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Il Comunista4

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a cura della sezione (.Bandiera Partito Comunista Italiano

d'ornale aperto per discutere DICEMBRE 1980

intervista a de braud 1) El in atto nel settore farmaceutico una profonda ristrutturazione, dovuta in parte alle nuove legislazioni in materia sanitaria ed in parte ad una divisione internazionale sia dei mercati che dei settori produttivi. A Suo avviso l'industria farmaceutica italiana e la nostra Società in particolare in questa situazione giocheranno un ruolo di primo piano o subalterno alle multinazionali straniere? Se sì, con quali strategie e con quali mezzi? Qualsiasi cenno sulla industria farmaceutica non può ignorare che il fine ultimo degli sforzi di ricerca e produttivi tende alla disponibilità di un prodotto che possa essere descritto come mezzo di terapia messo a disposizione della professione medica. L'industria farmaceutica, essendo basata soprattutto sulla ricerca, è industria altamente innovativa ed ha come essenziale prospettiva lo scenario mondiale. Essa è soggetta alle stesse limitazioni economiche di qualsiasi altra industria ma, a causa della sua natura, ad ulteriori limitazioni legate al suo allineamento con eccezionali regole di eticità. Le nuove legislazioni in materia sanitaria vigenti in Italia, comportano come conseguenza una certa tendenza alla riduzione della domanda interna che può essere compensata, in proporzione alla capacità operativa ed alla qualità della produzione, dalla domanda estera. Non va peraltro trascurato il fatto che generalmente l'industria farmaceutica italiana ha raggiunto un livello organizzativo di rilievo e tuttavia è ancora nettamente al di sotto dei livelli già da tempo raggiunti da analoghe aziende in Paesi industrializzati. Nel nostro Paese, il capitale estero controlla circa il 55% del mercato farmaceutico: il contenimento di questa situazione passa

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