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Il Diciassette4

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PARTITO COMUNISTA ITALIANO Comm. Stampa e propaganda Via Volturno n. 33 20124 — MILANO

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mensile di politica cultura attualita della zona17

Anno Il - N. 3 Aprile 1978

L. 300 Esce il primo di ogni mese

UNITÀ NELLA DEMOCRAZIA PER RICONQUISTARE I VALORI DELLA RESISTENZA

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Siamo tutti impegnati in prima persona: in questi momenti così drammatici per la democrazia del nostro Paese non c'è spazio per le deleghe, per le recriminazioni, per le divisioni di parte. E non c'è spazio per la paura: l'abbiamo dimostrato in quindici milioni, scendendo nelle piazze quel tragico giovedì di marzo. Il pericolo esiste, ed è gravissimo. Dobbiamo rendercene conto tutti: il terrorismo delle bombe, e degli spari alle gambe, il terrorismo che uccide, che mira "a colpire il cuore dello Stato" non è un corpo estraneo al Paese. I nemici sono anche fra noi: come potrebbe altrimenti, un pugno di criminali "professionisti" mettere a repentaglio una società con la quale non hanno nessun aggancio? Il disegno è chiarissimo. Si punta alla divisione dei lavoratori, dei cittadini, si punta alla paura e alla passività delle masse per ridurre la lotta su due fronti armati: da una parte i terroristi i "killers" dell'eversione, dall'altra la polizia o il corpo speciale dello Stato. Se cosi avvenisse, sarebbe veramente la fine della nostra democrazia. Ma la folle strategia di chi vuol spingere il popolo alla disgregazione e allo sfascio per condurre il Paese ad una nuova svolta autoritaria e neofascista, non passerà. Troppo salde e profonde sono le radici della democrazia italiana: affondano nel sangue dei nostri morti nella lotta partigiana, affondano nella reale unità dei diversi strati della popolazione, affondano nel

comune ideale di progresso civile e sociale del Paese. Troppo lungo sarebbe esaminare a fondo il processo unitario che, nato nella Resistenza, si è sviluppato in questi trent'anni fino ad esprimere la convergenza di tutte le forze costituzionali nella nuova maggioranza governativa. E non si tratta, come si vuol far credere, di accordi "di vertice": mai, come in questo momento, tutta la classe lavoratrice, i giovani, i cittadini, sono chiamati a dare il loro insostituibile contributo di lotta e partecipazione per uscire dalla crisi. Fra pochi giorni si celebrerà il 25 aprile: non si dovrà rispolverare il museo dei gloriosi ricordi per commemorarli con sterili discorsi. Si dovrà invece portare alla luce l'immenso patrimonio di valori e ideali di libertà, progresso e democrazia per riviverli, farli nostri e difenderli da chi, oggi come allora, tenta di sopprimerli con la forza. La Resistenza, come fatto storico, si è conclusa in quella radiosa giornata del 1945. Ma la Resistenza, come fatto ideale, è viva oggi più che mai: tutte le componenti socialiste, comuniste, laiche e cattoliche che hanno lottato per la libertà, oggi sono chiamate a continuare quella lotta. Per questo il 25 aprile siamo chiamati tutti a scendere nelle piazze per affermare, con la più alta consapevolezza civile e politica, che i valori della Resistenza vinceranno ancora. Marisa Deimichei

Speciale 25 aprile Per celebrare la Resistenza, in questo momento particolarmente difficile per la democrazia in Italia, abbiamo raccolto le testimonianze di chi ha vissuto in prima persona la guerra partigiana: i vecchi combattenti della nostra zona. Sono emerse testimonianze estremamente attuali, che pur riferendosi ai grandi ideali di libertà che hanno animato gli italiani dal marzo '43 all'aprile '45, sono interamente riproponibili come guida per respingere le drammatiche provocazioni che in questi giorni sconvolgono la nostra Repubblica. È giusto ricordarlo anche su queste colonne che dall'unità di tutto il popolo italiano sorretta da una grande volontà ideale, è nata la nostra Repubblica. Tali testimonianze sono un documento estremamente importante e di grande interesse storico: un documento tutto da leggere, meditare, conservare.

NATA PER OPERARE SERIAMENTE NELLA SCUOLA LA NUOVA ASSOCIAZIONE GENITORI, INSEGNANTI, STUDENTI E PERSONALE NON DOCENTE.

Scuola & partecipazione Nella nostra zona, corrispondente al Distretto scolastico n. 40, è sorta una nuova associazione di genitori, insegnanti, studenti, e personale non docente dal nome "Scuola e Partecipazione". L'iniziativa c'è sembrata di particolare interesse, specie nel momento in cui il distretto, da poco eletto, sta per iniziare un'importante lavoro di rinnovamento nella scuola. Per saperne di più, abbiamo rivolto alcune domande ai responsabili di questo nuovo gruppo. - Com'è nata "Scuola e Partecipazione"? E da chi è formata? Siamo un gruppo di genitori, insegnanti e studenti, che si è formato durante la campagna per le ele-

zioni del distretto scolastico. In occasione di questa campagna, durante il "pellegrinaggio di propaganda per le nostre liste, abbiamo verificato in quale abbandono e scollamento siano lasciate le componenti che dovrebbero operare nella scuola. La nostra associazione nasce soprattutto da un bisogno reale di collaborazione, che quotidianamente queste componenti vivono; bisogno che, in questi primi tre anni di attuazione dei Decreti Delegati, è andato via via crescendo. Ma che, di fatto, si è poi visto contrapporre una partecipazione sempre meno sentita e praticata. - in che modo pensate di coin(segue in seconda,


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