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L'eco sindacato4

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FIÓM L ECO! del SINDACATO` iù incisiva la I+~tt dei ..mettilmettaidd

La lotta prosegue compatta e porta sempre più elementi di chiarezza sulla piattaforma unitaria. La forte unità che in questi giorni ci ha visti mobilitati negli sciOeri..e nelle manifestazioni ci deve permettere la continuazione crescente della lotta fino alla conquista del nuovo e migliore contratto.

A tale proposito, va sottolineato il tipo di lotta che noi abbiamo scelto; la lotta articolata, provincia per provincia, azienda per azienda, con momenti di ge-

neralizzazione i quali toccano con le sue manifestazioni tutti gli strati dell'opinione pubblica.

Il fine di questo obiettivo è la conquista del nostro contratto,i1 quale contesta direttamente nella fabbrica, la linea padronale che è di blocco dei salari, di subordinazione, di illibertà in tutto il rapporto di lavoro.

Già da ora bisogna dire e ripetere che il programma di lotta che le organiz(continua in 2 0 ) lavoratori;

2) rispetto dei

venerdì 25 febbraio

_alla Camera del Lavoro via Villa,6

Come annunciato nel precedente nte mero del nostro Bollettino, la FIOM, in collaborazione con l'ufficio studi economici provinciale, ha convocato il convegno delle aziende Bred».di Sesto S. Giovanni per..esaminare la situazione aziendale e le iniziative da prendere al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:

1) garanzia dei livelli di occupazione, dell'orario e dell'integrità del salario;

3) una diversa politica della Breda, tale da garantire lo sviluppo produttivo delle aziende anche mediante il passaggio delle aziende I EFIM (Finanziaria Breda) all'IRI.

Detto Convegno si terrà venerdì 25 febbraio alle ore 14 presso la Camera del Lavoro di Sesto - Via Villa 6.

relatore: ANTONIO PIZZINATO

Presenzieranno i componenti la Segreteria provinciale della FIOM.

A tutti i partecipanti verrà dato un ampio documento sulle aziende Breda. Tutti i lavoratori sono invitati a partecipare.

coNvEGNo BREDA a
«~~111•11. 1' BOLLETTINO DEL COMITATO di COORDINAMENTO delle l D SEZIONI SINDACALI AZIENDALI Odi F. I. O. M. della BREDA T" o
111110»
dama.

( DALLA PRIMA

zazioni sindacali hanno deciso è efficace, ma lo è maggiormente nella misura che tutti i lavoratori aderiscono; e, per quan to riguarda lo sciopero delle "straordinarie" e così per lo sciopero di venerdì 25 febbraio che si effettuerà in tutto il polneriggio.

A conclusione e nel quadro di questa prima tappa di lotta, le tre Segreterie provinciali hanno deciso per il giorno 3 marzo (giovedì) uno sciopero per tutto il pome'iggio con una grande manifestazione a Milano in P. zza Castello alle 14,30 dove parleranno i segretari generali nazionali delle tre organizzazioni.

Di qui l'esigenza sind 'ora di organizzare la partecipazione di tutti noi lavoratori della Breda così come facevamo nel 1961.

Giovedì 3 marzo utilizziamo tutti i nostri mezzi di trasporto (biciclette, moto, macchine, ecc.) in modo che tutti aissieme dopo il turno di mensa - in corteo - partecipiamo alla grande manifesta zione centrale.

5 PUNTI CONTRATTUALI!

In questi giorni un altro grave provvedimento è stato preso all'Elettromeccanica mettendo ad orario ridotto (24 ore) un'altra grossa parte di lavoratori in aggiunta al 50% che già vi si trova da oltre un anno.

La decisione è stata comunicata all'improvviso, senza nessuna spiegazione se non quella che non si acquisiscono commesse di lavoro.

Tutti i lavoratori che hanno manifestato nei mesi scorsi, conoscono quali sono stati i passi fatti dalle Organizzazioni sindacali nei confronti dei Ministeri, delle autorità provinciali. A distanza di due mesi, le promesse fatte (come quella di anticipare le commesse FF. SS. ) non si sono attuate.

E' vero che da oltre un mese abbia= il Governo in crisi, ma questo non giustifica niente perchè anche quando c'era il governo il lavoro a noi

Noi dobbiamo fare in modo che questa crisi governativa non rappresenti uh ulteriore rinvio nel portare avanti gli impegni presi.

Per quanto riguarda noi e i lavoratori dobbiamo eibadire gli impegni presi insieme nell'ultima assemblea e cioè, condurre tutta un'azione nella fabbrica coordinandola con le altre Sezioni Breda, Ferroviaria e Termomeccanica, anch'esse minacciate dalla crisi e premere con delegazioni sui Ministeri competenti perchè le promesse si traducano in fatti e sulla stessa Direzione della Breda, responsabile di questo stato di cose,&qualittrovallua comoda la strada di scaricare sui lavoratori le conseguenze della politica della Breda. Perchè si manda a fare fuori il lavoro assegngto alla Breda?

Nei prossimi giorni sarà necessario rifare un'assemblea e portare avanti uniti tutti gli impegni presi. Nostra intenzione è di far cambiare questo stato di cose al più presto e di' garantire a tutti i lavoratori il posto di lavoro ed il salario.

DEI METALLURGICI i contrattazione - sind cale aziendale ritò normativa era' --impiegati iduzione d'orario Aumenti salariali ItNital D'AZIONE SINDACALE PARTECIPA ALLA LOTTA Iscriviti
alla FIOM-CGIL BREDA-TERNO

DELL' UNITA SINDACALE

Da tempo ormai i lavoratori e le Organizzazioni FIM-CISL, FIOM-CGIL e UILM-VIL lottano ed elaborano scelte e rivendicazioni comuni ed unitarie.

Parecchi sono gli episodi avvenuti e che avvengono quotidianamente anche nelle nostre fabbriche, dali o sciopero per il premio di produzione, contro la riduzione d'orario, a quelli per il miglioramento delle condizioni dei lavoratori.

Attualmente siamo fortemente impegnati con una piattaforma elaborata unitariamente - per la prima volta nella storia sindacale degli ultimi anni.

Il fatto è molto importante ed è come si suol dire segno dei tempi. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il prezzo della disunione, da ciò deriva la forte pressione per l'unità organica dei sindacati

Tutti hanno potuto apprezzare, nel corso delle lotte trascorse, il valore della parola d'ordine: "uniti si vince".

Oggi l'aspirazione all'u nità dei sindacati ad un unico sindacato libero ed autonomo dai partiti e dal governo, è fortemente maturato fra tutti i lavoratori e già domande sorgono nei reparti e negli uffici

"Perchè - si dice per esempio - use la battaglia e gli obiettivi sono comuni. Se comune è l'impegno ed il sacrificio, non si debba già vedere il modo di superare il carattere contingente delle lotte unitarie per iniziare un discorso attorno a forme più solide e permanenti dell'unità sindacale"?

SS dice pure: "quando avremo finito e concluso una lotta così importante come l'attuale, condotta spalla a spalla ed uniti, come è posi bile che ognuno di noi ritorni nel proprio sindacato dimenticando il valore e l'insegnamento di urtasimile esperienza comune"?

Certo, molte sono ancora le differenze tra i vari sindacati, ma al di là di questo è possibile oggi, senza perderci in discorsi accademici, incominciare subito a creare qualcosa? Per esempio: perchè non organizzare comitati unitari di fabbrica e di reparto per la conduzione della lotta?

Perchè non fare, più frequentemente, riunioni unitarie degli attivi sindacali?

E perchè non cominciare con riunioni comuni tra le tre Sezioni sindacali di fabbrica?

Il processo per ricostruire l'unità organica passa giocoforza attraverso il travaglio della vita quotidiana e a tutti impone e imporrà rinunce e limitazioni delle proprie visioni soggettive o di parte.

Per questo noi apriamo sul nostro bollettino un dibattito al quale invitiamo a partecipare tutti i lavoratori.

Quello che conta però ora, è l'impegno e il contributo di tutti a portare il proprio mattone per la nuova costruenda casa dell'unità di tutti i lavoratori, tanto utile e necessaria per affermare questi non solo nel mondo del lavoro, ma in tutta la società

PROBLEMI

la condizione dei metallurgici

Uno dei cavalli di battaglia delle tesi confindustriali è quello delle necessità per i sindacati di operare una scelta tra maggiore occupazione e maggioti guadagni individuali dei lavoratori. La verità è che il padronato ha già fatto una scelta che tende contemporaneamente a mantenere una forte percentuale di disoccupazione e a bloccare i salari reali. I dati dell'occupazio ne e dei salari, relativi agli ultimi tre anni, sono abbastanza chiari: i gua-

l'ACCORDO DOPO 25 ORE DI TRATTATIVE Au enti del 7,9% metallò tedeschi

Il 6 per cento subito, l'1,9 per cento dal gennaio 1967 con la settimana lavorativa ridotta a- 40 ere

BONN, 18. — Il conflitto salariale che opponeva da tempo i sindacati dei metalmeccanici tedeschi ai datori di lavoro si è concluso con un compromesso. raggiunto dopo 25 ore di trattative.

Secondo questo accordo. i salari di 2,9 milioni di lavoratori dell'industria metallurgica aumenteranno nel 1986 (retroattivamente, a partire dal 1.o gennaio) del 8 per cento. Dal gennaio 1967 i salari subiranno un ,ulteriore aumento dell'1,9%.

Per tate data e stata inoltre fissata la riduzione della -settimana lavorativa a 40 ore, inizialmente prevista per il 1.o luglio 1966. L'onere di questa riduzione d'orario graverà sugli industriali del 3,1%. Il nu6vo contratto di lavoro avrà una durata di 18 mesi.

Si ricorderà che in diverse regioni tedesche era stato necessario costituire commissioni di mediazione per risolvere la questione dei salari.

Poichè le proposte di 'tali commissioni erano state respinte, i lavoratori di diverse aziende avevano organizzato scioperi di avVertimento, interrompendo la loro attività per mezz'ora.

a dgni mensili di fatto del settore metalmeccanico sono diminuiti in termini reali dell'1,796 dal 1° semestre del 1963 al 1° semestre del 1964, e del 2,3% dal 1° semestre del 1963 al 1° semestre del 1965 (dati del Ministero del Lavoro depurati con l'indice ISTAT del costo della vita).

Facendo i confronti tra il 1963 e il I 1965, sempre per il primo semestre i (non sono ancora disponibili i dati relativi alla seconda metà del 1965); si ha una diminuzione dell'occupazione del settore metalmeccanico del 2,4%. Si registra cosl, in complesso, mia di"minuzione del monte salari in valore reale del 4,3%.

Questa è la realtà della situazione che si ricava dalle stesse fonti statistiche ufficiali. Ma, del resto, se la Confindustria, nelle sue note propagandistiche e alla TV promette più occupazione in cambio di una pausa dei salari reali, nella realtà, come dimostrano le previsioni per il prossimo quadriennio, curate dai suoi uffici studi (v. Conf. Gen. della Ind. It. - Le prospettive dell'industria italiana nel quadriennio 1965-68 - Roma, 1965), essa sconta una diminuzione dell'occupazione rispetto ai, livelli raggiunti nel 1963 nel settore meccanico ed una pratica stazionarietà nel settore metallurgico. Facendo il confronto tra i numeri in- ' dici mensili della produzione calcolati dall'ISTAT e il dato delle ore complessivamente lavorate in ciascun mese rilevato dal Ministero del Lavoro, si ha che la produzione per ora-lavoro è aumentata, dal l° semestre del 1963 al 1° semestre del 1965, dell'11,396. Secondo 11 parere degli industriali (v. 24 Ore del 25-1-1966, pag. 2) tale dato non sarebbe confrontabile con quel-± lo dei salari perché « è la risultante di una combinazione di tutti i fattori

della produzione. Si ha perciò un dato di produttività globale che praticamente non ha alcun senso ai fini sindacali.

» E' curioso come lo spirito di polemica antisindacale possa trascinare gli industriali ad usare degli argomenti per loro del tutto controproducenti. Infatti, è evidente che, pur rimanendo nei limiti della impostazione confindustriale, affinché le variazioni di produttività che si verificano in un determinato periodo di tempo, dal momento che esprimono l'aspetto dinamico e non statico del fenomeno, siano attribuite all'uno piuttosto che all'altro dei fattori della produzione, deve essere intervenuta una modificazione della loro composizione. Ora sono stati gli industriali stessi a sostenere che sono diminuiti, nel periodo esaminato, gli investimenti di capitale complessivi del settore metalmecranico. Allora, non vi è chi non veda come l'aumento della produttività per ora-lavoro, rilevato daí dati forniti delle fonti ufficiali, sia dovuto a maggior ragione all'intensificazione del lavoro. E altrettanto evidente è che l'aumento dell'intensità del lavoro accompagnato da una diminuzione dei guadagni individuali reali ha significato un grave: aiimento dello sfruttamento a cui sono sottoposti i lavoratori del settore metalmeccanico.

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