La D.C. e i convergenti contro la Provincia
In questi ultimi giorni s'è chiarito ancora di più l'asservimento della D.C. a determinati gruppi e interessi, quei gruppi che oggi detengono il monopolio economico nazionale, e pertanto la sua incapacità a governare democraticamente il Paese.
Sono trascorsi cinque mesi dalle ultime elezioni e ancora molti comuni e provincie mancano di giunte, perchè la loro formazione la si vuole condizionare alla formula di governo, cosiddetta di convergenza e a questa formula si subordina tutta la vita amministrativa della nazione.
Infatti quel che è avvenuto alla Provincia di Milano, dopo il voto dato da socialisti e comunisti al socialdemocratico Lami Starnuti è la prova di come la D.C. intenda governare.
Organicamente legata al grande capitale, di cui il partito Liberale e l'espressione immediata teme che una giunta appoggiata da quelle forze che meglio rappresentano gli interessi della classe lavoratrice (comunisti e socialisti) possa far saltare la attuale formula governativa di continua in 4.a pagina
Iniziate le trattative tra la Commissione interna e la Direzione
Sosteniamo la Commissione Interna per realizzare un deciso passo in avanti
E' in corso nella fabbrica una trattativa tra la C.I. e la Direzione, sulla base di richieste che riassumono le inderogabili esigenze dei lavoratori tutti. Esigenze non solo limitatamente alla Innocenti ma che costituiscono ormai il lievito di tutta l'azione rivendicativa del movimento sindacale italiano. Esse sono: 1) Riduzione dell'orario di lavoro a parità di salario. 2) Aumento del salario. 3) Premio di produzione legato al rendimento, (per la nostra fabbrica si tratterebbe di conglobare fissandone la definitiva acquisizione delle 35.000 attuali e da qui partire per formulare un premio di produzione legato alla produttività).
voli ad una positiva soluzione della trattativa.
L'imponente lotta degli elettromeccanici, ha scosso con un poderoso sussulto tutta l'impalcatura padronale. E' stata una lotta dura, in alcuni momenti persino aspra, poichè dura e aspra è stata la resistenza dei principali settori
padronali. Alla fine però l'unità dei sindacati ha vinto. Infatti gli elettromeccanici hanno ottenuto un aumento del 7 per cento sulla paga base, ed un ora e mezza di riduzione d'orario di lavoro, oltre ad un premio, una tantum.
In maggio in vigore la legge contro gli appalti
Benvenuto a tutti quelli dell'A L A CI !
Fra poco sarà maggio e molti cancelleranno i giorni dal calendario come fanno i militari in prossimità della fine della loro ferma.
Sono gli operai della A.L.A.C.I. che vedono avvicinarsi il giorno della andata in vigore della legge sugli appalti e pertanto la loro assunzione in pianta stabile sotto la Azienda.
La legge che era stata presentata alla camera dal compianto Di Vittorio fin dal lontano 1953 dopo
In Maggio a Milano lavoratori comunisti a convegno
Obbiettivo dei comunisti : battere
Si parla da tempo nei settori politici e sindacali. dentro e fuori dalle fabbriche della prossima conferenza nazionale fabbriche convocata dal P.C.I.
Che cosa si propone, perchè si fa questa conferenza?
E' una domanda che ogni lavoratore si deve porre come altrettanto deve fare quando si discute e si dibattono problemi e questioni che l'investono direttamente, che potranno decidere del futuro della sua esistenza.
Perchè i comunisti si riuniscono a discutere i problemi della fabbrica? Cosa vogliono e perchè?
Domande grosse, poichè non v'è chi non veda come le questioni che dibattono oggi i comunisti non possono non interessare tutto il Paese. Sono in discussione gli indirizzi politici ed economici della nostra società, le sue strutture e sovrastrutture
i monopoli ed i loro alleati per
In queste richieste esiste, una convergenza dei tre sindacati nella fabbrica. Abbiamo qui sott'occhio alcuni volantini distribuiti dalla FIOM, UIL, e CISL, e le richieste avanzate dalle stesse alla Direzione nella quale per l'appunto queste rivendicazioni emergono in modo chiaro. Bene, è senz'altro un importante passo in avanti ma non solo, vi sono in questo momento condizioni particolarmente favoreed il modo per modificarli. I comunisti dicono: viviamo in una società dominata da una profonda contraddizione: da una parte i grandi monopoli accentratori di ricchezze che dominano, alleati al clero più reazionario ed ai rigurgiti fascisti, tutto il Paese e tentano di soffocarne ogni anelito rinnovatore e, dall'altra, milioni di lavoratori che faticosamente lottano per realizzare una società più giusta e più umana.
Ebbene i lavoratori acquistano ogni giorno più coscienza della necessità di cambiare strada. Le contraddizioni del sistema economico vengono sempre più a galla. Il meridione è sempre più povero, l'economia agricola è in crisi, la disoccupazione aumenta ed anche in quelle che demagogicamente vengono definite « le isole del benessere » ben lontano dall'essere appagato è il desiderio di una condizione mo-
realizzare migliori condizioni di vita derna.
Il potere contrattuale dei lavoratori nella fabbrica non risponde alla necessità dei tempi. Per tutto ciò evidente si sente la necessità d'una profonda modifica del rapporto di lavoro.
Compito dei comunisti è di dare corpo a questa profonda esigenza di rinnovamento di concretizzarla in azione politica di massa, di saper indicare un'alternativa democratica all'attuale potere.
E' evidente che di tale azione i lavoratori delle fabbriche sono entro motore ed azione, poichè è battendo i grandi imprenditori privati, e sconfiggendo i monopoli, che si capovolgono gli indirizzi produttivi, di questa società, che sono sempre ed esclusivamente in funzione dell'interesse privato.
L'attacco alle istituzioni democracontinua in quarta pagina
A questo accordo s'aggiungono continua in quarta pagina essere stata bocciata in quella legislatura è stata ripresentata in quella attuale e dopo un lungo e contrastato dibattito, sostenuto in particolare dai parlamentari d'opposizione, è riuscita a passare nell'Ottobre del 1960 e ora, a 6 mesi dalla sua pubblicazione, sulla Gazzetta Ufficiale dovrà essere applicata in tutte le fabbriche anche se qualche imprenditore non ne sarà contento.
E' questa una significativa vittoria di tutti i lavboratori che vedranno così abolite tutte quelle sperequazioni che danneggiavano tutto il movimento operaio.
Anche all'Innocenti verrà a chiarirsi definitivamente la posizione di quei molti operai dell'A.L.A.C.I. che lavorano da anni in condizioni di inferiorità rispetto alle maestranze dell'Azienda stessa.
Ci auguriamo che questi operai vengano tutti assunti senza discriminazione alcuna da parte della Direzione.
Entreranno così a far parte della ditta a parità di diritti di tutti gli altri dipendenti, e così anche a loro sarà garantita la sicurezza del posto di lavoro dei premi di produzione, della mensa, (per la quale oggi pagano 100 lire) del servizio assistenziale del fiamli ed altre cose ancora.
Sicuri che questa vittoria sarà di sprone a tutti, per nuove conquiste sindacali e politiche, inviamo un ben arrivato a tutti, i nuovi che tra poco faranno parte della nostra categoria e li invitiamo a stringersi attorno alle organizzazioni sindacali e politiche per la conquista di più importanti traguardi.
I. S. R. M. O.
Sesto S. G.-Iviiierto fondo C R'Srter)1 Marzo 1961
PERIODICO DEI LAVORATORI DELL' INNOCENTI Una copia L. 20
Conclusi accordi positivi all'ALFA, FIAR, REDAELLI, l'ARMI ecc.
I Dal reparto attrezzeria
Richieste dal G III e dal reparto motocarro
Il reparto attrezzeria è stato recentemente al centro di una iniziativa sindacale che riassume una esigenza che è di tutti i dipendenti.
Infatti i lavoratori di questo reparto hanno chiesto alla C. I. che, rendendosi interprete del malcontento loro, presentasse alla Direzione la richiesta d'un miglioramento economico che tenesse conto dello sviluppo produttivo dell'Azienda.
Una identica richiesta è stata avanzata dai lavoratori addetti alla linea motocarro, alla C.I.
Anche 1 G. III molti operai hanno presentato richieste di aumenti salariali sempre alla C.I.
Il moltiplicarsi di queste richieste indica che l'esigenza di ottenere migliori salari e condizioni migliori di lavoro, l'ormai generale, e matura in tutti i dipendenti.
Pensiamo pertanto che per potere concretizzare tali aspirazioni iniziative analoghe debbono essere avanzate da tutti i reparti, per impegnare la C.I. in una azione maggiormente efficace
Senz'altro uno degli argomenti più dibattuti dagli operai e impiegati della Innocenti è quello dei passaggi di qualifica ed aumenti di merito.
E' un argomento grosso senz'altro. Vi sono moltissimi dipendenti che già da tempo svolgono mansioni superiore a quella per la quale sono retribuiti. E' vero, alcuni dopo mesi di aspettativa hanno ottenuto il riconoscimento loro dovuto. Però sono una esigua, troppo esigua minoranza rispetto a tutti coloro che da tanto, troppo tempo aspettano.
Ci si dirà che esiste un contratto di lavoro nel quale le mansioni d'ogni categoria sono configurate in modo chiaro, che esiste una C.I. che ha il dovere di tutelare il rispetto del contratto stesso; ma qua ci troviamo di fronte ad un'opposizione netta della Direzione, che rimanda continuamente 1' esame dei vari casi con specificate motivazioni, quali per esempio: veramente ridicolo, l'aver smarrito l'elenco dei nominativi in predicato per il passaggio! E' una opposizione ingiustificata, non solo, ma una patente violazione del contratto di lavoro, alla quale ci pare non vi sia stata contrapposta sinora, una chiara presa di posizione della C.I., che troppo spesso si limita ad accettare pedissequamente, anche se pensiamo non volutamente, le argomentazioni padronali, L'altra questione forse non altrettanto importante, ma certamente notevole è quella degli aumenti di merito.
Immaginiamo già la risposta preparata a questo proposito dalla Direzione. Ma come, essa ci dirà, siete tanto solleciti nel pretendere il rispetto del contratto di lavoro (ci mancherebbe altro) ed ora pretendete aumenti di merito che nessun contratto di lavoro invece prevede.
Ma perchè forse che un dipendente che da anni e anni lavora nell'azienda, che ha contribuito al suo SITill4PPO, che ha consentito assieme
Ingiustizie al reparto autombile
La C.I. DEVE AGIRE con DECISIONE
Numerosi lavoratori della macchina ci hanno fatto pervenire una lettera nella quale ci elencano una serie di questioni che da tempo essi chiedono, purtroppo invano, che vengano risolte.
Innanzitutto la questione del cottimo.
Da tempo essi sostengono che la media da essi percepita (43-44%) è troppo bassa.
La catena lavora ormai a ritmo normale perciò il voler procrastinare continuamente la composizione della questione del cottimo è per lo meno indice di scarsa considerazione.
Vi è poi il problema del cambio dell'intervallo. Non esiste infatti nessuna interruzione del lavoro (cosa che è invece riconosciuta alle linee dello stabilimento Lambrate) quel che è più grave neppure la possibilità d'usufruire del cambio per soddisfare i bisogni corporali.
loro costante appoggio la Commissione Interna, sappia portarli a favorevole soluzione.
C'ERA UNA VOLTA
Esistevano nella nostra fabbrica molte consuetudini che venivano rigorosamente rispettate dalla direzione e anche se nessun contratto lo obbligava a farlo, ogni qualvolta hanno tentato di venir meno ad una di queste consuetudini il reclamo degli operai e il pronto energico intervento della C.I. appianavano subito la controversia a favore delle maestranze.
allo sforzo di tutti gli altri dipendenti all'accumulazione (vostra) di grossi guadagni, pretende forse troppo quando rivendica un miglior trattamento? Noi pensiamo sia nel giusto.
A questo punto però vorremmoo aggiungere qualcosa di più. Vogliamo cioè condannare apertamente la discriminazione che anche in questo campo la Direzione attua. Non è giusto, come essa fa di subordinare anche quei pochi aumenti o passaggi che si ottengono alla coloritura politica o sindacale del dipendente. E' profondamente ingiusto e anti-sociale. Questa democrazia tanto decantata e della quale oggi i nostri padroni si riempiono spesso la bocca la vogliamo rispettare o no?
Per ultimo una raccomandazione alla C.I. Più coraggio signori e più fiducia nella forza e nella capacità dei lavoratori i quali se dimostrerete di battervi con onestà e coerenza, vi sosterranno sempre e fino in fondo.
E dulcis in fundo: l'indennità di lavori pesanti che come tutti sanno è riconosciuto in L. 11 orarie per gli addetti alle catene lambretta è ridotta della metà per quelli del settore Auto.
Perchè tutto questo? Perchè queste discriminazioni?
La Direzione sostiene che i ritmi attuali non sarebbero tali per cui renderebbero giustificabile un trattamento identico tra i dipendenti della .macchina e della lambretta.
Noi abbiamo parlato con molti operai i quali invece ci hanno assicurato che il tempo di lavorazione attuale sulle linee e tale per cui tutte le loro richieste sono perfettamente accettabili.
Lo dimostra il fatto che già per ben due volte gli operai della macchina sono stati costretti a scioperare.
Non possiamo perciò che associarsi alle richieste di questi lavoratori e ci auguriamo che con il
Non si deve abdicare !
Si sta facendo strada (fortunatamente solo in certi settori) nella Innocenti, la mentalità che è facile migliorare le proprie condizioni economiche, non per merito e capacità, ma semplicemente disinteressandosi del sindacato; oppure coltivando amicizie con persone, che hanno un certo peso nella fabbrica e con raccomandazioni interne ed esterne.
Siamo contrari per principio ai miglioramenti ottenuti con queste maniere che oltre ad essere alcatori, perchè concessi come premi dati dall'alto, ostacolano la soluzione dei problemi generali. Eppoi pensiamo che tutto deve ottenersi per il merito e le capacità di ciascun lavoratore e non per concessione o valutazione del tizio e caio o per intrallazzo. Potremmo citare molti fatti, ma non lo facciamo, perchè purtroppo questo modo di pensare e di risolvere i problemi è un vecchio retaggio dovuto al
ristabilirsi, della vecchia classe dirigente, che per nostra somma disgrazia governa la Democratica Italia.
Comprendiamo le necessità che possono spingere alcuni lavoratori a coltivare e ritenere valide queste forme per risolvere i propri problemi personali, ma le uniche conquiste valide, sono quelle ottenute non escludendo un po' della propria dignità, ma attraverso il sindacato e la sua organizzazione, perchè ottenute sul piano del diritto della contrattazione delle qualifiche e di tutti i rapporti di lavoro. Perciò non ci stancheremo di invitare i lavoratori a rafforzare sempre di più le organizzazioni nella fabbrica e dare ad esse così maggiori poteri perchè affrontino i problemi generali che si presentano nella fabbrica non trascurando anche alcuni problemi singoli e che si possono presentare e che solo attraverso Ie nostre organizzazioni trovano la giusta soluzione.
Volendo ricordare tutte queste consuetudini che ci sono state tolte confidiamo nell'aiuto degli operai che vorranno aiutarci a ricordare quello che noi dimenticheremo scrivendo alla nostra redazione ciò che noi abbiamo dimenticato.
Si usava dare in occasione della S. completo, ossia al 100%, quegli operai che per ragioni personali scioglievano il contratto di lavoro con la società ancor prima di avere compiuto il 10° anno di anzianità. Era consuetudine, liquidare tutti coloro che abbandonavano il posto di lavoro per ragioni di salute con una quota di 800 ore extra contrattuali. Oggi si usa dare qualcosa a seconda dell'individuo che si licenzia. Perchè?
Era consuetudine esporre in modo chiaro e leggibile a tutti il bilancio del Cral.
Usava dare in occasione della S. Pasqua un regalo (colomba, uova pasquale, bottiglie di vino) a tutti gli iscritti al Cral.
Coloro che usufruivano della mensa in bianco trovavano spesso al venerdì un pesce intiero (nasello, cefalo, luccetto...) proprio come quello apparso sulla fotografia di Epoca. Si trovavano spesso sui piatti alla mensa delle olive sott'olio (specifichiamo sott'olio forse per paura che l'olio sia cattivo si sono abolite anche le olive).
Si usava informare gli operai di tutti i problemi dell'azienda attraverso un microfono installato nell'atrio della mensa.
E via di questo passo. Per questa volta ci fermiamo qui, ma continueremo alla prossima occasione.
CRONACHE DEI REPARTI
II~E 1111111121111/ ~Ma
leggete, diffondete, abbonatevi a "Fabbrica sul Lambro„
La direzione ostacola il passaggio di categoria e gli aumenti di merito
I PADRONI VORREBBERO SFRUTTARCI CINQUE ANNI DI PIU'
L'Africa sarà libera I
Piangi, amato mio fratello negro nei millenni di morti bestiali! dal simun e dall'uragano
Ida qualche tempo è in atto Gli industriali sostengono che una vasta offensiva tesa à rimet- l'ammodernament6 "degli impiantere in discussione gli attuali ti sottopone ad un minor logotermini di età pensionabile che, ramento i lavoratori che perciò come tutti sanno, è stabilita a • potranno lavorare sino a 65 an60 anni per gli uomini e 55 anni • ni! Sono -quegli stessi industriali per le donne. che quando -hai' compiuto i 40 cercando lavoro non ti assumono perchè dicono che sei troppo vecchio!
. Le tue ceneri furono sparse per la terra
Tu, che non hai mai innalzato piramidi per tutti i tuoi potenti boia, tu, catturato nelle razzie, tu, battuto in ogni battaglia in cui trionfa la forza, tu, , che hai imparato in una scuola secolare un solo slogan: schiavitù o morte, tu, che ti sei nascosto nelle jungle disperate che hai affrontato tacendo migliaia di morti sotto la maschera della febbre delle paludi...
I venne il giorno in cui comparve il bianco. r'u più astuto e cattivo di ogni morte, barattò il tuo oro 0011 uno speccnietto, una collana, ninnoli, corruppe con l'alcool i figli dei fratelli tuoi caccio in prigione i tuoi bimbi.
Allora tuonò ii tam-tam per i villaggi gli uomini seppero che salpava una nave straniera per lidi lontani, la dove il cotone è un dio, e il dollaro è imperatore. conaaanato a una prigionia senza fine, lavorando come una bestia da soma tutto li santo giorno sotto il sole spietato, ...solo una cosa temevi: eite ti lasciassero vivere, ti lasciassero vivere. a presso fuoco, nell'allarme, nei confusi sogni ti slogavi in canti di dolore semplici e senza parola, come l'angoscia.
Accadde che persino ti rallegrasti in una esuberanza di forza danzasti tutto uno splendore di nuova virilità, tutta una giovane volontà risuonasse, su corde di rame, su tamburi di fuoco, li principio di questa potente musica creuoe dal ritmo del jazz come un tifone, gridò alto agli uomini bianchi ciie non tutto il pianeta appartiene a loro.
Musica, tu hai consentito anche a noi ai souevare il volto e di guardare negli occhi la futura liberazione della razza.
Che le rive aei vasti fiumi che portano terso l'avvenire le loro onde vive siano tue!
che tutta la terra e tutte le ricchezze siano tue!
Une il caldo sole di mezzogiorno bruci le tue pene.
bi asciughino ai raggi del sole le lacrime cne il tuo avo versò, tormentato in queste lande luttuose!
li nostro popolo, libero e felice vivrà e trionferà nel nostro Congo.
Qui, nel cuore della grande Africa!
11 testamento politico del grande eroe africano
"Noi abbiamo conosciuto le ironie, gli insulti, i colpi che dovevamo subire il mattino e la sera perchè noi eravamo dei negri. Chi dimenticherà che a un negro si dava del tu, non certo perchè amico ma perchè il lei era riservato ai bianchi? Noi abbiamo visto le nostre terre spogliate, abbiamo conosciuto le attroci -sofferenze della oppressione, la miseria, la schiavitù la fame.
„Chi dimenticherà le fucilate che hanno ucciso quanti di noi si batteva per la giustizia e la libertà? Questo io e i miei fratelli abbiamo sofferto, profondamente sofferto. Ma ora iiieieme ai nostri fratelli congolesi vogliamo iniziare una nuova lotta, una lotta • sublime per portare il nostro Paesi alla pace, alla prosperità, alla grandeiza„.
Dapprima a ventilare la possibilità di elevare rispettivamente a 65 e 60 anni il minimo di età pensionabile era solo la stampa 'della Confindustria e in particolare nella nostra città il Corriere della' Sera, poi rapidamente la speranza di far lavorare cinque anni di più i lavoratori e mandarli in pensione quandb ormai hanno un piede nella fossa, ha conquistato i solerti sostenitori degli industriali e si è giunti - a presentare poco tempo fa un progetto di legge a firma Tambroni-Zaccagnini, dove appunto si prevede l'elevamento - dalla età pensionabile. Inoltre nella legge di cui sopra si prevede un maggior contributo trattenuto ai lavoratori, senza aumentare di un soldo le attuali Misere pensioni. Del resto •non ci interesserebbe molto avere qualche soldo in più da spen- Forti del nostro giusto diritto dere quando i padroni ci avran- a godere del progresso, siamo no spremuti al punto tale che fermamente decisi a-non permeinon ci rimarrebbe altra prospet- fere che vengano elevati i rnitiva che entrare nel regno dei nimi di età pensionabile nè venpiù. Il progetto legge Tambroni- gano aumentati i già alti contriZaccagnini è stato ritirato in buti .the paghiamo per quella questi giorni per lo scalpore sol- misera pensione che gli istituti levato, e su proposta del Mini- di previdenza ci elargiscono vostro del Lavoro si e costituita me fosse una carità e non soluna commissione con l'incarico di noStri, negli ultimi anni - di di studiare la questione. questa vita terrena.
Mentre noi, lavoratori ci battiamo per ottenere la riduzione dell'orario di lavoro, costoro tentana -di allungarci al massimo il periodo in cui ci possano sfruttare nelle fabbriche. • I lavoratori devono essere guardinghi. Il pericolo c'è, è reale e bisogna che ci prepariamo per tempo ad affrontarlo. Se i pa- (troni o certi compiacenti deputati D.C., ritengono che il lavoro nelle' fabbriche con l'introduzione delle linee e delle catene sia diventato poco meno divertente e riposante di un giuoco di società non hanno che da provare per qualche mese a prestare la loro attività nei nostri reparti. In pochi mesi avrebbero tempo e modo di ravvedersi!
CINEMA: "IL GRANDE DITTATORE„ DI CHARLIE CHAPLIN ll grande fliarlot nel 1910 Ostrugge il mito di llitler « Il cammino della vita può essere libero e magnifico, ma noi l'aisbiamo smarrito. L'avidità ha avvelenato l'anima degli uomini, ha circondato il mondo di un cerchio di odio, ci ha fatto entrare nella miseria e nel sangue al passo dell'oca. Dico a' coloro che mi possono intendere: non disperate; la sventura che- si è abbattuta su noi non è che il risultato dell'appetito feroce, della cattiveria di coloro che temono il progresso umano. L' odio degli uomini passerà e i dittatori periranno P..Quello che qualche mese fa ab- « Alla visione del film si ride molto perchè è ricco di trovate biamo visto in un serio- documentarlo, • Il dittatore folle », irresistibili, in Quel gusto satirico che proviene dall' intelligente (naturalmente per noi italiani che osservazione degli uomini propria di Chaplin,-ma sotto' la risata non abbiamo potuto vederlo pri- corre sempre una vena di tristez- ma) ci viene riproposto, in altro za, -come un profondo avvertimenmodo ed in altri termini, da Char- to della coscienza, la quale non lie Chaplin nel • Dittatore »: Hit- , può dimenticare che al racconto ler, il nazismo, la questione ebrai- dello schermo è-corrisposta negli ca, visti attraverso la' • lente de- ' anni passati una realtà dolorosa formante » dell'umorismo di que- ' e tragica b.- • sto .grande artista. . (N. M. Lugaro, « L'Italia ») Va detto subito che quello di Dalla coerenza di questa impo-aChaplin non è un umorismo fine stazione (anche il comico, anc -he a se stesso, che si serve di que- il, ridicolo può e deve essere festa storia come della prima che (tele alla realtà, anche se dramgli sia capitata fra le mani per matièa, anche se implica prese di far ridere solamente lo spettatore, posizione di carattere sociale e poper servirgli solamente da « scac- litico) nasce il grande film storico «ciapensieri » (basterebbe ricorda- sul- nazismo e su Hitler: re l'orazione finale per provarNi Tutto questo • gli permette, pur l ina l leirign )o, l' imp egno e civile i:-- creando lontano dall'Europa, pur Ch ricorrendo tutti i mezzi Cadi, La verità è che Chaplin parla., zionall della sua arte, pur non così, il suo • veicolo delle idee.» conoscendo ancora gli sviluppi è la comica, il ridicolo, la risata. più tragici della demoniaca avQuella che egli racconta, lui ebreo, ventura -hitleriana, di penetrare a è una tragedia, forse la fondamen- fondo se non nella genesi, nella tale tragedia del nostro , secolo, realtà. e nella fatale dinamica del ma Chaplin, che la vive, la capi- nazismo. Sono stati in molti ad scee ne • prevede » gli sviluppi osservare (...) con quale precislofino In fondo, può, vuole farcela ne Chaplin riesca a suggerire, pur vivere con la sua arte di comico, tra • le torte in faccia », la « tencon la -sua satira: sione interna » della politica aste« Chaplin dimostra ancora una ra dell'Asse, il conflitto Hitlervolta al pubblico e ai critici che Mussolini a proposito dell'Austria, i suoi fllms non sono semplici oc- ..;onpure il- legame dialettico intercasioni umoristiche. In « Tempi corrente -tra teoria razziale ed moderni », Il film precedente, ave- economia: le persecuzioni degli va denunciato le mire spavento- ebrei scoppiano, quando i capitase del capitalismo e la conseguen- listi ebrei si rifiutano di finanziate instaurazione di un regime di re il regime. E non pochi hanno supersfruttamento della classe la- -' sottolineato come, Chaplin, pur voratrice (...). Adesso ideando que-' non - mostrando le camere a gas sta satira del nazismo, Il discorso (...). rappresentasse un Hitler già continua passando dal planò eco- perfettamente in grado di servirnomico al piano storico ». sene... ».
(C. T., • Avanti! 9) (Ugo Casiraghi, • L'Unità »)
Patrice Lumumba
~MON 1111E~ • I
Il sindacato nella fabbrica garanzia essenziale per rafforzare il potere contrattuale dei lavoratori e la Commissione Interna
Già da tempo, ed in termini sempre meno generici, si parla della necessità della presenza del Sindacato nella fabbrica.
E' questa una esigenza comune a tutte le correnti sindacali, che trova la propria origine nella realtà della fabbrica. Una realtà in continua evoluzione a cui è necessario saper adeguare la nostra azione ed i nostri obiettivi, se vogliamo veramente trasformare ed adeguare il rapporto di lavoro nel quadro d'una visione moderna e democratica.
Infatti la Commissione Interna così come è oggi configurata, e tale deve essere se vuol essere strumento unitario di tutti i lavoratori, non può rappresentare l'unico strumento nel quale si possa sviluppare la dialettica sindacale.
I limiti d'azione contro i quali si scontra oggi sono limiti oggetivi. Vi un contratto di lavoro ed è per il rispetto del suo contenuto che oggi si muove ed agisce la C.I. stessa.
Ci si obbietterà che molto vi è da fare oggi anche in questa dimensione, e siamo noi i primi a riconoscerla. Infatti la contrattazione dei cottimi, la determinazione delle qualifiche, soltanto per contare gli aspetti più immediati, offrono tale tanta materia d'azione dal giustificare essi soli la presenza necessariamente indiscutibile dell'organismo stesso.
Ma è altrettanto vero che ben oltre vanno e devono andare gli interessi sindacali dei lavoratori.
Ben oltre ad una difesa del contratto di lavoro dobbiamo guardare se vogliamo migliorare le nostre condizioni.
Il salario così come oggi è concepito non è più adatto alla reale condizione dela fabbrica. Ogni giorno che passa la parte variabile dello stesso (cottimo, incentivo ecc.) diventa sempre più parte integrante
rispetto a quella parte comunemente definita fissa.
Noi non vogliamo più un salario fluttuante, molte volte aleatorio, ma un salario sicuro.
Ma non solo questo. Vogliamo una retribuzione che marci pari passo con lo sviluppo dell'azienda, che segna l'indice della produttività; che significa in poche parole partecipazione reale ai profitti aziendali. Ed ancora, che tenga conto dello sforzo sempre più pesante fisicamente e psichicamente, il che significa minore ore di lavoro, e più riposo.
Queste ed altre sono le ragioni cessità della presenza del sindacato che motivano e sostanziano la nenella fabbrica. Una presenza non formale, che s'identifichi cioè con l'annuncio sul giornale murale della costituzione della sezione sindacale, ma una presenza creativa, viva, organica, tra le masse.
Significa che il Sindacato deve raccogliere, e fare proprie le istanze di miglioramento dei lavoratori, elaborare sulla base di queste, la piattaforma rivendicativa guidarli per la realizzazione della stessa, ed avere il diritto di trattare con i datori di lavoro proprio per il riconoscimento che ad esso viene dall'adesione plebiscitaria dei lavoratori, i quali vedono nel sindacato lo strumento legittimo di rappresentanza dei ro interessi e delle loro aspirazioni.
Questo noi pensiamo quando diciamo riconoscimento del sindacato nella fabbrica. E prima riusciremo a realizzare questo importante obiettivo e meglio sarà per tutti i lavoratori. Acquisterà conseguentemente più forza anche l'azione della C.I. nel costringere il padronato al rispetto degli accordi stipulati.
Pensiamo che tutti i lavoratori debbano dibattere, discutere attor-
TRIBUNA AZIENDALE i
vazioni, richieste, formulate dai dipendenti. Siamo lieti di queI sta collaborazione, significa che il giornale, certamente non esente 1 da pecche ed errori, piace, e risponde alle esigenze dei di- i i p e ndenti.
Vorremmo però che questa collaborazione acquistasse una i dimensione più ampia. Che ad essa partecipassero tutti quanti, I l operai, impiegati, dirigenti politici e sindacali a qualsiasi corrente o partito essi appartengano. Che vi si dibattano problemi l i di reparot, e problemi politici e sindacali, che si esprimono critiche o approvazioni all'una o all'altra iniziativa. Che vi si i dica cosa a parere dello e degli scriventi vada o cosa non vada l bene, e come migliorare tutto ciò che si tiene superato e i i sbagliato.
l A tale scopo vogliamo creare la rubrica: Tribuna aziendale I nella quale ospiteremo tale corrispondenza (compatibilmente con I l esigenze di spazio) gli scriventi potranno (inviando a Fabbrica sul Lambro — Via Conte Rosso, 12) firmare i propri articoli, i oppure mantenere l'omonimo. La redazione s'impegna a pubI blicare integralmente gli articoli inviati, riservandosi natural- i i mente piena facoltà di commento.
Ci auguriamo che siano in molti ad aderire a questa iniiziativa e, lo ripetiamo, a qualunque corrente o partito essi ap- I ,.. partengano. Grazie per la collaborazione. La
no a tutto ciò e nel contempo dare forza e impulso all'azione sindacale nella fabbrica, se vogliamo veramen-
te come dicevamo all'inizio, un rapporto salariale moderno e democratico.
Continuazioni dalla prima pagina
La D.C. e i convergenti contro la Provincia
cui i liberali costituiscono parte integrante, ed allora eccola ricattare, minacciare i socialdemocratici e ventilare addirittura il commissario prefettizio.
Bell'esempio davvero di democrazia!
I socialdemocratici dal canto loro che parlano, parlano ma quando si tratta di difendere gli interessi dei lavoratori quasi sempre nel miglior dei casi, si limitano a deplorare: gli eccessi del potere, salvo poi a correre a sostegno dello stesso, non hanno opposto molte obbiezioni al ricatto della D.C., facendo dimettere l'eletto Larni Starnuti, e affidando così l'elezione della Amministrazione Provinciale alla merce dell'intrallazzo, e delle subdole manovre di corridoio, dei vari Malagodi, e alleati D.C.
I lavoratori tutti sono preoccupati per questo malcostume politico, che minaccia di provocare lo scadimento delle istituzioni democratiche, e porre la vita amministrativa di tutti i cittadini nelle mani dei gruppi più esosi e parassitari del Paese. Non tenere conto delle esigenze dei lavoratori è mancare ad una precisa responsabilità, non solo ma tradire il responso elettorale che ha segnato un indubbio spostamento a sinistra.
Chiediamo perciò che si tenga fede all'aspettativa delle forze lavoratrici, e si formino giunte svincolate da ogni ipoteca reazionaria e che liberandosi da ogni assurda pregiudiziale anticomunista sappia realizzare un programma che soddisfi le esigenze dei lavoratori.
Sosteniamo la C. I.
quelli pressochè analoghi se non nella formulazione, certo nella sostanza, della Vanzetti, della Redaelli, per attenerci soltanto a quelli cittadini, ed ultimo in ordine di tempo, ma non certo per importanza, quello sottoscritto all'Alfa Romeo.. Un aumento del 5 per cento ed una ora e mezzo di riduzione d'orario.
Tutti questi precedenti ed il fermentare delle esigenze di miglioramenti in atto su tutta la classe operaia, rendono più concreta anche alla Innocenti la sottoscrizione d'un accordo che rispecchi le aspettative delle maestranze.
Pensiamo che la C. I. debba gettare sul tavolo della trattativa tutto il peso che le deriva da questi
precedenti accordi stipulati in altre aziende, e sostenuta dalla volontà e dalla passione dei lavoratori lotti conseguentemente fino in fondo. La situazione produttiva aziendale è buona e le prospettive altrettanto. Hanno pagato, e come l'abbiamo visto più sopra, aziende meno sviluppate e meno floride della Innocenti, perchè noi non dovremmo pretendere altrettanto? Certi che tutto quello che abbiamo detto rifletta le esigenze di tutti, ci auguriamo una sollecita e positiva conclusione delle trattative, invitando i lavoratori a fortemente sostenere la C.I. per strappare quanto più è possibile.
I comunisti a convegno
tiche il tentativo di rinascita dei fascisti voluto e sostenuto dall'ala più reazionaria della DC. (Tambroni insegna) che si accompagna allo scopo inconfessato da parte in degli attuali dirigenti di governo d'incapsulare la classe operaia ín un sistema riformistico, tentando con manovre più o meno centrosinistroide di convincerli della bontà del sistema capitalistico, rendono più che mai urgente l'azione di tutta la classe operaia per battere i nemici comuni ed ottenere veramente questo: la partecipazione operaia al potere.
Le condizioni vi sono: il potenziale di lotta esiste, le leve dei giovani vogliono cambiare veramente le cose, anelano ad una vita migliore, il malcontento dilaga, assume sempre più consistenza.
Quello che ì comunisti vogliono è portare avanti nell'alveo delle istituzioni costituzionali, assieme alla stragrande maggioranza del Paese, questa lotta.
La conferenza ha perciò il compito di compiere un'analisi ampia, sincera, spregiudicata della realtà e d'adeguare ad essa obiettivi ed azione nel quadro appunto della lotta per itch rinnovamento democratico del Paese.
Ed i comunisti della Innocenti a questa conferenza porteranno il loro importante contributo. Un contributo che nasce dalla loro esperienza, passate e presenti, certi che anche nella fabbrica si creeranno presto le condizioni necessarie per un balzo in avanti di tutti i lavoratori; per migliori salari, per una condizione più umana per una effettiva partecipazione allo sviluppo aziendale, per una società senza ingiustizie.
Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 3259 — Direttore reeponsabile BRUNO CASTELLINI Redazione via Conte Rosso, 14 Tipografia *. PORPORA „
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