISTANO

IPQU11I I

Non si rallegrino i lavoratori dell'O.M., non si tratta dei prezzi cottimo, alludiamo agli aumenti el prezzo del sale, del caffè, del metano, dei lubrificanti, delle patenti, voluti dal governo all'insegna della politica antipopolare.

Tali decisioni sono la dimostrazione dell'incapacità dei governanti di distribuire proporzionai.-•••••-• ili orter) -».«.. -n:!c l: ::..pacità contributiva di ogni cittadino, così come stabilisce l'art. 53 della Costituzione.

L'aumento del prezzo del sale è indubbiamente una misura odiosa che suona beffa agli italiani, cittadini di un paese bagnato ( da acqua salata ) per tre quarti.

Sarebbe come dire col vecchio e noto proverbio milanese che . el Signur l'è mort del frécc e 'era padrun della legna ». Misura odiosa ripetiamo poichè va ad incidere su un insostituibile, insopprimibile e necessario genere di consumo, qual'è il sale, senza parlare poi degli aumenti che toccano il caffè, ecc.

La stragrande maggioranza degli italiani pone una domanda ai fautori di questi impopolari aumenti: — Perchè per fare fronte alle spese il governo incide sui generi di consumo anzichè sui profitti dei grandi capitalisti? E perchè non diminuisce le spese militari?

Giustamente diceva un operaio f acendo un paragone semprce: — Se mia moglie governasse la f amiglia con la stessa capacità dimostrata finora dai nostri governi non le farei vedere più un soldo!

L'attuale governo sta dimostrando di vivere malamente alla giornata schiavo di vecchi schemi imposti dalla difesa dei ceti privilegiati. Quali speranze possono nascere per lo sviluppo dell'economia nazionale da tali orientamenti?

Nessuna speranza!

Solo il peso della volontà dei lavoratori che vogliono sia realizzata una nuova politica economie,: e sociale permetterà di raggiungere l'obiettivo: un governo veramente democratico che faccia tirare fuori i soldi a chi ne ha!

Anche i monopolisti do-

vranno pagare: la indennità mensa è riconosciuta parte integrante del salario.

È bastato che la CGIL sollevasse la questione in termini di lotta che già il fronte padronale, prima d'ora intransigente, incominciasse a cedere; a Milano sono ormai un centinaio le fabbriche dove i dipendenti hanno ottenuto il riconoscimento delle proprie spettanze.

Chi si oppone a pagare sono coloro che più hanno, i monopoli. la grossa industria e tra questi la O.M. FIAT; finora costoro hanno interpretato la legge come hanno voluto, non come è scritta; non pa-

gando l'indennità di mensa essi commettono un reato perciò i lavoratori della O.M. devono esigere il rispetto delle leggi.

La nostra convinzione di giusta causa assieme alla ferma volontà di ottenere una giusta soluzione su questa vertenza ha dato i primi risultati anche nella nostra fabbrica.

La Direzione pagando la

indennità mensa a partire dal 1' Agosto sulle ferie, e sulle festività, ha già riconosciuto il principio che l'indennità mensa è parte integrante del salario.

È evidente che a questo primo riconoscimento deve seguire immediatamente il pagamento degli arretrati di questi ultimi cinque anni così come stabilisce lo articolo del Codice Civile.

È questa una rivendicazione sensata e perfettamente aderente ai diritti sanciti, è anche una richiesta limitata se si pensa che non cinque anni di arretrati dovremmo chiedere ma dieci!

I lavoratori sono perciò nel pieno diritto e continueranno a bussare tanto forte da farsi sentire anche da coloro che fanno .i sordi davanti a giusti e inconfutabili diritti.

Saremo costretti a ricorrere allo sciopero per risolvere la questione?

Tutto sta nella Direzione, essa sa che cosa deve fare se lo vuole evitare: dare ciò che spetta ai lavoratori; .spesso l'abbiamo sentita ripetere che davanti alla legge essa si inchinava' ebbene è arrivato il momento di inchinarsi e... pagare!

Mentre è stato firmato un « accordo » sui cottimi tra le correnti CISY -UIL e la Direzione che tra l'altro contempla l'importante aspetto della revisione dei tempi già assestati, riprendiamo il discorso iniziato nel numero precedente impegnandoci nel commentare ampiamente l'« accordo » sopracitato nel prossimo numero del Caminun.

Avevamo detto che l'operaio lavora di più e prende meno soldi di prima perchè i prezzi vengono tagliati.

La direzione raggiunge questo risultato rivedendo in seguito a modifiche le tariffe già assestate.

Da anni malgrado i ripetuti impegni presi la direzione marcia su questa questione sul terreno extra contrattuale.

Occorre dire subito che tutti quei tempi che danno all'operaio la possibilità di un giusto guadagno la Direzione li ritiene fuori quadro e pertanto l'ufficio analisi tempi li rivede sistema-

ticamente fabbricando una serie di pretesti che costituiscono altrettante violazioni contrattuali.

Citiamone una, quella che ha un aspetto più clamoroso, cioè quando con la scusa di una modifica apportata a favore di una operazione si rivede una intera tariffa di cottimo costituita da diverse operazioni ben definite.

Utilizzando la modifica, spesso insignificante, « studiata » per la bisogna, si arriva a decurtare tutte le operazioni che compongono la tariffa anzichè soltanto quella interessata dalla modifica.

E ancora, quando viene aggiunta una nuova operazione ben definita ad una tariffa da tempo assestata si approfitta della modifica per rivedere arbitrariamente « tutte » le altre operazioni componenti la tariffa stessa.

Alla fine ci si trova davanti ad un risultato che

è quanto di più illogico si possa registrare in materia di cottimi.

« L'operaio deve fare una nuova operazione, cioè deve lavorare di più, ma la nuova tariffa è inferiore alla precedente »!

Diciamo perciò chiaro e tondo ai signori della direzione che tutto questo è segue in 2a pag V' colonna

Sull'Assemblea Generale

Abbiamo assistito, il 10 ottobre, all'Assemblea in detta dai membri di C.T. della CISL e UIL nel locale della Mensa.

Tutti i lavoratori avevano richiesto l'Assemblea Generale, ma questa era, cosa che non ha precedenti nella nostra fabbrica, pressochè deserta.

Abbiamo chiesto un parere a numerosi lavoratori e la risposta è stata questa:

— Non è un'Assemblea alla quale i lavoratori sono invogliati a partecipare perchè occorre decidere l'azione da condurre, è puramente una relazione di quanto è stato fatto sul problema dei cottimi. E segue in 2a pag. Il' colonna

La CGIL ha raccolto attorno alla questione della indennità mensa una catena di prove che essa è parte integrante del salario. A sorreggere questa tesi sono intervenute le dichiarazioni del Ministero del Lavoro, della Magistratura, della Corte d'Appello, della Cassazione. E allora perchè non pagano i padroni dell'O.M.?

È forse perchè devono sborsare circa 70 milioni di lire senza poterli presentare quale prova della loro munificienza?

Attorno al problema della indennità mensa sì era realizzata l'unità della nostra C.I., questo fatto ha mosso la Direzione a ri.cercare l'accordo separato con i soli rappresentanti della CISL e UIL aziendale.

Noi denunciamo questi metodi messi in etto dal monopolio e diciamo ai lavoratori che la strada battuta dalle due organizzazioni scissioniste è quella che permette al padronato di dare il meno possibile. Chi si presta alle trattative più o meno clandestine tradisce gli interessi dei lavoratori, ammette il principio della discriminazione verso una organizzazione sindacale quale la FIOM, divide la segue in 2a pag. colonna

ANNO
• N.
• • li minime nue Ferie annua Festività an Gratifica Natalizia gg. 1 2 17 25 SPETTANO Al LAVORATORI Totale annuale » 54 gg.
x
anni =
Indennità giornaliera L.
x 270 = Lire 27.000
r
4 Milano - Ottobre 1955
54
5
gg. 270
100
.‘\
La morsa del cottimo ( Prezzi, modifiche e Contratto di Lavoro)

La indennità messo

(seguito della 1 pagina)

C.I. e mette i lavoratori alla mercè della buona volontà padronale.

Infatti a chi ha giovato la mancata presenza degli eletti FIOM attorno al tavolo delle trattative? Forse che questi se fossero stati presenti non avrebbero dato il loro apporto alla discussione e non avrebbero appoggiato la richiesta dei lavoratori?

Queste sono le domande che si fanno i lavoratori dell'O.M., tutti i lavoratori onesti i quali vogliono che i loro diritti siano difesi da tutti gli eletti e che sanno molto bene che i rappresentanti della FIOM avrebbero fatto maggiormente sentire alla Direzione l'assurdità della sua posizione negativa e certamente avrebbero portato altri argomenti a sostegno della richiesta presentata.

Noi approviamo il comportamento del Comitato Sindacale di Fabbrica della FIOM il quale con alto senso di responsabilità anzichè scendere sul terreno della sterile polemic@, ha fatto sapere che quelt'accardo, pur non essendo soddisfacente, rappresenta un passo verso la soluzione definitiva e pur criticando le due organizzazioni per essersi ancora una volta, prestate alla politica cii divisione del padronato ha riaffermato la propria decisione di ricercare l'unita della C.I. per arrivare ad una sollecita soluzione del problema arretrati.

A noi del Caminun dispiace che la CISL e UIL non abbiano ancora saputo trovare la strada per un'azione unitaria, solo questa dà garanzia di avere la piena soddisfazione. Qui non si tratta di problemi sui quali potrebbe essere comprensibile una diversità di opinioni in seno agli eletti dai lavoratori, qui si tratta di un dirittto che è riconosciuto. e che i lavoratori hanno tutte le possibilità di provare.

Non realizzando un'azione unitaria su questa questione i dirigenti aziendali della CISL e UIL non solo non rendono nessun servizio alla nostra giusta causa ma ne pregiudicano la vittoria.

Ma non hanno nulla da dire su questa importante questione i lavoratori che hanno votato CISL e UIL?

Solidarizziamo con i lavoratori dell'O. M.-SUZZARA

E' arrivata il giorno 22- settembre una delegazione composta da sei dei 59 lavoratori recentemente licenziati, con criteri politici, alla O.M. di Suzzara.

Sull'Assemblea Generale ( seguito della 1 pagina) non di quanto ha fatto la C.I., ma tronconi di essa, cioè gli eletti nelle liste CISL UIL i quali hanno trattato separatamente. — Dalla relazione dell'amico Birolini e dai vari interventi è risaltata una verità: finchè i rappresentanti dei lavoratori si presenteranno divisi davanti al padrone questi concederà solo ciò che egli ritiene sufficiente per frenare la lotta.

Alcuni operai hanno chiesto: — Perchè trattare con la Direzione su un problema così complesso senza aver sentito i lavoratori e perchè si è prima firmato l'accordo e poi lo si discute?

Tutte le osservazioni che sono state fatte potevano avere il loro peso prima delle trattative e potevano servire alla C.I. per elaborare una richiesta che fosse più adeguata alle esigenze dei lavoratori. Ma farle dopo a che serve?

L'accordo firmato porta dei benefici? Benissimo, sono ben accetti!

Però si può dire che tutti i punti Corrispondbno alle necessità dei lavoratori e, soprattutto, sono veramente garanzie nuove quelle in essi contenute?

A noi sembra di no, specialmente per quelle che riguardano la contrattazione, la quale era già garantita dal Contratto di Lavoro e dall'accordo Interconf ederale sulle C.I. _ L'attuale «accordo» peggiora la situazione, innanzitutto perchè snaturalizza i comviti della C.I. e poi perchè solleva tante e tali questioni burocratiche da scoraggiare chiunque a reclamare.

Per conto nostro valeva la pena di discutere di più attorno al problema e soprattutto bisognava che la C.I. si presentasse unita di fronte. alla Direzione, la CISL e la UIL aziendale non dovevano trattare senza la presenza della FIOM, se non altro per correttezza e anche, diciamolo francamente, per tener fede agli impegni presi di combattere la discriminazione.

Oggi la discriminazione colpisce la FIOM ma se non ci si oppone a chi toccherà domani?

I lavoratori, che il giorno prima avevano avuto un incontro con i loro compagni dello stabilimento di Brescia, si sono incontrati a mezzogiorno con i lavoratori dell'O.M.

Sarà forse la CISNAL fascista la sola organizzazione con cui il padronato tratterà nel futuro?

La questione non interessa dunque solo quelli della FIOM, come qualche tirapiede va propalando; interessa tutti i lavoratori onesti, tutti i sinceri democratici afteascisti!

È indispensabile che tutti coloro che si sentono tali sappiano trovare le vie per realizzare un fronte comune, onde opporsi all'azione padronale volta ad approfondire le divisioni e i settarismi tra i lavoratori per poterli meglio piegare alle esigenze sfruttatrici del monopolio.

Noi siamo convinti che se tutti coloro che dicono di avere a cuore gli interessi dei lavoratori saranno disposti a fare il proprio pezzo di strada per incontrarsi, un'azione unitaria è possibile.

Riteniamo che solo due cose occorre avere chiare: cosa si vuole e cosa si è

Qui davanti alla fabbrica, si è avuto un ennesimo esempio della « politica » della Fiat. La Direzione, infatti, ha fatto di tutto per ostacolare il fraterno incontro, ritardando l'orario di mensa, disponendo nella strada un gran numero di guardie private, poliziotti in divisa e in borghese.

Ciò non ha impedito l'incontro anzi lo ha reso più cordiale e umano. E' stata una grande esperienza quella dei lavoratori dell'O.M. di Milano incontrarsi con i forti figli della classe operaia suzzarese i quali hanno dimostrato di sapere opporsi alle lusinghe e alle minaccie del monopolio e di essere fiduciosi di arrivare attraverso alla lotta ad una soluzione onorevole e concordata.

Finchè la classe operaia potra contare su simili figli il fascismo non passerà nè nelle fabbriche nè tantomeno nel Paese.

Di questo possono essere certi tutti i reazionari nostrani e stranieri.

disposti a fare per realizzare quello che si vuole.

Questo aspettavamo si dicesse alla fine dell'Assemblea e che si prendesse impegno di agire unitariamente per affrontare anche una sola questione.

La questione c'era, era quella del pagamento degli arretrati di indennità di mensa.

Chiedevamo troppo?

La morsa del cottimo (seguito della I pagine) aperta violazione contrattuale e, nel caso l'abbiano dimenticato ricordiamo ed essi ed agli addetti allo Ufficio Analisi Tempi il contenuto dell'art. 16 del « Contratto collettivo di Lavoro » riguardante la regolamentazione del lavoro a cottimo:

« Qualora siano intervenute modifiche nelle condizioni di esecuzione del lavoro, le tariffe di cottimo saranno variate in proporzione alle variazioni di tempo in più o in meno che le modifiche stesse avranno determinato ».

E all'operaio che ci ha scritto in proposito e a tutti gli operai diciamo:

« Siate vigilanti e ricordate che esiste una sola difesa contro i sistemi in atto all'O.M., l'azione comune di "tutti„ i lavoratori per ottenere che la revisione dei tempi avvenga, come nel passato, solo sulla base di effettive modifiche al ciclo produttivo e l'eventuale taglio dopo contrattazione con gli organi rappresentativi dei lavoratori ».

Crolla la inesistente «Caktúta di vola »

La vetrina in Via Manzoni di un'agenzia di viaggi che organizza il viaggio collettivo a Budapest in occasione della partita di calcio Ungheria-Italia che si terrà alla fine di novembre.

Quello che sembrava impossibile qualche tempo fa oggi sta divenendo realtà, grazie allo « spirito di Ginevra ». Dopo aver visto la « Dinamo » e i balletti cinesi a Milano, da Milano partiranno centinaia di turisti e sportivi alla volta di Budapest per assistere all'incontro internazionale di calcio.

E' una delle prime e importanti iniziative del genere. Non possiamo che esserne soddisfatti: si tratta di una vittoria della politica di pace e di distensione per la quale ci siamo sempre battuti.

pag. 2 EL " CAMINUN „
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130CCOMO A61111 ESAMI]

Si racconta che nel regno di Vattelapesca le guardie del corpo addette alla persona del sovrano fossero scelte tra quelle che avevano la calotta cranica più dura. Non si creda ad uno scherzo, questo fatto è narrato nella relazione che il capitano Bombarda, grande esploratore vissuto nel secolo scorso, ha presentato in quell'epoca al « Club dei viaggiatori in incognito ».

Questo Bombarda assicura che gli esami di abilitazione per accedere al corpo si tenevano in un cortile interno della reggia; venivano fatti entrare i candidati i quali a forza di testate dovevano conficcare dei chiodi in una porta di legno che così bullonata veniva poi offerta ai sovrani vicini. Venivano ammessi tra le guardie del re quei candidati che con soie tre testate riuscivano a conficcare un chiodo lungo 15' centimetri nel punto fissato.

Fin qui il capitano Bombarda!

I fatti non sono mai stati accertati perchè altri viaggiatori che in seguito capitarono in quel paese non parlano della usanza nè se ne parla attualmente.

al naso che stabilmente ossessionava il suo superiore non cadesse sui fogli disposti sul tavolo. Attorno ai due altri quattro personaggi anonimi.

Davanti al mio amico c'era un altro candidato ed egli assistè agli esami di quello.

Perchè volete fare la guardia? — incominciò l'esaminatore.

Perchè sono figlio di militari ! — rispose l'interrogato e si piantò sull'attenti.

Ahi! ahi ! — pensò il mio amico — a questo non mi ero preparato.

Ma a quello che seguì era meno preparato ancora. Cos'è lo sciopero?

Lo sciopero è quella cosa che i socialcomunisti vogliono sempre fare perchè sono sovversivi.

Mi dia un esempio di « accordo » sindacale tra le parti!

La direzione chiama la CISL la Ull e imponendo il suo punto di vista fa firmare l'accordo.

Che cosa è la cortina di ferro?

E' un'alta muraglia di lamiera che impedisce l'accesso de-

RACCONTO UMORISTICO

Non credo però che il capitano mentisse, ma piuttosto che il sistema, dopo il suo viaggio, sia caduto in disuso come tutte le barbare istituzioni sommerse dal progresso.

Oggi queste cose non succedono più!

A chi infatti verrebbe in mente, ai giorni nostri, di misurare la potenza della scatola cranica e fare dipendere da questa l'accettazione in un corpo qualsiasi?

— A nessuno! — mi risponderete voi. Anch'io, fino a qualche mese fa avrei risposto così, ma ora, dopo l'esperienza di quel mio amico che voleva fare la guardia non sarei più tanto categorico.

Non per carità che esista ancora qualcuno che fa bullonare le porte con quel sistema, gli americani non lo permetterebbero, ma sentite a cosa mi riferisco.

Da tempo quel mio amico era disoccupato e finalmente ottenuto un colloquio col « colonnello » potè rendergli noto che era disposto a tentare gli esami di ammissione per fare la guardia. Gli venne consegnato un e test e e gli dissero: — Tra un mese si presenti agli esami.

Il mio amico, uomo colto e avveduto, si preparò coscienziosamente e sicuro di fare bella figura si presentò davanti alla commissione giudicatrice. Presiedeva la commissione il « colonnello », un perfetto imbecille il quale si era attribuito il grado per via di certi calcoli sui richiami militari.

Segretario: il suo uomo di fiducia; un essere untuoso tutto occupato ad impedire che la goccia

rio potesse asciugarla in extremis. S'allontanò poi sbattendo la porta mentre una voce irata lo rincorreva : — Siete stato bocciato!

Il mio amico ha rinunciato a fare la guardia, ha trovato un posto di operaio in un'altra Ditta e assieme ai suoi compagni oggi lotta per un migliore domani, anche se il « colonnello » ha scritto sulla sua scheda personale: « Cervello troppo sviluppato, non adatto ai nostri lavori ».

Mensa o Canile?

1400stomachi di lavoratori che lavorano e producono crediamo in modo soddisfacente anche a voler credere semplicemente ai milioni di utile denunciati dall'O.M.!

Premettiamo: — Non cz accontenteremo del suo « buono per la truppa », frase questa che lei avrà nel suo repertorio, ma che vorremo una spiegazione che si allontani dalla sua mentalità di: «cavalli 8, uomini 40 »!

Ni è mai t di on s accor o quale minestra sono costretti a cibarsi i lavoratori (esseri umani e non quadrupedi); non si è mai accorto che alle volte

Abbiamo già bevuto abbastanza tra commesse americane e relazioni umane... è ora di darne un taglio, non ai tempi però!..

Ascolti un consiglio signor cavaliere: mandi alla Mensa l'ing. Grasso specializzato nei tagli e che dia un taglio al ributtante sconcio.

Forse ce lo ha già mandato? Perchè in questi ultimi giorni si constata un certo miglioramento!

Sarà stabile e progressivo? Lo speriamo!

Vorremmo tanto che il locale dove mangiamo torna a chiamarsi MENSA e non più CANILE!

si servono uova e polle insieme? Che delizia sig. Cavaliere!

Non ci dica che queste avviene per effetto delle « human relations» marce Fiat!

E che nelle vivande abbonda il sale non se ne mai accorto?

Si dice che il locale della Mensa è « provvisorio », quando si servono le uova che il dolcissimo effluvio (pur avendo avuto l'idea di petrolio e derivati che di aumentare la razione ti senti arrivare alle nari da una e mezza a due, è pure « provvisorio », che gli eventuali pezzi di calcestruzzo trovati nella minestra sono anch'essi « provvisori »... e sta bene! Ma perchè anche il sapore e la qualità dei cibi vada peggiorando essendo il locale « provvisorio », questa proprio non la beviamo.

Forse anche la verdura, voratore che diceva: gli occidentali nei paesi orientali, la carne e il resto sono Per controllare se i lavora- « provvisori »?

tori portano fuori qualche cosa Questa ce la vogliamo dalla ditta quando bisogna per-far spiegare da lei signor quisirli? cav. Vanetta, da lei che ha

Alla mattina e al pomerig-i/ compito di soddisfare gio mentre ENTRANO in fabbrica!

Perchè esistono i monopolisti?

Per dare da mangiare ai lavoratori e alle loro famiglie.

Quale crede sarà il suo compito in ditta?

Sorvegliare i lavoratori, sentire cosa dicono e riferire. Dar manate sulle spalle o fare il muso duro a seconda dei casi. Scattare sull'attenti e salutare se entrano signori con l'accento dialettale piemontese, altri dialetti salutare, ma con discrezione. Non lasciarsi fuorviare da furti di biciclette od altro ma attenzione massima ai diffusori di volantini stampa di sinistra...

Ma bravo! — lo interruppe il colonnello — molto bene!

Il mio amico mordeva il freno ma, pensando alla famiglia, si proponeva di tacere, senoncnè quando alla domanda : — Chi ha detto « Chi non lavora non mangia e? —

sentì quel babbeo dire candidamente:

L'ha detto alla moglie il comunista Carlo Marx per sgarberia onde farle notare che lei pur non lavorando mangiava l...

Non ne potè più, s'alzò di scatto e portatosi davanti al tavolo della commissione, schioccò una pernacchia così fragorosa che al colonnello sorpreso cadde la goccia dal naso senza che il segreta-

Abbiamo sentito un laMettono il sale per non farci sentire il marcio! Certo il mangiare salato fa bere — aggiunse un altro; e un altro ancora: -- Bere, sempre bere!

Xest.g,va, a acancd i

(Razzismo)

... anca ti, por Emmett, t'han linciaa, perchè, d'aamirasiun, te faa un fìschiett per una béla dona. Han ripescaa, dopu tri dì, el too corp, in d'un fussett?

Quatordes ann, quatordes primaver l Pien de vita, de gioi e de sperans! Per ti el e duman » el se fermaa ier, per man de du assassin e i so' USAns. Per lur avétt straziaa, l'è gitigh alegher, l'è un giiigh legai, ammèss d'autoritaa. La culpa tua l'è forsi de vèss negher!! i... Se senten in diritt. T'han calpestaa. La e legg » del sfriittadur, del preputent, ch'el vizir, di alter omm, suttumissiun. Anzi ! la schiavitù e in mai cuntent. Farien, se fiiss pussibil la distrusiun. Se limiten minga ai negher, fagh del mal, el fann anca cu'i bianch, l'è no el culur che ciinta per 'sta gent, l'è la class sucial. — Padrun semm — disen — e guidum el vapur. Ma ti, riposa in pas, « nost e Emmett Till!!! Gh'è la tua « Mamie », el nonu too, a luttà, ghe sémm tiicc niinc ( che sprizzum già scintill) per cambià prest 'sta « marscia e sucietà. Bianch o negher, lavuradur del brasc e de la ment, e UNIVESS pruletari de ogni paes la vostra forza, mottela in anuviment e ai « razzisti » fegh senti el vost pees. EI pees, di vost e nost aspirasiun del desideri de vita bona e béla. L'è ura de finila cu'i uppressiun ! ...e ghe la farèmm finì, porca sidéla!!! .01

Antica e fidata organizzazione per la vendita rateale

COIV FEZIONI q la ia czo i— e Ak evi m -r c)

Attenzione! Per i vostri competente acquisti rateali chiedete sempre all'ufficio il buono E. N. A. L. e spendetelo bene

SEGNALI DI FUMO : quelli che « el Caminun » lancia e che... bruciano gli occhi al padrone del vapore e ai suoi reggicoda.

DUE SOLDI DI SPERANZA: l'aumento al premio generale di produttività.

IL BIDONE: gli aumenti di cui sopra nella busta paga.

INFERNO: lo provano i lavoratori nel reparto Fonderia.

OASI: lo stesso reparto visto attraverso le lenti fatate... della Direzione.

Con buoni E.N. A .L. rivolgetevi per l'acquisto al vostro fornitore di fiducia

A. Castiglione

TESSUTI

Via Monterose, 45 Telefono 46.34.94

1111M.../ ,

A. POZZI & C.

Tram: 4-7-8-17-29-30-111-1V

Filovie: 82 - 90 - 91 - 92

presso la Ditta A. Pozzi & C. - Via C. Farini, 27 - Milano - Tel. 69.14.29

EL " CAMINUN „ pag. 3

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"HUMAN RELATIONS"

61 muy bonito

Il sig. Cavarlero (el muy bonito) proveniente dalla Fiat di Torino è colui che a suo tempo sostituì sulla catena Montaggio trattori il « piccolo Napoleone ».

Pensiamo sia un nostalgico del defunto regime, infatti ad un open raio che non poteva all'improvviso decidere di fermarsi un sabato pomeriggio a lavorare, egli disse che se non lavorava quel sabato il lunedì successivo lo avrebbe lasciato a casa !

Ad un altro operaio « colpevole » di fumare disse:

— Invece di fumare come il padroni dell'O.M. vada a fare pulizia a quei pezzi che sono pieni di ruggine.

E bravo sig. Cavallero, continui così e il titolo di cavaliere non glielo leva nessuno.

Desideriamo però rammentarle che quello di membro del Gran Consiglio fascista, a cui lei sembra aspirare tanto, non lo avrà. Non è più di moda e lei dovrebbe saperlo.

Si calmi dunque e consulti il calendario; vede l'anno? E' il 1956 Decennale della Liberazione!

Ci siamo capiti?

« Adelante Cavallero ma con juicio »l

consigli Tecnici

Il neo « cavaliere » sig. Torre, capo tempisti del reparto Carpenteria è quello che si dice : un uomo meritevole di ...compassione o peggio?

Siamo venuti a conoscenza che fu lui a volere che il lavoro eseguito dall'operaio Aghemi si facesse alla mola smeriglio anzichè alla fresa ; come era logico tecnicamente ed... antinfortunisticamente. E lo volle fatto alla mola perchè « veniva a costare meno alla ditta ! » ...All'operaio è costato mezza mano; ma questo è forse per il « neo » cavaliere sig. Torre un piccolo « neo » al quale non occorre prestare attenzione perchè in fin dei conti si tratta della mano di un operaio e non di quella di un « cavaliere »... neh?! !!

ellZedicina moderna

L'operaia ERCOLI TERESINA del settore Fonderia, rientrata dopo un periodo di malattia ( pleurite) è stata spostata nel reparto Controllo del settore ad espletare un lavoro che la costringe a tenere le mani nell'acqua tutto il giorno.

Cosa ne pensa il dr. Marinoni?

31 rovescio della medaglia

Un operaio della Tappezzeria è stato multato per « assenza ingiustificata ,, mentre aveva chiesto il permesso al capo per assentarsi.

Questi non glielo ha concesso e l'assenza è costata all'operaio anche lire 450 che gli sono state tolte dagli assegni familiari. Evviva la politica comprensiva del monopolio!

Cerchiamo un'anima buona !

Alcune donne anziane provenienti dalla Mensa sono ancora in attesa che qualche buona anima dia loro un lavoro adeguato alle

condizioni fisiche e alla loro età.

FIAT AMAMO QULSU SUPPINNTARI ?

Sono donne che hanno lavorato in Mensa durante anni duri sempre garantendo il servizio e rimettendoci la salute. E' questa la riconoscenza per il lavoro prestato?

C' un contrattempo o è porcheria ?

Il giorno 22 settembre le porte della mensa provvisoria, nell'orario di mezzogiorno, si sono aperte con ben 7 minuti di ritardo.

Vorremmo che il sig. cav. Vanetta, responsabile del servizio, ci dicesse il perchè di questo ritardo, poichè la storiella che la colpa era del... carbone non ha convinto i lavoratori.

Per facilitarle il compito, signor cavaliere, ci permettiamo segnalarle, dato che lei probabilmente ignora, che simili ritardi si verificano sempre ogni qualvolta i lavoratori sono invitati a partecipare a manifestazioni, fuori dalla fabbrica, indette dalla FIOM o dai partiti di sinistra.

Lasciamo al suo acume di tirare le conclusioni.

Per conto nostro siamo d'accordo con quel lavoratore che commentava :

— E' una porcheria!

RICEVIAMO E

Pubblichiamo alcuni stralci da una lettera in Redazione:

Un altro mortale infortunio è avvenuto all'O.M. ed è costato la vita di un secondo lavoratore: Stefano Missaglia. Mentre su « El Caminun » si denuncia la causa derivante dalla « legge del profitto massimo dei padroni» attraverso il « massimo sforzo e rendimento dei lavoratori », specificando che nella manovra tra il gruista ed i due manovali imbragatori che si trovavano ostacolati nella visuale da una grossa pressa, non vi era una quarta persona a fare da collegamento, e che tutti cinque gli stampi (peso q.li 80 circa) sono stati imbragati in una sola volta. Su « V. B. » invece, leggo che il povero Missaglia « aveva perso la vita, mentre con altri compagni di lavoro, accudiva al trasferimento, con la gru, dì uno stampo ».

Ora dico io, se può esistere buona fede da parte del Direttore di « V. B. » non esiste certamente per coloro che scrivono « Noi ci accontentiamo in particolare, di stampare ciò che può essere utile e doveroso registrare ».

Perchè mai, si parla (nella cronaca dell'infortunio mortale del povero Missaglia) del trasporto di un solo stampo, quando dalla bocca dei lavoratori stessi e dal loro giornaletto «El Caminun », risulta che gli stampi erano cinque per un peso complessivo di q.li 80 circa?

Perchè poi si scrive ge-

In Tappezzeria succedono cose mai viste. Il tempista e il capo reparto ossequienti agli ordini della Direzione combinano delle grosse confusioni ma chi ci rimette sono sempre i lavoratori.

Essi spremono le donne venute dalla mensa in modo bestiale, ma non riescono a farle guadagnare un cottimo decente, pretendono che queste donne, che sono sui 45-50 anni siano in grado di produrre come se avessero sempre lavorato nel reparto.

Non ci pensano neppure ad emettere bolle supplementari che dovrebbero contribuire a sistemare le cose, mettono in carico alla squadra e se ne disinteressano.

La squadra naturalmente non può con queste aggiunte guadagnare il suo cottimo. E come potrebbe?

I cuscini del « Leoncino » che venivano pagati l'anno scorso, in dicembre, 62 lire cadauno, sono ora pagati 45 lire; gli schienali sono pagati 20 lire in meno! e potrei continuare con altri esempi.

Come se non bastasse si presenta anche ii problema di capire i minuti, i punti ed altre diavolerie del genere; le donne sanno solo tirare le somme e si lamentano perchè queste vanno sempre calando mentre il lavoro aumenta!

PUBBLICHIAMO nericamente che il povero Missaglia, eseguiva la manovra « con altri compagni di lavoro »? Quanti?

Dieci o forse più?

È evidente che in queste due affermazioni si cerca di travisare la verità. Il motivo è semplice. Attenuare o addirittura, fuorviare l'attenzione dalle precise responsabilità della Direzione o chi per essa. Se effettivamente il compito di « V. B. » è di scrivere ciò che « è utile e doveroso registrare », nel nostro caso ha mancato a quello che dovrebbe essere il suo scopo di onestà e giustizia sociale.

Questo è quanto (secondo me) «giusto e utile registrare ».

NOTIZIE UTILI

L'arbitraria limitazione delle ricette a disposizione dei medici, effettuata dalle sezioni territoriali dell'INAM ne! settembre scorso, aveva sollevato, come è noto, una energica protesta da parte dei lavoratori e vive lamentele da parte dei medici, fatto che induceva la direzione provinciale a fare marcia indietro, togliendo'il blocco alle ingiustificate restrizioni e dando le opportune disposizioni alle sezioni territoriali, affìnchè fossero garantite in quantità sufficiente le ricette ai medici e quindi, le medicine ai mutuati.

Questi impegni sono stati presi dai dirigenti INAM che dopo l'illegale decisione si erano resi conto, per le vaste proteste dei lavoratori, per l'azione della C.d. L. e della U.I.L., per lo stesso interessamento del prefetto, della necessità di rimangiarsi il provvedimento.

Quando i capi squadra si rivolgono al capo reparto per reclamare si sentono rispondere che la colpa è del tempista, quando parla questi, la colpa è del capo.

Si palleggiano le responsabilità ma non hanno il coraggio di dire che gli ordini vengono dall'alto, preferiscono cercare di mettere gli operai gli uni contro gli altri.

Noi del reparto sappiamo molto bene a chi vanno a finire i soldi pagati in meno per i cuscini e gli schienali e non siamo disposti a lasciarci infinocchiare. Quando in cucina manca il cuoco vengono a chiamare un'operaia che c'era prima e la inviano in cucina per qualche giorno. Ma quando si tratta di pagarla, come se avesse continuato a lavorare in tappezzeria, anzichè emettere una bolla a parte aggiungono le ore dell'operaia a quelle della squadra cosicchè è la squadra che paga!

Va bene che la direzione vuole pagare il meno possibile ma caricare le ore della cucina a carico della Tappezzeria ci sembra enorme.

Si vede che il sig. Garrone e il suo socio tempista non sono del nostro parere!

E la Direzione?

gin bel gesto punito

Giorni or sono un operaio della Fonderia impietosito dalla grave situazione in cui versava un compagno di lavoro, assunto con l'impresa di comodo, gli regalava un buono per mangiare la minestra alla mensa aziendale.

Mentre consumava quella misera scodella di minestra veniva « acciuffato » da una guardia che informava del caso flagrante ( ai lavoratori delle imprese la direzione O.M. vieta di servirsi della mensa) il « comando superiore » composto dal cav. Vanetta e dal dr. Simondi.

Costoro, sentita la Direzione, in barba alle tanto vantate « relazioni umane » e al « vogliamoci bene » ( ogni riferimento al giornaletto omonimo è puramente casuale) emettevano il verdetto:

1 giorno di sospensione all'operaio dell'O.M. che aveva regalato il buono; licenziamento in tronco per l'operaio dell'impresa.

E poi trovano ancora dei « cristiani » che li approvano e che fingono di ignorare tali inumani provvedimenti!

Non importa che in seguito abbiano escogitato l'idea di attribuirne il merito alla C.I.S.L., quello che conta è che la situazione è ritornata normale.

Rendiamo noto ai lavoratori che, in conseguenza delle restrizioni, avessero dovuto affrontare spese per provvedersi di medici. nali prescritti da sanitari mutua listici, di rivolgersi, per chieder. ne il rimborso, all'I.N.C.A. - Corso di Porta Vittoria, 43, presso la Camera del Lavoro.

Settimana anti infortunistica O. M.

Come già lo scorso anno, la Direzione dell'O.M. ha indetto il mese scorso, la « settimana antinfortunistica aziendale » allo scopo di ipnotizzare con i suoi stupefacenti slogan, non solo i lavoratori della fabbrica ma pure l'opinione pubblica.

Essa ha usato, oltre alle parole d'ordine più ammuffite anche i soliti al • lettamenti con « premi ai lavoratori che presentassero le migliori proposte anti-infortunistiche.

Cosa credono codesti signori, che i lavoratori si possano sempre beffare e nello stesso tempo sfruttare?

Da queste pagine già segnalammo alcune deficenze aziendali in campo anti-infortunistico, ma la Direzione sinora ha le orecchie... sporche!...

Vogliamo ancora fare alcune proposte (senza pretendere alcun premio) nella speranza che le lacrime sparse in questi ultimi tempi, sui continui infortuni, più o meno gravi avvenuti all'O.M., siano state sintomo di reale volonta nell'eliminare le cause che gli hanno provocati.

Chiediamo pertanto che durante gli orari di passaggio generale degli operai, cioè nelle ore di entrata e uscita, sia vietato il carico e scarico di automezzi nei viali dello stabilimento; che agli operai spostati da un reparto all'altro per mancanza di lavoro non siano affidati lavori inadeguati alle loro capacità professionali o talmente lontani dalle loro precedenti esperienze da essere posti in condizione e soggetti in partenza agli infortuni, così come avvenuto finora.

Ed infine, constatato che non si è fatto nulla sulle nostre precedenti segnalazioni ripetiamo: cosa si aspetta per mettere un cartello indicatore di pericolo alla fine della catena montaggio trattori?

Quando si sistemeranno le vasche lavaggio dei pezzi lavorati in modo che non avvenga un'altra « disgrazia » come quella di Moroni?

Direttore Resp. L. Banfi

Autoriz. Trib. Milano 3763

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