la gioventù unita grande certezza di libertà
periodico dei D
a cura VIrl del r-E \ circolo "Mahgiub"
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VOTO A 18 ANNI GRANDE BATTAGLIA PER IL RINNOVAMENTO DELLE ISTITUZIONI DEMOCRATICHE
A 26 anni dall'entrata in vigore della nostra Costituzione, malgrado le lotte che i giovani e le forze democratiche conducono da diversi anni, il problema della partecipazione giovanile alla vita democratica è tutt'altro che risolto. in particolare resta in vigore la legge che prevede in 21 anni il limite minimo per aver diritto al voto. Si tratta di una disposizione evidentemente assurda, anzi di un'assurdità talmente provocatoria che non è difficile leggere in essa la volontà di segregare i giovani, di evitare pericolosi • contatti • fra i giovani e le istituzioni repubblicane, di impedire un graduale rinnovamento della nostra democrazia, la quale minaccia di cedere proprio per la sua chiusura • nei confronti delle masse di popolo e particolarmente di gioventú che le impediscono di accogliere e interpretare correttamente le spinte e le novità culturali, politiche e di costume che si vanno formando nella società civile. Nel riprendere in mano la bandiera dell'allargamento del diritto di voto ai giovani compresi fra i 18 e i 21 anni, noi siamo coscienti di dare in questo modo un importante contributo al rinvigorimento delle istituzioni dello Stato democratico, che ora piú che mai sono fatte oggetto di attacchi da parte di forze reazionarie e fasciste, nel vano tentativo di sovvertirle e di sostituirle con un ordinamento vuoi conservatore (la « repubblica presidenziale •), vuoi esplicitamente dittatoriale (la • repubblica corporativa »). La possibilità che questi disegni addivengano effettivamente a sbocchi pratici risiede soprattutto nella trasformazione dell'innegabile • distacco • tra istituzioni e popolo in una vera e propria • frattura • che segnerebbe automaticamente la morte della Repubblica nata dalla rivoluzione antifascista.
cipale perché il prossimo futuro sia veramente il regno della libera espressione delle potenzialità umane.
Ma la nostra battaglia per il voto a diciott'anni trova fondamento anche in una esigenza di giustizia e di accoglimento di una verità inoppugnabile; che cioè i giovani, e in specie gli studenti delle scuole secondarie e delle Università, hanno da tempo sviluppato una coscienza civile e politica, che presenta tratti autonomi e specifici e che si riflette nelle lotte che essi conducono, con mezzi differenziati e talvolta contraddittori, per una società piú giusta e ,piú coerente con il suo tempo. Già nella Resistenza il contributo dei giovani e dei giovanissimi rivelò una maturità e un grado di coscienza politica eccezionali, e soprattutto un grande spirito di lotta contro la sopraffazione e l'ingiustizia e per l'affermazione di un mondo liberato una volta per sempre dai tristi rappresentanti dell'anticultura e dell'oppressione sociale. L'eredità dei giovani partigiani rivive oggi nelle battaglie che i giovani conducono in tutto il mondo per la libertà e il progresso, per il riconoscimento dei loro diritti in ogni campo, cosí nella scuola come nella fabbrica: essi rivedicano a sé con pieno diritto la responsabilità prin-
Certo, i condizionamenti cui sono sottoposti dal vigente sistema politico ed economico, fa sí che fra i giovani esistano spinte che vanno in senso conservatore, se non apertamente illiberale: ma si tratta di casi isolati e comunque minoritari che non possono inficiare il giudizio complessivamente positivo che abbiamo appena enunciato. Esiste un terzo ordine di motivi, piú specificatamente giuridici, che è alla base della nostra richiesta di modifica costituzionale (pubblicata in altra parte dei giornale). La legge consente ai diciottenni il diritto a coniugarsi, a riconoscere i propri figli, a fare testamento, e li sottopone all'iscrizione nella lista di leva militare. Inoltre con il compimento del 18° anno di età si diventa maggiorenni di fronte al codice penale, senza riduzione della pena. Come si vede, attraverso tutta una serie di diritti-doveri lo Stato riconosce praticamente la maturità e la piena coscienza sociale del diciottenne. Solo, gli viene negato lo strumento per esprimersi nella libera competizione elettorale che e alla base di questa e di ogni altra democrazia, il diritto di voto! Un incongruenza non certo casuale, ma voluta e difesa dai governi presieduti dalla DC e da tutte le forze reazionarie e moderate. Spezzare questo odioso isolamento significa contribuire a ridare credibilità e forza alle istituzioni democratiche, a renderle piú pienamente rappresentative della società italiana e dei nuovi fermenti che in essa, per opera soprattutto della gioventú cosciente e democratica, si vanno estendendo ogni giorno di piú.