il clialo PERIODICO DELLA ZONA 4 / mensile
anno ventunesimo numero sei
uglio 1978
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Sempre alla ribalta consultorio il liceo Einstein L'apertura al pubblico del Consultorio della zona 4 (in V.le Puglie 33) dovrebbe essere imminente. L'équipe sebbene non completa nel suo organico ha già iniziato da più di un mese un lavoro di programmazione e coordinamento del servizio, indispensabile per soddisfare le aspettative della futura utenza e applicare le norme e i fini disposti dalla Legge Regionale. Gli operatori che finora hanno collaborato in equipe sono: due ginecologi (presenti nel Consultorio per circa dieci ore ciascuno alla settimana), due assistenti sociali (una a tempo pieno e l'altra a sedici ore alla settimana) e una psicologa a nove ore alla settimana. Certamente il numero di ore che queste persone possono garantire è molto poco; l'ideale infatti sarebbe che ogni figura professionale lavorasse a tempo pieno; questo non è possibile, per i soliti motivi che ormai tutti conoscono: le difficoltà connesse col bilancio amministrativo, e quindi anche le difficoltà per il Comune di assumere personale. Naturalmente più a monte di questo discorso ci sono motivazioni di ordine strettamente politico. È necessaria quindi in primo luogo una forte pressione da parte di tutti perchè le scelte del Comune siano orientate verso una veloce ed efficiente attuazione del progetto dei venti consultori a Milano (finora ne esistono solo quattro) e della Legge Regionale in merito a questi servizi. È in tale senso che si muove il Comitato di Gestione del consultorio della nostra zona. Il Comitato di Gestione, grazie soprattutto alla pressione costante dei gruppi di donne che si sono organizzate proprio intorno al problema del consultorio, è formato in maggioranza da donne; e proprio questa è la migliore garanzia di una gestione realmente negli interessi delle donne, che, è innegabile, sono le utenti privilegiate di questo servizio. Il comitato di gestione del consultorio si è costituito il primo giugno e si è già riunito altre due volte per iniziare subito il lavoro di pubblicizzazione del servizio e di pressione verso il Comune per ottenere gli strumenti necessari per aprire il con… sultorio. Queste richieste sono sia di ordine materiale (manca una porta, manca il materiale ginecologico e di segreteria, ed è stata richiesta una linea telefonica in più) che pertinenti l'organico: infatti le ore garantite dai ginecologi e dalla psicocologa sono troppo poche; inoltre è necessaria un'ostetrica e una segretaria. Il Comune ha proposto, al posto dell'ostetrica un'infermiera e una segretaria. Comunque, a questo proposito è già stato richiesto un incontro con l'Assessore alla Sanità. Sarà poi il Comitato di Gestione a valutare se accogliere le proposte del Comune o se sia meglio cercare di otte nere una soluzione diversa. i Ritornando ai lavori del lComi tato di Gestione si può dire che uno dei problemi … emer si con maggior risalto è quello j della pubblicizzazione del servizio. A questo scopo, oltre all'invio a tutte le famiglie della .zona di un foglio informativo, è in programma un incontro col CUZ e con quelle altre realtà che possono avere rapporti con il consultorio: per esempio le assistenti sociali di quartiere, i medici e i farmacisti che lavorano in Zona 4. È prevista anche una serie di incontri e possibilmente uno stretto collegamento in futuro con i due servizi che insieme al consultorio sono entrati nei locali della Palazzina: il MIE e lo SMAL. Infine ci saranno anche incontri e assemblee in fabbriche, scuole e caseggiati della zona. Sarebbe negli intendimenti del comitato di gestione iniziare nel mese di luglio la pubblicizzazione e per settembre procedere alla apertura al pubblico del servizio. Ma è di questi giorni la notizia secondo la quale Sirtori avrebbe annunciato l'apertura del consultorio della nostra zona entro il 15 luglio. Questa arbitraria decisione scavalca le volontà del comitato di gestione e di tutti quelli che lavorano per avere un consultorio che sia veramente efficiente e consono alle esigenze della futura utenza. Certo un consultorio aperto frettolosamente con parte del personale in ferie, e mancante degli strumenti indispensabili per il suo funzionamento regolare, rischia di trasformarsi in poco tempo in un deserto. È necessaria quindi una presa di posizione del Comitato di Gestione e del Consiglio di Zona perchè questo servizio non inizi la sua attività con un'apertura «politica» di comodo, ma che sia prima di tutto fornito di tutto ciò che di indispensabile gli manca e pubblicizzato adeguatamente. Fiorella De Marco
Lunedì, 29 Maggio 1978, si è tenuta presso il Teatro Quartiere un'assemblea pubblica sui problemi che da anni travagliano il Liceo Einstein e che ha visto la partecipazione di circa 500 persone tra alunni, genitori, insegnanti, membri di partiti politici e di sindacati, cittadini della Zona. L'iniziativa partiva dalla Federazione Unitaria Lavoratori Scuola (CGIL CISL UIL) e dal Consiglio Unitario di Zona 4+ 14, dopo una serie di riunioni con i rappresentanti dell'Associazione Genitori Democratici Einstein, docenti e studenti del liceo. I problemi sul tappeto erano e sono quelli che da anni le persone interessate ben conoscono e che più volte sono stati pubblicizzati dalle pagine di questo giornale; riteniamo opportuno ripetere i principali utilizzando le parole del volantino di convocazione dell'assemblea. I punti in discussione erano: il fatto che le strutture del liceo sono state sempre precluse alle iniziative delle forze democratiche e sociali operanti nella zona; il continuo processo di svuotamento a cui sono state sottoposte le forme di partecipazione democratica all'interno della scuola; lo stravolgimento dello spirito della Legge dei decreti delegati, in quanto si persegue una linea di separazione tra studenti, genitori, docenti; gli ostacoli frapposti alle iniziative culturali e di studio degli allievi, volte ad un utilizzo del Liceo fuori dall'orario strettamente scolastico; l'alta percentuale di ritirati (circa 50 alla fine del 1° quadrimestre) e di bocciati tra gli alunni delle prime classi. Queste affermazioni sono suffragate dai documenti raccolti in un «libro bianco», che è stato distribuito all'inizio dell'assemblea e successivamente anche a tutti gli studenti della scuola; non è possibile per ragioni di spazio riportare questi documenti sul giornale, certo è che a un mese di distanza non ci risulta siano state smentite le affermazioni che contiene o sia stata contestata la veridicità dei documenti che riproduce. All'assemblea hanno partecipato anche giornalisti dei maggiori quotidiani, (Corriere della Sera, Giorno, Repubblica) sui quali sono poi apparsi articoli decisamente critci riguardo l'attuale e la passata gestione di questo liceo. Non si è invece visto il preside, Prof. Gieorgiacodis, anche se l'attuale «governo» dell'Einstein era comunque rappresentato da un gruppo di appartenenti alla «Libera associazione Geni: tori», tra cui il Dott. Mormone
presidénte del Consiglio di Istituto, e da alcuni studenti della stessa «area». Numerosissimi gli interventi di sindacalisti. genitori, studenti: finalmente una occasione per discutere apertamente ed insieme dei problemi di una scuola dove di questi problemi pare non si possa parlare: la sede naturale di queste iniziative è infatti l'aula magna del liceo, che pur essendo stata richiesta ed essendo libera non è stata concessa. Una sede è stata rinvenuta al Teatro Quartiere, gestito in quel periodo dal Consiglio di Zona 4 e dalla Cooperativa che pubblica anche questo giornale; ricordo questa disponibilità per ribadire le regioni per cui seguiamo attivamente questi avvenimenti: il problema della cultura (e quindi anche del sistema scolastico) va affrontato in modo complessivo cercando di collegare i vari momenti che anche a livello di zona lo compongono: non si può pensare di educare dei ragazzi mantenendoli completamente separati dai problemi del mondo del lavoro, dai problemi della città e del quartiere, dai problemi enormi della nostra società che si riperquotono soprattutto sui giovani. È invece proprio questo il caso dell'Einstein, un'isola tenacemente difesa da qualsiasi contatto con l'esterno, col pretestuoso motivo di salvaguardarlo dallo sfacelo che ha colpito in molti casi le nostre scuole. Noi crediamo invece (e non siamo i soli con questa convinzione), che lo sfacelo della scuola derivi proprio dall'abbandono e dal
disinteresse in cui è stata lasciata nella nostra società. mortificata da riforme che non ne hanno risolto i problemi pincipali, trasformata in area di parcheggio per migliaia di giovani senza prospettive di un lavoro. Proprio perché vogliamo evitare tutto questo riteniamo necessario coinvolgere su questo tema tutti i cittadini: lavoratori, studenti, operatori culturali; solo con l'aiuto e l'impegno di tutti possiamo ridare o mantenere alle nostre scuole la loro primaria funzione che è quella di preparare dei cittadini capaci di affrontare il mondo difficile dei nostri giorni. Non possiamo riportare in questa sede tutti gli interventi sentiti in assemblea; sottolineiamo però il fatto che agli interventi di denuncia e preoccupazione per la situazione della scuola, coloro che di questa situazione sono di fatto responsabili in quanto gruppi di maggioranza al suo interno (vedesi Libera Associazione Genitori e studenti loro simpatizzanti) non hanno risposto o hanno risposto in modo evasivo e generico, preferendo al confronto democratico il metodo delle lettere di protesta ài giornali (vedasi Giornale Nuovo) e le raccolte di firme contro il nostro mensile «reo» di parlare troppo e male dell'Einstein. Giqi Bianchi
a pagina 3 "SPECIALE EINSTEIN"
Teatro cartiere I mesi di maggio e giugno di quest'anno hanno segnato un passo avanti nella politica culturale decentrata: in quel periodo il Teatro Quartiere di 13.1e Cuoco è stato programmato e gestito direttamente dal Consiglio di zona 4 che vi ha realizzato la rassegna, particolarmente dedicata ai giovani, «Tempo libero insieme». Il Consiglio di zona, la sua Sottocommissione Cultura, la Cooperativa IL DIALOGO Informazione e Cultura (delegata dal Consiglio a seguire gli aspetti contabili ed amministrativi), e molti semplici cittadini hanno permesso, anche con il loro apporto volontario, che la struttura del TG) venisse prima rimessa in sesto e poi utilizzata come luogo di incontro e di spettacolo. È la prima volta che una struttura pubblica a destinazione prevalentemente teatrale, viene programmata e fatta funzionare in mo-
do continuativo e non episodico. da quei cittadini che saranno poi. loro ed altri, i fruitori delle stesse iniziative culturali messe in programma. Un nuovo modo questo di gestire la cosa pubblica. È ormai questa una tendenza che si sta manifestando anche in altre zone della città, dove si stanno percorrendo quelle strade che la zona 4 ha già praticato gli anni passati grazie alla presenza del Teatro Quartiere ed all'ausilio del Piccolo Teatro di Milano che ha permesso ad un buon numero di persone di «addestrarsi» alla conduzione di un teatro.. Queste passate esperienze, un rapporto nuovo e più corretto con la Civica Amministrazione, la presenza concreta di persone che all'interno del Consiglio di zona vo-
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